30 milioni di euro di multa per ogni blog grazie al Diritto di Rettifica

Domani alla Camera si discuterà il DDL Intercettazioni. Con il Comma 29 dentro. Se non verrà stralciato, sarà un piede di porco del sistema che potrà scardinare a suo piacimento l’informazione libera e indipendente. Non ci credete? Facciamo qualche esempio.
 
Se il Comma 29 diventerà legge, chiunque sarà autorizzato a inviare richieste di rettifica via email da pubblicare, senza commento, entro 48 ore. Pena 12500 EUR di multa. Quarantotto ore possono essere sufficienti per una redazione che lavora full time, ma possono essere un battito d’ali di farfalla per un blogger. Basta ammalarsi e non accendere il computer per due o tre giorni. Basta avere la casella di posta elettronica piena. Basta andare in ospedale per stare vicino a tua moglie che sta partorendo. Basta avere il computer rotto. Basta avere la adsl guasta. Basta andare in vacanza. Basta il gatto che sta male, tuo nonno che ha bisogno di essere portato a fare due giorni di esami clinici, tuo figlio che inizia la scuola e devi comprargli i quaderni. Basta la cantina da svuotare, un lavoro da fare, un viaggio da preparare… Basta essere depressi un paio di giorni e non avere voglia di far niente. Insomma, basta la vita quotidiana di un qualsiasi comune mortale, in tutta la sua ordinarietà, per essere multati con 12500 euro e chiudere baracca e burattini, pagandone le conseguenze per anni.
Ma c’è un modo anche peggiore per condannare perfino i blogger più irriducibili alla chiusura forzata. Se ti sacrifichi, garantendo la tua disponibilità 24 ore al giorno (pur senza alcuno stipendio a giustificare un simile impegno), probabilmente puoi fronteggiare una richiesta di rettifica qua e là, vero. Ma fate attenzione: questo blog ha pubblicato fino ad oggi mille sessantanove post. Di questi, in 391 articoli si parlava di Berlusconi, 109 menzionavano la Rai, 88 il Pdl, 86 Emilio Fede, 77 Mediaset, 71 la polizia, 67 Di Pietro, 64 Fini, in 58 articoli a testa si parlava di mafia, di Chiesa e del ministro Romani, 50 post menzionavano Angelino Alfano, 49 la Lega Nord, 44 il ministro Maroni e 44 Vittorio Feltri, 41 La Russa e altri 41 la Endemol, 40 Licio Gelli, 38 Guido Bertolaso, 37 Marcello Dell’Utri e 37 il Pd, 35 Niccolò Ghedini, 34 il Papa, altrettanti Umberto Bossi e Romano Prodi, 33 Giorgio Napolitano, 30 Augusto Minzolini e altri 30 Maurizio Belpietro… e così via, solo per alcune chiavi di ricerca che mi è venuto in mente di verificare.
Il totale parziale è di 2354 (duemilatrecentocinquantaquattro!) possibili richieste di rettifica, a cui ne vanno aggiunte tantissime altre che non ho preso in considerazione. Basta mettersi d’accordo e mandarmele a mazzette di 50 al giorno, al costo di una semplice email, per paralizzare qualsiasi attività del blog e comminare sanzioni per almeno 30 milioni di euro.
E’ per questo che dovete condividere, copiare e incollare questo post sulle vostre bacheche, sui vostri spazi sociali, sui vostri blog, nel corpo delle vostre email, ovunque. Perché oltre alla mia libertà di tenere un blog,  ad essere in gioco c’è il vostro diritto a non essere tagliati fuori dal mondo, dove una simile sciocchezza applicata ai blog non esiste. Dobbiamo ricordare a tutti coloro che ancora non l’hanno capito che il reato di diffamazione esiste già e si applica a chiunque, in rete come fuori dalla rete. Se proprio vogliamo aggiungere una rettifica a un articolo online, basta sedersi intorno a un tavolo e studiare la maniera migliore di usare la tecnologia. Se volutamente ignorano questa possibilità, significa appunto che sono ignoranti. O, più probabilmente, che sono in malafede.
Qualche link da includere:


30 milioni di euro di multa per ogni blog grazie al Diritto di Rettifica (Byoblu)
Lo sapevate che potranno rettificare? (Metilparaben)
Scateno i miei avvocati contro Capriccioli (Piovono rane)
Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata (Valigia Blu)
In principio furono i blog. Poi venne il Diritto di Rettifica (Byoblu)

21 commenti

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  • L’unica soluzione è usare Torbrowser (browser anonimizzatore). Aprite con Torbrowser una e-mail con nome fasullo (http://it.fakenamegenerator.com/). Quella email risulterà aperta non dal vostro IP, ma da un nodo TOR situato all’estero e anonimo. Poi registrate un nuovo blog sempre usando Torbrowser e con quella email. Dovrete scrivere/leggere sul blog sempre usando Torbrowser (anche gli accessi al vostro blog risulteranno fatti da nodi TOR esteri). Al massimo possono chiudervi il blog, ma non vi possono fare la multa perchè non possono risalire a voi (in teoria potrebbero farlo, con molta difficoltà dal punto di vista tecnico, ma certo è impossibile rintracciare migliaia di blogger “anonimizzati”). L’unico problema è che la navigazione è molto lenta (anche se più gente usa torbrowser più velocemente si naviga) e per inserire un post nel blog ci vuole molto più tempo (talvolta servono diversi invii per riuscire a pubblicare un post).

    Per chi usa Linux c’è una distribuzione su Live-CD che vi permette di mantenere l’anonimato:

    http://tails.boum.org/

    • Non credo ai miei occhi ! Ovunque ti giri solo RASSEGNAZIONI. Come dei ratti a cercare sempre dei covi. Ma il popolo è così tagliato fuori da ogni decisione?.

      ALLA FACCIA DELLA SOVRANITà POPOLARE !!!!

      Questa sì che è DITTATURA.

      SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

  • Che vergogna. Noi italiani, da sempre, sappiamo essere unici in molti campi. Mai come in quest’epoca lo siamo nei peggiori.

    Anche Wikipedia Italia chiude i battenti (per ora è solo un avvertimento) a causa di questa truffa ai cittadini italiani e alla loro libertà d’informazione:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

    «Cara lettrice, caro lettore,

    […]Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.[…]»

  • Da pochi minuti Wikipedia impedisce la consultazione di qualsiasi voce in italiano a cause delle possibili ripercussioni del comma 29 del DDL intercettazioni.

    Consultavo Wikipedia fino a 30 minuti fa senza problemi.

    Sono le 20:29 del 4 ottobre 2011.

    E’ la fine…

     

  • …..Wikipedia.it….. chiusa no no no deve essere un fottutissimo sogno no un tremendo incubo    

    Byo aiuto…con le lacrime agli occhi ti chiedo cosa dobbiamo fare

                                                                                                   R.I.P ITALIA

  • Il comma 29 se passa porrà un grosso limite alla libertà di informazione e spianerà la strada alla cosidetta “informazione di regime”, ma per un solo istante avete mai pensato che questo colpo al cuore a milioni di internauti non serva per creare un tam tam generale fatto di proteste a suon di post e distogliere l’attenzione sul vero nocciolo di questo DDL……….le intercettazioni……..

  • Ciao,grazie infinite per tutto quello che fate. Ho letto un commento dove si consiglia l’anonimato per sfuggire al cappio che stanno preparando. No grazie, ho un blog anch’io, niente di significativo,non tratto di politica e non faccio opininone, ma al solo pensiero di dover scrivere quello che penso in anonimo, mi viene il ribrezzo. Non sono le persone libere a doversi nascondere, in uno stato civile e democratico, ma chi cerca con tutti i mezzi di imbavagliarle. la diffamazione è un altra cosa! Grazie Byoblu, continua cosi, siamo tutti con te.

  • Secondo me e’ l’ora di far pressione sul governo attraverso providers di servizi internazionali come Wikipedia, WordPress e altre piattaforme. Io ho scritto questo a WordPress:

    Dear WordPress.com

      I like blogging but I dislike the Italian Government, which soon could approve a new law against online freedom of speech.

    That means, I could have to pay a fine up to 12,500 Euros each time anybody in Italy, like the President Berlusconi or his friends, feels offended by what I wrote – if I do not publish online in 48 hours, after their request via normal mail (!), their complain/correction.

    I write you to know if there is a possibility to exclude Italian users to reach WordPress.com  for a while. Instead of wordpress blogs, a screen explaining what’s going on in Italy should appear. Wikipedia.it already went offline for this reason.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/en

    It would be cool if also WordPress could take a position: the more pressure, the less possibility Silvio’s government will make it against freedom of speech.

    Best,
    Lorenzo

     

  • Questo è un chiaro attacco all’Articolo 21, il prossimo sarà il codice a barre tatuato sulle nostre teste calve.

    Sono d’accordo con chi dice di NON diventare anonimi: come si può combattere per avere la libertà di espressione se lo si fà non facendosi riconoscere? Questo è un controsenso.

    Si può fare una petizione? O bisogna aspettare che approvino la legge per poi abolirla tramite un referendum?

    I pochi non possono decidere le leggi a discapito di tutto il resto del Paese, che democrazia è questa?

    Inutile nascondere la testa nella sabbia per la paura se poi il resto del corpo è alla mercè dei predatori.

    Questo Paese è già una dittatura ma si sta trasformando in un impero tirannico.

  • Povera Italia oramai non siamo piu’ un paese,siamo un montagna di rovine,dove guardi ci sono miolini di problemi e il povero popolo soffrendo e sopra di noi un cielo pieno di corvipolitici,che brutta fine abbiamo fatto se la gente non si unisce per fermare tutto a oltranza nulla cambiera’, e i corvipolitici ci toglieranno tutto anche gli occhi.Dobbiamo fermare il paese con scioperi pacifici pero’ si dobbiamo fermare tutto e resistere altrimenti addio.

  • La cosa è assolutamente impugnabile: primo perché la posta elettronica non è considerata una forma di comunicazione legale valida (valgono solo la raccomandata A/R o FAX – la posta elettronica non è affidabile perché chiunque può mandare una mail a nome di un altro), secondo perché comunque per qualunque scadenza relativa al destinatario vale sempre il momento della ricezione e non quello di spedizione, quindi devono dimostrare (LORO) che tu hai ricevuto E letto quel messaggio in una certa data.

  • Mi sembrerebbe di capire dal DDL INTERCETTAZIONI che se tutta italia mi infama su FACEBOOK e successivamente intimo la rimozione delle infamie, se tali contenuti non vengono rimossi entro 24 ore, FACEBOOK rischia di chiudere?!
    Idem con patate se la cosa avviene nei commenti di una grande testata giornalistica??
    Vi invito ad infamarmi ovunque!

  • Leggo da Repubblica:

    Ammazza blog. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. E’ questo l’accordo bipartisan raggiunto in Comitato dei Nove, che sta esaminando il ddl Intercettazioni. La proposta è il frutto di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).

    Se i giochi si concluderanno in questa maniera è ora che iniziamo -noi utilizzatori finali– a ringraziare chi ha lavorato per questo risultato: magari versando un obolo di riconoscenza a Byoblu.com. 

  • Ho una domanda semplice, ma importante: è precisamente previsto il modo in cui debba essere presentata la richiesta di rettifica? Ovvero: deve avvenire via email o contact form (e se non sono pubblicate?) o basta un commento al post incriminato, per cui dovrei controllare costantemente la presenza di nuovi? E di mio che garanzie ho che si tratti effettivamente del soggetto e non un troll che approfitti dello scenario per divertirsi a farmi cancellare tutto?

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