Cameron vuole un'Europa a due velocità


da Londra, Valerio Valentini
Come è stato commentato l’ultimo Consiglio Europeo dai giornali italiani? Tutto sommato, con soddisfazione. Il fronte del rigore della Merkel s’è impantanato di fronte alle resistenze di Hollande, con Monti a gongolarsi nel ruolo di mediatore. Dunque: niente super commissario (probabilmente tedesco) a vigilare e a bacchettare gli Stati cattivi che non rispettano i patti e sforano coi bilanci.
 
In Inghilterra, però, sono state ben diverse le reazioni. Il Premier Cameron, presentandosi alla Camera dei Comuni alle 7 e 30 del mattino, ha riferito quanto è stato discusso e deciso a Bruxelles. Ebbene sì, questi Inglesi hanno la bizzarra abitudine di pretendere che il loro primo ministro, di ritorno da ogni vertice o consiglio europeo, si rechi immediatamente in Parlamento ad esporre una relazione riassuntiva delle varie riunioni tenute, delle iniziative intraprese e delle proposte avanzate, e poi si sorbisca un’ora e mezza di domande da parte dei vari deputati che gli chiedono ulteriori chiarimenti o ne criticano la condotta.
“Il nostro Paese non è nell’eurozona e non ha alcuna intenzione di entrarci” ha esordito Cameron, tra l’apprezzamento generale. “È da molto tempo che lo vado ripetendo: entrare a far parte dell’eurozona implica entrare a far parte di un’unione bancaria, di cui il nostro Paese non farà assolutamente mai parte. Le nostre banche nazionali saranno controllate dalla Banca Centrale del nostro Stato, non dalla Banca Centrale Europea, e i nostri contribuenti non andranno certo ad assicurare o a salvare le banche dell’eurozona”.
Fin qui, si dirà, nulla di trascendentale. La tendenza britannica a curare soltanto i propri interessi, senza preoccuparsi troppo del resto del Continente, è risaputa. Ma nel prosieguo del discorso, Cameron ha detto cose un po’ meno scontate e prevedibili, su cui bisognerebbe riflettere: “Ciò di cui noi abbiamo davvero bisogno è che i membri dell’eurozona portino a compimento quell’unione bancaria. Unione bancaria che però non può essere davvero efficiente se la si priva delle prerogative più importanti, come stabilire le garanzie di mutualizzazione del debito, una politica condivisa di stabilizzazione finanziaria, e un organismo chiamato a decidere sul salvataggio delle banche in crisi. E abbiamo anche bisogno di evitare che l’elevato indebitamento dei singoli Paesi dell’eurozona vada a destabilizzare l’intero sistema bancario europeo”.
In sostanza, Cameron dice: noi stiamo fuori e pensiamo ai nostri affari, e non gradiamo alcun tipo di ingerenza; ma pretendiamo che voi che state dentro mandiate avanti a dovere la baracca. E infatti ha continuato: “L’organismo che attualmente garantisce la regolarità dell’operato della banche europee all’interno del mercato unico è l’EBA (Autorità Bancaria Europea). Ebbene, noi dobbiamo essere sicuri che tale autorità continui a lavorare garantendo in maniera efficace la correttezza e le capacità decisionali”.
Poi, in mezzo a un coro di approvazione generale, ha concluso: “A novembre si prevede un nuovo accordo per decidere i piani di spesa europei per il 2014/2020. Ecco, noi non abbiamo introdotto misure «lacrime e sangue» in Inghilterra per poi andare allegramente a Bruxelles e firmare per un aumento di spesa in Europa. Io non credo affatto che gli elettori tedeschi lo vogliano più di quanto lo vogliono gli elettori britannici, ed è per questo che il nostro Governo s’è schierato in prima fila nel pretendere delle riduzioni di spesa”.
Ora, la cosa curiosa è proprio questa sorta di assist alla Germania. È come se l’Inghilterra, di fronte al rischio – a questo punto concreto – di restare sempre più isolata (anche dai Paesi scandinavi, che non stanno gradendo molto la politica estera di Cameron), lanci un appello alla Germania: “chi ve lo fa fare a spendere soldi e fare sacrifici per sistemare i disastri fatti dai PIGS?”. E la cosa ancor più bizzarra è che Cameron, questo appello, lo lanci proprio nel momento in cui con più fermezza ribadisce la volontà dell’Inghilterra di non immischiarsi nei pasticci dell’eurozona. E infatti, dopo che Cameron e Milliband se ne sono dette di tutti i colori per una decina di minuti, rinfacciandosi errori e incompetenze reciproche, un deputato laburista, molto pacatamente, ha chiesto al Premier: “Ma quando lei ha espresso queste sue osservazioni alla cancelliera Merkel, lei cosa ha risposto?”. E Cameron: “La Merkel ha convenuto con me che è necessario rinforzare la stabilità dell’eurozona e giungere ad una più forte unione bancaria. Ma ovviamente ha rispettato l’indipendenza economica e finanziaria dell’Inghilterra, che ha una propria moneta e un sistema bancario autonomo”.
Delle due l’una: o Cameron ha raccontato panzane per raccogliere consensi in Patria – visto che sia i Laburisti sia la parte più radicale dei Conservatori gli chiedono maggiore fermezza in Europa – oppure si stanno aprendo degli scenari nuovi. Che sono quelli di una Europa bipolarizzata, in cui i Paesi più forti economicamente (dalla Germania in su) si mettono a capo di un’unione bancaria con una moneta forte, e quelli in difficoltà s’arrangiano come possono. E in questo nuovo scacchiere, l’Inghilterra potrà continuare a dialogare con i più virtuosi, senza dover sborsare una sterlina per intervenire nel salvataggio dei Paesi in difficoltà.
 

7 commenti

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  • Premesso che l’Inghilterra ha poco da impartire lezioni di disciplina economico / finanziaria visto che, nonostante la BoE stampi sterline a piacimento, è prossima alla recessione, ha un tasso di unemployment simile all’Italia e ha un debito aggragato (pubblico + privato + industrie) pari a 5 volte il PIL, quindi di gran lunga superiore a quello Italiano e dell EU in media… il fatto che non aderisca all’ Euro, dovrebbe suggerire di non mettere bocca sulle questioni relative… Fossi in Merkel, Hollande, Monti,… gli farei una pernacchia, visto che i suoi suggerimenti sono pro domo sua…

    Vorrei anche ricordare a Cameron, che la City ha avuto il suo bel ruolo nel disastro finanziario del 2007-2008, che ha portato allo scoppio successivo dei debiti sovrani e all’attuale recessione europea… 

    Ora l’EU è a un bivio… o procede all’integrazione fiscale, accettando che gli stati più ricchi gioco forza facciano dei trasferimenti a quelli più deboli, oppure salterà anche l’unione monetaria, con sommo contraccolpo anche per chi come Germania, Olanda, … hanno finora prosperato sugli attuali assetti politici europei

  • E l’Italia sempre in corsia di emergenza?

     

    Ci sono troppifenomeni mafiosi all’interno della UE per potersi fidare e lo sfascio è ora evidente.

     

    Tocca solo alla gente prendere possesso della democrazia tradotta ad personaqm dai partitit. Guardateli tutti: ora che sentono odore di elezioni fibrillano, si lasciano andare a false promesse e smancerie… intanto la protezione civile è sewza personale e un solo terremoto metterebbe in ginocchio la nazione intera.

     

    BASTA! Bisogna mandarli vcia a tutti i costi anche a costo di insurrezione nazionale come fecero prima di noi altri, ma per lo stesso motivo! Solo chi ha interessi occulti dirà di no, perché il cittadino comune sa che è l’unica via quando un governo non vuole sentire e si fa definire “democratico”

  • Non capisco la polemica verso Cameron!

    Sinceramente piacerebbe anche a me avere un politico italiano che dica:

    “Riprendiamoci la LIRA!”

    “Nazionaliziamo la Banca D’Italia”

    “Controlliamo la politica monetaria ed economica dell’area EURO attraverso la partecipazione alla BCE senza assumersene i rischi”

    Probabilmente la nostra è solo invidia!!!

    Mi sbaglio?

    • Per MASONBUSTER

      Sinceramente credo che la Banca centrale d’Ighilterra sia stata nazionalizzata nel 1946, però non conoscendo bene l’inglese potrei sbagliarmi e magari spero che chi è più informato di me mi possa correggere.

      Da alcuni articoli che ho letto credo che stiano anche nazionalizzando anche la Royal Bank of Scotland. (correggetemi se sbaglio)

      In ogni caso non mi preoccupo molto per i cittadini inglesi che almeno hanno una moneta sovrana e oltretutto partecipando alla BCE possono cotrollare anche l’euro.

      Dico soltanto che nessun politico italiano ci ha spiegato perchè si son venduti la Banca d’ italia e la moneta senza nemmeno interpellarci.

  • analizziamo la cosa da un punto di vista differente, l’inghilterra da anni non ha più produzioni, ha dismesso la produzione di filati e di automobili, cessata l’industria mineraria, l’unica cosa che gli rimane è l’industria finanziaria, in una crisi finanziaria globale non è che l’inghilterra se la passa benissimo eh, torno ad esprimere un concetto molto semplice, si tenta di cristallizzare i meccanismi del mercato con la forzosa adozione dell’euro in tutta europa, succede che tutto viene sballato visto che tali vincoli sulla carta mal cozzano con la realtà dei fatti, l’euro è una stortura forzata, bisogna uscirne presto per far finire la lunga agonia

  • Ragazzi non fatevi traviare dalla “sovranità” della Sterlina rispetto all’Euro… L’Euro è stato un esperimento per inoculare il “veleno” neoliberista in un’Europa fino ad allora costruita attorno al cosiddetto “patto sociale”. Ma la Sterlina è da prima di allora la moneta di un Paese che ha fatto della finanziarizzazione dell’economia la sua bandiera, a partire direi dai governi ultra-liberisti della Thatcher negli anni ’80. Ed è la finanziarizzazione ad averci “regalato” dapprima la globalizzazione – ossia il progressivo impoverimento dei diritti dei lavoratori in nome della mobilità di merci, uomini e capitali – e ora questa “fantastica” crisi del dubito pubblico (o presunto tale: sulla composizione del debito ci sarebbe da discutere per ore).

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