Grillino, esci da questo corpo immondo!

Ieri Facci presentava al mondo, su Libero, il grillino che è in lui. Il grillino che è in me, viceversa, ricordava al mondo il Facci che era in lui nel 2007, a Porta a Porta. Poteva il Travaglio che è in Travaglio (perchè almeno lui è sempre è stato lui) non approfittare del grillino che è in Facci per sputtanare (ammesso che qualcosa di coerente resti) il Facci travestito da grillino? Ovviamente no, non poteva. E con la consueta penna d’Aquila intrisa nel curaro, in guisa di novello Pinocchio all’incontrario, schiaccia con un colpo di tacco alla Ronaldo il grillo parlante che frinisce, cercando di seminare larve, nell’ugola di Facci, prima che la metamorfosi sia completa e ce lo si ritrovi a inveire, con anni di ritardo, contro il craxismo, il berlusconismo, magari perfino contro i giornalisti servi e prezzolati.
Ecco il pezzo di Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi.
 

MA MI FACCI IL PIACERE

di Marco Travaglio

Uno dei prototipi più ricorrenti, ed esilaranti, della stirpe italiota è l’Antemarcia. Quello che il 28 ottobre 1922 s’intrufola nella marcia su Roma all’ultimo metro, perché prima stava lì dalla finestra a vedere come si mettevano le cose. Quello che il 25 aprile 1945 s’infila nel corteo dei partigiani vincitori senz’aver fatto un nanosecondo di Resistenza, perché non si sa mai. Quello che negli anni 50 e 60 era democristiano, negli anni 70 comunista, negli anni 80 craxiano, nel 1992-’93 manipulitista, poi per 18 anni berlusconiano. E ora naturalmente si scopre grillino della prima ora, anche se è arrivato all’ultima. Non si può dire nemmeno che sia uno che cambia idea: cambia semplicemente padrone. È il caso (umano) di un tizio con le mèches che, orfano di Craxi e B., cerca una nuova sistemazione.
Ieri ha scritto su Libero un pezzo con la penna intinta nella saliva, dal titolo “Il grillino che è in me“. Improvvisamente posseduto dal grillismo, ha scoperto che “i candidati grillini sono presentabili, studenti o professionisti, sembrano brave persone” e che “a difenderci dai tecnocrati europeisti sembra essere rimasto giusto lui, Grillo” che oltretutto “i soldi pubblici non li ha mai presi, non ha figli né famiglie in politica, non ha candidati inquisiti o scilipoti”; dunque era “indeciso se votare Grillo o non andare proprio a votare” e ora è persino disposto “a farmi una domenica a piedi” perché si è “accorto che stiamo consumando il pianeta”.

Filippo Facci Beppe Grillo Movimento Cinque Stelle Grillino Rete Blog Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

Ora, il grillino che è in lui dev’essere lì da poco, perché fino al mese scorso il nostro vomitava su Grillo e i grillini ogni sorta di improperi. “Grillo è un personaggio assolutamente reazionario e di destra” (Omnibus, 24.9.2007). “Ho il massimo disprezzo per la maggioranza di quelli che io ritengo essere i grillini, i grillanti o quelli che volete. Quindi la risposta al vaffanculo di Grillo è: vaffanculo ci vada lui e quelli che lo sostengono” (ibidem). “La rete non esiste… La prevalenza della rete, che è quella che frequenta e commenta sul blog di Grillo, è il peggio di questo Paese, che addebita al successo altrui i problemi della propria mediocrità” (Porta a Porta, 26.9.2007). “Una parte di internettiani sottoacculturata occupa la maggior parte del blog di Grillo” (Matr ix, 10.10.2007). “Una vera discesa in campo Grillo non l’ha fatta: deve ancora discuterne col commercialista” (Giornale, 27.4.2008). L’ultima citazione è tratta da “La vera storia di Grillo”, pubblicata in quattro puntate su Il Giornale a cavallo ai tempi del V2-Day, quando il noto segugio mèchato di Belpietro infilò una serie di scoop da Pulitzer: Grillo, da giovane, andava a letto con ragazze; alcuni suoi ex amici invidiosi parlano male di lui; la sua villa consuma energia; ha avuto un tragico incidente stradale con condanna per omicidio colposo e una volta fu pure “indagato per naufragio colposo”; in quanto genovese, è “tirchio”;nel suo orto c’è una melanzana di plastica; quando fa show a pagamento pretende financo di essere pagato. Insomma, un manigoldo. E ancora: “I Grillo, i Travagli, scarabei stercorari” (Giornale, 11.11.2008). “Con Grillo e Travaglio tu odi i politici, odi i giornalisti, odi in generale e al tempo stesso trovi lavoro, sesso e soldi… Grillo e Travaglio sono solo cinici commercianti di odio civile (da vendere a un ben individuato target di beoti, spesso poveri ragazzi in buona fede)… La vera ragione sociale di Grillo & Travaglio sono i soldi. Sul blog ufficiale però i due mercanti non possono esagerare: sennò i giovinastri potrebbero riconoscerli, scambiarli per gente che cerca banalmente di sbarcare il lunario” (Giornale, 15.4.2009).
A questo punto, due appelli. Primo: caro Grillo, cari grillini, abbiate pietà di questo caso umano, vedovo inconsolabile di Bettino e Silvio, vedete un po’ di trovargli un posto da scrivano, uno strapuntino, un carrettino, una carriola, qualcosa. Secondo: chiunque sia il grillino che è in lui, esca immediatamente da quel corpo

11 commenti

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  • Il solito ottimo editoriale di Travaglio. 

    Ultimamente rido molto spesso leggendoli, sarà che la rivoluzione vera è alle porte e allora si deve procedere brandendo il monito: “Una risata vi seppellirà.” 

    Grazie, Claudio. 

     

    Riccardo DF 

    sotterfugi.wordpress.com 

  • Non credo che a Travaglio piaccia Grillo. E’ un antiberlusconiano, ma è di destra(e non poco!). Su Facci, che dire: FACCI il piacere!!!

  • Sì pero’… non per fare lo stronzo!

    Ma e’ mai possibile che Travaglio faccia simili “pezzi” sempre di seconda mano?!

    … credere alle coincidenze e’ un lusso…

    Ma comunque!

    Poco male… i “facci” che popolano questo sventurato paese non avranno vita facile.

     

  • Beh, come scritto nel post precedente ognuno può e DEVE imparare dai propri errori. Così come io ieri votavo i partiti oggi li disprezzo fino al midollo e mi sono ben ravveduto dal rimanere “narcotizzato”! Comunque sia, se speravo che magari era solo l’inizio di un cambiamento mentale radicale mi ravvedo perchè certe persone non sono così intelligenti come spero e poichè mi ritrovo sia un Facci che un Aldo Grasso fare elogi a grillo dopo il successo delle elezioni del M5S allora è vero…..i soliti personaggi sporchi che si infilano all’ultimo secondo sul carro dei vincitori! …come si suol dire “fidardi è bene…..”. Rimanete anche dove siete…nessuno vi vuole!!

    • Certo! nessuno è immune da errori o nefandezze. Si può sempre tornare sui propri passi. C’è una sottile differenza però, noi non abbiamo mai preso stipendi per avere una nostra idea, il Sig Facci si ed è palese che lui stia cercando casa…

  • Non sopporto i ‘leccac..o’. Facci è solo un ignavo (nella Divina Commedia di Dante erano coloro che inseguivano una bandiera che svoltava sempre a caso cambiando continuamente la direzione della loro corsa). Credo che qualche anno di servizi sociali sotto sorveglianza gli farebbe tornare un po’ il senno, forse.  

  • facci: te lho scrissi già una volta … non ci fosse stato berlusconi … l’unico posto dove avresti potuto scrivere sarebbe stato su qualche muro di cesso delle peggiori stazioni ferroviarire italiane … (forse) …

  • Il mestiere del giornalista come quello del politico sono tra i più difficili al mondo perchè

    se l’obiettivo è quello di  condividere un messaggio…

    la comunicazione deve essere efficace e perchè avvenga questo ci vuole credibilità.

    La credibilità si acquisisce conquistandosi la fiducia del lettore attraverso la coerenza e l’adesione a un modello di informazione verificabile,attendibile e la cui scelta,il cui peso parta da una gerarchia di valori socialmente condiviso.

    Filippo Facci e il giornalismo sono un ossimoro.

  • grandioso! 

    masso ha scritto :
    Il mestiere del giornalista come quello del politico sono tra i più difficili al mondo perchè se l’obiettivo è quello di  condividere un messaggio… la comunicazione deve essere efficace e perchè avvenga questo ci vuole credibilità. La credibilità si acquisisce conquistandosi la fiducia del lettore attraverso la coerenza e l’adesione a un modello di informazione verificabile,attendibile e la cui scelta,il cui peso parta da una gerarchia di valori socialmente condiviso. Filippo Facci e il giornalismo sono un ossimoro.

  • A me invece spaventano quelli che non cambiano mai, quelli che si buttano nel fosso perchè la causa lo richiede. Dal 2007 il nostro paese è decisamente cambiato e gli scenari culturali e ideologici rivoluzionati, i riferimenti politici deludenti e sinceramente anch’io cinque anni fa disprezzavo i grillini mentre ora mi guardo intorno e penso che l’unica alternativa possano essere loro. Bravi quelli di sinistra che invece hanno votato Prodi e che voterebbero Bersani che la sinistra non sanno neanche dov’è però son di sinistra e bisogna votarli..

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