NON DERUBATE I MORTI


L’Inail è l’Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro. E’ una forma di assicurazione pagata da tutti per tutelare quelli che secondo l’Articolo 1 della Costituzione sono i pilastri del nostro Paese: i lavoratori. La pagano gli imprenditori, ma ogni costo aggiuntivo sulle aziende ricade inevitabilmente anche sulle buste paga, dunque la paghiamo tutti. L’Inail ha accumulato un tesoretto enorme. Nella tesoreria di Stato, depositati su un conto infruttifero, sono parcheggiati oltre 17 miliardi. Che lo Stato può utilizzare a suo piacimento se ha la necessità di far slittare qualche asta sui titoli.
Nel frattempo, mentre chi specula sul debito pubblico viene garantito dallo Stato – e questo nonostante il rischio sul deprezzamento del suo investimento sia già stato abbondantemente liquidato attraverso la pretesa di rendimenti da favola -, se un operaio muore non prende un soldo. Matteo, scomparso lo scorso 5 marzo mentre montava il palco di Laura Pausini, a Reggio Calabria, vale 1936,80 euro: il contributo funerario pagato dall’Inail a sua madre. Di più non si poteva fare, perché i genitori di Matteo non risultavano da lui mantenuti. Il “Testo Unico Assicurazione Obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali” è del 1965, ma nel frattempo l’Italia è cambiata. Anzi: tutto il mondo è cambiato. Le leggi si fanno per i cittadini reali, non per quelli immaginari. Se il Paese che paga è composto in buona parte da famiglie di fatto (che spesso sono più salde dei matrimoni la cui durata media non supera i 10/15 anni), la legge che vincola i risarcimenti, e le tabelle che stabiliscono le rendite da corrispondere alle vittime e alle loro famiglie, devono essere aggiornate. Un lavoratore che perda un piede sul luogo di lavoro prende, se gli va bene, 400 euro al mese. 400 schiaffi, mentre i 17 miliardi accumulati dalla sua assicurazione servono a pagare gli errori della politica e a tutelare i rendimenti di chi ha investito. Ma l’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro, non su Bot e Cct. Il rischio non lo prescrive il dottore, ma lavorare sì! Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ha lanciato una petizione per chiedere al governo di occuparsi di aggiornare il Testo Unico, e per chiedere che il tesoretto dell’Inail venga utilizzato per dare una vita dignitosa a tutte le vittime di incidenti sul lavoro e alle loro famiglie, che oggi ricevono rendite vergognose.
Io sono con lui: oggi il blog lancia una petizione online. Obiettivo: 50mila firme. Firmare non costa nulla, ma è un atto di civiltà. Se ognuno lo dice a 10 amici, si fa in fretta. Ovviamente non mi aspetto risultati eclatanti, ma considero un mio dovere provarci. Consegneremo le firme raccolte a Marco, e forse qualcuno a Roma si vergognerà abbastanza da rimettere mano a una legge del 1965. Un testo per il quale la vita di un ragazzo che ha scelto di guadagnarsi da vivere onestamente vale meno di 2mila euro. Tenersi 17 miliardi, a queste condizioni, equivale a derubare i morti.
Per firmare, clicca qui: NON DERUBATE I MORTI!
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19 commenti

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  • Mi sembra un tantino assurdo che, per dover firmare una petizione, ci si debba necessariamente registrare ad un sito che userà la mia e-mail per inviarmi materiale pubblicitario…….

    • Sarebbe più assurdo se ti chiedessero dei soldi, o se ti proponessero fuorvianti messaggi di subscriptions, come avviene su tante altre piattaforme (Avaaz fa storia a sé, ma pubblicano solo quello che vogliono loro, e con i loro tempi). Quindi il compromesso è buono. Inoltre, l’email serve come forma di identificazione ulteriore rispetto alle firme multiple, ed a comunicarti i modi in cui puoi diffondere ulteriormente la petizione. 

    • anche a me non piace.

      siccome la petizione e’ giusta io firmo.

      poi perdero’ un po di tempo a segnalare spam gli avvisi commerciali

    • Domanda: non avete un indirizzo email generico, che usate per la navigazione? Oppure potete entrare con il vostro account Facebook. E ancora: create un filtro e sbatteteci le eventuali email che dovessero arrivare, i mezzi sono decine. Non fermiamoci di fronte al possibile invio di qualche email ogni tanto (dal quale si può sempre fare opt-out, disiscrivendovi). Capisco il principio generale, ma in questo caso mi sembra eccessivo defilarsi da un gesto così importante a fronte di svantaggi così minimali.

    • Una delle ultime piattaforme di petizione che avevo usato a dicembre (cercati il blog) alla fine proponeva una richiesta di donazione opzionale che portava molti a ritenere che i soldi fossero destinati all’iniziativa. Questa piattaforma è gratuita, ben congegnata e non chiede nulla. Usa una email secondaria, se hai paura di ricevere qualche email commerciale. Ma non evitiamo di centrare un obiettivo così importante solo perchè non vogliamo superare un ostacolo di entità così lieve.

    • Scusami Claudio, io purtroppo, o per fortuna, sono un rompipalle di natura, non voglio assolutamente dilungarmi in inutili polemiche…….

      Vabbè, per stavolta lo farò, la causa lo merita ;D

  • Un Appello a noi tutti : VOGLIAMO O NO CAMBIARE LE COSE ? SE SI DIAMOCI DA FARE! ABBIAMO DEGLI UOMINI COME CLAUDIO CHE CI CHIEDONO SOLO IL NOSTRO APPOGGIO ! CI COSTA ANCHE SEMPLICEMENTE DIRE DI SI? UN SI PER UN’ITALIA MIGLIORE- GRAZIE ANCORA A TUTTI NOI CHE CI PROVIAMO E SOPRATTUTTO A CLAUDIO CHE E’ IN PRIMA LINEA..PER NOI. GRAZIE CLAUDIO ;0)

  • Ecco fatto, l’ho firmata.

    Da alcuni commenti sembra che vi chiedessero di firmare un assegno a bianco, Italians ! Datevi una mossa, muovetevi, nessuno cambia la vostra situazione al vostro posto, tocca a voi farla a tutti noi. in altri posti per firmare una petizione la gente deve scendere in piazza magari vengono identificati intimidate, potrebbero pure prendersi qualche manganellata, qui invece dal vostro posto a portata di un click potete contribuire nel cambiamento delle cose, del nostro futuro. chi se ne frega di qualche e-mail pubblicitaria. Poi ci chiediamo perchè non cambia nulla in questo paese.

    Dai coraggio !

  • fatto. e non rompiamo sempre……  però c’è da mettere la registrazione qui però c’è la mia privacy di la….. che palleeeeeeeee uno si sbatte per far crescere un pochino la cognizione in questo digraziato paese in cui il 50% della popolazione non sa nemmeno come si chiama e del restante 50 il 20% sono mafiosi e cosa si legge nei commenti§?? invece di bravo, grazie meno male che ci sei???  a me forse arriveranno delle email……  mammmamia che paura… è molto meglio una cartella esattoriale oppure quanto schiatti tu o un tuo parente ti danno 15 € così prendi i popcorn per il funerale , ok?

    non facciamo sempre i soliti scassapalle, cominciamo a fare qualcosa in prima persona, allora tutti quelli a cui dà fastidio l’iscizione o le email o qualsiasi altra cosa scendano in strada e raccolgano le firme sotto al sole e poi le portano a piedi da Claudio così non inquinano…. ok?

    Marco Caselle t.se

    • Grandeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!

      Mò tocca a Claudio dargli l’indirizzo di casa, o li lasciamo girare per Milano a cercarlo da soli sotto questo sole 😉

      A parte gli scherzi, CONDIVIDO in pieno tutto quello che hai scritto.

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