Perché l'Italia non scende in piazza? Rispondi anche tu


Perché l’Italia, che pure sta vivendo stagioni di pesanti tagli e l’inflizione di un’austerity calata dall’alto, per di più aggravata dallo scempio di una classe politica corrotta, non vive una stagione di forte protesta di piazza come quelle che si registrano in Grecia e in Spagna? Eppure, se le cose continuano in questa maniera, i prossimi saremo noi: c’è bisogno per forza di toccare il fondo, prima di accendere la luce della consapevolezza? Non si potrebbe, almeno per una volta, regire per tempo, avendo chiaro l’orizzonte degli eventi e cercando di prevenirlo in maniera lungimirante? Venerdì sera ho tentato di rispondere a questa domanda (vedi video). Di certo, se ci fosse qualcuno con in tasca la formula magica, qualcuno avrebbe già scatenato l’inferno. Tuttavia, qualcosa si può certamente dire.
Non siamo ancora alla frutta
Per le dinamiche di consapevolezza civica che caratterizzano le masse, finché l’acqua non arriva alla gola, non si riesce a superare una certa massa critica di “indignados“. In Italia l’acqua alla gola, per la maggior parte dei cittadini, non è ancora arrivata. Siamo un paese con una ricchezza privata in costante diminuzione ma pur sempre di un certo livello, ottenuta mediante l’attitudine al risparmio dei nostri genitori e dei nostri nonni, forti di un welfare ancora sostenibile e di una filosofia non ancora corrotta dal concetto di “prestito personale”. Non a caso, agli inizi degli anni ’90 è partita una campagna metodica e pervasiva di incentivo all’indebitamento, con la spedizione gratuita e quasi mai richiesta di milioni di credit card revolving, quelle che ti mettevano a disposizione un plafond predeterminato, pronto per essere speso, a tassi di interesse che spesso, in seguito, la magistratura avrebbe definito da usura. Ne arrivavano tante, più di una a testa. Il risultato è stata la rovina economica per milioni di famiglie. Le passività finanziarie del settore privato italiano, dal 2002 al 2010, come dimostrano questi dati di Banca d’Italia rielaborati da Manageritalia, sono crescitute dal 39,9% del Pil al 59,2%.

E indovinate un po’? Meglio di noi faceva addirittura la Grecia, con un dato medio del 27% del Pil, finito in soli otto anni al 65,8%.
Ciononostante, si vede bene come l’indebitamente familiare, nel nostro Paese, sia ancora di molto inferiore a quello del resto d’Europa, ad eccezione dell’Austria, del Lussemburgo e del Belgio. Questo significa che finché abbiamo da smangiucchiare i conti in banca e le pensioni di mamma e papà, abbiamo tutto sommato ancora la pancia troppo piena per provare quel senso di frustrazione e di rabbia che è la benzina che in altri paesi motiva le piazze.

Manca un’opposizione

L’ultima volta che la rete, qualche anno fa, mobilitò centinaia di migliaia di persone, il clima politico era incandescente. I partiti si combattevano aspramente e i giornali, di conseguenza, facevano montare l’odio e la rabbia, dividendo la società in “comunisti” e “berluschini“. C’era una forte bipolarizzazione politico/mediatica e si respirava quasi un’aria da guerra civile. In questo contesto nacque il Popolo Viola, focalizzato contro Silvio Berlusconi. La narrazione del tempo voleva che fosse una sollevazione spontanea della rete, e sicuramente la gran parte di chi vi aderì era stato mobilitato proprio in rete, ma ad un occhio attento c’erano elementi poco chiari. Innanzittutto c’era un fondatore e un coordinamento centrale (incline alla censura dei pareri scomodi e a un conseguente dirigismo poco compatibile con il modello dell’aggregazione spontanea e decostruita), il quale era addirittura anonimo: si faceva chiamare San Precario. Ovvio che sorgessero legittimi dubbi e sospetti su chi si celasse realmente dietro a quella identità. Poi fecero seguito i primi comunicati video. Chi si occupa di fare comunicazione multimediali in rete, in maniera realmente indipendente e con mezzi propri, sa bene quale sia il livello tecnologico di un paese che è tra gli ultimi per il tasso di penetrazione della rete e per la diffusione della banda larga, e conosce bene i limiti delle competenze multimediali, sia dal punto di vista della loro elaborazione che del costo delle atrezzature e dei set. I video del Popolo Viola erano perfetti, dallo studio della comunicazione ad ogni dettaglio tecnico. Non poteva non esserci dietro una società agguerrita e costosa. E se i soldi, con un po’ di campagna fatta bene (ma anche questa è difficile da organizzare in un paese dove le competenze in questo settore sono in mano a pochi) si potevano trovare, di certo lo studio del “branding” e del “marketing” era qualcosa che l’armata brancaleone di volenterosi quanto litgiosi “azionisti della rete” avrebbero difficilmente saputo mettere in piedi. Le cose divennero più chiare quando si iniziò a vedere chi saldava i conti delle manifestazioni di piazza, anche con assegni da decine se non centinaia di migliaia di euro. E c’era anche chi faceva interventi televisivi e scriveva libri, con il cappello del Popolo Viola, ma lavorava negli uffici di quei partiti che finanziavano la manifestazione. Un vero e proprio insulto nei confronti del pubblico e soprattutto della stragrande maggioranza di persone che credevano davvero ad una aggregazione spontanea e interamente “social” del movimento.
Oggi, al contrario, viviamo un clima di pacificazione politica e di conseguenza sociale. I partiti formano un’unica grande coalizione, all’insegna del “fate presto” e del senso di “responsabilità”. Lo stesso fanno i giornali, in nome di una sorta di religione rivelata che ha come divinità assoluta un solo uomo, l’unico in grado di prendere il comando in quest’Italia alla deriva: Mario Monti. Manca dunque tutta la spinta mediatica alla sollevazione, ma soprattutto manca quell’elemento logistico che da sempre fornisce una sponda ai movimenti sociali: manca un’opposizione.
Questo è anche il risultato di uno studio comparato, work in progress, “La politica sotterranea“, condotto da Donatella Della Porta alla testa di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Nonostante vi siano numerosi focolai di protesta, in Italia ciascun gruppo protesta per sé: nessuno unifica le proteste, non c’è un collettore. “Quando c’era il governo di centro-destra, tutta una serie di organizzazioni vicine al PD andava in piazza, offriva le risorse logistiche, ora frena”, dice la Della Porta. E ne conclude che manca un’opposizione di sinistra. (La Repubblica di venerdì scorso, pagina 17)

L’anomalia italiana

C’è poi una terza considerazione, una peculiarità tipica del nostro paese che non trova riscontro negli altri che ora scendono in piazza. La rete italiana ha visto la formazione di un grande centro di aggregazione del dissenso che lo ricanalizza dandogli una legittima aspirazione democratica: il “Movimento Cinque Stelle”. In questo senso, Beppe Grillo ha ragione quando dice che “se non ci fossero loro, ci sarebbe Alba Dorata”. Il Movimento Cinque Stelle è fatto da cittadini che non sono d’accordo con il cosiddetto “sistema” – e sono tanti, a giudicare dalle percentuali dei sondaggi – ma che tuttavia si mettono in gioco, costruiscono liste e programmi e attendono diligentemente di partecipare alla competizione democratica, per sostituire la classe dirigente senza forconi, ma con le matite copiative delle cabine elettorali. Questo dovrebbe essere visto come un carattere distintivo del nostro scenario politico-sociale, un merito da ascrivere ad un movimento che evita stagioni dal sapore più acre e violento. Questo elemento calmierante avrà tuttavia effetto fintantoché sopravviverà l’illusione di poter entrare nel “sistema” dalla porta principale, legittimati dal voto. Qualora questo non dovesse avvenire, o se le forze politiche dovessero accordarsi per una legge elettorale che di fatto mette fuori dai giochi le formazioni minori, allora si libererebbe una forza incredibile, fino ad’ora canalizzata in un percorso delimitato dall’alveo costituzionale.
Rispondi all’indagine qui sotto, per confermare alcune di queste ipotesi o per aggiungere la tua. Pubblicherò i risultati online.
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104 commenti

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  • Le piazze sono vuote perchè la gente non si fida più neanche di quelle. Sono state strumentalizzate e teatrino di troppe bandierine. Gli italiani non credono più a nulla e a niente.

  • Esatto!  “Non siamo ancora alla frutta“!

    Io aggiungerei anche, perché scomodarsi e fare casino per che cosa? l’Italiano tipico, non fa niente se non ha assoluta certezza di quelle che succede di conseguenza a una sua azione. Da una parte questo va bene per certi aspetti della vita ma in questo caso ferma la rivoluzione!

    Insomma, in poche parole, in questo caso è codardia!

    Un saluto

  • Penso che tutti i cittadini scenderebbero in piazza (lo farei pure io che non sono mai andata in nessuna manifestazione in vita mia ma per fortuna,meglio tardi che mai.. ho iniziato a leggere ed informarmi.. in rete) se conoscessero veramente quello che sta succedendo e di come  stanno svendendo  L’italia e il futuro vero che ci attende noi e i nostri figli,penso lo farebbero per l’Italia a prescindere dai loro “risparmi”( che con la conoscenza lo sentirebbero palesemente  in pericolo), ma l’informazione nelle Tv è sempre pochissima,per svegliare tutti è necessario e indispensabile che venga detto e ridetto tutto,la rete non basta.

    e in ultimo se ci fosse qualcuno che organizzasse la protesta che per iniziare potrebbe svolgersi in tutte le città di Italia,sarebbe più facile per le famiglie ,per gli anziani etc  che raggiungere Roma .Ci si ritrova presso ad es. le Regioni,simbolo di Stato.

  • La gente non scende in piazza perchè ha la pancia ancora piena. Fin quando vedi che fanno la fila con le tende per gli I phone 5, allora c’è solo da chiedersi in che paese viviamo. Allora la gente ha ancora soldi. Ma quando i risparmi nostri e dei nostri genitori saranno finiti, che facciamo? Allora sì che scenderanno tutti in piazza. Ma allora sarà già tardi

  • in piazza qualcuno c’è!!! e continuano ad arrivare sempre più persone quindi, a tutti quelli che si lamentanano o muovete il culo o smettete di lamentarvi. è una manifestazione pacifica iniziata ieri, molti hanno dormito in tenda stanotte. i media non aiuteranno a ingrandire questa protesta QUINDI PENSIAMOCI NOI !!FACCIAMO GIRARE LA PAROLA!!!

  • è chiaro che è principalmente per i motivi che hai citato nel video. ci faremmo mettere i piedi in testa ma non è nel nostro DNA reagire , almeno non in quello del cittadino di oggi….fin quando non patiremo la fame, quella vera si subisce e basta! Io personalmente andrei anche subito in piazza, ma la domanda è: quanti ne troverò lì insieme a me? cento o un milione?

     

  • Provabilmente protestano (sit-in) davanti alla Tv.  sono abituati a questo, un popolo abituato stare davanti la Tv da 30 anni e pensano che questo cambi qualcosa. Da 20 anni votano i personaggi televisivi (se non lo sono, devono diventarlo). Provabilmente ne vedremo delle belle quando ci sara il voto. In quella occasione magari escono (60% va a votare)

  • Come dice Ascanio Celestini : “Chi fa la doccia non fa la rivoluzione”.

    Però a parte le tue giuste osservazioni c’è un elemento che “evita” che la gente scenda in piazza.

    Come qualcuno fa notare, in Italia non c’è un’informazione che informa, l’opinione pubblica viene tenuta a cuccia dai grandi fratelli, dalle isole dei fumosi (con la U), dai culi e dalle tette delle varie stelline televise.

    Una per tutti : in Germania ci sono stati 37000 ricorsi e un verdetto per il MES, in Italia neanche si sa che roba sia.

     

  • Onestamente non lo so, o forse si…

    Al di là delle vignette satiriche io davvero vedo i negozi di telefonia presi d’assalto e la gente nei ristoranti. Forse uno dei motivi è proprio questo; ancora circolano per molti i soldini oppure si affidano alla findomestic o agli usurai, non saprei.

    Profumo ha indetto un vetgognosissimo Concorso e i media tacciono. Sembra non fregare niente a nessuno, si, si dibatte , ma poi ognuno coltiva il proprio orticello. Tanto al sud alle prossime elezioni, basterà promettere posti di lavoro e ci si turerà il naso.

    E chi scrive , vive al Sud ed è nata li .

    Sono stanca davvero , non credo più in nulla ,tanto una volta al potere sono tutti uguali. Io più che scrivere , parlarne, cosa posso fare? Cospargermi di benzina ed urlare che ho 40 e passa e sono ancora precaria e mi tocca rifare concorsi per i quali sono già abilitata, perché nessuno dice che questi concorsi servono ad eliminare invece che ad assumere?No meglio parlare dei gioovani disoccupati, come se quelli da 35 in su, fino ai 60 ormai sono buoni come carne da macello. Non abbiamo budella,anima e dignità.

    Neanche tu ne hai parlato della questione scuola.

    Eppure non era una notizia da poco.

    Quindi non credo a niente , vorrei già essere una vecchia signora con un cane o un gatto intorno che scruta l’orizzonte aspettando la fine.

    Non siamo un popolo siamo un gregge che bela all’occorrenza e ci guardiamo orgogliosi negli occhi solo se l’Italia vince i Mondiali.

    Questo siamo, vi piaccia o meno…e quei pochi che ci provano a cambiarle le cose sono uomini soli.

    P.S.

    Mi scuso per eventuali errori, ma ho rotto gli occhiali ed oggi è domenica per rimediarvi e non vedo un tubo da vicino.

     

  • Principalmente per due motivi: 1) non cè un movimento sufficientemente forte che veicoli la protesta con dei Capi all’altezza della situazione; 2) Non tutti in Italia stanno male al punto da scendere in piazza e fare una mezza rivoluzione. Non dimentichiamo che In Italia esiste ed opera quasi indisturbata a 360° un Mafia organizzata che ha un fatturato di gran lunga superiore a quello dello Stato. Significativo è il fatto che per fare una legge contro la Corruzione ancora il Governo annaspa dopo che siamo stati diffidati più volte dall’Europa. Da tanto discende come conseguente corollario che la in Italia non si sta proprio male. Oltre la metà degli Italiani cammina con un SUV da 50.000 Euro. Un numero indefinito di portaborse, amici degli amici, lecchini e chi più ne ha più ne metta intasca oltre 4.000 euro mensili solo per far da codazzo ai politici corrotti. Perchè tutta sta gente dovrebbe sendere in piazza? Solo i disperati ed il ceto medio basso che, grazie al Governo Monti, stanno patendo la vera fame hanno tutto l’interesse a scendere in piazza. Ma quanti sono? Qualcuno forse è riuscito a quantificarli? Non credo molti. Occorre quantificarli e veicolare bene la protesta altrimenti più che scendere in piazza a protestare ci si avvierà verso le patrie galere. Complimenti Italia!

  • Non scendiamo ancora in piazza  per due motivi:

    1)abbiamo ancora il ‘grasso ‘dei risparmi accumulati con grandi sacrifici dalle generazioni precedenti che stiamo rapidamente bruciando,

    2)abbiamo dei sindacati collusi con i banchieri che ci stanno portando alla fame,preferiscono partecipare ai convegni bocconiani di cernobbio piuttosto che organizzare la lotta come fanno i loto colleghi spagnoli,greci portoghesi.

    E’solo quetione di tempo,chi ci ha portato alla rovina e chi ci ha venduti alla criminalita’ finanziaria internazionale ,rappresentata in italia dai banchieri bocconiani,pagera’ un conto salatisimo,a cominciare dalle prosime elezioni.

  • Altro che scendere in piazza, dovremmo tapparci per tre giorni e non uscire! Dovremmo paralizzare l’Italia! I negozi vuoti… nessuno per le strade… non possono neanche manganellarci! Pensate che prova di forza la nostra! Bloccare l’Italia in questo modo è molto più efficace di ogno piazza piena! Provate a organizzare una cosa del genere!

  • Scendere in piazza per cosa? Grecia e Spagna cosa hanno o stanno ottenendo? Oltre a prendere addosso manganellate e lacrimogeni non stanno ottenendo niente, si, fanno sentire la loro voce ma poi? I politici fanno quello che vogliono, tanto è l’europa che ce lo chiede. Quindi? Scendere solo in piazza con slogan non serve a niente dovremmo ricreare un Piazzale Loreto a Roma…..

    Questo almeno è il mio pensiero. Poi correggetemi voi se sbaglio……

  • Per fare una rivoluzione(anche pacifica) bisogna sapere in cosa si vuole rievolvere. L’elettore non lo sà, non sà per cosa lottare; lo farebbe ma si è smarrito delegando il per anni il pensare a menti altre.
    La paura e la confusione hanno funzionato sul popolo italico. L’italiano medio vuole possedere; non si tratta solo del politico di turno.

  • non credo che ci sia solo una causa ma come sempre è un insieme di motivi, siccome a me non piace, e non sarei nemmeno in grado, dare una risposta in assoluto vi do la mia personale motivazione.

    io non scendo e non scenderò più in piazza dopo i fatti di genova 2001 (G8), nella tristissima occasione è risultato abbastanza chiaro che le manifestazioni sono una forma di protesta vecchia e troppo facile da controllare e strumentalizzare, inutili e controproducenti.

    NON SCENDETE IN PIAZZA FARESTE IL LORO GIOCO

    bisogna cambiare metodo e forma di protesta, l’unica secondo me è il boicottaggio di massa verso prodotti e servizi delle multinazionali, io per quanto posso cerco di farlo da anni ma da solo o in pochi non facciamo variare granché il loro fatturato, se invece lo facessimo in tanti qualcosa cambierebbe, prenderli sui soldi questo bisogna fare, la nostra unica arma è scegliere cosa e da chi comprare quello di cui abbiamo bisogno.

  • Ciao Claudio, penso che le tre ragioni che segnali siano tutte concause del mancato scendere in piazza degli italiani. Da noi c’è una solidarietà in famiglia tra genitori e figli che riduce di molto le criticità economiche, una specie di ammortizzatore sociale improprio ma comunque efficace, almeno per una vasta parte della società. Inoltre la gente si è resa conto che scendere in piazza non porta risultati, ma si presta a strumentalizzazioni, come avvenuto anche nelle ultime manifestazioni, anche perchè ci sono in mezzo persone che fanno casino, e molti le manganellate non le vogliono prendere. La nascita e la crescita del Movimento 5 Stelle è però a mio parere la ragione principale; Beppe Grillo ha il grande merito di aver dato gli strumenti, a chi vuole, di informare ed informarsi, grazie alla sua visibilità, e i ragazzi sul territorio hanno dimostrato di dar voce in ambito istituzionale alle istanze dei cittadini. E soprattutto, il sistema teme molto di più l’affermazione del M5S piuttosto che la piazza.

    • gli unici in grado di condizionare e comandare le masse sono i gruppi ben organizzati.

      in tutte le persone e i gruppi di persone c’è il bene e c’è il male, anche nella massoneria.

      c’è una parte di massoneria nel cui cuore alberga il bene e che, secondo me, ha creato il M5S e una parte di massoneria nel cui cuore “alberga la ‘mmerda” (cit.) quella che vuole annientare la libertà individuale, indi ragion per cui viva M5S ovvero Massoneria5S

  • Secondo me perché l’Italiano se ne frega degli Italiani, infatti ha sempre agito seguendo questo tipo di leggi:

    – Non fidarti degli altri

    – Arraffa arraffa fin che puoi;

    – Modello dell’uomo vincente: furbizia ed aggressività (mai onestà e valore!!!);

    – “Fai i tuoi interessi, e che gli altri si arrangino!!!”;

    – “Piatto ricco mi ci ficco”: quando si sà che il “Piatto ricco” ce l’hanno veramente pochi…..

    – Fine ultimo: acquisizione di sempre più ricchezze, potere e sesso.

    Sfogliando un po’ di storia e ampliando queste leggi al mondo ho notato che questa sembra essere una consuetudine nell’uomo, chissà come mai??!!!!

     

  • @Rodolfo P.: sai da quanto dico che bisogna fermare tutto non per 3 ma per almeno 7 giorni? Fare un passaparola tra la gente, fare scorta di viveri e starsene a casa invitando i negozianti a non aprire per non vendere. I franecsi fecero così dando aiuto ai camionisti e riuscirno! Gli italiani hanno solo il pallone a interessarli, tutto il resto conta zero!

    Ma se ne accorgeranno, ora che Monti ha detto che continuerà… cosa veramente da suicidio!  E badate: se non ci si darà una mossa materiale, prsto si sarà in dittatura dichiarata, visto che quella silenziosa già agisce!

  • ..però Claudio avresti dovuto darci la possibilità di selezionare anche più di una ipotesi tra quelle che ci hai proposto, io ad esempio credo che non scendiamo ancora in piazza sia per il fatto che molti di noi stanno ancora sufficientemente bene e anche perchè esiste il M5S che ci fa ben sperare.  Certo se riuscissero a cambiare la legge elettorale per tagliare la strada al MoVimento allora la rabbia potrebbe emergere per davvero. 

  • giovaluc ha scritto :
    Perchè siamo un popolo di pecoroni in attesa che altri risolvano i problemi per noi. “Te lo appoggio . .

  • Per tutti quelli che dicono “protestare nn serve a niente”, non è vero. La manifestazione serve a far parlare la gente, il problema sono gli scontri… Quelli non devono esserci. Io ieri ero a piazza montecitorio eravamo un centinaio e 3 gabbiotte di celerini. Cmq, non si scende in piazza se nn hai un motivo. Fino a quando il tuo standard di vita resta invariato l’italiota nn fa un cazxo!!!

  • Per tutti quelli che dicono “protestare nn serve a niente”, non è vero. La manifestazione serve a far parlare la gente, il problema sono gli scontri… Quelli non devono esserci. Io ieri ero a piazza montecitorio eravamo un centinaio e 3 gabbiotte di celerini. Cmq, non si scende in piazza se nn hai un motivo. Fino a quando il tuo standard di vita resta invariato l’italiota nn fa un cazxo!!!

  • sexyshop ha scritto :
    Le piazze sono vuote perchè la gente non si fida più neanche di quelle. Sono state strumentalizzate e teatrino di troppe bandierine. Gli italiani non credono più a nulla e a niente.

    Appunto! e nemmeno a sè stessi!! Aspettano . . magari come scrive il Vasco,aspettano Godot! Non riescono nemmeno a difendere i propri diritti sul lavoro!! . . e te lo dice un camionista 35enne che ne ha la palese dimostrazione tutti i giorni! Portano pazienza in attesa di tempi migliori. E allora sai cosa meritiamo o devo scriverlo per poi essere bannato??Non sò da te ma a Mantova si dice che ad un ignorante glielo si mette prima nel c___ che nella testa! Guardiamola in faccia la realtà,è meno dura. Saluti

  • Puccini e rodolfo hanno ragione, cosa interessa di piu’ a loro? potere e soldi, scendere in piazza non serve, votare neanche, ma.. chiudere i conti bancari? non usare piu’ la carta di credito? comprare solo italiano? magari anche da chi coltiva l’orto appena fuori il paese, buttare fuori dalla finestra la tv con conseguente risparmio di energia? usare una volta di piu’ la bici? non comprare più giornali? ci informiamo con internet. Sono solo alcune cose, ma bisogna pur partire dal basso

    • Cancellare le elezioni? E’ fantapolitica. Anche i partiti che più tifano per Monti, i centristi, si ripromettono di rimandarlo a Palazzo Chigi grazie a una lista civica nazionale che si presenterà alle elezioni con lui candidato. Inoltre il primo a non voler fare il premier è lui. E’ vero che ha detto di essere disponibile, ma l’ ha fatto per rassicurare i suoi supporters all’ estero, le Merkel e gli Obama. Quel che è certo che chiunque vinca, non lo lascerà fare il semplice senatore a vita. Vedrai che gli affideranno il ministero del Tesoro, ma la presidenza del consiglio quella no

    • Due stralci di articoli che trovo interessanti e che sollevano dubbi su quella che tu chiami “fantapolitica”

      “Monti è disposto a restare, ha cercato di chiarire, se ci dovessero essere circostanze speciali, che lui stesso non si augura, e se saranno le forze politiche a chiederlo. Allora prenderà in considerazione la proposta di un secondo mandato……

      A seguito delle dichiarazioni di Monti, lo spread tra Btp e Bund scende a 371 punti…..”

      “Perché tutta questa fretta di eliminare il “porcellum”? E’ presto detto: le forze politiche non accetterebbero mai di andare al voto in autunno senza un nuovo sistema. Quella di Monti è una lotta contro il tempo: nonostante le dichiarazioni di facciata l’obiettivo è raggiungere le urne il prima possibile. Se si votasse in autunno – sondaggi alla mano – sarebbe difficile, quasi impossibile, trovare una maggioranza salda, in grado di governare senza intoppi e di non cadere alla prima “imboscata” parlamentare. Uno scenario perfetto per sventolare – ancora – la minaccia dello spread e farsi riaffidare da Napolitano (che ancora non sarebbe entrato nel semestre bianco che, di fatto, ne neutralizza il potere) le redini di un nuovo governo, un Monti-bis sostenuto ancora dalla “strana maggioranza”.”

  • sexyshop ha scritto :
    Le piazze sono vuote perchè la gente non si fida più neanche di quelle. Sono state strumentalizzate e teatrino di troppe bandierine. Gli italiani non credono più a nulla e a niente.

    Non credono più a niente e aspettano!! Aspettano,portano pazienza,aspettano,portano pazienza,aspettano . . . e lavorano (o meglio si fanno schiavizzare) chi un lavoro ce l’ha ancora ovviamente.

  • Parlando alla Camera di Commercio di Buenos Aires il 2 agosto, il Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner ha stigmatizzato la politica antipopolare dei governi europei – Ha ricordato che il suo scomparso consorte Nestor Kirchner, ammonì nel 2003 alle Nazioni Unite che “i morti non possono pagare i debiti“. Spiegò che l’austerità non avrebbe mai generato una ripresa in Argentina e giurò di non anteporre gli interessi dei banchieri a quelli dei cittadini. ”Sento che l’Europa non capisce questo“, ha detto la Kirchner.

     

    Guardiamo alla Spagna: “Come si fa ad avere la crescita se la gente perde il lavoro, i salari vengono tagliati, le case messe all’asta e i benefici sociali ridotti?” Ho letto che il 10 per cento dell’impiego pubblico verrà tagliato, assieme a 50 mila posti letto negli ospedali, ha detto. “Non si può sostenere un’economia o una società in queste condizioni”, ha ammonito.

     

    In Europa “c’è un’incredibile crisi speculativa”, aggiunto, “qualcosa che noi conosciamo bene”. Confutando l’idea che in Europa ci sia un’eccessiva spesa pubblica, ha ricordato che ci sono stati i salvataggi bancari, come quella dellaBankia in Spagna, che era amministrata dall’ex direttore del FMI Rodrigo Rato. Rato ”era solito impartirci lezioni” sulla politica economica, ma la sua banca ha un buco di 230 miliardi di euro.“C’è stato un incredibile salvataggio delle banche, così che queste hanno potuto disimpegnarsi dalle posizioni difficili” nelle nazioni sud europee, ma si tratta “delle stesse banche che hanno prestato i soldi” a quei paesi!

     

    È proprio “come l’Argentina nel 2001″, quando i predatori finanziari stranieri imposero “mega-swaps” e salvataggi a condizioni usuraie, promettendo che ciò avrebbe blindato il paese dalla crisi. Fino all’ultimo i finanzieri proclamarono che l’economia fosse veramente “solida”. Era una frode, e gli argentini ne furono vittima.

    Il Presidente argentino ha parlato alla vigilia del pagamento di 2,3 miliardi di dollari ai possessori dei bonds Boden-2012, rilasciati in cambio dei soldi congelati nel “corralito” imposto nel 2001 dal folle ministro delle Finanze Domingo Cavallo. La Kirchner ha sfruttato l’occasione per documentare come il debito estero, a cominciare dal famoso prestito dei fratelli Barings nel 1811, è stato usato per saccheggiare il paese, dettagliando come l’”aritmetica dei banchieri” ha costretto l’Argentina a pagare e pagare ma il debito cresceva sempre.

    Sul proprio sito Facebook, la Kirchner ha pubblicato tabelle del governo che mostrano come tutti i parametri finanziari, economici e sociali sono migliorati dal 2002 ad oggi. Il debito pubblico è sceso dal 166% al 41,8%, il PIL è raddoppiato, gli interessi sul debito sono passati dal 21,9 al 6% del bilancio, il salario minimo è cresciuto otto volte, il numero dei poveri è sceso dal 48 al 7%, il debito delle province dal 21,9 al 6,9%. Sono cifre da spiattellare in faccia a chi dice che se l’Italia esce dall’Euro “farà la fine dell’Argentina“.

    http://cambiailmondo.org/2012/08/20/kirchner-alleuropa-i-morti-non-possono-pagare-i-debiti/

     

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=51661&highlight=kirchner

    • C’ è una grossa differenza con la situazione italiana di oggi e quella dell’ Argentina di allora. Il debito argentino era quasi tutto in mano estera (alcuni investitori erano italiani, i possessori dei tristemente famosi tango bond), quindi la decisione di non pagarlo danneggiò sopratutto gli stranieri. Il 60% dei nostri titoli di Stato invece è in mano italiana, banche, assicurazioni ma anche milioni di famiglie e singoli cittadini che hanno investito i loro sudati risparmi in bot o cct. Non pagando il debito finiranno tutti sul lastrico. E’ questo che voglaimo?

    • Caro Gianni Guelfi,

       magari fare un po’ meno allarmismo non guasterebbe: “la quota detenuta dalle famiglie, al giugno 2011, corrispondeva al 12,7%. Tutto il resto era detenuto da investitori istituzionali: banche, assicurazioni e fondi. Più precisamente: 3,6% Banca d’Italia; 26,2% banche commerciali italiane, 13,8% assicurazioni e fondi italiani, 10,6% banche estere, 32,8% fondi esteri.”  [Fonti:Elaborazione dati Banca d’Italia, Supplemento al bollettino statistico 14 ottobre 2011 n. 51; Morgan Stanley, Who owns Italy’s government debt?, luglio 2011.]

      Dunque la famiglie che condanni alla disgrazia non sono il 60%, ma il 12,5%. E in ogni caso non le condanni alla disgrazia, ma alla rimodulazione dei proventi. Sacrifici per sacrifici, qualche sacrificio possono farlo anche loro. Niente viene gratis. Però poi si riparte alla grande. Invece, così, ci becchiamo tutti 30/40 anni se non oltre di austerity. 

      I dati leggiamoli bene. E poi che ragionamento sarebbe, il tuo, scusa? Allora se il debito era in mano ai tedeschi era lecito fregarsene?

      I debiti non si cancellano, si ripagano con più calma, senza condannare la gente alla fame. Lo sostiene anche una sentenza del 1938 della Società delle Nazioni. 

  • Tutti coloro che hanno scritto hanno un pò ragione nel senso che le motivazioni sono varie del perchè in italia non si scende in piazza. Senz’altro come diceva qualcuno una volta che provi a bloccare l’italia non solo per tre giorni ma per almeno 15 giorni o un mese (sono disposto a mettere in gioco le mie ferie o addirittura a perdere 15 giorni o un mese di stipendio) per fare le pulizie, per riappropiarci dei nostri diritti e della nostra libertà per sbattere fuori dai posti di potere tutti i ladruncoli politici che hanno mandato in rovina questa italia. Questa italia fino ad oggi è il frutto di collusioni con corruzione e mafia. Possiamo dire che l’italia dal punto di vista amministrativo è ancora ad un livello sociale di tipo medioevale che non ha fatto evoluzione, arroccata soltanto sul campanilismo e sulla prevaricazione dei ricchi sui poveri. Negli anni 80 avevamo il ceto medio, da molto tempo esso è stato spazzato via. Per cambiare l’italia bisogna liberarci del modello medioevale in questo modo tutti gli attuali centri di potere verranno spazzati via. Bisogna che ogni regione riduca il numero dei comuni e quindi dei sindaci e degli assessori. Direi, per fare un esempio che se una regione ha adesso all’incirca 240 comuni essi dovranno essere ridotti a non più di 50 realizzando nuove entità amministrative che consentiranno di cancellare le sovrastrutture politiche foriere di posti servili come le provincie, le comunità montane, i consorzi di bonifica e tutti gli enti adesso esistenti che gravano sulle spalle di noi. Queste nuove entità amministrative riassorbiranno tutti i lavoratori e non solo ma ci saranno ampie risorse economiche per dare stipendi normali a chi già lavora e per creare nuovi posti di lavoro. Questo implica un’informatizzazione del paese e sviluppo della rete a 360 gradi che consentirà di dare servizi a tutti a costi molto bassi. Altro tema sono le liberalizzazioni così come sono non produrrano effetti ma soltanto un ulteriore aumento dei costi pertanto bisogna procedere ad una ristatalizzazione partecipata dei principali servizi per il sociale.

    Quelle che ho citato sopra sono solo alcune idee ma il fatto che i cittadini non scendono in piazza presumibilmente è dovuto anche all’azione in atto dei servizi segreti che blocca alcuni tipi di informazione libera, pilota la psicologia sociale per far si che nessuno riesca ad aggregarsi. Se ci saranno le elezioni (speriamo che ci siano) a meno di brogli elettorali non vedo come i cialtroni adesso al governo riescano a ritornarci chi voterà Casini, Alfano, Bersani?

    Basterà votare ad esempio il Movimento libera italia o il Movimento 5 stelle per fare pulizia e poi forse cambieremo l’italia.

    Dopo anni di protesta che ho fatto a vari livelli non ho trovato nessuno però disposto a seguirmi per scendere in piazza.

  • Ecco una risposta alla vostra domanda da Massimo Mazzucco:

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4042


    Inviato da Redazione il 21/7/2012 23:10:00 (6979 letture)

    D’accordo, gli italiani sono dei menefreghisti. Gli italiani se ne fottono di quello che succede al loro paese, e guardano soltanto al vantaggio personale. Gli italiani si sentono tutti uniti quando gioca la nazionale, ma poi tornano subito al loro passatempo preferito, che è quello di pisciare nel giardino del vicino.

    Gli italiani reagiscono come belve ferite se li tocchi nel portafoglio: prova a ritoccare le tariffe dei tassisti, e avrai di colpo intere città bloccate dalle auto gialle, che protestano per questi ritocchi. Oppure prova a ritoccare le sovvenzioni agli agricoltori, e avrai di colpo le strade di mezza Italia bloccate dalle mucche e dai trattori. Ma non vedrai mai i tassisti che scioperano per difendere i diritti degli agricoltori, nè gli agricoltori che scioperano per difendere quelli dei tassisti. In Italia la solidarietà fra le varie categorie non esiste, esattamente come non esiste la soliderietà fra gli individui.

    Ognuno per i cazzi suoi, e che Dio ce la mandi buona.

    Ma perchè siamo così diversi dagli altri? Perchè gli spagnoli scioperano uniti contro le misure dell’austerity, perchè gli inglesi protestano uniti quando la benzina è troppo cara, perchè i francesi scendono compatti in piazza contro l’innalzamento dell’età pensionabile, mentre noi restiamo serenamente a casa nostra, a meno che la cosa ci riguardi da vicino?

    La prima risposta che viene alla mente, è che da noi il meccanismo del divide et impera abbia funzionato meglio che nelle altre nazioni. Ma siamo daccapo: perché da noi avrebbe funzionato meglio, e dagli altri invece molto meno?

    Propongo un ragionamento, senza pretendere ovviamente di avere la verità in tasca. La nostra nazione ha una storia molto particolare, che la differenzia da tutte le altre: è stata infatti sia la culla del grande impero romano, …

    … sia la culla della Chiesa cattolica. Queste due entità, apparentemente molto diverse, hanno in realtà una caratteristica fondamentale in comune: sono ambedue basate su un principio di autorità assoluta, che viene dall’alto, e funzionano secondo una rigida struttura gerarchica, nella quale i vertici prendono tutte le decisioni, e agli altri non resta che obbedire.

    L’imperatore dalla tribuna volgeva il pollice verso il basso, e il povero gladiatore veniva passato a fil di spada. Il prete invocava il nome di Dio dall’altare, e il povero selvaggio veniva mandato al rogo senza pietà.

    Non a caso queste due istituzioni – Impero e Chiesa – sono riuscite a forgiare un’alleanza storica, dal terzo secolo in poi, che ha portato la spada e la croce a diventare due volti della stessa medaglia.

    L’una mandava i crociati a conquistare le terre d’oriente, l’altra li assolveva in anticipo per tutti i massacri che avrebbero commesso.

    In realtà, il concetto di autorità dall’alto è talmente simile, fra le due istituzioni, che ad un certo punto è nata la famosa questione temporale, ovvero se fosse l’imperatore a dover incoronare il papa, oppure il papa ad incoronare l’imperatore.

    Nel frattempo il popolo subiva, anno dopo anno, decennio dopo decennio, secolo dopo secolo, fino ad abituarsi in modo irreversibile a subire senza più protestare. A tutto questo, naturalmente, dava una buona mano il cattolicesimo, che ti insegna ad accettare umilmente le pene terrene, promettendoti in cambio una ricompensa divina. Fiat voluntas Dei.

    Il risultato è la tipica reazione dell’italiano di oggi, che di fronte ai problemi che lo affliggono scrolla le spalle e dice rassegnato: “Tanto, che cosa ci vuoi fare?”

    Solo a quel punto subentra il meccanismo del divide ed impera.

    Per bilanciare infatti lo schiacciamento collettivo, bisogna permettere all’individuo di rivalersi in qualche modo a livello personale. Altrimenti la rivolta esploderebbe, compatta e poderosa, e sarebbe inarrestabile.

    Permettendo invece al singolo di trarre piccoli vantaggi quotidiani, a spese di tutti gli altri, si riesce ad incanalare la sua frustrazione non più contro le istituzioni, ma contro i propri simili.

    Nasce così la tolleranza istituzionalizzata, che ti permette di non pagare l’Iva evitando di fare lo scontrino, che schiaccia un occhio quando dichiari 30.000 euro all’anno e giri con la Ferrari, che finge di non vedere quando costruisci un bagno abusivo dove prima c’era un terrazzino.

    Mentre tu ti senti “furbo” per aver “fottuto lo Stato”, in realtà hai fottuto i tuoi concittadini, perché i soldi che hai risparmiato individualmente ti verranno comunque tolti a livello collettivo: tu risparmi 100 euro di Iva non versata, ma poi ciascuno di noi paga 100 euro in più, sotto forma di tassazione, quando va a fare benzina, compera le sigarette, oppure paga la bolletta del gas.

    E’ nella sottile distinzione che esiste fra “stato” inteso come istituzioni, e “collettività” inteso come insieme della popolazione, che si crea lo spazio per alimentare il divide et impera fra i singoli cittadini. Ed è nell’illusione che il vantaggio personale non finisca comunque per ritorcersi contro di te a livello collettivo, che si riesce ad alimentare quel meccanismo in ciascuno di loro.

    Ma prima di mettere in funzione la guerra fratricida è necessario aver convinto la popolazione, ai livelli più profondi del nostro inconscio, che “tanto non c’è niente da fare”. Altrimenti, quando si presenta un problema quelli si uniscono, ed invece di scannarsi fra di loro vengono dritti contro di te, perchè sanno che invece “qualcosa si può fare”.

    E a quel punto della tua autorità a divinis te ne fai ben poco: il re è nudo, e non serve nemmeno più che tu ti metta a scappare. Tanto i forconi, che siano terreni o divini, ti attendono in ogni caso.

    Massimo Mazzucco  “

  • Gli italiani non scendono in piazza perchè sono stati gabbati cento volte da leader voltagabbana, non gli va piu’ di rischiare le manganellate per fornire un biglietto di ingresso nella casta a dei cinici profittatori travestiti da masaniello. Diranno basta, e lo faranno con violenza spropositata, quando verrà loro forzata la mano, quando dovranno per forza scegliere da che parte stare; è già successo nella storia.

  • Claudio, DOVETE diventare reali!!! TANGIBILI!!! LA GENTE TI DEVE vedere TE E AGLI ALTRI DI QUESTO BLOG, DI PERSONA!! NELLE PIAZZE NELLE STRADE NEI COMIZI!! altrimenti siete solo dei blogger, Sei anche tu un leader di questo movimento di  protesta fino ad ora pacifica, che tu lo voglia o no, e con gli altri di questo blog, tanto per iniziare, hai e abbiamo, perche nessuno puo essere escluso, la responsabilita di organizzare pacificamente, una protesta e una lotta continua, essere dei punti di riferimento nelle nostre piccole e grandi comunita, non dei politici o nuovi aspiranti tali ma degli organizzatori della protesta, e di riforme concrete. Non fare lo stronzo(in senso buono, e lo dico con tutto l affetto e la stima che ho per te) e non sprecare questa occasione storica irripetibile!! Organizzaci!! Facciamo una tabella di MARCIA! Rompiamogli le ossa a sti ladri criminali e massoni! Con stima e affetto.

  • Claudio, DOVETE diventare reali!!! TANGIBILI!!! LA GENTE TI DEVE vedere TE E AGLI ALTRI DI QUESTO BLOG, DI PERSONA!! NELLE PIAZZE NELLE STRADE NEI COMIZI!! altrimenti siete solo dei blogger, Sei anche tu un leader di questo movimento di  protesta fino ad ora pacifica, che tu lo voglia o no, e con gli altri di questo blog, tanto per iniziare, hai e abbiamo, perche nessuno puo essere escluso, la responsabilita di organizzare pacificamente, una protesta e una lotta continua, essere dei punti di riferimento nelle nostre piccole e grandi comunita, non dei politici o nuovi aspiranti tali ma degli organizzatori della protesta, e di riforme concrete. Non fare lo stronzo(in senso buono, e lo dico con tutto l affetto e la stima che ho per te) e non sprecare questa occasione storica irripetibile!! Organizzaci!! Facciamo una tabella di MARCIA! Rompiamogli le ossa a sti ladri criminali e massoni! Con stima e affetto.

  • IO vedo solo tanta paura, e troppe scuse. E”chiaro che chi combatte contro interessi grandi rischia le manganellate, e forse anche peggio, arresti e pressioni di vario genere, ma tanto ci manganellano ugualmente ogni giorno con nuove tasse e sopprimendo ogni forma di diritto e di stato sociale. Purtroppo non e”piu una opzione ma una esigenza quella di scendere in piazza, per quanto riguarda il non credere piu a niente il discorso non tiene piu, e” evidente che nessuno strumentalizza i dimostranti a Madrid, qui semplicemente si sta combattendo una guerra dichiarata contro il popolo, le immagini di madrid ne sono una prova lampante e chi non sceglie di combattere ha gia perso. Se iniziamo oggi, e muovendoci in maniera intelligente in milioni ci seguiranno, basta organizzarsi per bene, pianificare , senza buttarsi in strada come capre, esistono strategie studiate dalle cia per rovesciare i regimi post sovietici che sono applicabilissime anche qui da noi, basta avere il coragio di iniziare. Anche perche e”una scelta ormai obbligata, questi criminali non si fermano davanti a niente, e se organizziamo una strategia di lotta, magari sanguineremo un po, ma la vinceremo perche e un paese intero a non poterne piu.

  • Guardare sempre indietro per comprendere il presente. Piano Marshall: gli americani bombardano l’Italia, distruggono opere pubbliche, artistiche e storiche; sparano sui civili (ma nessuno ne parla) e creano morte e fame. Una volta però “giustificata” l’azione secondo l’insegnamento rivisto di un Machiavelli che dice “Niente è indegno se il fine è degno”.. Allora mascherano il tutto regalando cioccolatini e vestiti, prodotti quotidiani e rari. Masticano chewingum al ritmo di una vittoria che oggi si lascia dietro di se le macchie di una strategia di cui ancora ne paghiamo le conseguenze. Da allora cambiò qualcosa negli italiani.. Ci abituammo all’idea che essere comandati è più comodo che prendere le redini del proprio destino anche a costo di enormi sacrifici intrisi nell’identità di valori ormai estinti. Cadde la mentalità dell’imprenditore attento all’investimento utile a salvaguardare non solo il mantenimento dei propri beni ma anche quella della propria patria, della propria autosufficienza. Adesso qualcuno veniva a dirci “tranquilli, non è importante biasimare un’egoismo nazionale e coltivare prodotti tipici, e bere vino la sera o rispettare le regole quotidiane del mangiare tutti insieme la domenica. Noi vi portiamo la Coca Cola, i pranzi facili.. I divorzi, la “democrazia”. Siamo venuti a liberarvi. Adesso vi distribuiremo anche i nostri beni. Ma consentiteci di costruire le nostre basi militari qui, firmateci questi accordi”. E così accadde. Con pochi stracci la massa era già comprata. La mafia fu utilizzata per facilitare lo sbarco e messa a capo dei comuni.. Gli italiani si cullarono nel fatto che non importa darsi da fare per risolvere i problemi derivanti da chi ci comanda: l’importante è che qualcuno lo faccia! Aaah se legessimo tutti Tomasi di Lampedusa ci accorgeremo che veramente “tutto cambia affinchè nulla cambi”. Divide et impera ed il gioco è fatto. L’unico gruppo compatto giorni fa era quello davanti una negozio di cellulari.

  • Ormai circa un anno fa scrissi sul tuo blog in risposta a un post, osservando di come il popolo si comporti come un ammasso di gas in fisica. Se non polarizzate, le molecole di gas spingono ognuna dalla sua parte e la sommatoria delle loro forze alla fine è ZERO. Ma se qualcosa le polarizza verso un’unico verso, queste sommano le forze e creano una spinta fortissima.. Mi fa piacere leggere che abbiamo fatto lo stesso ragionamento, anche se descritto in maniera diversa..:) Del resto non si può fare a meno di ricordare con quanta facilità prima da una parte all’alltra si scendesse in piazza per qualunque “puzzetta” di questo o quello…… Evidentemente adesso è chiaro che tutto è sempre stato strumentalizzato, mentre oggi tutti muti e conniventi.. A noi penso fosse chiaro da sempre..

    Il problema adesso è: chi ci può polarizzare? Qualcuno della cricca, per rimettere le cose al “loro” (nel senso di “PER loro”..) posto (Renzi per esempio?..). Oppure qualcuno che in buona fede è stufo e davvero vuole cambiare le cose?.. Sì ma attenzione: qualche volta nella storia è stato un Ghandi o un Pericle, qualche volta è stato un Hitler, qualche volta è stato uno Stalin… Chiunque sia il popolo esasperato lo segue, purtroppo nel bene o….. Chi polarizzerà per primo gli Italiani questa volta?…..

    La mia domanda adesso è: Grillo, perché non ci fa scendere tutti in piazza? Troverebbe 50.000.000 di persone che lo seguono.. La gente, risparmi in banca o no, comincia a capire che questa non è una “solita crisi” ma una mattanza finanziaria dove noi siamo la carne da macello.. Quindi?.. Forse anche lui ha qualche motivo per non scendere in piazza? Teme per la sua vita? O forse è solo consapevole che scendendo in piazza così ora “lo spread” ne risentirebbe; meglio aspettare le democratiche elezioni e sperare..

    Spero nell’ultima ipotesi, ma attenzione.. Non aspettiamo che a farci scendere in piazza sia un altro Hitler……

    Io dico solo questo: non è vero che non siamo in democrazia. Viviamo in un’oligarchia solo perché questi oligarchi sono stati e sono ancora molto bravi a “nascondere” al popolo come si usano gli strumenti e democratici che al contrario il popolo ha!.. Abbiamo tutte le possibilità, strumenti e opportunità (pacifiche!..) di mandare questa gente a lavorare in miniera per tutto il resto della loro vita!! E abbiamo tutti i canali di comunicazione liberi ed efficaci, come questo, per insegnare a tutti come fare!!..

    NOI SIAMO PIU’ DI LORO!… Loro sono semplicemente molto meglio organizzati di noi..

    Buona notte..

  •  

    Una possibile lettura della mancanza di proteste di massa in Italia potrebbe risiedere nel dato del reddito pro-capite, che per il nostro paese ammonta a 26.000 euro, mentre in Spagna è di 23.100, in Grecia 19.000 e in Portogallo 16.000 (in Germania è 31.700 e in Norvegia addirittura 70.500 euro). D’altra parte ciò non spiega perché in Ungheria non scoppino rivolte, pur essendo di soli 10.100 euro il reddito pro-capite, o perché non si rivoltino i turchi, il cui reddito medio è di soli 7.500 euro l’anno.
    Un’altra verosimile spiegazione vuole il popolo italiano poco incline alle rivolte, tant’è che non vi è mai stata una rivoluzione nella nostra storia. Abituato a secolari dominazioni straniere, l’italiano avrebbe sviluppato una istintiva capacità d’adattamento che, spaziando dal servilismo all’opportunismo, gli ha consentito di sopravvivere anche nei periodi più bui della sua storia. A tale istinto andrebbero iscritte pure la naturale diffidenza per le istituzioni e l’inveterata tendenza all’evasione fiscale.
    Figli di questi ultimi caratteri italici, sono il pessimismo e la sfiducia nel cambiamento sociale per effetto del proprio impegno. In un circolo vizioso che si autoalimenta, ritenendo il cambiamento impossibile, inutile diviene ogni azione ad esso rivolta. La situazione dunque non muta mai e ciò conferma la sfiducia innata degli italiani, che si accompagna con il fondato sospetto che qualora cambiasse, probabilmente sarebbe in peggio.
    Ed ecco che, differentemente da altri paesi, i periodi politici da noi durano ventenni. Gli uomini di potere, per quanto corrotti e disprezzati, ci danno la garanzia, fintanto che rimangono al loro posto, che altri peggiori gli si avvicendino, tanto “così fan tutti”, e in fin dei conti al loro posto anche noi ci comporteremmo allo stesso modo, se non peggio. Non è forse vero che alla lunga ogni popolo ha i governanti che merita?
    Un’altra nostra peculiarità è quella di aspettare il mutamento per effetto di un intervento esterno, come nell’ultima guerra mondiale, quando accogliemmo gli alleati come liberatori, dopo averli combattuti per anni ed aver subito i loro bombardamenti spietati, o nel progetto dell’euro e dell’Europa unita, che tante sofferenze sta infliggendo ai paesi della periferia e alle fasce più deboli della popolazione. I nostri governanti attuali lo sanno e ci spronano al sacrificio con il mantra dell’Europa che ce lo chiede.
    Concludendo, scenderà mai in strada il popolo italiano con i forconi? Probabilmente si, il giorno dopo il crollo dell’euro e dell’Unione Europea, giusto in tempo per infierire e poter dire: io sono sempre stato contro.

     

    Una possibile lettura della mancanza di proteste di massa in Italia potrebbe risiedere nel dato del reddito pro-capite, che per il nostro paese ammonta a 26.000 euro, mentre in Spagna è di 23.100, in Grecia 19.000 e in Portogallo 16.000 (in Germania è 31.700 e in Norvegia addirittura 70.500 euro). D’altra parte ciò non spiega perché in Ungheria non scoppino rivolte, pur essendo di soli 10.100 euro il reddito pro-capite, o perché non si rivoltino i turchi, il cui reddito medio è di soli 7.500 euro l’anno.

    Un’altra verosimile spiegazione vuole il popolo italiano poco incline alle rivolte, tant’è che non vi è mai stata una rivoluzione nella nostra storia. Abituato a secolari dominazioni straniere, l’italiano avrebbe sviluppato una istintiva capacità d’adattamento che, spaziando dal servilismo all’opportunismo, gli ha consentito di sopravvivere anche nei periodi più bui della sua storia. A tale istinto andrebbero iscritte pure la naturale diffidenza per le istituzioni e l’inveterata tendenza all’evasione fiscale.

    Figli di questi ultimi caratteri italici, sono il pessimismo e la sfiducia nel cambiamento sociale per effetto del proprio impegno. In un circolo vizioso che si autoalimenta, ritenendo il cambiamento impossibile, inutile diviene ogni azione ad esso rivolta. La situazione dunque non muta mai e ciò conferma la sfiducia innata degli italiani, che si accompagna con il fondato sospetto che qualora cambiasse, probabilmente sarebbe in peggio.

    Ed ecco che, differentemente da altri paesi, i periodi politici da noi durano ventenni. Gli uomini di potere, per quanto corrotti e disprezzati, ci danno la garanzia, fintanto che rimangono al loro posto, che altri peggiori gli si avvicendino, tanto “così fan tutti”, e in fin dei conti al loro posto anche noi ci comporteremmo allo stesso modo, se non peggio. Non è forse vero che alla lunga ogni popolo ha i governanti che merita?

    Un’altra nostra peculiarità è quella di aspettare il mutamento per effetto di un intervento esterno, come nell’ultima guerra mondiale, quando accogliemmo gli alleati come liberatori, dopo averli combattuti per anni ed aver subito i loro bombardamenti spietati, o nel progetto dell’euro e dell’Europa unita, che tante sofferenze sta infliggendo ai paesi della periferia e alle fasce più deboli della popolazione. I nostri governanti attuali lo sanno e ci spronano al sacrificio con il mantra dell’Europa che ce lo chiede.

    Concludendo, scenderà mai in strada il popolo italiano con i forconi? Probabilmente si, il giorno dopo il crollo dell’euro e dell’Unione Europea, giusto in tempo per infierire e poter dire: io sono sempre stato contro.

  • Rodolfo P. ha scritto :
    Altro che scendere in piazza, dovremmo tapparci per tre giorni e non uscire! Dovremmo paralizzare l’Italia! I negozi vuoti… nessuno per le strade… non possono neanche manganellarci! Pensate che prova di forza la nostra! Bloccare l’Italia in questo modo è molto più efficace di ogno piazza piena! Provate a organizzare una cosa del genere!

     

    Come metodo di protesta non sarebbe neanche male in una società un tantino meno egoista di quella italiana, peccato che si risolverebbe col commerciante di paese che si sente più furbo degli altri e tiene aperto solo lui per fare il mega incasso e guadagnare facile col culo degli altri. Il problema di fondo é che la cattiveria la combatti, ma l’ignoranza é proprio una brutta bestia.

  •  

    Il mio parere è che esistono due concetti fondamentali in Italia, il primo è che esiste una paura d fondo; paura di essere colpiti in prima persona. Chiedetevi perchè per tanti anni solo la sinistra popolare alzava la voce e non la destra p

    opolare. Fondamentalmente la destra era relegata in un angolo dalla violenza verbale della sinistra che si vantava e approfittava di una moralità mai esistita. Allo stesso tempo la destra soffriva la possibile accusa di fascismo, e se venivi etichettato come tale nella tua comunità era finita per te. Esiste inoltre la paura dello stato perchè le regole create nel corso degli anni sono state fatte per proteggere il delinquente comune, ma non il singolo Cittadino. Un esempio? prova a dare una bastonata al ladro in casa tua e vediamo alla fine se paga il ladro o tu che hai difeso la tua casa e famiglia. Vuoi protestare? Lo puoi fare solo se fai parte di un sindacato, da solo non vali niente e se finisci nelle spire della magistratura sei un uomo morto da un punto di vista sociale se non anche materiale.
    Il secondo motivo è che per anni la politica e i media hanno messo categoria contro categoria. Il tassista che evade, il dottore che non cura, l’affitta-appartamenti è un vile che sfratta, il macellaio ruba sul peso, l’ortolano mette le mele marce sotto il sacchetto. Ogni giorno una categoria laureata o no veniva messa in croce. Ci siamo scordati l’ultima del sor ministro? Gli operai hanno troppe vacanze! Non si giustifica il costo della politica, ma si cambia discorso mettendo in croce altre categorie. Tutto questo ha portato alla diffidenza dell’uno verso l’altro, lavoro contro lavoro. Di tutto questo siamo tutti responsabili perchè ci siamo fatti infinocchiare, pensiamoci quando al bar dirrai: accidenti quanto guadagnano bene gli orafi!!!! V

     

  • Parlo di me e non di quelli in fila perl’HiPh5 ma vi dico che sono disocc da giugno di quest’anno e di trovare lavoro per ora non se ne parla, vivo a Bologna nella grande e laburiosa EmiliaRomagna, la cara Imps mi versa poco meno di 1000 euro al mese come indennità per la bellezza di 8 mesi dopo di che ??? Il mio nucleo familiare è sicuramente organizzato in maniera da non necessitare di grosse cifre di denaro in quanto non abbiamo figli, mia moglie lavora in banca, un’auto, uno scooter ed il mutuo basso (laovorare in banca porta i suoi benefici), ah dimenticavo due cani unica spesa aggiuntiva visto l’alto costo del veterinario ed avendo messo negli anni passati due lire da parte posso confermare che l’acqua alla gola non l’abbiamo assolutamente. Detto ciò il mi sento in dovere di dimostrare pacificamente che questo stato di cose deve finire, non tanto per me ma per chi deve fare i conti con 1000/1500 € al mesa tra moglie e marito e 1/2 figli. Capisco comunque che finchè i risparmi che abbiamo accantonato noi o i nostri genitori ci permetteranno di far finta di niente e di fidarci della politica aspettando le prox elezioni, se ci saranno, è inutile si parli di manifestazioni ma una cosa vorrei dire e cioè che prevenire è meglio che curare anche perchè finiti i risparmi non so quando si riuscirà a rimetteli da parte…e se mai lomsi potrà fare….Prima delle elezioni o dell’ennesimo governo tecnico sarebbe meglio far sapere a queste persone che NON siamo intenzionati a continuare così!!

  • Gente,

    spiegatemi come si fa ancora adesso a pensare di poter risolvere i nostri problemi con interventi pacifici o proteste di piazza!!! Eppure la storia, non solo quella italiana, ci dovrebbe aver insegnato qualcosa.

    Io sono dell’idea che bisogna fare tabula rasa, una sorta di ground zero, a tutti i livelli: politica, sanità,servizi, scuola etc etc. Inutile continuare a piangersi addosso, bisogna intervenire in maniera drastica e decisa, spodestare quelle persone che hanno retto finora le redini di una Repubblica cosiddetta “democratica”. Dobbiamo riprenderci la sovranità che ci appartiene.

    Perdonate la mia rigidità di pensiero ma sono ormai sempre più convinto che sia necessario un vero intervento da parte di noi cittadini, una sorta di colpo di Stato, attuato con la “scure”, poichè dobbiamo assolutamente riprenderci i nostri diritti “costituzionali”, ma soprattutto dobbiamo ritrovare noi stessi, il nostro presente ed il nostro futuro.

    Meditate gente, meditate….

  • Perchè?

    Chiedo scusa in anticipo perchè non riuscirò ad essere breve; anzi su un argomento di questo tipo ci sarebbe da scrivere un libro.

    Tanto per cominciare, dinanzi al peggiore attaccho che la ns. repubblica abbia mai dovuto fronteggiare (MES, FISCAL C. e relative cessioni di sovranità) quasi nessuno ne parla, in molti ignorano totalmente…

    Basta leggere i commenti all’intervento di Claudio sul blog di Grillo…gente che cade dalle nuvole…

    Ogni volta che ho letto di gente che proponeva, come prima cosa da fare per un eventuale governo M5S una commissione d’inchiesta per il debito o similari, ho ribadito che la primissima cosa è capire come far fronte alle minacce alla libertà e alla sovranità italiane. La risposta tipo è che io sarei pro-casta…fate voi…

    I problemi importanti sono sempre capire quale sia il modulo ideale per il milan, chi vince xfactor, chi si tromba il palestrato di turno del gf o avere l’ultimo modello di smartphone (alla faccia di chi è costretto a mangiare alla caritas), o il nuovissimo tablet, ma l’importante è non leggere; non sia mai che si consuma la vista e magari anche qualche sinapsi. Meglio spararsi una riprogrammazione neurale giornaliera con un bel tg di menzogne e fanculo ai complottisti.

    E che dire dei tanti che sostengono che al sud c’è la mafia e sono i primi ad usufruire di raccomandazioni, del nero, e magari abitano in comune come il mio, dove il tecnico che approva i progetti per l’edilizia coincide con chi li presenta per costruire? Comune del NORD! Ma si, tanto il conflitto d’interesse in Italia non fa più neppure notizia…

    A mio avviso, uno dei problemi più grandi di questo paese è la CORRUZIONE MORALE. E’ diffusissimo il pensare di essere più furbi di chiunque altro, o quanto meno troppo per dover rispettare le regole, dalle “banalità” al macroscopico. C’è una coda, la sorpasso (tutti idioti a stare in coda). La sigaretta? Via fuori dal finestrino, che idioti quelli che usano il portacenere. Divieto di fumare? E via i MEDICI che fumano in bagno di nascosto… Un concorso? Ma chi me lo fa fare di competere onestamente, tanto rubano tutti. E allora via la spintarella…

    Ad esempio, ogni volta che sento giustificare le ruberie dei politici con quell’odiosa frase “tanto lo farebbe chiunque al loro posto” mi vien voglia di fare le valigie e lasciare questo stato.

    Con una mentalità di questo tipo si capisce che:

    1) i politici ben rappresentano i propri elettori (triste, anzi deprimente)

    2) sostiuendo gli attuali 1000, in blocco, con altri 1000 cosa cambierebbe?

    E che dire del precariato e del mercato dello sfrutt…ehm volevo dire del lavoro.

    Basta studiare per capire come siano stati ottenuti i diritti, non certo con le chiacchere, non certo con metodi pacifici, certamente NON con le battaglie del singolo o con scioperi di 4 ore, frammentati.

    Mai sentito parlare di biennio rosso? I diritti sono stati conquistati con il sangue…

    Nessun datore di lavoro concederà (o manterrà) diritti se ne ha la possibilità, almeno che non si parli di persone con un’integrità morale ormai più unica che rara. Se ne conoscete, chiamate il wwf, sono in via d’estinzione.

    Ma finché ci sarà chi accetta lo stage senza rimborso, il lavoro sottopagato (quando è pagato) pensando solo a sé stessi, al bisogno impellente di oggi, che tanto AGLI ALTRIi ci si penserà, al momento li frego, bisogna ricordare un concetto fondamentale, espresso da una canzone di Tozzi: GLI ALTRI SIAMO NOI!

    I bisogni continuerò ad averli anche domani e quando il ripiego (termine più adatto di lavoro) non lo troverò più ANCHE grazie alle mie scelte del passato, forse prenderò coscenza di appartenere a quegli altri che “ho fregato”…

    Forse finalmente ci si renderà conto che i bisogni li condividiamo e la finiremo di dividerci, facendo il gioco dei pochi potenti (DIVIDE ET IMPERA). Nord/sud, italiano/straniero, bianco/nero, p.iva/stipendiato, precario/t.determinato ecc…

    Quindi, tornando alla piazza; ci si va CONTRO CHI/COSA? Contro i politici, contro i “tecnici”? Contro i disonesti? Contro chi non protesta? Contro chi rovina il mercato del lavoro? Contro i mafiosi? Contro chi non rispetta le regole?

    Guardandosi allo specchio, prima di uscire di casa, in quanti avranno il coraggio di aprire la porta?

    Se prima non cambia l’atteggiamento del singolo, non ha senso…

  • io sono straconvinta CHE LA GENTE È STUFA…il problema vero per cui cè dispersione .È APPUNTO CHE NON CÈ UN ORGANIZZAZIONE CHE GESTISCE LE MANIFESTAZIONI…..CÈ TROPPA DISPERSIONE…..CI SONO tanti gruppi ma è questo il problema….NE SERVE UNO SOLO…..

  • Io non riesco a scegliere univocamente tra le ragioni citate o darne solo una alternativa.

    Mi piace la soluzione di Rodolfo P.

    Il M5S mi convince sempre di piu’ ma non mi e’ chiara la visione che ha sui rapporti con l’Europa e la permanenza (agonia) nell’euro.

    Sono d’accordo con Barnard che i Politici sono piccoli ladri di polli, li baterebbe metterli in galera a vita anziche’ chiamarli in tv per giustificarsi.

    Poi pero’ penso che se in una milionata di persone ci mettessimo davanti al Parlamento e non ci muovessimo finche’ non sono usciti tutti ( cosi’ scopriremmo anche che facce hanno i piu’) sarebbe la soluzione storica. Lo svuotamento del Parlamento per acclamazione.

  • Scusa claudio, spero di non essere OT, pero’ volevo portare l’accento proprio sul grafico rappresentato: e’ il manifesto perfetto della spiegazione della crisi in atto!

    Portogallo da circa il 78 a quasi 105% (+35% e superato il 100)

    Italia da circa 40 a quasi 60% (+50%)

    Irlanda da circa 56 a  124. (+ 125% e non hanno avuto i nani e le ballerine come da noi, chissa’ se li avessero avuti…)

    Grecia da 27 a  65 (+140%:fallita)

    Spagna da 59 a 91 ( + 54%  e vicina a 100:banche in fallimento)

    insomma, i PIIGS hanno in comune un grande abalzo dell’indebitamento privato in poco tempo rispetto alla situazione iniziale.

    adesso a chi tocchera’?

    facile! alla Francia: da 45 a 65 (+46%) non e’ un caso che cominciano i problemi anche lì.

    belgio + 34%

    olanda +39%

    danimarca +36% con l’olanda sono economie legate alla germania

    appunto,ecco chi vince: la germania!

    l’unica in attivo da 72 a 61 un bel MENO 15%

    ricapitoliamo:

    con solo un 60% stiamo ancora troppo bene, infatti monti vede la luce in fondo al tunnel.

  • Perchè si riesce ancora a lavorare e a guadagnare abbastanza in NERO.

    Perchè allo STATO parallelo “MAFIA” non conviene che la gente scenda in piazza, garantisce lavoro ben pagato e pure il welfare.

  • Signori miei…si parla di crisi eppure:

     

    -Vedo smartphone da 500/700 euro nelle tasche del 30/50% delle persone che incontro.

    -Vedo tablet negli zaini o borselli di almeno un 10/20% delle persone che incontro.

    -Vedo scarpe da € 150 nel 90% delle persone che incontro

    -Vedo vestiti di marca indossati dal 90% delle persone che incontro

    -Vedo i ristoranti pieni (io guardo le vetrine perchè di entrare non me lo posso permettere)

    -Vedo tutti quelli che conosco che possono permettersi SKY/MEDIASET per vedersi la partita…

    ECC ECC

    Perchè gli italiani dovrebbero fare la rivoluzione? Ormai in una famiglia si lavora in 2 quidi almeno 1200 a testa a fine mese si incassa…quindi in una famiglia media al mense entrano circa 2500/3000 euro e passa!!!

    QUI LA CRISI NON ESISTE SIGNORI MIEI…Forse quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi!

     

    • scusa per curiosita’ ma dove vivi? Io sono sardo e quello che vedo e le percentuali che dai tu sono completamente differenti.

  • La gente non scende in piazza perchè non ne può più ed e convinta da 30-40 che nessuno vuole o fa qualcosa di concreto per cambiare veramente le cose ….per quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia ….perchè non ne può più di governi fatti da delinquenti che in qualsiasi parte tu gli metta fanno sempre danni…MA SOPRATUTTO PER CHI COME ME DEVE PENSARE A PORTARE A CASA LA PAGNOTTA PERCHE PRECARIO E CON LA FAMIGLIA A CARICO , ED A OGNI SCADENZA DEL CONTRATTO O PERIODO DI CALO DI LAVORO PENSA A COSA FARE SE DOVESSE RIMANERE A CASA , SONO IN TANTI COSTRETTI A QUESTO RICATTO

    sono 3 anni che sono precario ( minimo se tutto andasse bene ne ho per altri 4 anni) ho 45 anni , quindi troppo vecchio , ma sopratutto troppo specializzato

  • Perchè la risposta è semplice quanto complicato è dentro di noi ma è sbagliata. Escludiamo il fatto comico cosa rimane in questa paese: gente male informata bigotta chiusa nei loro ragionamenti egocentrici quindi egoisti. Un popolo non fa rivoluzione finchè non si trova senza cibo prima di arrivare a questa chiede favori al politico di turno vende il voto si fa corrompere ecc. Insomma NON TUTTI gli Italiani sono così solo la maggioranza.

  • Secondo me si tratta in sostanza di tutti e tre i motivi, che incidono con percentuali diverse. Come ho votato nel sondaggio, il fatto che viviamo ancora sull’onda delle ricchezze conquistate dai nostri genitori è il motivo predominante. A cui segue le speranza di vedere se attraverso il M5S sarà possibile finalmente voltare pagina. Per ultimo metterei la mancanza di un opposizione degna di questo nome.

    Ma, ripeto, sono perfettamente d’accordo che la non-discesa in piazza degli italiani è dovuta a questi tre fattori: resta solo da stabilire la percentuale con cui ognuna interviene.

    Grazie per aver ospitato la mia (umilissima) opinione!

  • L’Italia e’ scesa in piazza l’anno scorso a Roma il 15ottebre e ha fatto un putiferio e qual’e’ stato il risultato? Tutti a dire che dei teppisti( chissa’ quanti erono gli sbirri tra i teppisti) hanno incendiato e distrutto quello che gli capitava sotto mano ma quante persone credono ancora nelle manifestazioni pacifiche? Cosa si e’ mai ottenuto? Li si vuole andare a prendere a calci nel culo pacificamente? Bah. Qualche tempo fa abbiamo passato una stagione dove c’era una manifestazione al giorno e mai niente e’ cambiato. Mettiamo pure per ipotesi che si riesca a fare piazza pulita del sistema con qualche bella manifestazione e poi… Riiniziamo tutto da capo?

  • Probabilmente le ragioni politiche ed etnologiche postate da molti sono fondate, ma ritengo che i numeri della disperazione contino qualcosa. Non è un caso che i Paesi dove il dissenso si fa sentire in piazza siano in cima alla classifica del tasso di disoccupazione.

    Ho seguito un pezzo in diretta su El Pais della manifestazione di Madrid, più dei manganelli mi ha colpito sentire tanta gente in una capitale europea urlare “El pueblo unido jamàs serà vencido”.

  • come diceva qualche giorno fa un mio amico giapponese, parliamo degli italiani come se fossimo stranieri. A leggere i commenti (non tutti ma quasi), c’è da dargli ragione

  • Dai Claudio,organizziamola davvero questa protesta, facciamola davvero questa rivoluzione invece di cercare di tirare a campare(o a morire) alla meno peggio. Abbiamo paura di qualche manganellata?? Io in vari sport mi sono spesso fratturato delle ossa, non e questo certamente il peggio che puo succedere ad un uomo,se di uomini vogliamo parlare. Tutti uniti, e basta incominciare per scoprire che lo siamo, e non parlo solo del blog ma anche di quelli ceh di questo blog non ne conoscono neanche l esistenza, ce la facciamo! E se pure non ce la facessimo(cosa impossibile perche questa e veramente una guerra per la vita di milioni di noi, pensa che forza che abbiamo!!) meglio morti che strozzati e schiavizzati dalle banche e dalla troika.

  • Anche secondo me una manifestazione andrebbe a degenerare in scontri, il punto e che queste manifestazioni devono essere continue tendenti alle dimissioni immediate del governo, al congelamento del debito, allo sciopero fiscale, al referendum sull euro, nonstante gli scontri, queste manifestazioni vanno continuate e ci vogliono leader o meglio comitati che rivendichino queste posizioni. Io parlo di rivoluzione vera, senza bombe speriamo, ma questi criminali si devono trovare in un paese ingovernabile, disubbidiente e determinato a combattere. Un giorno solo gli fa il solletico a sti pezzi di merda.

  • Scusate L’OT ma volevo dare un altro grazie all’europa:

    Palermo, 1 ott. – (Adnkronos) – Oggi entra ufficialmente in vigore il nuovo accordo di liberalizzazione degli scambi tra l’Ue e il Marocco, “fortemente punitivo per le produzioni agricole siciliane”. A ricordarlo e’ la Confagricoltura Sicilia, che torna a puntare i riflettori sulle ripercussioni concrete dell’accordo. ”Le misure di liberalizzazione reciproche – evidenzia il presidente dell’organizzazione regionale, Francesco Natoli – ben piu’ favorevoli al Marocco che all’Europa, comporteranno un aumento delle importazioni di ortofrutta e altri prodotti mediterranei a causa della diminuzione dei dazi doganali. Si tratta di una concorrenza difficilmente fronteggiabile poiche’ basata su costi di produzione che mediamente sono pari a un decimo di quelli sostenuti sul suolo comunitario”.

  • personalmente cio’ che mi ha fatto perdere l’entusiasmo di  combattere una battaglia  “civile” sono state 2 cose:

    1 la giustizia, nel senso che anche se si ottenevano vittorie (a fatica) in alcune sedi (tar ad esempio) poi si scopre che l’ultima parola (consiglio di stato) è sempre a favore del potere (pochi uomini giusti nei punti giusti).

    2 il rappresentante che incarnava le battaglie (il riferimento per media, riunioni, ecc) dopo aver ottenuto visibilita e consenso poi cambiava comportamento, veniva comprato, passava dall’altra parte e nel caso di un eletto era ancor piu’ grave e dannoso.

    una cosa che mi farebbe ritornare l’entusiasmo sarebbe la certezza di avere uno strumento di controllo sul MIO rappresentante, in ogni momento. fatalita’ è di oggi la notizia delle primarie del pd fatte solo da chi ha una particolare tessera.

    ecco, io immagino che ogni eletto (ma puo’ valere anche per un solo partito, ad esempio lM5S che lo adotta autonomamente) abbia appiccicata la lista di chi lo ha votato e che queste persone e solo queste abbiano il potere di indicare come votare e che, non soddisfatte, possano anche farlo sostituire con un’altra persona della lista (vietato cambiare partito o gruppo naturalmente). cio’ implica che il voto non sia piu’ segreto, il massimo della responsabilita’.

     

    saluti

     

     

  • Spesso non abbiamo neppure il coraggio di insistere ad esporre le nostre (informate) opinioni a tavola fra amici e parenti ignoranti. Figurati fare la rivoluzione!

  • …la verità,per certi versi,è che si è stati cresciuti nell’ottica di un individualismo radicale che non conosce empatia o inclinazione verso dei valori più equi! Non rappresenta certo una colpa,sebbene costituisca un serio motivo su cui riflettere molto attentamente! Considerando il terzo punto dell’analisi,il reale perchè l’italiano non scende in piazza per la difesa dei suoi diritti – quello di esistere è intrinseco a tutti gli altri – ,non credo che sia dovuto ad una spiccata sensibilità culturale verso le forme di protesta democratiche…che si canalizza in uno sfogo sterile sulla rete nell’attesa che la parola gli venga finalmente restituita…questo è ancora ovvio che avverrà,solo bisogna vedere in quali circostanze!E,a giudicare dalle attente manovre a completo vantaggio dei poteri non più occulti operate da questo ” governo ” da tragicommedia,credo che l’opera di sterilizzazione completa del supremo giudice – noi popolino – possa ritenersi compiuta!Non si scende in piazza,semplicemente perchè non si ha una piazza nella quale scendere e soprattutto non si ha un perchè radicato e radicale si debba,occorre,è necessario scendervi!

    Quali sono le alternative allo status quo? I partiti politici,e la politica in generale hanno smarrito la loro stella polare da 30 anni! L’informazione è alla portata di tutti,i fatti sono lampanti agli occhi di tutti…il mito platonico della caverna è uscito dalla grotta per farsi realtà oggettiva e qual’è stata ed è la nostra risposta?Che cosa abbiamo espresso con la nostra sensibilità verso la ” democrazia “?

    No,le ragioni oggettive per la piazza mancano,perchè in noi sono assenti,estirpate con il disserbante subliminale dell’egoismo!

  • La nostra rivoluzione pretendiamo di farla seduti davanti al pc impegnati a gareggiare a chi scrive la frase più intelligente. Il computer dovrebbe essere uno strumento capace di farci ragionare, indignare, farci organizzare e in una situazione politica come quella attuale, farci agire. Invece è diventato un sofisticato giocattolino che ci da l’illusione di avere qualche secondo di celebrità. Tra dieci anni ci ritroveremo ancora quì con qualche capello bianco, qualche chilo di troppo e molti, moltissimi problemi in più.

     

  • L’Italia che non scende in piazza e’ l’Italia sconfitta dalla scomparsa di qual si voglia impegno politico esistono ancora circoli politici, giovani che si impegnano in battaglie civili? Si ma sono una minoranza la scomparsa di un futuro di vita ha determinato la scomparsa della speranza, e quindi qualsiasi azione di impegno e’ ritenuta una inutile perdita di tempo, meglio un tiro di cocaina una serata in discoteca lo sballo per dimenticare. Il popolo ha bisogno di un segnale di speranza che arrivi dal potere politico e questo purtroppo e’ pura utopia

  • Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • x Roberto P.

    penso anch’io che questa povrebbe essere la strada ..

    ma tre giorni sono pochi, va fatta una azione ad oltranza .. tipo : hanno voluto i centri commerciali aperti anche di Domenica ?  se li devono trovare desolatamente vuoti in tutti i week end, per mesi e mesi  !!

    Poi, dobbiamo essere realisti, l’impresa è ardua, la massa di pecore è stata convinta che quelli sono gli ovili e li si rifugia … 

    bisognerebbe che qualcuno di carismatico riuscisse a far passare il messaggio che è cosa da “sfigati” , old style, .. che è molto più “trendy” e moderno passare i fine settimana alla ricerca di “vecchi” negozietti nei centri storici o nei paesi, che fa molto “vintage” e “figo” .. ( le masse di pecore sono state programmate per essere sensibili a questi input .. )

  • ps : Claudio, permettimi di darti del tu, ormai da tempo il tuo è il primo sito che corro ad leggere quando apro un browser, ti ringrazio di cuore per tutto quello che stai facendo !!

    Leggendo i tuoi post mi si riordina giorno per giorno  un mosaico del quale riuscivo ad intravvedere solo pochi, sparsi tasselli: ed il quadro che ne esce è “allucinante” , reale e concreto ma ancora difficile da accettare come tale, forse proprio questa realtà “incredibile”  rende molti ancora increduli, confusi.

    Non ti nascondo l’ansia/speranza che nutro ogni volta che stò per aprire la tua home :  la voglia di trovare nel blog o nei commenti  l’idea che servirà a dare il “la” al nuovo rinascimento è incontenibile !

    Non ti nascondo però che nutro anche un timore, che cerco di scacciare ma che si fa palpabile ogni qualvolta ( sempre )  te ne esci con degli argomenti che vanno a colpire diritto nelle parti sensibili il mostruoso Moloch che ti sta davanti …

    dobbiamo trovare un modo per fargli sentire, magari urlando, che non sei solo

    ai troppi “fatalisti” che commentano vorrei dire : prendiamo l’esempio da Claudio, chi ha intravvisto il baratro oltre la nebbia ha l’obbligo morale di avvisare piu’ gente possibile, “gridando” con tutto il fiato che ha in gola

  • Perchè le piazze sono vuote?

    Difficile capire fino in fondo le vere ragioni, ma non c’è da meravigliarsi, noi siamo il Paese che ha continuato a votare PDL dopo anni di Governo e di leggi ignobili, ed ancora oggi il PDL, che non dovrebbe ricevere più mezzo voto, risulta essere un partito da 15% ed oltre.

    Noi siamo un paese che continua a credere nei politici e nei partiti, o almeno a votarli, dopo anni di scandali giganti che dopo tangentopoli non sono mai finiti.

    E come può un Paese come il nostro pensare di essere unito contro i potenti? Come può un Paese spaccato a fare il tifo per i partiti chi a destra chi a sinsistra pensare al bene comune? La vera rivoluzione dovrebbe essere la sparizione di tutti i patitti attuali, ma è evidente che gli italiani non sono capaci di cambiare e chissà quanto male dovremmo stare prima di vedere una reazione di massa.

  • Salve a tutti,è la prima volta che inserisco un commento…innanzitutto volevo complimentarmi con claudio per il duro lavoro che svolge:scrivendo anche io articoli sportivi di ben piu’ bassa lega,so bene quanto sia impegnativo svolgere un tale impegno! complimenti ancora soprattutto per gli innumerevoli spunti di riflessione che vengono continuamente offerti.Ho 22 anni e questa estate ho conseguito la laurea in ingegneria elettronica presso una prestigiosa università italiana:voglio quindi scrivere come uno di quelli che dovrebbero aver preso coscienza di quello che sta succedendo in Italia e nel mondo e che dovrebbe fare da portavoce alle proteste e al dissenso.Conosco tantissime persone,essendo anche studente fuorisede,coetanee o quasi e quando si vive il mondo giovanile si capisce perchè in italia non c’è nessuno in piazza:sono il “menefreghismo” e l’ignoranza i mali peggiori del popolo italiano e dei giovani italiani.Giovani che non sanno l’inglese anche se laureati(in qualsiasi campo) in ottime università e con voti stratosferici e che nonostante questa grave lacuna non fanno nulla per compensare questo drammatico vuoto.Il loro pensiero è semplice: a cosa mi servirà mai la lingua inglese se rimarrò a lavorare in Italia.La mentalità dei giovani è strettissima,proiettata al loro minuscolo orto,vi faccio un esempio: ho studiato un anno in cina grazie ad un progetto attivato dalla mia università…molto spesso miei coetanei chiedevano all’ormai mia ex ragazza se avessi contratto malattie strane e altre domande simil questa…da ciò potete rendervi conto di chi un giorno magari dovrà occuparsi della vostra salute o della vostra sicurezza,da persone che non sanno nulla,ma proprio nulla ,ma pretendono di giudicare altre culture e altri popoli(tra l’altro la sanità cinese è molto piu’ efficiente di quella nostra) e che pensano che nel mondo non ci siano altre persone se non loro e il loro popolo.I ventenni italiani stanno troppo bene,non hanno mai faticato per andare a scuola grazie al sudore dei genitori,ha sempre goduto di divertimenti e svaghi…andate a vedere il sabato sera o la domenica quante ragazze ci sono in giro o a fare il cosìdetto aperitivo tutto imbellettate e precise,con le loro scarpe da 200 euro e i loro abiti alla moda…io non dico che bisogna essere incatenati dentro casa perchè c’è la crisi,ma secondo voi questo genere di persone può scendere in piazza per un qualcosa di davvero importante? queste persone e chiamarle persone mi fa davvero schifo,non so capaci nemmeno di elaborare una frase con soggetto,predicato e complemento…nella loro vita esiste quella stupida scuola superiore dove non fanno nulla anche a causa di un corpo docente inefficente,ignorante e nullafacente,e le uscite con le loro amiche il finesettimane,perchè sono stanche poverine…e se proprio sono stressate si va a 40 km da casa per fare shopping perchè incredibilmente vicino casa nonostante 4 centri commeraciali non trovano nulla!Ne ho anche per i ragazzi: tra gazzetta dello sport,liquori e scommesse alla snai loro hanno proprio il cervello completamente distrutto e non funzionante.Nella loro vita ormai esiste solo il pallone la domenica e le ragazze durante la settimana.Secondo voi,può gente del genere andare in piazza? gente che chiede l’iphone ed è subito pronto,torna a casa con il piatto di pasta caldo e pronto,gente che fa il minimo indispensabile a scuola per essere promossi? Adesso qualcuno può pensare che nell’ambiente universitario,dove la cultura dovrebbe fare da padrone,questa situazione non sia presente…forse è anche peggio: conosco gente,avente diritto della borsa di studio e assegnatari,che se chiedi loro se per caso un giorno andrebbero a studiare fuori o da qualche altra parte in italia a fare corsi di aggiornamento,ti dicono che non possono permetterselo..ok nessun problema..allora perchè la settimana di vacanza al mare la fai? perchè compri oggetti inutili e costosi?perchè non pensi un attimo al tuo futuro? noi paghiamo le borse di studio per far fare a molti ragazzi le vacanze al mare…e non sto scherzando!e sto parlando di gente che ha medie elevate,ma che piuttosto di utilizzare quel danaro per un futuro viste le scarsezze economiche,li sperpera così…..Come può un popolo così andare in piazza?come possono gli italiani pensare a simil cose,se la loro vita è incentrata sull’aperitivo e il divertimento,ragazzi che non lavorano e non studiano perchè ancora non sanno cosa fare nella vita,ma che pretendono di divertirsi perchè stanchi e perchè ne hanno bisogno?! Mi scuso per l’eccessiva lunghezza dell’intervento e per eventuali errori presenti,ma spero vivamente che riusciate a capire le parole di una persone che queste cose le vede e le vive….

  • Ieri sera a Piazza Pulita hanno fatto vedere un servizio sulla Spagna che, anche se sintetico, è dimostrazione di quanto distanti siamo ancora dalla vera crisi perché fino a quando un quarto della popolazione di un paese(25 percento) non sarà senza lavoro , perché fino a quando casa che si è comprata con tanti sacrifici non verrà valutata 1/3 di quello che la avete pagata, perché fino a quando i dip pubblici non verranno licenziati ed i servizi tagliati, le pensioni abbassate (anche le minime) NON si potrà dire che siamo messi come la Spagna/Grecia/Portogallo. Quindi sino ad allora è inutile manifestare?? Penso sia meglio pensarci su parecchi…… aspettare in disparte che il bicchiere sia colmo o accontentarsi di avere l’acqua alla gola per capire che la strada intrapresa è quella sbagliata…..???

  • I cittadini non credono più a nulla e a nessuno…noi cittadini siamo totalmente svuotati dentro….gli italiani portano con sè a livello genetico un degrado profondo da renderli “mobilitabili” solo se tocchi il superfluo….il calcio e iphone….comunque abbiamo bisogno di una guida che ci sproni….che ci dica, alzati dalla poltrona e seguimi…..

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