I giochetti di Galletti

Vi sono italiani che si informano in rete. Non sempre sono propensi a capire argomentazioni contorte come le leggi del nostro Parlamento (Corruptissima re publica plurimae leges: “moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto“).  Ma se vogliono, possono. Per esempio possono guardare un video, leggere un post… E se non hanno capito, possono cliccare su un link e scaricare un documento di approfondimento.
E poi vi sono italiani che si informano solo in televisione (ma ce ne sono anche che non si informano affatto). Alcuni argomenti, in un programma televisivo dai tempi stretti, sono quasi impossibili da affrontare, soprattutto se cerchi di mostrare la genesi di provvedimenti legislativi strumentali e frutto di inciuci come il Decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, promulgato dal Presidente della Repubblica per questioni di “straordinaria necessità ed urgenza“.
In 30 secondi, sui titoli di coda, hai solo il tempo di scrivere un manifesto, di mostrare un abstract, una sintesi al cardiopalma dai toni concitati e coloriti. What else? La mancanza di dettagli semplifica il messaggio, certo, ma presta anche il fianco alle strumentalizzazioni. Ieri sera ho mostrato il Decreto Legge presentato dal Governo e subito emanato da Napolitano, che recepiva un Ordine del Giorno della (complice) maggioranza parlamentare. Quell’Ordine del Giorno, cioè, che voleva annullare gli effetti dell’azzeramento delle commisioni bancarie e che era stato approvato giovedì 22 marzo 2012 in tre secondi netti, meno di 36 ore prima che venisse presentato e varato il relativo Decreto Legge (quello che ho sventolato). Avete presente a cosa servono gli ordini del giorno indirizzati al Governo? A languire nei cassetti polverosi di Palazzo Chigi, spesso per sempre. Tranne questo, che ha dato vita a un provvedimento di straordinaria necessità ed urgenza, per l’appunto solo 36 ore dopo (da giovedì sera a sabato mattina).
Un decreto legge è, per l’appunto, legge (altrimenti non si chiamerebbe così), fino a quando non viene convertito da un disegno di legge parlamentare, entro 60 giorni. Ma intanto vige. E del resto non avrebbe potuto essere altrimenti, visto che è stato approvato proprio il 24 marzo, in concomitanza con l’approvazione di quella legge 24 marzo 2012, n. 27 che convertiva proprio il Decreto Liberalizzazioni, cioè quello con il famigerato articolo 27-bis che annullava le commissioni bancarie. Se non li avessero approvati insieme – il disegno di legge sulle liberalizzazioni ammazza-commissioni e il decreto legge che ne annullava gli effetti – le banche avrebbero dovuto sopportare fino a 10 miliardi di minori profitti.
Gian Luca Galletti, UDC, approfittando del poco tempo residuo (scorrevano i titoli di coda), ha cercato di far passare l’informazione come falsa, sostenendo che non si trattava di una legge, che non era cioè ancora stata approvata. Bollare un decreto legge emanato dal Presidente della Repubblica come una normativa “non ancora approvata” (è legge fino a quando non viene convertita) è fare disinformazione e tirare l’acqua al proprio mulino. Sarebbe bastato avere due minuti per argomentare con meno superficialità una materia resa volutamente complessa per i cittadini, e i giochetti di Galletti sarebbero stati sbugiardati:

  1. perché un decreto legge emanato dal Presidente della Repubblica è di per se stesso approvato, avendo forza di legge;
  2. perché bastava conoscere il perché di quella strana “urgenza” nella sua approvazione per capire che era stato confezionato ad arte per non creare danni alle banche e che sarà convertito in legge senza nessunissima ombra di dubbio.

Perfino Crosetto, dopo la chiusura, mi ha dato ragione.
Sogno un mondo dove su uno spezzone di intervento televisivo compaia anche un barcode (un codice QR) dove il pubblico a casa possa puntare il proprio smartphone per ricevere tutte le informazioni aggiuntive nella propria casella email. In questo modo, la casalinga di Voghera potrebbe avere gli strumenti necessari per non mettere sullo stesso piano l’evidenza dei dati di fatto con il fumo delle argomentazioni vuote che confondono e mortificano la verità.
Poi certo, sogno anche un mondo con più web e meno televisione. O con una sinergia spinta tra i due.

13 commenti

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  • Stamattina sono entrato in un bar per un caffè.

    In pochi metri c’erano il TG5 a tutto volume, 2 persone che sfogliavano quotidiani sportivi e sul frigo dei gelati una rivista con Kate Middleton.

    QUESTO E’ IL NOSTRO MATRIX. 

  • L’unico “strumento valido” è un martello: per fare a pezzi televisione e radio. Ecco che, forse, si potrebbe dare più risalto all’informazione libera in rete, e diffondere davvero l’INFORMAZIONE.

    GRAZIE Claudio.

  • Ottimo lavoro Claudio come al solito, Crosetto comunque mi è sempre sembrato, nonostante tutto, una persona oggettiva e la riprova è che ti ha dato ragione e questo mi conforta. Che abbia mandato a quel paese la persona del pubblico ci stava anche. Tutte queste trasmissioni di opinione sparsefra la sette – rai due – rai tre e compagnia cantante sono ormai cloni e ‘sti dibattiti televisivi hanno anche un po’ stufato.  Si parla, si urla e sono solo teatrino per questa classe politica che alla resa dei conti guarda empre e solo i suoi interessi tranne rari casi.  E’ appunto poi difficle andare a discernere nella feccia  chi è veramente una persona leale.  All’una di notte giusto un insonnepoteva vedere la pantomima… molto più valido il web… speriamo che la media alla fine capisca, ma penso sia difficile, molto difficile. Purtroppo.

    • Ci stava anche? Crossetto è un volgare scherano, prepotente e arrogante. Sulla base di quale ragione insulta uno spettatore/cittadino che gli sollevava un commento sacrosanto? Parla di insulti con quella vemenza: hai sentito insulti da parte del signore? Spreca spazio pubblico sgambettando nel suo parafrasario come un saltimbanco, parlando del nulla. Un mago del populismo. Ma poi… la sua corrente politica: è da 15 anni con il partito più lurido e ridicolo della storia della nostra repubblica.Non dimenticarlo…

  • Questa sig. Messora, è la conferma, l’ennesima, che lo Stato non è un organo istituzionale neutro e al di sopra delle parti. Ma è l’espressione politica, atta a difendere gli interessi delle classi egemoni, tramite la diffusione dell’ideologia dominante del libero mercato (alias capitalismo) che fa uso della potente macchina massmediatica per asservire ed ipnotizzare i suoi sudditi. Qual era il discorso reiterato da Crosetti, il suo mantra? il mercato che in Europa non crescerà abbastanza da una parte, e di più da un’altra. Come se il mercato (termine usato a proposito, per spersonalizzare i rapporti capitalistici, che sono fondati sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo) fosse sempre esistito storicamente.

    E per lo stesso motivo (la natura dello Stato borghese), sugli organi di informazione di regime, non c’è traccia non solo dell’approvazione, ma anche della velocità con cui è stato fatto questo decreto probanche.

    Un saluto

    Segnalo: http://diciottobrumaio.blogspot.it/2012/03/lestremismo-del-capitale.html

  • napolitano e’ semprer stat al servizio dei poteri forti , quante volte ha affermato che ci vuole un nuovo ordine mondiale?

    forse non si rende conto della sua eta’, invece di blaterare stupidaggini si prepari a rendere conto della sua vita a ch non riterra’ giusto l’iingiusto.

    crossettoe vari : e’ inutile sprecare parole per commentare , fanno parte della cricca pagata dalle banche.

  • crocetto è un pexxo di mexda (se lui si permetrte un vaffa in tv…) che con il nano faceva previsioni di crescita del 5% e ora fa l’uccello del malaugurio

    sono dei  BECCHINI!!!!!!!!!    ….che sfruttano le disgrazie altrui (e spesso le generano…)

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