Tutti gli interessi dell'Emiro del Qatar in Italia

Riprendo e meglio formulo quanto avevo già accennato nei giorni scorsi sul blog, e che è stato al centro del mio intervento di ieri sera a L’Ultima Parola.

All’inizio di settembre, Al Forum Ambrosetti di Cernobbio, l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani, si incontra, rigorosamente a porte chiuse, con Monti, Passera, con la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola, Montezemolo e con Jamie Dimon, presidente di JP Morgan. Al Thani, che è il Re di una monarchia assoluta che vive di petrolio, è anche il maggiore azionista di Al Jazeera, il cui direttore generale è suo cugino.
Al Jazeera, per intenderci, è l’emittente delle famose primavere arabe, e del film blasfemo su Maometto, in conseguenza dei quali la Libia ha visto crollare la sua produzione di petrolio e i suoi accordi con l’Italia, mentre il Qatar ha aumentato la sua di 5mila barili al giorno.
Il 12 settembre, Cassa Depositi e Prestiti cede 1,7 miliardi di quote della Snam-Eni.  La transazione ovviamente è gestita da JP Morgan.  Acquirente principale è la Qatar Investment Authority. Cioè proprio l’emiro Al Thani.
Subito dopo, il 18 settembre, viene battuto un comunicato di cui non parla nessuno: l’Ansa firma un accordo con la Qatar News Agency. E di chi volete che sia, questa agenzia stampa, se non del nostro emiro? Secondo il comunicato stampa, il Qatar e l’Italia formeranno insieme i propri giornalisti. Conoscendo l’idea che hanno dell’informazione da quelle parti, la cosa è decisamente rassicurante… Tanto per capirci, se andate sulle notizie nazionali del sito della Qatar News Agency, su 14 foto, 12 sono primi piani dell’Emiro.
Ma all’emiro l’informazione piace. Così, dopo avere dato la scalata a Unicredit, si lascia impietosire dal profondo rosso della Rai e si offre di ripianarlo con 289 milioni di prestiti agevolati.
A questo punto in Europa succede una cosa mai vista prima. All’inizio di novembre, da Londra e da Berlino parte la guerra fiscale alle grandi multinazionali del commercio elettronico, da eBay ad Amazon. In Italia, la Guardia di Finanza contesta 96 milioni di euro a Google e poi – è notizia di ieri – fa irruzione anche negli uffici di Facebook. Cioè, si colpiscono tutte le punte di diamante della new-economy americana.  Certo, tutti devono pagare le tasse, ma come mai questo improvviso accerchiamento? E soprattutto: non vorrei dovermi iscrivere a un nuovo social network d’arabia, dove l’unica foto autorizzata sui profili è il ritratto dell’emiro Al Thani…
Nella mattina del 23 ottobre, Al Thani va in Palestina, nella striscia di Gaza. L’evento viene definito “di portata storica”.
Alla fine, ecco il blitz diplomatico: Monti va in Qatar e il 24 novembre rilascia ad Al Jaazera, cioè ad Al Thani, una lunga intervista in cui propone investimenti in Italia. Come se non ce ne fossero già abbastanza. Subito dopo si reca all’Onu e, con una decisione presa in solitudine, senza consultare il Parlamento (e fin qui, niente di strano, direte voi), approva la risoluzione Abu Mazen che riconosce la Palestina come Stato. Una rivoluzione! Tanto più che due giorni fa, il 5 dicembre, il ministro degli esteri Giulio Terzi, con una dichiarazione che non ha precedenti, chiede addirittura allo Stato di Israele di “moderarsi”, e dice che questa posizione è condivisa da tutti i 27 stati dell’Unione Europea.
Insomma, adesso siete pronti per unire i puntini. Ma non scordate di considerare che gli Stati Uniti hanno appena dichiarato che raggiungeranno la piena indipendenza energetica nel 2020, attraverso l’estrazione di petrolio dal loro suolo, ottenuta mediante tecniche di fracking. Uno scenario che li vedrebbe svincolati dallla dipendenza nei confronti dei tradizionali Paesi produttori. I quali devono ovviamente correre ai ripari per tempo…


 p.s. mentre ero in onda con Paragone a raccontarvi queste cose, sembre che Piero Angela, su Rai1, facesse una bella marchetta pro-Qatar. (grazie Roby67)
 

16 commenti

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  • posto anche qui il commento:

    aggiungo che ieri sera in prima serata su rai 1 andava in onda un servizio ( o una marchetta) di quasi cinque minuti sulla meravigliosa situazione che c’e’ in Quatar, definito come un paese avanzatissimo e pieno di risorse non solo naturali. un caso,vero?

     piero angela che (dis)informa il popolino in prima serata e Claudio con Paragone che informano a notte fonda, perche’ pagare il canone?

  • Perdonate la leggerezza, ma tutto ciò ha a che fare con l’italiano assurdo che leggo sul sito ANSA da un po’ di tempo a questa parte?

  • A parte l’intervento di 5 minuti di Claudio durante il prologo, la trasmissione mi è sembrata veramente poco interessate (come del resto anche le altre ultime puntate).

    L’impressione è che la abbiamo rincanalata nel mainstream.

    Sono molto deluso e non riesco sinceramente a fare nessun altro tipo di commento nel merito.

    Ringraziando Paragone per la buona informazione che ci ha regalato per un po, credo che da Venerdì prossimo impieghero’ diversamente il mio tempo.

  • ciao Claudio ,

    questo post fa un pò a pugni con un altro in cui descrivevi le attuali punte di diamente incastonate dalla Golman Sucs in tutta europa .

    ma la Goldman sucs non è degli esportatori di democrazia ? 

  • Da non dimenticare, o forse lo avevi già scritto, la vendita/svendita della Costa Smeralda. Riporto una breve considerazione tratta da l’unione sarda: «L’emiro del Qatar è stato accolto dalla giunta a braccia aperte ma la Sardegna dall’operazione di acquisizione della Costa Smeralda avrà una perdita di 65 milioni di euro per le mancate entrate». Lo denuncia il gruppo sardista in Consiglio regionale, con un’ interpellanza al presidente della giunta. «La QH Smeralda investment srl», ha spiegato il capogruppo del Psd’Az, Giacomo Sanna, «è stata costituita in Lussemburgo e ha sede legale a Milano». Fatti due conti: se il valore complessivo dell’operazione Costa Smeralda ammonta a 650 milioni, la Sardegna avrebbe un “ammanco” di 65 milioni di entrate». La Costa smeralda, ha spiegato Sanna, è stata venduta all’emiro del Qatar senza che siano state versate alla Regione la quota parte delle entrate che spettano in base all’articolo 8 dello Statuto.

    Volendo c’è anche altro ma…

     

  • più che una questione geografica, mi sembra una battaglia tra gruppi di potere, le 500-1000 famiglie al vertice non fanno distinzioni geografiche e non hanno un indirizzo univoco così come spesso viene percepito…

    petroldollari vs gnùeconomy-digitaldollary

  • La notizia della vendita di parte dell’ANSA all’Emiro io l’ho letta già a Settembre su http://www.informarexresistere.fr/2012/09/28/accordo-ansa-al-jazeera/#axzz2ESRG09gb 
    Bisognerebbe che Paragone parlasse con lei di queste cose, ad esempio il MES, quando sono appena accadute o ancor meglio prima che accadano.
    Lo sproni Messora, lo sproni a fare informazione in tempo reale e non in differita.

    Complimenti comunque per il Blog. E’ sempre molto interessante e di alto livello.

     

  • RiScrivo anche io qui il mio commento lasciato su utubo…

    Caro ByoBlu, in realta’ io credo tu ti stia sbagliando a vedere una connessione con la palestina e il finto islamico satanasso del emiro del Qatar, visto che in realta’ lui assieme alla famiglia Asud (emiri dell’Arabia Saudita in Mecca) sono coloro che stanno straziando l’Islam dall’interno e sono coloro che sono amici di Bush e dell’america e quindi anche degli Israeliti.

    Ergo loro non c’entrano nulla con la decisione della palestina se non per buttare fumo negli occhi (tanto sanno che gli Ebrei faranno comuqnue come vogliono).

    Anzi, sai bene che dietro Piazza Tamir c’e’ l’emiro del Qatar, ergo dovresti conoscere i buoni rapporti di Morsi e Israele, mentre lo stesso Morsi sta negando le forniture di gas alla Giordania (paeso Islamico).

    Insomma sarebbe bene che tu indagassi in un altro senso, a mio modesto parere, non trovi?

    PS: concordo con te che l’Italia lecci il deretano dei Ricconi ovunque essi arrivino, visto che qui manca (per fortuna, dico io) il nazionalismo alla francese o tedesco o made in Usa.

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