3 quintali di veleno nel santuario dei cetacei

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articolo di Maria Ferdinanda Piva per Byoblu.com

Una vera pesca miracolosa, quella che l’Arpa Toscana (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ha effettuato la scorsa settimana vicino all’isola della Gorgona (che fa parte del Parco nazionale Arcipelago Toscano), all’interno dell’area protetta “Santuario dei Cetacei”. Erano in corso campionamenti per verificare eventuali contaminazioni derivanti dal fatto che, in dicembre, la motonave da carico Venezia durante una tempesta molto violenta ha perduto nella zona 198 bidoni pieni di veleni. La rete dell’Arpa ha tirato su uno di questi bidoni. Vuoto. Il che significa che i veleni ora sono liberi di scorrazzare insieme a balenottere, capodogli, delfini, globicefali e altri sacrificabilissimi esemplari di vita residua nei nostri mari. L’ennesima grossa grana ambientale dimenticata dai media è scoppiata perché niente e nessuno impedisce ad una nave carica di sostanze tossiche di attraversare un tratto di mare protetto: nemmeno quando il barometro va giù in picchiata.
Non esistono prove che si sia voluto approfittare della tempesta per sbarazzarsi dei bidoni. La società armatrice della Venezia dovrebbe sottoporre in questi giorni alle autorità toscane il piano per recuperarli ingaggiando una nave dotata di cassoni stagni a chiusura ermetica. Un particolare che la dice lunga sulle caratteristiche dei materiali da ripescare!
I risultati delle analisi sul pesce pescato dall’Arpa insieme al bidone non sono ancora stati resi noti. Precedenti analisi non avevano riscontrato contaminazioni. Le ispezioni sui fondati eseguite da robot muniti di telecamera hanno finora individuato 96 bidoni, di cui 25 aperti. Hanno inoltre localizzato 18 sacchi di plastica in cui sono stati incapsulati i veleni prima di sigillarli nei bidoni, riscontrando che anche cinque di essi sono aperti. Della restante metà dei bidoni, per il momento, si sono perse le tracce.
L’incidente si è verificato nella notte fra il 16 e il 17 dicembre scorso. La motonave da carico Venezia della compagnia Grimaldi, nonostante le pessime previsioni meteo, era in viaggio da Catania a Genova. Trasportava bidoni pieni di catalizzatori esausti a base di nichel e molibdeno usati per raffinare il petrolio. Solo una piccola parte di questo suo velenoso carico è arrivata in porto e circa 3,5 quintali di veleni sono finiti in fondo al mare.
Le ricerche riprenderanno verso il 15 aprile. Ci vorrà una ventina di giorni soltanto per cominciare le operazioni di recupero e non c’è nessuna previsione sui tempi necessari per finire il lavoro. Ammesso che si possa finire: chissà dove sono i bidoni che ancora mancano. E soprattutto: chissà se sono tutti aperti, insieme ai sacchi di plastica.

Maria Ferdinanda Piva

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