E Monti sarebbe un professore universitario?

 Se Monti capisce di economia come capisce di Università, siamo a posto! Ma non è stato perfino Rettore alla Bocconi? O era troppo occupato con il Bilderberg e con la Trilaterale? E intanto, a farne le spese è l’istruzione italiana. Meno cultura, meno consapevolezza dei propri diritti e più lavoro sottopagato: lentamente, il modello cinese si avvicina.

Claudio Messora L'Ultima Parola Erasmus

L’intervento di Claudio Messora, ieri sera a L’Ultima Parola

di Valerio Valentini

Stringe il cuore vedere il presidente del consiglio Mario Monti darsi così tanto da fare per gli universitari italiani, sbattendo i pugni per permettere agli Erasmus in giro per l’Europa di poter votare alle prossime elezioni: “Bisogna fare tutto il possibile per consentire loro il diritto di voto”, aveva sobriamente ribadito ai suoi ministri Cancellieri e Terzi di Sant’Agata. Forse, però, un po’ troppo sobriamente. E infatti tre giorni dopo il Consiglio dei Ministri ha bloccato tutto: non ci sono i tempi tecnici. L’Erasmus, del resto, esiste soltanto dal 1987.

La responsabilità, va precisato, non può certo ricadere soltanto su Mario Monti il quale, al massimo, è colpevole di non aver fatto nulla per adeguare una legge ormai avariata per quanto riguarda le modalità di voto dall’estero. Una legge tra le più arretrate di tutta l’Unione Europea, la quale evidentemente è un modello a cui guardare solo quando si parla di banche e finanza. Ma, al di là della questione degli studenti Erasmus, che idee ha il professore Mario Monti sull’Università italiana?

 

Leggendo l’Agenda Monti ci si può fare qualche idea. Va subito detto che, per essere stata scritta – si presume – da un professore universitario, nonché ex presidente di una prestigiosa università (privata), la superficialità con la quale viene trattato l’argomento è un po’ stupefacente. O, se volete, sconcertante. Ci si aspetterebbe di trovare – entro i limiti concessi da un documento di 25 pagine, ovviamente – un’analisi tecnica accurata e meticolosa, che esponga problemi non noti ai non addetti ai lavori e proponga soluzioni illuminanti. E invece su quelle pagine non c’è nulla che non avrebbe potuto scrivere un qualunque italiano cercando su google: “problemi università italiana” e spendendo mezzora a leggere qualche statistica, oppure pescando a caso nel repertorio dei cliché. Un esempio? “C’è bisogno di invertire la rotta. Per questo bisogna prendere l’istruzione sul serio”. (Il commento a quest’affermazione tanto arguta lo trovate qui).

Il tutto diventa ancora più assurdo se si confrontano le miracolose soluzioni di Monti con le disposizioni prese dal suo governo negli ultimi mesi. Scrive Monti: “Serve rompere uno schema culturale per cui il valore dello studio e della ricerca e il significato della professione di insegnante sono stati mortificati. Gli insegnanti devono essere rimotivati e il loro contributo riconosciuto”. Sarà stato per questo motivo che Monti qualche mese fa aveva dapprima proposto di portare da 18 a 24 le ore settimanali di servizio dei docenti, e poi li aveva bollati come dei corporativisti animati “da spirito conservatore” a causa della loro “indisponibilità a fare due ore di lavoro in più”. Scrive ancora Monti: “investire in capitale umano è la strada per sfuggire alla morsa della competizione di Paesi con costi di manodopera più bassi”. Investire in capitale umano? Ma Monti lo sa che la sua revisione di spesa (perché chiamarla “spending review”?) ha tagliato 200 milioni al Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università, imponendo un nuovo blocco del turn-over e riducendo drasticamente (di circa il 40%) la possibilità di nuove assunzioni?

Tuttavia, leggendo tra le righe, forse si capisce qualcosa in più circa i progetti futuri di Monti sull’Università. Si potranno creare, chiarisce il professore, “nuovi spazi per investimenti nell’istruzione” soltanto “man mano che si riduce il costo del debito pubblico e si eliminano spese inutili”. Cioè, più o meno, tra qualche secolo. Tanto più che di sprechi Monti ne ha tagliati pochini (province? rimborsi elettorali? rimborsi spese parlamentari?); quanto al debito pubblico, erano quindici anni che non aumentava ad un ritmo così vertiginoso: oltre 15 miliardi al mese.

E ora veniamo alla parte più sorprendente. Scrive Monti: “Bisogna rilevare per ogni facoltà in modo sistematico la coerenza degli esiti occupazionali a sei mesi e tre anni dal conseguimento di laurea, rendendo pubblici risultati”. Al di là del fatto che è discutibile l’idea di istituire una classifica dei vari atenei italiani sulla base di quanti dei laureati di quell’ateneo vengono immediatamente assunti, Monti parla di “facoltà”. Facoltà? Ma non lo sa, il professor Monti, che le facoltà, di fatto, non esistono più? E mica da ieri. Sono state abolite nel 2010, dalla famigerata riforma Gelmini. Il punto C del secondo comma della legge numero 240/2010, infatti, prevede la loro sostituzione con “strutture di raccordo, comunque denominate, con funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attività didattiche”. Ora, che uno sprovveduto cittadino che si occupa di tutt’altro nella vita, possa non conoscere questo dettaglio è comprensibile; ma che ad ignorarlo sia un esperto del settore, che per giunta aspira a governare il Paese anche con l’obiettivo di rilanciare l’Università italiana, forse è un po’ meno ammissibile.

Ma forse una giustificazione a Monti la si può concedere: magari la riforma Gelmini non l’ha letta. O, se l’ha letta, l’avrà fatto distrattamente, mentre era indaffarato in uno dei ritrovi del Bilderberg. Lo dimostra un articolo che scrisse nel gennaio del 2011 per il Corriere della Sera, quando ancora non era premier ma cominciava già a formulare profezie da Sibilla. Scriveva Monti che in Italia l’illusione marxista e la mancanza di una cultura autenticamente liberale avevano ostacolato le riforme volte alla competitività. Un ostacolo, questo, tuttavia superabile, a giudizio di Monti. “L’abbiamo visto di recente – affermava il professore – con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”.

L’abbiamo visto, infatti, professore… L’abbiamo visto.

 

 

22 commenti

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  • I miei complimenti all’autore dell’articolo… ma parlano tutti allo stesso modo, questi “tecnici”? Ha ragione Medvedev…gli alieni sono tra noi da un pezzo.

    Sempre bravissimo e puntuale (arrivi quasi sempre per primo!), Claudio.

  • Chiedere al governo(destro o sinistro) che sia, ti fare votare gli studenti in erasmus è una follia. Avete idea di quanti citta’ al mondo sono coinvolte nel erasmus? Vi immaginate i costi di gestione per fare votare queste persone???? A me sembra che questa storia del voto in erasmus sia semplicemente un discorso politico ovvero buttiamo in mezzo anche questa questione per dire qualcosa che non fa il governo.

    • Ma hai presente che minchia è internet? Sai siamo nel 2013, in piena tecnologia avanzata. Pensa che puoi addirittura pagare le bollette da casa utilizzando uno schermo e una tastiera, giuro, davvero, è incredibile ma funziona, puoi spostare soldi senza alzare le chiappe dalla poltrona di casa! Fenomeno!!Ma fammi capire bene, ti prego, quale è il tuo problema: nasci stupido, perseveri ignorando l’argomento o gli argomenti in genere, non hai letto l’articolo, avevi pochi secondi liberi tra un impegno e l’altro e hai sparato la prima cacata che hai trovato, o sei semplicemente uno sfigato di troll?

    • Caro EVALD, ti sarai reso conto di aver sparato una solenne minchiata ?!?

      Se il problema fosse la collocazione delle Università estere che accolgono gli studenti Erasmus, ancora più problematico sarebbe far votare gli italiani rasidenti all’ estero:  numericamente le città sono infinitamente superiori alle sedi Universitarie. Non credi?

      La prossima volta, prima di accendere il PC accendi il cervello. 🙂

       

  • Uno si incazzerebbe pure, ma alla fine “me cojoni” è il commento più appropriato a sti tecnoreazionari.Grazie Claudio, come sempre condivido sperando siano sempre di più le persone che decideranno di aprire occhi e orecchie.

  • Claudio come sempre sei il massimo a Rai2.

    Grazie anche per ieri l’ennesimo intervento che chiarisce molte cose su come i massoni italiani che ci governano da decenni ci hanno inculcato la loro demenza.

  • Caro Claudio, vorrei portare all’attenzione tua e di tutti i tuoi lettori la questione degli studenti fuori sede, più numerosi degli Erasmus, con gli stessi problemi di voto, eppure totalmente ignorati. Riporto dalla loro pagina Facebook e dal loro sito internet:

    Ora basta. Siamo stufi ed arcistufi. E’ da quattro anni che il comitato IOVOTOFUORISEDE si batte per il diritto di voto del cittadino in mobilità. […] Ci siamo informati, abbiamo studiato, abbiamo scritto il ddl 3054 presentato mesi fa in Senato e chiesto in ogni modo che venisse discusso. Lì riposa in pace. […] Ora che nulla più si può fare, si sono svegliati (http://tinyurl.com/b94srr9) ed hanno scoperto la necessità ed urgenza dei provvedimenti che chiediamo invano da anni.
    Davvero pensano di dare il rimborso del 70% sui voli aerei (http://tinyurl.com/b8h2ynl) agli studenti Erasmus? Ma se per i fuori sede in Italia siamo fermi ad un rimborso del 40% per un limite massimo di 40 euro!

    Vogliono davvero farcene andare a tutti i costi dal nostro Paese?
    Ma quale messaggio vogliono veicolare: che valiamo qualcosa per lo Stato soltanto se andiamo all’estero e qui nel nostro Paese saremo sempre e comunque cittadini di serie B, una spesa mal tollerata che comunque lo Stato non si può permettere? […]

    http://www.iovotofuorisede.it/
    http://www.facebook.com/pages/Petizione-Iovotofuorisede/174964075860931
    http://www.facebook.com/events/203203719823519/

  • Complimenti per l’operato e l’impegno che adoperi per tutti noi.

    Non solo sono concorde con quanto affermi, ma spesso mi sono la seguente affermazione:”Alcuni professori che si permettono di offendere la nostra Società, sono convinto che abbiano preso la Laurea nei punti dei fustini del Dixan”

    Grazie ancora di tutto ciò che porti in evidenza.

  • Essendo elezioni che vedono,per la prima volta,un movimento con alte percentuali di sondaggi entrare in Parlamento come terzo,secondo o,perchè no,primo partito non mi stupisco affato che non abbiano permesso il voto a tanti cittadini.Essendo per lo più giovani poi rafforza la loro meschinità sapendo che avrebbero preso ben pochi voti da loro.

    E’ l’ennesima dimostrazione antidemocratica di questi teocrati dell’economia (con l’assenso di tutti gli altri).La sceneggiata del decreto impossibile è stata illuminante e oltraggiosa proprio per quei cittadini che verranno esclusi.

    Da uno così http://thesoundofthenews.blogspot.it/2012/10/monti-vampiro.html non potevamo che aspettarci una ritorsione.

  • Secondo costui (Monti, mi fa ribrezzo anche solo nominarlo), vale la seguente uguaglianza:

    essere umano = capitale umano

    In essa si riassume tutto il suo pensiero deviato, non serve aggiungere altro. 

  • Se l’obbiettivo è arrivare ad un governo di grande coalizione è necessario che i voti vengano divisi quasi equamente. In questo senso, come è già successo in passato, i voti di chi ha una chiara idea politica diventano meno determinanti di quelli dei cosidetti indecisi. Se è vero che il voto degli indecisi è difficilmente prevedibile è anche vero però che è possibile dividere questa categoria in due gruppi: gli indecisi influenzabili e gli indecisi non influenzabili dalla propaganda politica. I non influenzabili, avendo la possibilità di sbilanciare l’esito del voto vanno quindi tenuti alla larga dalle elezioni, cosa che si può ottenere puntando i riflettori dei media su gravi casi di inefficenza del sistema, come questo degli studenti all’estero, ad esempio.  A questo punto è irrilevante risolvere il problema che si è sollevato, anzi potrebbero anche farli votare senza tante difficoltà, l’importante è che l’elettore medio trovi conferma alla sua diffidenza verso il sistema (per altro legittima). Se poi si aggiungono anche i casi di corruzione che saltano fuori sempre al momento giusto il gioco è fatto.

  • Che cosa si pretende da una classe dirigente (economica e politica) come quella attuale?

    Ma li avete guardati in faccia?

    Il più giovane ha 80 anni.

    Avete visto la pagina di facebook di monti? Ci sono le foto del suo giuramento per la presidenza del consiglio… pare l’inaugurazione di un gerontocomio.

    E questi qui dovrebbero mettere in piedi qualcosa che ha a che fare con internet?

    Ma se non riescono neanche ad aprire il coperchio del loro notebook…

    Questa gente qui dovrebbe decidere per il NOSTRO futuro?

    Dovrebbero stare vicono al camino con i nipotini, a raccontare di quando non c’era la luce elettrica, e invece ce li ritroviamo nei posti chiave della nazione…

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