Napolitano chi??


di Valerio Valentini
Napolitano chi? Quello che vive di politica dal 1953, anno in cui entrò in Parlamento e ci piantò le tende? Oppure quello che fondò, all’interno del PCI, la corrente dei miglioristi, in dolce compagnia di Sandro Bondi ed Emanuele Macaluso, e che mentre Berlinguer predicava la necessità di riflettere sulla questione morale si lasciava sedurre da Bettino Craxi?

Me lo chiedevo perché, se il Napolitano che oggi ha detto che non vede nessun boom del Movimento CInque Stelle fosse davvero quello di cui parliamo, allora non ci sarebbe nulla di cui stupirsi di fronte a dichiarazioni del genere. Perché – sempre supponendo che non si tratti di un malaugurato caso di omonimia – allora il Napolitano in questione è quello che, riferendosi al povero perseguitato Craxi, ritenne “che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona” e che ne celebrava commosso il decennale della morte ricordando la non meglio definita “impronta non cancellabile che ha lasciato, in un complesso intreccio di luci e ombre, nella vita del nostro Stato democratico“.
E dunque è evidente che in uno stesso pantheon non possano coesistere, per manifesta incompatibilità, cittadini che cercano di impegnarsi per cambiare il Paese e un pluricondannato per corruzione e finanziamento illecito che, al massimo, voleva cambiare soltanto il suo conto in banca.
Me non ditemi che Napolitano è anche quello che ha promulgato senza ribattere mezza sillaba leggi dichiarate incostituzionali dalla Consulta, come il lodo Alfano ed il legittimo impedimento. E non ditemi che è anche quello che, alla timida proposta di un cittadino che lo invitava a non firmare la porcata dello scudo fiscale, sbottò stizzito: “Tanto se me le ripresentano uguale a quel punto sono costretto a firmarla“. E infatti firmò. E si attirò le critiche aspre non di quel demagogo di Grillo, ma di un certo Carlo Azeglio Ciampi, che cercò di dargli delle ripetizioni accelerate di diritto costituzionale: “il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all’opinione pubblica”.
Poi c’è anche un altro Napolitano, che spero sinceramente non sia lo stesso che oggi ha negato l’exploit elettorale del Movimento Cinque Stelle. È il Napolitano che, a Marzo del 2010, dopo l’esclusione delle liste del Pdl dalla Lombardia e dal Lazio, firmò in fretta e furia un decreto legge per riammetterle in extremis. Be’, se anche questo è quel Napolitano che oggi ha parlato, allora non c’è da stupirsi. C’è forse invece bisogno di qualcuno che gli somministri qualche ripetizione anche in materia elettorale: su come si formano le liste, e anche su come si leggono i risultati.
Leggi anche: Motivi di riflessione. Perché Napolitano dovrebbe dimettersi.

12 commenti

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  • I neoliberisti hanno usato Napolitano come testa di ponte per infiltrarsi nel PCI.

    Dal PCI di Berlinguer al PD di Bersani…bisogna dire che questi neoliberisti, quando ci si mettono, portano a casa il risultato.

    Napo si ricordi che noi siamo il 99% e vi faremo sparire, politicamente parlando s’intende.

  • Io vorrei che l’immagine del presidente della repubblica fosse tenuta nascosta.Non dovrebbe mai apparire in pubblico o al massimo dovrebbe apparire con una maschera ed un vestito bianco.L’aria del nonnino bravo, il bel vestito, la biblioteca, le bandierine di ordinanza, la scrivania in ciliegio, i corazzieri, l’auto presidenziale, il Quirinale e tutto ciò che fa costume, sono fumo negli occhi di milioni di poveri italiani (bambini con le bandierine in braccio ai genitori che cercano di stringergli la mano mentre vengono transennati) che vedono nel Presidente una divinità che può dire e fare quello che crede senza mai rispondere del suo operato.Mai come in questo caso l’abito fa il monaco.

  • NAPOLITANO PARLA DEGLI ANNI SESSANTA PERCHE LUI SA BENE COSA SIGNIFICAVA LA POLITICA DI QUEI TAMPI. QUANDO ERA FIN TRPPO FACILE FARSI PAGARE  DALL’UNIONE UNIONE SOVIETICA IN CAMBIO DI FAVORI E SPIATE.LUI NE E ‘ STATO UNO DEI PRIMI A FARLO QUANDO QUANDO HA DIRETTO IL PCI PER ANNI FINO A DIVENTARE PRESIDENTE DELLA CAMERA.E POI INFINE DI QUELLA STORIA NON SE N’E SENTITO PARLARE PIU, AVEVANO APERTO FINANCHE UN’INCHIESTA  IN PARLAMENTO  IL FAMOSO DOSSIER MITROKIN.

    CHE FINE HA FATTO SIGORI POLITICI QUELL’AFFARE COSI SPORCO GRADIREMMO SAPERLO.

  • Tempo addietro, a maggio di 2 anni fa, scrissi, come tanti lo fecero, al signor Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, per quelle famose 5 domande che erano state postate da Grillo sul suo blog.

    Ecco le domande:

    PRIMA DOMANDA:

    Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l’impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?

    SECONDA DOMANDA:

    Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati?

    TERZA DOMANDA:

    Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?

    QUARTA DOMANDA:

    Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?

    QUINTA DOMANDA:

    Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?

    Ora che questi argomenti sembrano lontani, vanno rispolverati perché la memoria non va cancellata e perché le parole e le azioni di chi rappresenta una Nazione sono importanti per i cittadini che vivono in quella Nazione.

    Scrissi nella lettera che a seguito dell’ambiguo atteggiamento egli non mi rappresentava, non potevo considerarlo all’altezza di quello che io mi aspettavo da un Presidente della Repubblica. Egli non era allora e non è adesso il MIO Presidente.

    Napolitano rispose a Grillo (risposta) ma le affermazioni ivi riportate, in perfetto politichese, non convinsero nessuno sulla bontà o necessità della decisione presa. Grillo commentò così: 

    "In sostanza, ma non garantisco di aver compreso la risposta, Napolitano afferma che il Lodo Alfano è costituzionale. Una legge che pone quattro cittadini al di sopra della legge è compatibile con l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge sancita dalla Costituzione. Una legge non presente in nessuna parte del mondo e che rende impunito Schifani se strozza la moglie o lo psiconano se corrompe i testimoni.
    Presidente Napolitano, apprezzo il fatto che mi abbia onorato di una risposta. Apprezzo meno che Lei non parli con il linguaggio dei cittadini italiani, ma con il linguaggio della Casta. Apprezzo ancora meno che Lei non si sia autoescluso dal Lodo Alfano. Sandro Pertini lo avrebbe fatto. Perché Lei no? A quale "bussola esclusiva" si è rivolto per motivare la sua impunità?"

    Il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale bocciò il Lodo Alfano per violazione dell’art. 3 e 138 della Costituzione. Ricordo il semplice e chiaro contenuto dell’articolo 3 «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. … ». Non so se nell’occasione sia stato bocciato anche l’operato di Napolitano. Per colui che dovrebbe esserne il custode ci si poteva aspettare una difesa ben più fiera.

    Inkyostro

     

  • La spiegazione di quelle che a noi sembrano stranezze o atti di masochismo è semplice. Il PD, Napolitano incluso, è stato pagato dagli americani per occupare tutto lo spazio politico di sinistra e impedire a una sinistra vera di affermarsi in Italia. Nelle altre nazioni europee, infatti, ci sono partiti alternativi al sistema e sindacati combattivi. Non è vero che gli italiani sono ignavi. La verità è che non hanno un punto di riferimento sul quale far convergere il loro dissenso.
  • I Napoletani conoscono da sempre Napolitano con il nome di “Il Figlio del Re” (di Maggio). Sembrerebbe che la Regal Casa si fosse liberata dell’inopportuno pargolo affidandolo alla compiacente famiglia di cui porta il nome.  La letteratura in materia è vastissima, e si rinviene agilmente facendo due salti in rete. Sarà vero? Certo che se lo fosse, si giustificherebbero certi tratti stilistici… Se la classe infatti non è acqua, buon sangue (blu?) non mente mai alla prova dei fatti.

    E i fatti li stiamo vedendo.

  • Ma state parlando di quel Napolitano che appoggio l’ unione sovietica durante l’invasione a Budapest ? Quando entrarono in città con carri armati e fucilarono chi si ribellava contro l’occupazione? 

    Ah ma è proprio lui?Ed è diventato presidente della repubblica? Caspita! Bel rappresentante!

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