Le motivazioni "tipo" di un Sì Tav

Quando si dice “parlare dati alla mano”. Massimo De Manzoni ci spiega mirabilmente i motivi per cui bisogna fare il TAV. Come vedete, i dati sono inoppugnabili. Dopo queste parole, i comitati No Tav della valle hanno diramato un comunicato: “Siamo grati al vice-direttore di Libero per averci fornito le motivazioni reali dell’opera, che fino ad ora ci erano sfuggite. Non solo ci ha convinti pienamente, ma abbiamo già cominciato a scavare il tunnel a mani nude”.
Passera dice che il TAV serve. Il suo vice, Mario Ciaccia, ex capo di Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, ha la delega del Governo a decidere sulla questione. Banca Intesa ne sarà soddisfatta. Tosi dice che o sono due delinquenti, oppure va tutto bene. Bisognerebbe spiegargli che il conflitto d’interessi è un potenziale impedimento che serve proprio ad evitare situazioni conflittuali a monte, proprio per non mettere i responsabili della funzione pubblica in condizioni di fare i loro interessi a valle. Non serve che due abbiano forzato una saracinesca: se li vedi con un piede di porco in mano davanti a una gioielleria di notte pretendi che si allontanino a prescindere.
Napolitano dice che con i sindaci No Tav non parla, perchè sarebbe un incontro “su decisioni non di sua competenza“. Ottantamila persone che protestano, di cui i sindaci sono portavoce, non sono una competenza del Presidente della Repubblica. Ha ragione: sono competenza delle banche che non danno i soldi ai piccoli imprenditori perché vogliono investirli a rischio zero in un progetto garantito dalle istituzioni, con i soldi pubblici che ricadranno, sotto forma di debito, sui nostri figli e sui nostri nipoti fino al 2060 (Corte dei Conti).
Buttiglione dice che se in Italia non si riescono a creare infrastrutture e posti di lavoro, sostanzialmente, è colpa dei valsusini e di quelli come loro. E io che pensavo che ci fosse la crisi.
E mentre aspettiamo che Monti, come promesso, divulghi un vademecum nel quale finalmente spiegherà perché il TAV è un’infrastruttura indispensabile in un momento di crisi dove ha ritenuto di non assumersi neppure la responsabilità di fare le Olimpiadi, e nell’augurarci che dentro all’opuscoletto risponda nel dettaglio all’appello di 360 docenti universitari – tra cui figurano anche ingegneri del Politecnico di Torino che lui dovrebbe conoscere bene – intanto vi basti sapere che, come sostenuto da Massimo De Manzoni e da tutti gli altri fieri membri dell’esercito Sì Tav: è una storia finita, …il buon senso…, …gli impegni internazionali… , …tutto…, …speriamo…, …rassegnatevi…, …non protestate… , e se protestate in galera.

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