David Gramiccioli intervista Byoblu

Sintesi della diretta andata in onda questa mattina su Radio Ies, nel corso del programma Ouverture, condotto da David Gramiccioli, per l’occasione affiancato da Emanuele Menicocci. Ouverture è uno dei programmi di attualità e approfondimento più seguiti, se non il più seguito in assoluto nella sua fascia, a Roma e provincia.

14 commenti

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  • Complimenti per l’intervista ma…io prima nenache conoscevo quella radio!

    Quello che voglio dire è che l’intervistatore si complimenta per un’informazione che arriva ad una comunità sempre più vasta, mentre è e rimane di nicchia!

    Persino Santoro, ora che può invitare chi vuole, chi ti va a invitare per parlare della nostra situazione economica? Brunetta! BRUNETTA!! e quel tizio della Goldman Sachs che di fronte a servizi in cui si vedono operai in lacrime perchè gli delocalizzano la fabbrica, sorridendo dice che è normale, le multinazionali vanno dove guadagnano di più!

    Ti posso assicurare che la grande massa non sa niente non hai mai sentito parlare di una quantità di cose fondamentali per capire questa realtà, sa solo che abbiamo un debito che deve essere pagato. Punto.

    Ricordo il tuo intervento da Santoro: quanti secondi ti ha dato per parlare di una questione complessa? Nonostante parlassi a raffica hai potuto dire ben poco…

    Henry Ford ha detto: “E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè, se accadesse, credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.”

    Il fatto è che non lo comprenderanno mai…

  • caro Claudio, non ho ancora ascoltato il tuo intervento a Radio Ies, ma volevo solo aggiungere che non é soltanto una radio ascoltata in Roma e provincia, ma anche da noi all’astero, anche se per vari motivi di frequenza e potenza  non possiamo ascoltarla  in diretta, a certe distanze sulle radio, ma grazie alla rete possiamo sia ascortarla in diretta che in streaming su vari canali, il più utilizzato , youtube, quindi cio che voglio dire é che mi felicito del tuo intervento anche in radio , e allo stesso tempo ringrazio persone , ( e trasmissioni), come queste che vogliono partecipare a questo cambio di consapevolezza e ci aiutano ad aprire gli occhi e le orecchie per capire cosa ci succede intorno . quindi un ringrazziamento non solo al conduttore del programma ( David Gramiccioli, ) ed i suoi collaboratori, ma anche a tutto lo staff di RADIO IES che cerca di dare il propio contributo . il mio vuole essere solo un ringrazziamento a tutti quelli che riescono a farci soregere un dubbio , ( IL DUBBIO ) di cio che sta succedendo intorno a noi . visto che coloro che sono pagati per farlo ( canoni tv eccetera) non lo fanno e scusate della retorica . un saluto . ” un Italiano all’estero”

  • Claudio lo so che sono fuori tema, ma l’ennesimo attacco di SP non può passare in silenzio.

     

    Signori, ascoltateli bene , questi sono tamburi di GUERRA.

    Ormai è così palese! Solo chi non VUOLE vedere non vede.

    L’attacco della “Finanza” d’oltreoceano all’Europa ha obbiettivi primari e secondari, ognuno serve a preparare la mossa successiva, hanno ben chiaro l’obbiettivo finale, i tempi sono così assillanti perché gli europei non devono avere modo di realizzare eventuali contromosse, ammesso che ne abbiano la capacità, visto che le loro fila ormai pullulano di agenti chiave infiltrati. Questa è tattica militare.

    Perché lo fanno?

    Lo ha detto il ministro delle finanze tedesco Schauble riferito all’Italia, l’Italia deve restare sotto pressione altrimenti non fa le riforme. Ecco, il motivo è esattamente lo stesso, l’Europa è sotto pressione perché al suo interno DEVONO cambiare un sacco di cose che altrimenti non cambierebbero.

    In sintesi, i cambiamenti che Loro vogliono, porteranno gli europei a mantenere un minimo di dignità e benessere SOLO A PATTO che si abbandonino al filo di controllo che li TELEGUIDERA’ nel futuro. Avete letto bene, TELEGUIDERA’ come la macchinina che regalerete a Natale!

    Ma perché la grande nazione che ha quasi sacrificato una generazione per liberare l’Europa e poi l’ha aiutata a rialzarsi da un baratro, ora dovrebbe volere un così triste futuro per tutti noi?

    Perché in quella terra, da quando ci hanno messo piede gli occidentali, si svolgono grandi lotte di potere, e ormai è sempre più evidente che chi ha vinto la VERA battaglia NON è chi ha vinto le ultime presidenziali.

    Adesso ti faccio qualche domanda, rispondi la verità:

    Se TU facessi parte della famiglia più ricca al mondo, che, provato storicamente, da oltre DUE SECOLI E MEZZO determina la politica, e a volte le sorti, delle più grandi nazioni, trattando prima con i re e poi con i presidenti, avresti la tentazione di considerarti un eletto fra gli eletti? …

    Se TU e tutte le persone che ami, professaste una religione antichissima, che afferma che SOLO VOI SIETE VERAMENTE gli eletti e che hai il dovere di agire di conseguenza usando tutte le tue abilità e tutto ciò che hai di materiale, sentiresti la MISSIONE di farlo? …

    Se i tuoi antenati e TU stesso avete usato ogni forma di pratica finanziaria (dallo strozzinaggio al signoraggio compresi) perché la tua cultura ti insegna che gli “altri” sono considerabili di bassa lega ed è lecito sfruttarli con pratiche che altre culture disprezzano o addirittura vietano, avresti scrupoli a piegarli al tuo volere e ad usarli per il tuo Sommo Scopo? …

    Se la TUA patria, riconquistata a caro prezzo, luogo a TE SACRO sotto ogni punto di vista, fosse dichiarata apertamente “DA DISTRUGGERE”, da chi è effettivamente militarmente in grado di farlo e TU fossi circondato da altri popoli che nel migliore dei casi sono ostili, nel peggiore TI ODIANO, saresti disposto a fare di tutto per impedirlo? …

    Se TU hai la convinzione (e forse il desiderio), che lo scontro finale avverrà entro breve tempo, ma sei perfettamente cosciente che il bagno di sangue sarà altissimo, perché il TUO nemico è molto cambiato da quando hai riconquistato la terra e non vede più la morte in battaglia come una brutta fine, ma è convinto che sia un meraviglioso inizio, cosa puoi fare per evitare che la tua patria resti senza abitanti, il Popolo Eletto? … Esatto, obbligare chi non ha nessuna voglia di farlo a sacrificarsi per te.

    Ma perché gli europei mandino i loro soldati a morire devono essere convinti che lo fanno per LORO STESSI, questo è il modo di concepire e usare la “democrazia”, per TE. Convincere la gente che è la gente stessa a volerlo fare. Lo hai già fatto molte volte.

    Però TU sai che se gli europei stanno bene se ne fregheranno delle battaglie religiose in Medio Oriente, non è la loro guerra, e allora lo deve diventare. TU usi tutta la tua abilità e tutte le tue risorse per metterli sul filo del rasoio,  senza tempo e possibilità di scelta. Non sarà una guerra religiosa, sarà una guerra per la libertà e per non cascare in un baratro economico terrificante, allora le collettività saranno disposte a mandare a morte un numero sufficiente di figli di genitori piangenti, ma in minoranza.  Con i TUOI uomini ai centri di comando, quando suonerà la carica gli automatismi si avvieranno e i popoli potranno solo guardare i telegiornali e sperare.

    In realtà per TE e i tuoi staff, che studiate da sempre i comportamenti di queste greggi di uomini di bassa lega, non è difficile capire come si comporteranno, gli idioti si sono riempiti di punti deboli che è sufficiente minacciare per farli crollare su sé stessi. TI sei arricchito da generazioni facendogli formare debiti, pubblici e privati. Hai sostenuto malavitosi, corrotti e concussi per avere accesso dove e quando vuoi.

    TU hai da poco fatto cadere regimi dittatoriali in tutto il Nord Africa come fossero birilli al bowling. Li avevi aiutati decenni fa, quando ti facevano comodo per il petrolio e la politica. Ma naturalmente la loro avidità aveva creato sacche esplosive di rancori decennali, impossibili da gestire nel momento cruciale, meglio far brillare una grossa e vecchia mina prima di iniziare le operazioni militari. Adesso nella confusione puoi mettere i tuoi uomini all’opera e gestire. In fondo ti è costato poco, è bastato fare impennare i prezzi dei cereali con futures e derivati, quanto hai dovuto bruciare? Qualche milione che poi ristampi?

    Diciamo la verità, SEI e SIETE eccezionali, tanto di cappello signori. In fondo tutti i grandi della storia hanno fatto esattamente così, Serse, Alessandro, gli imperatori Romani, gli Aztechi, i Mongoli, tutti nel passato hanno piegato le popolazioni più vicine per rinforzarsi e attaccare il nemico.

    In più voi usate uno strumento sofisticatissimo, non la violenza bruta,  ma i meccanismi e le leggi democratiche, che sono molto meglio. Perché chi usa la violenza, quando invecchia e indebolisce fisicamente, deve preoccuparsi anche della fedeltà dei suoi uomini, chi invece usa metodi “civili” riduce moltissimo questo rischio, è il pensiero che conta di più. Certo vi costa molto in disinformazione ma il denaro non è un problema per voi, lo stampate in proprio.

    Dal nostro punto di vista state veramente esagerando, ma ormai quanto voi lo considerate è evidente.

    Sarei molto contento di sbagliarmi…


  • Wow! tutti ti cercano, tutti ti vogliono! Complimenti per il tuo successo. Ci stai facendo sperimentare come la potenza delle idee possa, anche se lentamente, rischiarare la mente delle persone, nel senso che sta venendo fuori un bisogno collettivo di sforzarsi di fare “2+2”, cioè di riflettere, di fare considerazioni sulla realtà, correlare insieme fatti e situazioni e formulare ipotesi cercando di arrivare a delle conclusioni e di proporre possibili soluzioni ai problemi. 

    p.s. Spero che tutta l’Italia diventi complottista.

     

  • Concordo su tutto tranne che sulla questione età. In politica serve sia l’entusiasmo dei giovani che la saggezza dei vecchi. Il giovanilismo lo considero un portato culturale consumistico che sta contribuendo all’omicidio della democrazia. Non vedo perché un cinquantenne nel pieno delle proprie facoltà dovrebbe essere escluso. Non vedo intorno a me tutti questi giovani così “giovani”. Molti in gamba, ma molti altri non gli farei dirigere nemmeno una ricevitoria.

     

    • E ma la Ministra piange, allora se piange è sensibile, allora lo vedi che la donna è migliore … Ma che schifo, ma come ci siamo ridotti? Io non ne faccio più parte, mi chiamo fuori.

       

  • byoblu ha scritto :
    Si parla non a caso di “età media”. Avere un’età media di 63 anni è un dato spaventoso. Diverso è avere un ottantenne in gamba ma anche, insieme, un giovane pieno di idee, di passione, di energia, di voglia di futuro e con il coraggio e la giusta motivazione per provare a cambiare con idee fresche questo paese. L’età media si abbassa e puoi avvantaggiarti da entrambe le caratteristiche. Ma avere un governo con un’età media di 63 anni (cioè significa un’età media superiore di 20 anni a quella del governo danese, che ha un’età media di 43 anni) significa solo avere istituzionalizzato (cosa che in Italia non è certo una novità) la rendite di posizione e, per contro, significa avere costantemente un gap, un ritardo sull’innovazione di pari periodo. Per avere oggi qui, in Italia, le tendenze e la modernità che altrove si manifesta, bisognerà aspettare che i giovani arrivino al governo, ovvero tra vent’anni. E questo si traduce in un costante gap economico e culturale.

    Comunque, Internet è uno strumento indubbiamente importante, ma non in grado di soccombere alla crisi del concetto di località. E’ importante ma è culturalmente globalizzante. Cosa che ha molti pro, come da te evidenziato, ma anche molti contro. E’ per esempio anche uno strumento di capillare controllo delle opinioni, dei gusti, delle scelte politiche e delle tasche di miliardi di cittadini. Personalmente ritengo che il deficit democratico, in un paese come il nostro, sia legato mani e piedi alla svalorizzazione dell’identità e della cultura nostrana. Malgrado tutto la democrazia preesiste a Internet, non ne è necessaria conseguenza. La mia personale equazione è: non esiste più politica autonoma anche perché, soprattutto perché, è venuta a mancare una identità autonoma. Abbiamo subito un processo di inculturazione anglosassone perfettamente parallelo alla banchizzazione sovranazionale dell’economia. Sono processi complementari, che non si escludono, che hanno bisogno l’uno dell’altro. Quindi, mia personale opinione, va tutto bene, ma anche la modernità dovrebbe essere coniugata.

    Ci troviamo di fronte a importanti modificazioni antropologiche pilotate, non solo di fronte al debito. Basta considerare gli orizzonti meccanizzati della riproduzione umana, aspetto strutturale dell’esistenza e non collaterale, per capire che non si può parlare solo di soldi; che accettare la fattibilità tecnica in maniera acritica, comporta l’accettazione non ponderata di un cambiamento della nostra specie.

    Dov’è l’informazione in tutto ciò? Chi spiega alla gente le implicazioni? Esiste un dibattito laico, che non sia ingabbiato nella vecchia logica dello scontro dogmatico tra cattolici e laici? Non sarebbe anche questa modernità?

    Provate a fare un raffronto tra l’importanza dell’argomento e il suo dibattimento. Povate a trovarmi un contraddittorio laico (possibile che non ci sia?) in materia per esempio di fecondazione artificiale, un dibattito che non si dipani su basi fideistiche. Non lo troverete. Su quali informazioni la gente sarà chiamata a decidere democraticamente su queste importanti tematiche, senza che ci sia stato pubblicamente un confronto tra le parti, una pesa dei pro e dei contro? Senza nemmeno sapere se l’argomento, che impatta sulla realizzazione genitoriale ed esistenziale dell’individuo adulto nonché sulla crescita dei bambini, futuri adulti, vale la pena di considerarlo o è depennabile nell’irrilevanza. E cos’è la realizzazione esistenziale dell’adulto se non *economia* essa stessa? Esiste un’economia sana realizzabile in una popolazione deprivata di una visione sul futuro, cioè peggio, deprivata dal poter conoscere che esiste una possibile scelta sulle forme del proprio futuro?

    Democrazia ed economia non sono sinonimi. Oggi si parla solo di una cosa. Ci stiamo raccontando mezza messa.

     

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