Grillo? Lo denuncio per violazione della Costituzione


Vi prego… Qualcuno spieghi a questo Matteo Mecacci, dei Radicali, come funziona il Movimento Cinque Stelle. Negli ultimi due-tre anni deve essersi assentato, perché va in giro dicendo che vuole denunciare Grillo all’Osce e parla del Movimento Cinque Stelle come di un Partito. Non ha tanto chiare le idee, oppure ha capito che il Movimento farà un botto talmente forte che questa volta lo sentirà anche Napolitano, e cerca di trovare disperatamente una via d’uscita.
 
Il Movimento Cinque Stelle rovescia lo schema classico della partitocrazia. I suoi eletti sono portavoce dei cittadini e, per evitare che mettano le radici come i peggiori dinosauri della migliore tradizione politica italiana (come anche alcuni del partito di Mecacci, per esempio), rimettono ogni sei mesi il loro mandato. A chi? A Grillo? No, Mecacci: ai cittadini di cui sono portavoce, i quali in questo modo possono stabilire se hanno fatto un buon lavoro o se vogliono mandarli a casa. Un buon rimedio contro questa casta di corrotti, mafiosi o, nel migliore dei casi, faccendieri adoratori del Dio Poltrona che hanno messo in ginocchio il Paese costringendoci alla dittatura illuminata di Monti.
E – ditelo a Mecacci, prima che gli prenda un colpo e chiami i caschi blu – proprio per differenziarsi dai vari Fiorito, gli eletti del Movimento Cinque Stelle trattengono per sè solo una parte dello stipendio che percepiscono, versando la rimanenza per le attività del Movimento locale che li ha resi portavoce. Ma non ditegli che il Movimento tirato in piedi da Grillo rinuncia ai rimborsi elettorali: potrebbe chiedere agli alleati di invaderci direttamente.
Difficile? Per noi no. Ma evidentemente, per questi habituè della vecchia partitocrazia, alcuni dei quali sono in Parlamento dai tempi dell’assemblea costituente, risulta intollerabile. Così Mecacci inizia a fare paragoni impropri, addirittura con la Serbia, e minaccia di denunciare il Movimento per violazione dell’articolo 67 della Costituzione. In un paese di caste di nominati che si auto-perpetuano, Mecacci non trova di meglio da fare che rompere i maroni all’unico Movimento che fa qualcosa per riguadagnare, faticosamente, la fiducia dei cittadini. E che rischia di riuscirci sul serio!
Vorrei sapere dov’era, Mecacci, quando Berlusconi si candidava e si ricandidava nonostante giganteschi conflitti di interessi, o quando i suoi ministri bruciavano la bandiera italiana: non era violazione della Costituzione, quella? E dov’è, adesso, Mecacci, mentre firmiamo alla cieca un Trattato che la Germania ha ridimensionato – il MES – proprio grazie alla Corte Costituzionale, e che in virtù di questo ridimensionamento ha reso la nostra cessione di sovranità sproporzionata rispetto a quella ceduta dalla Germania, violando così l’articolo 11 della Costituzione italiana?
Eh? Dove sei, Mecacci? Batti un colpo.. che magari te ne rendi conto anche tu. Altrimenti, a svegliarti ci pensaranno gli elettori.
 

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