Tutte le balle di Boldrin con la Napoleoni

NapoleoniVsBoldrin-BLOG

 Nel video, il confronto a Piazza Pulita tra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin.

di Alberto Bagnai, autore di Goofynomics

In un simpatico post del suo blog Paolo Manasse porta avanti un’argomentazione estremamente plausibile: quando si ha un problema, bisogna rivolgersi a uno specialista. Auguriamo al prof. Manasse di non aver mai un problema, soprattutto del tipo da lui evocato, perché leggendo il suo post si capisce quanto sia poco in grado di scegliere uno specialista.

Sì, perché la lezzzioncina (con tre zeta) dello stimato collega quale scopo ha? Quello di dimostrare che nel dibattito che si è svolto recentemente fra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin, il telespettatore ignaro deve dar ragione a Boldrin, poiché questo ce l’ha più lungo (il curriculum), e quindi è più esperto. Il simpatico Manasse, col suo intervento a gamba tesa, commette però uno scivolone logico piuttosto evidente. Uno specialista, per definizione, è una persona dotata di competenze specifiche in un settore. Lo specialista non è tanto quello che possiede “molta” competenza, ma quello che possiede la “speciale” , “specifica” competenza utile al caso.

 

Immaginiamo il prof. Manasse il giorno in cui, Dio non voglia, dovesse trovarsi nella spiacevole situazione che descrive nel suo post, quella di avere un tumore. “Presto, portatemi da uno specialista!” “Be’, ci sarebbe proprio qui, nel palazzo, lo studio di un internista…” “No, portatemi dall’ortopedico del terzo piano, ha molte più pubblicazioni, ed è primario di un reparto importante…” “Ma lui è esperto di rotule, tu hai un problema al fegato!” “No, no, fate come dico io, l’esperto di rotule si è sottoposto al severo vaglio della comunità scientifica internazionale”.

 Requiem aeternam

Ci siamo capiti, no? “Economista”, in realtà, non significa nulla, esattamente come “medico” o “musicista”. Puoi anche essere un clarinettista con 10 dischi di platino al tuo attivo, ma se ti chiamano a suonare un preludio di Chopin per pianoforte sicuramente ti mancherà qualche nota. E se hai un cancro non vai da un ortopedico, a meno che tu non sia Manasse.

Ora, io non so se Loretta Napoleoni si occupi di tumori. Sicuramente Boldrin non si occupa di economia internazionale: lo dimostra la sua copiosa produzione scientifica (tutta in altri campi dell’economia), e lo dimostrano soprattutto le perle che profonde a piene mani nei dibattiti televisivi. Quindi il povero Manasse incassa, con la sua deludente caduta di stile, un autogol di proporzioni cosmiche. E a noi piace ricordarlo così, muto di fronte a Claudio Borghi Aquilini

Non vorrei sottrarvi troppo tempo, ma due o tre dettagli vorrei farveli notare, ricordandovi le bellissime parole del padrone di casa: “chi non ha tempo, non ha neppure speranza”. Ecco, prendetevi un po’ di tempo, perché è utile capire che se ci affidiamo al clarinettista Boldrin, e alla sua compagnia di giro, il cancro dell’euro ci porterà tutti alla tomba.

Comincerei dalla fine.

Al minuto 10:50 del video si scatena una amena gazzarra su quanto abbiamo svalutato nel 1992 e su cosa sia effettivamente successo: è stato il 12%? È stato il 40%? E veramente non è successo nulla, come entrambi i contendenti affermano? O è successo qualcosa?

Guardate che il punto non è di dettaglio. Questo fatto storico, cioè l’uscita dell’Italia dal Sistema Monetario Europeo (SME) di cambi fissi nel 1992, viene regolarmente travisato dai media, con intenti terroristici. Volete un esempio? Sentitevi quest’altro espertone di economia internazionale, l’on. Tabacci, secondo il quale uscire oggi significherebbe dare “in una notte” una stangata del 50% alla nuova lira, “tosando le pecore”, perché il giorno dopo per andare a fare la spesa ci vorrebbe “la sporta doppia di monete” (argomento tipico dei nostri politici da avanspettacolo). Un po’ quello che dice Boldrin, il quale, con la coerenza alla quale ci ha abituati nei suoi interventi, prima ci dice al minuto 9:20 svalutare “sarebbe una tragedia per i lavoratori italiani” (si vede quanto gli stanno a cuore!), poi ci dice che l’ultima volta che lo abbiamo fatto non successe nulla. Tutto e il contrario di tutto in un minuto e mezzo.

Vi dico subito quali sono i due errori marchiani dei nostri due espertoni. Il primo è quello di voler veicolare il messaggio che la svalutazione sarebbe istantanea: 12%, 50%, 10000% (chi offre di più?) in una sola notte! Il secondo è quello di confondere sistematicamente la perdita di valore sui mercati finanziari internazionali (la svalutazione) con la perdita di valore sui mercati reali interni (l’inflazione). Ora, se occorrono più euro (o più lire) per acquistare un dollaro, non è detto che per questo occorrano più euro (o più lire) per acquistare un giornale o un filone di pane.

Vogliamo guardare i dati, così, per fare una cosa originale? La Fig. 1 riporta il tasso di cambio lira/ECU dal 1990 al 1998.

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Perché uso questo cambio? Vi ricordo che l’ECU, European Currency Unit, era una unità di conto costruita considerando una media delle valute aderenti allo SME. L’ECU serviva da punto di riferimento per i cambi dello SME e fu il precursore diretto dell’euro: il cambio di 1936.27 al quale entrammo nell’euro nel gennaio 1999 era appunto quello che ci legava all’Ecu nel dicembre 1998 (ma tutto questo Boldrin non lo sa, come ho documentato qui). Quindi, se parliamo di svalutazione della lira nel contesto dello SME, il cambio lira/ECU è la scelta più naturale.

Intanto, dai dati si vede che la fluttuazione della lira andò avanti dal settembre 1992 al novembre 1996, come ci ricorda l’ottima cronologia della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Nell’agosto del 1992 ci volevano 1545 lire per un Ecu (vi risparmio i decimali) e dopo lo sganciamento, nell’ottobre, ce ne volevano 1731, cioè circa il 12% in più. Quindi il prof. Boldrin riesce in un pezzo di incredibile virtuosismo: mentire, dicendo la verità!

Perché è sì vero che nell’immediato la svalutazione fu del 12%, ma è pure vero che non fu un blip, come dice lui per fare l’amerikano, cioè un fenomeno transitorio. Al contrario, proseguì fino all’aprile del 1995, quando, per un Ecu, ci volevano 2295 lire, cioè il 48% in più che nell’agosto del 1992. Eh già! Nel giro di meno di tre anni svalutammo di quasi  il 50% rispetto all’Ecu (la cifra evocata dall’ineffabile Tabacci), e, se volete saperlo, del 55% rispetto al dollaro.

Chissà che iperinflazione, chissà che perdita di potere d’acquisto, chissà che “tosata” per i lavoratori, per dirla con Tabacci! Sicuramente il loro potere d’acquisto sarà calato del 50%, cioè i prezzi dei beni sui mercati interni saranno aumentati (a spanna) del 50%, visto che, con il dollaro più costoso del 50%, l’aumento dei prezzi delle materie prime avrà schiacciato l’economia italiana.

Invece no. L’impatto della svalutazione sui prezzi fu minimo. Lo vediamo nella Fig. 2, che riporta l’indice dei prezzi al consumo, la statistica che misura il costo della vita.

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Vedete? I prezzi al consumo seguirono una bella traiettoria liscia e regolare, per nulla influenzata dalla svalutazione del cambio: mentre questo si impenna e poi precipita (Fig. 1), i prezzi (Fig. 2) vanno su paciosi, col passo del montanaro. Se, come nel grafico, mettiamo pari a 100 l’indice nell’agosto del 1992, vediamo che nell’aprile del 1995, quando la lira si era svalutata di quasi il 50%, l’indice era aumentato di appena il 13% (giungendo a 112.7).

Quindi i lavoratori furono tosati del 50%, come afferma l’espertone Tabacci?

No, evidentemente no, né in una notte, come dice lui per farvi paura, né in tre anni. L’indice del salario reale, cioè dei salari divisi per i prezzi, e quindi del reale potere d’acquisto degli italiani, tratto dal database AMECO è piuttosto chiaro: dal 1992 al 1995 l’indice diminuì, ma del 4%, cioè più o meno di quello che ha perso negli ultimi quattro anni, ora che abbiamo l’euro che ci protegge. L’inflazione c’entrò poco o nulla, c’entrarono molto le misure di austerità, prese anche allora per il nobile scopo di entrare in Europa.

Chiaro, no?

Ora, i fatti sono questi, e magari ad alcuni di voi sembreranno stravaganti, convinti, perché siete stati convinti, che se, poniamo, il dollaro ci costa del 50% in più, immediatamente il petrolio costa del 50% in più, e quindi tutto costa del 50% in più, nel giro di una notte (come se tutto fosse fatto di petrolio…). In questo caso la svalutazione sarebbe inutile, perché è vero che i nostri clienti esteri pagherebbero del 50% in meno (a spanna) la nostra valuta, ma l’inflazione interna farebbe costare del 50% in più i nostri prodotti, e i due effetti si annullerebbero. Così, continuano gli espertoni, inutile tornare al cambio flessibile: è inefficace come strumento, e di converso, quindi, la rigidità dell’euro non è colpevole della situazione nella quale ci troviamo

Ma le cose non stanno così: lo ha chiarito nel 1997 Maurice Obstfeld dell’Università di Berkeley, sui Brookings Papers on Economic Activity, e lo ha confermato nel 2012 Alexis Antoniades, della Georgetown University, sulla  International Economic Review (se vi interessano i curriculum). Obstfeld, nel suo articolo intitolato “L’azzardo dell’euro”, chiarisce che l’aggiustamento del cambio è importante, anche se non si trasferisce ai salari reali, cioè anche se i lavoratori non vengono “tosati”, o magari “pagati come in Cina”. Il motivo è che se i produttori fissano i prezzi nella valuta del proprio paese (producer currency pricing), la svalutazione li avvantaggia comunque sui mercati esteri, anche a parità di costo del lavoro nazionale. Quindi, per un paese europeo rinunciare alla flessibilità del cambio ha un costo importante in termini di prolungamento delle crisi economiche (come stiamo vedendo). Il lavoro di Antoniades conferma che le imprese applicano in modo prevalente il producer currency pricing,  e conclude confermando quello che era facile capire anche prima, cioè che “le preoccupazioni espresse da Obstfeld sui benefici dell’euro sono fondate”.

Certo, voi avete il diritto di ignorare queste ricerche specialistiche. Ma il prof. Boldrin no, e certamente non le ignora. Anche perché, sempre nel 1997, a margine dell’articolo di Obstfeld, un altro economista rincara la dose: “Sono più pessimista di Obstfeld: secondo me, l’euro è un rischio che non dovremmo prendere”. Sapete chi era? Alberto Alesina, che oggi appoggia l’austerità montiana, a difesa di quello stesso euro da lui definito nel 1996 un bluff, per motivi che (se vi interessa il parere di uno che ce l’ha corto, il curriculum) trovo limpidi e tuttora validissimi. Vi pare possibile che il prof. Boldrin non conosca l’opera del prof. Alesina? La leggiamo perfino noi a Pescara!

 È vero invece quello che afferma nel dibattito la Napoleoni, cioè che le politiche di deflazione intraprese, quelle sì, stanno a riducendo a mal partito i cittadini italiani. Il motivo è semplice, e lo ha tanto limpidamente espresso uno degli economisti di punta del PUDE (Partito Unico Dell’Euro), Stefano Fassina: non potendo svalutare la moneta, si svaluta il lavoro. Vi sembra il contrario di quello che dicono Tabacci e Boldrin? Sì, è esattamente il contrario, ma è anche quello che sta succedendo, e lo vediamo tutti, anche voi: credete ai vostri occhi!

È inutile girarci intorno. Quello di ridurre il resto dell’Europa come la Cina, sbriciolando i redditi e i diritti dei lavoratori per contare su un serbatoio di manodopera a buon mercato, si sta ormai palesando come il disegno, più o meno lucido, della leadership tedesca. Guardate, non ci vuole molto a capirlo: vogliono fare con il resto dell’Eurozona quello che gli è riuscito con la Germania Est.

Ve lo ricordate?

Vi rubo ancora un attimo, vale la pena: il cambio fra marco dell’Est e marco dell’Ovest era di tre a uno, ma fu presa la decisione di fissare il cambio uno a uno, dotando i “cugini” dell’Est di una moneta tre volte più “pesante” di quella di cui disponevano. Risultato: i consumi all’Est aumentarono (e con loro le importazioni), ma la competitività delle imprese fu sbriciolata (e con lei le esportazioni). Quasi 1300 miliardi di euro passarono dall’Ovest all’Est, per colmare lo squilibrio commerciale e finanziare la ripresa, ma a distanza di vent’anni i risultati apparivano deludenti non secondo “il professorino di Pescara”: secondo lo Spiegel! Che vuol dire “deludenti”? Ma, ad esempio che nel 2008 il reddito di una famiglia dell’Est era ancora solo il 53% di quello di una famiglia dell’Ovest (sempre lo Spiegel). I greci, agli imprenditori della Germania Ovest, costeranno ancora meno, quando la loro economia sarà stata definitivamente distrutta. Poi toccherà agli altri, fra cui noi.

Solo sganciandoci dal giogo della moneta unica e ripristinando la flessibilità del cambio (come auspicavano il premio Nobel James Meade nel 1957, o Alberto Alesina nel 1997) si può garantire un futuro a questo continente. Non parlo di futuro economico: parlo di futuro e basta, perché l’irrazionalità economica dell’euro rischia di condurci alla catastrofe politica, come diceva, ancora una volta, Alberto Alesina nel 1997: “si può pensare che la probabilità di conflitti aumenterà se più paesi sono costretti a coordinarsi e a venire a compromessi su diversi argomenti a causa di una inutile unione monetaria”.

Quindi, quando difendono l’euro, Tabacci forse no (diamogli il beneficio del dubbio, visto che non è del mestiere e visibilmente non sa di cosa parla), ma Alesina e Boldrin sono certamente consapevoli di divulgare delle “lievi imprecisioni”. È la leadership degli eurocrati che vuole portarci a competere al ribasso con la Cina in tema di diritti e redditi, e questo loro lo sanno. Siamo certi che la loro convinzione nel sostenere questo progetto suicida per il loro paese gli spianerà la strada di una brillante carriera politica.

O no?

Dipende da voi…

 

 

107 commenti

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  • Ho visto lo “scontro” in diretta e ho sofferto come quando guardo una partita di calcio e la mia Roma si mangia i gol a porta vuota. Avrei voluto che la professoressa Napoleoni fosse stata incisiva come il prof. Bagnai è stato in questo articolo. Non era così difficile riuscivo a vederle perfino io (che il CV non ce l’ho per niente) le “piccole imprecisioni” di Boldrin… 

  • Ma come mai Borghi e Bagnai possono divulgare le loro tesi solo in Internet o in trasmissioni televisive RAI dopo mezzanotte oppure su la7, che vedono in pochi?

    Si vede che fanno più audience Boldrin con quel suo ghigno supponente-strafottente e/o Giannino con quel suo Master fasullo…

    Mah!

  • A) Tutto il mondo, quando parla di svalutazione, la riferisce al dollaro. Il motivo è duplice:

    a) Evitare che scegliendo opportunamente la moneta verso cui si fa il confronto si possa dimostrare quello che si vuole

    b) Gli interscambi internazionali  (ai tempi, oggi c’è l’euro): gas, petrolio, alimentari dall’africa,… avvenivano esclusivamente in dollari.

    La svalutazione nei confronti del dollaro fu, arrotondando in eccesso, del 15%.

    Non ha molto senso parlare di svalutazione nei confronti dell’ECU (che comunque, scartando giustamente i picchi, come dice l’articolo, fu del 25%, lontana dal 40%) perché questa fu una moneta artificiale, usata solo per transazioni ufficiali. (ad es. finanzio il programma del satellite x in ECU ed ogni anno ti pago in lire l’equivalente.). Nessuno ha mai comprato una pera in ECU.

    Vero che i prezzi al consumo non sono balzati in avanti, ma questo perché nel luglio del ’92 fu abolita la scala mobile, sostituita dall’E.D.R.

    Temo quindi che Boldrin su questo punto avesse piena ragione.

    Non ho capito chi ha parlato di una svalutazione del 55% rispetto al dollaro in tre anni, da qui http://cronologia.leonardo.it/potere.htm si può vedere quanto sia falsa quesrta affermazione.

    Concordo sul fatto che un esperto di economia non possieda tutto lo scibile dell’economia, dalla macro alla micro: probabilmente questo non vale per la Napoleoni, che passa dall’economia internazionale al bilancio comunale (Parma).

    La cosa per me più brutta dell’incontro, data la mia stima per la Napoleoni dettata dalla lettura del libro “Economia canaglia” (“Terrorismo s.p.a.” non mi ha convinto) è stato vederla comportarsi da isterica.  Il finale, sulle parole assolutamente banali di Boldrin riguardo ai mutui, è stato semplicemente penoso.

     

     

     

    • ciao nerolucente,

      mi sa che stai facendo un po’ di confusione, quello di cui parli tu non è un sistema liberista, ma un sistema corporativo e sono perfettamente d’accordo con te quando dici che non funziona.

      in un sistema liberista è inutile per le aziende fare attività di lobby perchè il governo non può intervenire per favorirle 🙂

  • Sono lontani i tempi nei quali su questo blog c’erano due voci contrapposte. Oggi qui parlano sempre gli stessi: una che fa finta di essere una “professoressa” e uno che lo hanno relegato ad insegnare a Pescara. Visto che è stato chiamato in causa, si dia voce anche a Boldrin (o perché no, si faccia un dibattito tra i due). O perché non intervistare Alesina?

    Bagnai non si è mai (ad eccezione di una pubblicazione sulla Cina) occupato di economia internazionale. Come mai ne ne è occupata la Napoleoni. Personaggi, entrambi, ai margini della comunità scientifica, ma che si reputano all’altezza di criticare Boldrin e Alesina, che forse non sono il “Verbo”, ma che probabilmente qualche competenza in più ce l’hanno.

    Eppure individuare il “Galileo” di turno, l’uomo solo che combatte contro una scienza dogmatica, è facile. Peccato che finora di Galileo se ne conoscono ben pochi mentre su questo sito ne fioccano di continuo, come il mitico sismologo Giuliani (a proposito, che fine hanno fatto i suoi “incredibili” studi negli Usa?)

    Da semplice studioso di economia, dico solo una cosa: è colpa dell’euro se le nostre aziende hanno perso dal 1999 competitività? No, purtroppo il problema è politico e fiscale e non monetario. Negli anni 80 si svalutava per nascondere la polvere sotto il tappeto: si aiutavano le aziende senza correggere le loro inefficienze e quelle del sistema paese. Poi quando siamo entrati nella moneta unica, invece di affrontare i problemi strutturali (sfruttando questa opportunità), siamo rimasti inermi. E’ vero o no? Bagnai risponda su questo invece di difendere l’indifendibile Napoleoni e criticare i suoi colleghi

    • È scappato. Ma non mi sembra un buon motivo per rimpiangerlo. Ah, naturalmente ho citato solo gli articoli su rivista “referata”. Poi se volete c’è dell’altro.

    • Niente da fare, non risponde all’unica domanda che le ho fatto: perchè ha tranquillamente falsificato il numero di pubblicazioni di economia internazionale di Bagnai?

      Facendo finta che lei abbia risposto, respingo anche la velata frecciata sull’età. Sono giovane, ho letto (probabilmente) meno di lei e sicuramente (da quello che ho capito della sua formazione) meno di economia, che è stato il suo campo di studi ma non il mio (ciò non toglie che accanto al mio corso di laurea affianchi da due anni una quotdiana informazione economica), ma non mi sento privato per questo del diritto né della capacità di capire chi vende emozioni o ‘sogni’ e chi parla attraverso i dati:

      tra i primi, per quanto mi riguarda c’è Boldrin, tra i secondi Bagnai, e da lei non ho ancora sentito una difesa nel merito delle boiate che Boldrin propala nel video o una confutazione (se non molto alla buona e come al solito priva di dati) delle righe qui sopra di Bagnai.

      Quando e se risponderà alla mia domanda iniziale e magari metterà qualche dato (o almeno un ragionamento un pò più raffinato) a supporto della sua visione negativa della svalutazione della nostra moneta nazionale futura, sarò felice di riconoscere la sua superiorità, sempre che i suoi dati (o i suoi ragionamenti) mi convincano di più di quelli di Bagnai.

      Per quanto riguarda le mie letture le dico solo che ho avuto la sfortuna (o forse la fortuna…) di avvicinarmi per primo a Boldrin, un paio di anni fa. Se me ne sono allontanato presto e inorridito un motivo ci sarà. Bagnai, Brancaccio, Claudio Borghi, Messora (per metterci anche un blogger), sono arrivati dopo e quindi non li ho trovati più convincenti perché mi ero affezionato ma perché, banalmente, mi hanno convinto di più. Di Alesina non ho letto niente ma lo farò di certo. Boldrin, comunque, non è stato l’unico pro-euro che ho letto e neppure l’ultimo. Non si preoccupi della mia giovane età: di idoli non ne ho.

       

    • se un mio congiunto si fosse suicidato per problemi economici e qualcuno avesse l’indelicatezza di voler venire a discutere con me di economia e per giunta filmare il tutto, a prescindere da quel che mi potrebbe dire, io lo accoglierei a spingardate. detto questo non conosco la signora e non so cosa ha in animo, ma io mi son sempre fregiato del fatto che parlo con tutti e non intendo certo venire meno a questa mia abitudine. se tu sei in grado di combinare l’incontro spiegandole la situazione ed il perchè lo filmiamo e soprattutto SE LA SIGNORA ACCETTA di incontrarmi e un incontro come questo non le crea problemi per me va chiaramente bene. 

      (possibilmente durante il week end perchè ahimè ho il brutto vizio di lavorare)

       

      per quel che riguarda le “tue” idee non ti preoccupare, so bene che tue non sono.

      ma se le “tue” idee tue non sono ahimè nemmeno le mie posso considerarle del tutto mie perchè non fui io il primo a formularle, ma affondano le radici in più di due secoli di pensiero economico.

      e non ti preoccupare, non è mai stata mia intenzione confutare la persona alberto quanto piuttosto è mia premura confutare il professore alberto

      e se si contano nobel dalla “tua parte del campo” allo stesso modo si segnalano vincitori dell’ambito premio anche dalla mia, e come te nemmeno io ne faccio una questione di prestigio.

      non ti preoccupare, la tua posizione su euro ed europa la conosco assai bene. goofynomics è fin troppo chiaro.

      per quel che riguarda le tue preoccupazioni (che per inciso sono anche le mie) mi verrebbe da dire che sei fin troppo ottimista. ed il motivo per cui ti rivolgo la mia sfida è che sono convinto che la tua soluzione razionale al problema attuale non sia la soluzione corretta.

      io sono fermamente convinto che una persona in buona fede se si accorge di aver sbagliato cambia le sue idee ed io sono convinto che tu sia contemporaneamente in errore ed in buona fede. 

       

      p.s. ti mando i miei contatti per posta elettronica nei prossimi giorni.

       

       

       

       

  • RossCT ha scritto :
    La competività se si vuole fare un’unione europea è la strada sbagliata, perchè la competività non può essere messa allo stesso livello della solidarietà, ma la uccide! E’ risaputo che se si vuole migliorare si devono formare gruppi che si aiutano a vicenda!

     

    Edit: volevo dire perchè la uccide

  • furio23 ha scritto :
    Visto che stimi Alesina quale versione del suo pensiero prediligi, quella che l’euro è un bluff nel quale non si dovrebbe assolutamente entrare, o quella odierna, montiana, che difende la moneta unica a spada tratta? E di Boldrin preferisci la versione che sostiene nel 92 non successe niente pur avendo svalutato o quella che sostiene che svalutando i nostri salari diverrebbero come quelli cinesi? Non capisci che se uno si contraddice, a distanza di qualche anno nel caso di Alesina o nel giro di un battito di ciglia e ripetutamente all’interno dello stesso discorso come Boldrin è un incompetente oppure in malafede?

    E’ in malafede, perchè facente parte del partito unico dell’euro deve mentire

  • Vorrei un chiarimento: da quello che so la svalutazione di una moneta produce come effetto primario un aumento del prezzo sugli importi e una convenienza nell’esportazione del paese che svaluta. Per questi motivi l’Italia nel periodo pre euro avendo una moneta debole rispetto all’estero e avendo il suo punto di forza nelle esportazioni, ha abbondantemente utilizzato questo strumento di politica economica per favorire la propria bilancia dei pagamenti. Come conseguenza infatti il nostro Paese ha avuto livelli di inflazione che viaggiavano anche sopra il 20% durante negli anni ’80..perchè sarebbe dunque sbagliato ritenere che una svalutazione, oggi, accompagnata dall’uscita dall’euro (area con la quale abbiamo i maggiori rapporti commerciali) non dovrebbe produrre gli stessi effetti, considerando per giunta che non siamo produttori più di niente e che importiamo energia, computer, cellulari..insomma, visto che non produciamo la maggior parte dei beni che consumiamo? Grazie per ogni commento

  • Storno ha scritto :
    Aggiungo solo che rispetto ad un tempo abbiamo perso l’autosufficienza alimentare e quindi se l’euro si svaluta paghiamo di più anche il cibo

    Cosa significa? che non abbiamo i campi coltivati, non alleviamo bovini, ovini e suini, non produciamo latte e formaggi?

    Secondo me potrebbe essere un’occasione per rivalutare la nostra industria alimentare rilanciando i consumi dei prodotti locali

  • Alberto Bagnai ha scritto :
    Ecco: qui ci sono i dati della Banca d’Italia, che sono annuali: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel97/rel97it/appendice/app97_economia_int.pdf I dati mensili del Fondo Monetario Internazionale sono a pagamento, perché sono per gli esperti, mi dispiace. Dai dati Banca d’Italia vedi che su base annua la svalutazione del dollaro fu del 32%. Ovviamente su base mensile fu maggiore perché la base annua livella il picco del 1995 (visto che in quell’anno il tasso salì e poi scese). Se non capisci cosa sto dicendo non preoccuparti, è normale. Se poi usi i dati della Banca di Paperopoli, è un problema tuo. Del resto, che ne sai di dati tu? Quando uno, come te o Boldrin, non sa di cosa sta parlando, dovrebbe tacere. Ma naturalmente siamo in democrazia, anche grazie a Claudio (certo non grazie a te o a Boldrin). Volete venderci alla Germania? Va bene. Ma noi non siamo d’accordo e non ci arrenderemo senza combattere. Tutto qui. Studia, che ne hai bisogno. Sono stanco di ricevere commenti ingiuriosi e calunniosi. L’ECU era il sistema di riferimento dello SME, e usare quel tasso di cambio è la scelta più appropriata, ed è per quello che l’ho fatta. Infatti anche Boldrin la fa, quando parla di svalutazione al 12%, come avrai notato. Solo che lui si ferma al secondo mese, e la svalutazione andò avanti per 36 mesi. Se questa è l’onestà intellettuale alla quale sei abituato, capisco che la mia ti sembri disonestà. Ma a chi mi dà del disonesto, quando serve a chiarire il mio pensiero, rispondo per le rime. Stammi bene. Ci hai provato, ma è andata male. Non ritentare, non saresti più fortunato. Ciao sfigatoooooo!

     

    Concordo con te, anche se non ti conosco, ma è chiaro che so di quello che scrivi.

    Bravo Bagnai!! Inoltre bisogna spiegare a qul signore qui sopra che se è vero che con l’ ECU non si comprava niente, molti hanno però comprato ECU, per ritrovarsi, dopo essere stata spacciata come valuta sicura e forte, con la classica carta straccia. Intelligenti o fessi non sta a me dirlo. Ergo…..

  • Qui c’è troppa confusione e la fanno tanto i pro-euro, quanto gli anti-euro tipo Bagnai (certamente migliori dei primi). Perché il problema non è il cambio variabile in quanto tale, ne la svalutazione in sé che giustamente come indica Bagnai non sono elementi causalmente correlati all’inflazione. Fattori come il cambio variabile e la sovranità monetaria sono elementi necessari, ma non sufficienti a determinare una ripresa economica che necessita, ancor prima di una maggiorata competitività dovuta alla svalutazione della moneta, di una spesa a deficit del settore governativo per la piena occupazione al fine di riavviare lo sviluppo economico attualmente in fase recessiva. La spesa a deficit è la fonte primaria di creazione di nuova ricchezza nel settore privato: lo Stato può attraverso la spesa a deficit, con la creazione di moneta, finanziare un piano di lavoro garantito che incrementando l’offerta di beni e servizi non determini effetti inflazionistici significativi. Avere la sovranità monetaria è importante, ma per farsene che cosa? Svalutare, non credo sia questo l’obiettivo prioritario. Invece credo sia fondamentale puntare alla piena occupazione, non come effetto delle leggi del mercato (svalutazione) effetto incerto e per nulla scontato, ma come prodotto di una pianificazione iniziale dello Stato finanziata dalla spesa a deficit, occupazione che successivamente verrà assorbita dall’economia privata riattivata dalla nuova offerta di beni e servizi. Poi risulta evidente che questa strategia debba comprendere ed essere accompagnata da una riduzione della pressione fiscale e da una politica di credito a piccole e medie imprese possibili anche grazie alla sovranità monetaria e a una regolamentazione finanziaria appositamente impostata a tali scopi.

  • La rete non perdona, chi ha il coraggio ancora di calunniare quelli che dicono la verità, chi vuole diffondere false informazioni, chi fa terrorismo psicologico, lo faccia nei media tradizionali, non in rete:

    le immagini in televisione appaiono e scompaiono, le parole lette nei giornali il giorno prima vengono usate per raccogliere l’immondizia nel giorno dopo, lì può essere detta qualsiasi menzogna.

    in rete no, le bufale prima o poi vengono smentite,

  • ho letto davvero con attenzione questo articolo. Grazie! Anche chi non è un esperto riesce a capire quello che spesso non spiegano! saluti

  • lacasaincollina ha scritto :
    ho letto davvero con attenzione questo articolo. Grazie! Anche chi non è un esperto riesce a capire quello che spesso non spiegano! saluti

  • Mi sembra che Bagnai si sia rotto le scatole di rispondere sempre alle solite domande di chi  a sostegno delle proprie tesi non porta mai mezzo dato e in più vorrebbe insinuare l’incompetenza di Bagnai stesso.

    Ha aperto il suo blog da oltre un anno e mezzo. Riesce a parlare con semplicità di un argomento palloso e ostico come l’economia e non si limita a dire che le cose stanno in un certo modo perché lo dice lui, ma sostiene le proprie tesi con riferimenti a lavori e articoli di economisti più noti e importanti di lui stesso e con grafici e dati presi da organismi ufficiali come FMI, OCSE, ecc.

     

    Avete dei dubbi su inflazione, svalutazione, produttività, effetti dell’euro, debito pubblico,prezzo del petrolio, la Cina, eccetera ? Andate sul blog di Bagnai e troverete le risposte.

    Se le risposte che Bagnai da non vi garbano o pensate che Bagnai sia un incompetente o un falsario mentitore, aprite un vostro blog e demolitelo! Ma fatelo con dei dati, non con le chiacchiere.Su internet troverereste anche i vostri 15 minuti di notorietà.

    Altrimenti prendete atto di una cosa semplice: non ci avete capito una sega nulla perché siete vittime di oltre 30 anni di disinformazione. Non è mica una colpa essere stati disinformati e ingannati. Ma è una colpa voler chiudere gli occhi e insistere nelle proprie convinzioni sbagliate per puro orgoglio, perché pensate di essere cosi furbi e intelligenti da non poter essere fregati da nessuno.

    • Da buon keynesiano ritiene che le i saldi delle partite correnti devono essere in equilibrio, è lontanissimo da posizioni mercantiliste.Inoltre fa notare che il riequilibrio del valore della moneta farebbe ripartire innanzi a tutto il mercato interno e la produzione per soddisfarlo.E’ addirittura favorevole al ripristino di un sistema di indicizzazione dei salari, proprio non capisco perchè ti ostini a catalogarlo tra quelli che vorrebbero uscire dall’euro da destra.

  • A questo articolo manca solo una considerazione, ovvero che la lotta tra lavoratori e datori di lavoro, che nel corso della storia ha visto progressivamente vincere i lavoratori fino alla conquista di diritti fondamentali, sta negli ultimi anni mostrando una chiara ed evidente inversione di tendenza.

    Stiamo tornando indietro di decenni e la vita del lavoratore, nonostante le innovazioni tecnologiche e gli automoatismi,si fa stressante, persone costrette alla competizione, che potrebbe sembrare una cosa positiva, se solo non vi fosse puntuale la presenza di DOPING, che nell’ambito lavorativo consiste in una serie di leggi, inganni, persone disoneste e pronte a ricorrere ad appalti subappalti, cocopro etc. etc.

  • boldrin degno COMPARE di giannino , ho visto la trasmissione del bravo Paragone , con le stupidate che sto sblodrin diceva alla Napoleoni , non ce l ho fatta sono andato su twitter e ho detto quello che pensavo a sboldrin

  • salve  e grazie per l’intervento molto chiaro.

    Volevo chiedere al prof Bagnai o a Messora una cosa che esula dal fatto puramente economico. Mettiamo che domani si esca dall’euro (cosa che non farebbe per niente piacere all’Ue) sul piano politico sarebbe possibile, nonchè “legale” imporre dei dazi sulle merci provenienti dall’Italia all’interno dell’Ue rendendo di fatto inutile il vantaggio di mercato dato dalla moneta debole e costringendoci al rientro nel sistema Euro?

     

    • una nazione può decidere qualunque cosa ma deve aspettarsi almeno la reciprocitácmq ne parli ome se l’uscire dall’euro fosse una cosa cattiva, da punirela sovranitá monetaria, il mercato valutario, rivalutazione/svlutaione sono la norma!!!l’euro é anormale!!non ha precedenti nella storia dll’umanitá!

    • no stavo dicendo quello…

      da esposizioni del genere sono convinto che l’uscita dall’euro sia giusta, mi domandavo solo se fosse possibile a livello politico-economico aspettarsi delle “ritorsioni” e quanto queste fossero lecite, tutto qua…

    • Tutta l’impostazione EU è liberoscambista. Inoltre sarebbe un autogol, visto che siamo un mercato importantissimo per la Germania.

    • Talmente improbabile da non essere nemmeno una delle catastrofi annunciate dai teuroristi.

      In ogni caso complimenti, se hai pensato a questo ti è chiaro che i nostri prodotti diventerebbero improvvisamente più appetibili all’estero.

    • D’accordo! Però, sarei curioso di sapere come la maggior ricchezza proveniente dal settore estero e diretta al settore privato, possa essere in parte convogliata al settore governativo senza l’uso di una tassa sulle esportazioni.

    • in italia si tassano iredditi, quindi chi esporta fa redditiinoltre avrávdei lavorori he vanno pagati (altri reddii)inoltre i lavoratori spenderanno i loro redditi che diventano così altri redditi (case cibo vestiti.)inoltre chi produce paga fornitorine servizi (ancora redditi, tasse, conumi…)si chiama moltiplicatore fiscale (positivo)

  • Solo io penso che Boldrin sia uscito da una puntata di Centovetrine?

    Lo vedo bene a commentare l’inflazione del 2003 con i dati ISTAT in mano, a dire che non è cambiato niente tra lira e euro..senza dire che nel paniere ISTAT c’erano le scarpe da calcetto. E’ lo Sgarbi dell’economia, forse anche peggio.

  • Con questo mio commento vorrei lanciare un primo serio segnale d’allarme sui veri retroscena di questa campagna elettorale e che già, in un certo senso, sono stati disvelati da questi oramai frequenti scambi di amorosi sensi tra Monti e Bersani.

    Ieri sera a Porta a Porta è successo qualcosa di veramente inquietante e che per chi ha orecchie capaci di ascoltare rappresenta la prima vera conferma di alcune teorie cd. complottiste in materia di “nuovo ordine mondiale” e “chip elettronico sottocutaneo”:

    Pier Luigi Bersani, richiesto di dare delle delucidazioni su alcuni punti del programma del PD, pubblicato dal Corriere della Sera, in materia di liberalizzazioni e di banche ha chiaramente sostenuto che secondo lui sarebbe opportuno che nell’arco al massimo di un triennio (il fantomatico 2016) si arrivi alla “moneta elettronica” e cioè ad una sostanziale e definitiva eliminazione della cartamoneta per tutte le transazioni, a prescindere dall’importo delle transazioni stesse.

    Ora, secondo alcune tesi cd. “complottiste” in materia di “nuovo ordine mondiale” e di controllo globale, ci staremmo avvicinando sempre di più all’ultima fase del controllo globale delle masse (almeno per quanto riguarda l’America e l’Europa) per il tramite dell’impianto prima facoltativo e poi obbligatorio di un chip elettronico sottocutaneo (sotto l’attaccatura dei capelli o al centro della mano destra; peraltro proprio negli stessi punti del corpo indicanti il marchio della Bestia, secondo l’Apocalisse).

    Secondo queste tesi “complottiste” i motivi dell’impianto sarebbero stati individuati da chi governa il mondo (TC, CFR, Builderberg ecc…) sulla base di giustificazioni diverse per l’America e per l’Europa e che già da anni stanno circolando grazie ai mass-media, controllati da questi criminali:

    mentre in America, già a partire dall’anno in corso, sta iniziando il progetto pilota dell’implantologia del Chip sottocutaneo per motivi sanitari (per la presunta necessità di avere un dispositivo che possa velocemente fornire tutte le principali indicazioni sulla salute del paziente che ha avuto l’impianto), in Europa la giustificazione che è stata ritenuta la più soddisfacente (oltre alla garanzia di una maggiore sicurezza) è stata quella di avere, UDITE UDITE, un dispositivo che si sostituisca alla moneta cartacea e che possa essere utilizzato come un modernissimo bancomat nell’era della MONETA ELETTRONICA !!!!!!!!!

    Non vi pare che siano tantissime le similitudini tra il ragionamento fatto da Bersani e quello delle tesi cd. “complottiste” ?

    Se a tutto ciò aggiungiamo che appare oramai chiaro che dalle urne non uscirà alcun vincitore al Senato della Repubblica e si viaggia spediti verso un governo “politico” sì, ma di larghe intese (PDL-MONTI-PD, senza la Lega e Vendola, Ingroia e M5S) che dovrà, in circa tre anni, varare le cd. “riforme di cui tanto ha bisogno l’Italia” (leggi: portare l’Italia al fallimento completo), si comprende che il dado è oramai tratto e come tutti questi signori continuino (tutti ma proprio tutti) a tradire il popolo italiano, divenuto oramai un agnello sacrificale nelle mani di chi controlla la politica, l’economia e l’informazione !!!!!!!!!!!

    Buon voto a tutti, anche se ritengo che il vero voto utile sia solo uno !!!!!!!!

    Ne approfitto comunque per ringraziare Claudio Messora per tutto quello che con questo Blog e con le apparizioni a L’Ultima Parola fa per cercare di diffondere un messaggio “vero” e “diverso” rispetto ai concetti massificati distribuiti da tutti i mass-media !!!!!!

  • @ PaoloRibichini (19 febbraio 2013 alle 16.13)

     

    Lei forse non se ne è reso conto, ma è incorso in alcune non lievi imprecisioni. A partire dalla competenza di Bagnai che può riscontrare qui:

    http://ideas.repec.org/cgi-bin/htsearch?q=alberto+bagnai

     

    Per ciò che riguarda, invece, la situazione derivante dall’adozione dell’euro, visto che non ritiene attendibile l’opinione di Bagnai, la rimando alle valutazioni espresse nel 1998 da Milton Friedman, che troverà qui:

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/30/Friedman_gioco_azzardo_troppi_rischi_co_0_9804307561.shtml

     

    e dove notiamo che la principale critica che Friedman muove all’euro «è che le matrici dell’euro sono politiche non economiche: “Avete messo il carro davanti ai buoi. Il vostro obbiettivo è di saldare insieme la Francia e la Germania, e creare le premesse degli Stati Uniti d’Europa. Ma l’euro avrà l’effetto opposto”. Il profeta del libero mercato e architetto della reaganomics, […] teme che la moneta unica “esacerbi tensioni che si sarebbero spente con un sistema flessibile di cambi”.

    [Gli europei] Avrebbero dovuto imparare la lezione del serpente monetario del ’92. L’Inghilterra lo lasciò e compì un miracolo economico. La Francia vi rimase, dovette deflazionare ed entrò in un periodo di disoccupazione e di ristagno che dura ancora oggi.

    […] è mia convinzione che l’equilibrio tra le varie economie debba essere raggiunto tramite il riallineamento dei cambi. Ne sapete qualche cosa voi in Italia: quando avete svalutato, le vostre esportazioni sono salite, e siete usciti dalla crisi. Potevate andare avanti cosi’ ancora un po’”».

     

    Per ciò che concerne Alesina, sarà interessante per lei prendere atto delle diverse valutazioni che l’Alesina esprimeva nel 1997 quando sul CdS denunciava “I quattro grandi bluff dell’unione monetaria”, sottolineando che «Con ogni probabilita’ i contrasti tra Paesi europei aumenteranno al crescere della tendenza a coordinare politiche monetarie, fiscali, di welfare eccetera. Costringere Paesi con culture e tradizioni diverse ad uniformare politiche di vario genere, soprattutto quando la necessita’ economica del coordinamento e’ alquanto dubbia, e’ un’operazione inutile e potenzialmente molto pericolosa».

    L’articolo lo trova qui:

    http://archiviostorico.corriere.it/1997/dicembre/15/QUATTRO_GRANDI_BLUFF_DELL_UNIONE_co_0_97121514176.shtml

     

    Noterà che mentre Bagnai è rimasto coerente con le sue valutazioni, Alesina, invece, si è prodotto nella più tipica delle svolte a U. Il che non depone a suo favore.

    Per concludere, se volesse approfondire gli argomenti qui trattati, potrei indirizzarla a questo articolo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/17/dr-manasse-and-mr-monty-ovvero-quelli-che-ce-lhanno-lungo-il-cv/503324/

     

    e ovviamente al blog del professor Bagnai, ma temo che lei non abbia poi tutto questo interesse ad approfondire un argomento di cui, diciamolo, mostra di voler comprendere ben poco.

     

    Dimenticavo, qui:

    http://www.libreidee.org/2012/10/il-cnel-italia-in-declino-a-partire-dallavvento-delleuro/

     

    si fa riferimento all’ultimo rapporto sul mercato del lavoro curato dal giuslavorista Carlo Dell’Aringa per il Cnel in cui si rileva che «negli anni Settanta, l’Italia era al primo posto per crescita della produttività nell’industria rispetto ai principali Paesi nostri concorrenti nel mondo, mentre […] nel primo decennio del Duemila, cioè dopo l’introduzione dell’euro, […] la produttività nel nostro Paese precipita a un misero 0,4% in media d’anno, contro l’1,8% della Germania, il 2,5% della Francia, il 2,8% dell’Olanda, il 3% del Regno Unito. E meglio di noi ha fatto anche la Spagna (1,5%).

    […]

    “La perdita di competitività dell’Italia rispetto alle altre economie dell’area euro è stata significativa, oltre il 2% all’anno”, sostiene il professor Dell’Aringa nella sua ricerca.

    […]

    Fa riflettere che la massima espansione della produttività è avvenuta negli anni Settanta, all’epoca della lira sovrana e delle grandi battaglie sindacali per migliorare le condizioni dei lavoratori. Il declino italiano, avviatosi con il neoliberismo guidato a livello mondiale da Ronald Reagan e Margaret Thatcher negli anni Ottanta – meno Stato, più mercato – assume proporzioni catastrofiche soltanto dopo il Duemila, con il fatidico avvento dell’euro che mette in crisi l’intero sistema-Italia».

     

    • Ti sei dimenticato di aggiungere che il “profeta del libero mercato” è stato amico e sostenitore di Augusto Pinochet, uno dei più terribili e sanguinari dittatori che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto.

      Farei quindi la seguente considerazione: Josef Mengele sta alla medicina come Milton Friedman sta all’economia.

      Non dico altro, mi sono limitato a contestare quello ho trovato più vomitevole!


  • Prof. Bagnai, forse si é perso un commento di Michele Terzi nel quale lei é stato pubblicamente sfidato a dibattere sull’euro, qui il link al video di sfida: http://www.youtube.com/watch?v=6LqHd4RGedE

    Le confesso che l’idea di un dibattito mi intriga, come anche vedere per l’ennesima volta le teorie pro-euro sbugiardate.

    Infondo sto ragazzo é anche coraggioso, o forse solo molto ingenuo… pensa di accettare la sfida?

    Alberto Bagnai ha scritto :
    Bagnai

  • tupacamaru –  […]si liberi del suo solipsismo edonistico e si accorgerà di avere meno nemici di quanto pensa… […]

     

    Ma che è? Appena si parla di € i forum si riempono di malati di mente?

     

    Ma questo caputomaru è flippato!

  • Premetto questi punti perché so bene che ci sono alcune persone che spesso travisano le cose che io dico.

    1) Condivido molte cose dette da Bagnai.

    2) Sono favorevole all’uscita dall’euro.

    3) Sono favorevole alla “sovranità monetaria”

     

    MA QUANDO IL PROFESSORE DICE: “Al minuto 10:50 del video si scatena una amena gazzarra su quanto abbiamo svalutato nel 1992”. Io aggiungo, qui c’è un errore storico da non sottovalutare. No, guardate non dico che la lira non si è svalutata, quello che dico è che L’ITALIA NON HA SVALUTATO UN BEL FICO SECCO. Infatti la storia è diversa: la lira è stata oggetto di un attacco speculativo guidato dal criminale finanziato George Soros. Fu questo attacco finanziario a svalutare la moneta e a far uscire l’Italia dal cambio fisso con l’Ecu. Ben lungi dall’essere stata una scelta politica del nostro paese che ben si guardava dal voler abbandonare il rapporto di cambio stabilito dal Sistema Monetario Europeo.

    Questa precisazione io la faccio perché quando si propongono delle ricette spesso inconsciamente si nascondono dei particolari che possono incidere sul decorso di un ragionamento.

    Sento infatti battere il chiodo in continuazione su questa faccenda della svalutazione, ma credo non debba essere confusa con la questione della sovranità monetaria e dell’eventuale uscita dall’euro.

    Dai discorsi fatti da Bagnai infatti pare (e dico pare perché mi immagino le accuse di diffamatore che mi pioverebbero addosso) che le questioni dell’uscita dall’euro, della moneta sovrana, del cambio variabile ecc., ecc., siano esclusivamente strumentali all’obiettivo della svalutazione.

    Siccome io non condivido questo tipo di impostazione, non voglio però essere accusato di trollismo di diffamazione e di non volere tener conto dei dati (storici perché di questo si tratta).

    • Perdonami Tucapamaru,

      ma temo che tu abbia capito relativamente poco. Probabilmente sei pure in buonafede ma dire che l’Italia non ha svalutato mi sembra obiettivamente qualcosa di assurdo.

      Cosa non ti è chiaro? Di Soros e lo Sme lo sappiamo credo quasi tutti, il cambio era mantenuto rigido dalla banca d’Italia per stare al rapporto concordato con l’ECU. Quindi per mantenere il cambio mentre Soros e altri vendevano Lire, la banca d’Italia vendeva Marchi. E finiti i marchi, ci toccò uscire dallo Sme (e rimpiango ora che con Euro non sia sufficente finire qualche valuta causa speculazione!).

      Poi, non si potè più difendere il cambio e la lira si svalutò… Ed andò pure bene, lo disse anche Monti in fondo, seppur oggi predichi l’esatto contrario. Cosa non ti torna nel ragionamento? Non era normale prima che il cambio fosse controllato da Banca d’Italia (e troppo forte!) con i relativi problemi, poi se ne andò per la sua bella strada (come sarebbe dovuta andare) e le cose funzionarono pià che dignitosamente per i cittadini fino all’idea di Prodi di entrare nell’Unione Monetaria.

    • “ma temo che tu abbia capito relativamente poco. Probabilmente sei pure in buonafede”.

      Caro Ivan il Mazzo ti ringrazio per avermi concesso il beneficio del dubbio, cosa che sicuramente non mi ha mai concesso il prof. Bagnai, il quale mi ha subito etichettato come persona disonesta (diffamatore), e ti ringrazio anche per avermi dato dell’incapiente nel senso di una persona che manca delle risorse necessarie a capire il “verbo del profeta”.

      Non so proprio come risponderti, se non nel ribadire che senza l’attacco speculativo di Soros col cavolo che l’Italia sarebbe uscita dallo SME. Detto questo, voglio ricordare che ci sono altri “imbecilli”, i quali non ritengono necessario all’uscita dall’euro svalutare la moneta, inoltre sono sempre questi “imbecilli” ad asserire: “Il nuovo governo sovrano ha compreso il principio fondamentale della ME-MMT, secondo cui nell’economia reale le importazioni sono un beneficio, mentre le esportazioni sono un costo”.

      http://memmt.info/site/programma/

       

      Vedi, prima di insultare nello stile che contraddistingue il tuo Guru, pensa che ci sono altre persone che pur condividendo concetti come “uscita dall’euro”, “moneta sovrana, ecc, ecc, hanno progetti e visioni differenti dalle vostre.

      Cordiali saluti.

      Tupacamaru.

    • Con tutto il rispetto, qui più che una faccenda di guru è una questione di storia. Che andò esattamente come ti scrissi è praticamente storia, e la storia non può cambiarla un guru, ci vorrebbe un mago magari, ma ammetto che di maghi ne conosco davvero pochi.

      Quanto agli imbecilli di cui parli, probabilmente sarebbe più onesto dare dell’imbecille direttamente a Barnard, in quanto Mosler con tutta la manfrina credo volesse intendere in qualche modo che una bilancia dei pagamenti neutra dovrebbe essere una condizione normale. Fossimo tutti mercantilisti (con la bilancia dei pagamenti in attivo), ci sarebbe qualche piccolo problema, come direbbe Krugman, che giustissimamente ricorda su marte non possiamo esportare, e se una nazione ha un attivo, questo sarà iscritto a passivo da qualche altra.

      Se vuoi proprio saperlo non conosco e non mi interessa molto conoscere tutti i dogmi della MMT, per un motivo assai semplice: so che il mondo, prima della lotta all’inflazione ad ogni costo, e prima dell’unione monetaria che ha incentivato politiche mercantilistiche impossibili da contrastare proprio per l’assenza di un cambio flessibile andava bene, e tanto mi basta.

  • Michele Terzi ha scritto :
    Terzi

     

    Visto che sei un esperto di marketting e sei giustamente titolato per la sfida con il Professore, supera te stesso, ottimizza il tuo tempo: sii più efficace, efficiente ed economico

    Affronta direttamente un vero guru dell’economia:

    http://eugeniobenetazzo.com/

     

    Se non sei un vile lancia a lui la sfida se hai coraggio!!

     

     

  • Michele Terzi ha scritto :
    carissimo alberto,   perdonami se per la terza volta ripropongo lo stesso commento ma voglio 

     

    Visto che sei un esperto di marketting e sei giustamente titolato per la sfida con il Professore, supera te stesso, ottimizza il tuo tempo: sii più efficace, efficiente ed economico

    Affronta direttamente un vero guru dell’economia:

    http://eugeniobenetazzo.com/

     

    Se non sei un vile lancia a lui la sfida se hai coraggio!!

  • E’ vero che una svalutazione della lira negli anni che vanno dal 1992 al 1995 non ha prodotto grandi effetti nell’indice dei prezzi al consumo, però in quegli anni l’interscambio export import presentava un saldo positivo di 23.506 mln di euro per il 1995 (http://www.mincomes.it/quaderni/quaderno_1/parte_1/interscambio.pdf) quindi si esportava più di quanto si importasse, mentre adesso ci ritroviamo con un saldo negativo, per esempio del 2011 di -24.630 mln di euro (http://www.mincomes.it/opuscolo/aggiornamento_parteI/ultimoagg/interscambio.pdf) quindi importiamo più di quello che esportiamo. Per essere più obiettivi dovrei usare dei dati di quanto incidono le importazioni sui consumi ma la differenza export import è comunque a parer mio significativa e un valido metro di giudizio per dare l’idea di come sono composti i nostri consumi.

    I nostri consumi sono cambiati, in quanto una volta oltre a consumare quello che noi producevamo esportavamo ma adesso invece la situazione si è rovesciata, per consumare il necessario dobbiamo importare ed indebitarci.Una eventuale uscita del nostro Paese dalla zona euro e una svalutazione della nuova moneta porterebbe effetti duri sulla nostra economia perchè faremmo fatica a comprare materie prime e a restare al passo con altri paesi, in quanto i nostri imprenditori risentirebbero anche loro della difficoltà di andare a procurasi le materie per produrre, oltre alla difficoltà di ottenere capitali dalle banche, e taglierebbero i salari degli operai per prima cosa. Anche se è vero che dall’altra parte la svalutazione della moneta porterebbe nuovi incrementi da parte dell’export ma non so quanto in un’economia che a quel punto farebbe fatica a rimanere al passo con gli altri paesi dal punto di vista tecnologico, dell’innovazione e dell’approvigionamento delle materie prime. E l’eventuale svalutazione della moneta porterebbe nuovi investitori esteri.

    Credo che l’adozione di una nuova moneta porterebbe a sacrifici dolorosi e forse inutili. Sarebbe un tornare indietro per poi chissà, forse tra 40 60 anni tornare ai livelli odierni o magari raggiungere gli altri Paesi.

    • Falsa modestia? No ti inquadro con chi hai a che fare, perchè se mi spacciassi per “stocazzo” con le mie relativamente scarse conoscenze rischierei una figura barbina. Come hai visto prima certe cose, seppur sapendole, non essendo economista non mi saltano immediatamente in mente (vedi la bilancia dei pagamenti degli ultimi tempi).

       

      Quanto alla svalutazione, condita, alla faccia tua che mi dai del liberista, dalla scala mobile, non credo affatto sia un idea nuova, come d’altra parte non lo è nemmeno la MMT, ma siccome in passato è ben funzionato come sistema anche con un certo interventismo da parte dello stato (i famosi diritti che temiamo di perdere li ereditiamo da quegli anni), che mi è sembrato efficace visto il relativo benessere con cui abbiamo convissuto. E qui non mi serve sapere nemmeno di economia, essendoci convissuto con quel sistema.

      Il problema che abbiamo in questo momento non è tanto che la svalutazione sia una cosa “vecchia” o che anche con la svalutazione si potrebbe lo stesso comprimere i salari (cosa difficile comunque per un governo da fare, dato che dovrebbe anche cercare voti), ma semmai il fatto che l’unica strada percorribile ora con l’Euro è quella di svalutare i salari: qualsiasi misura tesa a mitigare i disagi, o ad aumentare la protezione sociale, non farebbe che aggravare la nostra situazione in questo scenario, e chi dice il contrario mente spudoratamente, e specie sotto campagna elettorale vale la pena ricordarsene.

      Questo, mi concederai, è un mondo che è esistito, in cui il debito privato in Italia era allora poca cosa (non è vero come dice qualcuno che in passato abbiamo vissuto “sopra i nostri mezzi”), che conosco, e che non mi fa venire la benchè minima voglia di provare “vecchie” cose nuove come la MMT di cui sinceramente non sento il bisogno.

      So che non è il tuo caso, in fondo al tuo contrario un po’ di onestà intellettuale l’ho, e non ti metterei mai in bocca parole che non hai mai detto. D’altra parte non ho scritto da nessuna parte che temo in tempi di crisi dei deficit di bilancio, e se l’ho scritto ti sarei grato di indicarmi dove.

      In questo caso, seppur il cambio viene deciso dal mercato, non ho alcuna intenzione di fare il duro e puro rinunciando ad un principio che fa decisamente più comodo ai lavoratori che non a chi detiene capitali. Io, al contrario tuo, non ho guru, ho qualche maestro, e sempre al contrario tuo cerco almeno di capire quello che voglio imparare.

      Concludo chiedendoti una cosa: ma se importare è bello, e anche la moneta nell’MMT esiste ancora, il tasso di cambio quando l’Italia MMT vuole comprare un salmone affumicato norvegese, chi lo decide? Sempre il mercato? O i norvegesi vendono il salmone al prezzo indicato unilateralmente dallo stato italiano? Ammetto di essere ignorante in materia, ma la risposta mi incuriosisce parecchio.

       

  • Qui si batte in continuazione il chiodo sull’idea della svalutazione della lira, nell’ipotesi che l’Italia abbandoni l’euro per riesumare la sovranità della propria vecchia moneta.

    La svalutazione della lira però almeno teoricamente non sarebbe scontata, dipende dalla politica monetaria che lo stato intende fare. Non so se per il prof. Bagnai la svalutazione sarebbe un fatto “automatico” o “fisiologico”, quello che so è che si può dimostrare teoricamente che la lira potrebbe addirittura essere apprezzata sull’euro.

    Ora, immaginiamo di essere al punto zero, punto in cui l’Italia decidesse di adottare la lira come moneta di corso legale dello Stato (tralasciamo gli aspetti giuridici, inoltre come ho già detto, questa è una tesi, non voglio dimostrare che avere una lira più forte dell’euro è meglio, voglio dimostrare che è possibile e che non è affatto scontata la svalutazione della moneta).

    Al punto zero la lira sarebbe posseduta solo dallo Stato (settore governativo) l’unico autorizzato a stampare e per ora accreditare e spendere la nuova moneta. Al punto zero sarebbe lo Stato a fissare il valore di cambio della lira rispetto all’euro e potrebbe decidere (ripeto si tratta di una valutazione politico-economica di convenienza) di stabilire che per comprare una lira ci vogliono 2 euro.

    A questo punto nessuno potrebbe cambiare il valore della lira che sarebbe il doppio di quello dell’euro e questo è comprensibile se si pensa che per cambiare questo valore bisognerebbe comprare euro o altre monete a un valore superiore di quello stabilito nel rapporto di cambio fissato dallo Stato, ma siccome questo per il momento può farlo soltanto lo Stato sarebbe contraddittorio e probabilmente autolesionista farlo. Per proseguire il ragionamento però devo fare la precisazione di un concetto lasciato sottinteso e cioè che lo Stato ha adottato la nuova lira senza peraltro fare alcun cambio di euro in lire. Lo Stato non provvederà a convertire le lire in euro, ma lascerà che sia la domanda di lire offerta nel mantenimento del rapporto di cambio prestabilito a provvedere al ricambio “naturale della moneta”. Qualcuno potrebbe pensare che nessuno o pochi sarebbero interessati ad acquistare lire, ma questo non sarebbe vero visto che lo Stato ha imposto la lira come moneta di corso legale ed accetta soltanto lire per il pagamento delle tasse. Le imprese i lavoratori, insomma tutte le entità soggette a tassazione sarebbero costrette a vendere i propri euro alla Banca d’Italia (è una semplificazione, non posso scrivere un poema introducendo come argomento anche come dovrebbe funzionare il sistema bancario nazionale) per comprare lire al fine di espletate l’obbligo legale del pagamento delle tasse. L’essenziale consiste nel fare in modo che sia la domanda a provvedere alla CONVERSIONE PROGRESSIVA dell’euro in lire, questo garantirebbe il mantenimento del valore di cambio prestabilito che ricordiamolo è 2 euro per una lira. Quando la Lira finalmente comincerà a diffondersi nell’economia, le aziende cominceranno a pagare gli stipendi in Lire, i pensionati riceveranno le loro pensioni in Lire, i dipendenti pubblici possono fin da subito essere retribuiti Lire ecc, ecc, allora non sarà conveniente per nessuno vendere lire per acquistare euro ad un prezzo superiore a quello inizialmente stabilito, fare questo ridurrebbe il potere d’acquisto del possessore di lire e a meno che non si tratti di un autolesionista di certo non lo farà.

    Quello che ho cercato di dimostrare in maniera molto sintetica è che si può immaginare razionalmente una uscita dall’euro senza svalutazione, addirittura la possibilità di un percorso politico volto alla scelta di una nuova moneta nazionale più forte dell’euro e la convenienza di questo percorso ben si concilia con un’economia che considera le importazioni ricchezza per il paese.

  • SONO CONVINTO DI QUANTO DICO:

    BOCCONIANI ECONOMISTI E MITOLOGI ILLUMINATI SPACCIATI ATTRAVERSO I MEDIA DA ECONOMORISOLUTORI SONO UNA GRANDE CANCRO DELLA SOCIETA’ ITALIANA E  DEL CUI VIVIAMO, OPS CHE CI INDUCONO A VIVERLA.A QUESTO PUNTO DAREI UN BEL COLPO DI SCHIENA USCENDO DAL SISTEMA MONETA EUROPEO ,CREANDO UNA MONETA CHE ABBIA UN TASSO DI CAMBIO POCO INFERIORE AL DOLLARO AMERICANO.

  • Salve a tutti,

    ho una domanda da fare perché mi è venuto un dubbio.

    Premessa. Svalutare la nostra moneta, per quanto mi è dato capire, significa pagare di più le cose all’estero e, viceversa, per chi usa altre monete pagare meno le notre cose.

    Il dubbio che mi è venuto riguarda proprio le parole di Fassina e la possibilità di diminuire i nostri prezzi invece di svalutare la moneta ed ottenere gli stessi risultati.

    Lui ha parlato di svalutazione del lavoro probabilmente ritenendo che svalutando il lavoro, per la legge della domanda e dell’offerta, si avrebbe di conseguenza la diminuzione dei prezzi e il problema risolto.

    Il problema di questa operazione è la sua lentezza, il fatto che nel tempo necessario all’adeguamento dei prezzi molta gente si ritroverebbe povera.

    Sarebbe meglio un provvedimento del governo tale da svalutare contemporaneamente stipendi e prezzi della stessa percentuale, non credete?

  • tupacamaru ha scritto :
    “si esportava più di quanto si importasse, mentre adesso ci ritroviamo con un saldo negativo” BUGIA, BUGIA, PER PICCINA CHE TU SIA, SEI SEMPRE UNA BUGIA! Dopo un anno di Governo Monti (adesso): ESPORTAZIONI +3,6% IMPORTAZIONI -8,2% SALDO DELLA BILANCIA COMMERCIALE +9,414 Prima di inventarti i numeri pensaci almeno due volte, poi trattieni il respiro e vai a vedere i dati riportati dalle fonti ufficiali. Istat, Banca d’Italia, Eurostat, Fondo Monetario Internazionale.

     

    Il respiro trattienilo pure tu, che mi sa che ti puzza il sederino. I tuoi dati sono delle variazioni su base annua, cioè variazioni rispetto all’anno precedente. Studia prima di scrivere! E vedo non rispondo neanche sulle tue accuse di bugia in quanto io ho riportato la fonte dei dati. Leggere prima di scrivere.

  • sui mutui pero’ Boldrin ha detto una cosa giusta ancorche’ ovvia: se la banca non puo’ pignorarti  la casa e’ una cosa bellissima ma il rischio aumenta e i tassi che vi applicheranno pure. Se vogliamo che la casa non sia pignorabile il mutuo lo dovrebbe garantire lo Stato, con altri costi che saranno pagati da altre tasse. La ricetta dela Napoleoni su dove trovare i soldi e’ anch’ essa inaccettabile: se i 150 miliardi di tasse evase fossero usati non per abbassare le tasse per tutti ma per altre spese, il tasso di imposizione fiscale in Italia salirebbe alle stelle e le poche aziende rimaste scapperebbero anch’esse. Il recupero dell’evasione deve avvenire a saldi costanti (cioe’ meno tasse per tutti) non per aumentare le spese delo stato.

    Infine, se svalutare risolve tutti i [roblemi, perche’ l’Italia non cresce al passo degli altri Paesi dal 1992 (e non da quando c’e’ l’eruo)? e perche’ allora non fare una lira dle nord una del centro una del sud cosi’ abbiamo ancora piu’ liberta’ di manovra sui cambi? hai visto mai che risolvere il problema del sud era cosi’ facile?

    e se noi svalutiamo gli altri nostri concorrenti stanno li’ a guardare? se sono d’accordo (come piu’ o meno nel 1992)  forse si, ma oggi? la Spagna e la Francia si farebbero massacrare le esportazioni di vino e olio da noi?

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