La seduta spiritica


di Valerio Valentini
Assistere ai commenti che gli “onorevoli” fanno delle elezioni è sempre esilarante. Adagiati su comode poltrone, in collegamento dal “transatlantico”, tengono di solito in mano un foglio con i dati che lo zelante segretario ha appena portato loro, e cominciano a snocciolare cifre e percentuali. Ed il bello è che alla fine riescono ad aver vinto tutti, sempre.
Lo speciale di RAI 3 in onda durante lo spoglio dei voti, è stato uno spettacolo impagabile. E, soprattutto, è un documento che andrebbe conservato negli archivi, e fatto vedere nelle scuole tra qualche anno. Perché è un pezzo di storia: è la constatazione definitiva del decesso della politica partitica (o meglio, dell’occupazione da parte dei partiti della politica).
Rosi Bindi, ad esempio, ascoltando i commenti dei giornalisti in studio che parlano di una sconfitta politica del Pd, s’infuria e comincia a recitare l’elenco di tutti i ballottaggi vinti dal suo partito. “Vorrei ricordare che abbiamo vinto a… – poi prende il foglio e inizia a leggere – a Lucca, L’Aquila, Taranto, Genova, Palermo… … Rieti, Gravina di Puglia, Santeramo e molti altri piccoli centri” (e viene spontaneo domandarsi se la Bindi sappia dove sono, quei piccoli centri in cui dice di aver vinto). Qualcuno, dallo studio, le fa notare che a Palermo ha vinto Orlando, e che il candidato sostenuto dal Pd ha raccolto meno del 30% dei voti. Ma lei non si scoraggia: “Per quanto mi riguarda, ho vinto anche a Palermo”. Che è, ne sono sicuro, anche quello che Antonio Conte avrebbe voluto dire ieri sera ai microfoni dei giornalisti sportivi che gli chiedevano un commento sulla vittoria della Coppa Italia da parte del Napoli. “È vero, la Juve ha perso. Ma per quanto mi riguarda, io ho comunque vinto”. Solo che Conte deve averci ripensato: sarebbe stata un’idiozia troppo grossa. Lui ha avuto un minimo di pudore.
Sempre dallo studio, Polito del Corriere fa notare alla Bindi l’assurdità delle sue tesi, e che anche a Genova ha vinto un candidato inizialmente avversario del Pd. E lei, sull’orlo di una crisi di nervi, ricomincia: “I nostri candidati hanno vinto a Lucca, L’Aquila, Taranto, Genova, Palermo… … Rieti, Gravina di Puglia, Santeramo e molti altri piccoli centri”. Ma il meglio del suo acume politico lo dimostra quando le viene richiesto di commentare la vittoria del candidato del M5S, Federico Pizzarotti, a Parma: “Bella cosa, per Grillo, aver vinto coi voti della destra”. Che è un po’ come dire: se gli elettori non hanno votato il Pd, non è colpa del Pd, ma sono loro che sono dei citrulli. Chapeau! Nuovamente, dallo studio intervengono per controbattere, e lei, livida in volto, col sudore che le riga la fronte, torna a recitare il suo mantra: “Ma insomma, il Pd ha vinto a Lucca, L’Aquila, Taranto, Genova, Palermo… … Rieti, Gravina di Puglia, Santeramo e molti altri piccoli centri”. A quel punto dallo studio abbassano l’audio, e anche Bianca Berlinguer si trova in vistoso imbarazzo.
Ma ecco che, scomparsa dallo schermo Rosi Bindi, appare la Gelmini. Ed è atroce doversi sforzare per notare le differenze. “Il nostro è un risultato non eclatante”, ammette l’ex ministra (e viene da pensare cosa debba accadere perché un risultato sia catastrofico). Ma la Gelmini non si arrende: “Comunque noi del Pdl sappiamo di non aver perso, se l’immagine che esce del Pd da queste è elezioni è la foto di Vasto. E poi vorrei far notare che c’è stato un sensibile spostamento del Pd verso l’estrema sinistra”. Uno pensa che si tratti di un’interferenza, o che sia caduto in preda alle allucinazioni come Fantozzi. Ma, purtroppo, è tutto vero. E infatti la Gelmini rincara la dose: “E poi mi pare evidente come il progetto del Terzo Polo sia completamente franato”.
Il Terzo Polo, appunto. Chi era costui? Anche in questo caso, si spera che un esponente di FLI abbia almeno la decenza di non mostrarsi in TV, dopo una batosta elettorale simile. Ma evidentemente la soglia della vergogna, per i nostri politici, è davvero prossima allo zero. Difatti, con la stessa piacevole puntualità con cui ti salta fuori un brufolo il giorno del compleanno della ragazza su cui vorresti fare colpo, ecco che spunta Italo Bocchino. Che, serioso e professionale, pronuncia la fatidica frase: “Ci siederemo intorno a un tavolo per riflettere sui risultati di queste elezioni”.
Ecco, questa è l’immagine della politica partitica: una seduta spiritica di anime morte che rifiutano di non esistere più. E viene davvero voglia di lasciarceli tutti, seduti intorno a quel tavolo su cui banchettano da anni, a litigarsi le ultime briciole dei loro privilegi, l’ultima tranche dei finanziamenti pubblici, gli ultimi istanti di gloria davanti alle telecamere.
 

9 commenti

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  • Io dico di lasciarli parlare…contenti loro…più si autoconvincono da soli di aver vinto e piu’ sarà facile avere il consenso popolare.

    Questi ancora non hanno capito che è in corso un cambio generazionale totale….di teste politiche si…ma sopratutto di elettori. Quegli elettori che avevano 60-70-80 anni ( almeno il 30% della popolazione e almeno il 40% dei votanti) che venivano catalizzati e teleimboniti dai vecchi slogan elettorali e facilmente collusibili con la promessa di voto in cambio della strada rifatta sotto casa.

    Bè quelle persone non ci sono piu’ stanno scomparendo…e gli attuali 40enni sono quelli che già sulle proprie spalle hanno la 2a Repubblica….e si sono ampiamente rotti della vecchia politica.

    Il vento sta cambiando….si….e stavolta piu’ che mai per il meglio del paese…almeno la cosa certa è che una bella pulizia di teste sarà fatta,

  • Ripetono sempre lo stesso mantra, e non capiscono o meglio non vogliono capire che il panorama attorno a loro è cambiato e che la gente non sopporta più questo vecchiume di idee, di frasi ripetute e di personaggi insignificanti!

  • Ieri e oggi assistendo ai dibattiti in tv la cosa ricorrente detta dai politici era la dichiarazione di vittoria o “non vittoria” . A me onestamente sembra che non si ha ben chiaro il clima che c’è in Italia. C’è un paese intero da ricostruire, un paese in cui il 30% dei giovani è senza lavoro, larghe fette di ceto medio che scompaiono diventando famiglie povere. La fiducia nel futuro è pressocchè nulla nei giovani.
    E i politici si azzuffano nel dichiarare: “noi abbiamo preso 16 città, voi avete perso”…etc etc.
    Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti, nessuno escluso, per rifondare questo paese.
    Destra sinistra centro non hanno più senso in questa situazione di emergenza. Il mio augurio ai sindaci a 5 stelle è quello di saper gestire le istituzioni cercando di di annullare la distanza tra la gente  e chi amministra, facendo partecipare attivamente la cittadinanza alla vita politica di quelle città.

  • Ieri e oggi assistendo ai dibattiti in tv la cosa ricorrente detta dai politici era la dichiarazione di vittoria o “non vittoria” . A me onestamente sembra che non si ha ben chiaro il clima che c’è in Italia. C’è un paese intero da ricostruire, un paese in cui il 30% dei giovani è senza lavoro, larghe fette di ceto medio che scompaiono diventando famiglie povere. La fiducia nel futuro è pressocchè nulla nei giovani.
    E i politici si azzuffano nel dichiarare: “noi abbiamo preso 16 città, voi avete perso”…etc etc.
    Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti, nessuno escluso, per rifondare questo paese.
    Destra sinistra centro non hanno più senso in questa situazione di emergenza. Il mio augurio ai sindaci a 5 stelle è quello di saper gestire le istituzioni cercando di di annullare la distanza tra la gente  e chi amministra, facendo partecipare attivamente la cittadinanza alla vita politica di quelle città.

  • Ieri e oggi assistendo ai dibattiti in tv la cosa ricorrente detta dai politici era la dichiarazione di vittoria o “non vittoria” . A me onestamente sembra che non si ha ben chiaro il clima che c’è in Italia. C’è un paese intero da ricostruire, un paese in cui il 30% dei giovani è senza lavoro, larghe fette di ceto medio che scompaiono diventando famiglie povere. La fiducia nel futuro è pressocchè nulla nei giovani.
    E i politici si azzuffano nel dichiarare: “noi abbiamo preso 16 città, voi avete perso”…etc etc.
    Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti, nessuno escluso, per rifondare questo paese.
    Destra sinistra centro non hanno più senso in questa situazione di emergenza. Il mio augurio ai sindaci a 5 stelle è quello di saper gestire le istituzioni cercando di di annullare la distanza tra la gente  e chi amministra, facendo partecipare attivamente la cittadinanza alla vita politica di quelle città.

  • scusate ma la Lega ??? non vi siete accorti che manca qualcuno ??  visto che non è stata nominata  mica è sparita veramente ?? 

     

  • Esatto DADE.

    Quello che dice Grillo è vero, i partiti sono morti e queste dichiarazioni lo confermano ancora di più. Speriamo che il nuovo sindaco di Parma sia di esempio per tutta l’Italia.

    dade ha scritto :
    Ieri e oggi assistendo ai dibattiti in tv la cosa ricorrente detta dai politici era la dichiarazione di vittoria o “non vittoria” . A me onestamente sembra che non si ha ben chiaro il clima che c’è in Italia. C’è un paese intero da ricostruire, un paese in cui il 30% dei giovani è senza lavoro, larghe fette di ceto medio che scompaiono diventando famiglie povere. La fiducia nel futuro è pressocchè nulla nei giovani.E i politici si azzuffano nel dichiarare: “noi abbiamo preso 16 città, voi avete perso”…etc etc. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti, nessuno escluso, per rifondare questo paese.Destra sinistra centro non hanno più senso in questa situazione di emergenza. Il mio augurio ai sindaci a 5 stelle è quello di saper gestire le istituzioni cercando di di annullare la distanza tra la gente  e chi amministra, facendo partecipare attivamente la cittadinanza alla vita politica di quelle città.

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