L'informazione capovolta


In meno di due settimane abbiamo deciso insieme di fare un’intervista, l’abbiamo finanziata e realizzata. Ora è patrimonio collettivo, un totem in rappresentanza della conoscenza condivisa, un passo avanti verso il capovolgimento dell’informazione per come l’abbiamo sempre subita. Non più qualche ora di sintesi arbitraria, non più pochi minuti a testa per parlarsi addosso e giocare a chi fa la voce più grossa, ma il pubblico che decide chi vuole ascoltare, quando, per quanto tempo e che cosa vuole sapere.
Chi finanzia un’intervista realizzata in crowd-funding ne diventa l’editore: un piccolo, microscopico polo televisivo dalle potenzialità infinite, che realizza contenuti neppure lontanamente immaginabili per una televisione qualsiasi, ostaggio dello share e degli inserzionisti pubblicitari. Più interviste possono essere successivamente ricombinate insieme, a formare mini-documentari e inestimabili raccolte di pensiero puro. Oppure si può finanziare un confronto, un salotto innovativo, un libero pensatoio dove le menti migliori si scambiano argomentazioni davanti a un bicchiere di whisky, senza la necessità di prevalere o di rubarsi la scena, sospinti dall’ansia di essere interrotti e non riuscire a terminare una unità di pensiero, come accade correntemente nelle arene televisive.
Il cambiamento parte così, dal basso, e piano piano si allarga a macchia d’olio. Con il diffondersi delle tecnologie di rete, presto il mondo dell’informazione ne potrebbe venire definitivamente sconvolto. Voi siete i pionieri. Così, vi chiedo oggi quale sia il prossimo nome da intervistare. Rispondete al sondaggio che segue, inizialmente in forma di testo libero. Nei prossimi giorni, dopo che le vostre segnalazioni saranno pervenute, pubblicherò un nuovo sondaggio con le vostre proposte, che saranno sottoposte a votazione collettiva.. Quando il sondaggio si sarà concluso, verificherò la fattibilità della realizzazione. Poi stabilirò un budget e, se vi sembrerà appropriato, raccoglieremo la somma necessaria.
Si può finanziare qualunque idea. Non poniamo limiti alla nostra immaginazione, perché solo il coraggio di osare è in grado di mettere in campo l’energia sufficiente a trasformare la realtà. Tutto il resto è per i pavidi. O per i mediocri.

 P.S. = Ho visto che qualcuno ha risposto: “Un euro-convinto da contrapporre agli euro-scettici.“. E’ necessario fornire un nome, altrimenti è come non avere proposto nessuno.

78 commenti

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  • Beppe Grillo vogliamo conoscere bene il M5S ed il suo rappresentante nonchè (sembra) detentore del simbolo ecc… visto che dovremo votarli a breve…

  • Visto che questo percorso e’ iniziato intorno ad un tema ben preciso, che e’ quello dell’economia in generale e dell’euro in particolare, sarebbe opportuno sviscerarlo ulteriormente, magari anche con personaggi che la pensano in maniera diametralmente opposta (soprattutto in merito all’euro), magari da mettere direttamente a confronto con Bagnai.

    • Un’intervista a Barnard da solo non credo sia molto interessante, perche’ credo che basti farsi un giro sul suo sito per sapere tutto quello che pensa, riassumibile in poche parole: complotto, moneta sovrana, MMT.

       

      Sarebbe interessante, invece, mettere a confronto Barnard con qualcuno che la pensi in maniera diversa, come ad esempio lo stesso Bagnai; oppure Domenico Desimone, uno che ha sicuramente ha qualche idea alternativa: non so quanto valide, ma sicuramente alternative.

       

    • ..Bagnai vs Barnard:
      – propone le stesse soluzioni delle MMT senza aver l’onestà intellettuale di chiamare le cose con il loro nome.
      – non spiega mai esattamente da dove si origina il debito (quello privato, da lui indentificato come la causa di tutto, è una conseguenza delle politiche fiscali-economiche dei governi – i bilanci settoriali non sono un’opinione)
      – critica la MMT senza conoscerla veramente, attaccandosi alle modalità espressive di barnard (crticabili o meno riguardano la sua persona non la MMT come teoria)
      Sarei proprio curioso di vedere un’intervista doppia tra loro due.

  • Uno potrebbe essere Riccardo Bellofiore.

    Comunque, a mio modesto parere, bisognerebbe anche trovare una risposta alla domanda che fa Alberto Bagnai nell’intervista al minuto 1:56:48.

  • A me non dispiacerebbe una lunga intervista con Maurizio Pallante

    E’ una persona che ha un pò di idee per affrontare la crisi secondo logiche diverse da quelle convenzionali.

  • Vorrei che fosse intervistato Giulio Tremonti e sarebbe incredibile un dibattito fra Tremonti e Paolo Barnard! :-)))

     

    • Un confronto diretto tra Barnard e Tremonti farebbe sicuramente discutere molto e attirerebbe l’attenzione di molti. Barnard tra l’altro può mettersi in contatto facilmente con Tremonti, e secondo me quest’intervista oltre ad essere la più interessante del decennio è anche fattibile!

  • questa è la proposta che ho inviato:

    Stefano Montanari & Beppe Grillo

    per fare chiarezza sulla questione del “microscopio” che dal 22 gennaio 2010 è stato sottratto ai dott. Montanari e Gatti per finire a prendere polvere all’Università di Urbino e dal giugno 2011 è a oziare all’ARPA di Pesaro

    Sarebbe l’ora di sapere da Beppe quali furono i motivi per cui il microscopio fu sottratto e quali ricerche e scoperte ha contribuito a produrre in questi due anni e mezzo!!!

    Edi Mattioli

  • Come già scritto nel box sopra, direi Licio Gelli, se è esistita una qualsivoglia cospirazione contro l’Italia lo sà solo lui o quasi…..sicuramente potrà togliere tante curiosità sulla nascita dell’euro e magari anche il vero scopo per cui è stato concepito.

  • Mi complimento con tutti per i nomi proposti…davvero…

     

    Licio Gelli…sarebbe allucinante, significherebbe esporsi un pò troppo? Non si scherza.

     

    Sarebbe bello acoltare Il sig. Casaleggio…Questa è diabolica lo so…

     

    Cmq come nome ho proposto paolo barnard…Mi piacerebbe sentirlo parlare un bel pò, e finalmente con un audio decente come fin ora Claudio ha sempre montato le sue interviste!!!

  • monument ha scritto :
    Come già scritto nel box sopra, direi Licio Gelli, se è esistita una qualsivoglia cospirazione contro l’Italia lo sà solo lui o quasi…..sicuramente potrà togliere tante curiosità sulla nascita dell’euro e magari anche il vero scopo per cui è stato concepito.

     

    Andreotti no???

  • Esperti interessanti da intervistare potrebbero essere: Eugenio Benetazzo(economista e operatore di borsa), Paolo Barnard (giornalista esperto di economia), Giulio Tremonti (ex ministro e membro del Bildelberg), Paola Musu (avvocato che ha querelato Napolitano, Monti ed altri politici per attentato alla sovranità dello Stato)

  • Nomi ce ne sono tanti…

     

    Vorrei solo che gli intervistati (Giustamente lasciati andare a ruota libera) si ricordassero di non affondare in un linguaggio o esempi, comprensibili solo da professionisti della materia!

     

    Vogliamo capire tutto…non abbiamo il tempo di andare ad approfondire argomento per argomento…sarebbe impossibile!

     

    Grazie Claudio

  • Mi piacerebbe che intervistassi Roberto Frenkel, l’economista che ha contribuito a tirare fuori l’Argentina dalla crisi. Complimenti per la bellissima intervista all’economista Alberto Bagnai, sopratutto la seconda parte è stata fantastica, e rivelatrice di verità impensabili.

  • beppe grillo che spieghi le questioni : Montanari ,Casaleggio e del perchè ha smesso di parlare del signoraggio bancario 

  • Ho votato per Serge Latouche. Mi piacerebbe anche Maurizio Pallante, Loretta Napoleoni o Maurizio Landini. Altri: Domenico Finiguerra, Mario Agostinelli, Guido Viale, Aldo Giannuli, Luciano Giovannetti, Alberto Costanzo, Domenico De Simone, Debora Billi. Poi il massimo sarebbe Noam Chomsky

     

  • Antonio “Toni” Negri classe 1933 politico e filosofo italiano

    “L’impero si sta materializzando proprio sotto i nostri occhi. Nel corso degli ultimi decenni, con la fine dei regimi coloniali e, ancora più rapidamente, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica e delle barriere da essa opposte al mercato mondiale capitalistico, abbiamo assistito a un’irresistibile e irreversibile globalizzazione degli scambi economici e culturali. Assieme al mercato mondiale e ai circuiti globali della produzione sono emersi un nuovo ordine globale, una nuova logica e una nuova struttura di potere: in breve, una nuova forma di sovranità. Di fatto, l’Impero è il nuovo soggetto politico che regola gli scambi mondiali, il potere sovrano che governa il mondo. Molti sostengono che la globalizzazione della produzione e degli scambi capitalistici comporta una maggiore autonomia delle relazioni economiche rispetto ai controlli politici e, quindi, che la sovranità politica sia in declino. Alcuni salutano questa nuova era come una liberazione dell’economia capitalistica dalle restrizioni e dai vincoli imposti dalle forze politiche; altri, invece, la deplorano poiché essa chiude i canali istituzionali attraverso i quali i lavoratori e i cittadini potevano influenzare o contestare la logica fredda del profitto capitalistico. È indubbiamente vero che, con l’avanzare della globalizzazione, la sovranità degli stati-nazione, benché ancora effettiva, ha subito un progressivo declino. I fattori primari della produzione e dello scambio – il denaro, la tecnologia, il lavoro e le merci – attraversano con crescente facilità i confini nazionali; lo stato-nazione ha cioè sempre meno potere per regolare questi flussi e per imporre la sua autorità sull’economia. Anche i più potenti tra gli stati-nazione non possono più essere considerati come le supreme autorità sovrane non solo all’esterno, ma neppure all’interno dei propri confini. Tuttavia, il declino della sovranità dello stato-nazione non significa che la sovranità, in quanto tale, sia in declino. Nel corso di queste trasformazioni, i controlli politici, le funzioni statuali e i meccanismi della regolazione hanno continuato a governare gli ambiti della produzione e degli scambi economici e sociali. La tesi di fondo che sosteniamo in questo libro è che la sovranità ha assunto una forma nuova, composta da una serie di organismi nazionali e sovranazionali uniti da un’unica logica di potere. Questa nuova forma di sovranità globale è ciò che chiamiamo Impero. Il declino della sovranità dello stato-nazione e la sua crescente incapacità di regolare gli scambi economici e culturali è infatti uno dei primi sintomi che segnalano l’avvento dell’Impero. La sovranità dello stato-nazione era la pietra angolare su cui, per tutto il corso dell’epoca moderna, le potenze europee avevano costruito i loro imperialismi. Ciò che intendiamo con «Impero», tuttavia, non ha nulla a che vedere con l’«imperialismo». I confini definiti dal moderno sistema degli stati-nazione sono stati fondamentali per il colonialismo europeo e per la sua espansione economica: le frontiere territoriali della nazione delimitavano il centro di ogni singola potenza, dal quale veniva esercitato il potere sui territori esterni attraverso un sistema di canali e di barriere che, alternativamente, facilitavano e bloccavano i flussi della produzione e della circolazione. L’imperialismo costituiva una vera e propria proiezione della sovranità degli stati-nazione europei al di là dei loro confini. Alla fine, quasi tutti i territori del globo furono spartiti e lottizzati e la carta del mondo fu codificata con i colori europei: rosso per il territorio britannico; blu per quello francese; verde per il portoghese e così via. In qualunque luogo la sovranità moderna mettesse radici, veniva edificato un Leviathan che dominava la società e imponeva confini territoriali gerarchici per proteggere la purezza della sua identità da tutto ciò che era estraneo. L’Impero emerge al crepuscolo della sovranità europea. Al contrario dell’imperialismo, l’impero non stabilisce alcun centro di potere e non poggia su confini e barriere fisse. Si tratta di un apparato di potere decentrato e deterritorializzante che progressivamente incorpora l’intero spazio mondiale all’interno delle sue frontiere aperte e in continua espansione. L’Impero amministra delle identità ibride, delle gerarchie flessibili e degli scambi plurali modulando reti di comando. I singoli colori nazionali della carta imperialista del mondo sono stati mescolati in un arcobaleno globale e imperiale. La trasfonnazione della moderna geografia imperialista del mondo e l’affermazione del mercato mondiale segnalano il passaggio all’interno del sistema capitalistico di produzione. Ma, soprattutto, le divisioni spaziali tra i tre «Mondi» (il Primo, il Secondo e il Terzo) si sono confuse, di modo che troviamo di continuo il Primo Mondo nel Terzo, il Terzo nel Primo e il Secondo quasi da nessuna parte. Il capitale sembra trovarsi di fronte a un mondo levigato, o meglio, a un mondo definito da nuovi e complessi regimi di differenziazione e omogeneizzazione, deterritorializzazione e riterritorializzazione. La costruzione degli itinerari e dei limiti di questi nuovi flussi globali è stata accompagnata da una trasformazione degli stessi processi produttivi e, cioè, da una riduzione del ruolo del lavoro industriale di fabbrica e da una crescente priorità attribuita al lavoro basato sulla comunicazione, sulla cooperazione e sull’affettività. Nella post-modernizzazione dell’economia globale, la creazione della ricchezza tende sempre più risolutamente verso ciò che definiamo produzione biopolitica – la produzione della vita sociale stessa – in cui l’elemento economico, quello politico e quello culturale si sovrappongono sistematicamente e si investono reciprocamente. Molti identificano negli Stati Uniti l’autorità suprema che domina la globalizzazione e il nuovo ordine mondiale. I loro sostenitori li esaltano come leader mondiale e unica superpotenza; gli avversari li denunciano come un oppressore imperialista. Queste opposte valutazioni si basano entrambe sulla convinzione che gli Stati Uniti abbiano assunto quel ruolo di potenza globale che le nazioni europee hanno abbandonato. Se il XIX secolo è stato il secolo britannico, il XX è stato quello americano; in altri termini, se la modernità è stata europea, la postmodernità è americana. L’accusa più grave che gli oppositori rivolgono agli Stati Uniti è che questi ultimi ripetono le stesse pratiche dei vecchi imperialisti europei; i loro sostenitori, invece, vedono negli Stati Uniti un leader assai più efficiente e magnanimo, in grado di riuscire laddove gli europei hanno fallito. La nostra ipotesi di fondo, che sia emersa una nuova forma di sovranità imperiale, contraddice entrambe queste concezioni. Né gli Stati Uniti, né alcuno stato-nazione costituiscono attualmente il centro di un progetto imperialista. L’imperialismo è finito. Nessuna nazione sarà un leader mondiale come lo furono le nazioni europee moderne. Gli Stati Uniti occupano una posizione indubbiamente privilegiata nell’Impero, ma questo privilegio non deriva dalle somiglianze quanto piuttosto dalle differenze rispetto alle vecchie potenze imperialiste europee. Queste differenze possono essere chiaramente identificate se si focalizzano i fondamenti propriamente imperiali (non imperialistici) della costituzione americana, ove per «costituzione» intendiamo, a un tempo, la costituzione formale – il documento scritto con i suoi vari emendamenti e i suoi dispositivo giuridici – e la costituzione materiale, vale a dire l’ininterrotta formazione e ridefinizione della compo
    sizione delle forze sociali. Thomas Jefferson, gli autori del Federalist e gli altri padri fondatori degli Stati Uniti si erano ispirati al modello imperiale dell’antichità: essi credevano di aver creato un nuovo Impero sull’altra sponda dell’Atlantico, un nuovo Impero con le frontiere aperte e in continua espansione, in cui il potere sarebbe stato effettivamente distribuito in reti. Questa idea imperiale è sopravvissuta maturando attraverso la storia della costituzione americana ed è riemersa oggi, su scala globale, nella sua forma pienamente realizzata. Occorre sottolineare che noi non usiamo il termine «Impero» come una metafora che implica la definizione delle somiglianze tra l’attuale ordine mondiale e gli imperi di Roma, della Cina, quelli precolombiani ecc. – ma piuttosto come un concetto che esige un approccio essenzialmente teorico. Il concetto di Impero è caratterizzato, soprattutto, dalla mancanza di confini: il potere dell’Impero non ha limiti. In primo luogo, allora, il concetto di Impero indica un regime che di fatto si estende all’intero pianeta, o che dirige l’intero mondo «civilizzato». Nessun confine territoriale limita il suo regno. In secondo luogo, il concetto di Impero non rimanda a un regime storicamente determinato che trae la propria origine da una conquista ma, piuttosto, a un ordine che, sospendendo la storia, cristalizza l’ordine attuale delle cose per l’eternità. Dal punto di vista dell’Impero questo è, a un tempo, il modo in cui le cose andranno per sempre e il modo in cui sono sempre state concepite. In altri termini, l’Impero non rappresenta il suo potere come un momento storicamente transitorio, bensì come un regime che non possiede limiti temporali e che, in tal senso, si trova al di fuori della storia o alla sua fine. In terzo luogo, il potere dell’Impero agisce su tutti i livelli dell’ordine sociale, penetrando nelle sue profondità. L’Impero non solo amministra un territorio e una popolazione, ma vuole creare il mondo reale in cui abita. Non si limita a regolare le interazioni umane, ma cerca di dominare direttamente la natura umana. L’oggetto del suo potere è la totalità della vita sociale; in tal modo, l’Impero costituisce la forma paradigmatica del biopotere. Infine, benché l’agire effettivo dell’Impero sia continuamente immerso nel sangue, il suo concetto è consacrato alla pace – una pace perpetua e universale fuori dalla storia.”

    (Tony Negri – Michael Hardt, Impero, Prefazione)

  • potrebbe essere interessante un 

    TREMONTI vs BENETAZZO… 

    trovo che benetazzo sia molto ingamba, preparato e bravo a spiegare i fatti e i meccanismi,

    e a mio parere dovrebbe avere e trovare molta piu visibilita…

  • potrebbe essere interessante un 

    TREMONTI vs BENETAZZO… 

    trovo che benetazzo sia molto ingamba, preparato e bravo a spiegare i fatti e i meccanismi,

    e a mio parere dovrebbe avere e trovare molta piu visibilita…

  • caro Claudio, quoto il tuo appello/intervento, ma lasciami precisare una cosa* che sappiamo entrambi: il cambiamento non parte mai dal basso e non si sparge mai a macchia d’olio. quando Paolo Barnard ad un certo punto del summit di Rimini si auto citò, in occasione della considerazione sull’assenza di media mainstream ergo sulla pericolosità che l’argomento trattato rappresenta per essi visto che il summit aveva tutti i crismi per essere quantomeno citato, disse che avevamo un dinosauro in una stanza… capii perfettamente cosa voleva dire. e ritorno al cambiamento… esso non si comporta mai, nella storia, come tu hai descritto, ma questa volta lo ha fatto. perché? perché Paolo Barnard ha liberato quel dinosauro e questo ora stà terrorizzando “sotto i baffi”, dietro la maschera di calcare che indossano, tutti i veri interessati da questo ciclo storico socio-economico, un elenco sommario potrebbe essere: vero potere, rentiers, politici e tecnici, giornalisti, accademici economici ecc… tanto da rendere necessario lo scomodarsi del “nostro” criminalissimo Mario Monti che se ne usciva (corriere della sera o altro) dichiarando scomunica senza revoche alle “politiche keynesiane” e scusami se penso che il il “nostro” criminalissimo abbia i sudori freddi quando sente parlare di Barnard, o un ridicolo Giannino sempre più livido e strafottente perchè in ansia fottuta da paura di morte improvvisa del suo giocattolo, o il fatto che qualsiasi blog che voglia chiamarsi tale ha trattato l’argomento, il più delle volte in modo colpevolmente superficiale e sommario (molti no, il mondo dei blog è permeato dall’attivismo in tutte le sue forme), e un mucchio di addetti ai lavori ha avuto visibilità proprio nelle polemiche, rettifiche, consigli, difese piccate e chi più né ha più né metta proprio nei confronti di chi per primo ha dato pubblicamente del criminale a Monti e Napolitano (tu eri presente), a proposito, a quelli che si sono “indignati” (oggi va di moda indignarsi) bisognava spiegare che Paolo quella affermazione l’ha fatta davanti ad un ufficiale giudiziario, il tutto, entrambe le denunce hanno prodotto… il nulla, vuoto pneumatico nessuna difesa, nessuno ufficialmente ha battuto un ciglio, per paura della storia della farfalla che sbatte le ali in un posto e in un altro un cetriolo… immobili, come il Prodi della Guzzanti. Paolo li attacca frontalmente in modo ineccepibile e chirurgico, ben inteso non dal punto del savoir faire, ma è per questo e solo questo che si è potuto finanziare il summit, la sua indomabile “mancanza di tatto” per qualcuno, e per qualcun’altro la sua “radicalità dei diritti” unita alla sua sintesi e coerenza. Noi possiamo finanziare qualunque cosa! te lo dico per esperienza e per fede (a ramengo i detrattori di questo sentimento) e sono sicuro che la tua ultima considerazione sulla finanziabilità dell’informazione sfoci in gran parte dalla conoscenza dell’esperienza del summit di Rimini. Paolo ha già vinto perché ha sconquassato i paradigmi quantomeno comunicativi. ora sta a te, non che te lo ordini io 🙂 ma tu ne hai tutta la possibilità e lo hai già fatto, bontà tua. con una intervista di Paolo e magari uno degli economisti che vorrà, incentrata sui temi che sviluppano ad es. Giannino, Monti, magari en passant grillo ecc e ben divulgata si potrebbe distruggergli il sorriso con una mazza sui denti o negli zebedei ai succitati criminali, davanti a tutti i non minus habens, e gli altri comunque comincerebbero a farsi domande… ora sono stanco. voto Paolo Barnard. contatta su FB Shirin del gruppo democraziaMMT . notte
    e complimenti e grazie per tutto quello che hai già fatto 🙂

    andrea

  • Il magistrato Paolo Ferraro su monarch, mk-ultra, sette esoteriche deviate e collusione con organi della politica, dell’economia, del clero, dell’esercito, della magistratura e dello show business. Dopo 4 anni di indagini private il magistrato ha raccolto una montagna di prove e dopo aver denunciato in questura gli è stato dato il TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Informatevi qui http://www.paoloferrarocdd.blogspot.it/ sulla sua ed ahimè NOSTRA storia.

  • Da ex elettore Pd, dico Grillo perche’ e’ l’unico movimento che in alcuni tratti condivide quello che leggo qui o seguendo Barnard (brevi tratti)

    Purtroppo le benedette voci di Paolo Barnard o di Claudio hanno bisogno, oltre che di piu’ seguito e divulgazione possibile, di un volano piu’ grande per arrivare veramente con le idee nei palazzi, altrimenti vengono , e veniamo, strozzate dai media ignoranti che pero’ hanno acnora l’esclusiva di accesso alle case di un popolo vecchio.

    Non so se questo potrebbe essere Grillo ( non mi e’ mai stato chiaro Barnard cosa ne pensi) ma voglio capirlo meglio e capire io se puo’ essere il cavallo di troia in parlamento….oppure no.

    Ciao

  • Scordatevi interviste “con domande” a Beppe Grillo. Non è sulla scena per essere trasparente, ci sono domande alle quali non risponderà mai davvero (microscopio innanzitutto) nè si confronta con nessuno.

    Bella invece l’idea dell’intervista all’economista che ha risollevato l’Argentina.

    Ma più di tutto spero davvero in un dibattito diretto tra un euro scettico (da Barnard a bagnai) e un euro convinto (Da Scacciavillani a Giannino)…

  • Qualche rettiliano da intervistare non lo conosce nessuno?

     

     

    Ovviamente scherzo…dico però che il livello di informazione deve essere adeguato alla capacità di comprensione, ma sopratutto di accettazione del singolo individuo! Credo sia impensabile presentare in modo troppo diretto la realtà e le verità che ci vengono nascoste!

     

    Si rischia solo di essere etichettato come “complottista” che vede alieni ovunque, questo limite si è superato, quanti video su youtybe di nubiriani/rettiliani (ovviamente cazzate) non fanno altro che provocare l’effetto opposto allontanando le persone dai problemi veri..

     

    Per la persona “comune” (omai “istituzionalizzata”, troppo dipendente dal sistema)  è più facile identificare il nemico come un corrotto ladro che sperpera risorse…se invece gli viene proposto il “massone” il cui fine è quello di portare l’umanità all’adorazione collettiva “dell’architetto dell’universo” (il diavolo) e di schiavizzarla…(che poi è la verità)…

     

    Un pò per volta…più che dare le risposte dobbiamo mettere le persone nella condizione di arrivare scoprire autonomamente la verità…

  • Ciao Claudio, ho appena fatto “un giro” su cadoinpiedi e dopo il tuo articolo c’e’ quello del Prof. Beppe Scienza. Ecco un interessante personaggio da intervistare. E penso anche che sia  fattibile visto i contatti comuni.

    Saluti

  • Per me sono interessanti Roberto Frenkel per conoscere la situazione argentina,

    Serge Latouche e/o Maurizio Pallante per conoscere meglio la questione “decrescita”

    Loretta Napoleoni ed Eugenio Benetazzo economisti “controcorrente”.

    Claudio mi permetto di fare una critica anche se rimane la mia grande stima per te:

    Non mi è sembrato di sentire domande a Bagnai fatte dai vari utenti del blog. Le domande “nostre” potrebbero avere un po’ più di spazio.. (?) (quelle più votate ovviamente)

     

    Grazie

     

     

    • Benetazzo lo escluderei, dopo aver sfruttato argomenti come il signoraggio e le scie chimiche ha totalmente cancellato questi argomenti dalla sua memoria. Il perchè lo lascio alle vostre valutazioni.

  • Secondo me, questa di far decidere al “pubblico” chi intervistare è una gran cagata.

    L’uomo “medio” non può che sfornare nomi di soggetti che gli vengono propinati dai media o che hanno visibilità su internet. Spesso costoro non hanno nulla da dire, non sono manco persone intelligenti, o fanno solo da grancassa.

    Per me, caro e orttimo byoblu, fai ricerca di soggetti che sappiano qualcosa e che siano disposti a divulgarlo. Poi ti finanziamo tutte le interviste che vuoi. Ma il far decidere “chi”… ha poco senso.

  • Barnard Vs Tremonti, un faccia a faccia, Tremonti avrebbe tante cose da dire secondo me.. quindi loro 2 e sentire se il signoraggio è una bufala o no, o se alcune cose sono vere e altre no,  saluti.

  • miccr ha scritto :
    Secondo me, questa di far decidere al “pubblico” chi intervistare è una gran cagata. L’uomo “medio” non può che sfornare nomi di soggetti che gli vengono propinati dai media o che hanno visibilità su internet. Spesso costoro non hanno nulla da dire, non sono manco persone intelligenti, o fanno solo da grancassa. Per me, caro e orttimo byoblu, fai ricerca di soggetti che sappiano qualcosa e che siano disposti a divulgarlo. Poi ti finanziamo tutte le interviste che vuoi. Ma il far decidere “chi”… ha poco senso.

     

    Non concordo…

     

    Intanto perchè Claudio è “solo”…quindi una mano per individuare candidati da intervistare gli può fare comodo! Poi ovviamente sarà lui a valutare!

     

    E poi non ci vedo nulla di sbagliato nel partecipare attivamente ad un blog…ad esempio a me piacerebbe sentire Paolo barnard…ovviamente non starò li a farmi riempire la testa passivamente di cazzate…

     

    Siamo tanti e informati…specialmente nei blog, se qualcuno tenta di fregarci è spacciato, questo è il vantaggio di una cooperazione o meglio “conoscenza collettiva”…

     

     

    • Sì, be’ in ogni caso la gente “normale” (sic) conosce personaggi che hanno visibilità, non persone che sanno. Se la maggioranza dice di intervistare i “soliti tromboni” e magari, in contrasto, pochi altri invece propongono dei nomi di persone che pur conoscendo tecnicamente delle materie di interesse non ricercano la visibilità e quindi sono sconosciute, cosa si fa? La democrazia ci dice che se la maggioranza sbaglia, la maggioranza ha ragione; quindi rieccoci prigionieri del meccanismo che porterà visibilità a chi già ne ha e che spesso sa pochissimo. Evviva :/

  • Milko ha scritto :
    Quota il com
    Carlo Vianello ha scritto :
    Paolo Barnard

    NON CAPISCO COSE DOVREBBE DIRCI TREMONTI??????COME “PAGAVA” IN CONTANTI MILANESE CHE GLI FORNIVA L’APT IN CENTRO DI ROMA???? PROPRIO QUANDO AL GOVERNO FIRMAVA IL DIVIETO DI EFFETTUARE TRANZAZIONI IN CONTANTI!!!! SINCERAMENTE QUESTI PERSONAGGI SONO INGUARDABILI ED INASCOLTABILI!!!!! MILANESE, SUO BRACCIO DESTRO, HA FATTO TUTTO DA SOLO??? O, COME è PIU’ PROBABILE DOVEVA RENDERE CONTO A QUALCUNO!!! IO, VORREI SENTIRE PARLARE DI ECONOMIA QUESTA VOLTA NON DA UN PROF. E PERTANTO PROPONGO OSCAR FARINETTI. 

  • Claudio, se vuoi intervistare un’ultra €uro convinto, che solo a dirgli “meno sovranità e più €uropa” si accende come un albero di natale, ti consiglio Tito Boeri.

  • interessantissima la proposta di intervistare un euro convinto. dopo aver ascoltato con interesse Borghi e Bagnai, da un po di giorni mi era venuta curiosità di ascoltare un euro convinto, x valutare e confrontare le affermazioni delle 2 correnti (se cosi si possono chiamare). Purtroppo nomi nn ne ho. Cmq quoto in pieno la strada che questo blog sta percorrendo……….la forza dei tanti!

  • Salve a tutti,

    Mi piacerebbe che fosse intervistato Paul Jorion, antopologo, economista e esperto della crisi finanziaria del 2008.

    Jorion ha scritto molti libri sulla crisi che stiamo vivendo e le sue analisi sono contro corrente rispetto al pensiero di tanti economisti e del pensiero dominante. E’ uno dei rari intellettuali ad averla prevista anni prima che succedesse.

    L’originalità del suo pensiero deriva dalla sua formazione come antropologo e sociologo e dal fatto che per 18 anni ha lavorato nelle banche americane più importanti come trader e esperto nel campo dei subprimes.

    Molto probabilmente non sarà possibile intervistarlo, ma colgo qusta occasione per invitarvi a leggere i suoi articoli, sempre molto approfonditi e ricchi di informazioni che non si trovano altrove. Per chi non conoscesse il francese, alcuni articoli sono stati stradotti in inglese ed altri anche in italiano.

    PS: l’austerity non è l’unica via !

  • Arzan ha scritto :
    Claudio, se vuoi intervistare un’ultra €uro convinto, che solo a dirgli “meno sovranità e più €uropa” si accende come un albero di natale, ti consiglio Tito Boeri.

     

    Concordo Boueri è un euro-convinto, ascoltiamo le sue opinioni.

  • Sinceramente condivido la sottigliezza del tuo ragionamento. E che sono davvero interessato ad ascoltare barnard…Nulla di trascendentale…

  • Anche a me piacerebbe conoscere meglio il movimento 5 stelle. Per questo non chiedo l’intervista a Grillo, di cui posso già leggere e vedere in rete le opinioni.

    Chiederei invece un’ntervista ad esponenti di spicco del M5S, che ormai cominciano ad esserci. Il sindaco di Parma, o altre persone elette nei consigli comunali.

    So che Grillo ha espressamente vietato di rilasciare interviste televisive, ma questa non è la televisione, anzi è proprio la rete in cui Grillo si è formato come soggetto politico.

    L’intervista ad esponenti del M5S servirebbe a chiarire molti punti che a me paiono interessanti:
    – il sistema di partecipazione via internet sta funzionando nelle varie realtà?
    – quanto ed in che modo Grillo influisce su tutti i nuclei del M5S?

    Confido che, proprio perché queste persone vengono dalla gente “comune”, diano risposte semplici e franche.
    Grillo darebbe risposte molto ad effetto ma non è questo che mi interessa.

     

  • Ciao Claudio, ciao a tutti,
    complimenti per l’intervista fatta.
    Per le future avrei un suggerimento, non tanto sul/i candidati ma sul “format”.
    Mi piace l’idea di dare tempo e spazio alle persone, metterle a proprio agio col whisky etc 😛 , però mi piacerebbe vedere anche un riassunto, magari a punti con una videata del discorso. Penso che il lavoro del giornalista sia quello di scegliere e rendere fruibile l’informazione con onestà e a me personalmente aiuta vedere riassunto il discorso (il che non vuol dire “solo video-spot da 10 secondi”, ben vengano dei lunghi approfondimenti culturali).
    Mi era molto piaciuta tempo fa il tuo video in cui passavi in rassegna le leggi fatte sulla rete. Video lungo ma molto seguibile perchè strutturato.
    Se alla struttura potessi aggiungere un breve riassunto per punti penso sarebbe perfetto.
    Inotre sarebbe molto divertente durante i confronti perchè farebbe emergere subito quando uno non ha una risposta.
    Che ne pensate?

     

    Ciao Claudio, ciao a tutti,complimenti per l’intervista fatta.
    Per le future avrei un suggerimento, non tanto sul/i candidati ma sul “format”.Mi piace l’idea di dare tempo e spazio alle persone, metterle a proprio agio col whisky etc 😛 , però mi piacerebbe vedere anche un riassunto, magari a punti con una videata del discorso.

     

    Penso che il lavoro del giornalista sia quello di scegliere e rendere fruibile l’informazione con onestà e a me personalmente aiuta vedere riassunto il discorso (il che non vuol dire “solo video-spot da 10 secondi”, ben vengano dei lunghi approfondimenti culturali).

     

    Mi era molto piaciuta tempo fa il tuo video in cui passavi in rassegna le leggi fatte sulla rete. Video lungo ma molto seguibile perchè strutturato.Se alla struttura potessi aggiungere un breve riassunto per punti penso sarebbe perfetto.
    Inotre sarebbe molto divertente durante i confronti perchè farebbe emergere subito quando uno non ha una risposta.

    Che ne pensate?

  • Riguardo al commento di miccr (gran cagata) io sarei stato piu’ diplomatico, ma concordo nel fatto che i lettori del blog possano segnalare ma che la decisione finale spetti a byoblu. La bonta’ della scelta poi sara’ confermata questa volta si’ dai lettori (che la finanzieranno o meno). se poi byoblu ritenesse che una intervista vada fatta al di la’ del finanziamento la dovrebbe fare ugualmente.

    ho la stessa sensazione anche quando si parla di democrazia diretta….

    io credo nelle singole persone (quindi il leaderismo mi va bene) e saranno le singole persone che , se oneste (e che hanno considerazione di tutte le altre persone), metteranno in campo meccanismi che non le facciano cadere in tentazione.

    Un punto è da sottolineare di questa iniziativa (che dovrebbe essere la regola, specialmente per tutte le attivita’ Sociali, Statali, ) e cioe’ la CONDIVISIONE dell’informazione, gratuita. E’ quello che dovrebbe essere per tutte le cose finanziate dallo stato : mi viene in mente l’archivio RAI, ma potrei continuare con i film finanziati da fondi pubblici ma non visionabili se non a pagamento, i dati di ricerche, addirittura le ricerche prodotte in ambito universitario.

    un’altra cosa, altrettanto importante, è l’archiviazione dell’informazione. Il fatto che vada perduta (oppure non facilmente rintracciabile) è un danno, specialmente per poter giudicare a posteriori.

    http://www.mindmeister.com/maps/public_map_shell/184325461/byoblu

    Un’altra osservazione è come vanno incasellate tutte queste informazioni, cioe’ all’interno di quale schema logico, di funzionamento, filosofico , si inserisce. Mi spiego: quando parliamo di mes, dovremmo sapere a grandi linee come funziona, come si finanzia uno stato, e quale è la filosofia di base per aver adottato quel meccanismo. mi viene spontaneo pensare ad una sorta di powerpoint didattico che spiega i concetti base e poi li confronta con i meccanismi reali.

    Potrebbe essere un’idea quella di creare questi powerpoint per i vari argomenti (finanziamento pubblico, fondi pensione, project financing, procedimenti giudiziari) e poi utilizzarli comne terreno comune di possibili interviste doppie tra esperti di 2 pensieri diversi (o presunti tali) in modo da capire le differenze ma trovare anche i punti in comune, in ogni caso avere una conferma che il powerpoint è corretto (o correggerlo)e d e’ possibile usarlo come strumento didattico o propedeutico a seguire le interviste piu’ approfondite. Informarsi per Giudicare,Conoscere prima di Decidere.

    In mattinata invio un powerpoint a byoblu per capire cosa intendo. mi offro poi volontario per produrne altri.

  • Vorrei un’intervista a Ron Paul! Era uno dei candidati alla Casa Bianca, l’unico a parlar di un’uscita degli Stati Uniti dalla guerra e le sue forti spese militari che sono fra le prime cause del debito pubblico U.S.  che ammonta a 16000 miliardi di dollari circa .. Vorrei sapere quanto distano e quanto influenzeranno nel futuro immediato i problemi del loro enorme deficit.. vorrei sapere com’è accettabile che le 400 persone più ricche d’America posseggano quanto la metà della popolazione meno abbiente del paese cioè 150000000 di persone! Vorrei sapere com’è accettabile che nel paese per eccellenza  ‘esportatore nel mondo di democrazia’ non ci siano limiti ai finanziamenti elettorali (a pensar male verrebbe quindi da pensare che  la politica sia in mano a poco più che  400 persone), vorrei sapere com’è accettabile dall’opinione pubblica che 6 istituti finanziari, ovvero privati, abbiano risorse per 2/3 del PIL dell’intero paese. Vorrei sapere com’è accettabile dall’opinione pubblica che la Federal Reserve abbia ‘stampato’ 16000 miliardi di dollari e prestati( smentitemi se non è vero) a tassi d’interesse quasi nulli agli istituti finanziari mentre il vero paese, quello che rappresenta ill 99% della popolazione, quello delle piccole e medie imprese e delle famiglie col mutuo da pagare, sta crollando sotto i loro debiti …e vorrei sapere quanto questo modo feudale di fare politica possa influenzare il resto del pianata….ciao grazie Caudio!

  • A me piacerebbe venisse intervistato Emanuell Todd, sociologo e demografo conosciutissimo in Francia, autore di libri quali “Il crollo Finale“del ’76 dove preannunciava la caduta dell’Unione Sovietica, descrivendola per filo e per segno cosi come poi avvenne. Io personalmente ho letto “L’llusione Economica” scritto nel ’97 e mentre lo leggevo avevo l’impressione fosse stato scritto oggi, dove si fa un analisi ad esempio del rapporto tra livello culturale ed educativo e evoluzione economica.

    Todd distingue diversi tipi di capitalismo quello di marca anglosassone (attualmente vincente e portatore di istanze più “egoistiche”) e ad esempio quello giapponese o tedesco.

    Come diceva Bagnai attulmente le risposte più interessanti alla crisi attuale, che poi è un a crisi del sistema, non vengono dal stretto campo economico.

    Sponsorizzo Todd perchè ha una visione a 360° delle problematiche economiche e tra l’altro è un grande conoscitore dell’italia e delle sue dinamiche economiche.

    Attulmente un aspetto molto interessante delle sue tesi riguarda l’idea di un nuovo protezionismo europeo contro un mondilizzazione che negli ultimi 30 anni ha rigurdato solo i capitali e non i diritti. Insomma importare prodotti dall’estero significa in parte importare anche sistemi economici e di regole e diritti che tuttavia non sono allineati ai nostri stili di vita e sitemi di valori. Cui prodest?

    Infine rubo al blog di Manuel Capello un brano tratto da “Après la démocratie“, LA FATTORIA 2.0:

    C’era una volta una grande Fattoria in cui i Cani compravano solo le merci prodotte dai Cani e i Gatti compravano soltanto quelle prodotte dai Gatti. I capi dei Cani non avevano interesse ad abbassare gli stipendi dei loro dipendenti Cani, perché altrimenti questi avrebbero comprato di meno dalle bancarelle del mercato dei Cani.

    Poi venne un giorno in cui i capi di tutte le specie animali della Fattoria fecero una Riunione Generale in cui si decise una svolta verso il Libero Scambio. Il mercato dei Cani non sarebbe più stato diviso da quello dei Gatti, dei Conigli, dei Maiali e di tutti gli altri animali della Fattoria. Ognuno avrebbe potuto acquistare anche i prodotti degli altri animali, scegliendo liberamente quello di qualità migliore e al prezzo più conveniente.

    Nei giorni successivi alla Riunione Generale, i capi dei Cani fecero una riunione segreta fra di loro, in cui qualcuno disse: “Perché tenere alto lo stipendio dei nostri dipendenti Cani se poi quelli lo usano per comprare anche le merci dei Gatti e dei Cavalli? Se noi gli abbassiamo lo stipendio i nostri prodotti costeranno di meno e potremo venderli anche sui mercati degli altri animali, vincendo la concorrenza!”(…)

    il resto:

    http://it.manuelcappello.com/2012/06/emmanuel-todd-contro-la-crisi-il-protezionismo-europeo/#emmanuel-todd-contro-la-crisi-il-protezionismo-europeo-n-3

  • Più che un intervista, vorrei vedere realizzato un documentario sulla Finlandia. Dove si analizzi cosa li ha spinti ad uscire dall’euro e come stanno risolvendo i loro problemi.

  • L’idea di un documentario nn e’ affatto malvagia. Per il momento direi di restare in casa, cmq, insisto su Barnard. Mi pare sia preparato su determinati argomenti, ricordo un video dove parlava di grillo e di signoraggio.

  • Iniziamo ad essere in tanti ,penso,ad essere convinti che l’euro così com’è non funziona per nulla.Lo deduco dal fatto che adesso in tv qualche spiraglio al dibattito si apre grazie al fermento in rete sulla questione.Ho trovato, girando sul tuo sito, dei link che riportano al volantino sul Mes di Lidia Undiemi  e agli indirizzi di tutti i parlamentari.Le chiacchere da parte di noi utenti non bastano,ci vuole davvero poco ,io lo sto facendo, mandare  mail  a moltissimi  “onorevoli” di tutti gli schieramenti  ; condividere su FB ,TWITTER ,nei blog o siti che si frequentano ecc.ecc. i suddetti indirizzi web.Non abbiamo molto tempo per svegliare la classe politica  ad esporsi sulla questione ,pare che entro primavera prossima ci concederanno di scegliere i “rappresentanti”del popolo. Il prof. Bagnai sottolineava la mancanza di una forza politica a cui fare riferimento e questo è un grosso problema.Impegnamoci  in maniera concreta ,chiedendo direttamente a loro una risposta e non limitandoci a discuterne tra noi .

    A questo punto sarebbe magnifico capire come è uscita l’Argentina dall’aggancio al dollaro e sapere come potrebbe uscire l’Italia dall’aggancio all’euro,tutelando i cittadini.A questo punto la mia proposta per la prossima intervista è colui che ha aiutato l’argentina a gestire lo sganciamento dal dollaro (scusa non ricordo il nome,ho cercato il pezzo nell’intervista ma è come cercare un ago nel pagliaio) .Per poter capire noi per primi in che modo poterci arrivare in maniera ponderata e consapevole.

                         Grazie per il preziosissimo lavoro che fai per tutti noi.

                                                Lucia Manco

  • Non capisco l’interesse a pupparsi un’intervista ad uno soggetto qualsiasi che approva il sistema socioeconomico attuale e/o che sia PRO €uropa.

    Di questa gente avete materiale a volontà, basta leggere i soliti giornali come il sole 24 ore, la repubblica, il corriere della sera ecc … oppure guardare la tv, dove vengono continuamente intervistati …

    Perché sprecare del tempo e soldi per questi personaggi quando invece ci si potrebbe dare diffusione alle voci contrarie come paolo barnard, gerald celente, webster tarpley, ecc. ?

    Riguardo Grillo sarebbe interessantissima una sua intervista incentrata sul come potrà essere sviluppata la democrazia diretta in italia e se verranno sfruttate le idee del partito dei pirati in germania relative all’implementazione di una valida piattaforma web (discussione delle nuove proposte e del loro voto attraverso il sistema di delega …).

     

     

     

    • Che tu non lo capisca ci sta ,come io posso non capire la tua curiosità nel volere i pareri di personaggi da te proposti.

      Non credi che più pareri si hanno ,anche molto diversi tra loro,aiuti tutti a chiarire la situazione ?Poi trovo molto saccente la bocciatura che fai al prof. Bagnai,vuoi forse dire che tutti coloro che hanno contribuito all’intervista sono …diciamo meno intelligenti di te?

      Che poi su qualunque testata giornalistica si trovino le stesse informazioni ho dei dubbi.Me ne citeresti qualcuno, magari con dei link? Grazie

  • Anch’io sono per un’intervista a BEPPE GRILLO. Cosi vediamo cosa ci dice sull’euro e soprattutto come impostare una determinata linea politica e come salvaguardarla dalle svariate proposte, spesso tra loro in contraddizione, che vengono dal basso e di cui, in nome della democrazia (loro cavallo di battaglia) dovrebbero tener conto. E poi la linea politica esterna del movimento sarà quella di Beppe Grillo, in qualche modo contro l’imperialismo americano o altro? Come gestiranno, insomma, questo “eccesso” di democrazia di cui vanno tanto fieri gli attivisti del movimento 5 stelle. La questione del microscopio pur avendo la sua valenza è secondario a mio avviso rispetto a questi punti, quindi sarebbe preferibile (a mio avviso) un’intervista in solitario GrazieFilippo

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