Ma la pianti o no di smacchiare giaguari?

V

di Valerio Valentini

Leggenda vuole che Berlusconi sia imbattibile in campagna elettorale: gioca sporco, mentendo e smentendo senza remora alcuna, sparando panzane pazzesche e facendo proposte irrealizzabili. Così i suoi avversari sono costretti ogni volta a rincorrerlo, cercando di dimostrare l’infondatezza delle sue teorie. Ma è mai possibile che i suoi avversari – e in particolar modo il PD – non trovino altra strategia che quella di attendere la frottola berlusconiana del giorno per poi giocare di rimessa? Possibile che si rassegnino al fatto che a dettare l’agenda quotidiana della campagna elettorale sia solo e soltanto Berlusconi?

 

Prendiamo uno degli ultimi esempi: il condono. Dopo aver promesso quello tombale, il Caimano ha rilanciato ancora, aggiungendo anche quello fiscale. Così… ad abundantiam! Manco fosse un’offerta sul listino del supermercato. Eppure proprio sul tema dell’abusivismo edilizio e del consumo del suolo il PD poteva giocarsi una carta importantissima per lanciare un segnale forte al suo elettorato, dichiarando apertamente da che parte sta (ammesso che, effettivamente, stia proprio da quella parte): cioè non solo da quella della legalità, ma anche da quella della tutela ambientale e della salvaguardia della vite umane.

Il 5 febbraio scorso, infatti, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) ha presentato a Roma i risultati di un suo studio. Risultati agghiaccianti: dal 1956 a oggi, il cemento si è mangiato ininterrottamente 8 metri quadrati di Italia al secondo. Significa, come hanno esemplificato i tecnici dell’ISPRA, che ogni anno è stata cementificata una superficie pari a quella dei comuni di Milano e Firenze messi insieme. Ogni anno. E questa è la media: ma se si analizza la progressiva crescita del fenomeno nel corso degli anni si rimane ancor più sconcertati: se nel 1956 il consumo del suolo era di circa 8mila Km2, nel 2010 si è arrivati a oltre 20mila Km2. Si è passati dal 2,8% dell’intero territorio nazionale al 6,9%. E si tratta di un aumento che non è giustificabile alla luce dell’incremento demografico. Il suolo cementificato pro-capite è infatti raddoppiato: da 170 a 343 metri quadrati per cittadino.(Qui le tabelle riassuntive)

Nel corso del convegno organizzato dall’ISPRA è stato poi analizzato un rapporto della Commissione Europea, e sono stati presentati, per la prima volta in Italia, i dati di un altro studio commissionato da Bruxelles. Si è offerta così una visione continentale sull’argomento, da cui si evince che l’Italia ha una superficie di suolo consumata superiore alla media europea: 2,8% contro 2,3% (va detto che la Commissione Europea ha utilizzato altri parametri, calcolando la superficie “sealed”, cioè impermeabilizzata, e che i dati si riferiscono al 2006). Anche per quanto concerne la “superficie artificiale”, l’Italia è sopra la media: 5% contro 4,4%. E un dato che viene ribadito anche nel rapporto europeo è la sproporzione abissale tra la crescita (registrata dal 1960 al 2000) della superficie artificiale (300%) in rapporto alla crescita demografica (3,6%).

A Bruxelles hanno anche giudicato lo stadio attuale delle politiche che ogni nazione ha messo in campo per trovare una soluzione al problema: mentre Germania, Olanda, Regno Unito, Belgio, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Slovenia e Svezia hanno “attuato numerose misure”, a noi viene assegnato un cartellino meno lusinghiero, come del resto anche a Francia e Spagna: abbiamo cioè solo avviato “misure iniziali” (qui la tabella completa, a p. 17). Nel capitolo a noi specificamente riservato (qui a p. 95) si lancia anche un altro allarme: “le regioni del nord e quelle costiere sono affette in maniera significativa dall’impermeabilizzazione del suolo e dalla crescita incontrollata delle città”.

I risultati del rapporto ISPRA hanno trovato ampio spazio sui quotidiani nazionali. Ne ha parlato addirittura Salvatore Settis sulla prima pagina di Repubblica dell’8 febbraio (attenzione: il confronto Italia/Europa fatto da Settis nell’articolo non tiene però conto dei diversi parametri utilizzati nei due studi). Non si può dire, dunque, che l’occasione di affrontare l’argomento non ci fosse. E neppure si può dire che la tematica non si prestasse al clima da campagna elettorale. Al di là dell’aspetto legale ed ecologico, infatti, la tutela del suolo è, anche e soprattutto, una questione economica. Ne scrissi esattamente un anno fa: ogni anno in Italia oltre 3 miliardi di euro vengono spese per finanziare le “emergenze”, a fronte di 250 milioni per la prevenzione. Ma “per ogni milione speso per prevenire, ne abbiamo spesi 10 per riparare i danni della mancata prevenzione”. Bersani può evidentemente non leggere byoblu, ma difficilmente non legge Repubblica. E infatti proprio nell’articolo sopracitato, Settis scriveva: “Interrompere queste pratiche stolte, si sente ripetere, è impossibile perché vanno protette la manodopera e le imprese. Non è vero. Di lavoro per imprese e operai ve ne sarebbe di più e non di meno se solo si decidesse di dare priorità assoluta alla messa in sicurezza del territorio […]”.

Tutto questo Settis lo scriveva sul quotidiano uscito nelle edicole all’alba dell’8 febbraio. Quand’è che Berlusconi ha promesso il condono edilizio, oltre a quello tombale? A Leader, di Lucia Annunziata, cioè la sera dell’8 febbraio. Bersani e soci avrebbero avuto tutto il tempo di sfogliare Repubblica, leggere, rileggere, rileggere ancora, capire cosa c’era scritto e poi, forti del sostegno di un intellettuale che qualunque sinistra al mondo proporrebbe come ministro dell’Istruzione o dei Beni Culturali, lanciare la loro proposta: piano nazionale di messa in sicurezza del territorio e di recupero degli immobili, nuove possibilità di posti di lavoro, enorme risparmio e maggior tutela dell’incolumità delle persone (ogni mese 5 persone muoiono in Italia per frane e alluvioni, senza contare i terremoti).

Invece Bersani ha taciuto tutto il giorno, aspettando che fosse Berlusconi, alle 10 di sera, a lanciare la proposta del condono edilizio. Proposta aberrante, ma efficace in termini elettorali: al mago di Arcore nulla frega del nostro paesaggio, ma a bene che in Italia circa 6 milioni di Italiani (fonte WWF, p. 25) vivono in aree urbane abusive. Promettere una sanatoria garantisce al PDL una marea di voti. E qual è, invece, la strategia di Bersani? A Piazza Pulita, il 4 febbraio, disse  “mai più condoni”, vero. Ma poi aggiunse: “perché è ora che paghino un po’ tutti”. Abolire i condoni, secondo Bersani, è utile “a far pagare meno chi sta pagando tutto”. Ma non ha senso: non si rifiuta un condono per un motivo di equità fiscale. Anzi, è proprio il ritornello dei berlusconiani dire “il condono porta tanti soldi nelle casse dello Stato”. E infatti la proposta di Bersani non ha attirato molto l’attenzione di media e di elettori. Perché? Perché una proposta che abbia qualche possibilità di bucare lo schermo dev’essere alternativamente o pura fantascienza, come quelle di Berlusconi, oppure concreta, ben strutturata e allettante (come ci si aspetterebbe da chi vorrebbe vincere le elezioni).

Ma non spiegateglielo a Bersani. Lui si diverte così tanto a smacchiare i giaguari, che sembra brutto distoglierlo dai suoi trastulli.

 

8 commenti

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  • E’ incredibile come ancora si pensi che l’edilizia sia importante per il nostro paese…ma siamo veramente idioti, l’unica cosa positiva di questa crisi è stata veramente la diminuzione delle costruzioni edilizie… che incontrollate distruggono il territorio e la nostra salute per l’arricchimento di pochi palazzinari..

    Come dice Settis tutti coloro che lavorano nel settore dell’edilizia potrebbero essere reimpiegati nella  protezione e salvaguardia del territorio…e ci guadagnerebbe la società tutta senza perdita di posti di lavori, anzi…

    è veramente pazzesco che nessun politico proponga un piano serio riguardo a questo argomento…

  • É qui che l’idea di democrazia diretta e il coinvolgimento diretto della gente comune nella gestione della cosa pubblica mi spaventa. Per caritá, che chi ha supervisionato, autorizzato e gestito lo scempio attuale debba essere politicamente disintegrato é fuori da ogni dubbio, ma tutta questa cementificazione (dai su, non raccontiamocela!) é colpa nostra. É colpa nostra perché quado ci viene data mano libera siamo tutti pronti ad abusarne, é colpa nostra perché i responsabili di questo scempio sono stati eletti e rieletti (per decenni!) col nostro benestare in cambio di un tozzo di pane (il lavoro….).

    Siamo dunque sicuri che gli italiani (come il M5S propone) siano da coinvolgere direttamente? Ovvero passare, progressivamente, da una repubblica ad una, de facto, democrazia? Voteremo per piú servizi? Si, sicuro. Voteremo per piú controlli? No, non ci credo. Questo é e resta un Paese dove ci lamentiamo del traffico ma non prendiamo l’autobus, ci lamentiamo del parcheggio selvaggio, ma un sindaco che impone rigore e fa fare le multe perde le elezioni, ci lamentiamo delle raccomandazioni, ma se ne riceviamo una ci adeguiamo senza problemi.

    Che l’oocasione presentata dal M5S possa essere l’occasione per una svolta storica? Lo spero, davvero, ma é un cauto, mooooolto cauto ottimismo.

    Auguri, di cuore, a tutti!

    • Caro Antonio, non è mica vero che siamo tutti uguali, io quando ho fatto l’allievo ufficiale non mi sono fatto raccomandare ed infatti mi hanno buttato fuori, ho chiuso un’azienda dopo 17 anni anche perchè non sono mai sceso a compromessi di bustarelle per farmi vendere il mio prodotto al posto di un’altro! Io adesso faccio parte del movimento 5 stelle e le persone che incontro sono spesso quelle che negli anni passati sono state bastonate come me!!! Che poi uno può anche everne approfittato fino ad adesso ma se incomincia ad esserci un cambio culturale generale, anche lui, inevitabilmente ne verrà travolto! Come ci aveva “coinvolto” nel male la politica degli ultimi 20 anni e oltre, ora può succederlo nel bene! Fiducia alla democrazia diretta!!!!!

  • Condivido Antonio, la realtà Italiana l’hanno creata gli italiani… ma non vediamo tutto nero… passano gli anni e nel frattempo crescono nuove generazioni più attente e sensibili a problematiche prima ignorate dalle generazioni precedenti.

    Sulla cementificazione eviterei la semplificazione “qualunquista” fatta qui.

    OK cementificare sulla spiaggia o un’intera collina è dannoso all’ambiente e anche pericoloso nel secondo caso.

    Il motto di molti “anti-cemento” è secondo me collegato dal fatto che probabilmente nell’ultimo anno non hanno mai raccolto un frutto dall’albero (bella milano, tanti uffici ma pochi giardini!)

    Se cementificazione intendiamo edificare per far soldi ee edificare una “milano 10” in costa smeralda allora son daccordo che è da bloccare.

    C’è però un cemento “verde”: Sono le casette edificate nelle campagne da gente che ci vive. Queste campagne invece di essere trascurate e rese infruttivere vengono curate, ci piantano alberi da frutta, chi ci vive ha un rapporto più ecologico con la natura di chi dalla metropoli scrive in un blog criticando quello che si fa fuori dalla circonvallazione senza neanche concepire che si può vivere NELLA NATURA.

     

    Sulla passività del PD è tutto coerente con il suo programma. Leggi il programma nel PD e ci trovi solo frasi generiche… un programma-propaganda fatto per dire tante cose ma non si sa bene cosa di preciso e come realmente : http://www.partitodemocratico.it/Allegati/il-programma-dei-democratici-e-dei-progressisti.pdf.

    Diverso è il programma dei 5 Slette, più OPERATIVO e meno “prolissicamente tergiversante” : http://www.beppegrillo.it/movimento/programma/

    Sul programma del PDL basta aprire l’home page del PDL per avere la sensazione che non ce n’è … non vedo un link nell’header “IL NOSTRO PROGRAMMA”, vedo solo un un “cosa facciamo” (non “cosa faremo”) e un banner grande grande RIMBORSEREMO L’IMU… stica…!

  • Purtroppo Bersani quelle cose non le dice perché non è la linea del PD. Lo dimostra la politica che il PD ha fatto in questi anni nel territorio.

  • Valentini,

     

    Mi può gentilmente rispiegare la questione dei condoni alla fine dell’articolo? La prego ce lo rispieghi. Credo che basterebbe a rendere edotti i lettori sulla sua competenza in materia. 

  • Il discorso di Antonio calza a pennello!!

    La scommessa del M5S deve essere proprio questa abbandonare la mentalità tipica italiana. Il lavoro non deve essere uno scambio di voti ma un diritto dell’essere umano. La vita non deve essere appesa ad un filo di cotone come si è stabilito con la legge Biagi e/o la crisi, ma ad un cavo d’acciao temperato e rinforzato dal saper vivere insieme, dall’aiutarsi l’uno con l’altro. E’ difficile pensare di poter uscire da questo marasma solo eliminanmdo il marcio (che comunque è tanto) è necessario insegnare ai nostri figli cosa è il rispetto, la storia, la costituzione, il dovere civico, il volontariato. Cercare di recuperare le disuguagianze economiche, di sesso, di classe col tempo si puo’ e bisogna crederci.

     

  • Il progetto di Monti (e qui tutti sul blog sanno qual’e’) potrebbe essere realizzato solo attraverso l’alleanza con Bersani.

    Bersani ha tanti voti, è alleato alla DC di Casini e del vaticano, ed indossa un camice rosa dove gli spruzzi del sangue si vedono poco.

    Berlusconi ha un camice azzurro dove il sangue si vedrebbe moltissimo e in piu’ ha la sfiga dell’essere stato sottoposto ad un golpe terribile, nonchè alleato della lega.

    Votare per Bersani equivale a votare per Monti. Votare per Monti equivale ad autorizzare ed approvare definitivamente il progetto “EUROPA” cosi’ come lo immagina l’alta finanza e la partitocrazia.

    Facciamo il possibile M5S e basta!!!!

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