IL BUCO NERO DELL'INFORMAZIONE

 
Il problema di fare una legge è quello di prevenire tutti i modi in cui potrà essere aggirata o, peggio ancora, strumentalizzata. La nuova Delibera Agcom sul Diritto D’Autore, di cui mi sono già occupato in passato ma che ora si avvia al tour de force finale, permetterà ai censori di scorrazzare liberamente tra i contenuti di informazione libera sgraditi e farli a fettine.
Il principio è semplice (qui tutti i dettagli): se all’interno di un post o di un video includi un qualsiasi frammento di informazione multimediale che deriva da fonti esterne, compresi virgolettati di articoli apparsi sui quotidiani o magari uno spezzone di TG per commentarlo, il proprietario di quel contenuto, magari imbeccato dai poteri particolari che il tuo articolo infastidisce, potrà richiederti di rimuovere immediatamente i contenuti che hai pubblicato, ovvero di eliminare il tuo post e il tuo video. Se non lo farai entro un termine brevissimo, potrà rivolgersi all’AGCOM che, dopo una procedura rapida e sommaria, ordinerà al gestore dei contenuti (per esempio Youtube nel caso di un video o il gestore dei servizi di hosting nel caso di un post) di rimuoverli al posto tuo. E potrà persino rendere completamente irraggiungibile il tuo sito. La magistratura? Superata. In Spagna si sono incazzati per molto meno.
Può fare una cosa del genere, l’AGCOM? Certamente no. O meglio: non ancora. Il Governo Monti, infatti, con la liberalità che lo contraddistingue sta per investire l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni del potere assoluto di scrivere normative, renderle vigenti e poi farle rispettare. Un mostro divora diritti, un buco nero dell’informazione pronto a risucchiare con il suo potente campo gravitazionale ogni piccolo asteroide nel raggio di milioni di chilometri.
Guido Scorza (una vecchia conoscenza delle battaglie di byoblu.com per le libertà digitali) e la Open Media Coalition chiedono dunque trasparenza totale sulle nomine dei cinque monarchi Agcom che entro 45 giorni dovranno essere espresse dal Governo Monti, arrivando a richiedere l’intervento dell’ONU per garantire la l’imparzialità delle scelte e la loro espressione alla luce del sole.
Ho incontrato Guido ieri sera, ancora una volta alla Stazione Centrale di Milano. Guardate il video dell’intervista.

VOGLIAMO TRASPARENZA

Le nuove nomine AGCOM potrebbero spazzare via l’inforamzione libera sul web


 L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è, come probabilmente molti sanno, il soggetto che è deputato nel nostro Paese a controllare, tra l’altro, che tutto vada per il verso giusto quando si parla di contenuti online. Controllare non significa dettare le regole, dettare le leggi. Per quello, normalmente, c’è il Parlamento.
La Delibera AGCOM sul Diritto D’Autorela “cosiddetta” delibera Agcom sul Diritto D’Autore – in realtà è una delibera che disciplina la circolazione di tutti i contenuti, a carattere informativo e non, nello spazio pubblico telematico. E’ una delibera che l’AGCOM dovrebbe adottare, un regolamento – meglio – che l’AGCOM dovrebbe adottare perché glielo ha commissionato il Ministro Romani con il famigerato Decreto attraverso il quale si è cambiato il nome del vecchio testo unico radiotelevisivo chiamandolo Testo Unico dei Servizi Media Audiovisivi. L’ambito della delibera riguarda qualsiasi genere di contenuto, che si tratti di video, che si tratti di un testo scritto, che si tratti di una web-tv o piuttosto di un blog. Tutto rientra nell’ambito di applicazione della delibera del regolamento in questione e su tutti questi contenuti AGCOM avrà potere di vita o di morte.
Ecco come funzionerà il nuovo sistema dell’informazione se il nuovo regolamento AGCOM dovesse entrare in vigore per come è stato presentato. Qualcuno ritiene che sotto il vostro video, quello attraverso il quale avete raccontato di un fatto del quale siete stati spettatori e che ritenete abbia un rilievo pubblico, c’è una musica coperta da diritti d’autore. O magari avete postato un contenuto e avete un po’ ecceduto nel virgolettato. Ecco: chicchessia potrà scrivervi e chiedervi di rimuovere quel contenuto. Se voi non provvederete a rimuovere quel contenuto ciò che accadrà è che quel soggetto potrà scrivere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e potrà chiedergli di tirar giù quel contenuto. L’AGCOM, all’esito di un procedimento sommario, ordinerà al gestore del sito internet di rimuovere il contenuto in questione o, piuttosto, ai provider di rendere irraggiungibili i contenuti dei quali discutiamo. E’ un provvedimento senza precedenti, quello del quale discutiamo. Un’autorità amministrativa si ritroverà a decidere, all’esito di un procedimento sommario, chi può dire cosa e chi può leggere cosa. Il tutto nello spazio pubblico telematico.
Qualcosa sta per cambiare. Il Governo intende infatti attribuire all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni un potere straordinario: un potere da monarca dell’informazione. Il potere di scrivere le leggi ed applicarle. Il potere di vita e di morte su ogni bit di informazione online. La nuova Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – i suoi membri sono infatti in scadenza – è composta da cinque uomini. Cinque uomini che decideranno, nei mesi che verranno, quali contenuti possono restare online e quali contenuti possono essere accessibili al pubblico italiano. Sarà una super AGCOM. Sarà una monarca dell’informazione. Ed è questa la ragione per la quale è indispensabile preoccuparsi che le nomine dei nuovi membri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni avvengano in maniera trasparente e rigorosa. La richiesta di una neonata coalizione di associazioni della società civile italiana che rappresenta centinaia di migliaia di cittadini è esattamente questa: chiediamo trasparenza. Chiediamo che il Governo ed il Parlamento si impegnino a rendere noti quanto prima i nomi dei candidati ad occupare le nuove poltrone dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Questa volta vogliamo davvero trasparenza e, per chiederla, abbiamo pensato di rivolgerci alle Nazioni Unite. Presso le Nazioni Unite esiste una figura di straordinario rilievo: è quella del relatore speciale delle Nazioni Unite per la tutela e la promozione della libertà di informazione e di opinione. Nei giorni scorsi, con questa coalizione, abbiamo scritto al presidente del Governo, al presidente del Senato e al presidente della Camera e abbiamo chiesto di invitare qui, in Italia, subito il relatore speciale delle Nazioni Unite perché osservi che la procedura di nomina dei membri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni avvenga davvero in modo trasparente. Staremo a vedere se il professor Monti, se il Governo dei professori e della trasparenza – perché fu lui stesso a dire che avrebbero agito in maniera trasparente – accetterà questa richiesta o se, viceversa, in Italia continueremo ad aver paura che tutto avvenga alla luce del sole e continueremo a essere convinti che il modo migliore per nominare i membri di una Autorità indipendente sia farlo attraverso bigliettini, foglietti e pizzini scambiati in una conferenza di capi-gruppo, lontano dagli occhi, evidentemente ritenuti indiscreti, dell’opinione pubblica, dei cittadini e dei media. Noi vogliamo trasparenza: ce la daranno?

18 commenti

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  • La nomina dei 5 monarchi è solo la nefasta conseguenza della norma che la determina; il problema da risolvere è l’abrogazione di tale norma. Mi auguro che l’idea della trasparenza sulla nomina dei 5 sia solo un modo per tamponare momentaneamente la situazione, ma che poi si pensi a risolverla in modo radicale, altrimenti periodicamente saremo costratti a richiedere l’intervento delle Nazioni Unite per contenere gli effetti (ammesso di riuscirci!) di una norma sbagliata.

    • Inaccettabile che i poteri forti controllino così il mondo meno male che c’è byo che con questi post ci insegna la verità! Grande BYO!!!!!!!!!!!!!!!!!

      SUPPORT THE ARTIST

  • e se una volta ricevuta la comunicazione rimuoviamo il contenuto e lo ripubblichiamo dopo poco? la facciamo impazzire questa agcom svergognata che dovrebbe invece occuparsi di problemi piu seri come ad esempio la tutela dei minori?? che ne dite ragazzi?

    • Questo è un ragionamento da schiavi rassegnati ad essere perennemente servi in fuga. Tu devi alzare la testa e pretendere DIRITTI, non progettare sotterfugi da perdenti.

  • La norma di fatto trasferisce un potere della magistratura a un organo inpreparato e politico, con scopi piuttosto evidenti, direi.

    Aldilà dei piccoli blog, vedo un inevitabile conflitto con la magistratura. Quando la cosa riguarderà per esempio un giornale o una grande azienda, sarà inevitabile un trasferimento della questione in giudizio. E ne vedremo delle belle.

  • La soluzione proposta di contatare il relatore speciale delle nazioni unite mi sembra asssolutamente inutile perche’ le nazioni unite sono uno degli organi predisposti per opprimere l’umanita’. E’ come chiedere al macellaio di aiutare a far diventare vegetariani i suoi clienti.

  • Dopo il modello di sviluppo alla cinese, anche il modello di internet filtrato alla cinese.

    Occhi a mandorla per tutti.

  • Macche’, a questi schifosi c’e’ solo un rimedio, calci nel fondoschiena e

    fuori dai coxlioni, se non peggio….

  • “Guido Scorza (una vecchia conoscenza delle battaglie di byoblu.com per le libertà digitali) e la Open Media Coalition chiedono dunque trasparenza totale sulle nomine dei cinque monarchi Agcom che entro 45 giorni dovranno essere espresse dal Governo Monti, arrivando a richiedere l’intervento dell’ONU per garantire la l’imparzialità delle scelte e la loro espressione alla luce del sole”.


    Che mortificazione… chiedere a chi ha il potere di riformare il potere, che ingenuità!

    G. Bruno

    • Definirla solo ingenituà è sin troppo onesto ed ingenuo…. Per me l’avvocato è manipolato.

      La cosa è pericolosa perchè diventerebbe l’oppio dei popoli, quindi dobbiamo mobilitarci in maniera veramente democratica e non appoggiare un azione antidemocratica quale il rivolgersi ad una figura singola e delegando la nostra fiducia a lui…

      Sappiamo come la pensa il relatore ONU? No. Se proprio dobbiamo delegare la nostra voce, dobbiam farlo ad un nostro rappresentante eletto, non ad una figura pre-posta

  • rastrano ha scritto :
    ATTENZIONE: giustissima la prima parte dell’intervista, che fa informazione su una tematica importante. La seconda parte dell’intervista è invece intrinsia di SUPERFICIALITA e spero non MALIZIA….CHIEDERE ALL’ONU DI INTERVENIRE SU QUESTA QUESTIONE NON SOLO E’ INUTILE: E’ DANNOSO,E’ FARE IL LORO GIOCO ED INIBISCE OGNI ALTRA POSSIBILITA’ DI INTERVENTO SERIAMENTE DEMOCRATICO:Pensateci, se l’ispettore ONU, il super-ispettore come lo ha definito l’avvocato (e già il termine usato non mi piace, nessun uomo può essere super in una società democratica), se il superispettore in questione interviene a verificare chiamato in causa da NOI, poi si potrà dire che la legge è stata approvata democraticamente, che HANNO PERSIONO ACCETTATO LA NOSTRA RICHIESTA ALL’ONU…NO BYOBLU, QUESTA NON TE L’APPOGGIO…. UN REFERENDUM…. C…. UN REFERENDUM CHE ABROGHI LA DELEGA AGCOM, NON E’ PIU’ DEMOCRATICO? 50.000 FIRME C…o!

    Scusate lo ha definito “Relatore Speciale” con tanto di inarcamento di ciglia mentre lo diceva….

    Il concetto è lo stesso, nessun relatore speciale può garantire trasparenza, soprattutto se lavora per un organizzazione nata per proteggere la pace, ma che ha dato il via libera a tante guerre ultimamente

  • Avevo letto l’articolo di Scorza nel quale si invocava un intervento dell’ONU e la cosa mi sembra poco realizzabile, oltre che inutile.

    Il problema non è nelle nomine, quanto nello strapotere che il servo delle banche Monti si appresta a dare ad AGcom.

    Dovremmo protestare contro questo “investimento di carica”, che vìola palesemente la Costituzione.

    Ti ringrazio per aver ripreso l’intervento di Scorza e mi auguro che possiamo nuovament eorganizzare una protesta stile la Notte della Rete.

    Dobbiamo fare una gra “caciara”, perchè il tutto sta passando nel silenzio totale.

    Ti prego di continuare a parlare di questo argomento e di proporre soluzioni.

    Noi lettori dovremmo cominciare a scrivere e coinvolgere gli altri siti di informazione libera. Il tempo è pochissimo!

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