La strada verso il baratro

di Fabrizio Tringali
Il governo Monti ha compiuto un anno. Per celebrare l’evento, Palazzo Chigi ha diffuso una lunga nota ufficiale, denominata “appunti di viaggio”, che riassume quanto è stato fatto in questi dodici mesi. Un documento pieno di menzogne e di omissioni (come ad esempio il dato relativo alla disoccupazione giovanile, salita dal 27 al 35 per cento). Ma le balle potevamo aspettarcele, e basta dare uno sguardo alla tabella riassuntiva pubblicata dal Sole24Ore per apprezzare gli effetti nefasti del governo dell’austerity. Ciò che più colpisce, invece, è che finalmente alcune drammatiche verità vengono ufficialmente a galla.
 

1) Il mercato unico europeo non è nato per favorire la cooperazione

Il documento ribadisce per ben due volte, con frasi evidenziate in neretto, che il Trattato di Lisbona disegna un’economia di mercato “altamente e fortemente competitiva”, in cui i singoli Stati sono chiamati a “promuovere il proprio posizionamento” cercando di “migliorare la propria situazione comparata” (ovviamente a scapito degli altri). Interessante, non vi pare? Quando mai agli italiani è stato detto con chiarezza che i trattati europei non costituiscono affatto la base di forme di collaborazione fra gli Stati, e che quella che chiamano “Unione” in realtà non è altro che un teatro di guerra economica dove ciascuno deve lottare all’ultimo sangue contro tutti gli altri?
A tutto ciò va aggiunto che noi, in quanto appartenenti all’eurozona, possiamo contare su meno armi di altri, avendo rinunciato allo strumento della flessibilità del cambio. Apriranno finalmente gli occhi quelli che pensavano che l’appartenenza al mercato unico europeo fosse, o potesse diventare, fonte di cooperazione fra le nazioni?

2) Per essere salvati dovremo cedere sovranità

Nel paragrafo “La tabella di marcia per l’integrazione economica e democratica” (che guarda caso, a discapito del titolo, non dice assolutamente nulla sulla democrazia), si ribadisce ciò che tutti i documenti ufficiali riportano, cioè che l’accesso ai fondi cosiddetti “salva-Stati” sarà possibile solo: “per quei Paesi della zona euro che sono in regola con le condizioni poste nel quadro del semestre europeo e del Patto di stabilità e crescita”, cioè solo per chi seguirà alla lettera e senza discussione i diktat della Commissione e della BCE.
Del resto, già nel Giugno scorso, i capi di Stato avevano firmato un accordo pubblico nel quale veniva scritto, nero su bianco, che i fondi sarebbero stati utilizzati al fine di “stabilizzare i mercati per gli Stati membri che rispettino le raccomandazioni specifiche per paese e gli altri impegni, tra cui i rispettivi calendari, nell’ambito del semestre europeo, del patto di stabilità e crescita e delle procedure per gli squilibri eccessivi. Tali condizioni dovranno figurare in un memorandum d’intesa.”. Ovviamente da nessuna parte si fa menzione del fatto che quei fondi non vengono dalla Luna. Sono nostri, cioè li abbiamo versati noi agli organismi europei.

3) Monti è qui per “svendere” il tessuto industriale italiano all’estero.

Questo è un tema di grande importanza, i cui risvolti probabilmente ancora sfuggono a buona parte dell’opinione pubblica italiana. Il documento di Palazzo Chigi sottolinea con enfasi il grande sforzo messo in campo dal premier per convincere potenziali investitori stranieri ad acquistare titoli ed aziende italiane. Pochi giorni fa, in Kuwait, Monti si è rivolto ad una platea di sceicchi dichiarando che: “i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi. E’ il momento di comprare a buon mercato perché si rivaluteranno”. Si potrebbe pensare che questa non sia una strategia sbagliata: siamo in crisi, quindi perché non importare capitali dall’esterno per favorire la ripresa economica?
Purtroppo questa logica è sensata solo all’apparenza, perché nelle nostre attuali condizioni affidarsi all’importazione di capitali esteri è del tutto controproducente. Innanzitutto perché il primo modo con cui Monti ha reso “appetibili” le aziende italiane è stato quello di attaccare i diritti dei lavoratori: ecco spiegato l’accanimento contro l’articolo 18, anche se è noto che per la maggioranza degli imprenditori italiani lo statuto dei lavoratori non è un problema. Naturalmente tutto ciò determina il depauperamento delle condizioni di vita dei lavoratori italiani, che vedono disperdersi diritti e salario, con ovvi effetti recessivi. Altro che uscita dalla crisi!
Ma c’è di peggio. Abbiamo visto che Monti cerca di convincere i potenziali acquirenti esteri fornendo loro la prospettiva di una rivalutazione a breve-medio termine del capitale impiegato in Italia. Immaginiamo che gli sceicchi seguano il suo consiglio e acquistino titoli e imprese italiane. L’afflusso di capitali, probabilmente, determinerebbe nell’immediato alcuni effetti positivi (aumento dell’occupazione, segnali di ripresa economica e così via). Difficilmente però questo consoliderebbe l’economia del Paese, sia perché buona parte dei profitti se ne tornerebbe a casa degli sceicchi, sia soprattutto perché nel frattempo le criticità strutturali dell’eurozona non sarebbero state risolte. Non essendo state rimosse le cause scatenanti della crisi, sugli asset italiani continuerebbe a gravare una forte incertezza che determinerebbe la minaccia continua di perdita di valore. A un certo punto, visto che l’attesa (e promessa) rivalutazione tarderebbe a concretizzarsi, e vista l’incertezza, gli investitori prenderebbero a vendere tutto quello che avevano comprato. Le vendite determinerebbero un’accelerazione della tanto temuta svalutazione e si scatenerebbe un effetto a catena: per contenere i danni, sempre più capitali prenderebbero il volo, scatenando il caos.
E’ uno scenario da incubo, ma non è ipotetico: è esattamente quello che è sempre successo ai paesi che hanno agganciato il valore del cambio della loro moneta ad una valuta più forte e poi hanno cercato di attrarre investimenti esteri: si chiama “ciclo di Frenkel”, poiché prende il nome dallo studioso che lo ha efficacemente descritto.
Ecco dunque la destinazione finale verso cui ci porta la strada descritta negli “appunti di viaggio” del governo Monti: il baratro.
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22 commenti

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  • Analisi lucida e condivisibile, ma una cosa mi lascia perplesso: perchè il fatto che i profitti finiscono in tasca ad un emiro piuttosto che a un capitalista nostrano dovrebbe turbarmi? Perchè l’ emiro potrebbe non investirli nuovamente in Italia? Neanche il capitalista italiano è obbligato a farlo, e di fatto in questo momento non lo sta facendo.

    • Mi cadono le braccia. Se non hai nessuna idea del perchè i capitali esteri sono un debito per il nostro paese, che va ripagato con gli interessi, ti suggerisco di leggere i post di Bagnai sul suo sito Goofynomics. Non è un tipo simpatico, ma è ferrato spiega perfettamente questa dinamica, così come tutte quelle relative all’euro e alla finanziarizzazione dell’econonomia. Sono i fondamentali dell’economia, ed è necessario che impariamo a conoscere bene le finezze attraverso le quali ogni giorno ci rendono più poveri e sottomessi.

  • L’unica via d’uscita è il M5S e due distinti referenda sull’Euro e sull’Europa.

    Magari ci deluderà anche Grillo ma almeno mettiamo il M5S alla prova; tanto non potranno far peggio di quelli che ci hanno governato dal dopoguerra ad oggi.

    • Troppi movimenti riducono la capacità di azione rispetto ad un unico movimento compatto e coeso quale il M5S, visti anche i risultati ottenuti in poco tempo.

      Come prima proposta bisogna far rientarre le aziende che hanno delocalizzato nei paesi europei per ovvi motivi di tassazione, bisogna mettere un tetto massimo del 35% di tassazione per tutti con eventuali punti di % in meno in base al numero di lavoratori impiegati.

      Le tasse vanno pagate da tutti, se ti becco ti castigo duramente con confisca dei beni e galera, anzi lavori socialmente utili (gratis)

      Non ci sarebbe bisogno neanche dello scontrino fiscale

  • E allora DILLO, DILLO CLAUDIO!!!!

    Ho capito, stai facendo ditutto per diventare tu il Servizio Pubblico che informa i cittadini di quello che succede realmente!

    DILLO, DILLO, che quindi facendo TU il vero Servizio Pubblico, speri subdolamente di divenire il legittimo beneficiario del canone Rai che ci obligano a pagare e che a quanto pare dalle ultime notizie, si “ventila” che assugerà a valore di cultura nazionale, e che quindi sarà inglobato nelle tasse che paghiamo con un bel F24.

    Scherzi a parte continuo a essere combattuto tra l’ esser contento che ci sia qualcuno che mette in evidenza questioni di carattere così macroscopico al posto di chi è pagato per farlo, e spaventarmi per quello di cui purtroppo, con dati di fatto poco controvertibili, mi metti al corrente.

    Spero che la politica, quella democratica, grande assente di queste grandi quanto tristi vicende, prenda velocemente coscienza di cosa ci si stà prospettando e contrasti, inverta la rotta, con il potere della sovranità che ancora abbiamo.

    Ce la faremo, o siamo già storia! 

  • Come dice il docente di Economia Zezza, in uno dei video di Claudio, per prima cosa, e per dare forza al dissenso su queste cose ci vorrebbe una presa di coscienza un “pò” anti neo liberista.

    In pratica bisogna tornare a concepire nuovamente che PRIVATO è brutto e PUBBLICO e non il contrario di quanto questi anni ci hanno abituato a pensare.

    Se ti vuoi far forza pensa a quanto sono state fallimentari tutte le varie privatizzazioni, presentate come la panacea di tutti i mali e disservizi, per cui all’indomani avremmo avuto dei buoni crismi di soddifazione della cosa pubblica che sarebbe stata una macchina più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini.

    Oppure puoi pensare il PUBBLICO era così brutto e inefficiente risetto al PRIVATO, che, guarda un pò, alla fine il PUBBLICO (Noi per inciso) abbiamo salvato dal fallimento il PRIVATO (Banche & C.), ed oggi ne paghiamo (nel vero senso della parola) il prezzo. 

    E per questo in Italia abbiamo una doppia difficoltà, dovuta al fatto che come purtroppo questa brutta classe politica ci ha abituato a vedere, con questi ultimi scandali, Lusi, Fiorito e compagnia bella, ci vuole una bella dose di coraggio a invertire mentalmente la rotta. Bisogna tornare a dare fiducia alla politica (ma tu guarda che mi tocca dire), ovviamente puntando sul rinnovamento totale.

    Se ti fà piacere puoi pensare che possa esserlo il M5S, visto che è l’unica voce nuova fuori dal coro solito e ammorbante. Tanto se saremo ancora in democrazia, se i signori del M5s non faranno bene, potremo sempre, democraticamente mandarli a casa e sostituirli con chi ci darà nuova fiducia.

    Insomma basta farci violentare dalla finaza privata ad ogni costo!

  • io non capisco che convenienza possa avere uno stato come la Croazia, che entrerà in comunità a giugno, a fare parte di questo gioco perverso che è la UE.

  • Emilio ha scritto:

    “io non capisco che convenienza possa avere uno stato come la Croazia, che entrerà in comunità a giugno, a fare parte di questo gioco perverso che è la UE”

    Io credo che, senza andare troppo lontano ai padri fondatori, se  fai attenzione alla foga con la quale in primis il nostro presidente della repubblica ed a seguire i vari Casini, Fini, Montezemolo, Tabacci, D’Alema ecc., difendono a spada tratta il dogma dell’Eurozona, pur ormai di fronte ad una consapevolezza diffusa, ma soprattutto di fronte a dati economici indiscuscutibilmente negativi, capirai che il potere ed il denaro sono il carburante del mondo. Di fronte ad una prospettiva di equa distribuzione delle risorse economiche alla popolazione mondiale, in base chiaramente alle singole capacità individuali, qualcuno preferisce avere per se il grosso del malloppo, cercando di allargare sempre più la forbice fra “prenditori” e “produttori”, come recita efficacemente un altro forumista.

    Questo per dire, che pur non provando molta simpatia per le teorie complottiste, mi sembra del tutto evidente che il progetto dell’Eurozona non è stato concepito per la “vile plebaglia”, come ha affermato Jacques Attali, già collaboratore di Mitterrand e oggi consulente di Hollande nonchè “compagno di merende” di Mario Monti.

  • LA DESTINAZIONE FINALE che vuole Mr. Monti, fuhrer Merkel e il presidente della Repubblica delle italiche euro-banane Napolitaner.

    Il lavoro rende liberi”, … soprattutto nei campi si sterminio!

    • Ti ringrazio per l’apprezzamento. Magari ho un po’ esagerato con l’immagine “forte”; ma se pensiamo che, un recinto come Auschwitz – Birkenau, può essere facilmente paragonato alla nuova camera a gas europea, dove si perdono diritti democratici e sovranità, allora l’immagine anche se forte mi è sembrata appropriata. Inoltre le politiche sociali che si stanno adottando, hanno già spinto parecchie persone al suicidio e quindi non serve aggiungere nessun’altro commento.

  • Ciao Angelo

    Scusami ancora ma secondo me sei un “ottimista” quando dici che abbiamo agganciato il valore della nostra moneta ad una più forte.

    In realtà noi stiamo usando una moneta privata e straniera su cui non abbiamo nessun tipo di controllo.

    La Banca d’Italia che dovrebbe essere di proprietà pubblica in realtà è privata per il 95% circa, oltretutto la banche private che controllano la “nostra” banca centrale sono in gran parte di proprietà straniera e questo è avvenuto ancora prime di entrare nell’Euro.

    Il parlamento, che non può fare politica monetaria e quindi economica, è di fatto un contenitore vuoto, la cui unica funzione è quella di mascherare la vera natura del nostro Stato.

    Uno Stato è costituito da 3 elementi essenziali: Popolo, Territorio, e Sovranità.

    Senza la sovranità siamo semplicemente una COLONIA!

     

     

     

  • Mi chiedo che faccia faranno coloro che anni fa ha votato per l’ingresso dell’italia nell’euro…nel senso sanno di aver fatto una scelta negativa?…sapevano ciò che sappiamo noi ora?…hanno seguito sempre e solo la tv e i bombardamenti subliminali convincono ancora oggi quelli di una generazione fa e oltre…mia nonna dice che serve monti all’italia…sarà perchè vede sempre la tv che ci dice cio che ognuno di noi deve sentire…

  • salve a tutti, mi presento, sono un libero professionista e amministratore di una srl, seguo da tempo le vicende internazionali con ansia e preoccupazione e vorrei mettere in discussione alcune mie tesi che nel corso degli anni ho maturato:

    – la democrazia esiste solo in linea orizzontale, ossia tra simili, la definizione si riferisce al popolo e non alle diversità all’interno dello stesso, ecco perchè i Governi Italiani non hanno mai rappresentato democraticamente l’elettorato, poichè hanno sempre operato secondo i loro interessi privati;

    – gli scioperi non servono a nulla, a meno che non abbiano un risvolto economico macroscopico e immediato e gli unici due che mi vengono in mente sono quello delle tasse e quello dell’utilizzo di strumenti bancari con l’esclusivo utilizzo del contante;

    – il baratto come formula di sopravvivenza e di elusione fiscale;

    – il M5S è il detonatore, se dovesse avere una rappresentanza nelle stanze dei bottoni, forse si potrebbe evitare lo sfacelo, altrimenti, la microcriminalità prima e quella organizzato poi prenderebbero il sopravvento, come succede nei periodi post bellici, senza contare che la guerriglia urbana affrancherebbe i territori non coperti dalla pubblica sicurezza;

    – Lo scontro fra le tre religioni è ormai alle porte, sembra assurdo ma, Cristiani, Ebrei e Musulmani, le tre principali culture religiose si stanno scontrando silenziosamente strumentalizzando stati e popoli, L’Europa dei Cristiani, gli States degli Ebrei, e il Medio Oriente e Oriente dei Musulmani;

    – i dati OCSE sono elaborati solo suu dati economici e non sociali, nell’eventualità che scoppi un qualsiasi conflitto all’interno dei principali sistemi economici l’accelerazione della caduta sarebbe esponenzialmente rapida;

    – ho due bimbi piccoli, il più grande ha 4 anni e sono fortemente preoccupato su come educarli, se utilizzo un sistema basato sulla cultura e sulla non violenza, cresceranno predisposti al diaologo ed alla mediazione ma non alla lotta ed alla resistenza, se indico loro la strada della giustizia farò di loro dei sovversivi perseguitati tutta la vita, se li cresco facendo accettare loro la violenza come strumento di giustizia, creo dei potenziali terroristi o banditi.

    Concludo col dire che ripongo ancora fiducia nelle persone e credo che una rivoluzione dal basso possa ancora esserci e che in qualche modo non arriveremo al 2060 nella situazione prevista dall’OCSE.

    In fondo sono convinto che la vita sia un meraviglioso e spietato teatro, dove anche la più misera delle menti potrebbe avere il suo minuto di gloria.

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