Al Festival della Letteratura vietato riprendere


A Mantova, dal 5 al 9 settembre, si tiene il Festival della Letteratura. Ci sono vari relatori e convegni che si preannunciano interessanti, tra cui “CRISI ECONOMICA E DEMOCRAZIA“, di Loretta Napoleoni, e “USCIRE DALL’EURO: UNA SOLUZIONE POSSIBILE?“, confronto Oxford Style tra Tito Boeri e Pietro Garibaldi da una parte, e Loretta Napoleoni e Claudio Borghi dall’altra. Per assistere agli incontri bisogna prenotarsi, perché le conferenze non sono ad accesso libero. I posti, tuttavia, sono estremamente limitati e, soprattutto, sono esauriti da tempo. Un peccato, perché questi sono temi salienti per i nostri tempi, direi anzi esiziali per quasi sessanta milioni di persone: un’occasione di confronto così importante non dovrebbe limitarsi a raggiungere un così esiguo numero di persone come quelle che possono essere presenti fisicamente in un teatro o sotto a una tenda. Per fortuna siamo nel 2012 e c’è la rete. O no?
Inutile dire che ho subito scritto all’organizzazione, chiedendo di poter riprendere entrambi gli incontri. Senza risposta alcuna. Così, tramite un’amica comune, riesco ad arrivare all’archivio  e all’ufficio stampa del Festival, i quali – mi si dice – sono gli unici a poter autorizzare le riprese. Ma anche così non ottengo nessuna risposta. Nel frattempo parlo con i due relatori (che i frequentatori di questo blog conoscono bene), i quali si dimostrano entusiasti della mia proposta: le potenzialità offerte dall’affiancare al pubblico del Festival quello potenzialmente infinito della rete, a costo zero, certamente a loro non sfuggono. Borghi si spinge persino a suggerire via Twitter l’opportunità di concedermi l’autorizzazione, menzionando il profilo cinguettante del Festival. In molti re-tweettano. Inoltre entrambi, gentilmente e per quel che possono, si fanno tramiti con l’organizzazione delle mie richieste: posizionare una videocamera e microfonare i relatori. Il silenzio..
 
Fino a un’oretta fa. Mi chiamano dal Festival della Letteratura. Una voce di donna che si qualifica. Io rispondo con entusiasmo. Ma poi capisco l’andazzo. Mi chiede come mai le siano arrivate richieste da più parti. Le spiego l’iter. Allora mi dice che loro già riprendono, pochi minuti per ogni dibattito, e che non capisce l’esigenza di voler filmare tutto. Le spiego che serve alla diffusione della conoscenza.  Mi dice che loro comunque effettuano un’archiviazione dei contenuti. Le dico che va bene, ma che un video ha un altro potenziale rispetto a una trascrizione più o meno puntuale in cartaceo. Allora mi dice che poi, in ogni caso, avrebbe bisogno dell’autorizzazione dei relatori. La rassicuro, spiegandole che per quanto riguarda il primo evento ho la liberatoria – eventualmente anche scritta – del relatore unico, e che per quanto riguarda il secondo ho già due liberatorie su quattro (ma poi perché mai in un dibattito pubblico ci vorrebbe una liberatoria?) e le altre potremmo provare a chiederle (chi mai si sognerebbe di negarle?). Allora mi dice che loro hanno sempre autorizzato una ripresa di un massimo di tre minuti, e che funziona così anche per le televisioni. Resto un po’ basito: a cosa servono tre minuti su almeno 45-60? E poi come faccio a sapere in anticipo quali sono i tre minuti più interessanti per i quali valga la pena sprecare l’accensione della videocamera? E comunque hanno bisogno della liberatoria. Ripeto che la liberatoria c’è. Anzi: i relatori sono entusiasti. Allora dice che non si può fare, perché loro comunque autorizzano solo tre minuti. Trasecolo e dico che una posizione simile si giustifica solo con un progetto di sfruttamento economico dell’eventuale girato (che non c’è), altrimenti è incomprensibile, tanto più per un festival culturale. Di fronte al suo muro, concludo aggiungendo: “se è così, non posso che adeguarmi, ma mi consenta di manifestare il mio disappunto: siamo nel 2012 e la conoscenza, specialmente in occasione di eventi così importanti, dovrebbe essere liberamente fruibile da tutti. Altrimenti cosa lo fanno a fare, un festival? Non fanno neppure una diretta streaming. Che senso ha?”. Allora ripete che non capisce, letteralmente non capisce di cosa mi lamento, perché è sempre stato così. Penso, tra me e me: se è sempre stato così, significa che non può cambiare? Aggiunge di nuovo che è così anche per le televisioni. Se è così anche per le televisioni allora siamo a posto… Di fronte all’ostinazione un po’ indispettita della mia interlocutrice, che sembrava si domandasse da quale pianeta io venissi e perché la importunassi con questa cosa della conoscenza condivisa, dico: “va bene, sono in completo disaccordo ma ubi maior minor cessat. Sappia però che renderò noto a chi mi segue gli inesplicabili motivi per i quali né loro né centinaia di migliaia di altre persone potranno ascoltare interventi di fondamentale importanza per la comprensione dei nostri tempi e per il destino della nostra democrazia”. Non sembrandomi che l’argomento potesse avere la benché minima forza persuasiva ai fini di indurla a un ripensamento, saluto il più cordialmente possibile e riattacco.
La conoscenza a circuito chiuso non ha più nessun senso nell’era di internet. Dimostra solo l’attitudine alla circolazione elitaria dell’informazioni e un’assurda concezione della cultura  come di una proprietà sulla quale applicare un diritto anziché un bene collettivo da redistribuire. Mi fa tristezza un paese nel quale, ancora nel 2012, non si comprende l’importanza di usare tecnologie ormai consolidate (per di più avvalendosi di contributi gratuiti), guardando alla rete come a un luogo nella migliore delle ipotesi superfluo e meno importante della “televisione”, se non addirittura ostile.
Poi mi è caduto l’occhio sull’elenco degli sponsor del festival. Nel banner a rotazione sulla destra , oltre al Gruppo Marcegaglia e all’immancabile Eni, campeggia un lunga lista di banche e fondazioni bancarie, che evidentemente hanno contribuito in maniera significativa se hanno il privilegio di alternarsi sulla home page, a differenza dei numerosissimi altri sostenitori relegati nell’apposita sezione. Si va  dalla Fondazione Cariplo alla Fondazione Cariverona, da Monte dei Paschi di Siena alla Fondazione Banca Agricola Mantovana, dalla Banca Popolare di Mantova a Cariparma Credit Agricole e così via. Non voglio certo pensare che questo abbia avuto un qualsiasi peso significativo nella valutazione della mia domanda. Certo è che la crisi affonda le sue radici proprio nel sistema bancario, potrebbero quindi almeno dimostrarsene consapevoli e contribuire a dare finalmente impulso all’era della modernizzazione, partendo anche e soprattutto da qui: ovvero dal non negare il permesso a un blogger di riprendere eventi culturali che, una volta finanziati, dovrebbero diventare patrimonio collettivo ed essere diffusi in ogni luogo e con ogni mezzo.

68 commenti

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  • SONO VERAMENTE ODIOSI !

    PROVO AD IMMAGINARMI COME SAREI MENTALMENTE SE NON CI FOSSE LA RETE, PRATICAMENTE UN’AUTOMA.

     

    GARZIE CLAUDIO,HAI TUTTA LA NOSTRA AMMIRAZIONE

  • Bisognerebbe boicottare simili manifestazioni non aderendovi….ma tanto chi se ne frega la loro paura di divulgare pare sempre più confermare che c’è qualcosa da NON divulgare!!! Lo dice una uno dal NON sapere nel giro di pochi click, in un paio di mesi, si è fatto un’idea della situaz reale che è ipotizzabile solo nelle trame dei film o di un buon libro.

  • Non capisco una cosa: perchè, dopo anni di giornalismo, giochi a fare l’ingenuo fingendo di non capire come funzionano le cose nel paese di Pulcinella? Credo, non avertene a male, che prima della oscena telefonata ti era già caduto l’occhio sugli sponsor e quindi già immaginavi la risposta degli organizzatori.

  • Grazie Claudio per il tuo impegno nel voler divulgare a tutti le problematiche di questi tempi….

    In quanto al Festival, e’ troppo poco dire che si dovrebbero vergognare, dovrebbero essere boicottate simili iniziative….

  • Due sono le cose: o la donna con cui hai parlato e’ una perfetta imbecille o qualcuno sopra di lei le ha detto di ostacolarti in ogni modo; personalmente credo piu’ alla seconda 🙂 Volendo trovare il buono in tutto questo e’ che forse avevano paura di cio’ che avresti potuto scrivere sul blog a seguito delle riprese

  • Per chi vule esprimere il proprio disappunto consiglierei di contattare il servizio stampa. Estratto da qui: http://www.festivaletteratura.it/accredito.php

     

    RADIO TELEVISIONI SITI INTERNET
    Il pass dà diritto alle riprese audio-video di soli tre minuti di ogni evento. Per esigenze diverse è ncessario prendere accordi specifici con l’ufficio stampa.

    UFFICIO STAMPA
    Mara Vitali Comunicazione
    Corso Indipendenza, 1
    20129 Milano
    tel. + 39.02.70108230
    fax. +39.02.70005403
    stampa@mavico.it

  • ho trovato le mail di molti sponsor

    info@hotelabcmantova.it, info@agapedesign.it, info@albergobianchi.com, anffas@anffasmantova.it, info@pasticceriaantoniazzi.it, apam@apam.it, info@apcoa.it, info@api.mn.it, informazioni@aquilanigra.it, mantova@arci.it, info@arix.it, filofestival@festivaletteratura.it, amicideimuseimantovani@yahoo.it, autogas@autogasnord.it, marketing@avis-autonoleggio.it, avis.mantova@tin.it, cavalchina@cavalchina.com, bfservizi@bfservizi.it, info@boninifiori.it, info@barvenezia.it, bertoi.sport@libero.it, info@bustaffa.com, segreteriamantova@cgil.lombradia.it, urp@mn.camcom.it, info@gregoletto.com, info@cantinamarsadri.it, info@cantinagonzaga.it, info@cantinevirgili.it, eventicariparma@cariparma.it, mantova@cittadelsole.com, resp.mantova@classhotel.com, info@cleca.com, info@coprat.it, mantova@confagricoltura.it, info@confartigianato-lombardia.it, mantova@confcooperative.it, info@assind.mn.it, odg@odg.it, consigliomantova@notariato.it, info@agriturismomantova.it, staff@parmigiano-reggiano.it, info@e-virgilio.com, info@melonemantovano.it, info@vinimantovani.it, info@corneliani.it, info@corpoguardiegiurate.it, sito@corraini.it, info@dermagib.it, ostigliard@donaldson.com, info@duefarmacie.it, info@ermesponti.it, info@elba.lombardia.it, info@giovanardi.it, info@fedrigoni.it, info@fondartigianato.it, fondazione@bam.it, segreteria@campagnamica.it, info@fondazione.mantova.it, info@elisabettaforadori.com, info@gabbianospa.com, info@genuitaly.com, info@globalinformatica.biz, info@squassabia.com, gvc@gvc-italia.org, ibagnidit@libero.it, info@ilcinemadelcarbone.it, info@insiemesalute.org, info@lautonoleggio.org, info@lacucina-mantova.it, info@lambo.it, info@letamericisrl.com, Presidenza@lombardia.legacoop.it, info@levicoacque.it, levoni@levoni.it, libreriadel900@libero.it, info@lidiashopping.it, ivalspa@ival.it, info@salani.it, info@mainoldieturcato.it, info@mantovagiochi.com, contatti@mantovapane.it, info@libreriamartincigh.com, facchini@mincioviaggi.it, oltrelasiepe_mn@virgilio.it, info@panetterierandon.it, info@pasottiombrelli.com, info@pastagioiosa.it, info@pastaioagostino.it, studiopequod@tiscali.it, info@personal-system.com, info@posteitaliane.it, info@rampi.it, info@residenceincentro.it, mail@regesta.com, rist.garibaldini@alice.it, info@cadelleerbe.it, info@oxfordmantova.it, info@sda.it, info.clienti@secomigiene.it, info@seccicalzature.com, sevenplast@libero.it, signoriesavoia@omeganet.it, info@sismagroup.com, info@agandini.191.it, info.mantova@smurfitkappa.it, info@sostanzasrl.it, info@stortisalumi.it, info@traduttoristrade.it, info@studioaurora.it, stefano.ravanini@systemcopy.net, info@teamsystememilia.it, info@tecnoimp.it, info@tnetservizi.it, 100.rampini@libero.it, info@unical-ag.com, unipeg@unipeg.it, info@valflok.it, relazioni.esterne@arcipelagomuratori.it, info@vinicolanegri.com, info@vistaresidence.it
  • Ciao Claudio

    Ti seguo da un annetto e ti devo solo ringraziare per il lavoro impressionante che svolgi e senza il quale, ammetto. sarei miope ripetto alla situazione generale (miope, non cieco). Scrivo per la prima volta e lo faccio per chiederti scusa, da buon Virgiliano (sono di Mantova) per come la signorina ti ha trattato e ha trattato tutti quelli che ti seguono. Tale ottusità avrebbe potuto trovare manifestazione in qualunque persona dello stivale, ma aimè la patria di Virgilio è una roccaforte di tale ottusità. 

    Conosco i miei polli

    Sandro

  • Campisi ha scritto :
    Non capisco una cosa: perchè, dopo anni di giornalismo, giochi a fare l’ingenuo fingendo di non capire come funzionano le cose nel paese di Pulcinella? Credo, non avertene a male, che prima della oscena telefonata ti era già caduto l’occhio sugli sponsor e quindi già immaginavi la risposta degli organizzatori.

    Io penso che abbia fatto tutto ciò, per rendere partecipi anche coloro i quali vivono nel loro limbo d’ingenuità, così da far capire, il più semplicemente possibile, come funziona il sistema!!!!!! E, se è così come io dico, ha fatto la cosa migliore, non siamo in rete per dare prova della nostra eccellente cultura, attraverso discorsi colmi di terminologie degne di un bravo professor universitario, bensì per cercar di far capire le cose al maggior numero possibile di persone, quindi…….

    Piuttosto mi chiedo: potremo mai riuscire a cambiare qualcosa, senza l’uso della violenza, prima che sia troppo tardi???????? Maahhhh……

  • E dire che Mantova era stata una capitale della cultura a livello europeo in grado di competere con le maggiori corti sovrane ed imperiali de’Europa nei secoli del Tardo Medioevo e del Rinascimento, adesso è rimasta una bella città dal punto di vista storico architettonico ma penosa come gestione culturale e tecnologica nella copertura mediatica e sociale delle loro iniziative, e non mi riferisco solo al Festival della Letteratura

    • ….ma …Mantova esiste davvero??…. o e’ una leggenda??….come Cremona……

      …qualcuno ha mai sentito dire che succeda qualcosa da quelle parti?…mai visto un mantovano in vita mia…ne un cremonese……. qualcuno ha una foto di questi esseri??…..

    • Al di là del fatto che è assurdo che un cittadino, oggi, nel 2012, debba nascondersi, e non per registrare un concerto, ma una discussione pubblica su questioni che afferiscono ad istanze democratiche… ma al di là di questo, dicevo, non si può neache andare semplicemente a sentire, perché ci sono pochi posti (sono teatri o tende) e sono tutti logicamente esauriti da poco dopo essere stati messi a disposizione. Quindi non ti farebbero neppure entrare!

  • ..inoltre non esistono neanche delle registrazioni audio scaricabli, tipo podcast,,,una cosa davvero assurda ed antidiluviana…

  • purtroppo fatto dal festivaletteratura di Mantova non mi sorprende…un paio di anni fa ricordo che come blog letterario avevamo chiesto l’accredito per coprire gli interventi ma se non eri giornalista (possibilmente di un giornale di carta) proprio non ti calcolavano nemmeno.

    lo spazio al web e ai blogger era quasi inesistente. Abbiamo ottenuto accrediti perchè parte anche della seconda categoria ma era cmq assurdo. Poi per carità, caso per caso abbiamo anche riscontrato molta disponibilità, ma diciamo che l’organizzazione "ufficiale" dovrebbe un attimo guardarsi intorno e rendersi conto che siamo nel 2012. Capisco che il problema sia anche lo spazio..ma nel caso da te descritto tutto questo non ha semplicemente senso.

  • Guarda, ho lavorato per almeno 12 anni a festivaleetteratura e conosco molto bene gli organizzatori e credo di poterti assicurare che non è un problema di sponsor, è semplicemente faciloneria e in molti casi (e branche del festival) incompetenza. Semplicemente non hanno mai pensato a queste cose e chi è responsabile di quei settori li gestisce come se fossero di popria poroprietà e appena qualcuno arriva con una nuova idea sbatte contro il muro del menefreghismo e dell’incomprensione (per essere diplomatici)..non hai idea di quante volte ho dovuto combattere contro assurdità come questa, seppur lavorando all’interno del festival stesso..

  • Beh devo dire, un vero peccato!

    Che senso ha una “pubblica” manifestazione se poi di pubblico c’è poco o niente?

    Dovrebbe essere obbligatorio che qualsiasi manifestazione definita “pubblica” fornisca, al termine, una registrazione completa dell’evento per la consultazione, che sò, dei non deambulanti ad esempio? O di tutti coloro che sono, per qualsivoglia motivo, impossibilitati a partecipare fisicamente? 

    Io potrei benissimo essere molto interessato alla manifestazione ma essere al contempo impossibilitato a presenziare fisicamente…che faccio? Non ho il diritto di vedermela ed ascoltarmela quando meglio mi aggrada?

    Personalmente e visti anche i costi irrisori (per loro), lo trovo un comportamento più vicino all’ostracismo che alla ragionevolezza.

    Comunque grazie dell’impegno al blogger che leggo da molto e che nel tempo continuo a valutare sempre molto meglio.

    • Personalmente e visti anche i costi irrisori (per loro), lo trovo un comportamento più vicino all’ostracismo che alla ragionevolezza.

      Non costi “irrisori”, amico mio: “costi nulli”, perché sarei andato a mie spese. O l’avremmo finanziata tutti in crowd-funding (al solo costo della benzina e dell’autostrada, si intende).

  • Secondo me se le cose stanno così relatori come Claudio Borghi ma anche tutti gli altri se sono veramente interessati ad informare la gente dovrebbero semplicemente boicottare l’evento tanto a che serve parlare al nulla?

  • Chissà, sarà un’impressione, eppure se si leggono l’articolo e i commenti, sostituendo “Festival di Mantova” con la parola “G20”, o “G8”, i discorsi che si leggono diventano d’improvviso decifrabili, plausibili, normali…

  • sono stato in po’ di tempo fa al festival si spende molto per seguire gli eventi, sempre pieni, ora se si trasmette l’evento che senso poi comprare il biglietto se puoi vederlo/sentirlo in web?

    • grazie per questo commento, che illustra molto bene la mentalità alla quale siamo rimasti ancorati in Italia, mentre nel resto del mondo, come diceva qualcuno, seguono TED. E poi parlano di Agenda Digitale….

  • Caro Claudio,

    sono arrivato a questo blog tramite Spinoza.it, e sono molto colpito da questa tua esperienza, visto che di mestiere faccio l’organizzatore di eventi culturali e sono coinvolto strettamente in un festival che per portata e indirizzo tematico segue linee non lontane da quelle del Festival Letteratura.

    Posto che l’atteggiamento che ti è stato riservato è figlio di una cultura degna solo di ere geologiche passate, dove la diffidenza e l’ottusità rimangono presupposti invalicabili, considera però una cosa: in Italia la cultura guarda alla rete con una certa diffidenza – e credo che in parte la rete ricambi –  perchè ancora non è chiaro se le rete è di per sè fenomeno/luogo culturale o mezzo/strumento culturale, cioè se in rete si fa cultura o semplicemente la si propone, per poi fruirne da altre parti. I luoghi della cultura, in Italia, sono ancora tutto, basta pensare a quanto ci costano i Teatri Lirici, ma la questione è ancora, ahimè, se la rete sia luogo di cultura o meno.

    E di conseguenza lo streaming dei dibattiti è sicuramente una possibiliità di divulgazione infinita, ma al tempo stesso la fruizione dal vivo della cultura cosa diventerebbe? è questo ciò che, in realtà, atterrisce chi fa il mio mestiere – e forse ha anche qualche anno in più di me.

    In merito alle considerazione economico-politiche, credo che la faccenda sia semplice: le sponsorizzazioni di eventi simili non vanno all’idea culturale che le iniziative stesse sostengono, ma vanno al territorio in cui esse avvengono. Quindi, i soldi servono ad attrarre altri soldi su quell’economia locale, e di conseguenza se la rete viene – e ti assicuro che lo è – intesa come potenziale sottrattore di pubblico dal vivo, certamente quegli sponsor saranno i primi a rivendicare l’unicità dell’evento in diretta dal vivo. E dietro a loro albergatori, ristoratori, tassisti, ferrovieri, e qualunque cosa purchè si spenda denaro.

    E, a favore delle organizzazioni culturali, ricordiamoci che la cultura attualmente in Italia ha un problema di sopravvivenza reale, con uno stato inesistente che obbliga, ma sul serio, chi fa cultura a essere ostaggio dell’interesse di quello o quell’altro. Altrimenti si scompare. E questa è la vera battaglia di tutti: ancora prima di divulgarla bisogna trovare risorse per farla esistere, la cultura.

    Bisognerebbe, e qui lo dico da operatore, trovare il modo di creare un evento culturale di portata totale, come è il festival letteratura, e farlo accadere solo in rete. E poi vedere che succede. Io faccio l’organizzatore, e non sono un blogger: se qualcuno mi da una mano sarebbe sicuramente divertente, e qualcosa potrebbe far accadere.

    Ciao!

     

     

  • Chissà se avrebbero risposto parimenti se Rai o La7 avessero chiesto di mandare in diretta l’evento. “Mi dispiace, anche per le televisioni c’è il limite dei tre minuti…”. Sicuro.

    Comunque le soluzioni sono due:

    1) Rilancio la proposta di qualcuno prima di me. Trovare 30-35 persone che abbiano la fortuna di partecipare e che registrino 3 minuti a testa.

    2) Chiedere semplicemente a uno dei relatori (uno di quelli entusiasti!) di appoggiare il proprio cellulare sul tavolo in registrazione. Almeno si avrebbe l’audio. 

    Poi avendo (ovviamente) le liberatorie di tutti a pubblicare non c’è alcun problema.

    Mi prenoto per il bootleg del festival della letteratura.

     

  • Mi sta venendo caldo……. Ma, dico, i vari Tito Boeri , Pietro Garibaldi , Loretta Napoleoni e Claudio Borghi cosa ne pensano di questo divieto?

    Se tutti e 4 sono favorevoli alla ripresa dell’ evento,( o anche un paio di loro) perchè non minacciano di “far saltare” il convegno ( cioè di non presentarsi) se non viene autorizzata la presa in diretta?

    Noi cosa possiamo fare: minacciare dei picchetti all’ ingresso del teatro?

    L’ informazione è un nostro DIRITTO o no?

  • niente di nuovo, sotto il cielo e sotto i ponti. sarà passata acqua ma il Festivaletteratura è riuscito persino a peggiorare. Quando ebbi modo di seguirlo e fare due o tre interviste come stagista-inviato di una delle principali testate locali, anni fa, ne ebbi l’impressione peggiore. Nonostante la qualità degli oratori, anzi a maggior contrasto con essa, tutto l’apparato di contorno, e purtroppo non senza una discreta parte del pubblico, era: grettamente provinciale, ossequioso spesso a sproposito, autoreferenziale, intollerante persino verso i giornalisti esterni (eravamo a malapena squadrati dall’alto in basso), spocchioso, pieno di boria, elitario, chiuso e settario. L’antitesi di tutto quello che è – altrove, e all’estero l’ho sperimentato di persona – fare cultura, figurarsi nell’era della conoscenza diffusa se non condivisa! Ne ho davvero un pessimo ricordo e posso confermare per esperienza diretta, immersiva e personale. Il Festivaletteratura era già allora, e ora ne ho la conferma, niente altro che la vetrina in cui la società bene, benestante e con velleità culturali, di una città opulenta ma mentalmente e spiritualmente limitata, si specchiava e lisciava le penne di pavone. Un momento per sfoggiare abiti lussuosi e una mondanità arrogata e surrogata placcata di pseudointellettualismo. E se persino un informatore e comunicatore come te ha avuto una simile “accoglienza” non oso pensare cosa succederebbe a un Kafka redivivo che volesse seguire oggi la kermesse! Lo butterebbero fuori a calci. Alla larga da simile cultura!

  • Robo13 ha scritto :
    3 minuti a testa? Blogger, mettetevi d’accordo, filmate 3 minuti a testa, montate il tutto e diffondete 😀

     

    Questa è una genialata! Chapeau!

    • Sì, a parte la boutade, vi ricordo che i (pochi) posti sono esauriti da poco dopo l’istante in cui li hanno messi a disposizione (probabilmente da chi sapeva, perché gli altri avranno fatto neanche in tempo ad accorgersene… molta gente se ne è lamentata), per cui non vi fanno entrare.

  • Ma i signori relatori Boeri e compagnia, prendono soldi per presenziare o ci vanno gratis? Voglio dire sarebbero liberi di boicottare o no?

  • claudio , c’è una sola cosa da fare:

    invitare le stesse persone ,il giorno  stesso  in una stanza d’albergo li vicino e farle loro replicare il dibattito e tu filmi tutto

    ciao roberto

    • E tu credi che Tito Boeri e l’altro relatore sarebbero disponibili? Oltretutto non puoi pensare che lo siano anche Borghi e la Napoleoni, che viaggiano sempre. La Napoleoni per esempio ha tutto sabato già occupato di interviste. Non è facile. Il punto in ogni caso è un altro: l’Italia che non cambia mai e il mondo che ci guarda dallo specchietto retrovisore.

  • Penso che a molti si sfuggito un punto che secondo me è fondamentale.

    Coloro che partecipano al festival come relatori ne erano o no a conoscenza che avrebbero parlato ad un numero esiguo di persone e sarebbe stato estrapolato un discorso di soli 3 minuti mandato poi (forse) sulle reti nazionali? Penso di sì! Allora mi domando perchè hanno accettato una cosa simile?

    Se io relatore DEVO trasmettere conoscenza e mi impegno a partecipare ad un festival voglio ch si abbia la massima diffusione possibile del confronto sui temi trattati altrimenti è inutile farlo conoscere a 4 gatti.

    Perchè non hanno rifiutato la partecipazione diffondendo la notizia di tutto ciò?

    Caxxo Claudio, sei proprio una goccia in un deserto!

  • pare evidente che il contatto è stato sponsorizzato da TELECOM ITALIA e che quindi è telecom che detiene il diritto di divulgare o meno

    CULTURA PREZZOALTA DA SPONSOR POCO PIGMALIONE E MOLTO TERRA TERRA AFFARISTA FANFARONE.

  • Eh caro Claudio… anni fa ho avuto la sfortuna di avere una compagna che faceva parte dell’Organizzazione (come “volontaria”) di questo bel festival Letterario Radical Chic versione moderna che è il festival letteratura di mantova (tutto minuscolo). E purtroppo quello che scrivi non mi stupisce per nulla.

    Mi ricordo che una volta l’accompagnai a Mantova, ma mi rifiutai di entrare e passai tutto il giorno in macchina fino a sera in giro per la lombardia mentre lei era li a fare la ‘volontaria’… (però ricordo anche di un luccio alla mantovana con un vinello bianco che mi gustai da solo mentre loro giocavano a fare gli intellettuali chic).

    Al ritorno mi presi la mia dose di “becero”, gretto, anti cultura…. e mi beccai come al solito, del fascista che è sempre stata una cosa che mi feriva profondamente, io che venivo da una cultura fortemente democratica, anti regimi, anti totalitarismi statalismi e porcherie varie del 900.

    Loro sono così: una rete di persone che più fortemente filo UE non ci può essere. Sono amanti della burocrazia, della cultura ‘finanziata’… sono intrisi di ideologia statalista, tu no.

    Tu e gli altri come te, siete uomini liberi che si sbattono ogni giorno per trovare finanziamenti dalle persone, voi siete liberi, amanti della verità, potete avere idee più liberiste o più socialiste, ma la vostra mentalità non sarà mai quella di sistemarsi ben bene a spese della collettività per diventare “produttori di cultura su commessa”. Produttori di memi su commessa.

    A loro non importa nulla della democrazia vera, la malsopportano, va bene solo quando diventa un totem cristallizzato all’ombra del quale continuare a prosperare parassitariamente.

    Tieni duro Claudio, siamo in molti a stimarti e sostenerti

  • Eh caro Claudio… anni fa ho avuto la sfortuna di avere una compagna che faceva parte dell’Organizzazione (come “volontaria”) di questo bel festival Letterario Radical Chic versione moderna che è il festival letteratura di mantova (tutto minuscolo). E purtroppo quello che scrivi non mi stupisce per nulla.

    Mi ricordo che una volta l’accompagnai a Mantova, ma mi rifiutai di entrare e passai tutto il giorno in macchina fino a sera in giro per la lombardia mentre lei era li a fare la ‘volontaria’… (però ricordo anche di un luccio alla mantovana con un vinello bianco che mi gustai da solo mentre loro giocavano a fare gli intellettuali chic).

    Al ritorno mi presi la mia dose di “becero”, gretto, anti cultura…. e mi beccai come al solito, del fascista che è sempre stata una cosa che mi feriva profondamente, io che venivo da una cultura fortemente democratica, anti regimi, anti totalitarismi statalismi e porcherie varie del 900.

    Loro sono così: una rete di persone che più fortemente filo UE non ci può essere. Sono amanti della burocrazia, della cultura ‘finanziata’… sono intrisi di ideologia statalista, tu no.

    Tu e gli altri come te, siete uomini liberi che si sbattono ogni giorno per trovare finanziamenti dalle persone, voi siete liberi, amanti della verità, potete avere idee più liberiste o più socialiste, ma la vostra mentalità non sarà mai quella di sistemarsi ben bene a spese della collettività per diventare “produttori di cultura su commessa”. Produttori di memi su commessa.

    A loro non importa nulla della democrazia vera, la malsopportano, va bene solo quando diventa un totem cristallizzato all’ombra del quale continuare a prosperare parassitariamente.

    Tieni duro Claudio, siamo in molti a stimarti e sostenerti

  • Eh caro Claudio… anni fa ho avuto la sfortuna di avere una compagna che faceva parte dell’Organizzazione (come “volontaria”) di questo bel festival Letterario Radical Chic versione moderna che è il festival letteratura di mantova (tutto minuscolo). E purtroppo quello che scrivi non mi stupisce per nulla.

    Mi ricordo che una volta l’accompagnai a Mantova, ma mi rifiutai di entrare e passai tutto il giorno in macchina fino a sera in giro per la lombardia mentre lei era li a fare la ‘volontaria’… (però ricordo anche di un luccio alla mantovana con un vinello bianco che mi gustai da solo mentre loro giocavano a fare gli intellettuali chic).

    Al ritorno mi presi la mia dose di “becero”, gretto, anti cultura…. e mi beccai come al solito, del fascista che è sempre stata una cosa che mi feriva profondamente, io che venivo da una cultura fortemente democratica, anti regimi, anti totalitarismi statalismi e porcherie varie del 900.

    Loro sono così: una rete di persone che più fortemente filo UE non ci può essere. Sono amanti della burocrazia, della cultura ‘finanziata’… sono intrisi di ideologia statalista, tu no.

    Tu e gli altri come te, siete uomini liberi che si sbattono ogni giorno per trovare finanziamenti dalle persone, voi siete liberi, amanti della verità, potete avere idee più liberiste o più socialiste, ma la vostra mentalità non sarà mai quella di sistemarsi ben bene a spese della collettività per diventare “produttori di cultura su commessa”. Produttori di memi su commessa.

    A loro non importa nulla della democrazia vera, la malsopportano, va bene solo quando diventa un totem cristallizzato all’ombra del quale continuare a prosperare parassitariamente.

    Tieni duro Claudio, siamo in molti a stimarti e sostenerti

    • Caro Carlo1968 

      Non so perchè ma mi sento molto simile a te per le tue esperienze passate.

      Il tuo post mi ha fatto ricordare trattamenti simile quando ero un giovane adulto ed anche, se mi consentite, belloccio.

       

      Ciao

  • “E’ sempre stato così” non vuol dire che debba esserlo per sempre.

    Organizziamolo NOI un evento del genere, con gli stessi relatori, magari aggiungendo (o togliendo) qualcosa, ovviamente pubblico, in uno spazio aperto al maggior numero di persone e poi registrato e messo online come sempre.

    E poi sta a noi diffonderne i contenuti il più è possibile.

    Colletta preventiva, organizzazione dal basso. L’abbiamo già sperimentato.

    Si può fare!!!

  • Il Festival è organizzato da due editori mantovani ed alcuni librrai: le parole della figlia di una di questi quando gli ho riferito quanto accaduto:”Provinciali teste di c….”

    D

  • byoblu ha scritto :
    " E tu credi che Tito Boeri e l’altro relatore sarebbero disponibili? Oltretutto non puoi pensare che lo siano anche Borghi e la Napoleoni, che viaggiano sempre. La Napoleoni per esempio ha tutto sabato già occupato di interviste. Non è facile. Il punto in ogni caso è un altro: l’Italia che non cambia mai e il mondo che ci guarda dallo specchietto retrovisore. "

     E con questo commento ho chiuso!!!

     Solo che gli italiani non ci arrivano, perchè sono sempre un passo indietro. 

    Ma gli "italiani" esistono? Sembrano sempre più degli alieni (parole di più turisti del nord Europa, conosciuti quest’estate).

  • Io ho inviato una email all’organizzazione come segue. e invito altri a far lo stesso.

     

    Data: 7. September 2012 18:48:02 GMT+02:00

    A:   segreteria@festivaletteratura.it, gioia@festivaletteratura.it

    Cc:   stampa@mavico.it, arianna@festivaletteratura.it

     

    Apprendo da due diversi blog di internet, che i convegni: 

    – crisi economica e democrazia

    – uscire dall’euro: un soluzione possibile

    non solo non verranno trasmessi in streeming in tempo reale,

    ma neppure che l’intera registrazione venga poi caricata sulla rete. 

    Mi pare una cosa assurda, soprattutto considerata l’ importanza dei temi e la fama dei relatori. 

     

    Giorgio Wender

    wender@tiscali.it

     

  • kaos ha scritto :
    ….ma …Mantova esiste davvero??…. o e’ una leggenda??….come Cremona…… …qualcuno ha mai sentito dire che succeda qualcosa da quelle parti?…mai visto un mantovano in vita mia…ne un cremonese……. qualcuno ha una foto di questi esseri??…..

     

    APPROVO CON ENTUSIASMO!!!

  • Forse mi sbaglio ma una registrazione ampia e completa potrebbe rivelare la citata scarsezza di spazi e di strutture e farebbe apparire l’incoerenza con la quantitá dei fondi ricavati delle sponsorizzazioni.

    In altre parole quanto del denaro raccolto é stato realmente speso per la manifestazione?

  • Ciao Claudio, mentre lì a Mantova si discute di come uscire dall’euro, qui a Mestre al festival della politica, politici (Napolitano compreso), giornalisti, giuristi, ecc. discutono su come creare nel più breve tempo possibile (per la crisi) gli Stati Uniti d’Europa in un modo così esplicito da far paura. Oltre alla necessità assoluta per competere nel mondo, alle lodi al dio euro e alla pericolosità dei retogradi-populisti-demagoghi-antieuropeisti ci si è spinti oltre definendo l’Europa federale “un progetto del secondo dopoguerra portato avanti da élite illuminate“(Panebianco) e Giannini ringrazia la BCE che lo ha sostenuto riempiendo il vuoto di potere, ma che non può fare miracoli ma solo comprare il tempo necessario per l’unificazione. Ma come far accettare ai popoli ignoranti e nazionalisti tutto cio? Il trio Caciarri-Panebianco-Giannini mostra le carte in tavola: l’Europa verrà suddivisa in macroregioni autonome internazionali (esempio: regione Adriatica) e col tempo la gente diverrà europea, la lingua europea sarà ovviamente l’inglese. Ma i due direttori sono pessimisti: se in Italia i media si comportano bene (sono europeisti), oltre le Alpi in Francisa e Germania il forte nazionalismo-euroscettico è fomentato da qualche giornale populista. Tutto dipende da noi che dobbiamo diffondere l’europeismo, altrimenti, minaccia Giannini, “le prossime riforme le farà Grillo”.

    Durante il discorso la gente può fare domande: fra i nostalgici che rivogliono la lira (cosa “assolutamente impossibile”) e i “resistete e fate presto” domando: “Il fatto che il processo di unificazione europea venga portato aventi da élite illuminate e non dai popoli e che attualmente l’europa sia governata dalla BCE, che è privata, non è in contrasto con la democrazia?”

    Panebianco: “è ovvio che le banche non sono e non devono essere democratiche” 

    Giannini: “non è assolutamente vero che la BCE è privata”

    Tutto ciò è un’inaccettabile operazione di propaganda europeista in un festival che dovrebbe parlare della politica ma non farla: l’europeismo è una posizione politica che va discussa e non un fatto tecnico, necessario e indiscutibile come vogliono farci credere.

  • CLAUDIO, CIAO, UNA DOMANDA CHE NON CENTRA NIENTE CON QUESTO ARGOMENTO: PERCHè IN ITALIA NON SI è TIRATO IN BALLO L’AIUTO DELLA CORTE COSTITUZIONALE X CONTRASTARE IL M.E.S. COME STANNO FACENDO IN GERMANIA??

  • J-Stock ha scritto :
    Ciao Claudio, mentre lì a Mantova si discute di come uscire dall’euro, qui a Mestre al festival della politica,Panebianco afferma: “è ovvio che le banche non sono e non devono essere democratiche” 

    infatti siamo in una “bancocrazia”

     

    @ j-stock:

    il pubblico in sala come ha reagito a queste affermazioni: applaudendo a piu’ non posso, fischiando o passando direttemente alle maniere forti? il tgr non ha dato notizie di tafferugli 🙂

  • A questo punto faccio una proposta a Messora e cioè di andare a intevistare Marco Pannella su cosa siano storicamente l’idea degli Stati Uniti d’Europa secondo lui e secondo gli Ernesto Rossi,Altiero Spinelli ecc…

    Lo so,potrebbe sembrare che ti voglio male eppure quel satanasso del Giacinto detto Marco è nelle corde e nella storia di quel che veramente si pensava dell’Europa dal dopoguerra in poi,fino alle assurdità odierne.

    Sono convinto anche che verrebbe anche lui da te,se glielo chiedessi.

    Lo so,alla sua età e con 5 Bypass sembrerebbe faticoso ma non è così.Almeno su certe cose si farebbe chiarezza,perlomeno storica.

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