Eliminiamo le Regioni autonome

 

per Byoblu.com Valerio Valentini


In questi mesi di accanito dibattito sulla riforma finanziaria, si è perso il conto delle proposte e dei provvedimenti adottati, modificati, bocciati, riadattati, ribloccati di nuovo… Quasi nessuno, però, ha sollevato un quesito molto importante, in quanto fonte di enorme squilibrio economico e sociale nel nostro paese: la riforma delle regioni. In particolare, l’assurdità più incomprensibile è costituita dal mantenimento dello statuto speciale di alcune regioni e province autonome.
La Cgia di Mestre, al termine di un’indagine conclusasi qualche settimana fa, ha dimostrato che negli ultimi dieci anni la spesa delle Regioni è cresciuta in media del 75%.  Ma se nelle Regioni a statuto ordinario è lievitata del 70,6%, in quelle a statuto speciale l’aumento è arrivato all’89%.
Quando si pensa poi agli sprechi delle ragioni autonome, il pensiero corre subito al sud, alla Sicilia e alla Sardegna. E invece l’analisi della Cgia di Mestre porta alla luce una realtà diversa. Se si ragiona in termini di spesa pro capite – riferita al 2009 – la regione più spendacciona risulta infatti la Valle d’Aosta (13.182 EUR), seguita a ruota dalle due province autonome del Trentino-Alto Adige: Bolzano è seconda (10.013 euro), subito tallonata da Trento (8.465 euro). È evidente, insomma, che queste Regioni autonome godano di condizioni economico-sociali di gran lunga migliori rispetto a quelle dell’intera popolazione nazionale.
Facciamo un esempio concreto. In questi giorni in Trentino-Alto Adige c’è molto malumore a causa della decisione di Moody’s di declassare l’Italia da Aa2 ad A2. Eppure Trento e Bolzano se la passano meglio.

Le province autonome di Bolzano e Trento (con rating Aa3) – si legge in una nota informativa della Provincia Autonoma di Trento del 6 ottobre – mantengono un rating superiore di due livelli allo stato italiano per l’unicità del loro statuto, che conferisce un certo grado di isolamento dalle dinamiche macroeconomiche e finanziarie del Paese e per i loro eccellenti indicatori finanziari e di debito. Quindi per Moody’s il declassamento del rating delle Province autonome è connesso al peggioramento delle condizioni della finanza pubblica e dalle prospettive di solvibilità dello Stato italiano“.

Il malumore, dunque, è dato dal fatto che Trento e Bolzano si sentono trascinati giù dalla finanza italiana, che mina la loro credibilità ed affidabilità sui mercati internazionali. E c’è chi invoca addirittura maggiori autonomie o perfino le elezioni anticipate, riscoprendo all’improvviso un interesse alla politica nazionale che non sembrava così fervido – soprattutto in Alto-Adige – in occasione del festeggiamento dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Ora, è ovvio che maggiore spesa non significa necessariamente maggiori sprechi; ed è altrettanto innegabile che anche tra le Province autonome e le varie Regioni a statuto speciale c’è chi sa gestire meglio i finanziamenti e le agevolazioni concesse dallo Stato. Tuttavia, come ha ribadito lo stesso segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, non si può nascondere che le Regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome presentano livelli di spesa che solo in parte sono coperte dalle entrate proprie. Ciò vuol dire che i privilegi di alcuni territori sono stati in gran parte garantiti dallo sforzo fiscale fatto dai contribuenti delle realtà a Statuto ordinario. Un meccanismo, quest’ultimo, che andrebbe eliminato per ripristinare il principio di equità ed uguaglianza tra tutti i territori regionali.

10 commenti

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  • Vivo nella provincia di Trento e ti devo dire che la cosa e piu complessa di come si pensi,per esempio nel Trentino Alto Adige abbiamo molte competenze che altre regioni non hanno,ma a parte questo se in il modello delle autonomie funziona meglio non sarebbe utile dare uno sguardo da vicino per capire un po meglio la situazione. Da noi sono anni che investiamo per la prevenzione delle calamità naturali facendo argini e bonificando pendii scoscesi,investendo in ricerca e innovazione,sostegno ai contadini e artigiani,cosa che per esempio non succede in altre parti, poi e anche vero che anche da noi non sono tutte rose e fiori. Io credo che tutto dipenda da come venga gestito il settore pubblico perche e inutile parlare di federalismo e altre sciocchezze se poi chi gestisce lo fà malamente. Per non avere giustamente, cittadini di serie A e B sarebbe opportuno innalzare tutte le regioni con gli stessi diritti e doveri delle regioni a statuto speciale e poi vedremo cosa sapranno fare le altre regioni avendo a disposizione piu autonomia.

  • Gli statuti speciali della Valle D’Aosta e del Trentino-Alto Adige non li si può toccare, perchè sono garantito da accordi internazionali con la Francia e l’Austria (e anche con l’ONU nel caso del Trentino). E’ quindi inutile parlarne.

  • Magari si potrebbe partire dallo scrivere il titolo dell’articolo in modo corretto, magari un ELIMINIAMO farebbe la sua porca figura.

  • annosa questione. e da mal di denti e nervi scoperti.

    se devo essere sincero però mi pare proprio che le regioni del Nord saranno pure debitrici di parte del loro benessere, ma hanno anche speso bene il danarto avuto e con intelligenza. parlando chiaro il problema potrebbe essere lo stipendio dei presidenti di regione, ma per il resto io vedo un’amministrazione virtuosa. quante altre regioni d’Italia possono dire lo stesso?

    sulla val d’Aosta mi pare banale dire che se un territorio di montagna vuole vivere col tenore di vita di un territorio più favorito occorre “gettarci” danaro. la montagna è povera, va da sé. turismo, certo, ma non puoi mettere skilift ovunque né spianare a piacere come in Riviera per fare posto al milionesimo albergo. pena la devastazione del paesaggio. si faccia un giro a Rimini e uno a Courmayer per vedere quanto sia stato spremuto il territorio e dove.

    insomma, le regioni autonome mi sembrano decisamente l’ultimo problema.

  • Con tutto il ciarpame che c’è in Italia, la speculazione, l’inciviltà le ruberie ecc…andare a toccare l’Alto Adige mi sembra proprio fuori luogo. Premetto sono di Firenze! In Alto Adige i contributi li hanno sempre impiegatii in modo virtuoso e in investimenti continui e si vede anche solamnte passandoci. In Alto Adige si vive molto bene e anche sereni proprio perchè sono altoatesini e non italiani. C’è la rete wi-fi anche nelle malghe a 3000m, ad esempio o la raccolta differenziata ovunque!. Da noi neanche nei comuni limitrofi alle città! I contributi li impieghino razionalmente anche le altre regioni e vedrete che staranno meglio pure loro! Anche la Sicilia ha uno statuto autonomo ma è ben evidente la differenza! Sono avanti anni luce rispetto all’Italia! Io sono contento che prendano i contributi almeno li vedo impiegati al meglio da noi li rubano per andare a puttane! Non diaciamo “BISCHERATE”!!!

  • Gentilissimo Valerio, non mi trovo in accordo col tuo articolo, avrei preferito leggere un “Impariamo qualcosa dalle regioni autonome!”.Anche se condivido l’idea che gli sprechi vadano assolutamente eliminati, sono sicuro che la maggior parte degli sprechi non provengano dalle regioni autonome.Se posso dare un suggerimento, proverei a concentrarmi sugli aspetti positivi delle regioni autonome e a farmi qualche domanda, ad esempio:-troviamo una buona qualità di vita nelle regioni autonome?-c’è rispetto dell’ambiente nelle regioni autonome?-c’è equilibrio tra azioni personali e sociali nelle regioni autonome?Le regioni autonome non sono tutte uguali, ma potremmo scoprire che Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige rispondono molto bene a queste domande!Un saluto,umberto boselli

  • …condivido il commento di Umbespace, sarebbe il caso di analizzare ed esportare il modello delle regioni autonome in tutta Italia …in fin dei conti il modello del Trentino Alto Adige mi sembre un modello da esportare, un “esperimento” finito bene, che si distingue dalle altre regioni per la migliore qualità di vita ed i migliori servizi offerti ai cittadini. Perchè eliminare qualcosa che funziona?

     

  • Devo dire che i commenti che dicono che le regioni autonome sono da imitare mi fanno un po’ sorridere. Imitare con quali soldi?

    Erano territori svantaggiati? Si, bene allora a farne regioni a statuto speciale.

    Sono ancora svantaggiati? Probabilmente No, allora manca il presupposto per continuare a sussidiarle a scapito di altre regioni limitrofe che ne subiscono la concorrenza in numerosi ambiti economici (vedi le montagne venete per il trentino o quelle piemontesi per la VdA).

    Se poi queste autonomie vengo anche usate per garantire sprechi e privilegi enormi (vedi costo della macchina pubblica per abitante della sicilia confrontato a quello di altre regioni a statuto speciale e non)

    Vorrei sapere di quante risorse stiamo parlando..

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