Shit of Europe! Sbloccati i fondi per il terremoto in Emilia, ma siamo ostaggio di Cameron

da Londra, per Byoblu.com, Valerio Valentini
L’Ecofin ha appena sbloccato i fondi per l’Emilia: 670 milioni per i comuni colpiti dal sisma del maggio scorso. Brava l’Europa viva l’Europa, si dirà. E invece, quello che è successo in questi giorni a Bruxelles ha mostrato piuttosto il suo volto più schietto e cinico: un’accozzaglia di Stati in conflitto tra loro, i cui leader si affannano a inseguire gli interessi dei propri elettori e si ricattano a suon di veti incrociati. Il tutto, ovviamente, sulla pelle dei cittadini, i famosi “Europei”.
 
Per cinque giorni il fondo comunitario per le catastrofi ambientali è stato tenuto in ostaggio dal Parlamento Europeo. Nella seduta di venerdì, infatti, i rappresentanti di Olanda, Finlandia, Svezia, Germania e Gran Bretagna, si erano opposti allo sblocco dei finanziamenti, a loro dire per esigenze di bilancio comunitario. Dopo parecchie ore di discussione, si era deciso di rimandare tutto alla seduta di oggi. Come spiegare questo paradossale slittamento di una decisione che pareva così ovvia: aiutare una regione in difficoltà devastata da una calamità naturale?
Una chiave di lettura l’ha fornita domenica il ministro dell’economia inglese, George Osborne. Il quale, intervistato da un inviato dell’Independent, ha commentato così: “È evidente che il nostro primo ministro, David Cameron, combatterà aspramente nel corso di questa lunga negoziazione sul budget europeo. Lui deve ottenere il risultato migliore per gli interessi della Gran Bretagna, come nessun altro primo ministro ha mai fatto in passato, ed è assolutamente determinato nel tornare a casa con risultati concreti”. Osborne ha continuato: “Noi pretendiamo una riduzione del budget europeo e le negoziazioni si sono appena aperte con gli altri 26 Paesi. Ma è bene che sia chiara a tutti una cosa: noi non accetteremo nessuna condizione che non sia vantaggiosa per la Gran Bretagna. E la decisione su cosa accettare e cosa non accettare è molto semplice: quello che è utile per noi va bene, quello che per noi è dannoso non va bene”.
Quando gli è stato chiesto un parere in merito al nulla di fatto di venerdì sera a Bruxelles, quello che ha fatto slittare anche lo sblocco dei fondi per l’Emilia, Osborne ha offerto un’analisi fredda e lucida: “Ogni deputato conservatore vuole una riduzione del budget europeo: la domanda ora è come ottenere questo risultato. È evidente che le negoziazioni vanno fatte all’inizio del dibattito, e dunque quello che è successo venerdì non è stato altro che una tattica. Per noi la scelta da fare – ha ribadito Osborne – è molto semplice: o accettare un accordo che prevede benefici per la Gran Bretagna, secondo quanto è stato deciso dalla nostra Camera dei Comuni, oppure bloccare tutto e non approvare un bel niente”.
Deve essersi indignato davvero molto il nostro premier Mario Monti, a seguito di queste parole, se lui, sempre così sobrio e misurato, ha azzardato addirittura un giudizio estremo nei confronti della condotta dei cinque Paesi che hanno posto il veto: “Inaccettabile!”. A Londra i ministeri hanno tremato di paura…
La questione su cui si discute e ci si infervora tanto, a Bruxelles, resta comunque la stessa: il bilancio europeo 2014-2020. La Gran Bretagna vuole congelarlo, la maggior parte degli altri Stati membri vuole rifinanziarlo, la Germania resta un po’ a metà strada. Cameron, la settimana scorsa, aveva promesso che avrebbe fatto la voce grossa al tavolo delle trattative, cercando di portare dalla sua parte i Paesi più virtuosi dell’Eurozona e facendo pressione anche su Italia e Spagna. Detto, fatto. Venerdì si votava per rifinanziare del 7% il bilancio del 2013, e per risanare delle falle in quello del 2012. In tale pacchetto era stato inserito anche lo sblocco dei fondi per l’Emilia. Cameron non ha esitato ad osteggiare l’approvazione dei provvedimenti, ponendo un veto. E si è trascinato dietro anche Olanda, Finlandia, Svezia e Germania. Ricompattare il fronte dei virtuosi e pressare i Paesi in difficoltà. Questa è la “tattica” inglese a Bruxelles.
E in questa contrattazione, i terremotati emiliani sono strati trattati come fiches da utilizzare per alzare la posta in gioco e costringere l’avversario a cedere. È bene che ce ne facciamo tutti una ragione: d’ora in poi, qualunque richiesta d’aiuto, qualunque tipo di finanziamento, verrà utilizzato come oggetto di ricatto dai vari governanti che si riuniscono a Bruxelles. È la “tattica della contrattazione”, bellezza.
Come si fa a non amarla, questa Europa?
 

33 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Ma c’e’ una cosa che non entra a noi italiani.

    Quanti miliardi versano i contribuenti italiani ai fondi strutturali europei?

    10 miliardi circa all’anno se non erro.

    Di questi 10 miliardi quanti ne rientrano in italia sotto forma di fondi vari? Sicuramente di meno, ma molti di meno!

    Allora, che senso ha poi dover pregare e sbattersi perche’ i soldi che noi abbiamo gia’ pagato rientrino in italia?

    Ma mandiamoli a quel paese e gestiamoceli noi, come abbiamo sempre fatto!

    • certo, gestiamoceli noi che siamo cosi’ virtuosi a gestire risorse pubbliche… I fondi strutturali non riusciamo a spenderli perche’ hanno regole serie che vanno rispettate. Altro che storie, piu’ Europa ci vuole, non meno!

    • Caro Ciano-tico prendi un bel respiro,ossigena bene le cellule grigie e dimmi come si può volere più Europa se questa Europa non ci vuole è come insistere con una tipa che non ti fila neanche da lontano perchè hai le pezze al culo. A parte gli scherzi penso che anche chi afferma che prima dell’euro bisognava fare un’Europa unita sbagli, perchè mi sembra evidente che di unito ci possa essere ben poco tra stati che pensano solo al loro tornaconto, non al loro bene ma al loro tornaconto che è diverso.

  • Infatti mi chiedevo che ca…o c’entra l’euro con i fondi per l’intervento dell’alluvione in Italia?

    Perchè mai dovremmo avere bisogno di questi fondi e da quando sopratutto?

    Si susseguono dentro di me un fiume di parolagge per la presa per i fondelli….

    Ma tutto gli tornerà indietro!!!

     

  • C’é niente da aggiungere.. rifondiamo l’Europa dai Pigs poi e riparliamo.. però ci vogliono altri governi, governi di popolo e democrazia diretta.

  • Sarebbe meglio che l’Emilia rinunciasse ai fondi -so’ che hanno bisogno- ma almeno dimostrare un minimo di dignita’ e anche in questo modo fargli capire non abbiamo bisogno di piu’ Europa

  • Fintanto che l’atteggiamento dominante sarà quello del : o porta vantaggio a me o non se ne fa niente e non lo approvo neanche se mi prendono a cannonate il progetto europeo, e la moneta unica, saranno soltanto una cosa: un fardello.

     

    Ci troviamo in una situazione economica difficilissima e l’ultima cosa utile a risolverla è questa specie di gioco al ribasso che si fa in UE. Dove a parole tutti parlano di cessione di sovranità nazionale in favore di una vera Unione politica e fiscale, ma nei fatti tutti cercano solo di portare a casa la pagnotta per sè.

    Francamente inizio a domandarmi quando anche a Bruxelles si renderanno che la strada su cui sono incamminati, per dirla all’americana, è un epic fail (fallimento di proporzioni epiche!)

  • Nulla da aggiungere se non che hanno dimostrato di essere quasi allineati col governo italiano… chissà quanti elementi "facilmente convincibili" ci sono anche nella UE?

    Dicono che l’Italia è mafiosa… e nella UE?

     

  • Cameron fa quello che i suoi elettori vogliono, una realta’ molto lontana da noi e i nostri politici. Cameron non sblocca i fondi perche’ probabilmente ha il sospetto che invece di finire nelle mani di chi ne ha bisogno, finira’ nelle mani di chi specula, italian style. Basta pensare che il fondo europeo e’ mantenuto proprio grazie ai politici italiani che non rispettando le direttive, vengono multati, 10 miliardi pagati TUTTI dai contribuenti, anch’io sarei sospettosa.

  • Le persone più vicine a me, dicono che con l’orgoglio non si mangia e che un po’ di aiuto non guasta mai. Personalmente, ritengo che fare tutto da solo senza aver bisogno di nessuno mi dia la carica per andare avanti e fare sempre meglio..e quando ho finito un lavoro e lo osservo, mi passa la stanchezza e sono felice perchè sono riuscito a fare tutto senza chiedere nulla a nessuno.  Quello che ha detto Fabrizio Tringali nell’ultima puntata di L’ULTIMA PAROLA del 09/11/2012 rispecchia esattamente quello che ho appena scritto.Abbiamo veramente bisogno di quegli aiuti? Non possiamo dimostrare all’europa che non siamo delle pappe molli e che riusciremo a venirne fuori con le nostre forze?

     

  • LEGGETE UN PO QUA… GENTE!

    http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2011/12/grillo-e-di-pietro-ma-chi-la-date-bere.html

      Beppe Grillo
    «Io vi dico: Monti non è male».
    «Io credo che ora questo Paese abbia bisogno di persone credibili, come lo è Monti, per traghettare questo paese alle elezioni del 2013, cambiando la legge elettorale, il conflitto di interessi e bloccare il debito. Non ha iniziato male, io non mi permetto di dare un giudizio negativo su di lui…».

    di Gianni Lannes


    Non ho alcuna simpatia per Berlusconi, ma come si fa ad approvare Monti, al servizio del sistema di potere imperante? Recita un vecchio adagio pugliese: “dall’ e dall’ e ci tiech’ pure u’ metall’ ”. Tradotto: a furia di ripetere a mò di litania tutto ed il contrario di tutto, anche le cose anche più assurde, qualcuno finisce per crederci. E’ appena nata una polemica circa alcune dichiarazioni di Beppe Grillo sul governo Monti. Il comico genovese non ha perso tempo e attraverso il suo blog ha accusato i giornalisti. Ecco il comunicato: «Certi giornalisti leggono il blog per affermare l’esatto contrario di quello che scrivo. E’ il loro mestiere. Io ho detto in un incontro pubblico, in una libreria, che “Monti è una brava persona”, una frase che è stata trasformata in un appoggio incondizionato al Governo (alla Bersani style per intenderci). Ho detto che Monti deve fare tre cose: cambiare la legge elettorale, risolvere i conflitti di interesse e bloccare l’aumento del debito. E anche che deve dare ascolto ai movimenti. Lo farà? Ne dubito, ma se lo facesse non potrei criticarlo per questo. Ho anche detto che chiunque può fare meglio del precedente governo. Oggi voglio fare il portavoce di me stesso e inviare un messaggio ad alcuni giornalisti “Andate a fanculo”. Per favore, non travisatelo. Ps: Non ho rilasciato alcuna intervista al settimanale Oggi». Eppure il numero 51 pubblicato il 21 dicembre 2011, del newsmagazine RCS, riporta testualmente 4 pagine di un’intervista a Grillo. Il “servizio” è intitolato «Io vi dico: Monti non è male». Tra l’altro a pagina 38 il giornalista intervistatore (Roberto Alessi) pone la seguente domanda: “Abbiamo un governo tecnico. Sarebbe stato meglio andare alle elezioni?”. Risponde Grillo: «Io credo che ora questo Paese abbia bisogno di persone credibili, come lo è Monti, per traghettare questo paese alle elezioni del 2013, cambiando la legge elettorale, il conflitto di interessi e bloccare il debito. Non ha iniziato male, io non mi permetto di dare un giudizio negativo su di lui…». Insomma: Beppe Grillo appoggia il governo Monti, con parole inequivocabili. Ho chiesto un chiarimento personale al predicatore web, ma non risponde. Il guru ligure si iscrive così, di fatto, come ultima ruota del carro, alla maggioranza politica di governo. Al fianco dello “Psiconano”, del “Pidimenoelle”, e di tutti i partiti “morti”. E vi si iscrive non nel momento dell’euforia postberlusconiana, del voto di fiducia di mister Di Pietro, dell’apertura di Nichi Vendola. No, vi si iscrive nel momento del massimo disincanto popolare, quando la manovra lacrime e sangue del governo eterodiretto dallo “Zio Sam” colpisce le pensioni da fame, aumenta la benzina, bastona la prima casa, colpisce i diritti di chi lavora, annienta la speranza dei giovani e di chi ha perso il lavoro. Uno si chiede: ma Grillo ci è oppure ci fa? A quanto pare Grillo ci è, e pure, ci fa. E’ il suo mestiere di comico-affarista: in effetti la battuta sul Monti nemico del conflitto di interessi dopo che ha assegnato a Banca Intesa tutte le leve dell’economia, sbaraglia, quanto a comicità, ogni possibile concorrenza di Crozza. A conti fatti, chi è Grillo? Un ricco borghese, che non può comprendere cosa significa la manovra Monti per la povera gente: persone in carne e ossa che non raggiungono la fine del mese. Lavorare più anni per prendere una pensione più povera, aggiungere al mutuo la tassa sulla prima casa, sommare un insostenibile prezzo del carburante ad una nuova addizionale Irpef… riguarda milioni di lavoratori (compresi cassintegrati e disoccupati, immolati oggi come ieri sull’altare del capitalismo e della sua crisi). Ma non riguarda il ricchissimo Beppe Grillo, né il suo business aziendale, né la sua concezione del belpaese. A lui interessa che Monti vada avanti con la macelleria antipopolare sino al 2013, quando il Movimento 5 Stelle avrà pronte le proprie liste. Naturalmente di “Opposizione” tra virgolette. Ma “opposizione” a chi? Ai partiti, risponde sicuro il  Beppe tricolore. Ma i partiti non sostengono forse il governo Monti, al pari di Beppe Grillo? «Monti è una persona credibile» afferma Grillo. Ha ragione. E’ infinitamente più credibile Monti per banchieri e industriali, di quanto lo sia Grillo per lavoratori, inoccupati e pensionati.

     

  • Non sperticatevi troppo in parole-editti pro o contro.

    La storia insegna molto.Non abbiamo molte vie d’uscita e Cameron ci dà l’opportunità di capirlo.

    O i 7.62 NATO oppure proseguire su questa strada.

    Il progetto antidemocratico oltreoceanico sta andando in porto.

    E chi non vuol vedere non veda! Alternative non ce ne sono! La rete,che ha il gran merito di aver allargato la base di informazione (grazie anche ai Messora),nel nostro paese è limitata.Volutamente.

    Da ” Abolire la miseria” di Ernesto Rossi a quello che sta accadendo ci sono ere geologiche che ci separano.

    Ordinare,prevedere,agire.

    E l’agire di oggi è una realtà,non una distorsione! Il che vuol dire che se anche a piccoli passi ci siamo avventurati nell’implosione violenta di mentalità obsolete le quali non possono che trovar sfogo nella violenza.Senza accezioni positive o negative.

    Spero di sbagliarmi….io sono uno di quelli pragmatici e non ideologizzati.

    Siamo nemici…dormiamo assieme ma non aspettiamo altro che scannarci.

    Viste le premesse come dare torto a Cameron?

    Intendiamoci,ho lo stesso malessre di voi,ma non mi faccio infinocchiare.Riconosco i delinquenti seriali,i politici tanto per capirci.La domanda è:come li facciamo fuori?

    A voi la risposta ( ma non ditemi con il M5S per il quale ho simpatia).

    7.62 NATO. e basta.

    Troppo radicale? E allora illuminatemi d’immenso.

  • Quando si tratta di geopolitica contano i propri interessi e basta.

     

    questo vale per le alleanze strategiche, gli scambi commerciali,  le missioni di pace ecc.

    In Italia continuiamo a credere che gli stati si muovono per senso di giustizia o umanità e facciamo finta di non capire che c’e’ sempre una guerra permanente finanziaria ed economica. Che l’America non vuole un’ Europa forte  e per questo ogni mezzo e’ buono: attraverso gli alleati inglesi, con la sua potenza finanziaria, spingendo per l ingresso della Turchia in UE ecc.

     

    Gli inglesi poi hanno sempre visto l’ Europa come possibilità di allargare il mercato e non certo come un gruppo di paesi fratelli con ideali comuni.

    Sono sempre stati  più vicini agli americani che a noi europei e spesso hanno rallentato o sabotato i progetti europei. Sono euroscettici, non   sono in schengen, non hanno l’euro, guidano dall altra parte della strada, non hanno neanche le stesse unità di misura….

    Ma perche’ cari amici inglesi non fate un unione con gli USA invece di far finta di voler essere europei ?

     

     

  • Mentre in generale le interviste, notizie e analisi pubblicate da Byoblu hanno un taglio di alta lucidità e penetrazione politica, quest’articolo mi sembra molto al di sotto dello standard: perde il punto esplicativo e confonde la m… col risotto. La diplomazia inglese e i talebani della burocrazia europea continentale non giocano lo stesso gioco.

    Da un lato abbiamo uno stato, malgrado tutto ancora democratico, la cui classe dirigente non ha fondamentalmente rinunciato (e non ha intenzione di rinunciare) alla responsabilità verso il proprio popolo e alla sovranità nazionale che partecipa al gioco dell’Unione Europea come ha sempre partecipato al contesto diplomatico europeo e mondiale ma non ha mai tolto il piede dalla porta (si veda ad esempio l’articolo di Roger Bootle sul Telegraph dell’11 novembre We’ve been on the back foot with the EU ever since we joined).

    http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/9670365/Weve-been-on-the-back-foot-with-the-EU-ever-since-we-joined.html

    Se i costi dovessero farsi troppo pesanti o pericolosi, se dovessero soverchiare le ipotetiche convenienze, gli inglesi non avrebbero remore a cercare alternative.

    Dall’altro abbiamo degli stati (fondamentalmente non più democratici) le cui classi dirigenti hanno rinunciato o sono sulla via di rinunciare al legame fondante con la sovranità popolare e si sono imbarcate, per convenienze di vario ordine, in un’impresa burocratico-imperiale di second’ordine strettamente condizionata dalla finanza internazionale.

    Da questo punto di vista il balletto sul bilancio europeo è pura fuffa: la burocrazia imperiale di Brussel può tranquillamente pensare di giocarlo con le chiappe di Greci, Spagnoli ed Italiani… ma non può pensare di giocarlo sul serio con le chiappe degli Inglesi.

    • Ma che cazzo dici?

      Cos’ha di democratico l’Inghiterra,il Ragno Unito,rispetto al resto d’Europa?

      Evidentemente io sono legato ancora ai vecchi sterotipi di democrazia aristotelici.

      Per cui non capisco nulla.Non elucubro per informare….a me tutto viene spontaneo e la proprietà del lniguaggio la uso quando serve.Nel mio ambito psichiatrico.

      Vorrei sapere quale ruolo democratico ha avuto il “Regno Unito” nell’assassinio di decine di migliaia di iracheni per l’export di una democrazia di cui i risultati si vedono se solo si abbia il  coraggio di informarsi anche dal quel lato.

      Con le carte di credito non arriviamo a nulla.Senza memoria siamo stolti.

      Allora meglio l’euro,gli eurodittatori,gli europdofili,gli euroassassini.

      Basta che,senza allergia,non meniamo il can per l’aia.

      L’Aja…non strasborgdo e nemmeno i cavoletti di Brukshield.

      A morte tutti i dittatiori qualsiasi forma antropomorfa essi abbiano.

      I sofismi mi hanno rotto ler balle….anche quelli esposti qui.

      Puccia il pane nel caffè col vino.Uno schifo paterno.E i ricordi si fermano quì.

       

      P.S.

      E non me ne volere…!!!  By By !!

       

    • Bellissima analisi mi trovi perfettamente d’accordo!

      Ad avvalorare la tua tesi vorrei far notare alcune differenze tra i principali stati europei.

      l’Inghilterra ha totalmente mantenuto la sua sovranità monetaria mantenendo sia la moneta sia il possesso pubblico della sua banca centrale e controlla anche la nostra moneta partecipando alla BCE.

      Per quanto riguarda Francia e Germania, è vero che hanno limitato la loro sovranità entrando nell’euro ma si sono guardate bene dal privatizzare le loro banche centrali che continuano ad essere di proprietà dei rispettivi stati.Quindi anche loro possono, limitatamente alle loro quote, controllare l’euro attraverso le loro Banche centrali.

      Noi Italiani abbiamo privatizzato la banca d’Italia (Illegalmente) cedendo la sovranità monetaria ancor prima di entrare nell’euro( palesemente anticostituzionale).

      Di fatto in Italia stiamo utilizzando una moneta straniera di cui non abbiamo nessun controllo, praticamente per noi non farebbe nessuna differenza usare i dollari, gli yen etc…

      Se non bastasse questo Francia (BPI) e Germania (KFW) hanno creato banche pubbliche di investimento che svolgono la funzione di finanziare l’industria e lo stato stesso di fatto mascherando il debito pubblico!

      Noi, chiaramente, siccome siamo “europeisti convinti” abbiamo praticamente svenduto la COMIT che era la nostra banca commerciale di stato.

      Per chi vuole approfondire ho trovato questo link:

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11077

    • Grazie per il link.. non conoscevo nè il sito nè il movimento.

      Adesso l’ho bookmarcato poiché mi pare abbia dei contenuti e delle analisi che meritano considerazione anche da parte nostra se non vogliamo restare per sempre sudditi europei e terra coloniale dell’impero della finanza.

  • ciao claudio,

    parto dalle tue due ultime parole del post, questa Europa…

    quando mi trovavo a criticare le scelte dell’amministrazione bush mi tacciavano per antiamericano…

    quando criticavo il governo b. mi dicevano che ero comunista, come se fosse un’offesa…

    quando criticavo i governi prodi mi dicevano che ero troppo comunista…

    oggi a criticare questo modello di europa si passa subito per antieuropeisti…

    non ero antiamericano ma criticavo le scelte scellerate dei loro amministratori, non ero contro b. perché comunista ma perché… credo sia inutile elencare, non ero contro prodi perché troppo comunista o rifondarolo ma perché fu inammissibile quello che fece (svendite-privatizzazioni) e quello che non fece (l. conflitto di interessi ecc.) così come oggi non sono contro l’Europa in assoluto ma contro questo modello di Europa che ci hanno imposto…

    non credi che uno dei probelmi principali di oggi sia proprio questo GENERALIZZARE, si scredita e si ridicolizza generalizzando…

    • Sai com’è…..generalizzare e screditare è molto più semplice che affrontare e dibattere sugli argomenti…..specialmente se non li si comprende.

  • Oltre a quella nostrana, stiamo mantenendo anche una casta europea?

    Qui un articolo del Telegraph (non so quanto siano verificate queste cifre):

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/9664633/Eurocrats-strike-over-David-Camerons-call-to-cut-EU-salaries.html

    Gli ‘eurocrati’ scioperano. Per carità, nessuno vuole altri disoccupati. Ma gli stipendi e le pensioni non sono un pò troppo alti, visti i sacrifici che siamo costretti a fare al nostro interno?

    “Over 4,000 officials, 16 per cent of administrative staff at the commission, earn more than €100,000 (£80,000) a year. The cost of EU pensions, averaging payments of £57,000 for each retired eurocrat, is forecast to double to more than £2 billion a year by 2045.”

     

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi