Draghi massacrato dalla tv tedesca

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Il servizio che potete vedere qui sopra è stato trasmesso alla fine di dicembre dal secondo canale della televisione pubblica tedesca, presentato da un conduttore molto popolare. Quello che segue è il riassunto della trascrizione testuale.

 

Il potentissimo consiglio della Banca Centrale Europea ha deciso oggi che il tasso d’interesse dell’Eurozona deve rimanere com’è. La seduta è stata presieduta da Mario Draghi, l’italiano che tra gli addetti ai lavori chiamano “Supermario”. Draghi godeva già di relazioni eccellenti nel mondo interconnesso della finanza quando non era ancora presidente BCE. Da tempo egli è membro di un club esclusivo e discreto, il Gruppo dei Trenta. Un gruppo di trenta decisori super-influenti sul denaro e sul potere. Accanto a Mario Draghi vi si trova un numero sorprendentemente alto di funzionari o ex funzionari della finanziaria americana Goldman Sachs. Di questa finanziaria dicono che sia il vero governo mondiale. Per l’Ombudsman dell’Eurozona i legami della massima autorità monetaria europea sono diventati preoccupanti. Franz Busch e Franz Bethmann hanno aperto un’inchiesta e investigato sulla storia del gruppo dei Trenta e sul ruolo di Mario Draghi.

“I contatti, uno li ha o non li ha. Draghi ce li ha, e dei migliori, intessuti nel corso dei decenni nel mondo della politica e della finanza. Ci si conosce, ci si parla, ci si sente vicini. Ma la vicinanza diventa un problema proprio quando gli incontri non sono pubblici e si ha l’impressione di imbrogli segreti. Ciò che ci mette a disagio è in sostanza che un alto funzionario con una così grande responsabilità sulle banche e l’economia europea sia così vicino al settore bancario privato.”

Draghi comincia presto a tessere la sua tela. Nel 1991 è direttore generale del Tesoro. Le casse sono vuote, il debito pubblico italiano è altissimo e bisogna vendere le aziende di stato. Draghi mette gli industriali italiani in contatto con i più potenti banchieri della City di Londra, e lo fa con stile. Benito Li Vigni, allora ai vertici dell’azienda petrolifera di stato ENI, ricorda: “Accadde a bordo della nave Britannia, ancorata in acque internazionali al largo di Civitavecchia. C’erano tutti i rappresentati delle banche d’affari. Partecipò anche Mario Draghi”.

Egli si muove con perizia e diventa il “Britannia Boy”. Sullo Yacht della Regina Britannica vengono avviati affari miliardari, dai quali anche Goldman guadagna parecchio, soprattutto con le proprietà immobiliari dell’ENI. Queste furono svendute, quasi regalate. Livigni si accalora ancora oggi nel ricordarlo. E Draghi impose le direttive. “Egli deve la sua carriera alle grandi banche d’affari, alla Goldman Sachs.”

Nel 2002 Draghi passa a Goldman Sachs a Londra. Diviene vicepresidente. In questo periodo Goldman è di nuovo nei grandi giochi, stavolta con la Grecia. Dubbiosi contratti swap procurano lauti guadagni alla banca, ma problemi giganteschi alla Grecia. E Draghi deve giustificarsi nell’udienza pubblica per la conferma della nomina a capo della BCE. Era di nuovo sulla barca a procacciare gli affari? “Non ho avuto niente a che fare con questi affari, nè prima nè dopo. Io non ero responsabile degli affari con i governi. Ho lavorato solo per il settore privato”. Ma di dubbi ce ne sono tanti anche per Marc Roche, esperto di Goldman e corrispondente di Le Monde da Londra: “Goldman Sachs non è un buon samaritano. Non assume un Draghi e gli dà il posto di vicepresidente senza farlo anche responsabile per il settore pubblico. Non ha mentito, ma non ha neanche detto la verità.”

Come abbiamo detto, i contatti di Draghi sono eccellenti, fino ad oggi anche grazie al Club dei Trenta. Rispondendo alla domanda di Heute Journal, Draghi non vede problemi. “Dati gli scopi e gli obiettivi dell’organizzazione, la BCE non considera che la partecipazione del presidente della BCE al Gruppo dei Trenta comporti un conflitto d’interessi.”

Come presidente della BCE Mario Draghi vuole a breve diventare il principale supervisore bancario europeo. C’è chi pensa che questa non sia affatto una buona idea. Non nel gruppo dei Trenta, naturalmente: là ci si rallegra di avere un buon amico ai vertici della BCE.

 

 

16 commenti

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  • Messora, sono passato per gli aereoporti di Francoforte e Monaco per le vacanze e ho guardato quali libri avevano nella sezione economia (un indicatore veloce di cosa leggono in Germania). Il libro più in evidenza era “Der größte Raubzug der Geschichte” (traduzione “La più grande rapina al treno della storia”) un libro di due giornalisti finanziari molto documentato e fitto di cifre e dati, che racconta tutta la crisi finanziaria da Lehman alla Grecia a Draghi in termini di una colossale rapina. E’ anche un libro di economia, perchè parte da cosa è veramente la moneta, stile “MMT” oltre che un reportage giornalistico perchè racconta tanti retroscena. Qua un video recente di questi due Matthias Weik e Marc Friedrich  http://www.youtube.com/watch?v=Aieb0xdYfWs. Qualcuno dovrebbe mettere le didascalie in italiano (intervistarli in Italia )…

    (vedi qui su Amazon il libro http://www.amazon.de/Der-gr%C3%B6%C3%9Fte-Raubzug-Geschichte-Flei%C3%9Figen/dp/382882949X)

  • Quest’uomo, e colui che insieme a Trichet a scritto la famosa “Lettera di Fancoforte”.

    Due pagine. Una dichiarazione di guerra aperta agli Italiani e alla loro Sovranità.

    Consiglio di rileggerla.

    Quest’uomo come tanti altri (Prodi, Dini, Amato, Monti) meriterebbero la corte marziale per alto tradimento e crimini contro la nazione.

    Lavorano per dei golpisti mondiali. Devono pagare per i loro crimini.

     

    • Più gente se ne renderà conto e meglio sarà. Per ora se la stanno cavando soltanto grazie al fatto che possono contare su una informazione drogata che impedisce che si conoscano i fatti per come sono. Ci sono centinaia di migliaia di persone che hanno capito, ma, per loro, quel che conta è che non diventi mai questa la verità “ufficiale”.

  • Mi risulta che la BCE, di cui questo signore è il numero 1, appartiene alle banche centrali dei paesi aderenti alla moneta unica. La Banca d’Italia a sua volta è di proprietà delle maggiori banche italiane private. Quindi questo signore quali interessi deve difendere: quelli dei cittadini europei o quello delle banche che lo stipendiano?

  • Questo signore è solo uno dei lecchini del Fuhrer. Va preso a pedate nel c…o il prima possibile, insieme hai suoi amichetti, monticello & C…

  • Quelli per cui si vorrebbe una nuova Norimberga sono tutti personaggi dalle ambizioni smisurate. E come tali dal profilo psichico fortemente compromesso. Altrimenti non si sognerebbero di fare del male a tante persone per il loro tornaconto personale.

    Ciò non può essere un’attenuante ai fini del giudizio nei loro confronti che necessariamente dovrà arrivare un giorno o l’altro. E sarà spietato, esattamente come loro sono nei confronti delle vittime della loro ambizione.

  • Ronnie ha scritto :
    Sì però non bisognerà mai dimenticare una cosa che fece nel 1993 (mi sembra) con Capo del governo un certo Ciampi e ministro Barucci e lui segretario al tesoro, a seguito della svalutazione della “lira” del 27-30% che Amato aveva fatto dall’oggi al domani dopo aver negato fino all’ultimo che avrebbe svalutato (da cui il famoso inno”Ma quanto ci costò, l’averti AmatO…): “L’abolizione della pressochè perfetta “Legge bancaria del 1938” che seguiva il decreto del 1936. Dal 1993 il sistema bancario è diventato una giungla. senza limiti e remore di nessun tipo (oltre che controllo). Negli anni, è anche vero, che questo Draghi sarà poi appoggiato nella sua opera dai governi successivi (D’alema, Prodi, Berlusconi etc). L’abolizione di quella legge fu un atto gravissimo, perchè porterà al disastro a cui siamo oggi (e da un po’ di tempo ormai). La via è senza ritorno. E’ questo il guaio. E’ vero chi afferma che andrebbero (come molti altri) processati per crimini in tempo di pace contro la Nazione e il popolo italiano. Quindi quando “qualcuno” parla di una piccola Norimberga anche qui da noi che dorà prima o poi venire, non spara cazzate. Capisco che è una questione complessa e che la legge era “fascista”, ma noi di una certa età che abbiamo vissuto il periodo dal boom economico (per chi se lo è goduto, non certo i poveracci) fino ad oggi, questi obbrobri ce li siamo visti passare sulle nostre teste. Questi e molti altri che un giovane manco se lo immagina (vedi scandalo Petroli-Italcasse). E poi mi vogliono far credere che Garrone era un santo ed era amato dai genovesi. Ma per favore!!!!!

     

    non vorrei sbagliarmi ma mi pare che lei stia parlando in merito ad Amato della patrimoniale , la svalutazione avvenne nel 9192. 

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