E' FAME NERA

articolo di Maria Ferdinanda Piva per Byoblu.com

La gente ruba nei supermercati per fame [1][2]. Ormai è un’emergenza nazionale come i suicidi dei senza lavoro, ma si calcola [3] che ogni giorno in Italia potrebbero essere sfamate 630.000 persone, semplicemente recuperando per tempo il cibo che i supermercati non riescono a vendere prima della scadenza. E la filiera alimentare riserva tante altre altre tipologie di sprechi ancor più colossali [4].
Solo in piccola parte le derrate prossime alla scadenza sono avviate al recupero da Onlus come il Banco Alimentare. Il resto viene buttato, alla faccia della crisi e degli affamati, perché (salvo rare e luminose eccezioni) i sindaci a tutto pensano tranne che ad organizzare la logistica del recupero: e non si può mica demandare al volontariato la soluzione di un’emergenza nazionale.
Una notizia emblematica, una di quelle notizie che fanno venire la pelle d’oca, viene da Rovigo. Due donne hanno passato guai seri perché sorprese di notte, nel cortile di un supermercato, a cercare cibo fra ciò che gli autocarri della spazzatura avrebbero ritirato l’indomani: alimenti appena scaduti, o magari ancora ottimi ma ormai invendibili perché “da consumare entro” quella stessa giornata. Per quanto se ne sa, è rimasto inascoltato l’appello (sacrosanto) rivolto al sindaco sull’onda di questo episodio: aderire a Last Minute Market, uno spin off dell’Università di Bologna. Si tratta di una sorta di centrale di smistamento: mette in contatto quanti possiedono cibo ottimo ma invendibile (di solito perché prossimo alla scadenza) con organizzazioni in grado di distribuirlo ai bisognosi.
Ma aderire a Last Minute Market è solo il primo passo: poi è necessario mandare persone con l’auto (o con furgoncini refrigerati) nel posto giusto, al momento giusto e con pochissimo preavviso. Infine bisogna che qualcuno, molto rapidamente, distribuisca il cibo a chi non può procurarsene altrimenti. Un Comune è in grado di farlo? In questi termini no (infatti lo fanno i volontari, una goccia nel mare). Però un Comune, se vuole, può allestire una macchina organizzativa in grado di prosciugare questo osceno mare di sprechi. Basta che, in municipio, si crei una opportuna cabina di regia: per recuperare e distribuire il cibo ci sono legioni di disoccupati che però, in fondo, avrebbero diritto a ricevere due lire di rimborso non solo per l’auto e la benzina, ma anche in cambio della prestazione. Infatti a turno dovrebbero tenersi perennemente a disposizione, pronti a partire non appena arriva la telefonata.
Pensate se il sistema venisse esteso a tutti i contenitori ancora sigillati di cibo che – ogni santo giorno e in ogni luogo – vengono quotidianamente avanzati dalle mense di scuole, aziende, ospedali. Agli ortaggi e alla frutta che al supermercato e al mercato non arrivano neppure: e non perché marci o ammaccati ma solo perché piccoli, stortignaccoli, bruttini. E gli avanzi dei ristoranti, poi, andrebbero bene per i cani dei canili, il cui mantenimento è a carico delle casse comunali. Il risultato sarebbe perfetto. Azzeramento degli sprechi, dispensa rifornita a chi patisce la fame, cura dimagrante alle discariche e al servizio raccolta rifiuti, piccolo introito a chi non ha redditi.
Solo che per far funzionare una macchina organizzativa del genere ci vuole un investimento. Un piccolo investimento di pubblico denaro. Ma i mercati ci chiedono l’austerity, non la spesa. Così, mentre i politici scialano a palate e si tengono abbarbicati ai loro emolumenti come un’ostrica allo scoglio, la gente ruba per fame nei supermercati che ogni giorno, da soli, buttano via cibo sufficiente a sfamare 630.000 persone.

Maria Ferdinanda Piva

[1] www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/../686242-anziano_ruba_disperazione.shtml
[2] edizioni.lastampa.it/novara/articolo/lstp/2438/
[3] 93.63.249.136/news/2011/01/07/2011010702133900286.PDF
[4] www.ilcambiamento.it/stili_di_vita/sprechi_alimentari_italia_ue.html

9 commenti

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  • “Azzeramento degli sprechi” eh già, e poi come fa a correre l’economia e aumentare il pil, per far sorridere monty python & co ?

    Se vogliamo gestire al meglio una situazione che si va facendo sempre più disperata è il caso di abbandonare i politici al loro destino e organizzarci autonomamente in questa e in altre iniziative (GAS etc).

  • La cosa è assolutamente voluta dai produttori delle cibarie stesse.

    Anni fà quando dissi al mio professore di Economia che in Sicilia invece di far macerare le arance e buttarle le si poteva regalare mi disse :

    “E si e poi quelle in vendita chi se le compra?”

    Gli risposi :

    “Bè allora le strade sono due, produrre di meno e di qualità…oppure regalarle a persone che non hanno nemmeno i soldi per comprarsele tipo in Africa…”

    Il professore glisso’ e mi disse che non avrei mai fatto carriera nella vita…e manco un soldo.

    All’epoca avevo 15anni ora a 38 posso dire che per quanto riguarda i soldi e la carriera il professore aveva ragione….per il resto mi sembra proprio di no.

     

  • Salve a tutti

    volevo solo dire una cosa..

    la mia ragazza fa la capo negozio in un supermercato, il suo capo gli a detto che quando buttano la frutta e verdura nel cassonetto devono svuotarci dentro una bottiglia di candeggina, perche altrimenti le vecchiette o gli “zingari” fanno la spesa li e non nel supermercato….

    quando me lo ha detto non volevo crederci…

    io non dico che bisogna regalargliela. ma rovinarla con la candeggina mi sembra esagerato, gia uno è disperato che deve frugare nei cassonetti per mangiare…

    l’idea esposta è ottima ma con questa mentalita del guadagno purtroppo non arriveremo da nessuna parte…

  • Mi raccontava un’amica quando lavorava in una coop di Venezia: per evitare che i barboni andassero a “rubare” tra i rifiuti organici … ci buttavano sopra litri di trielina!

    Tra l’altro così facendo il rifiuto da “umido organico” riciclabile diventava automaticamente non riciclabile, con le conseguenze del caso.

    Ovviamente non buttavano solo cibo scaduto, ma anche “in scadenza”, perchè nessuno compra cibo che scade tra 1 settimana quando è rimasto sullo scaffale per qualche mese.

  • sappiate che il cibo che viene distribuito ogni giorno in ospedale e che non viene mangiato, anche se nuovo, ancora coc confezione integra , persino l’acqua ancora in bottiglia chiusa , viene buttato via e trattato come Rifiuto ospedaliero e quindi con un costo aggiuntivo . ci lavoro in ospedale e vedere questo tutti i giorni mi fa sschifo.Si possono fare delle mense negli ospedali che permetta a chi non puo’, di accedere ad un pasto fresco e buono.

    Non immaginate le tonnellate di cibo che in un piccolo ospedale vanno a finire buttate via

     

  • Ho fatto qualche lavoro a chiamata nel catering… non sapete quanti quintali (e non esagero) di cibo ho visto buttare via… anche 8 furgoni riempiti di cibo da buttare per volta… e parlo di cibo buono. Tutto ciò perchè per legge questo cibo non può essere donato, per esempio alle mense dei poveri.

  • Nel mio piccolo negozio ho risolto così: se vedo che qualcosa sta per scadere, ca 2 settimane prima chiamo una signora che lavora per una cooperativa. Quotidianamente va da persone disagiate che, non potendosi permettere una badante…., si rivolgono a queste strutture. Tramite questo angelo i “miei” biscotti……………vengono consumati da persone bisognose.

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