I Moratti vogliono trivellare il Paradiso

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articolo di Maria Ferdinanda Piva per Byoblu.com

A giorni la Regione Sardegna dovrà pronunciarsi sulla richiesta di scavare un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi ad Arborea, in provincia di Oristano. Un po’ come andare a trivellare il Paradiso. Il luogo scelto per il pozzo infatti, battezzato Eleonora, è vicino al mare e soprattutto si trova a meno di 200 metri dallo stagno di S’Ena Arrubia e a meno di 100 metri dal complesso del Sinis e degli stagni di Oristano. Si tratta appunto di aree protette di importanza europea legate alla rete Natura 2000 e alla Direttiva Uccelli che – fra l’altro – offrono rifugio ai fenicotteri. Altre tre aree protette dello stesso genere, sempre regno di fenicotteri e non solo, si trovano nel raggio di cinque chilometri da Eleonora: sono gli stagni di Corru S’Ittiri, Santa Giusta e Cirras.
Quella che segue è la tabella delle distanze dal pozzo (burocraticamente definito “sito”), tratta dallo “Studio preliminare ambientale” presentato dalla Saras, la società della famiglia Moratti che intende scavarlo e che è titolare del permesso di ricerca degli idrocarburi nell’area.
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Il problema tuttavia non riguarda solo gli appassionati di birdwatching. Il pozzo esplorativo rischia di disturbare le attività umane ancor più della natura. Arborea sembra un pezzetto di pianura padana trapiantato in Sardegna: 4.000 anime e 30.000 vacche da latte, la quasi totalità delle vacche sarde da latte, perché lì c’è acqua sufficiente per far crescere il foraggio. Vicino al mare, di regola, le falde di acqua dolce e quelle di acqua salmastra convivono nel sottosuolo su diversi livelli. “La trivellazione esplorativa si spingerà fino a 2.850 metri di profondità. Nessuno può escludere che causi il contatto fra falde dolci e falde salate“, spiega Paolo Piras, 27 anni, studente, che fa parte del “Comitato civico No al progetto Eleonora”. Nel qual caso addio irrigazione, addio foraggio e addio vacche. Lo “Studio preliminare ambientale” sulla trivellazione del pozzo esplorativo, invece, assicura in sostanza che non c’è motivo di temere per le falde e che il disturbo per l’ambiente sarà molto limitato.
E’ ragionevole presumere che la trivellazione troverà un giacimento sfruttabile di idrocarburi. A quel punto, esistendo già il pozzo esplorativo, sarà difficile dire di no all’estrazione. Ma quale sarà il suo impatto sull’ambiente e sulle attività umane? E’ il vero punto della faccenda, al quale nessuno sa rispondere. Nemmeno lo “Studio preliminare”, che si occupa esclusivamente del pozzo esplorativo.
Presumibilmente nel paradiso di Arborea – ovvero alle soglie di tutte le aree protette che gravitano sulla zona – sorgeranno varie infrastrutture come strade e parcheggi. E soprattutto “inevitabilmente andrà effettuata sul posto una qualche forma di raffinazione – dice ancora Paolo Piras – I vari tipi di idrocarburi sono sempre mescolati fra loro, e di solito in un giacimento così profondo sono particolarmente ‘sporchi’. C’è il problema dell’idrogeno solforato, sempre presente nei giacimenti. A parte che, in caso si verificasse una fuoriuscita, è mortale già alla diluizione dello 0,1%, bisognerà provvedere alla desolforizzazione: dove vanno a finire poi tutte le porcherie? Mica spariscono magicamente… Il 98% del latte vaccino della Sardegna viene da Arborea, e non so quanti, sapendo dell’estrazione di idrocarburi, continuerebbero a comprarlo“.
La Regione Sardegna, nel giro di qualche giorno, deve dire se il pozzo esplorativo Eleonora può essere scavato o se invece c’è bisogno di ulteriori studi, attraverso una “Valutazione di incidenza ambientale” o una “Valutazione di impatto ambientale”.
Non voglio neanche pensare che concedano subito il vialibera alla trivella – commenta Piras – La Regione qualche tempo fa si è occupata in modo approfondito dell’impatto ambientale di una semplice passerella di legno che si voleva costruire sullo stagno di S’Ena Arrubia“.
Dedicare a una trivellazione ai confini del paradiso la stessa attenzione riservata a una passerella di legno? Sembra un paradosso, ma è quello in cui sperano gli allevatori di Arborea. E anche i fenicotteri e tutte le mute creature degli stagni.

Maria Ferdinanda Piva

16 commenti

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  • Se siamo tutti daccordo uniamoci ed andiamo IMMEDIATAMENTE a TRIVELLARE IL CERVELLO dei MORATTI !!!

    Questi esseri immondi, indegni di appartenere al genere umano VANNO ******** da piccoli, senza se e senza ma ESPROPRIANDOLI di tutto il mal tolto.

    Moratti, "fate schifo", per voi, è un complimento !!!

  • Claudio, bisognerebbe far lanciare questa campagna contro le trivelle da AVAAZ, che ha un grosso bacino di firmatari!

  • proprio ieri su FB ho pubblicato un articolo altrettanto grave di un possibile impianto di biogas  a Capalbio…..la mia sensazione è che questo paese si sia ormai avviato verso un declino non solo etico, ma anche di autostima, di autoconservazione….credo che sia nostro dovere reagire, manderò questo articolo, se Claudio permette a Greenpeace….facciamone una battaglia….

  • Punto 1: non mi piacciono di solito le proteste contro le opere(nimby), ma, a questo giro, mi sembra un pasticcio macroscopico!

    Punto 2: l’eventuale punto di vista dei Moratti non vale niente, considerando i personaggi di cui stiamo parlando!

    Punto 3: la Sardegna è bellissima!!

    Punto 4: è ora di piantarla col petrolio.

    Punto 5: i Moratti fanno il loro interesse e lo capisco, ma non capirei l’eventuale sì della regione! 

  • Se le battaglie si vincessero a parole gli italiani sarebbero ancora all’epoca di Roma caput mundi. A parole in Italia ci dovrebbe essere la rivoluzione già da 2 anni e invece viviamo in dittatura conclamata. A parole la TAV dovrebbe già essere scomparsa e invece sembra stiano scomparendo i valsusini. A parole e firme si ferma Moratti ma chi perderà, alla fine, saranno purtroppo i fenicotteri. Viva il mondo delle banche

  • Il presidente della regione Sardegna di che partito è ?

    Indovinate come andra a finire ?

    Ciao ciao Mucche e fenicotteri di Arborea.

  • Tutto davvero molto triste.

    A me fa incazzare, sapere che poi i proventi verranno investiti in nuovi fuoriclasse, per l’internazionale f.c. negli anni a venire.. Ancor più aberrante..

    L’unica nota positiva, sono i commenti che leggo in questo blog. Razionali, pertinenti e civili. Basterebbero queste capacità, per risollevare questo paese di bifolchi e marioli.. dire ingnoranti, sarebbe un complimento

     

     

  • da un lato bisogna diffondere la notizia il più possibile, in modo che l’opinione pubblica sia informata e possa solidarizzare e supportare la popolazione locale che si sta opponendo, e contemporaneamente faccia capire ai Moratti che la loro immagine verrebbe fortemente compromessa… dall’altra bisogna diffondere la conoscenza teorica che è totalmente possibile sostituire il petrolio con le fonti energetiche rinnovabili, e per questo vi invito a scaricare gratuitamente e distribuire a tutti i vostri contatti il libretto “Energia oggi e domani” dei prof.univ.bolognesi Armaroli+Balzani che esamina tutte le fonti energetiche con metodo e criterio scientifico, ma senza tralasciare tutti gli importanti aspetti collegati. Lo trovate appunto gratis su http://giannigirotto.wordpress.com/indispensabili/libri/

  • grazie, Claudio, per avermi dato altro materiale per rodermi il fegato…per pietà, la Sardegna NO!!! Lasciatemi la speranza di potere tornare a visitarla e trovarla “quasi” come allora.

    Ha ragione Gianni, diffondiamo.

  • moratti , i soliti ricchi, che si credono padroni del mondo e vogliono distruggere tutto

    vi maledico , andate all’inferno

  • Avete informato della cosa i media, Grillo, Il Fatto etc etc …. la gente deve sapere che razza di persone sono costoro…..

  • Con i Moratti non abbiamo mai avuto vantaggi, almeno in Sardegna no. E’ sufficiente vedere ,per chi non ha visto le raffinerie, il film documentario Oil. Ma aggiungo per chi vuole ,anche giustamente, fare i conti della serva ed essere venale, che pur raffinando qui in Sardegna, il carburante per autotrazione non costa neanche un po’ meno che altrove, e che il gas in bombole costa il doppio o anche di più che, ad esempio in Sicilia o in Puglia (salvo errore una bombola da 10 costa più di 25 euro). Quindi se anche trivellassero e trovassero qualcosa ,a meno che non succeda come per la corsa all’oro, cercato e trovato ma non conveniente da estrarre, poi la regione non avrebbe vantaggi, non costerebbe niente meno: per quanto riguarda l’oro,  tutta la zona estrattiva, nel comune di Furtei, è da risanare perchè piena di sostanze tossiche. Nel caso di Arborea sarebbe egualmente un dramma.Non so se si vincerà la battaglia visto che hanno già parlato, almeno i giornali, di indennizzi: siccome si tratta di sostanze tossiche, forse parlano di funerali di prima classe con bare in legno pregiato.

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