Spiegazioni o dimissioni


In questo paese di corrotti, un pubblico ufficiale che ha il coraggio di fare il suo dovere fino in fondo viene sanzionato. E’ accaduto a Pratola Serra, dove l’agente Carmen Pace Parrella ha osato far rispettare il divieto di transito, stabilito da un’ordinanza del sindaco, anche all’auto del potente di turno: Giuseppe De Mita, nipote di quel Ciriaco di cui gli italiani si ricordano bene. Per avere osato applicare il concetto rivoluzionario secondo il quale la legge è uguale per tutti, l’agente è stata sanzionata da quello stesso sindaco che aveva emesso l’ordinanza.
Spesso il diavolo si annida nei dettagli, o anche: “è la somma che fa il totale”, come diceva Totò. Dunque non si può pretendere un Paese migliore sui grandi temi, se nel quotidiano chi cerca di fare onestamente il suo dovere viene lasciato solo. Dobbiamo esigere chiarezza, dobbiamo pretendere spiegazioni chiare e coerenti e, nel caso non siano soddisfacenti, la revoca immediata delle sanzioni, le dimissioni del sindaco, fors’anche di Giuseppe De Mita e magari, perché no, una bella medaglia al valore alla vigilessa, visto che questo Paese costringe l’ordinario a diventare straordinario. Vi immagino già bussare alla porta del sindaco con in mano, anziché un sacchetto di caramelle, una telecamera, uno dopo l’altro, recitando il mantra: “spiegazioni o dimissioni”, nella macabra notte della corruzione, che poi in Italia è ogni notte, ed è ogni giorno.
Non pretenderlo equivale ad avallare tutti i soprusi presenti e futuri che ricadono nella categoria degli abusi in stile “lei non sa chi sono io”, ormai talmente interiorizzata da non richiedere neppure di essere ostentata. Per questo Carmen Pace Parrella deve essere protetta: appartiene a una specie in via di estinzione. Altrimenti avete perso il diritto di lamentarvi.
Dal Corriere della Sera:

NAPOLI – La vigilessa che alcuni giorni fa impedì all’auto di Giuseppe De Mita – vicepresidente della giunta regionale della Campania e nipote di Ciriaco De Mita – di sostare in un’area del centro irpino di Pratola Serra pedonalizzata per una festa locale, è stata punita con un addebito disciplinare dal sindaco del paese, Antonio Aufiero, dell’Udc come De Mita. Eppure l’agente della polizia municipale, Carmen Pace Parrella, si era limitata a far rispettare proprio un’ordinanza sindacale, emanata da Aufiero in occasione della «sagra della polpetta». Un appuntamento che a Pratola Serra è evidentemente molto sentito, tanto da spingere non solo Giuseppe De Mita, che è giovane e in carriera e quindi bisognoso del contatto con il suo elettorato, ma anche l’anziano Ciriaco (nella foto sotto) a mescolarsi alla folla. Mescolarsi fino a un certo punto, però, perché l’autista voleva arrivare con la macchina fino in mezzo ai banchetti che distribuivano le polpette, e ha reagito piuttosto male quando la vigilessa gliel’ha impedito. «Ma non la vedi la paletta?», avrebbe detto all’agente che gli sbarrava la strada. E di fronte all’irremovibilità dell’addetta al traffico, si sarebbe allontanato dicendo «allora gliela fai tu la sicurezza a De Mita». L’episodio Carmen Pace Parrella l’ha raccontato inviando una lettera a Repubblica , in cui si chiedeva anche come mai Ciriaco De Mita (oggi europarlamentare) avesse ancora la scorta. In realtà l’ex segretario della Dc la scorta non ce l’ha più da quasi dieci anni, e non ha nemmeno l’auto blu. Ma suo nipote sì, e infatti era al vicepresidente della Regione che si riferiva l’autista, e alla necessità di garantirgli adeguata sicurezza in mezzo alle polpette, violando la zona pedonalizzata. Ma Giuseppe De Mita non ci sta. Respinge le accuse e fa sapere: «Nell’occasione in questione non ho utilizzato l’auto di servizio della Regione Campania». Per la vigilessa Parrella però non cambia niente: il provvedimento disciplinare ormai è scattato e le rimane. Punita dal sindaco per aver fatto rispettare un’ordinanza del sindaco. Anche ai De Mita.

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