All'Ecofin va in scena la sottomissione alle banche

 

A guardare le facce dei ministri dell’economia UE, riuniti all’Ecofin di Bruxelles questa mattina, si può godere di una incantevole vista: sprazzi di impotenza e striature di ipocrisia come solo la mano artistica della democrazia rappresentativa sa tratteggiare. La Commissione Europea, per bocca del Commissario Algirdas Semeta, comunica che, secondo i calcoli, una eventuale imposta sulle transazioni finanziarie (ITP, o FTT in inglese: Financial Transaction Tax) frutterebbe almeno 18 miliardi. Probabilmente di più. I loro interventi sul tema, a tratti, rasentano l’incredibile.
Un’imbarazzata Maria Fekter, ministro dell’economia austriaco, dice: “noi vogliamo dare delle risposte ai cittadini che ci accusano di non fare quasi niente contro i problemi generati dal settore finanziario… E’ opinione diffusa nelle opinioni pubbliche di tutti i Paesi che i mercati ci governino, ci comandino, e non viceversa”. E quindi? E quindi “dobbiamo dimostrare di essere in grado di trovare delle soluzioni”. Ecco, ma per carità, non dev’essere un “dovere”. Dovreste essere convinti.
Tonio Fenech, collega di Malta, magnanimamente riconosce: “capisco il messaggio, a volte trasmesso da noi, secondo cui la crisi si è originata nel settore bancario quindi dobbiamo fare qualcosa, per mandare un messaggio un po’ contro il sistema bancario”. Mi raccomando: solo un po’. Ma subito aggiunge che “lo preoccupa una cosa”, ovvero che le banche sono coloro che ci danno la vita, e non si possono mica colpire, per non cadere in contraddizione. Quindi dovrebbero “esaminare la cosa da un orizzonte più ampio, e non solo perché vogliamo fare qualcosa”.
Jan Kees De Jager, ministro delle finanze olandese, dice che loro sono “molto d’accordo” con la ITP, ma subito dopo si chiede se non ci siano altri modi, perché questa tassazione è davvero, ma davvero allarmante. Quindi, calma, hanno “bisogno di analisi più approfondite sugli effetti collaterali”. Ma conclude anche lui: “sono d’accordo che dobbiamo fare qualcosa”. Ma cosa? Boh.
Mark Hoban, UK, monita che bisogna stare attenti a fare queste cose, perché se si mette l’Iva alle banche, finisce che le banche poi pagano ancor meno di tasse. Chiaro, no?
Margrethe Vestager, presidente di turno, conclude allora che “bisogna capire meglio i costi, perché le regolamentazioni mica arrivano gratis: incidono sul settore finanziario. Quindi ci sono alcuni lati da elaborare, e dobbiamo anche vedere se c’è una strada alternativa”.
Tutti a casa, se ne riparla a giugno. Forse. Mario Monti? Come Pilato: lui non si esprime, facciano gli altri.
 

9 commenti

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  • Basterebbe che imponessero alle banche di fare solo le BANCHE, senza fare investimenti per comprare società a spese di altri, devono concedere prestiti invece di buttare i rifinanziamenti su nuove azioni ad alto rendimento (magari statali così è lo stato a dover dare i soldi guadagnati dalle banche prendendoli dalle tasse ed impoverendo ulteriormente i contribuenti con nuove tasse per far fronte a queste spese aggiuntive).

  • Mario Monti? Come Pilato: lui non si esprime, facciano gli altri.”

    Mai sputare nel piatto dove si è mangiato !!!  

  • Perchè se si mette l’iva alle banche, c’è il rischio che queste paghino meno tasse?

    NON riesco a capire la dinamica

    Se qualcuno mi volesse illuminare

    grazie

    SA

  • E’ possibile che contro questa metastasi, non si possa attuare

    una terapia d’urto?

    Maledetto chi ha inventato le banche.

     

  • Un plauso a Messora, almeno qui possiamo guardare in faccia i rappresentanti delle sanguisughe che ci stanno affamando.

    Questa è gente insaziabile, a loro non basta il diritto di signoraggio sulle banconote, la riserva frazionaria che gli dà la possibilità di creare soldi dal nulla che poi prestano al 12% e nemmeno ricevere prestiti all’1% da investire in titoli di stato al 6%; tutto ciò a loro non basta vogliono sempre di più.

    Un consiglio a lor signori: tanto va la gatta al lardo che

  • E’ l’ennesima dimostrazione, se mai ve ne fosse bisogno, di quanto realmente le banche ci governano. So di essere ripetitivo, ma non posso stancarmi di dirlo, in attesa di miracoli o rivoluzioni che non accadranno, perchè non facciamo intanto una cosa intermedia ma ugualmente efficace, che è quella di “traslocare” ognuno i propri conti correnti dalle grandi banche, autrici di questa finanza speculativa e rapace, e dirigersi sulla finanza etica, che in Italia funziona egregiamente da più di 10 anni, in grande silenzio ma con grandi risultati, dal momento che lavora con metodi e per obiettivi totalmente opposti a quelli della finanza tradizionale. Lo hanno già fatto 35mila italiani, informatevi anche voi… http://giannigirotto.wordpress.com/finanza-etica/

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    Esprimo un mio pensiero anche se da “ignorante” in materia. 
    Qui si parla di 2 milioni di sterline con il sistema di tassazione delle banche se ho capito bene. Ma resta una piccolissima goccia, le lemosina da parte delle banche. Il sistema bancario in se che e sbagliato. Riuscire a ricostruirlo o per lo meno renderlo meno nocivo per i paesi non sarà una cosa facile. Secondo me il problema globale troviamo che sul territorio nazionale di tutti i paesi è il fatto che la manodopera nazionale viene

     

    Esprimo un mio pensiero anche se da “ignorante” in materia. Qui si parla di 2 milioni di sterline con il sistema di tassazione delle banche, se ho capito bene. Ma resta una piccolissima goccia, le lemosina da parte delle banche. Il sistema bancario in se che e sbagliato. Riuscire a ricostruirlo o per lo meno renderlo meno nocivo per i paesi non sarà una cosa facile. Secondo me il problema globale troviamo che sul territorio nazionale di tutti i paesi è il fatto che la manodopera nazionale viene sottopagata. Un agricoltore produce un arancia e a prodotto finito senza tasse e trasporto gli viene a costare mettiamo caso 10cent, qaundo invece le multinazionali importano lo stesso prodotto a 8cent incluse tutte le spese. 

    Il succo di tutto questo e che non gira denaro al livello nazionale e allo stesso tempo il lavoro interno deve essere sottopagato per poter essere portato avanti. Questo e il motivo di tanti fallimenti.

    Se nello scaffale di un supermercato trovassimo un prodotto nazionale che costa 15 cent invece dei 10cent di un prodotto importato, si… costa di più e il costo della vita salirebbe ma il denaro speso dal consumatore rimane nel teritorio nazionale e quindi alimenta l’intera economia.

    Si e vero che spendendo meno si risparmia ma se quello che andiamo a spendere va a finire nelle tasche dei paesi asiatici l’economia interna ne risente ed e questo il motivo della crisi.

    Perchè i paesi asiatici stanno o sono già delle superpotenze? Faccio l’esempio della cina perche e la piu grande.. Succhia le risorse finanziarie da tutto il mondo essendo la FABBRICA del pianeta a noi cittadini di un paese cosa rimane? Ne lavoro ne denarco che esce dalle nostre tasche e poi ci ritorna.

    Se alle multinazionali venisse imposto di produrre sul teriorio nazionale come lo ha fatto il brasile e da paese di terzo modno sta diventando una potenza economica. Verrebero creati posti di lavoro, il denaro pubblico aumenterebbe visto che le aziende dovrebbero pagare le tasse al paese in cui producono. 

    Cosi si scatenerebbe una reazione a catena che si nel primo periodo avrebbe un impatto pesante per sul costo della vita ma a lungo andare porterebbe a una rinascita economica. 

    Cosa ne pensate?

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