Dissanguati e radioattivi

articolo di Maria Ferdinanda Piva per Byoblu.com

 L’altro giorno ha fatto il giro del web la notizia che 100 medici e scienziati hanno scritto una lettera a Monti chiedendogli di “riconsiderare il nucleare“. Come se gli italiani non avessero già detto “No, grazie” per due volte, con i referendum dell’anno scorso e dell’87. A parte che la lettera di cui tutti parlano è irreperibile on line (non è pubblicata sul sito dell’associazione “Galileo 2001” da cui è partita e non sono stati resi pubblici i nomi dei firmatari: si vergognano?), la notizia è interessante perché ancora una volta dimostra come stanno cercando di attaccarsi alla nostra bolletta per ciucciare quanto più possibile. Impresa che col nucleare – particolarmente caro – riuscirebbe particolarmente bene, mentre con le rinnovabili non riesce affatto. Non a caso ora le innovabili sono sotto attacco.

 

 C’è crisi e in giro c’è un’aria pesante. La reazione più comune – e più saggia – è ridurre le spese e comprare il meno possibile. Però l’energia elettrica è una delle pochissime cose di cui è davvero difficile fare a meno. Se vendere auto, case e perfino carne, latte e uova non è più un affare, è “normale” che i desideri di profitto si dirigano verso i contatori domestici. E non solo il profitto: più il costo dell’energia è alto, più i soldi escono dalle nostre tasche e, come si suol dire, girano.

 Il nucleare richiesto dalla lettera spedita a Monti dai medici e dagli scienziati, da questo punto di vista, sarebbe l’ideale: poco più di due anni fa Citigroup, che non è un covo di attivisti alternativi bensì la più grande azienda di servizi finanziari al mondo, stimò che in Gran Bretagna col ritorno al nucleare il prezzo dell’energia elettrica sarebbe aumentato, nella più rosea delle ipotesi, di 5 euro per megawatt, passando da 65 ad almeno 70 euro. Il ragionamento di Citigroup che porta a dedurre un aumento dell’8% almeno è attualissimo: nulla fa pensare che nel frattempo il costo di una centrale nucleare sia diminuito, anzi! Qui la sintesi in italiano del rapporto di Citigroup, arrivato proprio mentre il governo Berlusconi prometteva che, tornando al nucleare, l’elettricità avrebbe avuto il prezzo delle patate.

 Le rinnovabili invece, oltre a non inquinare (e scusate se è poco), fanno diminuire davvero il prezzo dell’energia elettrica. I politici affermano l’esatto contrario: meno rinnovabili per ridurre le bollette, ha proclamato il ministro Passera. Ma il fotovoltaico, da solo, ha fatto scendere del 10% il costo dell’elettricità nella sua fascia più cara (quella del picco di consumo diurno) e le fonti rinnovabili, nel loro insieme, l’anno scorso hanno consentito un risparmio sul prezzo dell’elettricità all’ingrosso pari a 396 milioni di euro. E’ “clamorosamente sbagliato” il calcolo governativo secondo il quale le rinnovabili producono un onere pari a 150 miliardi di euro: sono centocinquanta miliardi di balle! Parola di Repubblica, un giornale che non si può certo definire nemico di Monti.

 A riprova di tutto ciò, l’Enel si lamenta che “lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e il conseguente aumento della pressione competitiva (…) sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali”. Ecco: per succhiarci sangue in tempi di crisi non restano che le bollette. E adesso è chiaro perché cominciano a parlare di azionare lo sciacquone sui risultati di due referendum antinucleari e perché vogliono mortificare le rinnovabili.

Maria Ferdinanda Piva

17 commenti

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  • Concordo su tutto quanto scritto, brava!

    Per la maggior parte di noi che non possiamo installare pannelli ed essere indipendenti, iniziamo a preferire come nostri fornitori quelli che usano fonti rinnovabili per produrre luce e gas e daremo una piccola mano all’ambiente. Io in questi giorni sto impazzendo tra le tante offerte del mercato libero e capire quale conviene di più. Poi rendono le bollette inleggibili per farti perdere le speranze di capire dove ti fregano…

    Informazione di servizio per Claudio: il tasto “Condividi su Facebook” sotto l’articolo non funziona bene, dà sempre come titolo “Page not found”

  • La nostra generazione ha di fronte a se il più grande affare dall’industrializzazione degli anni 50/60: RICOSTRUIRE TUTTA LA NOSTRA ECONOMIA IN VERSIONE GREEN!

    Pensate a quanto lavoro ad alto valore aggiunto, quanto pil, quanta sana economia potrebbe essere prodotta.

  • A chi vi dice che il nucleare serve rispondete così:

     parli del NUCLEARE e ignori che in italia si installano ogni anno 1GIGAWATT di pannelli solari (l’equivalente in potenza di una centrale nucleare di medie-grandi dimensioni), mentre per frane una sola di queste centrali servono almeno 20 anni, un area di terreno molto vasta da distruggere per sempre, e tanti miliardi di euro… Parli di NUCLEARE ed ignori che il 20% della nostra energia è già RINNOVABILE (l’obbiettivo era prefissato per il 2020, ma è stato anticipato grazie al successo della tecnologia) per questo adesso persone con interessi sporchi hanno bloccato i finanziamenti al solare

  • Ottimo post, come tutti quelli scritti da Maria Ferdinanda Piva, che però mi domando perchè abbia trascurato ultimamente il suo interessantissimo blogeko. Vabbè dovrò seguirla sul tuo sito Claudio, lo so che questo non ti dispiacerà!

  • CHI VOLEVA LE CENTRALI NUCLEARI?


    Le bollette dell’energia elettrica aumenteranno del 10%. Grazie. Anche quelle del gas saranno più salate. Sarà colpa del fatto che non si sono fatte le centrali nucleari come andavano ripetendo dei pezzi di merda fino all’altro giorno? La notizia è che il boom nella produzione di energia rinnovabile, arrivata ormai a coprire il 30% del fabbisogno nazionale di elettricità, unitamente a consumi ormai da anni stabili o in calo, rende sempre meno necessario produrre energia dalle centrali tradizionali, costringendole a lavorare a scartamento ridotto, con pesanti ripercussioni sulla loro redditività. L’ex consigliere di amministrazione di Enel, Zorzoli, oggi presidente della sezione italiana dell’International Solar Energy Society, afferma: che soprattutto per quanto riguarda gli impianti più nuovi “per ripagarsi dovrebbero funzionare circa 4-5mila ore l’anno, invece ne stanno funzionando, quando va bene, 3mila. Il ridotto uso dei cicli combinati si traduce anche in miliardi di metri cubi di gas in meno, con un innegabile vantaggio in termini ambientali e di bilancia dei pagamenti, ma con un danno economico per chi vende gas”.

    E allora cosa fa il cartello monopolistico dei produttori e distributori di energia elettrica? Siccome il fotovoltaico ha fatto crollare i consumi diurni, si aumentano le tariffe sui consumi notturni. E la famosa Antitrust? Soprattutto il governo del rigore e dell’equità si prepara a varare una nuova normativa per penalizzare l’energia rinnovabile. Di questo non si parla o troppo poco. Ed è invece su questi aspetti dell’economia che si giocano le grandi partite e si scontrano interessi formidabili. Scrivevo a proposito il 15 marzo dell’anno scorso: si potrebbero dotare abitazioni, ospedali, scuole, alberghi di pannelli solari e fotovoltaici e l’illuminazione pubblica e privata di tecnologie migliori e più recenti. Quindi razionalizzare i trasporti, di ogni tipo. Eliminare i contenitori di plastica. Un contenitore per l’ammorbidente (dannoso per le lavatrici, sostituibile egregiamente con il più economico aceto) pesa diversi etti di plastica. Quanto costa, in termini di bolletta petrolifera, produrre (e smaltire) miliardi di bottiglie di plastica per l’acqua, contenitori per yogurt, detersivi, ecc.? Far arrivare le ciliegie cilene a dicembre? Insomma tutta una serie di misure di buon senso, alcune semplici da adottare, che creerebbero peraltro molti posti di lavoro, che però non possono essere prese in considerazione, se non molto parzialmente, perché si tratta anzitutto di tutelare i produttori di certe merci, quindi interessi e business.

    (continua sotto)

    • L’impiego del petrolio agli attuali livelli e per produrre merci inutili, quando non dannose, destinate al rapido consumo e inquinanti, è follia. La costruzione di centrali nucleari per illuminare le vetrine dei negozi di notte o per scaldare l’acqua della doccia in luglio, è follia. Tutto questo sistema di produzione e consumo, di distruzione e spreco delle risorse, dagli alimenti agli armamenti, è catastrofico e irrazionale.

      Prima di affrontare l’argomento petrolio, nucleare, eolico, ecc. sarebbe necessario affrontare il tema che sta a monte: per produrre e consumare cosa, a beneficio di chi? Allora la questione da porsi è anzitutto in termini di scelta, cioè di politica. Ed è altrimenti evidente che noi, in questo stato di cose, non contiamo un cazzo. Chi comanda l’economia e la politica (e controlla i mezzi d’informazione) se ne frega dei referendum, un modo per fotterci lo trova sempre, per fare soldi e comprarsi il SUV, la “barca” e il jet privato.

      Oggigiorno la paura è dappertutto e non ne usciremo se non rompendo la gabbia che ci imprigiona. “Rivoluzione” non è più lo slogan poetico di una coscienza in rivolta, ma è l’ultima parola del pensiero scientifico della nostra epoca.

      http://diciottobrumaio.blogspot.it/2012/03/chi-voleva-le-centrali-nucleari.html

       

      P.S.

      Il seguente post dai contenuti molto simili a quello della Piva, è stato segnalato diversi giorni fa, su questo blog, ma non se l’è filato nessuno. Lascia da pensare no?

  • Il dott. Armaroli è stato ospite della trasmissione “Presa diretta” qualche settimana fa, ha detto delle cose interessantissime, perchè secondo i suoi studi noi potremmo avere l’energia che ci occorre con il fotovoltaico, esempio, basterebbe installare fotovoltaico nell’intera area di Piacenza e provincia con i suoi 2200 Km quadrati circa, per essere autonomi in materia di energia. Naturalmente con una politica del genere lasceremmo in eredetà un mondo migliore ai nostri figli.

     

    Una cosa del genere l’avevo scritta 3 anni fa in un blog che non legge nessuno allego l’indirizzo ideedelpopolo.myblog.it/index-3.html 

    Questo calcolo l’avevo inviato a Beppe Grillo e Antonio Di Pietro allegando anche i possibili costi che secondo il mio ragionamento si aggirava intorno i 500 miliardi di euro, che non sono pochi. Ma se consideriamo che tutti gli italiani spendiamo di bollette intorno i 65/70 miliardi l’anno, ci accorgiamo che non sono tantissimi.

    Le cose vanno come devono andare. Saluti

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