L'Italia come la Grecia, truccò i conti per entrare nell'euro


A distanza di dieci anni si scopre che l’euro era basato su una colossale truffa ai danni dei cittadini, perché entrammo a farne parte grazie ai trucchi di “creativi giocolieri finanziari”, come lo Spiegel definisce Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del tesoro del Governo Prodi, e grazie alla Germania che non voleva fossimo troppo competitivi. Helmut Kohl scelse volutamente di ignorare tutti i rapporti e le pressioni degli altri stati i quali, come l’Olanda, evidenziavano come non fossimo pronti, così come i drammatici appelli finali come quello di Stephan Freiherr von Stenglin, attaché finanziario dell’ambasciata tedesca a Roma, i quali sottolineavano come il nostro ingresso nella moneta unica si sarebbe tradotto in un disastro per noi e per gli altri. Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era “sull’orlo della bancarotta finanziaria” e propose per due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma la Germania rifiuto’.
L’Italia – si legge sul Times – rappresentava un “rischio speciale” per l’euro, fin dal suo inizio nel 1999, poiché “continuava a rifiutarsi di ridurre il suo enorme debito”, avvertì un memorandum profetico inviato a Kohl nove mesi prima del lancio della moneta unica. Kohl fu avvisato che l’Italia usava trucchi contabili per mostrare sulla carta che faceva progressi, mentre in realtà il suo debito cresceva. Kohl trascurò le allerte e insistette che l’Italia doveva entrare nella prima ondata. Ingannò, per questioni di mera opportunità politica, non solo l’opinione pubblica, ma anche la Corte Costituzionale di Karlsruhe. Alla fine con una combinazione di circostanze fortunate e di trucchi come la tassa sull’Europa, la vendita delle riserve auree alla banca centrale e le tasse sugli utili, gli italiani riuscirono sul piano formale a rispettare i criteri di Maastricht, ma molte misure di risparmio erano solo cosmetiche, si basavano su trucchi contabili o vennero subito ritirale non appena venne meno la pressione politica.
Questa, in sintesi, la verità storica del settimanale tedesco Spiegel, che nell’inchiesta di cinque pagine denominata “Operazione autoinganno” ha pubblicato le risultanze di centinaia di pagine di documenti del governo Kohl sull’introduzione dell’euro tra il 1994 ed il 1998. Si tratta di rapporti dell’ambasciata tedesca a Roma, di note interne dell’esecutivo e di verbali manoscritti di colloqui avuti dal cancelliere della riunificazione.
L’Italia, secondo queste carte e le testimonianze di gente come Juergen Stark, Horst Koehler e Klaus Regling, attuale responsabile del fondo salva stati (Efsf), non sarebbe mai dovuta entrare nell’euro: Kohl, Prodi e Ciampi lo sapevano ma trascurarono volutamente, intervendo con trucchi di finanza funambolica, i dati e gli interessi degli italiani e degli europei.

20 commenti

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  • Quanto dobbiamo sopportare ancora prima di dire

    BASTA – STOP – FINE – FUORI TUTTI IPARASSITI, partiti, politicanti e tecnocrati (mai eletti da nessuno)

    Appropriamoci del nostro DIRITTO DI SOVRANITÀ detto anche DEMOCRAZIA , ero tentato a dire “riappropriamoci” ma non l’abbiamo “mai avuto, mai esercitato”.

  • Credete veramente possibile che, accortisi che i conti erano fuori posto, averebbero potuto fare due misure, una per l’Italia e una per la Grecia’? No, sapevano benissimo che anche i conti greci erano truccati. Ora la Germania e  l’Olanda, soprattutto, ma anche gli altri paesi, non devono sfuggire alle loro responsabilità.

  • Vorrei ricordare un’intervista in cui Romano Prodi si è lamentato dei pochi controlli fatti dalla UE sui trucchi contabili della Grecia: Il titolo è il seguente: Prodi sulla Grecia: fatali gli errori della Francia e della Germania Il link alla notizia è il seguente:

    http://www.firstonline.info/a/2012/02/12/prodi-sulla-grecia-fatali-gli-errori-della-francia/9ca61147-cb46-4cca-8233-592941c89e92

    Questa intervista risale appena al 12/02/2012. Ogni commento è superfluo.
  • ,,,magari non ci avessero fatto entrare nell’euro, a quest’ora si starebbe tutti meglio,

    € è stato il primo indebolimento dell’economia, riscossione dei salari in  lire e spese in euro, senza oltretutto verificare il “raddoppio” di tutti i beni…..

  • Qualcuno sarebbe ora ricordasse alla Germania di onorare i suoi debiti di guerra, mai pagati per gentile concessione degli alleati per evitare di far sparire i tedeschi dal panorama politico ai tempi della guerra fredda; da soli basterebbero a risanare noi, la Grecia e il resto dell’Europa.

  • Caro Claudio, come ogni operazione economica degli ultimi cinquant’anni, anche l’Euro è figlio di quell’attitudine ottusa dei politici, quando ragionano con il "tutto il prossibile vantaggio, e tutto subito". Purtroppo, le conseguenze reali di ciò che scatena questo tipo di atteggiamento ricadono su chi vive in quella realtà 15/20 anni dopo, e infatti i Kohl e i Ciampi sono scomparsi da tempo. 

    Non c’è nulla da fare, si deve riformare la mente delle persone, rifacendoci a quella massima enunciata nel 59 dal grande Gunther Anders: "Agire come se i miei discendenti fossero miei vicini di casa". 

    Un caro abbraccio, Riccardo DF 

  • Pare che l’euro sia nato insieme alla crisi, il governo lo sapeva e ha comunque propagandato con finto entusiasmo la nuova moneta. Vuol dire che fin dal governo Prodi è iniziato il perverso piano economico che sta portando avanti ancor più celermente il governo Monti? C’è da impazzire al solo pensiero. 

  • Per forza, non eravamo in grado e non lo siamo. Una corruzione politica spaventosa (non da terzo mondo ma da quarto) con partiti che non vogliono ammetterla (la legge anticorruzione e’ li che sonnecchia) Una classe impreditoriale che non esiste e una sostanziale inaffidabilita’ complessiva del paese Come possiamo competere con gli altri paesi europei. Il dramma e’ che la vedo lunga lunghissima, se si dovesse iniziare un cambiamento ora.La partitica la mafia la ndrangheta la camorra pure calciopoli. Che vergogna. Gli unici che riescono un minimo a dipanare la matassa sono i magisrati, che vengono anche disprezzati (santi dovrebbero farli). Che paese pazzesco.

  • Come e’ triste avere un’autorevole conferma delle proprie ragioni su questi argomenti…

    I nomi dei responsabili devono essere scritti in tutte le piazze italiane in maniera indelebile:

    Prodi, Ciampi, Monti, Draghi, Amato.

    Ma quello che e’ piu’ triste e’ che sono in posizioni ancora piu’ strategiche di prima…d’altronde devono difendere la loro meravigliosa creatura, che sta’ drammaticamente affondando.

    Ai piu’ giovani che  legittimamente si chiedono come mai al tempo gli italiani hanno aderito in massa e senza indugi al progetto, ricordo che le informazioni erano assolutamente a senso unico e non esistevano fonti alternative su cui documentarsi.

    Insomma, claudio era troppo giovane…

  • E’ un articolo superficiale, e fondamentalmente falso.

    Dove sono le fonti di questi giornalisti oltremanica da strapazzo? Solo le preoccupazioni di Kohl? gli stereotipi sull’Italia?

    Sotto il governo Prodi-Ciampi grazie all’Euro-tassa il debito pubblico dell’italia, o meglio il rapporto debito/PIL fu ridotto di ben 13 punti: dal 122 al 109%, con un avanzo primario tra il 6 e il 7% (fonti: ISTAT).

    Non mi risulta ci fu alcun trucco. L’impegno era quello di raggiungere il 60% ma su questi risultati positivi e la stima di Ciampi (che a mio avviso: rimane il miglior ministro dell’economia ed il miglior prersidente che abbiamo avuto) i paesi membri concordarono l’ingresso dell’italia. Ovviamente alcuni furono contrari.

    Il guaio è che i governi successivi, sopratutto di Berlusconi-Tremonti, non approfittarono della riduzione dello spread per rientrare come si sarebbe dovuto e come avevano promesso.

    Ma se guardate i dati ISTAT, l’alternanza dell’andamento dell’avanzo primario, assai più basso nei i governi di centro-destra che in quelli di centro-sinistra, dovrebbe far capire a tutti chi ha fatto la formica e chi la cicala.

    Solo negli ultimi tre anni il debito è cresciuto da 1500 a ben 1900 Mld, grazie alla amministrazione allegra dell’ultimo governo per nascondere la crisi indebitandoci oltre ogni decenza.

    Purtroppo in Italia abbiamo la memoria corta e poca propenzione per la matematica. Alla prossima occasione metterò in rete questi grafici. Mi sono davvero rotto di sentir mettere sullo stesso piano i governi precedenti sul debito publico. Ora ci mancava quello di Ciampi con la Grecia…

    Saluti

     

  • Egregio sig. presidente Barack Obama,
    le recenti perdite della JPMorgan sono la preziosa occasione per la Sua campagna elettorale per realizzare la riforma di Wall Street ed incalzare le autorità di controllo e la Federal Reserve dando corso alle norme attuative della “Volker rule”, poiché migliaia di Americani attendono di affidare i loro risparmi a banche ordinarie che non rischiano i depositi in operazioni speculative altamente pericolose.

     

    La JPMorgan con le ultime e gravi perdite rende fondamentale ed urgente un intervento che regoli la finanza e renda meno devastanti anche i derivati. Un Suo intervento diretto e risolutivo in merito Le farebbe guadagnare la riconoscenza e le preferenze dei Suoi concittadini rovinati dalle speculazioni finanziarie.

     

    Troppi Americani sono stati messi sul lastrico dalla grande finanza che, al di sopra degli Stati e delle Costituzioni, si è impossessata di una gigantesca massa monetaria con cui viola le leggi che regolano le relazioni delle società civili. Il Popolo di Internet Le chiede di riportare negli ambiti costituzionali l’ agire della finanza, di non finanziarla con danaro pubblico per limitare i gravissimi danni che procura alla comunità umana.

     

    Buon lavoro e buona campagna elettorale.

    Saluti cordiali

    segretario partito internettiano

    francesco miglino

     

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