Faide, l'impero della 'ndrangheta

Vi aspetto questa sera, alle 18:00, alla libreria Feltrinelli di piazza del Duomo, a Milano. Modererò la presentazione del libro “Faide – L’impero della ‘ndrangheta“, di Biagio Simonetta. Ci saranno anche Giulio Cavalli e David Gentili. Qui l’evento Facebook.
Se volete capire come “Cosa Nuova” sia ormai parte del tessuto necrotico di ogni metropoli che si rispetti, questo è un appuntamento al quale non mancare.
 

FAIDE, L’IMPERO DELLA ‘NDRANGHETA

di Biagio Simonetta


Cari amici di ByoBlu,

mi sono sempre chiesto se è più difficile parlare di ‘ndrangheta o fare in modo che ciò che dici a riguardo non resti isolato. Vengo da una terra bellissima, ma anche maledetta. Nella mia Calabria il numero dei morti ammazzati è agghiacciante. Un omicidio ogni 192 ore, più o meno. Eppure sui giornali non ve n’è traccia. Se ne parla sui media locali, in fretta, come ordinaria quotidianità, ma al livello nazionale non arriva niente. Non fa notizia.
Così ho scritto “Faide”, che esce oggi nelle librerie. E’ un racconto scritto più con la pancia che con la testa. Ho voluto raccontare la storia di vittime anonime, morte senza una ragione. Ma anche le mosse della ‘ndrangheta in fatto di narcotraffico, prostituzione, ecomafia. C’è la storia della piccola Anna, ammalata di cancro perché la sua scuola è stata costruita con una parte di quelle 350 mila tonnellate di materiale tossico mai smaltito in discariche specializzate. C’è il Panzer, ex promessa del calcio, rovinato dalla cocaina che ormai ha soppiantato l’eroina. Il core-business di «Cosa Nuova» che fattura intorno ai 27 miliardi di euro, l’unico mercato a non conoscere crisi. C’è Katia, nigeriana, che si spoglia e si vende agli addii al celibato e consegna l’incasso al suo magnaccia albanese che controlla la prostituzione nella Piana di Sibari per conto delle cosche. Poi ci sono Domenico, undici anni, raggiunto per sbaglio da un proiettile mentre giocava a calcetto; Rosellina e Barbara, trucidate nella cucina di casa; Lea, che ha rinunciato alla protezione dello Stato per finire sciolta nell’acido in un casolare in Lombardia, regione infiltrata capillarmente dai clan calabresi.
Vi porto con me in un viaggio all’inferno. Per scoprire il più grande sistema criminale del nostro tempo. Un sistema che è nato in Calabria, certo. Ma oggi fluisce nelle vene di ogni nostra città.
Biagio Simonetta

3 commenti

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  • Ci speravo Claudio che anche tu parlassi di Criminalità Organizzata nel tuo blog! Bisogna parlarne il più possibile… solo prendendo coscienza di ciò che ci sta attorno impariamo a capire!

  • Guardate questo documentario e capirete tante cose ” Uomini d’onore” di Francesco Sbano.

    Uomini d’onore è un film documentarioinchiesta sulla ‘Ndrangheta in Calabria, girato fra il 2005 e il 2009 nei paesi di San Luca D’Aspromonte, Paola, Cetraro, Duisburg e Amburgo.

    Si raccontano la vita, gli ideali, le idee e la cultura della mafia calabrese. Nel film sono anche intervistati un latitante e un boss mafioso. Tra gli altri ci sono anche lo storico Nicola Zitara, il prete Don Pino Strangio del monastero di Polsi, un ex ndranghetista, e l’avvocato Pasquale Sciammarella.”

  • E’ il benvenuto un ulteriore testo che alza altre coperte per svelare il vermaio che vi prospera di sotto.

    La ‘ndrangheta, considerata tra le più potenti e scaltre organizzazioni criminali a livello mondiale, fa il suo salto di qualità quando infila il cappuccio, tra gli anni ’70 ed ’80, entrando nella massoneria. Non è un caso che la Calabria, pur avendo una popolazione attorno al milione di abitanti, è tra le prime regioni per logge massoniche.

    Da lì, dalla fondazione de “La Santa” che crea i nuovi tavoli del potere a cui siedono politici, imprenditori, magistrati, medici, forze dell’ordine, giornalisti, avvocati, amministratori pubblici, professionisti (spesso rappresentati da figli o discendenti di ‘ndranghetisti che nel frattempo hanno studiato), alla conquista degli affari di buona parte d’Italia (l’Europa, il Canada e il Sud America non ce li mettiamo?) il passo è breve.

    Depredata la Calabria di ogni suo bene e dignità, con la colpevole e criminale complicità di chi dovrebbe garantirne sicurezza e buon vivere, la ‘ndrangheta ha già ammorbato altri luoghi in maniera esponenziale e pervasiva (ricordo solo che il potere d’acquisto di attività commerciali pulitissime ma in difficoltà in mano a quest’organizzazione è immenso e rappresenta l’affare d’oro di questo periodo di crisi).

    Ma la parola ‘ndrangheta non è scritta in alcun testo di legge.

     

    Sempre sul tema, i libri e la ‘ndrangheta, consiglio a chi volesse scoprire questo sottobosco criminale di cui pochi parlano, le letture dei testi di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso (vere enciclopedie della ‘ndrangheta), dei lavori della Casa della Legalità e della Cultura ligure, che ha condotto inchieste sulle infiltrazioni in Liguria ed Emilia Romagna, il blog di Roberto Galullo. Cercatene i video anche su Youtube. La vera ‘ndrangheta non ha la coppola, ma la cravatta (e tante, tante ruspe e camion).

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