Perché era importante discuterne adesso

Tra venerdì e sabato sono successe molte cose che meritano di essere analizzate più a fondo. Prendetevi una tisana calda, mettetevi comodi e facciamo qualche riflessione insieme.

Il fatto

Due giorni fa il Movimento Cinque Stelle presenta al Viminale il simbolo del gruppo politico che, in base alla legge elettorale, parteciperà alle elezioni. Nonostante siano in coda da martedì sera, complice le procedure burocratiche inesistenti, Massimiliano Foti riesce ad arrivare prima, o perlomeno nell’esatto momento in cui si posizionano le transenne – si sospetta possa essere stato imbeccato dall’interno – e a depositare un marchio molto simile. Lo si vede al minuto 14.20, nella diretta della tv del Movimento Cinque Stelle, a sinistra. E più o meno nello stesso punto si vede anche Max Loda pronunciarsi a nome dei pirati italiani. Grillo parla di golpe, di fine della democrazia. In effetti, nonostante il ricorso dei legali di Grillo, esiste la possibilità che l’ufficio elettorale, o chi per esso, ammetta il simbolo farlocco – quello senza l’indicazione del nome del blog – e costringa il Movimento Cinque Stelle ad adottare un simbolo modificato. Questa possibilità, nonostante le rassicurazioni della Cancellieri, è ritenuta più che fondata anche da molti giuristi (vedere Corriere e Repubblica di questa mattina). Sembra anche che un marchio analogo a quello farlocco sia stato registrato da un tale Giuseppe Grillo – che ha tutta l’aria di essere il nostro – nel 2010, ma è da rilevare che la protezione di quel simbolo potrebbe passare per procedure legali diverse rispetto alla trafila dell’accettazione del simbolo per la campagna elettorale, e dunque avere tempi incompatibili con quelli del voto. Inoltre, essendo la legge in questo Paese sommamente interpretabile, al punto che due giudici diversi possono scrivere sentenze diverse sullo stesso identico caso (a differenza di quanto accade nei paesi anglosassoni in regime Common Law), le circostanze in cui Foti è riuscito a depositare per primo il simbolo possono alimentare il sospetto che vi sia dietro una volontà politica, nel qual caso le disposizioni in materia elettorale che prescrivono che il simbolo già utilizzato in precedenti competizioni sia da ritenersi valido, a discapito dell’altro, potrebbero essere “interpretate” a piacere.
Il simbolo elettorale del Movimento Cinque Stelle non è l’unico ad essere stato depositato in una versione fasulla: è accaduto anche ad altri, tra cui il movimento di Antonio Ingroia e quello di Mario Monti. Tuttavia, tra i tre è sicuramente quello che desta più scalpore – e per questo accende i toni e le polemiche -, per il semplice fatto che, rispetto al Movimento di Ingroia che viene dato al 4% circa, il Movimento Cinque Stelle rischia di essere la terza (secondo alcuni la seconda) forza politica del Paese. E rispetto alla coalizione guidata da Monti, il Movimento di Grillo è sicuramente più ostacolato da quei poteri che invece coccolano il presidente del Consiglio uscente. In un regime di sospetto e di lotta aspra ed accesa quale è una competizione politica in Italia, dove ci si può aspettare di tutto, ogni minimo impedimento è da prendersi con estrema cautela e con grande serietà. Né può intedersi accettabile l’eventuale richiesta del viminale di modificare il simbolo elettorale del Movimento Cinque Stelle: chiunque sia poco meno che sprovveduto, sa bene che alle politiche conta il voto di milioni di italiani, la maggior parte dei quali non hanno dimestichezza con questo genere di polemiche, non è abituata a leggere i giornali e tantomeno a frequentare i blog. Per intenderci: la casalinga di Voghera ha un’alta probabilità di votare qualcosa di diverso pur essendo convinta di votare Grillo. La competizione elettorale ne verrebbe inevitabilmente falsata, di qui la comprensibile rinuncia di Grillo a partecipare a queste condizioni. Certo è che, in tal caso, la responsabilità della rabbia di milioni di italiani ricadrebbe su chi, con il suo operato, dovesse rendersi responsabile di un tale scempio della volontà popolare, sia a livello di comportamenti personali, sia a livello istituzionale, con un’interpretazione della legge elettorale eccessivamente politica. Personalmente credo che non si arriverà a tanto. Sarebbe come usare un lanciafiamme su un distributore di benzina.

Le email

Nella giornata di ieri, alle 13.26, ricevo una email apparentemente proveniente da Anonymous, la famosa associazione di hacktivist di cui spesso si è parlato in relazione ai loro defacement, ma anche ai dati riservati che sono riusciti a far trapelare (come è accaduto recentemente alla posta elettronica della Polizia italiana o ai dati del Ministero dell’economia greco). Come sembra quasi ovvio sottolineare, Anonynous è composta da attivisti hacker anonimi, organizzati secondo un modello non rigido, che permette loro di comunicare ma anche di effettuare azioni individuali, non sempre condivise e non sempre in accordo ai principi di questo o quel gruppo. Questo accade in special modo con Anonymous Italia. Forse ricorderete il caso dell’attacco recente proprio al blog di Beppe Grillo, prima rivendicato da Anonymous, poi rinnegato da comunicati che dichiaravano  l’estraneità del gruppo al Denial of Service (un particolare tipo di attacco che tende ad esaurire le risorse hardware e software del server che ospita il sito obiettivo, mediante un sovraccarico di richieste provenienti da un gran numero di computer infettati da virus, trojan o porte aperte e dormienti, controllati da remoto all’unisono). Dopo alcuni giorni di polemica, sembra sia venuto fuori che l’attacco fosse in realtà stato portato avanti da un gruppo di hacktivist che agirono in maniera indipendente, secondo propri principi e linee guida. L’episodio serve ad illustrare come sia possibile, data la peculiarità del gruppo, che gruppi più grandi talvolta non conoscano obiettivi e determinazioni di gruppi magari dislocati altrimenti, o azioni di singoli, e sia di conseguenza quasi impossibile – per definizione – verificare con sicura attendibilità e nell’immediatezza la provenienza di una comunicazione. Del resto, se anonymous avesse un indirizzo e un portavoce noto, universale e unico, sarebbe una cosa molto bizzarra. Qui c’è una rivendicazione: https://www.facebook.com/Anonymousitaliani/posts/409371375812921. Qui invece una stizzita presa di distanze: http://anon-news.blogspot.it/…

Ciononostante, al di là della provenienza, l’email conteneva informazioni pertinenti alla natura del dibattito acceso che si era sviluppato sui media proprio il giorno prima. Informazioni già pubblicate online (mediante immagini caricate sul noto servizio imageshack) da chi le aveva ottenute e aveva ritenuto importante la loro diffusione. Informazioni che parlavano di piani per “affossare” un movimento politico che si sta presentando alle elezioni, e che riportavano presunti accordi volti a condizionare l’opinione pubblica mediante dichiarazioni concordate e il coinvolgimento di giornalisti disponibili a fare da cassa di risonanza. Uno scenario molto grave, perché modicare il consenso elettorale artificiosamente è un reato affine a quello dell’eversione e dunque, nei tempi stretti in cui si decidono le sorti di una campagna elettorale, è fondamentale fare chiarezza sulla loro reale consistenza. Tali informazioni erano state pubblicate su pastebin, un servizio di condivisione strutturata di file di testo, in maniera analoga e coerente con quanto era già avvenuto in passato per comunicazioni di anonymous.
Per correttezza, nonostante contengano informazioni sensibili che mi riguardano, metto a disposizione le intestazioni del messaggio ricevuto, cosicché qualcuno più bravo di me, o la polizia postale, possa ricavarne qualche informazione utile. Il link agli header è questo.

Dopo una ventina di minuti, alle 13.47, ricevo una seconda email, questa volta inoltrata attraverso il servizio di contatti del blog. In questo caso ovviamente le intestazioni del messaggio sono meno rilevanti, perché la email è partita dal mio stesso server (per completezza metto a disposizione comunque gli header originali qui), mentre sarebbe interessante analizzare il file di log (il registro di tutti gli accessi di rete al server che ospita il blog) relativo alla giornata di ieri, per ricavarne una lista di possibili indirizzi ip di provenienza. Un lavoro che richiede tuttavia un po’ di calma e un po’ di tempo a disposizione.

La pubblicazione

Nulla era stato ancora pubblicato e, a titolo di gossip, io non ero neppure a casa, ma al cinema con i miei bimbi. Avevo a disposizione due smartphone entrambi con livelli di batteria critici e niente occhiali per decifrare gli oscuri simboli sfocati che il display dei due device proiettavano nelle mie retine malandate. Appurato, come spiegato in precedenza, che la certezza assoluta della provenienza di un messaggio anonimo è impossibile, soprattutto in tempi brevi, e appurata tuttavia la rilevanza del contenuto delle email, pertinente e meritorio di essere portato alla vostra attenzione (del resto, per esempio, è proprio in seguito a soffiate anonime che la polizia valuta se muoversi, valutando il contenuto della segnalazione e non la sua provenienza che è difficilmente accertabile), restava la domanda da un milione di dollari: pubblicare o no?

La considerazione, che trova corrispondenza per esempio negli orientamenti della giurisprudenza in Abruzzo, in seguito agli accadimenti del terremoto, e che in condizioni particolarmente critiche della vita comunitaria fa prevalere il diritto dell’opinione pubblica ad essere informata, piuttosto che quello alla privacy del singolo, è stata più o meno quella che vi illustro.

La politica è il modo che la società cosiddetta civile si è data per organizzare la spartizione del potere senza ricorrere alle clave. Questa definizione, che può apparire profana, è in realtà analoga a una delle letture che ne dà la stessa Scienza Politica. Ne consegue che il momento della competizione elettorale, e il rispetto delle sue regole, rappresentano uno dei momenti più alti della proiezione sulla vita pubblica di ciò che chiamiamo democrazia. Il loro svolgimento corretto è condizione imprescindibile per la sussitenza stessa dello Stato, un’ordinamento giuridico che altrimenti si risolve in qualcosa di profondamente illegittimo e privo di fondamenta. Se una competizione elettorale dovesse dimostrarsi falsata, allora perderebbe ogni valenza l’assetto istituzionale, con conseguenze di portata catastrofica. Dunque, la necessità di accertare informazioni di estrema importanza per la legittimità della competizione elettorale, in tempo utile per impedire eventuali falsificazioni o abusi, assume i tratti della necessità e dell’urgenza. Una denuncia alle autorità competenti potrebbe portare ad accertamenti, ma fuori tempo massimo per le conseguenze sulla determinazione degli esiti elettorali. Dunque scegliere di non dare corso alla segnalazione avrebbe la conseguenza certa di non dare nessun contributo alla determinazione di eventuali profili di illegittimità, perlomeno in tempo per intervenire e correggere la distorsione. Di contro, scegliere di pubblicare porterebbe ad un’accesa discussione pubblica, con tensioni e minacce di ritorsione legale (come del resto è avvenuto), ma la natura dell’attualità dei contenuti, dell’elevato grado di interesse dell’opinione pubblica e la rilevanza della posta in gioco per la legittimità democratica, costituirebbero fattori di accelerazione della determinazione della verità, che acquisirebbe in questo modo più probabilità di costruire elementi fattuali coincreti, utili agli elettori ed alle istituzioni per porre in essere le opportune correzioni in tempo. Il coinvolgimento della polizia postale, da alcuni paventato, lungi dal rappresentare uno spettro da cui rifuggire, è al contrario in sintonia con la pubblicazione dei contenuti ricevuti, perché permette di assolvere all’obiettivo desiderato: accertare i fatti e rinforzare la stabilità delle istituzioni democratiche.

Il blackout del blog

Il post è stato dunque pubblicato ieri alle 14.33, con la formula “ricevo e pubblico” che è parlante: viene usata comunemente in molti blog di una certa visibilità, e serve a comunicare qualcosa di cui non si è autori, che sembra avere una certa attendibilità, ma senza endorsment, cioè prendendone le distanze e rimandando il giudizio ai lettori. Il traffico è stato piuttosto intenso, con un secondo picco alle 18:25 in corrispondenza della ripubblicazione dello stesso sul blog di Grillo. Tale condizione di traffico elevato non è infrequente per questo blog, che risiede non a caso su un costoso server dedicato, con una banda massima a dispozione di 10Mbps e che, in passato, ha affrontato condizioni di carico intenso, anche proveniente dal primo blog italiano, manifestando eventualmente alcuni rallentamenti, ma senza mai arrendersi. Invece ieri sera, poco dopo le 19, improvvisamente arriva un crollo verticale e definitivo, che non si era mai manifestato prima nonostante sei anni di onorata attività. Il tutto è ben raffigurato nel grafico della banda entrante e uscente, che ho messo a disposizione ieri sera su Twitter (per la serie mi casa es tu casa).

La coincidenza ovviamente ha scatenato ipotesi di varia natura, tanto più che i tecnici di Aruba non sembravano venirne a capo. Anche perché il server in apparenza funzionava bene: non era in corso nessun attacco di natura Dos (Denial of service). L’unica anomalia era che il traffico entrava, ma non riusciva ad uscire. Solo dopo cinque ore, verso mezzanotte, è arrivata la spiegazione ufficiale: “dopo alcuni test, cambiando la porta dello swicth a cui è collegato, il server è tornato nuovamente raggiungibile“. Dunque un malfuzionamento di un apparato che, in gergo tecnico, prende il nome di switch e che gli addetti ai lavori, in vita loro, mi hanno assicurato di non avere mai visto, neppure una sola volta, manifestare un’anomalia simile, per di più localizzata su una sola porta. Ma la Legge di Murphy è dietro l’angolo e comunque, in mancanza di un qualunque elemento contrario, non ho ragione di non attenermi alla spiegazione ufficiale.

Le prima reazioni

Grazie alla pubblicazione dell’email, che dichiarava di mostrare conversazioni tra un’esponente del Partito Pirata e l’uomo che ha depositato il falso simbolo del Movimento Cinque Stelle, abbiamo chiarito all’opinione pubblica che c’è un partito pirata vero e ce ne sarebbe anche un’altro falso, e che quello vero ha postato un comunicato stampa, con preghiera di diffusione (visibile a questo il link), nel quale sostiene di essere estraneo alle vicende di manipolazione del logo elettorale e, conseguentemente, a quelle mostrate nelle conversazioni disponibili online ed anzi di esserne vittima, al pari del Movimento Cinque Stelle.

Abbiamo appreso inoltre dell’esistenza di un certo signor Manuel Marco Marsili, cui un’ordinanza del Tribunale di Milano datata 30 marzo 2012 inibisce l’uso dei nomi “Partito Pirata, Pirateparty e/o Pirate Party”, neppure se utilizzati come nomi di dominio, nonché l’utilizzo del segno grafico della vela rigonfia verso destra. Tale Marsili, secondo La Stampa ha un passato molto fitto di militanza politica in varie formazioni, dai Verdi, all’Italia dei Valori, alla Lega. Scrive su La Voce, un quotidiano online che lo definisce “il leader del Partito Pirata”, nonché “candidato premier alle prossime elezioni politiche”.

La Voce d'Italia Manuel Marco Marsili Leader Partito Pirata

Tuttavia, da un rapido check su Whois, viene fuori che il quotidiano online è tecnicamente suo, il che rende le notizie pubblicate vagamente autoreferenziali.

Sta di fatto che, nonostante l’ordinanza, lui, Massimiliano Foti e Max Loda, si mettono in conda davanti al Viminale, pronti a depositare simboli come quello del Partito Pirata, di Antonio Ingroia e del Movimento Cinque Stelle, e riescono a battere tutti sul tempo. Il Viminale è stato in mano a Roberto Maroni fino all’insediamento del governo tecnico, e potrebbe essere proprio questo il “gancio” che gli consente di essere al momento giusto nel posto giusto, visto che con la Lega ha ricoperto prima incarichi importanti in Regione Lombardia, e poi la stessa è diventata cliente della sua Elimar Multimedia. Ma queste sono solo illazioni.

scippatori logo elezioni politiche 2013 max loda marco mauel marsili massimiliano foti

Abbiamo poi appreso sbigottiti della pubblicazione online di immagini ritraenti conversazioni tra Manuel Marco Marsili e Massimiliano Foti e che racconterebbero di accordi tra Marsili e Foti per affondare il Movimento Cinque Stelle, concordando per i giornalisti versioni di comodo e studiando a tavolino reazioni di indignazione preconfezionate, inviando foto per dimostrare la vicinanza di Foti a Grillo, e sostenendo che il logo farlocco del Movimento Cinque Stelle fosse appartenuto a loro sin dal 2007, depositato all’Agenzia delle Entrate. In relazione a questo punto, tuttavia, c’è un particolare, poco noto, che rende impossibile che il deposito di quel logo (MoVimento, con le 5 stelle, senza il sito di Grillo) possa essere avvenuto veramente nel 2007: il simbolo e lo stesso nome del Movimento Cinque Stelle sono stati pensati da Grillo e Casaleggio solo nel 2009. Prima esistevano soltanto nelle quartine di Nostradamus. Sostenere che qualcuno abbia potuto depositare un simbolo così chiaro ed evidente ben due anni prima rispetto al momento in cui un atto creativo lo ha generato non sarebbe stato comunque credibile. A meno che, naturalmente, questo qualcuno non fosse Nostradamus in persona. Il che, in questo mondo dai contorni incerti, fatto di movimenti anonimi e di pirati, da far invidia a Tolkien e al suo Frodo, non è tutto sommato la cosa più incredibile cui si possa pensare.

Marco Manuel Marsili sostiene che le conversazioni siano state taroccate (ironia della sorte: un gruppo di persone che secondo La Stampa “hanno come segno distintivo il tarocco“, vittime a loro volta di taroccamento. Legge del contrappasso?). La paventata denuncia alla Polizia Postale potrebbe atiutare a svelare l’arcano. Qualcuno di Anonymous (questa volta si può dire) ha fatto una serie di valutazioni sugli allineamenti, valide, ed alcune osservazioni invece spiegabili, per concluderne che si tratta di un fake. Andrebbero verificate anche queste. I disallineamenti, se confermati, potrebbero non indicare che si tratta di invenzioni, ma per esempio che si sono prese le parti sostanziali, tralasciando quelle inessenziali, unendole per questioni di sintesi, mantenendo auspicatamente inalterato il filo logico. Tuttavia sta di fatto che i contenuti delle conversazioni sono fedelmente attinenti a ciò che poi si è verificato davvero, dalle dichiarazioni agli articoli pubblicati, fino al dettaglio dei giornalisti interessati a ricevere le informazioni, che poi effettivamente ne hanno scritto. E perfino la foto, quella foto che doveva essere usata per dimostrare che Foti (la foto di Foti) faceva parte del Movimento di Grillo, e che poi è stata effettivamente inviata ai quotidiani, i quali come da manuale l’hanno usata. Un esempio su tutti: Libero. Una foto dove un Foti sorridente cerca di infilarsi dietro a Grillo per farsi ritrarre in sua compagnia, forse allungando un braccio per un’autoscatto, mentre Grillo è visibilmente in tutt’altre faccende affacendato. Una foto che potrebbe fare un qualunque passante e che non dimostra certo un rapporto di collaborazione.

 Foti Grillo

Conclusioni

La questione dell’autore delle screenshot e delle email non prevede una soluzione verificabile con assoluta certezza. Chi vi dice che “Anonymous ha negato ogni coinvolgimento” e si compiace di avere in mano la soluzione del caso, non conosce bene lo spirito e l’organizzazione, oppure è in malafede. Riprendo da Wikipedia:

” Anonymous è un termine dal duplice significato. Come fenomeno di Internet afferisce al concetto di singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente in modo coordinato, solitamente con un obiettivo concordato approssimativamente. Può anche essere inteso come firma adottata da unioni di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l’appellativo fittizio di Anonymous. Più genericamente, indica i membri di alcune sottoculture di Internet. Le azioni attribuite ad Anonymous sono intraprese da individui non identificati che si auto-definiscono Anonymous. […] Anche se non necessariamente legati ad una singola entità online, molti siti web sono fortemente associati ad Anonymous”

Se pure gli hacktivist più importanti non ne sono al corrente, potrebbe benissimo trattarsi di un gruppo afferente alla filosofia di Anonymous che, come già accaduto in passato, ha agito in maniera indipendente, oppure di altri soggetti con gli stessi skills (e dunque sostanzialmente, solo in quanto a competenze, assimilabile agli hactivist di Anonymous). La questione è di lana caprina e non credo che neppure la Polizia Postale potrebbe venirne a capo facilmente, figuriamoci un popolo di allenatori di calcio che, una volta acquistato un mouse, diventano tutti sedicenti esperti di rete e dei suoi fenomeni.  Tuttavia, la rilfessione che a me sembra di una certa ovvietà, ma che forse per alcuni va sottolineata è la seguente. Spostare il problema dall’analisi del contenuto delle conversazioni pubblicate – che è certamente rilevante -, a quello della paternità dell’attività di hacking è la tipica attitudine di chi, quando il saggio (che non sono io) indica la proverbiale luna, si fissa sul dito e non riesce a focalizzare i suoi pensieri oltre. In parole povere: che si sia trattato di Anonymous o meno non fa molta differenza.

C’erano delle informazioni utili al dibattito pubblico, caricate in rete da qualcuno che aveva ritenuto dovessero essere rese di pubblico dominio. Erano e sono importanti oggi. Non tra un anno, quando i risultati degli eventuali accertamenti delle forze dell’ordine potranno forse essere resi noti, e neppure tra qualche settimana, attendendo improbabili conferme che in parte non arriveranno mai. Erano e sono importanti oggi, perché oggi possono riequilibrare informazioni costruite ad arte per influire negativamente sulla competizione elettorale. Quando questa sarà finita, appurare i fatti avrà un’utilità esclusivamente giudiziaria, ma la politica sarà stata, per l’ennesima volta, deformata dai soliti giochi di potere illeciti all’italiana.

Vi racconto una cosa. Ricordo che seguii da vicino le elezioni in Sardegna. Misi in guardia i cittadini sardi rispetto alle tecniche di campagna elettorale, costellati da bugie preconfezionate, che Berlusconi avrebbe messo in atto per far vincere il suo candidato, Cappellacci. Il 26 gennaio 2009 feci questo video, indirizzato a Renato Soru. La campagna elettorale proseguì come da copione. Berlusconi vinse e, come già fece in Abruzzo, non mantenne nessuna delle promesse altisonanti fatte agli elettori. Ma la cosa peggiore fu che la par condicio fu palesemente violata: i network mainstream dedicarono percentuali bulgare alla campagna elettorale di Berlusconi, e infime a quella di Renato Soru.  Le normative per chi viola la par condicio prevedono una multa. Una robetta irrisoria che arriva, se arriva, a frittata fatta, dopo che imprenditori-squalo si sono rubati e rivenduti ogni cosa e possono permettersi di pagare la mancetta all’Agcom, come successo appunto in Sardegna. Come successo anche nel Lazio, quando Rete dei Cittadini, che presentava un candidato governatore, è stata esclusa di peso da qualsiasi trasmissione televisiva Rai. In questo secondo caso vi fu addirittura un ricorso al Tar. Ma a che serve un riconoscimento legale di un diritto defraudato, quando ormai tutto è stato falsato e chi si è visto si è visto?

Per questo, in un contesto così importante come le prossime elezioni politiche 2013, è necessario fare tutto il possibile perché le anomalie e i tentativi di manipolazione emergano subito, quando ancora siamo in tempo per discuterne ed eventualmente realizzare azioni di riequilibrio. Per questo ho pubblicato quella email e per questo lo rifarei anche domani mattina ed ogni altra volta in cui, come in questo caso, io venga in possesso di informazioni possibilmente plausibili e importanti, già pubblicate online, delle quali è prioritario discutere “adesso”, tutti insieme.

49 commenti

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  • Sono completamente d’accordo con te! Mi son letto tutto di un fiato l’articolo.

    Un analisi che nessuno ha fatto e che nessuno mai farà. Ecco la differenza tra Giornalista ed impiegato.

    PS: l’email che ti è stata inviata è partita da un server in Singapore. Lì non si lasciano tracce.

  • Il problema e che non c’è tempo.

    Ragionavo sul fatto che se il M5S era il quarto ad entrare e se i loghi venivano disposti sulla bacheca secondo l’ordine di arrivo, come fa il logo del movimento a essere in sesta posizione sulla bacheca?

    Ricordo che la stessa persona non può depositare più di un simbolo.

  • Il problema e che non c’è tempo.

    Ragionavo sul fatto che se il M5S era il quarto ad entrare e se i loghi venivano disposti sulla bacheca secondo l’ordine di arrivo, come fa il logo del movimento a essere in sesta posizione sulla bacheca?

    Ricordo che la stessa persona non può depositare più di un simbolo.

  • Il problema e che non c’è tempo.

    Ragionavo sul fatto che se il M5S era il quarto ad entrare e se i loghi venivano disposti sulla bacheca secondo l’ordine di arrivo, come fa il logo del movimento a essere in sesta posizione sulla bacheca?

    Ricordo che la stessa persona non può depositare più di un simbolo.

  • stanno giocando sporco perche è un movimento puro … sarebbe un peccato rinunciare,,, 

    io mantengo e manterrò  le mie promesse se grillo mantiene le sue ,,, 

    dobbiamo presentarci ugualmente

  • Non riesco a capire per quale motivo vi siano persone che si ostinano a negare i fatti anche quando sono troppo evidenti. Certo non bisogna andare indietro alle illazioni ed ogni fatto va ripreso ed analizzato con la giusta cautela. Seguendo tutto ciò che accade non nelle singole situazioni ma nel suo complesso mi accorgo che contro il Movimento 5 Stelle c’è una bella congiura. Il “regime” ha paura che il popolo si risvegli da questo letargo. La televisione e i giornali ormai sono “l’oppio dei popoli” ed internet non è usato da molta gente. Quindi è difficile far conoscere la verità a tutti, o comunque parlare di un fatto perchè molto spesso i giornali e le televisioni omettono quelli sgradevoli al “regime”. Sappiamo che una causa produce un effetto allora mi chiedo: a chi conviene questo simbolo farlocco? Due sono le ipotesi: o conviene al M5S per darsi pubblicità, o al “regime” per tenerlo fuori. Vi lascio questa riflessione…anche se io sono convinto che quasta storia sia un tentativo di golpe.

  • Claudio, grazie per il tuo impagabile lavoro.

    Per Foti, Marsili e Loda, se il problema non si risolve in altro modo, proporrei una colletta, da un euro l’uno, fatta presso tutti gli iscritti e simpatizzanti del M5S, da utilizzare per la denuncia-querela presso un importante tribunale penale. Ad occhio e croce, con la rabbia che c’è in giro, ad un milione di euro (raccolta via sms) ci si potrebbe arrivare. Con una tale cifra, messa in mano ad una decina di avvocati, passerebbero la maggior parte dei loro giorni a venire, nelle sovraffollate patrie galere italiane.

  • Ciò che sta succedendo è gravissimo, mi preoccupa e mi fa paura.

    La paura però si combatte e cercherò, come tutti, di fare la mia parte.

    Più che rilancare il tuo articolo, questa sera al ritorno dal lavoro, proverò a scrivere un commento sul mio sito a cui farò seguire  un rimando al tuo sito.

    Questo articolo verrà inserito da subito nella rassegna stampa on line Corriere del Bamboo. 

    Ma io mi chiedo: ma questi signori studiano un po’ di storia?

    Ma non lo sanno che se si tira troppo la corda poi si rompe?

    E non sanno quanto sangue si porta dietro?

    Avrei preferito vivere in tempi più tranquilli.

    Ma non siamo noi a scegliere il nostro destino.

    Ciao a tutti

    Guido Mastrobuono – http://www.delusidalbamboo.org

  • Non ne capisco una mazza ma ho letto tutto….bevendo un tè.Sempre + convinto di votare 5s. Se tutti danno contro ad uno forse ci sarà un perchè.Grazie Claudio del lavoro che fai.

  • Sono allibita di quanto é successo.

    Temo che tutti del m5s originale pensano e forse lo faranno di andare a protestare al Viminale.

    Al che inizierà la RIVOLUZIONE.

    C’é sempre un Inizio per tutto che sia questa la Scintilla che farà scoppiare la Rivoluzione?

    Comunque sia, di cittadini che non hanno più niente da perdere ce ne sono molti.

    Personalmente non mi fido delle istituzioni e non sono l’unica.

    Tu hai scritto giusto, dici cose vere che io condivido.

    Vito Crimi in un video dice di aspettare l’esito, che lui é fiducioso, io NO.

     


     

  •  Il tuo lavoro è encomiabile, mi chiedo quante persone in Italia abbiano non solo le tue capacità ma anche la tua onestà intellettuale.

    Il tempo che dedichi al tuo Blog è , in realtà , speso per tutti noi, per l’ Informazione (con la "i" maiuscola) e per la Democrazia.

    Grazie Claudio per tutto ciò che fai !

  • Tra l’altro sul canale del Movimento Cinque Stelle Roma c’è un video dove al 50:00 minuto (se non sbaglio) si vede proprio Danilo Foti che si avvicina di sorpesa e fa una foto a lui ed a Beppe con il suo telefonino. In pratica si è infilato e si è fatto un auto-scatto, di cui secondo me Beppe non se ne è nemmeno accorto. Tutto quello che c’è scritto in quello conversazioni "tarocche" coincide con quello che poi è stato riportato dai giornali, che prima (come l’unità) hanno dato una notizia falsa e dopo hanno postato quello che è stato pubblicato su questo blog. La democrazia in italia è finita da un pezzo, ma c’è ancora gente che combatte. 

  • Intanto che il m5s si masturba sul simbolo, cosa che non fanno ne Ingroia ne Monti, consapevoli che i farlocchi verranno eliminati (essendo impossibile ipotizzare la figuraccia del primo ministro, in carica, che mostrerebbe di non saper difendere nemmeno il proprio simbolo), la campagna elettorale prosegue.

    Noi guardiamo AMMIRATI la NON campagna elettorale del m5s. Il Non qualcosa evidentemente  tanto caro a Casaleggio.

    Ad esempio la rete, nella quale i troll pagati dai partiti, sui social e sulle sezioni commenti dei giornali, intavolano infinite discussioni con gli ingenui del m5s. Roba che chiunque sia ancora indeciso ne deduce trovarsi in una compagnia di malati di mente e piuttosto vota il partito bunga bunga.

    Intanto, sui media di massa, si veicola il derby Berlusconi contro tutti (fa audience, pure il Fatto ci sguazza su ste cose) e l’indeciso, vista l’assenza di alternative apparenti, se deve decidersi, propende per una delle due parti pubblicizzate.

    I geni della comunicazione, nel frattempo, predispongono una campagna nelle piazze (già Frosinone era un segnale del calo di interesse) ove l’effetto passaparola è in gran parte svanito (chi è presente ai comizi è in gran parte già del m5s, ma gli altri, in questa situazione, il simpatizzante non riesce più a convincerli se, oltre alle sue parole, il M5s non esiste nella comunicazione di massa)

    Anzi esiste.

    Insegue. Insegue. Insegue. Si difende.

    Eh si, perchè i comunicatori in 2 settimane passano da improbabili citazioni di Gesù a occhieggiamenti con casapound (non importa se forzati e amplificati dalla stampa – pure Salsi, giustamente, è stata cazziata, per una presenza tv, in quanto i media sono pronti a inchiappettare e svilire gli esponenti m5s) senza che esista un contrappeso anche televisivo o radiofonico che ne veicoli i reali contenuti e lo smascheramento della disinformazione attuale. 

    Pensare che tv e radio private regionali (immagino) pagherebbero per avere Grillo nei propri studi e decuplicare la propria audience.

    Ma il guru dice che conta solo la rete… quella che la verità viene sempre a galla.. sarà…

    per me la rete è quella che da 15 anni…

    waka waka…. (cit solo per chi è al corrente dello scherzo)

  • Se Monti ed Ingroia non si preoccupano dei simboli farlocchi vuol dire che sanno già che il Viminale li toglierà di mezzo? E se sarà valido per loro sarà valido anche per Grillo? Dovremo aspettare fino a domani per queste risposte.

    Altra considerazione: ai simboli bisognerà affiancare le firme e se già il M5S ha dovuto fare una campagna massacro per raccoglierle, i simboli farlocchi come hanno trovato le firme? La risposta è:

    – non le hanno e il loro gioco è solo quello di togliere il M5S di mezzo

    – sono coalizzate con partiti già esistenti in parlamento e quindi non devono raccogliere firme o poche

    Credo che in ogni caso il M5S non deve ritirarsi, bisogna andare avanti altrimenti si rischia davvero in una rivolta, troppi incazzati si sono rifugiati e sperano che il M5S arrivi in Parlamento per dare una ripulita. Se ciò non accadrà saranno “uccelli per diabetici”

     

  • Claudio, ti confermo che quel genere di problema mi è capitato più volte. Li switch hanno una cache locale che associa un indirizzo IP o MAC (a seconda del loro livello di sofisticazione) con la porta fisica a cui è attaccato il cavo LAN che va a una certa macchina. Su di loro gira un software, in genere molto semplice e scritto con poche righe di linguaggio macchina, ma alle volte (soprattutto nei casi di switch/router) abbastanza complesso e scritto in linguaggi ad alto livello. In entrambi i casi, può succedere che il programma sbagli qualcosa e commetta un errore che compromette definitivamente il traffico verso una delle fonti/destinazioni fisicamente collegate alle sue porte.

    Il problema si risolve resettando lo switch (in genere, serve anche tenerlo spento per una trentina di secondi, perché le memorie possono avere un piccolo condensatore per backup), o se non si può, cambiando la porta a cui è collegato il filo incasinato.

    Solo, se non ti è mai capitato, manco ti viene in mente. A me è capitato almeno tre volte…

     

    • Il grafico fa notare che a una certa ora,dopo le 14,c’è una grande richiesta di contatti e che il server risponde saturando i 10 mega di banda.Cosa che avviene in due fasi distinte per poi crollare a zero poco dopo le 19.

      E come se lo switch si fosse messo autonomamente a fare chiamate e risposte da solo.

      Comportamento molto molto strano per questo tipo di apparecchi!!

    • No: da come la vedo io c’è stato un DOS/DDOS o semplicemente un picco di accessi. È stato questo che ha causato il malfunzionamento dello switch.

      La cosa è rara, certamente più rara che non la caduta o semplice indisponibilità del server, ma mi è capitato di impallare switch in questo modo.

    • La mia idea da sistemista con 7 anni di esperienza? Nessun attacco, Windows fa semplicemente abbastanza schifo, non ha retto il traffico e ha mandato in casino il driver di rete. Quando i tecnici di Aruba hanno provato a cambiare porta nello switch è stato riavviato il driver di rete e tutto ha ripreso a funzionare come dovrebbe. Windows Fail As Usual.
  • Claudio, pubblicherai anche i log delle connessioni? in tal caso pubblica anche quelli del giorno precedente, la preparazione di un attacco avviene giorni prima.

  • A me sembra chiara l’intenzione di mettere in difficoltà Grillo e il M5S utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione,visto che la regolamentazione elettorale lo permette.

    E’ sul LORO che ho molti dubbi.Chi ci sia dietro realmente non lo sappaiamo.Ma lo immaginiamo.Qualcuno che ha interesse a creare scompiglio e forse anche qualcosa di più grave.Non mi sento un erede del complottismo ma cerco di leggere tra le righe.

    Vengono depositati 3 simboli fasulli che,se passassero,verrebbero messi in alto a sinistra sulla scheda elettorale (cosa non indifferente dato che molti votano proprio il primo simbolo,a caso).

    Per "coincidenza" i tre simboli corrispondono ai tre gruppi che si presentano per la prima volta a elezioni plotiche nazionali e con la possibilità di far saltare i piani dei "partiti" della nomenclatura.

    Poi salta fuori una mail anonymous diretta a te che sostieni il M5S e il cui contenuto avvalla l’intenzione di danneggiare Grillo ma che,nella sostanza,non produrrà nessun effetto sui giudizi del Viminale (della magistratura lo sapremo fra 10 anni se va bene).

    Dulcis in fundo la legge di Murphy….e lo switch che si impalla (firmaware o RAM difettosi?) facendolo sembrare un attacco DDos in due tempi (come si nota da grafico).

    Non voglio sminuire il tuo Blog, tuttaltro, ma direi che è relativamente meno importante di quello che è successo per i simboli.

    Quel che mi fa specie è che i tre che consegnano i simboli farlocchi siano persone decisamente problematiche se non psicolabili e che riescano tutti e tre ad attuare un piano macchiavellico che alla fin fine coinvolge indirettamente anche te.

    Ma il vero danneggiato,il più danneggiato,se dovessero ammettere il simbolo falso (registrato nientepopodimeno che nel 2007),sarebbe il M5S in quanto il simbolo è conosciuto da tutti,o quasi.

    E’ un quadro molto squallido e non si può certo aspettare che la magistratura faccia luce su tutto quanto.Vediamo che succede nei prossimi giorni.Come quelli che hai citato e che arrivano alla stesa conclusione il rischio che il simbolo del M5S possa essere esautorato esiste concretamente.

    Non credendo alle coincidenze quindi penso che ti abbiano voluto coinvolgere scientemente.I motivi possono essere tanti…..Un avviso?

    Chi passa di quà e avesse ancora avuto dei dubbi che non siamo uno Stato democratico può levarsi ogni dubbio.Daltronde con le liste Formigoni ne abbiamo avuto un esempio clamoroso dove ogni parvenza di legalità elettorale è svanito nel nulla (come in altre situazioni…ad esempio la Sardegna che tu citi).

    In pratica,concludendo,la domanda è : avranno il coraggio di estromettere il M5S dal gioco?

    Perchè è questo l’unico motivo per la quale sta accadendo tutto questo casino con la complicità delle "istituzioni" e delle sue regole da regime dittatoriale(si perchè creare leggi largamente interpretabili nega ogni certezza del diritto).Se accadesse il "dopo" sarebbe un gran bel punto di domanda.

  • Certo questo Marsili è un personaggio un po’ ambiguo. Nel suo come scrivi tu molto “autoreferenziato” curriculum , ci sono dei ruoli che se veri non sono precisamente senza appoggi o spalleggiamenti. Quali osservatore OCSE o “accreditato” in Afghanistan presso il ministero della difesa. Oppure come moderatore in un dibattito con l’allora ministro degli esteri gianfranco fini. C’è un po’ di Igor Marini e di La Vitola su questi personaggi da sottobosco politico e con contatti con i servizi. Anche il Foti, gente che apre e chiude agenzie di intermediazione commerciale e finanziaria.

    • L’articolo è di Barbara Collevecchio, ed è stato scritto ieri sera. Non tiene conto di questo post (ma ha inserito un link in fondo, su mia richiesta).

      Ognuno, dopo avere letto tutto quello che ho scritto qui, si faccia la sua idea sul fenomeno, sulla sua complessità e sul modo corretto di approccarsi. 

  • Grande onore al coraggio di claudio messora, che dimostra di avere davvero gli ATTRIBUTI!!

    Ci fossero altri 2 o 3 giornalisti di tale spessore avremmo sicuramente una maggiore consapevolezza media delle persone. Quindi un terreno molto meno solido per i piedi dei CRIMINALI legalizzati al potere.

     

  • Caro Claudio ottimo articolo, però su un punto centrale non hai approfondito a dovere secondo me:

    “Sembra anche che un marchio analogo a quello farlocco sia stato registrato da un tale Giuseppe Grillo – che ha tutta l’aria di essere il nostro – nel 2010…”

    Grillo ha depositato questo marchio, uguale a quello farlocco. Questo è certo, come tu stesso dici. Ciò potrebbe far pensare, come in rete qualcuno afferma, che sia tutta una manovra vittimistica collaudata da Grillo per attirare l’attenzione sul mov.5 stelle.

    Allora ti invito a spiegare meglio (almeno a me) questa frase, che non capisco:

    “…ma è da rilevare che la protezione di quel simbolo potrebbe passare per procedure legali diverse rispetto alla trafila dell’accettazione del simbolo per la campagna elettorale, e dunque avere tempi incompatibili con quelli del voto”. 

  • ma non può essere semplicemente che il governo stesso stia facendo azione di ostruzionismo , per ostacolare il normale percorso di forza politica dell’ M5S ? magari ha scelto delle figure chiave pagandoli, per far sembrare che la colpa sia la loro… in realtà… mi sembra un pò troppo complicato tutto questo meccanismo x pensare che dietro ci siano solo 2-3 personaggi + un gruppo di hacker… per cosa poi? secondo me la magistratura e la polizia postale non faranno un bel nulla. a Grillo diranno dopo mesi e mesi che non sono arrivati a capo di niente. ma può ben darsi che mi sbaglio.

  • “ … metto a disposizione le intestazioni del messaggio ricevuto, cosicché qualcuno più bravo di me, o la polizia postale, possa ricavarne qualche informazione utile. Il link agli header è questo.”

    Nella prima e-mail ricevuta da Byoblu alla fine dell’header si legge:

    Date: Sat, 12 Jan 2013 05:26:05 -0700

    To: byoblu@gmail.com

    From: Anonymous ita <fotianoymois@gmail.com>

    Reply-to: Anonymous ita <Anonymous_ita.1O3a4ADA0o10831-5991-EN@5ymail.com>

    Subject: Foti Vs Anonymous

    Message-ID: <d6541e8feef2622c350437ae74d7cf8b@BlackBerry-System>

    X-Priority: 3

    X-Mailer: PHPMailer [version 1.73]

    MIME-Version: 1.0

    La mia opinione è che Foti, fa un account e-mail presso “Google mail”, dal nome <fotianoymois@gmail.com>” e spedisce ad un account fittizio Anonymous_ita.1O3a4ADA0o10831-5991-EN@5ymail.com gestito da 5ymail.com che non ha niente a che vedere con “Anonymous Italia”. Concludendo sembra che sia sempre Foti a inviare e-mail a se stesso. Che cosa possa significare questo, lo lascio al giudizio di Claudio, e agli amici del blog.

    Se qualcuno volesse mandare “gentili messaggi” a Foti, credo che possa usare usare l’e-mail fotianoymois@gmail.com

     

  • Copio 2 articoli di Zibordi

    13 Gennaio 2013 21:42
    argomento: Italia
    In questa elezione a differenza delle altre ci sarebbe una grossa posta in gioco, cioè rovesciare l’austerità prima che strangoli l’economia italiana.

    Come minimo minimo bisognerebbe fare propaganda per i partiti e candidati che dimostrano di essere contro l’austerità e in particolare contro il “Trattato sulla stabilita’, sul coordinamento e sulla governance nell’Ue”, meglio conosciuto come “Fiscal Compact” o Patto di Stabilità Fiscale, sottoscritto il 2 marzo e votato in luglio dalla Camera e il 21 dicembre dal Senato. E contro il “Meccanismo Europeo di Stabilità” (Mes), al secolo il “fondo salva stati” che lo complementa (e che finora è costato all’Italia circa 15 miliardi che ha dovuto versare…)

    I si’ per il Fiscal Compact alla Camera in luglio sono stati 380, 59 i no, 36 gli astenuti, quelli per il Mes sono stati 325 si’, 53 no e 36 astenuti. Solo la Lega ha votato contro; l’Idv si e’ astenuta. Gli assenti erano 103 e “in missione” 27 per cui molti che non erano d’accordo con il partito si sono dati assenti probabilmente.
    Nella votazione del MES addirittura meno della metà dei deputati si è espresso a favore. 325 si, 53 no, 36 astenuti mentre gli assenti erano 188 e “in missione” 26.

    Il “Fiscal Compact” impegna l’Italia a ridurre dall’anno prossimo a zero il deficit dello stato, quando in Giappone, Inghilterra, Stati Uniti il deficit rimane sopra l’8% del PIL annuo e sostiene in questo modo l’economia e quando ad es. persino in Francia ha deficit pubblici sul 4-5% del PIL. Non solo, in aggiunta impone all’Italia di ridurre dal 120% al 60% del PIL il debito pubblico in 20 anni, quindi ad ad avere avanzi di bilancio per 20 anni, ogni anno lo stato dovrà poi sempre incassare più di quello che spende!. Per l’Italia significa rimanere schiacciati dalle tasse e dalla Depressione per i prossimi 20 anni perchè è il deficit dello stato che crea moneta (a meno che le banche non aumentino sempre ogni anno il credito…cosa che come si è visto nel 2008 porta alla fine dei guai…).

    Ad esempio Berlusconi e DiPietro dicono che ora sono contro l’austerità, ma il PDL ha votato il Fiscal Compact (con quattro contari, alcuni astenuti e molti assenti) e DiPietro si è astenuto. Il 21 dicembre al Senato avrebbero potuto fermarlo e lo hanno fatto passare e ora vanno in TV a dire che l’austerità era un errore. L’UDC (Fini-Casini) e il PD hanno votati compatti per il Fiscal Compact e non sono nemmeno pentiti o lo criticano e sono quindi i peggiori e chi li vota è un povero deficiente.

    I partiti, di destra o sinistra, da votare sono quelli che hanno votato contro perlomeno al Fiscal Compact e nel caso di partiti nuovi, che quindi non avevano deputati in grado di votare, quelli che dicono chiaramente di essere contrari, contro all’austerità e per ridurre le tasse.

    In pratica quindi, se ti preme che l’economia italiana non collassi, devi votare tra i partiti esistenti la Lega perchè è l’unica che ha votato contro e tra quelli nuovi il M5S. Oscar Giannino no, perchè si dichiara per il MES, glissa sul Fiscal Compact ed è per il pareggio di bilancio. Rifondazione-Ingroia no perchè parlano d’altro (e i loro deputati si sono astenuti). Lo so che ci sarebbero tante altre cose, ma qui è l’economia che conta.

    Se volete fare qualcosa di utile e che non vi costa molto tempo e sforzo, prendete questo articolo riassuntivo (o scrivetene uno analogo voi o trovatene un altro) e copiatelo e incollatelo quando avete dieci minuti di tempo su qualunque forum di qualunque sito, da quelli dell’Espresso o Corriere a quelli di wallstreetitalia o Yahoo o sui siti dei partiti o qualunque altro sito e forum che conoscete da quello dei farmaciti a quelli di caccia e pesca.

  • Più di qualcuno dice che: "Se Monti ed Ingroia non si preoccupano dei simboli farlocchi vuol dire che sanno già che il Viminale li toglierà di mezzo?"

    E se così non fosse? Sapete quanto gliene frega a Monti ed Ingroia di dover cambiare il proprio simbolo? E’ un simbolo ancora sconosciuto ai più….mentre quello del M5S è arcinoto, lo riconoscono anche le persone che non seguono più di tanto la politica.

    Chi non coglie la differenza….dorme, o quantomeno, pisola !

  • Ma qualcuno conosce gli indirizzi di questi attori? Vorrei un autografo.

    Se qualcuno li sa, li inserisca in un commento, grazie.

  • Storiaccia veramente brutta e meno male che manca un mese e mezzo alle urne non oso immaginare cosa potrà accadere ancora…. In tutto ciò ottimo articolo riassuntivo per chiarire la situazione, ci voleva, complimenti Claudio, a mio parere si continua a denigrare il M5S e purtroppo la disinformazione mass-mediatica ci sguazza nel fango.

  • Claudio hai tutta la mia totale stima ed ovviamente credo nella tua buona fede e totale trasparenza a dispetto di anonymous che non è la prima volta che attaccano grillo.

    Anche se poi fingono di prendere le distanze ed attribuire il tutto ad una scheggia impazzita..

  • Claudio, ti faccio i miei complimenti per come ti sei comportato e come ti stai comportando. Nella mail giunta dai veri/falsi Anonymous, che hai giustamente pubblicato, non hai aggiunto alcun tipo di commento ma semplicemente "ricevo e pubblico". Così andava fatto.

  • Come sempre grazie Claudio per essere così chiaro ed esaustivo.

    I poteri forti e la vecchia politica sono duri a morire ma per fortuna c’è ancora un mezzo in Italia che riesce a tirar fuori sempre la verità.

  • In coda a questa storia di rubagalline e taroccatori, voglio lasciare un mio contributo, aggiungendo un particolare curioso: sembrerebbe che il sito di Marsili, cioè il FALSO Partito Pirata, sia stato oscurato dal Tribunale di Milano.
    Ma (come se dice a Roma) questa storia puzza di pesce fracico, quasi come la storia delle immagini fake; vi invito a leggere sul sito oscurato la seguente frase, LETTERA PER LETTERA (o usate un correttore ortografico, se non ci riuscite):

    Tribunale di Milano
    Seziona Specializzata in Materia di Proprietà Industriale e Intellettuale
    Sito sottoposto a provvedimento giudiziale di oscuaramento del 30 Marzo 2012 – RGN. 72111/2011

    "SezionA"
    "provvedimento giudiziale"
    "oscuAramento"

    Ok, ci siete arrivati? Manco i Carabinieri delle barzellette scrivono così, anzi, ora i Carabinieri sono tutti laureati.

    Altra cosa: per quanto cerchiate nella vasto universo di Internet NON TROVERETE MAI un sito OSCURATO, ma solo SOTTOPOSTO A SEQUESTRO, tipo questo:
    http://www.ecn.org/tmcrew/primavalle/
    Notate la differenza?
    E sapete perché non troverete mai un sito OSCURATO?
    Semplice: perché è stato OSCURATO, e quindi non ci arrivate proprio.
    Inoltre il Tribunale NON SEQUESTRA/OSCURA un sito, lo fanno LE FORZE DELL’ORDINE in attuazione di un provvedimento del Tribunale. E il provvedimento cui si fa riferimento (30 Marzo 2012 – RGN. 72111/2011 Tribunale di Milano) condanna Marsili a non utilizzare il nome Partito Pirata né il simbolo, e fissa l’ammontare del risarcimento, MA NON SOTTOPONE A SEQUESTRO IL SITO.
    Stiamo a parla’ di rubagalline, ragazzi. Stiamo a parla’ di uno che ha fatto casino e mò se sta impiccando co le mano sue (sempre come se dice a Roma). Sono cattivo a pensar male e a dire che Marsili ha fatto pure i finti screenshot di Anonymous?

    Considerate anche questo:
    Marsili la sua strategia l’ha esplicitata qui: http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=90874 Leggo: "Ora si è creato un paradosso, che rende ancor più evidente le lacune normative: il Partito Pirata ha già partecipato con il simbolo depositato venerdì al Viminale alle elezioni amministrative, la scorsa primavera, in una ventina di comuni, eleggendo anche consiglieri, tra i quali il sottoscritto, e ora qualcuno lo vorrebbe vedere escluso dalle politiche con un ragionamento inverso a quello con il quale si vorrebbe consentire ai grillini di parteciparvi […] Se Grillo sostiene di avere la precedenza a partecipare, rispetto alla formazione di Foti, che ha presentato il contrassegno prima del suo, pur con alcune differenze evidenti, non può contemporaneamente sostenere le istanze di un altro movimento pirata che, non solo si è presentato dopo il nostro, ma che non ha mai partecipato ad alcuna competizione elettorale, diversamente da noi: deve per forza mostrare coerenza e difendere le nostre ragioni, che sono le sue".

    Probabilmente ha fatto tutto questo casino per poter dire: "Se danno ragione a Grillo su M5S, devono dare ragione pure a me sul Partito Pirata".

  • "Le screenshot di Anonymous? «Sono false» Ma gli orari smentiscono Foti, Loda e Marsili".

    In questo articolo, Leandro Perrotta (l’articolo intero lo trovate qui: http://bit.ly/TVpOuU) avanza seri dubbi sul fatto che gli screenshots pubblicati da Claudio Messora siano dei falsi e spiega perché:
     

    "«Ci sono giornalisti che continuano a chiamare e chiedere foto. Alberto Bucci e Alberto CustoderoNicolò SapellaniLeandro Perrotta». Sono le ore 7.48  di sabato 12 gennaio quando Foti informa su Facebook Loda dei primi giornalisti che sono riusciti a contattarlo. Tra questi il sottoscritto che (senza esito) aveva tentato di chiamare al cellulare il catanese Foti già la sera di giorno 11.(…)

    Ma la risposta di Andrea Massimiliano Foti al telefono avviene solo alle ore 11 e 6 minuti. «Signor Perrotta, per quanto riguarda la vicenda, deve parlare con Massimiliano Loda, lui le saprà spiegare tutto, io sono troppo impengato per parlare al momento», e fornisce anche il numero di cellulare.

    «Ti sta per chiamare Perrotta», scrive prontamente Foti su Facebook, alle 11 e 11 minuti, per avvertire Loda. A quanto risulta dalle screenshot, sarebbe bastato attendere pochi minuti, le 11 e 16 minuti, per sentirsi ripetere dal singor Foti la versione dei fatti presente nel «mantra» scritto sul La Voce d’Italia. La stessa versione apparsa su La Sicilia web e molti altri quotidiani da lì a pochi minuti."

     

    Ho inviato il post come commento dell’articolo della Collevecchio aggiungendo queste righe:

     

    "Allora, come la mettiamo Sig.a Collevecchio, il collega Perrotta mente?

    Se gli Anonymous si fossero inventati di sana pianta gli screenshots inviati a Messora come sostengono gli altri Anon, come facevano a conoscere il nome di Leantro Perrotta il quale aveva effettivamente chiamato ripetutamente Foti per un’intervista?"

  • Ma voi siete tutti fuori di testa ! Invece di scomporre le immagini e chi è arrivato primo o secondo o terzo cercate di ricomporre tanta bella gnocca che c’è in giro.

    Ma roba da matti ! Come farà mai l’Italia a risollevarsi con gente che impiega il suo tempo così proprio non riesco a capirlo

  • Claudio, purtroppo sul Fatto continuamo a cancellarmi il commento dove riportavo le dichiarazioni (e parte dell’articolo) di Leandro Perrotta come ho fatto qui da te.

    Forse è il caso che scrivi tu un post dedicato nel tuo spazio perché io continuo a reinserirlo ma dubito che, con questo andazzo, resterà visibile per più di qualche minuto…

    Patrizia Spinelli

     

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