Chi di fondi pubblici ferisce…

Ieri sera, a L’Ultima Parola, Maurizio Belpietro dice a 2200 lavoratori di Termini Imerese che i loro stabilimenti non potevano rimanere aperti, perché hanno vissuto solo di fondi pubblici. Gli ho ricordato che se questo deve essere il criterio, allora il quotidiano di cui è direttore, Libero, che nei sette anni che intercorrono dal 2003 al 2009 ha beneficiato di contributi pubblici per 40 milioni di euro, dovrebbe essere chiuso da un pezzo.
Belpietro si è dichiarato quindi a favore dell’abolizione dei fondi pubblici all’editoria, ma solo a patto che lo facciano tutte le testate. Ho osservato che c’è un giornale che non grava di un solo centesimo sulla spesa pubblica e che non ha aspettato che a farlo fossero prima gli altri: Il Fatto Quotidiano.  Ha detto: “Anche lì, vedremo… Siccome prendono dei soldi per gli abbonamenti… Va beh!“.
Appunto: va beh!

31 commenti

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  • Vabbè, intanto non è 2003-2009, ma fino al 2007: E cosa c’entra!!!

    Poi, io finora non ho ricevuto un euro di finanziamento? Si ma hai ricevuti quelli degli anni prima, che ti finanziano adesso, e riceverai in futuro quelli relativi ad oggi, che ti permetteranno di coprire le spese e investire nuovamente….

    se fosse per me, li toglierei a tutti i finanziamenti, sono contro!: già, ma perchè pur vedendo ogni volta la rassegna stampa, e quindi vedo tutte le prime pagine, e mi sorbisco anche la tua, non ho mai visto soprattutto in questo periodo di crisi, un QUANTOMENO “riduciamo i finanziamenti all’editoria” iniziando da un 50% per arrivare alla graduale soppressione visto che questa carta potrebbe avere altro utilizzo?

    il FQ intanto riceve i soldi dagli abbonamenti! E dove li dovrebbe prednere i soldi,. dalla propria tasca? I soldi dei lettori sono i più legali-soddisfacenti-apprezzati spiccioli che si possono mai ricevere, perchè dimostrano che stai svolgendo il tuo lavoro e sono VOLONTARI!!!!

    Grandissimo Claudio, continua con le apparizioni in Tv, cosìsempre più gente capirà la differenza tra chi segue un’informaziona appagante, e chi non è mai sicuro e va sempre alla ricerca delle fonti….Continua così!

    (il picchio parlante)

  • Che goduria vedere l’alta borghesia ergersi a difesa dei consumatori!

    E mentre tutto scorre, esce la notizia, o meglio direi quasi come un’indicazione da parte del wall street journal in base al quale secondo loro il post berlusconi, l’Italia e la politica italiana dovrà essere gestita dal Sign. Montezemolo.

    Che dire… morto uno se ne fa un altro, alla faccia del popolo sovrano.

  • Bravo Claudio

    Deve spiegarci cosa intende per abbonamenti. Forse che il “Fatto Qutidiano” impone degli abbonamenti coatti?

    Era in evidente stato confusionale. Non si aspettava una domanda di questo tipo.

    Complimenti ancora signor Byoblu

  • Capito Claudio?? Il Fatto prende i soldi dagli abbonamenti, e tu, come se non bastasse, li prendi dalle donazioni dei lettori o dagli inserzionisti pubblicitari del blog… come osi???

    Povero Belpietro… che poi, se fossero solo tra il 2003 al 2007 – può essere perchè mi pareva di averlo già letto -, sarebbe ancora peggio perchè i 40 milioni sarebbero ancora più concentrati e quindi sarebbero ancora più alti anno per anno…

  • Grande puntata de “L’ultima parola” ieri sera, “Annozero” non avrebbe potuto fare di meglio! Hanno avuto la parola elettori di destra che hanno manifestato la loro delusione nei confronti del governo che si vanta di avere un ampio consenso (questa volta non possono dire che la trasmissione sia di sinistra!). Interessante la tematica sollevata del ritorno alla LIRA (una delle poche trasmissioni che l’ha fatto), potrebbe essere la vera soluzione per risollevare effettivamente l’Italia, anche se poteri troppo influenti si opporrebbero duramente, in quanto è loro interesse invece sabotare il nostro ed altri paesi, l’EURO è lo strumento più adatto (EURO = EUna Rapina Organizzata, ahahah, non è mia questa). Proviamo a pensare a cosa succederebbe se si ritornasse alla LIRA, nella mia ignoranza azzardo solo delle ipotesi:

    visto che la lira sarebbe una valuta debole ne beneficerebbero le nostre esportazioni che non temerebbero la rivalità di paesi come la Cina, oltre al fatto che molte multinazionali troverebbero conveniente investire nel nostro paese, impiantando fabbriche e stabilimenti e la FIAT probabilmente non licenzierebbe più nessuno anzi potenzierebbe le fabbriche che attualmente vorrebbe chiudere e ne aprirebbe delle nuove, non ci sarebbero insomma le estarnalizzazioni; il turismo andrebbe benissimo e sarebbe uno dei settori di punta ecc. Se sbaglio nella mia pseudo analisi, qualcuno, a cui girano i maroni perché amante dell’EURO, è pregato di farmelo capire. Vabbè tanto non mi caga nessuno.

    Quanto alla questione di Belpietro, se lo dice lui che non prende finanziamenti pubblici per “Libero” dobbiamo per forza crederci, deve essere assolutamente vero, come è vero l’attentato che ha subito.

    • .. intanto tutte le materie prime e derivati, che importiamo, rincarerebbero enormemente. L’acquisto di: petrolio, gas, cereali, filati grezzi, minerali ecc ecc con una moneta svalutata vanifiherebbe il passaggio ad una moneta svalutata in termini di sviluppo economico mentre pagheremmo una montagna d’interessi in più sul nostro debito. A meno che non si decida per la bacarotta, ma questa è un’altra storia.

    • Insomma, come al solito, si denota che sono il petrolio e il debito sovrano che la fanno da padroni! L’intero sistema economico globale è commisurato a questi due fattori.

      Per quanto riguarda il rincaro delle importazioni, se le consideriamo in un bilancio come voce passiva e le esportazioni come voce all’attivo, bisognerebbe vedere se tale bilancio fosse chiuso in positivo o in perdita, cioè bisognerebbe fare un’analisi costi/benefici per valutare l’ipotesi “RITORNO ALLA LIRA”.

       

  • Forse Belpietro non ha detto un’assurdità… Sembrerebbe che esistono fondi dello stato per la spedizione degli abbonamenti e rappresenterebbero un bel gruzzolo… Qualcuno conferma o smentisce ?

    • Ci sono delle agevolazioni sulle tariffe massime di spedizione dei prodotti editoriali, che però vengono date alle Poste, non agli editori. Cioè io anzichè spedire il mio quotidiano a 1€ a copia lo spedisco a 50 centesimi, e gli altri 50 ce li mette lo stato, ma va detto che nel 2010 sono state sospese dopo il primo trimestre essendo stata superata la soglia massima dei 50 mln di euro alla fine di marzo. Poi è uscito questo decreto 21 ottobre 2010, che all’articolo 1 recita:

      “Ai sensi della disposizione di legge sopra menzionata ed in considerazione della specificita’ del settore, le tariffe massime per le spedizioni di cui al presente decreto sono determinate senza oneri a carico del bilancio dello Stato e del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e si applicano a partire dal 1° settembre 2010 fino al 31 dicembre 2012.”

      Cioè in buona sostanza, a leggere, si determinano le tariffe massime di spedizioni cui possono accedere certi editori, ma senza oneri a carico dello stato.

      Resta da capire se prima del marzo 2010 Il Fatto Quotidiano abbia benificiato di queste tariffe o meno. In ogni caso resta che è un quotidiano che non si avvale dei contributi all’editoria. Se poi beneficia di una tariffa di spedizione agevolata con le poste, decisa con Decreto Ministeriale per tutti gli editori, è una questione separata che va analizzata a parte.

    • Mi associo a Biecoblu.

      La stessa Gabanelli,nella famosa puntata sui finanziamenti all’editoria, specifica che di finanziamenti all’editoria ve ne sono di due tipi, i diretti (quelli di cui si parla in questo video), e quelli indiretti (a cui molto probabilmente indente riferirsi Belpietro). Lo specificò lo stesso Travaglio al V2-Day (riguardatevi il video), anche i finanziamenti indiretti sono un male, ma sono attualmente necessari a causa della mancanza di tetto pubblicitario alle TV (con Berlusconi che ci deve lucrare si capisce perchè manca tale tetto).

      Ebbene a memoria ricordo che la Gabanelli disse che il grosso dei finanziamenti è quello indiretto.

      Lungi da me il giustificare Belpietro, piuttosto mi faccio impalare, ma bisogna aver chiara la situazione. 

      Per il resto tuttavia, bravo Byoblu che ha assegnato un colpetto mediatico a Belpietro, tanto in TV è difficile parlare di contenuti in maniera seria.

       

  • anche perchè stiamo parlando di numeri altissimi, ed è normale che gli venga fatto una sottospecie di “sconto”… sec me… che poi sia il Fatto o altri quotidiani….

  • Magari tutti gli interlocutori fossero così preparati e così ( Faziosi con le loro domande ) e mettessero questi cialtroni con le spalle al muro.

    BRAVISSIMOOOOOOO!!!………….Respect  😉

    • Ma sappiamo benissimo  chi è Paragone e trasmissioni come queste che sono pilotate…ti danno solo l’impressione di esprimere le tue idee, ma vogliono soltanto contraddire cose oggettive.

      Fa bene Grillo che non va, perchè se c’e uno come Belpietro che dice che l’asino vola e fanno poi parlare una persona di buonsenso che risponde che l’asino non può volare in realtà si fà il loro gioco mettendo in contraddittorio cose oggettive su cui invece non si dovrebbe neanche discutere.

      In realtà non è più uno stupido che dice un’emerita baggianata(come nel caso di belpietro per ordini superiori), bensì diventano due idioti che discutono inutilmente, non più un confronto di idee, come auspicabile, ma discussioni inutili che confondono solo la gente e sono solo una perdita di tempo…

      scusa Claudio ti stimo ma non cadere nella rete convinto che ti sia dato dello spazio per esprimerti

  • Ciao Claudio.

    Sei stato spregiudicato e bravo come al solito.Continuo a pensare che qualcuno dovrebbe sentire il bisogno di chiedere il tuo contributo in situazioni giornalistiche o comunque mediatiche anche fuori dalla rete.

    Mi chiedevo però se per te sarà più possibile intervenire in trasmissioni televisive d’ora in poi…

    Ma a parte gli scherzi (mica tanto scherzi poi), è una mia impressione oppure di fatto c’è stato qualche cambiamento nella “linea di conduzione” da parte di Paragone?

  • Ma sarà poi vero che Libero non riceve finanziamenti pubblici? No, perché spesso ne racconta di palle quella gente…

  • In una democrazia sana l’informazione assume un ruolo importante poichè è un punto di riferimento della cittadinanza, a prescindere degli orientamenti politici. Il finanzamento pubblico è condivisibile affinchè serva a mantenere attivo il posto dei lavoratori e a patto che non sia il megafono di chi stà al potere. In Italia la democrazia è compromessa dall’anomalia Berlusconi, che scende in politica allo scopo di solidificare il suo primato mediatico.Un presidente del Consiglio che governa part-time e che possiede 3 televioni a gittata internazionale e un numero abbastanza cospicuo di testate giornalistiche può riuscire ad intrufolare suoi dipendenti nel circuito mediatico nazionale e Belpietro è tutto tranne che giornalista. Da quel pulpito non possono essere sfornate che c……e, loro da un bel pezzo hanno smesso di afre informazione. Questo è il giudizio che non è solo mio bensì è condiviso da una stragrande maggioranza di cittadini onesti e di europei preoccupati del clamoroso blak-out intercorso a danno delle ns istituzioni.La stampa libera ,quella che non viene sovvenzionata dai fondi statali ( e quindi Belpietro dovrebbe astenersi dal giudicare altri) è l’ultima frontiera di una democrazia compromessa dalla progettualità mafiosa insita nell’azione politica di S.Berlusconi:ed è tutto.

  • Dato per scontato che BelPietro è una cosa indecente, come per il resto quasi la totalità dei giornalisti italiani, penso si riferisca ad eventuali agevolazioni sui costi di spedizione degli abbonamenti.

    Qualcuno può confermare o smentire?

    PS: complimenti!

  • Grande Claudio! L’applauso liberatorio che ha accolto la tua risposta a Belpietro e’ l’attestazione che se i giornalisti facessero veramente i giornalisti (come te), i cialtroni (come Belpietro) lavorerebbero nelle miniere.

  • Bravissimo. Il problema è che se in televisione ne spuntano troppi come te, decisi, precisi e senza troppi fronzoli, la casta ci mette poco a non farli parlare più.

    Comunque sia sparisce dalle casse italiane 1 miliardo di euro, per anno, di finianziamento ai giornali, ma nessuno li vede. Allora dove vanno? Potrebbe anche essere che sia una voce di spesa fittizia? Pochi giornali potrebbero vedere la luce se non ricevessero soldi a sbaffo. Mamma mia quanti parassiti. Non c’è altro modo di definirli. Sono solo parassiti a tutti i livelli. Pensiamo a quelli dello sport. Quanta gente inutile. E l’economia italiana sprofonda. 1 miliardo di euro =2000 miliardi di vecchie lire all’anno. E parliamo solo di una voce di spreco.

    Un saluto. Continua così.

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