Utopisti con le palle

Qualsiasi candidato espresso da un sistema di potere è funzionale a quello stesso sistema che lo ha prodotto. Non è realistico, infatti, supporre che un individuo distrugga il suo proprio riparo notturno e rovesci le proprie scorte alimentari lasciando che marciscano al suolo, preda delle altre creature del bosco, mentre l’inverno ormai alle porte lo coglie senza un tetto e senza un giaciglio. Se lo fa, è un pazzo e non è affidabile.
Il Tempio è invaso dai mercanti. Ieri hanno avviato una trattativa: nuovi vantaggi personali in cambio del voto sul DDL Intercettazioni, che infatti è stato rinviato. Servono non uno, ma dieci, cento, mille Gesù Cristo armati di bastone che radano al suolo la chiesa istituzionale, ormai sconsacrata, e la ricostruiscano in tre giorni.
Non sono i Diego Della Valle, non sono i Montezemolo che potranno farlo. Essi portano in sé il germe del contagio e ricostruiranno un organismo infetto fin dalla sua nascita. Servono uomini cresciuti lontano dall’infezione. Servono incalliti, ingenui, stupidi, romantici utopisti con le palle. Gente in gamba, che ha studiato ma che non conosce la lebbra delle trattative politiche, che può mediare su tutto ma non sui principi fondamentali che tengono dritta la sua colonna vertebrale, che non ha paura di riformare perché il suo mestiere non è la politica e non deve essere rieletto a tutti i costi.
Bisogna porre fine, traumaticamente se necessario, all’Era degli Scilipoti e fare come l’Islanda: far ripagare il debito a chi l’ha prodotto, riprendendoci ciò che ci appartiene.
Alle prossime elezioni, forse già nel 2012, non abbiate paura di votare per qualcuno che non ha esperienza politica. Non serve esperienza per incrociare le idee migliori e lasciare che fioriscano. Al contrario, serve molta esperienza per soffocarle senza che nessuno se ne accorga, in modo da poterle sostituire con vuoti simulacri dietro ai quali nascondere ignobili trame per conservare i privilegi di quel 10% che detiene il 90% delle ricchezze del Paese.
La politica che conosciamo oggi non è altro che la scienza della spartizione del potere: i laureati in questa disciplina non restano mai senza lavoro.  Ora è il momento anche per loro di emigrare all’estero per cercare fortuna. Qui non devono più avere un posto neppure da precari. L’Impero dei Cittadini, fino ad oggi dileggiati e presi per i fondelli, deve abbattere il Tempio. L’unica grande opera di cui il Paese necessita è la ricostruzione della Camera e del Senato. E se non sarà pronta in tre giorni fa niente: condurremo le nostre discussioni in piazza, come si conviene ad una vera assemblea del Popolo.

38 commenti

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  • Hai ragione inn pieno, i limiti di mandato e  i limiti di guadagno individuali sono indispensabili per cambiare.

    Io ti vedrei bene nel movimento 5 stelle

  • A proposito di utopisti, ho sentito dallo Zoo di 105 che Gaetano del Presidio di Montecitorio è stato arrestato durante una marcia pacifica.

    Per adesso è solo una voce ma i ragazzi dello Zoo si stanno accertando che sia vero, qualcuno sa qualcosa?

    Anche lui è un utopista a cui tentano di chiudere la bocca.

  • Sarà difficile far capire (ma loro lo sanno) che la cosa che gestiscono non è cosa loro ma nostra. Questi  “eletti” non dal popolo ma dai capi bastone; da quelli cioè – ormai è di moda – che amano mostrare il proprio nome sul logo del partito. Importante sarebbe per tutti noi non adottare come postulato  che tanto “a da passà a nuttata” e prima o poi tutte le categorie  “Scilirazziane” che affolano il parlamento evaporino da sole senza lasciar traccia del loro passaggio. Così non è purtroppo.

    Spero solo in un “diluvio” che travolga questa classe indefinibile di personaggi in cerca d’autore. Non indugiando oltre, pena la disfatta totale di quel che resta di quesa nostra vituperata italietta, provocato da chi è di fatto sovrano. Il mezzo è e resta uno solo: seppellirli con quel che si meritano: una universale e inaudita “pernacchia” che quanto meno li spettini un poco.

  • […]
    La politica che conosciamo oggi non è altro che la scienza della spartizione del potere:

    i laureati in questa disciplina non restano mai senza lavoro. Ora è il momento anche per loro di emigrare all’estero per cercare fortuna. Qui non devono più avere un posto neppure da precari.
    […]
    ***

    Non sono tutti cosi. Ci sono anche quelli che hanno saputo dir di no. Ma te ne do atto: la maggioranza, forse anche più del 90% è cosi come dici.

    Difficilmente troverai qualcuno di “noialtri” disoccupato. Io non ne conosco. O conosco persone che restano a casa e fanno altro per la loro libera scelta, perché quello che si fa, FA SCHIFO, e qualcuno non può digerirlo.

    ***

    “Servono incalliti, ingenui, stupidi, romantici utopisti con le palle.”

    In parte hai ragione, ma solo in parte, però!

    La storia insegna che gli stupidi non cambiano alcunché: non fanno altro che sostituire i governanti. E’ la ragione che fa la differenza, e di proposte ragionevoli non ne vedo.

    Vedo grida e urla “contro”, ma non vedo alcuna proposta. La battaglia ragionevole non può non considerare la proprietà privata e il capitalismo in generale, e di conseguenza, non può non prendere il socialismo in considerazione.

    Il discorso è troppo lungo per spiegarlo ma, appunto, all’uomo ragionevole non servono troppe parole, proprio in quanto egli “conosce”.

    Non vorrei vedere per l’ennesima volta la sostituzione del regnante per lasciar in piedi il sistema stesso che li porta al potere.

    Basterebbe questa ultima considerazione per rendersi conto del non senso nelle proteste in essere.

    Chi mi dice che le proteste non siano manovrate da chi ambisce la salita al potere mantenendo il sistema attuale che gli garantirebbe la poltrona?

    Non so se è vero, ma non mi piacciono i DUBBI RAGIONEVOLI, che in questo caso, sono più che fondati.

    Tony

  • C’è una cosa che non mi torna: se ciò che più interessa ai politici è il numero di voti, perchè questi si preoccupano di non scontentare i pochi e lasciano in mutande i molti? Così facendo tutti quei “galantuomini” si stanno praticamente suicidando (politicamente parlando) perchè hanno gia perso un oceano di voti. A meno che non abbiano stravolto anche la matematica il 90% di persone sono di più rispetto al 10%!

    Deve sicuramente esserci qualcosa che ci sfugge sulla attuale architettura del potere politico.

    Gia, poi ci sono i voti che esprimono i parlamentari, specialmente quelli della maggioranza, per concretizzare gli intenti del governo e sono questi che decidono le sorti dell’intera nazione. Questi voti, come abbiamo capito, sono pilotati e decisi in una squallida logica di compravedita di anime, dato che chi li esprime non rappresenta certo il 90% di “incazzados”, ma quel 10% che ha troppo, ecco svelato l’arcano che mi aveva turbato all’inizio del commento, ma resta comunque il fatto che quando ci saranno le elezioni torneranno ad avere di nuovo importanza i voti del 90% degli “incazzados”.

    • Quanto agli utopisti penso che oltre ad avere le palle debbano avere anche una grande preparazione e senso di responsabilità.

      La prepazione è un fattore di primaria importanza nella politica del futuro (se ci sarà), perchè oltre alle buone intenzioni bisognerà anche sapere come concretizzare i buoni progetti e non sarà facile perchè non è mai facile gestire la complessità (vuoi ottenere un determinato risultato e il sistema complesso ti restituisce un effetto indesiderato e contrario a quello voluto). Quindi si dovrebbe ragionare in termini di entropia del sistema, considerando la collettività come un grande organismo con le sue cellule, con la sua fisiologia e con la sua omeostasi.

  • Condurremo le nostre assemble in piazza…che spettacolo…I detentori del potere esecutivo e legislativo che starebbero sullo stesso livello, accanto ai normali cittadini…senza distinzione di razza-lingua-religione-opinione politiche e condizioni economico-sociali…Cosa si potrebbe aspirare di più? Una società meno corrotta e meno inquinata, dominata da un senso dell’etica e di solidarietà fuori dal normale(anche se già un pò basterebbe visto le condizioni in cui siamo adesso), con una ricerca volta alla felicità, e non verso al mero sopravvivendo nell’attuale giungla, dove basta che ti fermi un attimo e ci sono sciacalli pronti a morderti e ridurti all’osso finchè nn t’hanno succhiato l’ultima goccia di sangue(o di soldi, che dir si voglia) dal tuo impoverito corpo….

  • Stai parlando bene, ma le persone, purtroppo (quasi la totalità), non la pensano come te. La politica è marcia perchè il popolo è marcio.

    Vedi, ho un conoscente imbucato come operaio nella provincia che mi ha candidamente dichiarato che per ottenere quel posto ha avuto la famigerata spintarella dal politicazzo locale (un berlusconi in piccolo ma di sinistra)  e che, purtroppo, quella raccomandazione per lui è giusta in quanto ha una famiglia da sfamare.

    Ce ne sono milioni come lui in questo paese marcio, ma non c’è nessuno che facendo un esame di coscienza rinunci all’ingiusto ed illecito guadagno.

    Ecco, siamo un popolo di mercenari con a capo un mercenario degno di questo nome. Niente di nuovo sotto al cielo italiano.

    Il tuo lodevole discorso è rivolto a persone sbagliate che con una risata ti seppelliranno e ti denigreranno oppure ti daranno ragione voltandoti le spalle.

    L’evoluzione del popolo italiano ci darà una risposta. Solo essa è portatrice di verità e si baserà esclusivamente sul ritorno alla povertà che, dopo alcune vicissitudini, darà alle persone la capacità cognitiva di scindere le cose giuste da quelle sbagliate. 

    La saggezza dei poveri e ignoranti, quella che ha fatto conoscere a questo misero paese la ricchezza e l’opulenza, sarà il risultato finale di questa sceneggiata italiana che farà capire gli errori a tutti e non la distruzione di una classe politica nefasta e corrotta o l’avvento di un messia utopico e moralista.

    Valori totalmente diversi mai conosciuti nella storia dell’umanità come l’amore reciproco per educacare le generazioni future, distruzione della globalizzazione e ritorno al piccolo e bello e accontentarsi di quello che si è! Ecco io mi candiderei con questo programma.

    Tu me lo daresti il tuo voto?

    Ciao

     

     

  • Le utopie dell’umanità sono il motore delle civiltà.

    Le utopie fanno la storia , non esiste  realtà senza utopia , l’utopia è lo stadio obbligatorio che  precede l’evoluzione reale, le utopie  generano ispirazioni che producono progetti che poi divengono reali.

    Propongo a tutti di aprire un forum, magari in questo sito ospitati da Byoblu, se  Claudio è d’accordo, e ciascuno scriva la propria “utopia”, cosa ognuno di noi farebbe per riuscire a vivere in una Italia con più “Democrazia” e come possiamo appropriarci della mai acquisita ne avuta legittima  “Sovranità”.

    Io, la mia “utopia”, l’ho già scritta.

    http://www.marcoturco.jimdo.com/tesi/

    marco

  • Purtroppo non possiamo fare come in Islanda

    l’islanda ha gli stessi abitranti di Bari ed aveva un’unica banca importante.

    E’ vero che quando la banca è fallita ed è stata nazionalizzata gli islandesi si sono rifiutrati di ripianare il deficit ma questa decisione ha colpito in mamiera marginale solo alcuni grandi creditori (principalmente alcune banche inglesi).

    Se succedesse la stessa cosa in Italia dove i gruppi bancsri sono dei colossi a rimetterci sarebbero i risparmiatori gli enti locali e a cascata tutti i cittadini.

    Se poi uscissimo dall’euro ci srerbbe un’impennata dell’inflazione con la conseguenza che gli stipendi ed i salari diventerebbero da fame (mentre i commercianti e gli autonomi si salverebbero aumentando i prezzi e scaricando i costi).

    Insomma a prenderla in quel posta serebbero come sempre i deboli

    protestare va bene ma l’obbiettivo non può essere quello velletario di mandare tutti a casa, ma di avere un governo decente che sappia ripartire i sacrifici in modo più equo e cominci ad erodere il cancro dell’economia in nero ed illegale che ormai rappresenta un fetta enorme del sistema economico italiano.

    la strada è lunga e difficile  e l’enttusiasmo non basta ci vuole concrretezza e senso di responsablità

    e necessario che tutti i partiti e mvimenti veramente alternatrivi (SEL IDV sinistra varia M5S comincino a lavorare su un programma comune) e pensarre ad un’allenaza con il PD (anche se i vertici del PD sono pessime una gran parte della base del parftito è ancora sana).

    Io dai politici mi aspetto questo e sono disposto a scendere in piazza di nuovo (come ho fatto mille volte in passato) solo per un prospattiva di cambiamento concreta.

  • Se faccio una nota su fb specificando in maniera chiara ed inequivocabile la paternità,non avrò la stessa sorte di Travaglio,vero?:-)))))))))))))))))Ciao immenso!

  • Ecco, queste sono le parole che mi piace sentire: è un ragionamento senza una grinza, semplice e pure comprensibilissimo, mi domando solo perchè siamo così pochi a farlo??? L’ultima volta che ho detto ad un “amico” che mi sembra assurdo “assumere” dei rappresentanti che rappresentano qualcun’altro e non noi stessi, quello mi ha guardato come se fossi un disfattista! Si è vero, questo sistema va disfatto e rifatto dal basso!!!! Da gente che ha ideali e che non sia impastoiata con chi ci comanda ora!

  • Claudio ! Che cos’altro potresti fare per risvegliare questa gente da questo coma profondo? Più di così, ti rimane solo chiuderli a casa e andare a votare al loro posto !

    Forse la gente non vuole cambiare, per rassegnazione, per paura, per mancanza di coraggio, per mancanza di fiducia, forse non vedono un altra alternativa, forse non sono disposti a fare dei sacrifici.

    Secondo me questo popolo SMEMORATO ha un problema di MENTALITA e d’IDOLATRIA. tu guarda come reagiva la gente agli scandali sessuali del premier a calciopoli, agli evasori fiscali, pochi si sono indegnati, il resto invece perdonava e diceva : BEATO LUI ANCH’IO SE FOSSI AL SUO POSTO AVREI FATTO COSì! Ormai una bella fetta di questo popolo la pensa così, non credono più nell IDOLO “utopista con le palle” non li eccita, non li fa sognare, la gente è diventata troppo materialista, menefreghista e preferisce credere nei miracoli, vuole sentire che l’Italia è l’ombelico del mondo, che esiste solo il made in Italy, che la crisi è una invenzione degli sfigati comunisti.

    Svegliatevi e unitevi è già tardi !

     

  • Ciao a tutti

    Quello che bisogna ricordare a tutti i politici che vengono eletti che prendono un incarico per servire il popolo sovrano, per cui i servitori sono loro. Se non ricordo male in latino il temine Minister significava servire ed essendo adesso Berlusconi il primo ministro e’ il primo servitore di tutti noi. Purtroppo avendo lui in mano, per colpa della attuale e vecchia classe politica, l’informazione ci fa diventare tutti o la maggior parte di noi sudditi di un sistema di stato liberale e non di uno stato di diritto. Vi ricordo che gli stati liberali erano quellle monarchie ottocentesche passate da assolute a liberali dove i sovrani concedevano per loro benevolenza alcune liberta con alcuni diritti, vi viene in mente qualcosa che sta succedendo..!?.

    Per cui utopisticamente parlando bisogna votare il nuovo che nel programma abbia l’attuazione della Costituzione e riportare lItalia in uno stato di diritto dove lo stato garantisce a tutti i cittadini senza distinzione ,ugualianza di dirtti e doveri con pari opportunita’ per ottenere il merito e la legge e’ uguale per tutti senza eccezioni.

     Cosa che non ho mai capito che da tangentoli si e’ parlato di seconda repubblica per l’ingresso di Berlusconi e la sparizione della DC PSI.. ma Berlusconi faceva poiltica indirettamente o direttamente tramite l’amico Craxi (maxi tangente enimont, caso sme ariosto…..) e gente della DC e PSI si e’ riciclata in forza Italia, Pdl e forse anche nel PD e UDC. Per cui dal 1994  lo sempre chiamata non seconda ma prima repubblica bis.

  • Caro Claudio, le parole che pronunci in questo video dal mio punto di vista sembrano appartenere sempre a più persone, col proseguire di questo andazzo. Ben vengano movimenti come quello di Grillo in cui, al di là di quello che potrà pensare lui in prima persona, sembrano accogliere persone che come principio si pongono agli antipodi rispetto alla mala-politica del momento. Poi chiaramente bisognerà vedere cosa dimostreranno quando gli verrà data la possibilità di FARE per il paese, perché l’attuale sistema di politica-marcia dal mio punto di vista è ancora troppo forte per essere debellato: sono ancora troppe le persone di buoni principi che, una volta a contatto con l’ambiente politico devono “piegarsi” a quelle “cose” che li fanno diventare ciò che sono. Parlo di lobby, parlo di logge massoniche, parlo di mafia, parlo di banale clientelismo (e Milano come saprai ne è la capitale nel nostro paese). Cambiare o meno la classe politica italiana purtroppo non necessita soltanto di togliere di mezzo i politici corrotti, bensì si tratta di scavare nella radice del pensiero dell’italiano medio che da nord a sud (dalla padania alla terronia) ha tanti punti in comune: tutelare i propri interessi, fare cose per ottenerne altre in cambio e soprattutto farsi i caz.zi propri anche davanti a situazioni criminose. E’ indubbiamente un bene che ci siano mezzi di promulgazione (come il tuo) che agiscano per persuadere nella direzione opposta, ma a mio avviso, il malcostume è troppo radicato nel nostro paese e parte ancora dalla base: sono troppe le persone “cattive” o quanto meno sono ancora troppe le persone del genere fra quelle che “contano”. L’unica speranza è quella di vedere aumentare la porzione di gente onesta che in Italia vuole correttezza, sostanza e sincerità, dal piccolo del misero lavoro che svolge o addirittura dal non averlo per niente (io). Di certo se la situazione continuerà così, questa gente crescerà fino a sovrastare i baroni del nostro paese. Bisognerà vedere quanto tempo ancora servirà e soprattutto quanto altro dovrà accadare, perché l’odio nell’animo dei “poveri” italiani cresce ogni giorno che passa. Bisognerà vedere la deflagrazione che farà quando verrà fuori. Quando arriverà quel momento, dico: si salvi chi può.

  • Caro Claudio, le parole che pronunci in questo video dal mio punto di vista sembrano appartenere sempre a più persone, col proseguire di questo andazzo. Ben vengano movimenti come quello di Grillo in cui, al di là di quello che potrà pensare lui in prima persona, sembrano accogliere persone che come principio si pongono agli antipodi rispetto alla mala-politica del momento. Poi chiaramente bisognerà vedere cosa dimostreranno quando gli verrà data la possibilità di FARE per il paese, perché l’attuale sistema di politica-marcia dal mio punto di vista è ancora troppo forte per essere debellato: sono ancora troppe le persone di buoni principi che, una volta a contatto con l’ambiente politico devono “piegarsi” a quelle “cose” che li fanno diventare ciò che sono. Parlo di lobby, parlo di logge massoniche, parlo di mafia, parlo di banale clientelismo (e Milano come saprai ne è la capitale nel nostro paese). Cambiare o meno la classe politica italiana purtroppo non necessita soltanto di togliere di mezzo i politici corrotti, bensì si tratta di scavare nella radice del pensiero dell’italiano medio che da nord a sud (dalla padania alla terronia) ha tanti punti in comune: tutelare i propri interessi, fare cose per ottenerne altre in cambio e soprattutto farsi i caz.zi propri anche davanti a situazioni criminose. E’ indubbiamente un bene che ci siano mezzi di promulgazione (come il tuo) che agiscano per persuadere nella direzione opposta, ma a mio avviso, il malcostume è troppo radicato nel nostro paese e parte ancora dalla base: sono troppe le persone “cattive” o quanto meno sono ancora troppe le persone del genere fra quelle che “contano”. L’unica speranza è quella di vedere aumentare la porzione di gente onesta che in Italia vuole correttezza, sostanza e sincerità, dal piccolo del misero lavoro che svolge o addirittura dal non averlo per niente (io). Di certo se la situazione continuerà così, questa gente crescerà fino a sovrastare i baroni del nostro paese. Bisognerà vedere quanto tempo ancora servirà e soprattutto quanto altro dovrà accadare, perché l’odio nell’animo dei “poveri” italiani cresce ogni giorno che passa. Bisognerà vedere la deflagrazione che farà quando verrà fuori. Quando arriverà quel momento, dico: si salvi chi può.

    • No. Io penso che ieri la Guzzanti c’abbia rimediato solo una magrissima e rozza figura, scendendo a livelli ancor più bassi del suo interlocutore. Beati voi che godete di queste manifestazioni di barbarie.

      Invece, sempre nella stessa trasmissione e sempre con lo stesso gruppo che accompagnava la Guzzanti, è stato esemplare per lucidità, chiarezza e fermezza l’intervento dell’attore Elio Germano che, cosa rara in tv, ha parlato di concetti quali Democrazia Diretta e superamento della rappresentanza in politica, facendo ben risaltare il gap culturale e generazionale tra i giovani (non quelli rimbambiti che ci sfrecciano accanto con le loro fiammanti mini-car) e l’intero carrozzone dell’establishment nostrano.

      Se qualcuno riesce a recuperare il suo intervento, gliene sarei grato.

      Se il buon Messora riuscisse ad intercettarlo per un’intervista o un approfondimento (sai com’è, un personaggio mediatico come Germano attira l’attenzione più di mille preparati attivisti) sarei grato anche a lui.

  • @Godot_74: sai qual’è il problema? Che ormai ci troviamo in un momento in cui le buone maniere, seppur incisive e taglienti nel contenuto, non raggiungono l’obiettivo proprio perché gli ignoranti e i rozzi non stanno più soltanto fra il popolo, ma principalmente in politica. Detto in altri termini: uno come Gasparri se ne fa poco di ragionamenti sopraffini se non ha un briciolo di intelligenza per afferrarli. E’ chiaro che in questo contesto, per raggiungere il risultato, devi abbassarti al suo (e al loro livello), perché soltanto una plateale smerdata con tanto di insulto, gli fa recepire di non avere margini di recupero. Invece finché ci si sofferma sul detto-non detto, i politici sono sempre molto bravi a girare la frittata a loro favore, cercando di cascare sempre in piedi. Ecco: dal mio punto di vista, Gasparri si è sfracellato perché se la Guzzanti paga o meno le tasse, lui non lo può sapere (almeno direttamente), quindi non ha il diritto di dire che evade, semplicemente perché gli sta sul culo, perché qualcuno glielo ha detto o perché è ricca. Vogliamo parlare invece di tutto il sangue che parassiti come Gasparri e tanti altri politici ciucciano allo Stato semplicemente grazie ad insiti privilegi politici (vedi anche l’elicottero della Polverini o quello del politico che lo ha usato oggi per andare a votare la fiducia al nano)? Io non santifico la Guzzanti perché nessuno di noi è uno stinco di santo, bensì apprezzo il suo operato, che è quello di attaccare e distruggere l’attuale sistema politico. E’ il mezzo che serve, non l’anima.

  • La Guzzanti e l’attore sono persone che non potranno mai capire cosa provano i poveri. Non so se siano ricchi ma sicuramente non gli manca il pane e hanno un tetto sopra la testa. Come dice la Bibbia “è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che un ricco entrare nel regno dei cieli”. Persone come la Guzzanti, l’attore di cui sopra, Grillo etc. hanno buone intenzioni, non lo metto in dubbio, ma sono lenti a muoversi perché non provano le sofferenze che proviamo noi nell’essere sbattuti fuori di casa, l’umiliazione di essere derisi o vedere le facce pietose di chi ci guarda alla stazione sapendo che non siamo lì per prendere il treno.

    Per quanto riguarda parlare ai politici in modo da fargli capire i loro errori o offenderli non serve a niente: perché parlare ai sordi? Pensate che loro non sappiano che fanno il male? Lo sanno ma fanno finta di niente perché non hanno la capacità d’immedesimazione che permette di provare ciò che prova il loro prossimo; non gli importa se muoiono i bambini investiti da alcolizzati o se famiglie intere vengono seppellite dalle macerie, fanno finta di preoccuparsene poi tornano a casa loro, si mettono in pantofole, e si godono la casa e la famiglia. Non serve parlare con loro dobbiamo scordarceli.

    Per battere questa gente non dobbiamo colpire i loro sentimenti, dato che non li hanno, ma affondarli nel loro punto dolente: il portafogli.

    Volete parlare di utopia? Lo Zen dice “il saggio non cambia le cose direttamente ma lo fà dando il buon esempio”, volete buttare giù una società petrolifera? Fate di tutto per comprarvi un’auto elettrica e convincete gli altri a comprarne una. Provate ad immaginare una città di 1.000.000 di abitanti che non paga più benzina: quant’è la perdita della società? E se  poi lo facessero altre due città e poi tre e così via?

    L’automobile è solo un esempio ma si può fare con tante altre cose, senza prendere manganellate e senza violare la legge; si può fare per le società petrolifere e si può fare anche per i politici.

    • Ciò che dici è altrettanto giusto, ma il problema è il tempo: qui c’è un paese che affonda ogni giorno che passa e la necessità di misure drastiche e immediate diventa sempre più imponente. Ecco perché cominciano a diventare più insistenti le attività degli indignati, a partire da oggi con la manifestazione. Domanda: quanto ci vorrà prima che queste manifestazioni degenerino in guerriglia o addirittura una sommossa popolare? … Tutto dipende dal tempo che intercorrerà prima della fine di questo governo. Dal mio canto comunque sono molto combattuto: l’istinto e il cuore dice che questo governo deve andar via subito … poi penso che un governo di transizione non sarà affatto facile e il rischio urne è molto concreto. Ma a cosa serve andare a votare subito con l’attuale legge elettorale? Il rischio è che si perpetui l’attuale situazione per altri 5 anni nominali. Probabilmente bisognerebbe pensare di resistere per qualche altro mese, al fine di arrivare al referendum per il ritorno al mattarellum e poi finalmente votare. Su Rainews si dice che Bossi sia intenzionato ad andare fino a marzo per poi staccare la spina. Per una volta tanto sarebbe bene che facesse dei fatti, quello storpio inutile.

    • @TheResearcher80: Lei parla ancora di Bossi quando ho spiegato di non contare più su quella gentaglia.

      Se ci vogliono misure drastiche si potrebbe fare così: non pagare più le tasse.

      Se nessuno in Italia pagasse le tasse, i politici, che sono dipendenti statali, non percepirebbero lo stipendio e si dimetterebbero spontaneamente senza usare violenza da parte nostra.

      Anche questa però è utopia perché nessuno vuole rinunciare al benessere: un tetto sopra la testa, Internet, il computer, l’auto, le uscite con gli amici etc.

      Se fosse per me tutto il Paese smetterebbe di pagar le tasse, smetterebbero di lavorare tutti, chiuderebbero le imprese, si fermerebbe tutto insomma; questo fino alle dimissioni di tutti i politici che si dimetterebbero, scusate se ripeto, di loro propria volontà per il motivo che il loro guadagno sarebbe pari a zero.

    • Parlavo di guerriglia … eccone un assaggio. Per ora sono i soliti schifosi che passano il tempo a spaccare e basta. Eppure hanno tenuto in scacco pressoché tutto: dalla manifestazione, alle forze dell’ordine assolutamente indifendibili vista la leggerezza e la superficialità con cui hanno gestito la cosa, perché questi dovevano essere tenuti d’occhio dall’inizio e invece … Ora figuriamoci cosa succederà se ad incazzarsi e alle maniere forti passeranno anche le persone normali, esasperate da una vita che non li asseconda e che non vuole svoltare. Ecco perché la politica ne esce sempre colpevole in tutto questo: non ascolta il popolo.

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