Un MoVimento senza confini


di Paolo Becchi
Cosa è successo in Sicilia? Il dato politico fondamentale è uno solo, quello che alcuni temevano, altri si aspettavano, altri ancora snobbavano: ora c’è una nuova forza, che fa sul serio. Nuova perché si colloca al di là di ogni logica partitica “classica”, fondata sulla suddivisione destra – centro – sinistra. È dalla crisi di questa logica, della forma-partito, che è sorto questo movimento di opposizione: il Movimento 5 Stelle. Il quale, da oggi, è la prima forza politica in Sicilia: 15 seggi contro i 14 del Pd ed i 12 del Pdl.
Con questo movimento è nato un nuovo modo di fare politica che parte dei bisogni della gente e cerca di offrire soluzioni concrete praticabili e non imposte dall’alto, ma che nascono dal confronto e dal dibattito pubblico. Il movimento aspira così a presentare nel nostro Paese una nuova immagine della democrazia: non più fondata sull’idea di rappresentanza e sulla delega ai partiti, bensì sulla diretta partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Partecipazione che passa attraverso una nuova forma di comunicazione, la rete (blog, twitter, etc.), aggirando gli organi tradizionali come stampa e televisione sui quali invece contano gli altri partiti. È questa inedita fusione tra la concezione “originaria” della democrazia e la rivoluzione delle forme di comunicazione che rende, per la prima volta, possibile una autentica partecipazione del cittadino alla politica. Per questo il movimento dà prova di essere profondamente radicato nel territorio e, al contempo, di non conoscere confini, campanilismi, clientele. Il voto in Sicilia lo conferma. Il movimento “sfonda” nelle città (Palermo, con 43.000 voti contro i 26.000 del Pd, ma anche Messina, Agrigento e Caltanisetta). E cosa fanno i neo-eletti? Parlano con i cittadini, cercando di rispondere alle loro domande, mentre quelli degli altri partiti sperimentano la possibile tenuta del “patto di ferro” tra Pd ed Udc per le prossime elezioni politiche.
C’è un abisso che separa la vecchia dalla nuova politica. Il movimento chiude definitivamente i conti con il “politico di professione”, con la rappresentanza, con il “vivere della politica”: il politico del movimento è un cittadino come gli altri che, con il sapere che gli deriva dalla professione che esercita nella società, si mette per un breve periodo della sua vita al servizio degli altri cittadini, per poi ritornare alle sue precedenti occupazioni. Egli vive, finalmente, per la politica, per i cittadini.
Radicato nel territorio, ma senza i limiti che sono propri dei governi locali e localistici, il Movimento 5 Stelle ha cominciato davvero a fare sul serio e, dopo la Sicilia, lo attendono le prove della Lombardia e del Lazio che, probabilmente, precederanno le elezioni politiche. E sarà proprio in vista delle elezioni politiche che, rispetto ai programmi regionali, il Movimento dovrà discutere al suo interno, ed elaborare una soluzione nuova ed originale, il problema fondamentale del nostro Paese: la posizione italiana in Europa e il destino della moneta unica. Mentre tutti i partiti politici (se si esclude quel che resta della Lega Nord) sono “allineati” sull’“europeismo” ad oltranza di derivazione governativa, il Movimento potrà – e dovrà – dare una nuova “scossa” alla politica italiana. Le elezioni in Sicilia sono un nuovo inizio. Ce n’est qu’un debut, continuons le combat! 
 

leggi anche: E vedranno voi! E Vedranno Voi!

 
 

18 commenti

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  • E speriamo che tutto questo possa concretizzarsi in un risultato nazionale tale da fornire al M5S la forza necessaria per approvare in parlamento le leggi che sono nel programma.

    Ci dividono pochi mesi dalla prima meta. Poi possiamo aspettarci di tutto ed i partiti privati del loro convenzionale potere staranno senza reagire?

     

  • il M5S non vuole più che i soldi intossichino la politica. I soldi pubblici devono essere tutti finalizzati ai servizi per la collettività e non per finanziare la politica che vuole muoversi come passione, come dono disintere

    ssato di un po’ del proprio tempo e delle proprie capacità determinando la fine della distinzione tra politici di professione e gente comune. Noi vogliamo che sempre di più maturi la consapevolezza che la libertà di decidere non va mai scissa dalla responsabilità che ne segue e questa responsabilità deve essere condivisa con il maggior numero possibile di persone affinché le decisioni abbiano braccia, gambe e soprattutto cervelli su cui contare. La nostra forza viene dal fatto che noi SIAMO già quelli che fanno, dobbiamo liberarci da quelli che ci comandano e ci umiliano per giunta con la loro falsità e inefficienza.
    La politica di professione e il giornalismo embedded che la sostiene e la fa apparire come una cosa vera è un autentico imbroglio: promettere che si faranno le cose con i nostri soldi e poi non farle ma derubarci per il solo fatto di aver svolto questa attività di prenderci tutti per i fondelli ha fatto ormai andare tutto in tilt. Non ci rimane che rassegnarci a prendere in mano la nostra vita direttamente, insieme a tutti quelli che non hanno nulla da perdere nella fine della corruzione, dei privilegi, del clientelismo e di altre porcherie che sono sotto gli occhi di tutti.
    Non sono i soldi che fanno la felicità, è la possibilità di non averne bisogno piuttosto…. la capacità di unire le forze per devolvere al pubblico il sovrappiù di tutto quello che facciamo e produciamo facendolo rendere al massimo e risparmiando al pianeta lo stress a cui è sottoposto
    Ma soprattutto la nostra è una rivoluzione culturale che si propone di restituire all’umanità una scala di valori fondata sulla collaborazione e l’empatia piuttosto che sulla forza della violenza e della “furbizia”.
    Lavoriamo con amore e per amore, non per i soldi che ci sembrano troppo poco per gente come noi, utopisti di buon senso, poetici perché disarmati ma inarrestabili come i sogni di un bambino
    Loro hanno già perso non appena noi smettiamo di considerare nostri i loro valori : mass media e denaro se li possono tenere, noi stiamo imparando a farne a meno e questa sarà la loro fine
    https://www.facebook.com/notes/gilda-caronti/sar%C3%A0-la-nostra-capacit%C3%A0-di-creare-la-felicit%C3%A0-senza-soldi-a-distruggere-il-siste/10150386702819808

  • Per una maggiore condivisione del programma nazionale c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Cercasi critiche e consigli. L’unico obiettivo è migliorare l’Italia. Più persone contribuiranno più sarà possibile assicurare omogeneità nelle scelte future. Non avete difronte un partito tradizionale, c’è un’associazione di cittadini che vuole vivere meglio a casa propria che aspetta l’input di persone oneste con idee intelligenti e non prevenute..

    • Fango o non fango, il compito non è facile e le critiche arriveranno comunque perchè qualche errore è normale e le trappole poi, sono dietro l’angolo. Insomma se le aspettative sono troppe, la delusione è più facile.

  • I punti sono due, per chi rimane a vivere in Italia ovviamente: sperare o disperare. Chi si affida al M5S, e forse fa bene, ma logicamente aspetta i risultati dove, per risultati si intende lavoro, benessere, possibilità di fare. Che vuol dire accedere al credito per mettere su qualcosa, aprire un attività o poter portare a termine gli studi senza doversi prostituire.Se queste o altre cose vengono negate o in stile Pd o Pdl ci si sentirà rispondere (come è già accaduto) che “non pensavamo che le cose fossero messe così male e quindi non c’è niente da fare e dobbiamo pareggiare i conti”, allora si passa ,come nei matrimoni o fidanzamenti, dall’amore all’odio, dalla speranza (in un futuro migliore) alla disperazione per la convinzione che non c’è più niente da fare. E le risposte troppo sintetiche e semplicistiche, ovvero del darsi da fare e rimboccarsi le maniche, non hanno senso se,quasi tutti coloro contrari (e giustamente) a Monti e ai suoi giannizzeri, mettevano proprio l’accento sulla mancanza di accesso al credito, sulla burocrazia che impedisce l’apertura di nuove attività, sulla tassazione eccessiva , su Equitalia che induce le persone al suicidio. Se il M5S verrà votato e queste e altre cose,come la riforma della giustizia, non verranno cambiate entro i famosi 100 giorni, alle persone tornerà il magone (se mai fosse andato via,logicamente). Siccome sono cose già successe, ovvero di aver votato che so il Pdl o ,qui da noi in Sardegna per Renato Soru, ed essersene pentiti amaramente, ecco che occorre essere sinceri e dire, in anticipo, questo e questo e quast’altra cosa possiamo farla, mentre queste altre no. A costo di non prendere i voti e non sedersi a governare. Diceva mia nonna che “è meglio arrossire prima che impallidire dopo”: e credo che avesse e abbia ragione.

  • L’articolo di Becchi individua il nocciolo del problema: come si porrà il Movimento in relazione alla crisi economica che stiamo attraversando? in relazione all’appartenenza o meno in Europa? in relazione alla cessione di sovranità in campo economico  e finanziario, per la quale il governo Monti ha già tracciato una strada obbligata con il pareggio di bilancio in costituzione e con la ratifica del trattato sul fondo salva stati? la rivoluzione sarà qui.

    I gruppi politici che fino ad ora hanno sostenuto Monti, tutti quanti, da destra a sinistra, adesso, alla vigilia della campagna elettorale, prendono le distanze dal premier, e parlano di misure troppo severe, che non permettono la crescita e portano alla recessione, intanto tutti quanti hanno approvato questa norme e hanno contribuito a mettere una grossa ipoteca che graverà sulle scelte economiche del futuro governo. 

    Loro sì che fanno promesse vane, loro sì che mentono sapendo di mentire, sanno benissimo che, una volta al potere, non potranno fare altro che continuare le politiche recessive che Monti ha iniziato, perchè c’è il pareggio di bilancio da raggiungere, perchè “ce lo chiede l’Europa” perchè la spesa pubblica è ancora troppo alta, perchè c’è il debito pubblico ecc…

    Il punto di rottura che auspico e per il quale ho dato la fiducia al Movimento sarà in questo apetto economico e politico.

    Mi auguro che prenda con chiarezza e decisione una strada nuova, che comporti un dietro-front nei confronti di una politica che ci sta portando alla rovina, Anche a costo di uscire dall’Europa, visto che questa Europa che è venuta fuori dai trattati sta scavando un abisso tra i paesi ricchi e i paesi meno ricchi, ha messo in campo un perverso meccanismo che sta impoverendo i ceti poveri e sta arricchendo  a dismisura i ceti ricchi, e sta soffocando la democrazia, visto che decisioni importanti che condizionano il futuro dei popoli vengono prese nel chiuso di una stanza lontana centinaia di chilometri da noi da una ristretta oligarchia.

    Potrebbe farcela, proprio perchè le scelte del Movimento provengono dal basso, e i cittadini, nel momento in cui stanno riprendendo in mano le redini della democrazia, stanno anche cominciando a capire i complessi meccanismi che regolano la nostra economia, e non sono più disposti a delegare a altri delle scelte che stanno compromettendo il futuro dei lori figli

  • C’è da sottolineare che è l’unica forza politica che in campagna elettorale abbia parlato del MES, abbia tentato di far capire a tutti che la realtà non è quella che ci presentano i politici e i media. Mi chiedo spesso se in Parlamento siano tutti collusi con la finanza o siano semplicemente Ignoranti. Forse sono semplicemente schiavi delle segreterie. E allora tanto meglio il Movimento 5 Stelle. Vi pare?????

  • Hic Rhodus, hic salta.

    Cazzate, illusioni, ipocrisie o elementi importanti di una ricostruzione dell’economia e della democrazia reale ormai completamente distrutta: nessuno dei cavalli di battaglia di Grillo e dell’M5S ha la minima possibilità di incidere il bubbone se non si affronta il delirio dell’Europa e dell’Euro. Senza sovranità nazionale e senza strumenti adeguati di politica economica e monetaria non si va da nessuna parte.

    Grillo avrà i voti.. (dopo trent’anni che non sento la puzza dell’urna lo voterò persino io)… ma non so se il Movimento avrà la capacità e la volontà di iniziare il percorso e non vedo neanche una ragionevole determinazione politica e competenza economica per portarlo avanti; non so neppure se esista un sufficiente consenso sociale per cominciare.

    Tuttavia sperare non nuoce… (tanto non ho alternative): qualche volta la forza delle cose è più forte dell’inconsistenza dei programmi.

    • Grillo in marteria economica sa benissimo cosa deve fare.Guarda i suoi spettacoli di fine anni 90 sul Signoraggio bancario e te ne renderai conto. 

      Kennedy. il presidente degli USA fu ammazzato per aver provato a combattere il NWO senza avere nessuna possibilità di scampo, cosa pensi possa accadere ad un semplice comico di Genova su puta caso cominciasse le sue battaglie su questo fronte? 

      La medicina va somministratta piano piano senza provocare risposte immunitarie violente da parte del sistema potere e, quando la gente sarà pronta, tutto potrà essere fatto alla luce del sole senza rischiare la pelle.

      Riscatto sociale, derattizzazione delle istituzioni e infine MMT sono i passi che il M5S farà e di questo ne sono straconvinto seguendo Grillo da oltre venti anni.

  • gios ha scritto :
    Non so se avete letto: Grillo propone Antonio di Pietro come Presidente della Repubblica??? … forse gli alieni esistono! ” ed è ciò che mi ha distolto dal votarlo!Un’uscita così infelice è stata peggio che una pugnalata alle spalle!Gli argomenti giustificazionisti su Di Pietro poi,hanno tutto l’olezzo tipico della cloaca politica peggiore! Noi qui a sperare nel nuovo,anzi nel nuovissimo…e sarebbe il latifondista IDV questo nuovo cui tutti aneleremmo?Pensare che mi sono sgolato con tutti gli amici affinchè superassero la ritrosia,la nausea della cabina elettorale…e per che cosa?Per ritrovarmi ex novo un altro giogo pulcinellesco sulla testa?Non c’è niente da fare…questo è un paese di Gattopardi!

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