Se c'è Giuliano Amato, siamo tranquilli

 per byoblu.com: Valerio Valentini

Il governo tanto rivoluzionario e tanto efficiente, che deve rassicurare i mercati e traghettarci fuori dal pantano della crisi, potrebbe avere Giuliano Amato come ministro degli esteri. Il nuovo che avanza. Quel Giuliano Amato che il 22 Aprile del 1993, subito dopo la caduta del suo governo, annuncia solennemente:

Per cambiare dobbiamo trovare nuovi politici. Per questo, confermo che ho deciso di lasciare la politica, dopo questa esperienza da primo ministro. Solo i mandarini vogliono restare sempre e io sono in Parlamento ormai da dieci anni “.


 
Con mirabile coerenza, poi, trascorso un breve turno in panchina (’94 / ’97) durante il quale è presidente dell’Antitrust, si pente e torna alla ribalta col governo D’Alema: prima ministro delle Riforme Istituzionali e poi del Tesoro. E due anni dopo, tanto per non fare il mandarino, torna trionfalmente a Palazzo Chigi. Ci resta poco più di un anno, dopodiché va al Consiglio Europeo. Uno dice: magari ne avrà abbastanza. Invece nel 2006, quando tutti pensano che ormai la sua carriera politica sia esaurita, eccolo Ministro dell’Interno del secondo governo Prodi.
Poi si ripente e l’11 settembre 2007, in occasione della presentazione della candidatura di Walter Weltroni alla segreteria del PD (scelta che si rivelerà azzeccatissima!), il “dottor Sottile” ribadisce:

Sono qui perché questo può servire a tirare la volata a gente giovane, perché la strada sia la loro. Ci servono giovani, enormemente. Questa è la mia ultima esperienza politica, non voglio cominciare altro come se fossi giovane “.

Passa ancora un anno ed eccolo ribadire il concetto, a vantaggio degli scettici. È il 2 giugno 2008 quando, con una toccante intervista al Corriere, annuncia per la terza volta il suo addio alla politica. Ma di Amato non si può fare a meno ed è forse per questo che Monti avrebbe pensato bene di affidargli la Farnesina. O magari si tratta del fatto che l’Italia è strangolata dal debito pubblico, che la rende debole e poco affidabile agli occhi degli speculatori finanziari? No, perché Amato è uno specialista: proprio il debito pubblico registrò infatti un’impennata pazzesca tra il 1987 ed il 1989, passando da 697 mila miliardi di lire a 917 mila miliardi. E cosa faceva, il nostro eroe, in quegli anni? Niente popò di meno che il Ministro del Tesoro, per i governi Goria e De Mita. Allora non deve essere questo il motivo per cui Monti lo vorrebbe in squadra.
Vuoi vedere allora che si tratta della sua indefessa lotta alla criminalità organizzata? Sarà, ma se è così è proprio sfigato, perché sotto il suo primo governo prende corpo nientemeno che la trattativa tra Stato e Mafia. Era un suo Ministro della Giustizia, Claudio Martelli, quello che dopo 18 anni di amnesia si è ricordato di essere stato a conoscenza, all’epoca, delle mediazioni tra il Ros e Don Vito Ciancimino. E non è ragionevole pensare che un Presidente del Consiglio non fosse informato di notizie di tale rilevanza da un suo ministro.
Ma in quei due brevi anni di Presidenza, Amato riuscì a mettersi in luce anche per un’altra iniziativa degna di nota: la proposta di depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti, nel bel mezzo della bufera di Mani Pulite. Peccato che Scalfaro si rifiutò di firmarlo, perché allora era ancora in voga quest’usanza bizzarra per cui i Presidenti della Repubblica bocciavano le leggi vergogna, e il governo Amato cadde.
Ma questo di Monti, si sa, è il governo che deve far ripartire il Paese, applicando norme eque ed evitando di mettere le mani in tasche ai soliti poveri fessi. E allora è chiaro il motivo per il quale la scelta di un dicastero così importante è ricaduto su Giuliano Amato. Perché fu proprio lui, nel ’92, a varare il famigerato prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un “interesse di straordinario” in relazione ad “una situazione drammatica di emergenza della finanza pubblica”. Insomma una situazione come quella attuale. Che siano le stesse anche le soluzioni?

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi