Le vostre domande per Alberto Bagnai


Una settimana fa vi ho proposto di realizzare un’intervista all’economista Alberto Bagnai, in crowd-funding. In altre parole, di pagare le spese vive logistiche attraverso i vostri micro-finanziamenti. Avevo stanziato un budget di 500EUR e una finestra temporale di due settimane. Li ho raccolti in meno di 6 ore. Un grande risultato che apre le porte a possibilità infinite. Domani mattina all’alba salirò sul treno, carico di strumentazioni audio-video: destinazione Roma, casa di Alberto.
 
Visto che l’intervista è vostra, se avete qualche domanda particolare che vi sta a cuore e vorreste che venisse affrontata durante lo svolgimento, scrivetela tra i commenti a questo post. Non su Facebook, non tra i commenti di Youtube né tantomeno su Twitter o via email: qui sotto, sotto forma di commento. Se troveremo il tempo, vi prometto che ne terremo conto.
Nel frattempo: grazie, perché insieme siamo una potenza!
Claudio
 

110 commenti

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  • Ciao claudio. mi piacerebbe sapere qualcosa per quanto riguarda un argomento che su internet va molto: signoraggio bancario, tra bufale e verità non ci sto capendo più molto. Alcuni economisti ne han parlato, lo stesso tremonti più volte ha parlato di signoraggio bancario. Giacinto Auriti, professore di cattedra all’università di Teramo ne parlò fino alla morte creando il SIMEC, dov’è la verità in tutto questo?

  • vorrei chiedere ad alberto bagnai come mai il concetto di nazionalizzare la banca d’italia per evitare il signoraggio non e’ minimamente nell’ottica dei nostri politici

    e sopratutto quanti mesi di vita’ da’ all’euro e ultima che prospettive ha l’italia secondo i dati che abbiamo al momento

    grazie

    un saluto

     

  •  

    Ciao Claudio, naturalmente propongo una domanda che mi riguarda personalmente ma credo interessi moltissime persone:

    “Se si dovesse tornare alla lira, o comunque una moneta di proprietà dello stato, i mutui oggi stipulati in euro come saranno riconteggiati?”

  • so che non è materia da economisti, ma gli potresti chiedere che ne pensa delle chemicaltrails (scie chimiche) sò che i militari continuano ad irrorare i cieli nel più completo segreto e allo scuro della gente e appoggiti dai media mainstream che a riguardo sfoggiano il più assoluto dei silenzi. Credo sia un argomento valido che interessi chiunque e apra gli occhi a molti (a proposito sempre di complotti). 

    Questa ondata di caldo assurdo è merito loro!

    Grazie in anticipo se puoi. Fai sempre un ottimo lavoro, ciao Claudio.

  • Domanda: è possibile creare una nuova moneta in riferimento al mercato italiano ( tipo vecchia Lira) senza escludere e o distruggere l’Euro? (cioè avere una concorrenza)

     

  • Io invece vorrei chiedere:

    Nel caso,di un referendum tipo Grecia

    non si uscisse dall’euro,

    dai per valida la possibilità,

    che salti tutto,

    e si ritorni alle Ns monete,per difficoltà della Germania,

    non ancora arrivate ma da te,messe in conto.

  • Domande, alcune proposte:

    – La “storia dell’inflazione” in Italia dagli anni 70 passando per la SME fino ai giorni nostri, come ha influito sull’economia e come oggi una svalutazione potrebbe rivelarsi utile.

    – La mano invisibile di Adam Smith: perché non funziona come vogliono farci credere e cosa serve al mercato per raggiungere un equilibrio?

    – Keynes e lo stampare moneta: su Internet si parla spessi di Modern Money Theory, senza indugiare in dettagli su questa o chi cerca di diffonderla, tecnicamente esiste e qual è il modo con cui lo Stato potrebbe applicare delle politiche di spesa a deficit positivo?

    – In Irlanda, prima di entrare nell’euro, il debito pubblico era al 40%, tecnicamente com’è possibile che sia diventato un problema e non si parli d’altro?

    – Lo spread e il mercato: è il movimento di capitali di grosse banche d’affari? Perché lo Stato oggi sembra esserne comandato?

    – In che modo la Germania sta facendo i suoi interessi: tecnicamente come i  capitali sono stati impiegati nel sud d’Europa e poi “ritirati”, come è stato possibile che il debito privato abbia raggiunto livelli così importanti e in che modo è stato possibile “farlo diventare” pubblico: è un’alternativa meno dolorosa al fallimento di una banca mettendo sulla strada i suoi debitori?

    – Triviale: uscire dall’euro avrebbe lo stesso impatto -per chi sta mettendo su casa- di chi aveva  sottoscritto mutuo in ecu?

    Grazie.

  • Vorrei chiedere al Prof. Bagnai se crede che le scelte di politica economica dei leader europei siano figlie di una ideologia sbagliata (il liberismo) o di una pianificazione delle elites per continuare ad accumulare ricchezza a scapito delle fasce sociali più deboli. Ho letto che ha partecipato ad un convegno con il Prof. Terzi (esponente del neo-cartalismo e della MMT), voglio chiedergli se c’è la possibilità di una collaborazione con gli attivisti italiani, e quali sono i punti esposti dalla MMT che non condivide e perchè. Grazie

  • Salve Byoblu…

    Vorrei sapere se è possibile discutere delle MAFIE LEGALIZZATE come la MASSONERIA ed il SIONISMO(ultra-Nazionalismo PRO-EBREI)ed ovviamente delle influenze della CHIESA CATTOLICA nel nostro Paese.

  • Ciao Claudio,

    mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il sig. Bagnai di un ritorno al Gold Standard e a monete “libere” non supportate da enti centrali sovranazionali e nazionali (in generale quello che propongono gli economisti di scuola Austriaca, libero mercato). 

    Visto che molti chiedono opinioni riguardo la sovranità monetaria nazionale, sarebbe bello sentire anche un’idea “diversa”, visto che le politiche economiche attuali keynesiane ciclicamente ci portano nel baratro (e i soliti che continuano a lucrarci ricevendo quantità di denaro stampato fresco fresco senza che debbano mai rispondere dei loro errori).

     

    Grazie.

  • 1) In un intervento di Bagnai a Frosinone, visibile su youtube, lo stesso afferma che il desiderio di restare a tutti i costi nell’ Euro è una ” stupidità nazionalistica”. Sono d’ accordo con lui e volevo chiedergli cosa ne pensa dell’ ” anti-germanismo-dell’ulima-ora” ( attenziona la parola va letta per intero). Sei mesi fa il mainstream giornalistico italiano era affetto dal ” mito della razza ariana”… ovvero i tedeschi sono bravi e mediterranei cattivi ( e quindi meritano le mazzate ). Adesso che c’è Monti, che ci ha fatto diventare “bravi” ( nel senso che ci ha bastonato a suon di misure ” europee” ) l’ uomo della strada meglio da anti berlusconiano è diventato improvvisamente anti – tedesco. ( Ovviamente dopo che Obama ha messo bocca sulla crisi europea fiancheggiando Monti e Hollande ). Insomma, in questa situazione, secondo lei è più utile mettere in luce i vantaggi che ha avuto la Germania a scapito nostro ( per colpa di gente come Prodi che pensa che questo dovrebbe farci contenti ) grazie all’ euro o far capire alla gente  che razza di non – senso economico è la moneta unica? Meglio ancora: non sarebbe meglio per ” la pace europea” ( è per questo che abbiamo fatto l’ europa no?)  far capire ai cittadini che l’ euro sta mettendo gli stati europei l’ uno contro l’ altro, e che quindi dobbiamo uscirne tutti in modo ordinato, piuttosto che scagliarli contro la Merkel ( come vorrebbe Obama )  quando sappiamo bene che essa non cambierà idea perché se avesse la minima intenzione di farlo non avrebbe paura ad alzare un po’ l’ inflazione nel suo paese facendo stare meglio anche il resto degli europei?

    2) Sappiamo che allo stato attuale, se non usciamo dall’ euro c’è il rischio che esso ” esca da noi” e quindi potremmo trovarci Monti a gestire questo processo con svendite stile 92 ( ma una svalutazione che come allora ci farà pur sempre bene ). In una ” situazione ideale” però si spera di avere un governo ” di sinistra” ( ovvero si spera che improvvisamente la sinistra italiana la smetta di fare cose di destra… ) che esca dall’ euro e re – introduca dei controlli ai movimenti di capitale. Una misura di questo tipo non necessita praticamente di una revisione del trattato di Maastricht… cioè in sostanza, mettendo in discussione l’ euro e l’ ideologia su cui è stato fondato non si mette anche in discussione il mercato unico europeo ( non che la cosa mi dispiacca eventualmente ) ?

  • Maro’ che gente… cioè mancano solo le domande sugli alieni e poi siamo a posto! Comunque, ecco le mia:

    1. Cos’è che da’ valore alla moneta? Chi la emette e in che modo?

    2. Stiamo vivendo una crisi di soldi, non di beni reali. Quindi è artificiale. Perché non riequilibrare il sistema artificialmente allora, invece di distruggere materialmente uomini e nazioni? Quali sono le ragioni ideologiche per le quali non ci viene concesso di vivere senza dannarci? Perché l’economia DEVE avere il sopravveto sulla vita?

    3. La produttività procapite è sempre maggiore, quindi la % fisiologica di disoccupati sarà sempre più elevata. Inoltre gran parte dell’economia si sposta dai settori produttivi materiali (agricoltura e industria) verso altri settori immateriali. Molti lavori sono fuffa, sono solo perdite di tempo. Ha senso continuare ‘sta farsa invece di convertirci a un sistema in cui il lavoro e i soldi abbiano meno peso in termini di tempo e capacità di soddisfacimento dei bisogni?

    4. Come giudica le probabilità di nuove guerre (Iran, Siria, ecc…) in questo contesto? Ovvero, riusciranno a giustificare la guerra col PIL?

    5. Perché tutti i meccanismi salva-stati (MES, EFSF, pareggio di bilancio in costituzione) e gli organismi finanziari sovranazionali (BCE, FMI) stanno propugnando misure che servono palesemente ad indebitare sempre più le loro “vittime”? Cosa vogliono ottenere davvero? C’è uno scopo politico recondito a parte la UE politica?

  • Ciao Claudio,

    io purtroppo ho una visione abbastanza pessimistica, di come andrà a delinearsi il nostro futuro, ci spero ma non credo che riusciremo mai ad abbandonare l’euro, quindi la mia domanda è cosa deve fare il mortale cittadino per cercare di non cadere in miseria nell’eventualità che i corruttori e questi pseudo politici abbiano la meglio?

     

    Grazie

  • Ciao Claudio, potresti chiedergli cosa pensa esattamente di Grillo e del suo movimento, soprattutto per quanto riguarda le sue proposte economiche?

  • Ciao Claudio,Io vorrei sapere come possiamo difendere i nostri risparmi,e soprattutto le nostre pensioni private,stipulate con banche dove versiamo anche il nostro tfr.Puo’ essere una soluzione aprire un conto all’estero,esempio in Svizzera?Grazie.

  • l’uscita dall’euro per un ritorno alla lira, comporterebbe una svalutazione della stessa, non inferiore al 50% per cui chi oggi guadagna  uno stipendio di 1000 € verrà pagato con circa 3000 millioni!? Domanda: da un punto di vista socio e psicoeconomico tale svalutazione non rishia di comprimere uteriormente gli investimenti e le spese quotidiane?

    Faccio un esempio: se oggi per un aperitivo spendo 2,50 €, domattina, quando il barista mi chiederà 7500 lire, per lo stesso aperitivo, gli risponderò “perfavore un biccchiere d’acqua (preferbilmente di rubinetto)!  

    Prof Bagnai, è questo uno scenario plausibile? a quel punto cosa succederà: il barista mi deprezza il costo dell’aperitivo oppure si tiene l’aperitivo e io  il mio capitale?

    Grazie Claudio

  • l’uscita dall’euro per un ritorno alla lira, comporterebbe una svalutazione della stessa, non inferiore al 50% per cui chi oggi guadagna  uno stipendio di 1000 € verrà pagato con circa 3000 millioni!? Domanda: da un punto di vista socio e psicoeconomico tale svalutazione non rishia di comprimere uteriormente gli investimenti e le spese quotidiane?

    Faccio un esempio: se oggi per un aperitivo spendo 2,50 €, domattina, quando il barista mi chiederà 7500 lire, per lo stesso aperitivo, gli risponderò “perfavore un biccchiere d’acqua (preferbilmente di rubinetto)!  

    Prof Bagnai, è questo uno scenario plausibile? a quel punto cosa succederà: il barista mi deprezza il costo dell’aperitivo oppure si tiene l’aperitivo e io  il mio capitale?

    Grazie Claudio

  • Ciao Claudio, domanda:

    E’ possibile che la banca centrale BCE sia stata strutturata in questa maniera (scandalosa) proprio per impedire che a qualche stato “troppo” intrapendente venga in mente ( giustamente) di battere moneta?

    Ormai si è capito che battere moneta di stato non significa più inflazione come hanno voluto farci credre in tutti questi anni ingannandoci, quindi perchè la BCE non si comporta semplicemente come una tipografia? Ma invece costringe gli stati ad acquistare il denaro che gli stati hanno la possibilità di stampare da soli?

     

    Una caro saluto

    Marco Cagliari

  • Ciao Claudio,

    anche io sono molto confuso a riguardo e avrei bisogno di qualche voce autorevole in più.

    Grazie mille,

    Giorgio Gallo

    Alberto Cucca ha scritto :
    Ciao claudio. mi piacerebbe sapere qualcosa per quanto riguarda un argomento che su internet va molto: signoraggio bancario, tra bufale e verità non ci sto capendo più molto. Alcuni economisti ne han parlato, lo stesso tremonti più volte ha parlato di signoraggio bancario. Giacinto Auriti, professore di cattedra all’università di Teramo ne parlò fino alla morte creando il SIMEC, dov’è la verità in tutto questo?

  • Egregio Claudio, fa a Bagnai una domanda sulla MMT. Ormai i suoi principi teorici sono abbastanza chiari ( Barnard picchia sull’argomento da anni) ma forse sarebbe bene sapere cosa ne pensa un economista italiano riguardo alla sua applicabilita’ pratica. Abbiamo finora sentito parlare solo i professori portati da Barnard.

    • E io aggiungerei:

      il prof. Bagnai sicuramente avra’ letto “il piu’ grande crimine” di Barnard.

      Vorrei sapere su quali punti non e’ d’accordo.

      Grazie

  • La mia domanda è:

     

    Come si può uscire da questo pantano economico dell’austerità e tornare a diventare floridi?

     

    Ovviamente una proposta concreta, non cosa farebbe lui se fosse il premier o una delle sue teorie economiche. Ma proprio una proposta concreta da attuare che lui e noi tutti compresi potremmo fare domani mattina, per poi poter applicare tutte le teorie economiche del mondo.

    Che so per esempio organizzare gruppi in tutta Italia che sostengono una certa teoria economica, o non votare alle elezioni (questa ovviamente non ha senso) roba del genere.

    Perchè sai Claudio tutta questa intellighenzia (Professoroni, professorini, dottoretti eccetera) ha teorie per come risolvere i problemi a IOSA, poi quando si tratta di fare qualcosa di concreto NISBA oppure un DISASTRO e dopo ah! la teoria non funzionava (nella migliore delle ipotesi) oppure come si dice a Roma la buttano in caciara e snocciolano paroloni per poi dire che gli altri non applicano bene la teoria.

    Se gli fai questa domanda io lo so già cosa ti risponde, ti dirà che poi non è il suo mestiere, già è bello restare dietro una scrivania e sfoggiare teorie col culo al coperto senza sporcarsi le mani. Per me dovresti intervistare persone che si sporcano le mani sul serio non i professoretti, di teorie e altre cazzate di come salvare lo stato ne abbiamo sentite anche troppe. Prova ad intervistare qualcuno che ha idee come te, come questa fantastica dell’intervista a micro finanziamento (che si imbarca con telecamere e quant’altro su di un treno e va), insomma qualcuno che fà o vuole fare qualcosa.

    Ti ringrazio lo stesso ma penso che dell’intervista al professoretto non ci faremo un gran che. Da parte mia se gli dici che cominciasse ad assumersi qualche responsabilità e a proporre soluzioni concrete da attuare (o almeno tentare) mi faresti un piacere.

    Neanche conosco bene il professoretto ma di sicuro andrà a fare i suoi seminarietti qui e la con la solita aria di chi la sa lunga (con la solita clack leccaculo dietro ovviamente), e poi a casa tutto soddisfatto che lui ha ragione e gli atri hanno torto. Io mi domando e dico ma se non cominciano loro a muovere il culo per cambiare stò paese, chi lo deve fare sempre la povera gente presa dalla fame?? Questi qui sono peggio dei Monti e dei Draghi, si siedono sulle loro cattedrelle e magari dicono anche cose giuste ma poi a fare veramente le cose niente, che limitatezza!!! Mi dispiace che perderai il tuo tempo e scusami per la lungaggine, ma ne ho pieni i c…i di questi personaggi!! Pretendono di sapere e pretendono di non fare. R-E-S-P-O-N-S-A-B-I-L-I-T-A questa è la parola magica, un operaio che lavora 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana deve e può fare il suo, ma relativamente alle enormi cose che questa gente potrebbe fare per il bene di tutti e che mai fa.

     

    DI CHIACCHIERE TEORIE E OPINIONISTI DELLA PRIMA O DELL’ULTIMA ORA (con ego incorporato sporpositato) LA GENTE NON NE HA NESSUN BISOGNO!!

     

    1. La moneta deve essere stampata dalla Repubblica Italiana e deve essere di proprieta’ del portatore. NON DEVE ESSERE RICHIESTO INTERESSE. Questo sembra un dettaglio da poco, ma il calcolo di quanto debito si accumuli nel lungo periodo e’ qualcosa di impressionante, e da solo questo insignificante piccolissimo tasso di interesse sarebbe in grado di spiegare la attuale crisi mondiale.
    2. mi fermo qua, il punto uno e’ piu’ che sufficiente. Ciao!
  • -Che impatto potrebbe avere l’introduzione di moneta alternativa più simile a buoni non convertibili e quale sarebbe il miglior modo di portare avanti tale filosofia in Italia

    -Quali , chi sono le banche di investimento o gruppi o che sia che hanno maggiore influenza sui mercati 

    – Quale pensa sia il futuro delle banche cooperative 

    grazie spero di essere utile

  • Sono senza parole, tuttociò è grandioso.

    Mi sembra di aver letto che Bagnai, nell’analisi della crisi, abbracci l’ipotesi largamente sostenuta che questo disastro sia frutto dell’incompetenza degli apprendisti stregoni della finanza e non piuttosto l’ingegnosa macchinazione di un governo ombra o sinarchia. Sembrerebbe assurdo crederlo, ma gli interessi che spingerebbero questa potenza occulta potrebbero essere, da un certo punto di vista, benevoli, anche se pagati a relativamente caro prezzo dalla maggioranza della popolazione. Non si tratterebbe di persone che vogliono arricchirsi alle spalle dei cittadini per il semplice fatto che sono già straricchi da fare schifo, ma piuttosto di burattinai in grado di aizzare corrotti e delinquenti colletti bianchi per il fine recondito di riallocare le risorse secondo uno schema particolare.

    Ci sono problematiche a livello planetario che hanno sempre gravato come una spada di Damocle, ma alle quali la gente comune preferisce non credere o  preferisce ignorare, come ad esempio l’esaurimento delle risorse, l’inquinamento, la distruzione degli ecosistemi, la sovrappolazione ecc. La causa di tutti questi problemi è sempre la stessa, l’uomo o almeno le attività che devono garantire il suo stile di vita (capitalismo).

    E’ possibile che la sinarchia voglia fronteggiare queste minaccie, frenando la macchina ingorda dello sviluppo economico. Per far questo però deve accentrare su di sé il massimo controllo e potere col sacrificio di diritti civili fin’ora concessi alle masse.

    In sostanza mi piacerebbe che chiedessi a Bagnai: quali sono, secondo la sua esperienza e preparazione le ragionevoli motivazioni che portano ad escludere una volta per tutte l’ipotesi della sinarchia e perché, se è tutto un incidente, le forze politiche aggravano gli effetti negativi invece di adottare contromisure sensate?

    Bisognerebbe trovare il modo di formulare la domanda col dovuto tatto per non sembrare troppo complottista.

     

    • Da un punto di vista didattico l’ipotesi sinarchia potrebbe essere ricondotta ad un modello in cui un’entità economica è riuscita a conquistare il regime di monopolio senza che gli altri agenti economici competitori se ne siano accorti e continuino a non accorgersene. Un po’ come un certo modello di Klein Monti che però riguarda una banca in regime di monopolio. Potresti chiedere al professore cosa rappresenta questo modello e se per caso stanno cercando di metterlo in pratica.

  • 1-Cosa sarebe successo agli Stati uniti nel 1971 se i suoi debitori avessero preteso il pagamento e non avessero permesso agli stati uniti di modificare il sistema economico in quello attuale?

    2-E’ possibile poter pensare un sistema economico che non prevede per forza la crescita, ma ad esempio la stabilità? Niente interessi sui debiti, Pil obiettivo = 0

  • Nazzareno ha scritto :
      Ciao Claudio, naturalmente propongo una domanda che mi riguarda personalmente ma credo interessi moltissime persone: “Se si dovesse tornare alla lira, o comunque una moneta di proprietà dello stato, i mutui oggi stipulati in euro come saranno riconteggiati?”

    Mi associo alla domanda posta da Nazzareno.

  • Ciao Claudio.Se il tuo progetto crowd-funding ha funzionato è perchè è il modo giusto di informare. Perchè non può funzionare in molti altri campi?

    ECONOMIA REALE

    Perchè tutto quello che c’è nelle nostre case non può durare almeno 70 anni, e se si rompe, essendo modulare non se ne può cambiare solo un pezzo? Perchè gli oggetti sono costruiti seguendo il principio dell’OBSOLESCENZA PROGAMMATA?  Si deve lavorare 3-4 ore al giorno per prodotti che andranno in discarica (e spesso non servono).

         ESEMPIO

    La sanità spende solo per farmaci di sintesi (brevettandoli). Solo il 3% delle spese sanitarie va in prevenzione. Non potrebbero i cittadini finanziare in crowd-funding studi su molecole naturali (quindi non brevettabili), alimentazione, stili di vita. Non potremmo finanziare prodotti utili, modulari e praticamente indistruttibili , comprandoli in massa come nei Gruppi d’Acquisto Solidale. Potremmo farlo facendo squadra, divertendoci, e risparmiremmo soldi e tempo da dedicare a informarci (per non farci fregare) e per stare di più con chi amiamo.

    Raggiunto un reddito dignitoso ciò che fa la differenza è il tempo. Non è che in un mondo che produce il doppio del cibo per persona, con tecnologie pazzesche, le masse vengano private del tempo (e quindi della cultura)? Spesso fanno lavori inutili, se non dannosi per la collettività, e tornate a casa non hanno nemmeno la forza per sorridere alla famiglia, figuriamoci informarsi.

     SOLUZIONI

    Se i media tradizionali spendono più del 50% del tempo per i problemi e non parlano di soluzioni questo è TERRORISMO MEDIATCO. Parlano di effetto serra, ma in africa si usano da anni stufe PIROLITICHE (sul principio dei mucchi dei carbonai, bruciano solo i gas della biomassa) che la CO2 la catturano. Hanno coltivato sulle rive del mar morto con tecniche di permacoltura. In Cina dalle acque nere estraggono il biogas. Potrei continuare per ore. Le soluzioni per risolvere i problemi economici, ecologici e sociali esistono da decenni.

    Basterebbe metterle in pratica, magari in crowd-funding?

                                            Non è questa la vera economia?

     

     

  • Interessava anche a me un chiarimento sul signoraggio e l’ingiusto interesse che siamo costretti a corrispondere alle bance.

     

    Perchè l’economia deve crescere? Se compro un kg di paNe a 3 euro al KG, perchè tra 10 anni quel KGdi pare ne costerà il doppio? 

     

    Non è possibile creare un sistema permanente che non ci costringa a lavorare lavorare sempre e solo lavorare?

     

    Grazie di tutto Claudio!

  • ciao ha scritto :
    Interessava anche a me un chiarimento sul signoraggio e l’ingiusto interesse che siamo costretti a corrispondere alle bance.   Perchè l’economia deve crescere? Se compro un kg di paNe a 3 euro al KG, perchè tra 10 anni quel KGdi pare ne costerà il doppio?    Non è possibile creare un sistema permanente che non ci costringa a lavorare lavorare sempre e solo lavorare?   Grazie di tutto Claudio!

     

    In realtà volevo chiedere, è possibile un sistema economico stabile col mantenimento costante dei prezzi? Senza aumento?

     

    P.S.

    Nel nuovo blog implementa un sistema per poter modificare il proprio commento…

  • Ciao,

    qualche domanda che farei:

    “Cosa ne pensa della disoccupazione tecnologica? In pratica le tecnologie e le macchine stanno eliminando migliaia di posti di lavoro. La fiat produce con 35000 operai lo stesso numero di auto che la nissan produce con 5000. Casse automatiche, e-commerce, auto “senza conducente”, ecc. Non si potrà all’infinito creare occupazione. Non pensa ci sia bisogno di cambiare totalmente la concenzione del lavoro?

    E vista la disoccupazione.. Cosa ne pensa del salario minimo garantito? Può essere un buon modo per garantire a tutti il diritto alla vita in un mondo sempre più senza lavoro? E’ possibile realizzarlo?

    Grazie e grazie Claudio per darci questa possibilità.

  • Ciao Claudio, domanda :

     

    Visto che nel trattato dell’euro viene regolamentata tutta l’emissione di moneta e la sua gestione ma non viene mai menzionata la proprietà dell’euro al momento dell’emissione ( ho visto queste argomentazioni su youtube di un professore d’università ma non mi ricordo e letto su http://rapportoaureo.wordpress.com/2012/05/02/euro-ue-non-sa-a-chi-appartiene/ ) vorrei chiedere: se uno stato decidesse di attribuirsi la proprietà di tutta la moneta emessa per proprio conto dalla banca centrale, in maniera retroattiva, ci sarebbe ancora un debito da pagare?

    Grazie.

  • Buonasera Claudio,

    TRE domanda per Goofy che spero Tu possa porre:

    1)ESATTAMENTE, PERCHE’ NO LA MMT? MA ESATTAMENTE, SPIEGACELO COME SE AVESSIMO 10 ANNI…(senza inveire sull’economia ornitologica, cioè Donald-Barnard, Galloni, ecc.)

    2)COSA NE PENSA DELLE EMISSIONI A TASSO NEGATIVO IPOTIZZATE DA DOMENICO DE SIMONE?

    3)E SE SI RITROVASSE MINISTRO, QUALE IL PRIMO PROVVEDIMENTO ANTICRISI?

    GRAZIE,

    Giordano

  • Nel passato esisteva un sud italia con la sua economia avanzata e un debito pubblico inesistente, un accordo fatto dagli inglesi, francesi, nord italia con Caovur ha dettato un futuro la cui economia aveva come punto di riferimento  il debito, esiste una relazione fra quell’anno 1860 e un economia europea basata su un debito e una pressione fiscale elevata, o sono due cose distinte e separate ?

  • Salve, Claudio. Potresti chiedere all’economista Bagnai quali sono le 5 cose che realizzerebbe concretamente e nell’immediato per sbloccare la situazione economica-sociale italiana.

  • Vorrei chiedere:

    Per quale ragione è stata aumentata la pressione fiscale, quando era chiaro che le aziende avrebbero chiuso o si sarebbero trasferite all’estero, diminuendo di fatto il gettito fiscale del paese?

    Per quale ragione continuiamo a vendere titoli di stato, se le uscite sono minori delle entrate, e quindi peggioreremo esponenzialmente la situazione a causa dei tassi di interesse?

    Perchè si utilizza il PIL che è l’equivalente del fatturato di un’azienda e quindi non tiene conto dei costi e del valore degli immobili, invece di un Genuine Progress Indicator che consideri il valore REALE dell’economia e delle risorse dello stato e includendo l’efficenza della cosa pubblica?

    Come mai si utilizzano gli studi di settore per calare la scure di equitalia sulle aziende in difficoltà (con pochi utili) ma lo stesso criterio non viene utilizzato per lo stato e per gli enti pubblici?

    Mi tengo le altre domande per le prossime interviste

  • La crisi economica attuale è la diretta conseguenza del limite insito nel rapporto perverso tra capitalismo e crescita economica così come l’hanno inteso gli economisti di 1 secolo fa: finchè un Paese può espandersi tutto bene, ma quando un Paese raggiunge un livello di benessere elevato e invecchia… finita la pacchia. Non sarebbe ora di rivedere i criteri con cui si determina la crescita di un Paese? Dal momento che non possiamo comprare più auto, telefonini e viaggi ai caraibi perchè ne facciamo già due a testa, la crescita non potrebbe misurarsi su altri valori e standard che non siano il solo  comprare roba da buttare l’anno dopo?

  • Ciao Claudio, volevo sapere dal Prof Bagnai perchè se l’entrata nell’euro doveva servire anche per far costare meno le materie prime, i prezzi di gas e carburanti sono aumentati a dismisura negli ultimi anni? E se uscissimo dall’euro aumenterebbero ulteriormente?

    Ps. Dopo la sua ultima partecipazione a ‘ L’ultima parola ‘ hai chiesto a Barnard se ti considera ancora pericoloso come una grappa al mirtillo? 

  • Ciao Claudio!

    Puoi chiedere al prof uno scenario in cui facciamo default o comunque usciamo dall’euro?

    Sarebbe interessante capire anche la differenza tra default controllato e default improvviso (in pratica tra il preparatevi a… e il tg1 che dice “buongiorno siamo falliti”) per i piccoli risparmiatori ovviamente che credo che i ricconi si sono già parati il culo. Grazie! 😉

  • Ciao Claudio, ecco la mia domanda:

    PREMESSA

    Faccio seguito alle interviste esaurienti di Borghi, Galloni, Zezza e Becchi. Le ho apprezzate molto. Grazie Claudio.

    Inanzitutto partiamo dal presupposto che tecnicamente ci sono tutti gli strumenti, per un’eventuale uscita dall’euro e da questa stretta neo liberista che affama i popoli. tu intervistando i sopraccitati dottori e professori ne hai dato una dimensione chiara e pratica, soprattutto con quella di Borghi da questo punto di vista. Io da trentenne, me lo auguro sinceramente!proprio perchè non vedo un futuro nell’impostazione europeista attuale, come quello che mio padre ha potuto avere negli anni 70′.

    DOMANDA

    Come ben risaputo: la crisi attuale è dovuta all’eccessiva crescita artificiosa della finanza sull’economia reale e produttiva. Si stima con un valore pari a 60:1. su scala mondiale. I punti cardine sono: proclamazione dell’incovertibilità del dollaro in oro, nel 1971 da Nixon. Abolizione della legge GLASS STEAGALL. (ovvero la separazione tra banche d’affari e banche commerciali) voluta fortemente dai banchieri. Mercato dei derivati e delle cartolarizzazioni selvaggie. Volendo stroncare, non “punire” solamente come per la TOBIN TAX, non sarebbe ideale ripristinare la GLASS STEAGALL? diciamo come punto di partenza?

    Questi titoli tossici generati da una deregolamentazione dei mercati accampano pretese. Hanno delle scadenze che debbono essere soddisfatte, sebbene molti di essi dovrebbe essere considerati illegittimi, poichè trattasi di speculazione pura non corrisposta a un produzione di beni reali. Invece vengono continuamente rifinanziati con altri soldi alimentando le bolle del sistema (vedi ad. es il salvataggio delle banche spagnole, incagliate con la bolla immobiliare) Questa strategia non è forse un’azione consapevole, da coloro che detengono il potere, di gonfiare il più possibile il tutto prima di un probabile crollo, mettendo in condizione di insolvenza continua gli stati che a loro volta poi devono svendere i propri beni e servizi e massacrare i propri cittadini sottraendogli continuamente ricchezza? Possiamo quindi avanzare realisticamente che siamo di fronte ad una privatizzazione di stampo mondiale che prevede la distruzione degli stati sovrani e la schiavizzazione dei propri popoli? un ritorno al feudalesimo?

    Nell’attuale contesto geopolitico mondiale, un’uscita solitaria dall’euro e quindi dall’egemonia tedesca, non significherebbe una presa più forte da parte di quella anglo sassone che oggi vede i propri interessi contrapposti a quelli tedeschi? Se ciò accadesse non saremmo sempre un paese, senza euro, ma a sovranità limitata da fattori geopolitici che comunque condizioneranno la nostra economia imponendoci il massacro sociale?

    Ad esempio, potrebbe essere la nuova lira, un punto sul quale per calmierare la speculazione si scenda poi a compromessi limitando di fatto la nostra nuova sovranità acquisita?

    Inoltre visto che le esportazioni italiane sono per lo più incentrate al 58% in europa, non è probabile che i prodotti italiani, per effetto della svalutazione tornati competitivi, non vengano adeguatamente tassati dai nostri ex-compagni euristi?

    Non è forse soltanto con il coinvolgimento globale e la consapevolezza generale, che in una sorta di nuova bretton woods, si riscrivano in toto le regole limitando pesentemente le banche e quei cancro dell’alta finanza?

    Oppure L’Italia può farcela in completa Autarchia?

     

    Vai Claudio, hai tutta la mia stima per tutto quello che stai facendo!

    sono pronto anche a contribuire per il tuo viaggio in Argentina..a me interesserebbe molto di più che l’Islanda in prima battuta.


     

     

     

  • Bagnai pone l’accento soprattutto sul discorso dell’eurozona come area valutaria non ottimale e sulle sue conseguenze in termini di squilibri commerciali e debito estero. Altri denunciano invece il fatto che l’euro per i paesi dell’eurozona (e in particolare l’Italia) costringe gli stati a indebitarsi in una valuta che in pratica è straniera, ponendosi sotto ricatto dei mercati finanziarii. Si possono considerare due chiavi di lettura della crisi complementari? Il ritorno alla sovranità monetaria significherebbe cambio fluttuante ma anche maggiore possibilità per lo Stato di finanziarsi anche stampando moneta e poter quindi spendere per stato sociale e investimenti. Ritiene Bagnai che questo secondo aspetto sia plausibile, o che sia prevalente l’aspetto del cambio fluttuante come via per uscire dalla crisi?

    Infine: Bagnai outsider alle primarie del PD, ci ha mai pensato?

     

  • Leggendo i libri di Loretta Napoleoni si fa riferimento spesso ai principi della  finanza islamica come mezzo per uscire dalla crisi in quanto legati a valori sociali completamente trascurati dalla logica del guadagno.Potresti chiedergli se è veramente applicabile nel mondo occidentale questo nuovo modo di fare economia?

  • Leggendo i libri di Loretta Napoleoni si fa riferimento spesso ai principi della  finanza islamica come mezzo per uscire dalla crisi in quanto legati a valori sociali completamente trascurati dalla logica del guadagno.Potresti chiedergli se è veramente applicabile nel mondo occidentale questo nuovo modo di fare economia?

  • Vorrei chiedere al prof in questione maggiore chiarezza riguardo le scie chimiche,contenenti sostanze come bario,torio e alluminio decisamente dannosi per l’ambiente e per le persone.Inoltre vorrei sapere se questo si può ricollegare ad una riduzione della popolazione mondiale e ad una modificazione volontaria del clima accordata precedentemente.Grazie!

  • lukeskywalker ha scritto :
    Ciao Claudio, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il sig. Bagnai di un ritorno al Gold Standard e a monete “libere” non supportate da enti centrali sovranazionali e nazionali (in generale quello che propongono gli economisti di scuola Austriaca, libero mercato).  Visto che molti chiedono opinioni riguardo la sovranità monetaria nazionale, sarebbe bello sentire anche un’idea “diversa”, visto che le politiche economiche attuali keynesiane ciclicamente ci portano nel baratro (e i soliti che continuano a lucrarci ricevendo quantità di denaro stampato fresco fresco senza che debbano mai rispondere dei loro errori).   Grazie.

     

    Anche a me piacerebbe che si approfondisse la scuola Austriaca e mi piacerebbe che chiedessi al prof. quale, secondo lui, sarebbe il ruolo che dovrebbe ricoprire il governo per garantire que le persone possano godere di un vero mercato libero.

  • Ha accusato la Germania di adottare una politica beggar-thy-neighbour, ipotesi confermata più volte dalle dichiarazioni di Berger sulle pagine del CdS, come si possono contrastare queste aggressioni? Perché nessuno lo fa notare?

    Bersani sostiene che l’uscita dalla moneta unica andrebbe a beneficio di coloro che in questi anni hanno portato euro all’estero indebitandosi in Italia. Cosa intende?

    Cosa ne pensa dell’accordo di Bruxelles?

    Nel 1986 Galloni fu richiamato dopo 4 anni perché i governanti da I repubblica si resero conto che le sue profezie si stavano verificando, perché oggi, dopo oltre un decennio, i “profeti” vengono ancora ignorati, se non denigrati?

    Quali potrebbero essere le “regole di uscita” dall’unione monetaria?

  • Caro Claudio,voglio farti i miei sinceri complimenti per il lavoro che stai facendo sul blog, ed attraverso le interviste video su youtube. Mi sono registrato da poco, ho visto il tuo ultimo video. Ho letto dell’entusiasmo nelle tue parole. Sono disponibile a donarti del denaro per un reportage all’estero, magari in Argentina. Lo so, i costi sarebbero molti, ma viste le premesse per Bagnai sognare non costa nulla. Da molto tempo non vedo un documentario serio sulla condizione del popolo argentino dopo la svolta socialista di Nestor Kirchner, e ora della moglie vedova Cristina. Vorrei capire quanto l’economia neo-keynesiana qbbia cambiato questo Paese in meglio, e sepersistono ancora larghe sacche di povertà in Argentina, e se negli ultimi tempi sopratutto, vi è stato un aumento cosi elevato dell’inflazione,secondo analisti internazionali questo valore dovrebbe essere superiore alle stime ufficiali governative, con un aumento eccessivo dei prezzi dei beni di prima necessità. Mi piacerebbeapprofondire la vicenda della nazionalizzazione della Repsol, e come e se si sono riprese, le banche argentine dalla crisi del 2001. Facci sapere per ulteriori iniziative

  • Ritengo importante chiedere un approfondimento sulla situazione economica di altri stati europei della zona €. Sappiamo poco dell Irlanda, pochissimo sulla situazione del Portogallo, nulla dell Austria, della Slovacchia, dell Olanda ecc..Capisco sorvolare su Malta e Cipro(con tutto il rispetto) e che Germania, Francia, Spagna e ovviamente Italia siano al centro dell attenzione ma in fondo i paesi della zona € sono 17. Sarebbe anche interessante sapere in che situazione si trovano i paesi che hanno aderito all Unione Europea ma non alla moneta unica, in che modo sono avvantaggiati, se su altri fronti hanno perso qualcosa(mah..) e come stanno vivendo la crisi.

    Se dobbiamo parlare d Europa mi piacerebbe sentirne parlare nella sua interezza, ovviamente non ”tutto e subito” ma puoi giostrartela e accenare qualcosa riguardo a stati di cui sappiamo poco dal punto di vista economico

    p.s. : CLAUDIO MESSORA, C è SOLO CLAUDIO MESSORA 🙂

  • Ciao Claudio, potresti per favore chiedere al professore cosa ne pensa sulle considerazioni alla MMT dell’economista Tamburro? Riporto dal suo blog perchè non sarei in grado di spiegarlo altrettanto bene.

    La M.M.T. è una teoria post-keynesiana e senza dubbio migliore di tante altre soluzioni economiche liberiste che non hanno nè capo nè coda e porterebbe senza dubbio anche ad alcuni vantaggi nel breve periodo, ma ritengo sbagliato lasciare la spesa pubblica, essenziale per lo sviluppo della collettività, ancorata alle riserve obbligatorie.
    Lasciare, quindi, la politica monetaria vincolante, nel suo funzionamento, all’operato di banche centrali private e di banche commerciali private non porterebbe ad alcun grande beneficio.
    Solo trasferendo la sovranità monetaria interamente nelle mani dello Stato si potrà garantire a questo ultimo di finanziare la spesa pubblica senza vincoli da parte di organismi privati, originando occupazione per soddisfare l’erogazione di beniservizi alla collettività, e qualora non ci fosse una piena occupazione i consumi sarebbero favoriti dall’introduzione del reddito di cittadinanza. In ogni modo si favorirebbero i consumi e allo stesso tempo anche le tasse potrebbero attestarsi su livelli nulli od irrisori, quel tanto che basta a regolare l’inflazione (N.B.: non si genera inflazione se la moneta che stampi e crei ex nihilo sia adoperata per creare bene e servizi alla collettività).
    In sostanza si conseguirebbero gli stessi obiettivi che vorrebbe realizzare la M.M.T., con la differenza che lo Stato non sarebbe sottomesso alle banche e al mercato finanziario, ma sarebbe detentore di una politica monetaria veramente autonoma da potentati privati che si spacciano per enti pubblici.
    Se siamo in queste condizioni di crisi economica, obbligati a misure di austerity e di malessere collettivo, lo dobbiamo al fatto che, finora, la nostra politica monetaria è stata gestita da una lobby bancaria priva di morale. Pertanto l’unica via di svolta si avrà soltanto nel momento in cui questi infidi potentati bancaria saranno totalmente esclusi dai processi regolatori che strutturano la politica economica di un Paese.
    Grazie
  • Cosa ne pensa  il professor Bagnai di nuove politiche industriali che non vedono più nella concentrazione della produzione ma nella distribuzione in piccole fabbriche sul territorio di prodotti global per il mercato locale. Può essere una risoluzione di alcuni problemi di riequilibrio della bilancia commerciale delle diverse aree? Questo concetto è in via di applicazione per le nuove “microcar ad aria compressa” che entreranno in produzione a inizio 2013 da MDI e sue fabbriche associate. Identici concetti sono presenti nello sviluppo delle stampanti 3D in cui in pratica si ridarebbe slancio ai nuovi artigiani del terzo millennio e ad una sorta di autoproduzione su una condivisione immateriale a livello globale. IN sintesi il concetto GLOCAL come potrebbe inflluire sulle teorie economiche attuali e ci sono studi economici in tal senso? Questi concetti non riporterebbero al vecchio concetto di commercio dove le merci trasportate erano essenzialmente le materie prime. E se è possibile utilizzare nel concetto glocal materie prime  diversificate in funzione del luogo di produzione in un più ampio concetto di biomimesi non porterebbe ad un sano rapporto economico in funzione  del nostro unico scopo che è vivere in modo armonico con la natura senza depauperarla ma chiuendo i cicli naturali?  

    GRAZIE CLAUDIO! E grazie anche ad Alberto.

  • Ciao Claudio.

    Io vorrei sapere se in caso di uscita dall’euro dell’Italia o crack totale della moneta unica in tutta europa cosa accadrebbe a chi ha un mutuo per la prima casa e investimenti in buoni fruttiferi postali,btp,pensioni integrative ecc ecc

  • La mia domanda riguarda indirettamente l’economia: “Quanto e come pesa il funzionamento della giustizia sull’economia reale?”

  • La situazione attuale, che sta portando i popoli europei alla totale perdita di sovranità nazionale politica ed economica, è una creazione delle oligarchie finanziarie e gruppi vari di potentati economici (più o meno segreti ma sicuramente antidemocratici) ben studiata a tavolino e portata avanti nel tempo con metodi sottili ed ingannatori (vedi teoria della shock economy avallata anche dal “nostro Monti”) o la naturale evoluzione di una politica economica neoliberale? In sostanza, CI SONO O CI FANNO?

    E non sarebbe il tempo di una vera ribellione ghandiana rifiutando apertamente la collaborazione popolare a questo sistema parassitario riducendo consumi, negandogli le tasse (che non sono utilizzate per finanziare spese socialmente utili ma al contrario) e quant’altro, gettando i ns. corpi nella fornace infuocata di una rivoluzione non violenta ma decisa, umana, non scritta sulle pagine di internet ma calata nella realtà quotidiana fatta di carne e non di solo bit?

    Grazie.

  • Domanda:

    ritiene possibile che prima della disfatta economica intervenga la disfatta sociale, col prevalere di egoismi e interessi individuali a tutti i livelli, del tipo “si salvi chi può”; considerando la distruzione del mercato del lavoro, con la conseguente necessità di accettare qualsiasi compenso pur di campare, e quindi, la creazione di una enorme manovalanza italiana di livello culturale medio-alto, disponibile a raccattare briciole per necessità vitali? E, nel caso, che scenario avremo di fronte?

  • vorrei porre la mia domanda:

    alcuni giorni fà abbiamo letto un’intervista molto interessante a luca fantacci sulla moneta di nantes, la quale, a quanto si capiva, surrogava l’euro nel pagamento fra imprese e aveva un cambio 1/1

    Io invece sono un sostenitore delle valute locali che affiancano l’euro, fino ad una certa percentuale sul prezzo del bene di consumo, tipo lo scec, il quale è stato ritenuto da fantacci inadeguato perché rischia di aver ripercussioni inflazionistiche.

    Ora, senza entrare nel dettaglio di quella che è la mia proposta vera e propria che è un po’ articolata (!), vorrei porre queste mie semplici domande:

    – cosa ne pensa delle valute locali tipo scec?

    – Potrebbero funzionare come strumento per attuare una svalutazione sostanziale dell’euro, magari da applicare a tutti quei beni che al di sotto di una certa soglia di prezzo (es 100 euro) in modo da incentivare i consumi, aumentare il potere d’acquisto e offrire all’economia reale uno scudo contro le turbolenze della finanza?

    –  Sarebbe possibile evitare rischi  inflazionistici controllando l’emissione delle moneta, cioè scongiurando i dubbi di fantacci, per esempio favorendo l’erogazione della moneta in tempi di magra e ritirando parte della moneta in tempi in cui l’economia è florida in modo che la quantità di denaro sia commisurata all’esigenze del mercato e dei bisogni delle persone, magari regolando l’erogazione tramite criteri oggettivi come ad esempio il reddito dei richiedenti e la quantità di euro sul mercato?

    ps. claudio, scusami se ti ho inviato una email in cui ti esponevo la mia proposta. avrei dovuto scriverla sul form dei commenti del post della moneta di nantes

  • io continuo a non capire una cosa, ma se l’italia prende 300 miliardi in porestito dalla BCE con un qualsiasi tasso d’interesse, supponiamo l’ 1%, come faràa a restituire 301 miliardi di euro? cioè ok che la nostra economia esiste, e quindi possiede in linea di massima 1 miliardo per gli interessi, ma se non vengono create quelle banconote, com’è possibile restituirle materialmente? non sarebbe megglio un prestito a perdere, e pagare solo gli interessi? alla fine a noi non ci interessa ne dello spred ne del debito pubblico… spero di essere stato abbastanza chiaro… 

     

    • non vorrei dire fesserie, ma secondo i trattati, la bce può prestare denaro solo alle banche e non agli stati, rendendola una banca centrale unica nel suo genere.

      infatti non si è mai visto che una banca centrale non fosse prestatore di ultima istanza di un stato, il quale quindi non vede garantite le sue attività da nessun soggetto in tempi di magra, esponendosi alla speculazione finanziaria

  • La mia domanda: E’ possibile risolvere il problema finanziario senza cambiare le regole che sono la causa di questa situazione? Se si,come e cosa si dovrebbe fare?

     

    Spero non sembri una domanda banale in quanto sono convinto che la peste non la si sconfigge con l’aspirina e che gli infetti responsabili del contagio siano ben nascosti e mimetizzati.

    Intanto bombarderei,con minimo preavviso,tutti i paradisi fiscali da dove entrano ed  escono fiotti di moneta criminale soprattutto proveniente da traffici illeciti.

  • Ciao Claudio, ho seguito attentamente l’ intervista a Claudio Borghi e l’ unica perplessità che mi sorge è questa:

    “Considerando un’ azienda italiana che attualmente acquista  all’ Estero prodotti quotati in Dollari e li rivende tutti in Italia in Euro, a quale situazione andrebbe incontro se si tornasse alla Lira (o altra moneta Nazionale)?”

    Rischia di chiudere?

    Grazie

  • a me interesserebbe un’intervista ad un economista “pro Monti” ed un economista “anti Monti”, per farmi un’idea a 360° di quello che è stato l’operato del governo tecnico e del perchè della sua politica di rigore. In televisione nei programmi di approfondimento, devo essere sincero, non c’ho capito molto a riguardo.

    ciao e buon lavoro 

  • Un paio di curiosità.

    La crisi del debito è solo una parte del problema. Come affrontare altre problematiche come la sovrapproduzione (Per lo meno in Europa a prescindere della crisi sempre più persone non consumano e non acquistano beni come nel passato) e la delocalizazzione dell’attività produtiva nel contesto della globalizzazione? 

    Nelle soluzioni proposte, come tener in conto la carenza di risorse (prime fra tutte quelle delle fonti energetiche non rinnovabili) che impone a mio parere dei limiti Fisici all’idea della crescita continua del PIL e che rischia di minare alla base le nostre Economie?

     

    Grazie

  • Ciao Claudio, complimenti vivissimi per l’impegno e la passione con cui ci informi con VERITA’, per cui il mio piccolo contributo economico spero possa darti la possibilità di continuare.

    Avrei due domande per Bagnai:

     

    – nel caso (remoto) in cui si pensi di tornare alla moneta nazionale, non pensi che le banche possano creare ostruzionismo massiccio visti i cospicui investimenti speculativi effettuati negli ultimi anni? E visto che le banche sono al potere, sarà difficile una “regressione” da (inevitabile) svalutazione.

    – i propositi del movimento a 5 stelle sono convincenti, ma non pensi che ci troviamo di fronte ad un gruppetto di idealisti che, nel caso di ipotetica vittoria alle elezioni, si troverebbero a fronteggiare i “poteri forti” dell’economia, quei famosi “mercati” che da un giorno all’altro ci farebbero sudare freddo come è già successo  facendo cadere la gente in una paura forse infondata ma sufficiente da rinnegare i principi per cui aveva eletto il movimento?

     

    grazie e buon lavoro

     

     

     

  • Vorrei porre questa domanda:

    è ipotizzabile una nazionalizzazione delle nostra banche per far fronte a questa enorme speculazione e crisi in Italia?

    Ricordiamoci che il Monte Paschi di Siena ha ricevuto 4 miliardi dallo Stato, cioè da noi!

  • Se c’è spazio anche questa domanda mi pare interessante: “E’ possibile sapere o capire chi determina i forti aumenti di SPREAD? Insomma fino a che punto si tratta di investitori e quanto invece conta la mano dei cosiddetti poteri forti?”

  • La domanda delle domande è:

     

    Come pensa il Prof Bagnai (che seguo da molto tempo sul suo blog) a continuare ad affrontare e spiegare, in modo autorevole e proficuo, i problemi (enormi) di macroeconomia e di economia sociale dell’ Italia e d’ Europa senza mai tirare in ballo nelle sue analisi gli effetti devastanti delle scelte scellerate dell’ imperialismo anglo-sionista unito, a braccetto, allo strapotere della tecnofinanza sullo sviluppo del mondo occidentale ?

     

    Domanda retorica ma necessaria a mio modo di vedere per capire i limiti della migliore analisi economiche quando prescindono per scelta da considerazioni geopolitiche … in fondo anche Bagnai tiene famiglia e conosce bene la storia di gente come Federico Caffé.

    Capibile … basta saperlo però !

  • Ciao Claudio, io vorrei che intervistassi Paolo Barnard ed anzi sarebbe interessante se collaboraste anche se so che il Barnard è un po’ restio se non riluttante a collaborare con qualcuno! Però se riuscissi nell’impresa fareste un grande servizio alla nazione! Avreste così caricato un’arma letale per il sistema!!!

  • Caro Claudio,

    potresti chiedere a Bagnai perch* se la messa al passivo della massa monetaria nel bilancio della banca centrale è un falso, perché la banca non coprirà mai il valore della moneta creata, allora perché non dare questi soldi allo stato invece di cristallizzarli in un falso di bilancio ?

  • Due domande per il prof Bagnai:

    1- Se, per assurdo, l’Italia potesse uscire dall’Euro, cosa succederebbe al debito pubblico, ai risparmi degli Italiani, all’inflazione, al potere d’acquisto, alla disoccupazione nel breve , medio e lungo periodo?

    2- Se, oltre ad uscire dall’euro l’Italia potesse nazionalizzare Bankitalia e stampare moneta cosa cambierebbe rispetto alla risposta data per la prima domanda?

     

    Un saluto

  • Ciao Claudio,

    personalmente avrei questa domanda da porgli:

    ” dato che i problemi dell’Italia sono tre:

    1° euro troppo forte per la nostra economia fatta da medie, piccole e piccolissime aziende a bassa tecnologia,

    2° delocalizzazione in paesi dove tutto costa meno e

    3° concorrenza sleale cinese,

    siamo destinati ad un veloce declino oppure possiamo trovare qualche via di uscita?

    grazie

    Roby

  • Domanda : come è possibile che il nostro ordinamento possa consentire il trasferimento di sovranità ad organismi sovranazionali che non rispondono a chiccessia delle loro azioni e men che meno ai cittadini italiani (o europei) ? mi riferisco alla privatizzazione di bankitalia, mi riferisco al trattato di mastrict, al trattato di lisbona, al mes e via dicendo. mi chiedo se è tutto legittimo (anche se c’è la diffusa percezione che i nostri dirigenti degli ultimi 20 anni non stiano facendo gli interessi degli italiani) oppure se ci sono delle violazioni del diritto, delle istituzioni che sono distratte nello svolgere il ruolo assegnato loro dalla nostra costituzione. ed in quest’ultimo caso come mai non si riesce a far emergere le presunte irregolarità ?

  • domanda : il governo monti si è insediato con una procedura non si sa quanto legittima. 
    dopo il suo insediamento si è registrato l’aumento delle tasse (tra cui l’imu sulla abitazione principale, inaccettabile), l’aumento del debito pubblico, l’aumento del precariato, la forte contrazione dell’economia con gente che perde il lavoro ed aziende che chiudono, la permanenza dello spread ai livelli già noti, la diminuzione delle entrate fiscali. se queste premesse sono vere, non ci sono abbastanza ragioni per decretarne il fallimento e quindi un avvicendamento immediato con organi democraticamente letti ?

  • L’altra sera su Class TV un ospite, del quale non ricordo il nome ma che, mi pare facesse parte di ConfIndustria, parlando di Marchionne e delle probabilità che la Fiat lasci l’Italia, per chiarire la situazione ha detto:

    La Chrysler, probabilmente lascierà l’italia, perché non ha più alcun vantaggio a stare qui, ma la Fiat non si muoverà, ma il problema è di fatto un’altro, molto più grave e del quale si dovrebbe discutere molto più seriamente:
    La fiat quest’anno produrrà 400.000 auto per l’intero mercato italiano.
    In Inghilterra, la fabbrica della fabbrica della Nissan a Glasgow, le produce da sola mezzo milione di auto, ma il problema è che se per produrre 400.000 auto, bastano 5000 operai, oggi la Fiat, che cosa se ne fa dei suoi 25.000 operai ? (dico un numero tanto per dire saranno sicuramente di più)
    Ed è questo il vero problema che fino ad oggi nessuno ha voluto affrontare, ma è un problema serio del quale tutti dobbiamo prendere atto, il problema, si chiama DISOCCUPAZIONE TECNOLOGICA, crisi o non crisi tutti gli stabilimenti e tutti questi operai, non servono più a niente!”

    Finalmente ho un dato certo, che viene da una fonte affidabile, come si può pensare ad un mercato basato sul consumismo se gli unici a lavorare sono i “robot” ?… so che fa “strano”, ma è così la tecnologia ci sta buttando fuori dal mercato, era una cosa scontata che prima o poi doveva arrivare, ma la classle politica non ha il coraggio o le capacità di affrontare il problema.. come ne usciamo ?

  • Mannaggia mi sa che non ho fatto in tempo…

    Mi interessava sapere la sua opinione sul problema dell’eccesso della capacità produttiva, per molti alla base della crisi corrente.

    Si costruiscono più case di quelle che servono? pur di venderle si concedono i mutui “sub-prime”, con quello che ne consegue.

    La domanda di auto cala? Giù di incentivi statali (= debito).

    Se per mantenere in vita l’economia di un paese la produzione e la vendita di merci deve crescere sempre, prima o poi la domanda non ce la fa più ad assorbire tutto quello che viene prodotto (nonostante tutto il marketing e gli incentivi possibili, anche proponendo nuove forme di indebitamento privato a chi non ha i soldi per comprare), e che cosa succede? che gli scaffali (quando non è la discarica) si riempiono di prodotti invenduti, le aziende accusano il colpo e licenziano, chi non ha lavoro non acquista => la domanda scende ancora di più => l’economia rallenta sempre più e la disoccupazione sale sempre più.

    Non è che il problema all’origine di tutto è proprio il fatto che il sistema economico è basato sulla crescita perpetua?

    E poi.

    Ho letto che per ridurre il debito pubblico bisogna tagliare la spesa e incentivare la crescita del PIL, perché più si produce e vende più lo stato incassa imposte,che può usare per abbattere il debito. Per incentivare la crescita bisogna far crescere la domanda, e questo può avvenire in 2 modi: riducendo la pressione fiscale sui cittadini (così hanno più soldi da spendere) o acquistando al posto loro (vedi incentivi e spesa pubblica sulle grandi opere). In entrambi i casi, lo stato deve indebitarsi ulteriormente per sostenere la domanda!

    E’ come dire: per abbattere il debito stimolando la crescita, lo stato deve aumentare il debito! Non è un controsenso?

    E allora, se si deve lavorare solo di tagli alla spesa, perché non tagliamo voci pesanti come la spesa militare? E’ meglio tagliare la spesa militare o quella sanitaria / le pensioni? e poi: cosa porta di vantaggio agli italiani vendere tutto ciò che di pubblico è rimasto in italia a multinazionali estere, pur di fare temporaneamente un po’ di soldi, destinati a scomparire comunque in breve tempo?

    Le persone decidono di fare sacrifici per stare all’interno di una società solo perché ricavano dei benefici nel farlo (cibo, tetto, pensione, assistenza sanitaria, sicurezza). Quando questi benefici sono sempre più astratti o cessano proprio di esistere per il 90% della popolazione di un paese, ha senso mantenere in vita la società così com’è, schiava della crescita forzata e della speculazione di quei pochi che hanno potere e capitali enormi? a cosa serve pagare le tasse?

    Se torniamo alla lira ma continuiamo a identificare il benessere dell’Italia col segno + del suo PIL, non finiremo comunque per ricadere nello stesso problema, allontanandolo solo di un po’ nel tempo? i soldi si possono stampare, ma la domanda per i prodotti ha comunque un limite… così come le risorse necessarie per costruirli, non sono infinite.

    Ecco, le mie domande erano queste… magari per una prossima intervista!

     

  • Uff anche io sono in ritardo: anche io volevo chiedere un parere su disoccupazione (il progresso tecnologico è destinato a soppiantare sempre più il lavoro umano?), consumismo (l’economia gira solo se si consuma? siamo tutti ingabbiati nel “lavora-consuma-crepa)) e la scarsità di risorse (è possibile una crescita infinita in un modello finito?). Un altro tema secondo me fondamentale è quello delle pensioni e dell’invecchiamento della popolazione: come si sosterrà il sistema quando la maggior parte delle persone non sarà comunque in grado di lavorare?

  • Forse hai già fatto l’intervista, però, quando ti ricapita di intervistare qualcuno in tema economico….chiedigli che opinione abbia dell’influenza di Blackrock sul panorama degli ultimi anni.

    A presto e grazie.

  • Salve, vorrei chiedere a Bagnai (posto che il problema non sia il debito pubblico, bensì il debito privato e che questo sia dovuto ad una moneta più apprezzata di quello che dovrebbe essere) il motivo per il quale il Regno Unito è in recessione pur avendo la sterlina. Se fosse un problema legato alla moneta come lui sostiene, allora perchè anche la Gran Bretagna non è messa bene? E perchè sostiene che il debito privato italiano sia diventato pubblico solo dopo che lo Stato è intervenuto per coprire quello privato? Quando è accaduto questo nello specifico?

     

    Vi ringrazio.

  • Claudio, ti propongo ti intervistare Ugo Bardi, se già non lo hai fatto o ancora non lo conosci.

    Il suo ultimo libro,”La terra svuotata”, potrebbe essere il tema dell’intervista.

    Sarebbe anche interessante organizzare una botta e risposta fra un Alberto Bagnai e un Ugo Bardi a proposito del rapporto fra economia e ambiente.

    Un saluto , Marco Sclarandis.

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