Difesa critica del Movimento 5 Stelle

GrilloCasaleggio

di Fabrizio Li Vigni

Iscritto al Movimento 5 Stelle dal momento della sua creazione, non sono un attivista ma un elettore critico che si rivolge ad altri elettori critici. Con questo articolo, sorta di vademecum non esaustivo delle critiche mosse al M5S dalla sua nascita fino a oggi, mi rivolgo soprattutto agli indecisi.

Prima critica: il M5S non ha un programma o, se ce l’ha, è incompleto.

Il programma nazionale c’è, ma è vero che è incompleto: si tratta di un insieme di linee-guida e macroproposte. Il M5S aspira alla democrazia partecipativa attraverso la rete e attraverso referendum. Il programma, e Grillo nei comizi, possono solo indicare le direzioni da prendere e quei valori fondanti che i detrattori accusano il Movimento di non avere. I dettagli vanno decisi insieme, di concerto, fra gli eletti, gli iscritti al M5S e i cittadini tutti. A livello locale, gli eletti del M5S sono gli unici che rispettano il proprio programma con una precisione che ha dell’ammirevole. Alla voce “Energia”, il primo punto del programma del comune di Parma, in sintonia con quello nazionale, si pone come obiettivo il risparmio energetico a partire dalla riqualificazione degli edifici pubblici. È una delle prime cose che il sindaco Pizzarotti ha fatto.

 

Seconda critica: il programma nazionale non è stato costruito in maniera abbastanza partecipata, in particolare con il software Liquid Feedback che invece è stato adoperato per il programma siciliano, laziale e lombardo.

Vero. Quello che ha chiesto un giovane informatico, attivista del M5S, è del tutto sacrosanto. Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto e critico sostenitore del Movimento, ritiene che un certo accentramento nelle mani di Grillo e Casaleggio a livello nazionale sia necessario per evitare che il progetto venga snaturato da anime diverse approdate all’ultima ora (ho tentato di svelare la natura del Movimento enucleandone le tre principali ideologie. Si tratterebbe di Realpolitik, dettata dal fatto che non occorre peccare di eccesso di ottimismo: gran parte degli italiani continuano ad essere forse impreparati a una rivoluzione iper-democratica e online. Tuttavia il cuore degli attivisti e sostenitori del M5S è idealista ed esigente, e con loro sostengo che non bisogna cessare di migliorare: vogliamo il Liquid Feedback per discutere in modo perfettamente orizzontale ogni proposta di legge che i parlamentari avanzeranno una volta eletti. Ciò non toglie che il programma nazionale 5S rimanga quello più democratico disponibile sul mercato, dato che è stato il frutto di integrazioni, correzioni e ampliamenti dei frequentatori del blog di Grillo a partire da proposte stilate da lui e alcuni esperti. Gli altri partiti spesso non posseggono neanche un programma, e quelli che ne sono provvisti non l’hanno mai messo in rete per permettere a chiunque di avanzare delle migliorie.

Terza critica: i candidati del M5S sono inesperti e incapaci.

Per esempio, Pizzarotti ha avuto bisogno di 45 giorni per costituire la sua giunta. In primo luogo, il sindaco pentastellato di Parma ha avuto bisogno di tempo perché, non avendo legami di potere pregressi, favori da restituire, né legami lobbistici, ha potuto scegliere i migliori assessori attraverso un’analisi attenta dei CV, andando a pescare incensurati capaci e con precedenti esperienze sul campo (non in partiti), mentre nella politica classica i giochi sono fatti ancor prima dell’esito del voto. Secondo, se parliamo d’inesperienza per quanto riguarda la macchina amministrativa e burocratica di comuni, regioni e parlamenti nazionali, esistono appositi funzionari che spiegano ai nuovi eletti come muoversi all’interno dell’intricata selva di faldoni, regole e usanze, e che si occupano di realizzare le iniziative di governo, quale che sia l’orientamento politico di quest’ultimo. Se parliamo d’incapacità intesa come ignoranza tout court, si sappia che tra i candidati 5S ci sono ingegneri, avvocati, imprenditori, filosofi, educatori, psicologi, operai, naturalisti, casalinghe, agricoltori, artigiani, disoccupati, e così via. Tutti hanno delle competenze e delle esperienze di vita, le quali rispecchiano molto di più le reali esigenze sociali, culturali ed economiche di ciò che c’è fuori da Camera e Senato rispetto a quanto non facciano i politici di professione. Chi ha detto peraltro che la politica debba essere appannaggio di avvocati, politologi, medici e giornalisti? Se parliamo di incapacità o inesperienza nel prendere decisioni politiche, il M5S ha una linea e dei valori ben precisi: le scelte che prenderanno gli eletti sono prevedibili. I neofiti dei partiti tradizionali hanno avuto e avranno vita facile solo e soltanto perché in quelle strutture vi è una linea calata dall’alto: è il problema rilevato da Grillo secondo il quale la gran parte di parlamentari e senatori si limita a pigiare un pulsante e a votare senza capire cosa vota. Infine, quando Grillo afferma, “Meglio un salto nel vuoto col M5S che un suicidio assistito con gli altri”, lo trovo onesto, modesto ma impietoso. Basta scorrere i CV dei candidati 5S per rendersi conto che non sono persone impreparate.

Quarta critica: il M5S è gestito da Grillo e Casaleggio e la tanto sbandierata democrazia dell’“uno vale uno” non è reale.

Se ci si riferisce al caso di Giovanni Favia e Valentino Tavolazzi, bisogna riflettere su un’ovvietà che in pochissimi hanno rilevato. Se io mi iscrivo a un movimento, un gruppo o un’associazione, diciamo Greenpeace, ne sottoscrivo lo statuto. Quest’ultimo contiene delle regole. Se non le rispetto, o vengo trovato ad appiccare fuoco alle foreste, vengo espulso. È una questione di rispetto nei confronti di coloro che restano: se mi mantenesse dentro, Greenpeace ci perderebbe in termini di credibilità vis-à-vis degli altri membri. Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole. Tavolazzi e Favia volevano estendere il tetto massimo di due legislature posto da Grillo e Casaleggio (infatti Favia, giunto a due legislature, si sta ricandidando per la terza con Rivoluzione Civile). Espellerli perché non condividono questo precetto essenziale non è anti-democratico, significa evitare che il M5S si perverta e diventi qualcosa d’altro. Se i due attivisti “eretici” fossero riusciti nel loro intento, avrei votato altrimenti. Si può contestare certo che quelle regole siano state scelte da due sole persone, ma vien da dire: primo, senza un progenitore non c’è un figlio; secondo, a chi non sta bene che il M5S sia stato creato da Grillo e Casaleggio, non rimane che crearsi il proprio movimento o semplicemente non partecipare a questo.

Quarta critica bis: Grillo dice che il Movimento viene dal basso, ma in realtà ne è il creatore e leader politico.

Il M5S è stato ideato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio – questo è un dato di fatto. È ispirato alle cose che il comico ripete da vent’anni. È chiaro che chi partecipa al Movimento o chi lo vota deve avere simpatia, se non per il fondatore, almeno per le sue idee ecologiste, moralizzatrici e democratizzanti di cui parla immutabilmente dai primi anni ’90. Quando poi Grillo dice che il Movimento parte dal basso non dice il falso, perché sia i Meetup che, più tardi, le liste civiche nascono spontaneamente, senza il controllo né l’avallo di chicchessia. Quasi sempre Grillo conosce personalmente i candidati giusto un attimo prima di salire sul palco a presentarli, dopo essersi limitato a passarli al vaglio solo per quanto riguarda fedina penale ed eventuali tessere di partito.

Quarta critica tris: il video fuori dalle balle dimostra l’antidemocraticità di Grillo.

C’è chi pensa che Grillo abbia fatto quel controverso video per perdere voti deliberatamente, intimorito dalle dimensioni gigantesche che ha preso il Movimento. Io sto con quelli che sostengono che abbia preferito perdere voti pur di non snaturare la sua creazione. Il Non-Statuto detta alcune regole, cambiarle vuol dire stravolgere l’essenza stessa del progetto.

Quarta critica quater: le parlamentarie sono state fatte in maniera opaca.

Vero. Da un lato, condivido la severità con la quale si è determinato chi avesse diritto di voto o meno (gli iscritti fino a una certa data). Le misure prese da Grillo e il suo staff hanno cercato di tener fuori attivisti dell’ultima ora o infiltrati. In ognuna delle città o regioni dove il M5S si presenta, le liste civetta con il nome di Grillo o del Movimento nel titolo non si contano: non riconosciute dal comico, contengono trombati di PD, IDV, PDL e Lega, che tentano di essere rieletti sfruttando il potere novatore garantito dal nome M5S. Dall’altro lato, l’opacità dello svolgimento delle elezioni online (si sarebbe potuto rendere pubblico il numero di voti che ciascun candidato riceveva minuto dopo minuto) non mi può però far pensare a elezioni truccate dai vertici. Come possono due sole persone, aiutate da uno staff di massimo una decina di individui, conoscere e valutare ben 1400 candidati da tutta Italia ed essere sicuri di un centinaio di questi, in modo da favorirli? Il risultato di quest’esperimento, non privo di difetti, è stato la scelta di gente incensurata, per lo più capace e più della metà di sesso femminile (alla faccia del maschilismo di Grillo). Tuttavia il problema resta, e l’appello a fidarsi dell’onestà che il comico ha dimostrato nel corso della sua carriera va bene fino a un certo punto.

Quinta critica: il boom del M5S è stato possibile grazie al fatto che hanno aderito anche vaste fette di italiani che si sono lasciati “abbagliare” acriticamente da Grillo e che passano da un leader carismatico a un altro.

Avere carisma e dire cose sensate in modo semplice è una colpa? Le tecniche retoriche e comunicative non sono cattive in sé: sono solo un mezzo in mano a persone che possono essere più o meno in buona fede: in Francia, François Hollande sta portando avanti provvedimenti eccezionali, ma viene criticato dalla stampa perché non sa comunicarli al grande pubblico adeguatamente. D’altronde, non si può dare il voto solo ai colti. Non c’è occasione in cui Grillo non ricordi ai suoi elettori che il rapporto con il Movimento non deve limitarsi a una croce nelle urne. Occorre partecipazione. In occasione dell’incontro sull’inceneritore di Parma in piazza c’era molta meno gente che ai comizi di Grillo: il comico non le ha mandate a dire. Personalmente non ho mai sentito Berlusconi o chiunque altro offendere i suoi propri elettori tacciandoli d’incoerenza. Grillo sarà un populista, ma a metà.

Sesta critica: il M5S è destrorso.

Checché ne dica il comico – “Il M5S non è né di destra né di sinistra, siamo oltre, siamo avanti” –, i valori fondanti il Movimento sono inequivocabilmente di sinistra. Non bisogna pensare alle esperienze italiane del PD, dell’Ulivo, della Margherita o dei DS, ma alla Sinistra storica europea. Io penso agli intellettuali francesi del calibro di Cornelius Castoriadis, Ivan Illich, Andrè Gorz, Pierre Rosanvallon, al tedesco Ulrich Beck, ma anche agli americani della statura di Noam Chomsky, Joseph Stiglitz o più modestamente di David Graeber. Idee come quelle di comunità, solidarietà, reddito di cittadinanza, welfare, autogestione, nazionalizzazione e pubblicizzazione di autostrade, dorsali, acqua e televisioni, posseggono le loro radici nella tradizione più squisitamente di Sinistra, e sono all’opposto della tradizione reazionaria, conservatrice, elitista e accentratrice che è sempre stata quella di destra. È vero che destrorse sono le idee di meritocrazia e di giustizialismo, che il M5S porta avanti insieme a Rivoluzione Civile. Ma la meritocrazia viene compensata dal fatto che il Movimento ha per vocazione di “non lasciare indietro nessuno”. Mentre il giustizialismo viene stemperato dal fatto che il politometro non mira a mettere in galera i politici criminali, ma a renderli utili socialmente. La Sinistra più utopica – gli anarchisti in particolare – vogliono la soppressione delle carceri, perché pensano che chi delinque lo fa per indigenza o problemi psicosociali che una società sana e solidale può prevenire alla radice. Molte delle soluzioni a cinque stelle potrebbero andare in questa direzione. Infine, il M5S è l’unico che si rifà alla nuova avanguardia di sinistra, di cui alcuni intellettuali francesi e italiani sono i fautori: la Decrescita. Non è questa la sede per parlarne e mi limiterò a dire i nomi più importanti – Serge Latouche e Maurizio Pallante –: cercate in rete, il materiale non manca.

Settima critica: Grillo tratta i suoi autoritariamente.

No, Grillo è spietato con gli eletti del Movimento perché non si dimentica che i “suoi” devono incarnare quell’idea tanto professata di politico come dipendente del cittadino e che quindi devono dare l’esempio. Il leader 5S applica quel rigore che vorremmo fosse imposto a tutti gli altri politici, ma noi italiani vi siamo così poco abituati che scambiamo questo comportamento per dispotismo.

Ottava critica: insomma, questa televisione?

Gli eletti del M5S possono (ovviamente) farsi intervistare, ma possibilmente non dovrebbero andare ai talk show. Se ci vanno, possono esprimersi a nome del Movimento solo per quello che li concerne nella loro esperienza politica locale. Se si esprimono su temi di rilievo generale, possono farlo solo a titolo personale. La consigliera emiliana Federica Salsi è contravvenuta a questa regola, partecipando alla famosa puntata di Ballarò. È un’altra volta conseguenza di un desiderio di rigore: siamo stanchi dei Gasparri, dei La Russa, dei Lupi, delle Bindi o dei Letta che passano tutte le loro serate in tv a sentenziare come tuttologi sulla qualsiasi. Quanto a Grillo, ha indubitabilmente cambiato idea sui talk show, ma meglio così. E sul suo ritiro all’ultimo momento dall’appuntamento dato a Sky lo scorso 17 febbraio, sia quale sia la ragione (strategia comunicativa, valutazioni dei sondaggi vietati ma che pur ci sono, timore di critiche di incoerenza), la cosa più importante è scardinare la critica secondo cui il comico evita il contraddittorio o la seconda domanda. Durante i suoi tour, Grillo rilascia interviste a tutti i giornalisti che quotidianamente lo incalzano prima e dopo i comizi, ma soprattutto non si sottrae mai alle critiche provenienti dal pubblico, rispondendo ai singoli giù dal palco o invitando sul palco stesso i (rari) contestatori.

Decima critica: Equitalia (o Serit, come si chiama al Sud) uccide le proprie vittime, la mafia no.

Questa battuta di Grillo, detta in campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Palermo, è stata vista come una gaffe, o un’uscita di cattivo gusto, o addirittura come un’apologia della mafia. Per me non è neanche una battuta. È semplicemente un dato di fatto: il paradosso non è contenuto nell’affermazione ma nella realtà dei fatti, e cioè che quello Stato che dovrebbe proteggere i suoi cittadini li condanna a mendicare o al suicidio. Significa che accanto al nemico massimo della mafia abbiamo un altro nemico non meno temibile, e che per certi versi è peggiore perché è un falso amico. A Grillo si potrebbe dire che frasi così provocatorie, seppur vere, forse non andrebbero dette per non sollevare inutili polveroni. Ma non mi sento di avanzare questo consiglio, perché la battuta-che-non-è-battuta mi piace e la trovo vera. Lungi da Grillo fare l’occhiolino alla mafia, avendo – tra le altre cose – proposto un’idea tanto geniale, per quanto simbolica, come il calendario dei santi laici.

Undicesima critica: Grillo fascista.

Il video che lo ritrae mentre parla con Simone Di Stefano di CasaPound (privo però di una parte in cui il comico dice delle frasi fondamentali contro la violenza), ha generato una valanga di critiche. I benpensanti non hanno colto il messaggio pacifico ed ecumenico del leader 5S che, ben lungi da averne lo spessore, si è probabilmente ispirato al Mandela di Invictus, a Gandhi o persino a Cristo. Per me Grillo ha sbagliato solo una cosa: farsi prendere sul momento da un eccesso di diplomazia e accondiscendenza (forse timore?) e non aver detto subito che è da sempre un antifascista e che in Italia non si può non esserlo perché lo dice anche la Costituzione: queste, per chi frequenta il suo blog da sempre, non sono delle scoperte. Sul resto, come non essere d’accordo: si vota insieme a chiunque condivida le stesse idee del Movimento, e chiunque può entrare a farvi parte, quale che sia il suo passato: anche perché, per fortuna, nella vita si può cambiare!

 

 

61 commenti

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    • Condivido in toto la “difesa critica” e mi piacerebbe pero’ sapere la posizione sulla Massoneria e le opinioni del M5S (della generalita’ almeno dei rappresentanti se possibile)..io da sostenitore sono assolutamente contrario a questo tipo di organizzazione che in un Italia libera e trasparente non dovrebbe esistere.Risiedo in una zona (la Calabria) dove la M. è sinonimo di ‘Ndrangheta anzi è piu’ subdola perchè coinvolge gli strati “alti” e “rispettabili” della societa’ (professionisti , commercianti, etc.).Ricordo l’espulsione di Freni nella provincia di Brescia, ma poi l’accento non è stato piu’ posto su questo punto.Se qualcuno potesse rispondermi, vi ringrazio.Votero’ sicuramente M5S per tutte le proposte di legalita’ trasparenza e per la rivoluzione culturale che propone, ma sapere che è pure contro ogni societa’ segreta mi farebbe dormire meglio.

       

  • Qua di critica non vedo niente.

    Tanto valeva intitolarlo “Perchè tutto ciò che dicono è falso, vota M5S punto e basta.” Che poi è il reale contenuto dell’articolo.

     

  • Ora Basta! Basta con le lobby di potere, basta con questi favoritismi alla vecchia classe politica. Voteremo per inesperti non per incapaci. Qualora fossero incapaci verrebbero pagati sempre meno di La Russa, Gasparri, Bindi ecc ecc.

     

  • La situazione economica nel nostro paese è disperata, ogni volta che escono dati statistici a riguardo è sempre un bagno di sangue.

    Siamo in depressione economica, come negli anni 30, con nessuna prospettiva di crescita e di sostentamento sociale, ora e per il futuro.

    Nessun politico in questa lunga, aggressiva, scoordinata, incoerente, offensiva campagna elettrale ha indicato una via di uscita dalla pesantezza attuale e dalla nefandezza delle scelte fiscali e politiche che le lobby ci propinano “per il nostro bene”

    Solo il M 5 S propone una soluzione innovativa, rivoluzionaria, una possibilità per la gente di contare per il suo presente e futuro, interagendo via web con chi amministra la cosa pubblica, condizionando a suon di maggioranza le scelte dei governanti: LA DEMOCRAZIA DIRETTA o PARTECIPATIVA.

    Ma ci rendiamo conto che ad oggi, con le vecchie classi politiche, tutte le scelte vengono fatte SOLO per favorire le caste o le lobby di potere!

    E’ nel nostro interesse di popolo e di cittadini comuni cambiare il sistema cannibalistico attuale, perchè il paese che non produce ricchezza e conseguentemente la redistribuisce ai suoi abitanti, finisce per sottrarla ad altri di noi inghiottendoli!

    Non abbiamo più alternative e non abbiamo sopratutto più tempo, se non si riesce a cambiare i vertici di questo sistema oligarchico a livello nazionale e sopratutto mondiale, le prossime elezioni che si svolgeranno dopo quelle di domani, tra 1,2 o max 5 anni saranno le ultime a darci una possibilità di ravvenimento, dopo di che le socierà europee cadranno in una nuova guerra continentale, che molto facilmente, visto le altre situazioni critiche a livello mondiale, sfoceranno in un ennesima guerra mondiale; distruggere tutto per poi far ricostruire e ricominciare una nuova era ma solo ai sopravvissuti.

    A questo riusciranno mettendo contro poveri disperati dei paesi PIGS contro poveri disperati dei paesi forti, le guerre le combattono sempre i poveri e gli ignoranti, gente a cui è facile raccontare che se loro stanno male è colpa del Franz o dello Shulz di turno, in Germania, o del Paolo o Mario che stanno dall’altra parte in Italia.

    Speriamo in un grande risultato del M 5 S e speriamo che subito dopo si proceda a istruire più cittadini possibili sulle 3 materie fondamentali, politica, economia, finanza, e sulla quarta Alimentazione.

    Solo mettendo più gente a conoscenza dei piani delle lobby potremo salvare il nostro futuro, e non distruggerlo in scontri fraticidi solo per arricchire pochissimi!

    Già perchè solo la CONOSCENZA e l’applicazione di un sistema SOSTENIBILE, politico, finanziario, economico, ci leverà da questo medioevo dei giorni nostri.

     

  • tutte cazzate… io voto movimento 5 stelle… il nuovo è sempre meglio del vecchio in ogni caso… cioè ma con che coraggio uno dovrebbe votare PD dopo tutti i soldi che hanno rubato???   ma dai….

  • Ottimo post. Non trovo corretta l’affermazione: “Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole.”

    L’anarchia ha le sue regole. Anarchia non significa caos. Anarchia significa senza governo. Democrazia diretta, dal basso. Uno vale uno. Secondo me proprio il M5S è anarchico in senso lato e questa cosa la trovo bellissima.

    W l’Anarchia, W il M5S!

  • Concordo con l’analisi, ma avrei qualcosa da aggiungere su quarta critica quater: come ulteriore scusante, le parlamentarie sono state organizzate in maniera frettolosa e probabilmente con un software non ancora pronto a sostenere la mole di lavoro, semplicemente perche’ era stata anticipata (ad arte) la data delle elezioni apposta per escluderci e i tempi erano veramente ristretti.

    Meglio, insomma, una cosa mal riuscita ma comunque in tempo utile, che tentare di fare le cose secondo tutti i crismi e fallire mancando l’appuntamento elettorale.

  • L’articolo si chiama ” Difesa ” critica pertanto è ovvio che chi scrive appartiene al movimento, pur vedendone i difetti tipici del movimento appena nato e con idea di democrazia partecipata così allargata. Detto questo il Movimento siamo noi e spetterà a noi decretarne, partecipando, vigilando e aiutando, il successo futuro.

  • Molto utile e interessante, solo una cosa: la battuta sulla mafia NON è vera, a differenza di quanto scritto, perchè la mafia le uccide eccome le sue vittime, evidentemente.

    Grazie

    Barbara

  • Il movimento 5 stelle non è grillo siamo noi,e siamo ciò che stiamo facendo.Un unione senza destra senza sinistra per fare cose che i cittadini hanno sempre voluto ma i partiti non hanno mai fatto .Per far sparire chi della politica a fatto un business personale e di famiglia. Per decidere direttamente la politica del nostro paese come scritto nella costituzione e del futuro dei propri figli.Per mettere al primo posto la salute e l’ambiente dove viviamo,e per svegliarsi la mattina e dire IO conto come un’altro perchè chi è in parlamento è un mio portavoce non un “onorevole” che decide della mia vita.

  • In Italia la maggioranza dei votanti sono “tifosi” e non elettori; risulta evidente ascoltando una qualunque “discussioni da bar”, ma anche in rete nei foum.
    Grillo lo sa e sa anche che tanti di questi tifosi si sono stancati di sentire  le solite promesse. Coi suoi spettacoli attira questi tifosi.
    Ma non ci sono solo i tifosi.
    Ci sono quelli che hanno letto il programma.
    Ci sono quei cittadini che hanno capito cosa intendono per “democrazia partecipativa”.
    Ci sono quelli che hanno visto come stanno lavorando nelle amministrazioni(per quanto riguarda il mio comune direi più che bene).
    Ognuno può trovare un valido motivo per votare il movimento.
    È vero anche il contrario.
    I critici (sia tifosi che non) sostengono milioni di ragioni per non votare il M5S e direi il falso se negassi che molte sono valide, validissime.
    Onestamente a tutt’ oggi non ne ho trovato uno solo per votare “gli altri”.
    Perciò dopo decenni di “suicidio assistito” io scelgo il salto nel buio.

  • La mia risposta a questo articolo la trovate qui:
    http://www.pinostrano.it/blog/analisi-critica-sofismi-e-strabismi/

    Di seguito un estratto:
    Il massimo dello strabismo si raggiunge quando scrive che “Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole.” Ma che dici?
    Allora non avrebbe alcuna importanza che TIPO di regole stabilisci??
    Questo non è strabismo: è cecità.
    Se la regola fosse: “art.1 Il capo ha ragione. art.2 Il capo ha sempre ragione. art.3: Nel lontano caso in cui il capo non avesse ragione entrano in vigore immediatamente l’art. 1 e l’art.2″. Ti sembra che questa sarebbe una regola democratica? QUALI REGOLE costruisci ha MOLTA importanza.
    In democrazia la PRIMA regola è che la sovranità appartiene al popolo. Solo in questo caso si può parlare di democrazia e di “uno vale uno”. Ti sembra questo il caso di Grillo-Casaleggio-M5S???

    Poi ammette: “Si può contestare certo che quelle regole siano state scelte da due sole persone, ma vien da dire: primo, senza un progenitore non c’è un figlio;”
    Ma che graziosa metafora degna del miglior De Lapalisse. Il punto è che: tipo di genitore sei e che tipo di figlio vuoi! Un genitore che vuole un figlio democratico non lavora per costruire una specie di dittatura. Ma costruisce regole che permettano la vita della democrazia, non il suo soffocamento.
    E’ vero. SE non c’è democrazia non la puoi costruire con un metodo che sia pienamente e formalmente democratico. E’ ovvio. Se inizialmente non hai democrazia devi basarti su qualcos’altro.
    Ma non sarebbe stato meglio usare un metodo comunque collegiale? Anzi, inizialmente, ERA così! Poi solo il leader (illuminato?) ha deciso.
    E tuttavia Un leader che lavora per la democrazia diretta, non lavora per rendersi padrone unico e indispensabile, ma lavora piuttosto per rendersi inutile. E’ questo, che soprattutto mi preoccupa.

  • Condivido, ben fatto.

    Il problema della regolamentazione della partecipazione interna resta ed è fondamentale. Servono degli strumenti più precisi di quelli messi sin qui a disposizione.

  • Il sociologo “Francesco Alberoni”, una persona che stimo molto come esperto di movimenti politici, ha affermato questo del M5S.

    “Non c’è mai da fidarsi di un movimento autoritario. Quando la gente obbedisce in massa, come un gregge, deve farci paura. Noi italiani l’abbiamo già fatta questa cretinata. Naturalmente oggi è diverso, ma resta il fatto che l’unico modo per sapere che tipo di società abbia in mente un movimento è osservare cosa sta facendo adesso” 

    Mi permetto immodestamente di dissentire, all’interno del movimento ci sono molte persone che pensano fuori dal gregge … Fabrizio Li Vigni è uno di questi.

  • Di motivi per non votare M5S non ce ne sono tanti.

    1) La paura, il cambiamento si sa spaventa molti e con l’informazione che ci ritroviamo, ci hanno predetto sciagure che nemmeno vent’anni di malapolitica ci hanno mostrato. Ma di fronte alla certezza di mantenere in vita i partiti e i politici di lungo corso si può davvero pensare peggio di quanto hanno fatto PD e PDL, DS, UDC, FORZA ITALIA? (sono sempre loro, non dimentichamolo)

    2) I privilegi. Ce ne sono tanti che godono di privilegi legati a questa classe poiltica. tanti che pensano di perdere il favore che il politico gli concede. Hanno dimenticato che dopo averci tolto tanti diritti li hanno mercificati, vendendoli in cambio del voto, sarebbe il caso di riappropiarci di quei diritti e smetterla di chiedere favori personail!

    3) La sfiducia. Sono tanti convinti che il M5S non farà quanto promesso. E questo davvero è il motivo più deprimente. Perchè è un pregiudizio gigantesco. Il M5S è l’unica forza che non ha ancora rappresentanti in parlamento, si è dati un opportunità a tutti di Governare, ma gli altri li conosciamo e l’unico modo per avere ragione (o torto) è dargli fiducia e il più alto numero di rappresentati per consentirgli di dimostrarci che ci sbagliavamo.

  • Questo articolo è solo difesa, di “critico” non ha proprio niente.

    Capisco la necessità di racimolare gli indecisi, anche io voterò m5s essendo simpatizzante e non avendo possibilità di votare la Rete dei Cittadinima lo voterò con l’onestà intellettuale necessaria ad ammettere che si tratta di un movimento le cui logiche interne sono totalmente anti-democratiche. I motivi non sto a ripeterli, li ha già scritti benissimo Pino Strano qui.

    Anche perchè, pur nella sua anti-democraticità, rispetto alla situazione attuale, il M5S costituisce comunque un qualche passo verso maggiore democrazia. Il che è tutto dire.

  • premetto che sono un sotenitore del M5S, e che domani lo voterò!!

    però ci sono delle cose che a me non piacciono di casaleggio, per esempio, avete visto i video della casaleggio associati?? ci sono chiari riferimenti alla massoneria e al nuovo ordine mondiale!! queste cose non mi piacciono per niente.

    ps monti è un massone, e sta cercando di  creare gli stati uniti d’europa, ovvero un passo verso il nuovo ordine mondiale, e che casaleggio aspiri a questa cosa non mi entusiasma!!

    comunque domani cerchiamo di mandare a casa tutti quei parassiti del ca**o, e cerchiamo di pensare più a noi stessi, più all’Italia e nn ci facciamo inculare a pressione dall europa, dai tenocrati dal mondo della finanza che fa andare le borse e gli spred su e giu a loro piacimento solo per i loro scopi…..

  • Grillo è democratico solo quando fa comodo a lui, il fatto che tutti voi estasiati elettori cinque stelle non ve ne rendiate conto è sconsolante. Che mi si dice ad esempio (il più grave caso a mio avviso) sul fatto che l’uscita immediata dall’euro e l’applicazione della mmt sono le proposte di politica economica più votate sul blog dagli attivisti e Grillo non ne ha MAI fatto menzione? MAI! Un po’ strano no? Non pretendo che se la studi e la spieghi a tutti come fa Barnard ma che almeno ne prenda atto e lo dica. E secondo, se quella è la soluzione più votata, e lo è da tempo mica da tre giorni, allora doveva apparire nel programma. Arrivare alle politiche e non avere il programma completo è davvero una roba da piangere, ma come si fa dai.. E se le soluzioni più votate non vengono inserite nel programma me lo volete spiegare come si fa a scriverlo sto programma?? E di più, Grillo ogni volta che gli si chiede dell’euro risponde vago, blatera di referendum (ri-di-co-lo, se sai che l’euro è una truffa criminale ammazza-stati e ammazza-economie lo si spiega e si propone di uscire e basta, non indici un referendum) e altre amenità e dice MA IL PROBLEMA NON E’ EURO O NON EURO il problema è che c’è il debbbbitoooopubblicobruttoooo… No dico, ma vi sembra normale?? In pieno stile Partito Unico Dell’Euro, esattamente l’opposto di ciò che dice la mmt ed esattamente l’ooposto di ciò che dice anche Bagnai. A proposito, che cosa l’ha invitato a fare il prof.Bagnai sul blog se poi tanto continua a fare il somaro urlando idiozie economiche degne del peggior bersani o monti? Ve lo dico io, a raccogliere i voti degli euroscettici che sperano nel movimento per mandare a fanculo questa europa di criminali, ecco il perchè della sua posizione cerchiobottista. Tenere il piede in due scarpe con supercazzole degne della peggior vecchia politica. Grillo e Casaleggio9 di uscire dall’euro non ci pensano minimamente, su questo punto ci stanno solo prendendo per il culo. Eh dai su… non raccontiamoci cazzate… a lungo ho seguito Grillo e a lungo ho sperato nel movimento ma qui non ci siamo proprio e ve lo dico con la rabbia in corpo perchè dentro al movimento ci sono una marea di ragazzi eccezionali che vorrei vedere in parlamento… però mi spiace ma il mio voto se lo scordano. Scusate il lungo sfogo.

  • Diciamola tutta, altro che “ispirarsi a Cristo”, Grillo e Casaleggio sono AntiCattolici e AntiCristiani (perché la chiesa cattolica l’ha fondata Cristo stesso, non un passante casuale!!). Sono dei massoni che rantolano contro la Chiesa come fanno tutti i regimi che ambiscono ad avere sudditi o schiavi… prima li adulano con le minchiate demagociche  e poi li sottomettono…

    Auspicare, come fa Casaleggio nel suo “futuro-incubo” la distruzione di SanPietro, SagradaFamiglia e NotreDAme, non é folle o semplicemente stupido….é criminale.

    Solo degli stolti senza cultura non possono vedere una minaccia in queste idee folli…. ed é proprio la Cultura che manca agli elettori di Grillo…. ragazzetti che pensano di sapere ed invece non hanno capito niente della Storia, della Politica, della scienza, dell’economia, cresciute a dimensione d’uomo solo in presenza di principi cristinai, estirpati dall’Europa e dall’Italia decretendo la fine dell’umannesimo stesso.

    Senza comprendere le fondamenta di una civiltà, non si puó costruire una società che rispetti l’individuo, ma solo un regime socialista come molti in passato sono stati creati senza Dio, i vari Comunismo, Fascismo e Nazismo… esempio del risultato della divinizazione dell’uomo e delle masse…..

  • Grillo usa parole nuove. Responsabilità, comunità,onestà. Erano divenute scatole vuote e ne ha recuperato IL significato reale, condiviso dagli elettori 5 stelle.

    L’ho già votato il movimento. 2 volte. E qui a Parma, checchè ne dica l’establishment, si vedono i risultati. O meglio non si vedono più opere inutili come la metropolitana pagate dalla comunità e che arricchiscono i soliti intimi.

    IL CORAGGIO E LA RESPONSABILITA’ DI CAMBIARE SONO NOSTRI.

    NON PERDIAMO L’OPPORTUNITA’.

    IL PASSATO LO CONOSCIAMO GIA’.

    ORA BASTA.

  • Ma per favore Alberoni!!!! Sì perchè prendercelo nel c……………….o in gregge è una bella cosa. Ma per favore. E poi smettetela voi, generazione di Alberoni intendo, col dire abbiamo già provato una volta e bla bla…. A quei tempi l’alternativa era quella, se l’Italia voleva uscire dal medioevo. Un’altra alternativa era il Comunismo. Punto!

    Oggi l’alternativa è il banchierismo o il lobbysmo (chiamatelo come volete), anche N.O.M. con la conseguente schiavitù dei popoli. Un’altra alternativa è tornare al Medioevo. Ma credo che vogliano proprio eliminarci fisicamente, servendosi del “vecchio” per sbarazzarsi del giovane, sapendo che il veccchiume si estinguerà nel giro di poco.

    Infine essere paragonati a delle pecore non è che faccia piacere. Ma dove vive Alberoni? Crede ancora che la gente sia al livello di quelli della sua generazione? Qualche pecorone c’è ancora, infatti saranno quelli che voteranno il “vecchio”, perchè preferiscono delegare il pensiero alla TV e agli altri, perchè è fatica usare il proprio cervello. Soprattutto farlo funzionare. Al cervello bisogna dargli da “mangiare” tutti i giorni (e non con le porcherie), altrimenti diventa anoressico. Hai voglia poi a recuperarlo

  • FILIPPO G. ha scritto :
    Perdersi in diatribe  è inutile, a ognuno la sua idea. Tu proponi di rivotare chi? Quale anima candida hai scelto dall’alto della tua inoffuscabile intelligenza per rappresentare le tue convinzioni? Ti lascio nel tuo splendido torpore intellettuale mentre noi ci  apprestiamo a fare un po di pulizia in parlamento.

     

     

    Concordo pienamente con te. Non è più il momento delle chiacchere anche perchè ci sono alcuni poteri “forti” che sono alla finestra a vedere cosa succederà e poi prenderanno le loro decisioni. Quindi dal giorno 27 febbraio 2013 le cose cambieranno. Di brutto e anche pericolosamente, forse.

  • Ronnie ha scritto :
    FILIPPO G. ha scritto : ” Perdersi in diatribe  è inutile, a ognuno la sua idea. Tu proponi di rivotare chi? Quale anima candida hai scelto dall’alto della tua inoffuscabile intelligenza per rappresentare le tue convinzioni? Ti lascio nel tuo splendido torpore intellettuale mentre noi ci  apprestiamo a fare un po di pulizia in parlamento. ”     Concordo pienamente con te. Non è più il momento delle chiacchere anche perchè ci sono alcuni poteri “forti” che sono alla finestra a vedere cosa succederà e poi prenderanno le loro decisioni. Quindi dal giorno 27 febbraio 2013 le cose cambieranno. Di brutto e anche pericolosamente, forse.

     

    Quel “pericolosamente” è qualcosa che temo molto anche io, ricordiamoci che

    il cane difficilmente molla l’osso, poi in italia lo sappiamo bene, l’ultima volta che

    sembrava vincesse qualcun’altro al posto della DC hanno ucciso parecchi civili,

    quindi, se si arriva primi, ci si potrebbe attendere azioni dimostrative di ogni genere da parte del cane che tiene l’osso….

    Comunque sia io ci sono, per il voto e per la difesa di questo, con il corpo e con i denti.

    Saluti

  • Sono uno degli espulsi di Ferrara, con Tavolazzi. Potrei scrivere a lungo su molti dei punti di questo intervento, e lo farei se pensassi che potesse essere utile. Ma non credo che la mia testimonianza in questo momento sposerebbe una virgola nel cervello di quelli che hanno commentato qui sopra, alcuni dei quali hanno scritto cose sostanzialmente agghiaccianti per la purezza dell’omologazione al pensiero di Grillo e Casaleggio.Una cosa però va testimoniata con chiarezza: Tavolazzi, noi di Ferrara, e i ragazzi di Cento NON ABBIAMO MAI VOLUTO METTERE IN DISCUSSIONE LA REGOLA DEI DUE MANDATI. Mai, chiaro? Mai accaduto.Abbiamo posto il problema della. Mancanza di attuazione del non statuto, in particolare dell’articolo 4, quello che prevede che i potere di indirizzo e governo del Movimento siano nelle mani degli utenti della rete (attivisti, base, cittadini, fate voi, ma di certo non di due persone).Quindi si tratta di una menzogna fatta passare ad arte per veritá per rendere accettabile una palese vessazione.Sfido chiunque a provare il contrario.

  • “I dettagli vanno decisi insieme, di concerto, fra gli eletti, gli iscritti al M5S e i cittadini tutti”

    Ma stai scherzando? E’ come se un chirurgo mi spiega l’operazione per l’appendicite che eseguirà e poi mi domandasse “lei cosa ne pensa ?”

    Servono persone veramente competenti per occuparsi ad esempio di politica estera ed economia,voi cosa vorreste fare, chiederlo ai cittadini che per la maggior parte non ha nemmeno le basi di economia? E mi spiace dirlo ma queste persone non si sono viste, Grillo non avrebbe tollerato che qualcuno gli rubasse la scena e il potere, come ho notato dal suo ultimo convegno; chi sono i nuovi ministri,quali le loro competenze,perchè non hanno avuto visibilità in questa campagna elettorale?…Purtroppo ancora una volta il nuovo verrà confuso con il meglio.

    Da quello che ho letto poi sembra che ogni più piccola decisione verrà presa attraverso voto dei cittadini, cosa che mi pare assurda per i motivi detti prima. Mi spiace ma mi sento allineato con questa opinione riguardi il M5stelle :

    http://www.albanesi.it/Inchieste/MoVimento_5_stelle.htm

  • Articolo molto interessante, ma c’è un grande, grandissimo assente fra le critiche fatte al M5S qui elencate, e sarebbe bello avere una risposta: il M5S non sembra avere ancora una visione chiara né un vero programma riguardo alla crescita industriale del Paese e, in parallelo, riguardo alle infrastrutture necessarie per questa crescita.

    E’ chiaro che la realizzazbilità dei grandi progetti di welfare viene meno se non c’è alla base un grande progetto industriale (che può benissimo anche essere un progetto “verde” da green economy e da economia incentrata sull’industria turistica-culturale, ma un vero progetto unitario non è stato esplicitato nel programma e non mi risulta che Grillo ne abbia veramente parlato).
    Il concetto di decrescita preso in sé e astraendo da una visione di sistema industriale o quantomeno da un Paese modello da imitare mi sembra pericoloso, vago, non sostenibile nel lungo periodo (forse eco-sostenibile, ma anche economicamente sostenibile?), perché interpretabile in maniera regressiva, non progressista. Aggiungiamo certi riverberi di luddismo, di maltusianesimo nel discorso grillino. Come li conciliamo con un progetto di economia solida?

    Attenzione all’utopismo quando non ha né modelli reali né progetti.

  • Andrea DB ha scritto :
    Condivido in toto la “difesa critica” e mi piacerebbe pero’ sapere la posizione sulla Massoneria “

    Stando a quanto dice Grillo, in passato nel movimento era entrato un massone perché rispettava i requisiti di base, quando poi si è scoperto dei legami che aveva è stato allontanato.

  • sono d’accordo soprattutto coi punti fino al 6 poi gli altri argomenti li conidvido meno e ci sono cose che avrei detto in più, comunque più o meno è così

  • Duccio A ha scritto :
    Questo articolo è solo difesa, di “critico” non ha proprio niente. Capisco la necessità di racimolare gli indecisi, anche io voterò m5s essendo simpatizzante e non avendo possibilità di votare la Rete dei Cittadini, ma lo voterò con l’onestà intellettuale necessaria ad ammettere che si tratta di un movimento le cui logiche interne sono totalmente anti-democratiche. I motivi non sto a ripeterli, li ha già scritti benissimo Pino Strano qui. Anche perchè, pur nella sua anti-democraticità, rispetto alla situazione attuale, il M5S costituisce comunque un qualche passo verso maggiore democrazia. Il che è tutto dire.

     

    Quoto tutto e aggiungo che questa è anche l’opinione largamente condivisa nel partito umanista. Giusto parlare di democrazia reale, ma per prima cosa uno la deve fare in casa propria. Altrimenti è un soltanto un “bluff”.

  • Tutto condivisibile. C’è solo una imperfezione. 

    Si dice: “Tavolazzi e Favia volevano estendere il tetto massimo di due legislature posto da Grillo e Casaleggio”

    No, la regola dei due mandati NON è stata posta da Grillo o Casaleggio ma era una delle proposte della legge di iniziativa popolare firmata da quasi 350.000 cittadini. Erano regole che avremmo voluto per il parlamento italiano, ovvio che sarebbero state le regole del movimento!


  • duedbis ha scritto :
    …, semplicemente perche’ era stata anticipata (ad arte) la data delle elezioni apposta per escluderci e i tempi erano veramente ristretti. .-….

     

     

    La data delle elezioni non è stata anticipata apposta…suvvia..non fate i bambini

    e non fate informazione distorta:

    “le elezioni non devono tenersi oltre il 70esimo giorno dallo scioglimento delle Camere e, contestualmente, entro il 45esimo dall’apertura ufficiale dei comizi”.

    le camere sono state sciolte il 22 dicembre. il 24 febbraio facevano 64 giorni.

     

     

    altro leitmotiv dei grillini: fanno prima le elezioni per impedirci di raccogliere le firme:

    http://www.legautonomie.it/Documenti/Attualita/Napolitano-firma-il-decreto-dimezza-firme-per-le-elezioni-2013

    (quindi monti e napolitano li dovreste ringraziare….)

     

    ecco perchè siete pericolosi: a forza di pendere da ciò che gira in internet avete smesso di usare la testa

    vi faccio un altro esempio: sulla Pagina facebook di un mio amico (vota grillo) e su quella di un meetup di grillo c’era quella notiziona del Senatore Cirenga e del “fondo per i PArlamentari in crisi”…e giù commenti sui ladri, a casa, vergogantevi, calci in culo…e nessuno che si sia accorto che c’era scritto “257 voti favorevoli e 165 astenuti” al Senato…ma lo sapete quanti sono i senatori? >= 422?

     

    ecco. di quelli così ho paura, se devono fare delle scelte anche per me che non li voto.

     

  • ho votato M5S per il fatto che una opinione diversa dal tutto gia scontato.

    Camera e senato, il movimento è giovane e deve crescere, gli ho dato fiducia!

    ora tocca a loro (gli eletti ) far in modo di comunicare con la sua base,per portare fuori i problemi dove trovare soluzioni.Sarà un lavoraccio da compiere,da qualche parte si deve pur cominciare. Forza M5S  tutti x uno e uno x tutti.

  • Vorrei che si capisse.


    Da più parti si sente dire: ”Come potrà esser governata un’Italia spaccata così”. Ci si chiede se gli uomini di Grillo sappiano davvero affrontare i problemi del Paese, sappiano davvero far funzionare la complessa macchina della politica… Si ironizza molto su questo, prendendo in giro quelle incredibili persone che, per la prima volta nella storia del popolo italiano, hanno deciso di impegnarsi per la nostra nazione rinunciando in anticipo a qualsiasi tornaconto personale.
    Vorrei che si capisse. L’unica strada era l’ingovernabilità, perché solo così poteva esser finalmente manifesto a tutti come la gestione della cosa pubblica da parte della gente sia completamente, inesorabilmente incompatibile con quella visione vecchia e conservatrice della politica che si ostina a considerare lo Stato un qualcosa che solo pochi “eletti” siano in grado di gestire. Solo così può ora risultare evidente, a tutti quegli italiani che si sono attaccati ancora una volta ai soliti carri per paura di fidarsi un po’ di più di loro stessi, che la vera democrazia nulla ha a che fare con le prostitute che ci siamo mantenuti in Parlamento per decenni e decenni, assetate di potere e ricchezza, avvinghiate avidamente alle loro turpi logiche mafiose, prive di ideali, morte a qualsiasi dignità.

     

    Vorrei che si capisse. Si dice: “Ma con chi si alleeranno, adesso, gli uomini del Movimento 5 Stelle?”. E con chi mai dovrebbe allearsi una forza nata come “tramite”? Con i vecchi parrucconi ancora convinti di costituire la sola elite in grado di governare? La loro puzza al naso, nel considerare il Movimento, è la stessa di quei giornalisti che hanno dovuto cominciare a chiamare, seppur con ironia, onorevoli persone che considerano troppo “normali” per essere adatte ai blindati palazzi del potere. Beh, che si abituino, quei giornalisti! Ogni uomo di questo nostro Paese dovrà tornare ad essere onorevole, se potrà ricominciare ad auto-determinarsi e ad impegnarsi politicamente, come accadeva nell’antica Grecia. Quella Grecia che è stata la culla della nostra cultura e che, emblematicamente, i cosiddetti “tecnici” ed i banchieri stanno radendo al suolo.


    Vorrei che si capisse, finalmente. Che gli uomini e le donne del Movimento 5 Stelle non abbiano ancora chiaro come comportarsi di fronte alle grandi decisioni che ci aspettano non è che un bene! Il popolo di Grillo non sbarca a Montecitorio per governare, ma per garantire, finalmente, un tramite tra il Parlamento ed il nostro popolo. Tramite Internet, tramite i blog, ognuno di noi potrà venir consultato, di volta in volta, sulle decisioni da prendere. I loro forum ospiteranno chiunque intenda esprimere una preferenza sul nuovo Presidente della Repubblica, sulla nuova legge elettorale, ecc.. Il Movimento 5 Stelle può davvero essere la voce di chi abbia voglia di parlare, dopo secoli di silenzio forzato.


    Vorrei che si capisse. In un mondo i cui gli artisti stanno imparando a prodursi e proporre da soli la propria arte scavalcando agenzie e case editrici che pensavano solo più al proprio guadagno, in un mondo in cui gli scrittori stanno imparando a pubblicare il proprio libro senza farselo sbranare da editori avidi e assetati di facili successi commerciali. In un mondo i cui le musiche ed i film che ti piacciono te li scarichi e l’informazione libera, indipendente, te la cerchi in giro per la rete, in questo mondo, dicevo, anche e soprattutto per quanto attiene alla politica dobbiamo imparare a recuperare la nostra autonomia, smettendo, una volta per tutte, di delegare ad altri la responsabilità di far funzionare il nostro Paese. Oggi dev’essere l’inizio della fine.
    La fine di una politica gestita da una casta, di una religione e di una morale gestite da una chiesa, di un’arte gestita da un mercato, di una ricerca scientifica gestita dalle multinazionali.
    Oggi dev’essere l’inizio di una nuova società di persone autonome, responsabili e concentrate.

    L’inizio, per noi, di una vera, autentica stagione di libertà.

    Pietro Ratto – 25 febbraio 2013 http://www.boscoceduo.it

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