Nell'antro di Giuliani, l'uomo che prevede i terremoti


Giampaolo Giuliani ha sviluppato un sistema complesso di previsione dei terremoti, basato su una tecnica originale e completamente diversa rispetto a qualsiasi altra che coinvolga lo studio del gas radon. La sua teoria – che è molto distante dall’essere una mera misurazione dei livelli di radon sprigionati dal sottosuolo – prevede che nel territorio controllato da almeno tre dei suoi apparecchi rivelatori sia possibile, correlando i dati secondo un matematica originale, determinare con una certa approssimazione misurata il tempo, il luogo e l’intensità di un evento sismico, con un anticipo compreso tra le 6 e le 24 ore (per gli eventi di grande intensità l’anticipo è anche maggiore).
Come al solito, gli italiani si dividono in tifoserie spesso acritiche e irragionevoli. L’una crede ciecamente che la teoria di Giuliani funzioni a prescindere, l’altra demonizza il tecnico ricercatore aquilano, agitando il crocifisso della pubblicazione scientifica e rifiutando, sostanzialmente, ogni confronto. Sbagliano entrambi.
I primi dimenticano che i requisiti e il rigore richiesti dal processo di convalida scientifica di una teoria sperimentale devono essere soddisfatti interamente, prima di poter accreditarne metodologia e risultati. I secondi fingono di vivere in un mondo ideale, dove la scienza è immune a tutte le bassezze e le meschinità umane, dove gli accademici non sono attaccati alle loro poltrone esattamente come i politici, dove gli interessi economici non hanno alcun rilievo e, soprattutto, non si pongono il problema di come affrontare gli episodi di crisi e le catastrofi umane, che spesso richiedono tempi di reazione velocissimi, che non possono permettersi il lusso di aspettare anni, forse decenni, prima che il carrozzone mondiale della burocrazia si metta in moto e arrivi a destinazione.
In questo contesto è utile l’approfondimento parallelo che i media possono produrre, consegnando elementi utili alla comprensione non soltanto al cittadino comune, ma anche alla stessa comunità scientifica. E’ con questo spirito che ho prodotto l’intera serie “SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI?” che, in questi giorni, sto rendendo disponibile al pubblico. Dopo avere raccontato la storia di Giampaolo Giuliani e dopo avere fatto visita all’INGV per spiegare lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche sui terremoti, oggi finalmente entriamo nei laboratori di Giuliani e raccontiamo in un’esclusivo documento come funziona esattamente la sua tecnica, accompagnati dalla sua viva voce. Forse questa parte non sarà di immediata comprensione per chiunque, ma andare in profondità, bucando il chiacchiericcio generico, è lo stile di questo blog.
Il viaggio si concluderà, nei prossimi giorni con l’ultimo, inedito episodio: un esclusivo faccia a faccia tra Giuliani e Piersanti, il direttore della sezione di Tettonofisica e Sismologia dell’INGV, che sono riuscito a portare proprio nel laboratorio di Coppito di Giuliani che oggi state per scoprire per dare vita a un confronto da non perdere. Più dei media disattenti, potè la rete.
 – GUARDA ANCHE IL PRIMO EPISODIO: CHI E’ GIAMPAOLO GIULIANI.
 – PROSEGUI CON IL SECONDO EPISODIOIL TERREMOTO PER TUTTI.

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