NON MI LASCERANNO MORIRE

 

Anne Alexandra Bacchetta aveva un’attività ricettiva, un hotel. Quando a Varese venne il diluvio universale, il 15 luglio 2009, tutte venne sepolto da un metro e mezzo di fango. La presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi, quello del ghe pensi mi, emanò un’ordinanza, la n.3878 del 13 maggio 2010, nella quale garantiva 30mila euro iniziali, a titolo di acconto sui risarcimenti. Una cifra irrisoria rispetto al milione di euro di danni subiti dal Cà dei Santi. Ma la politica promise ad Anne Alexandra che il resto sarebbe arrivato e la spinse a chiedere i finanziamenti necessari per sistemare tutto e mantenere il posto di lavoro dei suoi otto dipendenti. Sulla base di quelle promesse, cioè di quelle garanzie prima scritte e poi contratte grazie alle mille rassicurazioni verbali, Alexandra accese finanziamenti che in soli tre anni le sono costati oltre 80mila euro di interessi passivi. Ma quei soldi non arrivarono mai.
Per Anne Alexandra oggi è il 21° giorno di sciopero della fame, in piazza della Libertà a Varese, davanti alla questura. Perché quando i soldi devono arrivare nelle sedi dei partiti, magari grazie alla presa in giro dei rimborsi elettorali che arrivano a coprire anche il 1600% delle spese realmente sostenute, allora gli impegni scritti sono marchiati a fuoco nella pelle delle istituzioni, ma quando sono i cittadini ad avere perso tutto e i soldi sono destinati a loro, come risarcimento dovuto rispetto alle tasse pagate, allora quegli stessi impegni scritti sono carta straccia, nuvole di fumo che il vento si porta via.
L’assicurazione, per ora, non paga. Perché si sa: nonostante tutte le coperture adeguate fossero state correttamente stipulate, quando bisogna tirare fuori un milione di euro le clausole diventano geroglifici, ideogrammi interpretabili a piacimento. Ma lo Stato, quello no: le sue ordinanze non possono essere interpretabili a piacimento. Le promesse non sono concessioni, ma diritti inalienabili da garantire a qualsiasi costo. Siccome i partiti hanno finora preso molto e dato molto poco, rispetto alla crisi che porta decine di imprenditori a suicidarsi per la vergogna e per la disperazione, talvolta anche per cifre irrisorie che le banche non erogano ma che lo Stato esige con diabolica, mostruosa pignoleria, credo sia venuto il momento anche per loro di fare una cura dimagrante e dimostrare buona volontà.
Se è vero che Italia dei Valori e la Lega Nord, che tra l’altro a Varese è di casa, hanno dichiarato di voler rinunciare alla prossima tranche da 100 milioni di euro dei cosiddetti “rimborsi elettorali”, allora che che rinuncino a 99 milioni e mezzo a testa, destinando un milione di euro a saldare il debito della politica con Anne Alexandra. A volte le soluzioni più semplici sono anche quelle migliori. Che i soldi elargiti con eccessiva munificenza alla politica e che i cittadini non vedono neppure quando spetta loro di diritto, tornino a questi ultimi sotto forma di donazione con un’operazione di coscienza civica e, perché no, anche di lungimiranza.
Nell’attesa di una loro risposta, possibilmente auspicando che si evitino improbabili arrampicate sugli specchi, chi vuole dare una mano ad Anne può iscriversi al gruppo Facebook “Varese per Alexandra“, far girare questo post e questo video, magari segnalando questa proposta a Idv e alla Lega, così come a qualsiasi altro partito disponibile a dare un segnale concreto.
Invia una email a maroni_r@camera.it.
Invia una email a dipietro@antoniodipietro.it.

23 commenti

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  • Post commovente ma alla fine mi domando: Ma hai mai provato ad andare in banca a chiedere 1.000.000 di euro? Non dico oggi che magari chiamano pure la polizia o la croce verde ma anche ieri. Se non eri raccomandato ti ridevano in faccia anche se gli lasciavi il rene come garanzia immagina quindi la fine della pratica se gli portavano delle rovine come garanzia o peggio la parola senza che la stessa fosse stata accompagnata dalla telefonata del politico amico.

    La Signora ,almeno sembra dall’articolo, non ha firmato nessun protocollo d’intesa con i rappresentanti degli enti che si erano impegnati solo sulla parola, impegni che all’epoca andavano bene visto che gli stessi dovevano essere amici della signora anche perchè non è che è da tutti farsi ricevere e ottenere promesse di questo tipo.

    Quindi dico cosa vuole la Signora? Certo che era bello ricevere contributi a fondo perso dagli amici ma la festa è finita… quindi che vada in banca e veda di rinegoziare il finanziamento (questo era normale prima figurati in tempi di crisi le banche mica voglion perder soldi) altro che sciopero della fame alla “Pannella” per finanziare a fondo perso alberghi in quel di Varese.

  • byoblu ha scritto :
    Avevi detto un’altra cosa, ovvero che non aveva un’assicurazione, e non è quello che hai detto adesso. Dalle tue parole, comunque, traspare un’inimicizia personale verso quella che con disprezzo chiami “la martire”. Il che, perdonami, a meno che tu non abbia dei motivi di risentimento legittimi e documentati, nei confronti di una donna che fa lo sciopero della fame da 20 giorni non ti fa onore. Da ultimo: l’alluvione è occorsa tre anni fa. Mi sembra che se l’assicurazione avesse voluto pagare, l’avrebbe già fatto. O dobbiamo aspettare che uno su suicidi? Un’assicurazione serve ad assicurarsi, per continuare a lavorare, non a farti chiudere e poi a darti qualcosa, forse, dopo tre gradi di giudizio se non arrivi prima la prescrizione. La signora afferma di avere sottoscritto tutte le coperture. Se insinui il contrario devi avere le prove, o lavori in quella assicurazione? In tal caso, esibiscilo tu, il contratto. Oppure taci.

     

    Poi capisco esprimere dei dubbi (meglio se a scopo propositivo) sulla drammaticità della questione, per esprimere l’idea che qualcosa può essere fatta e in fondo non debba subire, ma qui sembra che non si metta in dubbio che la ragazza debba subire, ma si insinua che la sua sofferenza sia meritata e che le sue richieste siano eccessive e le lamentele un capriccio, appunto tramite l’uso della parola “martire” a scopo sarcastico dispregiativo.

  • Ho condiviso il post e spedito le email. Mi sono anche iscritto al gruppo(sostegno morale!). Di più non posso fare. Perché non  provi/proviamo a spedire la stessa email ai giornali e ai tg? Puoi darci gli indirizzi?

  • a me è piaciuto l’articolo , inteso come denuncia verso le istituzioni, lei ha delle gran ragioni , se può esserle di consolazione, non è la messa peggio, c’e gente che lo sciopero della fame è obbligato a farlo per forza, e per colpa dello stato non per qualche “casualità” naturale. quindi del caso umano proprio non sono interessato come voi, risolvere i problemi istituzionali risolverebbe di botto tutti i problemi sociali , ripeto a lei sicuramente serve risolvere il “suo” problema ma alla società servirebbe risolvere il problema di tutti, quindi denunciate le istituzioni e non il caso umano.

  • Mi inserisco sul discorso assicurazione non paga. 

    Perchè non proviamo a rompere la catena del sistema mafia, perché di questo si tratta. Se la signora ha un assicurazione in regola diffidi la direzione con documenti alla mano e da quel momento il tempo giocherà a favore della signora Bacchetta.

    In questo francente i paladini della giustizia Di Pietro e Maroni, se vogliono possono prendere una parte di quei soldi che rinunciano dallo stato, e fare in modo, almeno per il momento che l’hotel della signora continui a lavorare.

     

    Cordiali saluti

  • Salve, 

    mi astengo sul giudizio del caso di specie e intendo sottolineare come nel post Byoblu evidenzi, e nemmeno in maniera sottile, la capacità osmotica di far permeare denaro nei conti dei partiti anche in barba a fenomeni come disastri naturali con effettiva necessità di risorse.

    A tal proposito, potremmo spostare l’attenzione alla TAV in Val di Susa ed alla città de L’Aquila, nella quale sono stato lunedì scorso e a favore della quale non si è fatto molto, oltrechè la costruzione di una nuova periferia.

    I disastri del territorio sono imprevedibili il più delle volte, ma più spesso sono causati dall’abusivismo edilizio poi condonato, avere avuto fiducia nella politica non fa pesare la bilancia in favore della vittima, ma resta il fenomeno sociale della completa assenza della redistribuzione economica al tessuto sociale ed economico del territorio stesso colpito dalla catastrofe.

    I morti sul lavoro, i suicidi da perdita di lavoro o dai fallimenti aziendali, gli scioperi della fame, non sono in linea con i tempi, dove un “tecnico bancario” traduce gli stessi come un vantaggio dovuto alla diminuzione degli elementi sottrattisi al proprio controllo o fonti di cellule o focolai incontrollabili, per questo è meglio che muoiano, del resto se il nostro “tecnico” non sente il peso della responsabilità collettiva nazionale come si può pensare che gliene importi qualcosa delle singole persone o famiglie.

    Siamo nelle nostre mani, non nelle loro, prima che arrivino le nuove elezioni politiche servono nuove armi al popolo, serve una difesa contro questi macellai.

  • Che l’assicurazione non paghi è possibilissimo. Io stesso fui coinvolto in un incidente stradale nel 2002 e pur avendo le piene ragioni ho dovuto mettere l’avvocato per farmi pagare. Alla fine sono riuscito ma per riavere i miei soldi che avevo nel frattempo anticipato per riparare la mia auto HO DOVUTO ASPETTARE UN ANNO INTERO…

  • Che l’assicurazione non paghi è possibilissimo. Io stesso fui coinvolto in un incidente stradale nel 2002 e pur avendo le piene ragioni ho dovuto mettere l’avvocato per farmi pagare. Alla fine sono riuscito ma per riavere i miei soldi che avevo nel frattempo anticipato per riparare la mia auto HO DOVUTO ASPETTARE UN ANNO INTERO…

  • Che l’assicurazione non paghi è possibilissimo. Io stesso fui coinvolto in un incidente stradale nel 2002 e pur avendo le piene ragioni ho dovuto mettere l’avvocato per farmi pagare. Alla fine sono riuscito ma per riavere i miei soldi che avevo nel frattempo anticipato per riparare la mia auto HO DOVUTO ASPETTARE UN ANNO INTERO…

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