Presto avremo di nuovo i cari vecchi dottori di una volta

Nelle grandi metropoli, il tuo medico di base è un dispensatore di ricette e certificati. Potrebbe essere sostituito da un software e pochi si accorgerebbero della differenza. Se non stai male tra le dieci e le undici del mattino non puoi neanche dirglielo. Al massimo puoi sfogarti con la segreteria telefonica. Scordati che venga a  trovarti: anche con la febbre a 40 devi vestirti e andare a fare la fila in sala d’attesa, così puoi infettare anche chi è lì solo per ritirare una richiesta. Se nessuno ti accompagna, prendi i mezzi. Così acceleri il rigor mortis.
I dottori della guardia medica dovrebbero essere denunciati ogni volta che provi a chiamarli, giusto perché non ti sai rassegnare all’idea che non non solo non servano a niente, ma che siano addirittura pericolosi. Mio figlio di 6 anni aveva 40 di febbre la sera della vigilia di Natale. Non sono usciti. Hanno detto che c’era un virus che girava. Il “virus che gira” viene sempre bene. Ma aveva la polmonite. L’altra domenica, sempre rigorosamente al telefono, hanno frettolosamente diagnosticato i vermi nel culetto a un bambino di neppure tre anni a cui invece bruciava il pistolino quando faceva pipì. Alle perplessità della mamma hanno risposto che doveva limitarsi a prendere per sei giorni un farmaco che tanto, al limite, era innocuo. All’ospedale, dove successivamente il bimbetto è stato portato, non sapevano se ridere o se piangere: bastava aprire un motore di ricerca qualsiasi per capire che i vermi ce li aveva, ma nella testa, il sedicente e sbrigativo pediatra all’altro capo del telefono.. Perché hai voglia a dire che la “salute fai da te” via internet va presa con le dovute cautele, ma nell’assenza di qualsiasi assistenza socio-sanitaria ragionevole, la rete diventa l’unico strumento di conoscenza disponibile. Un po’ quello che erano i vecchi manuali di primo soccorso che tutti una volta tenevamo in casa, quelli dove gli adolescenti imparavano tutto, con dovizia di terminologia scientifica, sulla fisiologia dell’apparato riproduttore.
Così, abbandonato a se stesso, il cittadino della grande area metropolitana globalizzata finisce per andare inevitabilmente al pronto soccorso, dove deve rassegnarsi ad attendere di buon grado anche qualche ora. Ogni anno, nelle grandi aree di emergenza transitano circa 25 milioni di pazienti. Solo al 2% di essi viene attribuito il codice rosso. In tutti gli altri casi basterebbe il buon medico condotto di una volta. E’ un’altra delle battaglie che faccio da tempo (vedi “Il popolo dei trasportabili“, “Quando i dottori ti visitavano“, ma anche “Il paziente italiano“).
Ora, sembra che ci sia arrivato anche il Ministero della Salute. Secondo l’Onu, entro il 2050 l’80% della popolazione mondiale sarà popolazione urbana. Ci apprestiamo tutti ad ammassarci impilati in grande fattorie verticali di esseri umani, conosciute con il nome di grattacieli. Ma ci sono già progetti di vere e proprie montagne che si sviluppano in altezza, per oltre 3 chilometri, capaci di contenere oltre un milione di abitanti. Il Ministro Balduzzi vuole allora riconsegnare il testimone dei pazienti non in pericolo di vita ai medici della mutua, che dovranno essere disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. L’idea è quella di realizzare “culle di specialisti” sempre in servizio, sia nei grossi centri urbani ma anche nelle campagne, cui rivolgersi in tutti i casi in cui si può fare a meno dell’ospedale, ovvero il 98% delle volte.
I fondi dovrebbero derivare da una riorganizzazione in chiave efficientista della sanità, perseguendo l’obiettivo delle quattro appropriatezze:

  1. appropriatezze gestionali e strutturali (strutture e organizzazione);
  2. appropriatezza tecnologica e di organizzazione (tecnologie diagnostiche, preventive e terapeutiche di avanguardia);
  3. appropriatezza farmacologica;
  4. appropriatezza clinica (medici ben preparati).

Questa razionalizzazione della spesa della struttura sanitaria dovrebbe portare a una riduzione dei costi impropri dovuti all’affollamento delle aree di emergenza e dei pronto soccorso pari a circa 13 miliardi di euro. Orizzonte temporale del progetto: il termine della legislatura del Governo Monti.
Spicciamoci a farlo.

17 commenti

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  • Per il paese con la tassazione tra le più alte al mondo è davvero un risultato notevole.

    Quando provi a fare una deduzione del tipo: “Liste d’attesa eterne + Sanità privata= sistema ogranizzato per dirottare pazienti in cliniche a pagamento” c’è sempre un politico o un giornalista che s’indigna, come se la responsabilità di tali situazioni fosse da ricercare in chissà quale fenomeno naturale.

    Ci sono alcuni medici volenterosi, che si scontrano con questo sistema, inevitabilmente entrano nell’ingranaggio e vengono inghiottiti, fino a diventarne parte.

    Ma è normale. Normale cioè nella norma, quella a cui siamo abituati e che non siamo capaci di trasformare in anormalità. Tutto parte dall’ETICA. Oggi sembra quasi un parolaccia. Guai a parlare di etica, diventi un MORALISTA, un POPULISTA, un DEMAGOGO. E cosi possiamo continuare a peggiorare, tranquillamente, indigniandosi i politici continuano a fregare il resto della popolazione, tanto NON E’ UN PROBLEMA LORO, se guadagni 10.000 euro al mese puoi curarti presto e bene, MAGARI ALL’ESTERO.

  • 24 ore su 24, in una struttura con un minimo di attrezzatura, come una guardia medica ma organizzata: se così fosse ,con persone che non devono “scoppiare” ma lavorare il giusto e non spremute come limoni, sarebbe una buona idea. Suggerirei anche le ambulanze medicalizzate da posizionare nelle zone balneari da quando “fa bel tempo” fino alla fine della stagione: sarebbero posti di lavoro, maggiore serenità per i bagnanti (se ci fossero anche i bagnini e un po’ di sorveglianza e non propaganda sull’uso di autovelox del mare, sarebbe meglio). Un po’ come il ripristino del medico nelle scuole pubbliche. Consideriamo, tornando al medico di base, che spesso non ha una segretaria nè una segreteria telefonica, e che spesso i pazienti aspettano in strada al freddo o al caldo, dipende dalla stagione: siccome vivo in Sardegna , aspettano anche col vento.

  • Nel leggere questo articolo mi sono abbastanza infuriato con l’ autore…

    E allora é bene ricordare che se il medico non va a casa del paziente é proprio perché sta in ambulatorio a gestire una enormitá di pazienti che fanno la fila non per ritirare le ricette ma per essere visti e visitati… dalla pressione, alle tonzille, all’ impegnativa per esami di ogni genere e tipo… senza dimenticare il primo ausilio che puó consistere nel togliere i punti, pulire o rifare un bendaggio o addirittura una inniezione, tutte cose che si potrebbero ben fare al Pronto Soccorso ma che il buon medico di famiglia si dispone e si presta comunque ad erogare come servizio gratuito.

    E giá che ci siamo, ricordiamo che il medico di famiglia per il singolo paziente, Sig. Tizio, riceve dalle casse mutue appena 6€ al mese. Ridicolo. Solo grazie al grosso numero di assistiti si riesce a fare uno stipendio ragionevole… per gli studi fatti e l’ investimento sostenuto… Senza poi dimenticare la totale disponibilitá 24h. Il medico viene chiamato:

    -nel suo studio,

    -sul suo cellulare,

    -via mail,

    -e per sino a casa sua, grazie all’ elenco abbonati!!!

    a tutte le ore del giorno e della notte, senza che i pazienti contino PER NULLA con la guardia medica ed il pronto soccorso. E spesso chiamano per febbre e dolori difronte ai quali piú che il “potere” medico puó solo quello farmacologico! Aspirina e cortisone.
    Sicuramente esistono medici con doppi lavori, interessati solo ai soldi e che non hanno voglia di lavorare, peró la stra grande maggioranza dedica anima, tempo e corpo al loro lavoro, quindi prima di prendersela con un’ intera categoria sarebbe bene viverle certe esperienze per capire a che livello di compromessi e sforzi si arriva!

     

    PS:e non voglio entrare nel discorso di quella miriade di pazienti che non seguono le cure o che si auto modificano la cura dopo essere stati visitati, con enorme spreco di tempo, servizi e denari senza contare il de-prestigio che con tali fatti si causa alla professione. Se il paziente guarisce é un miracolo, se muore é colpa del medico. VERGOGNOSO.

  • L’estensore dell’articolo è un povero illuso poco informato. Innanzitutto, dove ha preso le statistiche secondo cui al 98 % di chi si rivolge al PS basterebbe l’opera del proprio medico di famiglia? Certamente se i medici di famiglia, di fronte ad un dolore toracico o ad una banale cefalea, si improvvisassero non solo cardiologi e neurologi ma anche elettrocardiografi, laboratorio d’analisi, TAC e via dicendo.

    Quanti “banali” codici bianchi” si sono poi rivelati, magari tragicamente, di tutt’altro colore doagnostico?

    Le cosiddette nuove “aggregazioni funzionali territoriali” ( che bel nome altisonante, però) si riveleranno presto l’ennesima e costosa (non facciamoci illusioni) struttura pubblica, un ammassamento di medici di giorno che non potrannopiù visitare che su appuntamento prenotato tramite call center a meno di urgenza: e qui voglio vedere se qualcuno si sentirà di aspettare qualche giorno o se si verificheranno in questi centri gli stessi disservizi dei pronto soccorso, peggiorati dal fatto di non poter disporre di una diagnistica sicura.

    E di notte, toglietevelo dalla testa, sarà sempre il giovane medico di guardia medica, più o meno motivato, a rispondervi.

    Amici, vi scongiuro, non abboccate alla propaganda di chi ci governa di chi, cioè, ha già ridotto i posti letto ospedalieri per mero risparmio economico ben aldisotto della media europea, e messo i servizi ospedalieri, in primis i pronto soccorso, nella triste condizione in cui si trovano.

    • Il povero illuso o poco, pochissimo informato, sei tu, visto che questi dati, compreso quel 98% che così poco ti piace, sono stati citati esplicitamente dal viceministro alla Salute, oggi pomeriggio su Rai News 24. Modera i toni e fai atto di umiltà.

  • Claudio, questa è l’italia che ha vietato la Telemedicina e le altre applicazioni informatiche per risolvere i problemi delle code.

    Io sono pugliese e i vari Tarantini me li ricordo già da quando in provincia di Taranto costruirono un pronto soccorso con 10 posti letto dove invertirono per errore i tubi del gas con quelli dell’ossigeno e fecero una meravigliosa inaugurazione. E’ la sussidiarietà che ci ha rovinato. Non c’è nient’altro da dire.

  • Incredibile, anche da questo sito arriva un articolo di propaganda pro governo, propaganda basata su pure opinioni personali (se non è così si giustifichino i numeri riportati). Ma come signor Messora, proprio lei che ci ha informato sull’appartenenza di Monti alla commissione trilaterale, che ci ha dimostrato come questa gente al governo abbia interesse a tutto fuorchè al popolo italiano, adesso di punto in bianco vorrebbe farci bere il contrario? Dopo tutto ciò che abbiamo appreso da lei, è ragionevole pensare ad una norma fatta nell’esclusivo interesse dei cittadini? Come minimo dobbiamo rifletterci su un attimo chiedendoci se ci saranno altri effetti di questo ambulatorio medico 24/7 così come viene presentato. Schematizzo:

    ipotesi 1: il governo pensa a questa novità nell’intento di un aiuto alla società, nonostante finora abbia fatto il contrario e abbia già annunciato norme che vanno nella direzione della distruzione dello stato sociale

    ipotesi 2: lo scopo dell’ambulatorio è soltanto quello di eliminare la domenica e le festività, coerentemente con le liberalizzazioni degli orari dei negozi. La quale eliminazione è uno dei tasselli del progetto finale: gli stati uniti d’europa, modellati precisamente sull’america, chip sottocutaneo compreso.

     

    Alla luce dei fatti, quale delle due ipotesi è più ragionevole?

  • byoblu ha scritto :
    Se mi rompo una gamba vado al pronto soccorso, ma se mi ustiono una mano o se mio figlio ha la febbre alta posso andare nella “culla specialistica”, che nella maggior parte dei casi non solo può aiutarti meglio di wikipedia, ma essere risolutivo. O no?

    No, se la febbre è dovuta ad una infezione che deve esser trattata con una terapia antibiotica mirata basata su un antibiogramma, oppure su una radiografia del torace, oppure su un esame colturale delle urine, oppure… ecc ecc

  • Caro articolista, lei è veramente ingiusto nel descrivere quello che, invece, è uno dei servizi sanitari più apprezzati nel mondo, ed anche uno dei più economici. E questo servizio sanitario è fatto di ospedali e di medici di famiglia.

    Questi ultimi visitano e curano, e ogni anno svolgono qualcosa come 200 milioni di prestazioni. Se poi ritiene che il loro lavoro possa essere svolto da un software, bene è liberissimo di rivolgersi ad uno dei tanti prodotti commerciali disponibili.

    Ma si ricordi che in questo momento sono proprio i tanto vituperati medici di famiglia che si occupano di sintetizzare il lavoro disgiunto dei medici specilisti, di armonizzare le terapie mediche filtrando quelle potenzialmente pericolose per il loro paziente, di tenere da conto anche la spesa della PA utilizzando farmaci equivalenti che, per il solo fatto di aver perso il brevetto, non sono per questo diventati meno efficaci rispetto all’ultimo nato che sta sempre in cima alle prescrizioni specialistiche.

    Sparare a zero su una categoria è fin troppo facile quando lo si fa in maniera acritica; distruggere un servizio pubblico che nonostante la grave sottostima del suo organico riesce a funzionare bene, è un vero e prorpio delitto.

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