Incredibile: pur di fare la TAV hanno tolto i soldi alla scuola!


di Valerio Valentini
“Con i vincoli imposti dalla spending review non siamo nelle condizioni di assicurare l’apertura dell’anno scolastico”. Questo l’allarme lanciato il 23 luglio scorso dal presidente della Provincia di Torino, e vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia, Antonio Saitta. Peccato, però, che parte dei fondi interministeriali destinati anche alla ristrutturazione e alla manutenzione dell’edilizia scolastica siano stati destinati, a partire dal novembre 2010, ai lavori per il Tav.
 
A denunciare questa paradossale verità è stato il portavoce del movimento No Tav, Alberto Perino, durante la conferenza stampa tenutasi il 25 luglio, nella quale annunciava la “marcia popolare”, indetta per sabato 28 luglio.
Perino fa riferimento ad una delibera del Cipe, approvata a Roma il 18 dicembre 2010 e firmata dall’ex premier Silvio Berlusconi e dall’allora segretario del Cipe, Gianfranco Miccichè (quello che sosteneva l’inopportunità di intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, perché ciò contribuiva, a suo dire, a trasmettere un’immagine negativa della Sicilia a chi giungeva nel capoluogo siciliano).
I fatti sono questi: un decreto legge approvato nel gennaio 2009, recante “misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anticrisi il Quadro Strategico Nazionale“, demandava al Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) la responsabilità “di assegnare una quota delle risorse nazionali disponibili nel Fondo aree sottoutilizzate al […] Fondo infrastrutture, anche per la messa in sicurezza delle scuole, per le opere di risanamento ambientale, per l’edilizia carceraria, per le infrastrutture museali ed archeologiche, per l’innovazione tecnologica“. In sostanza, la legge prevede un travaso: parte dei soldi inizialmente stanziati per le aree più depresse del Paese viene dirottato nel Fondo Infrastrutture.
Ma i fondi gestiti dal Cipe, essendo dei fondi “interministeriali” – cioè utilizzati, appunto, da vari dicasteri – molto spesso sono una sorta di gioco delle tre carte: se vengono destinati a finanziare un progetto, non ci sono più per finanziarne un altro. La loro gestione, insomma, è demandata al buon senso di chi governa, che dovrebbe agire seguendo la logica delle priorità.
Ebbene, la delibera del 18 dicembre 2010 sopracitata ha stabilito che la priorità per l’Italia è quella di finanziare in maniera massiccia la costruzione di un’opera, qual è il Tav, del tutto inutile, dannosa e criminogena. Infatti, parte dei fondi stanziati per la costruzione del tunnel esplorativo della Maddalena sono stornati dal quel medesimo Fondo infrastrutture, e dunque sottratti a progetti decisamente più utili, soprattutto in un Paese cui le scuole cadono a pezzi in condizioni naturali e si sbriciolano alla prima scossa di terremoto (L’Aquila docet), in cui i detenuti sono ammassati in condizioni indecenti, in cui muoiono in media 7 persone al mese a causa del dissesto idrogeologico (senza contare i sismi) e in cui lo stato dei musei grida vendetta. Ma ai potenti italiani queste bazzecole non interessano minimamente: è per questo che da quel fondo interministeriale vengono sottratti 120 milioni di euro da destinarsi al cunicolo geognostico della Maddalena.
E se questa sciagurata decisione è stata presa dal governo Berlusconi, certo non si può dire che l’esecutivo tecnico abbia invertito la tendenza. Anzi, ha ignorato ogni critica, ha criminalizzato gli oppositori (“La Tav è la madre di tutte le preoccupazioni!”), ed ha ripreso a lavorare a spron battuto per regalare all’Italia un’opera faraonica del tutto folle, già accantonata dal Portogallo e rimessa in discussione dalla stessa Francia.
Torna inevitabilmente alla memoria la citazione di De Gasperi fatta qualche giorno fa a Mosca da Mario Monti: “un politico guarda alle prossime elezioni – ha affermato il nostro primo ministro – uno statista guarda alle prossime generazioni”. Ecco, viene da chiedersi se il Paese ideale che Monti è ansioso di lasciare in eredità ai nostri figli è quello in cui le scuole sono delle catapecchie ma in cui si ha l’immensa, straordinaria possibilità di prendere un treno da Torino per andare, ad alta velocità, a studiare a Lione.
 

4 commenti

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  • Che schifo, che schifo e che schifo. Ho 20 anni, devo iniziare l’università con un anno di ritardo perchè non avevo trovato la mia strada l’anno scorso (sai decidere in un mese nemmeno il tuo futuro senza l’aiuto di nessuno…) e perciò non posso più ricevere i piccoli aiuti economici che vengono stanziati agli studenti.

    All’estero è quasi d’obbligo fare un “gap year” per trovare la propria strada, per decidere il futuro della tua vita. Qui nessuno ti aiuta, nessuno ti appoggia in queste decisioni che da noi sono viste come le azioni di un bamboccione fannullone mentre fuori come le azioni di un ragazzo che tiene alla propria carriera. Mi sono stancato di dovermi preoccupare della mia carriera universitaria perchè le università sono sull’orlo della banca rotta e i fondi per l’università e la ricerca soprattutto sono quasi nulli. 

    Mi fa letteralmente schifo questo sistema, questa Italia che pensa ai vecchi parlamentari e non ai giovani ricercatori che saranno gli ingranaggi e il motore di questo paese. 

    Per passare i test di ammissione devi essere figlio di papà o membro diuna qualche associazione religiosa, altrimenti vai a fare biologia che è diventato il corso di laurea di “chi non ce l’ha fatta”, mentre negli altri paesi è il corso di laurea di chi vorrà dare anima e corpo ad una delle professioni più importanti: il ricercatore. 

    All’estero, anche nei paesi in via di sviluppo, le risorse economiche vengono stanziate sopprattutto per la ricerca, per il futuro. Da noi per un cavolo di treno che non serve…

    Vorrei far basta con le parole e agire fisicamente, basta mi sono strancato di questi porci ammaliati dalla possibilità di fare soldi. 

  • sapete cosa sarebbe veramente ma veramente supendo? 

    poter decidere dove vanno a finire le tue tasse comprese di nome e cognome poi qualcuno mi dirà a ma la privacy? la privacy serve ai ricconi perchè ladrano e speculano, e comunque poter decidere dove vanno le tasse, sarebbe stupendo. 

    lo vedo già… nessuna auto blu, politici veri , perchè fanno le cose per il proprio paese e non per i soldi, nessuna opera inutile….

    e comunque non lo ripeterò mai abbastanza, la democrazia e il suo sistema di tasse ha fatto la storia , adesso sarebbe ora di passare a qualcosa di diverso, qualcosa che permetta di evitare che rincoglioniti patentati possano prendere parte al governo del paese…

    e badate bene questo non vuol dire più democrazia(perche’ l’ultimo governo berlusconi ha rasentato la massima democrazia nella storia), semmai assolutamente nessuna democrazia.

     

     

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