Un branco di zebre nella savana

RazziBlog

Sopra la casa la famiglia campa, sotto la casa la famiglia…” Lo so, sembra brutto dirlo, soprattutto pensando a L’Aquila. Ma non è colpa mia se Antonio Razzi è abruzzese. Non è colpa mia se ce lo ritroviamo in Parlamento, insieme a Scilipoti. Antonio Di Pietro paga il prezzo di una selezione fallimentare della classe dirigente: i Giuda che lo hanno tradito, invece, passano nelle file del nemico solo tre mesi dopo avere giurato e spergiurato (come fece Razzi in un famoso video) di restargli fedele. Nella legislatura nascente c’è un posto caldo che li aspetta. Gente con il congiuntivo facile. Gente che spesso ha un’idea dell’onore e della dignità molto relativa. Gente eletta grazie a una legge elettorale criminale, come criminale è la strategia dei partiti che non l’hanno cambiata, nella speranza di potersene avvantaggiare.

 

Ma Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono il meno. Certo, saranno ancora una volta pagati con soldi pubblici per dare il loro contributo intellettuale. Certo, al loro posto avrebbe potuto esserci qualcun’altro. Ma perlomeno la loro caratura, il loro peso specifico è tangibile, è evidente. Sono gli altri, i lupi travestiti da agnello, quelli che parlano di stato sociale, di diritti, di democrazia, e poi inciuciano nelle segrete stanze, e poi mandano pizzini per ordire tresche alle spalle degli elettori (“Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente – Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice – sia riservatamente”, Enrico Letta, Pd). Sono gli altri che devono preoccupare.

I 162 parlamentari del Movimento Cinque Stelle dovranno guardarsi da loro, dalle loro sirene. Faranno i padri affettuosi. Li riempiranno di pacche sulle spalle. Cercheranno di irretirli. Fingeranno di dargli buoni consigli. Li metteranno in guardia dai pericoli che dovranno affrontare. Vestiranno i panni di tanti Virgilio e si offriranno di guidarli nella selva oscura, selvaggia, ed aspra e forte del Parlamento, facendo leva sul loro senso di smarrimento iniziale. E qualora dovessero carpirne la fiducia, cercheranno di indebolirli, di separarli gli uni dagli altri, di usarli per dimostrare che erano solo un grande bluff ed infine cercheranno di distruggerli. E con essi le speranze degli italiani di un Paese migliore.

Mi rivolgo a voi, ragazzi. All’inizio, sarete un branco di zebre nella savana. Dovrete restare in gruppo. Presi uno ad uno sarete vulnerabili. Tutti insieme, invece, metterete in fuga i predatori, sopravviverete e acquisirete, giorno dopo giorno, la forza e il coraggio che sono necessari per ribaltare questo Paese. E insieme a voi, avremo una chance anche noi, gli otto milioni e passa di italiani che ci sperano ma che non si limiteranno certo a sperare, no: vi staranno proprio alle costole. Su questo, potete contarci.

 

 

13 commenti

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  • Beh, non ci sono traditori di serie A e di serie B.

    Si continua a parlare di Razzi e Scilipoti ma ci si dimentica facilmente della Lega nel primo Governo Berlusconi e di Fini con i suoi 4 straccioni in questa legislatura.

    I passaggi da un Gruppo ad un altro o da una Coalizione ad un’altra in questo parlamento di mentecatti e fancazzisti è una regola. Quindi non scandalizziamoci più di tanto!

    Basta digitare su un qualunque motore di ricerca le seguenti parole: “Voltagabbana in Parlamento” e si apre un mondo…

  • La soluzione per salvare le zebre è semplice: chiamare a raccolta tutti gli animali della foresta.

     

    I cittadini possono essere coinvolti nelle decisioni importanti. I referendum costanti, anche sula legge finanziaria, possono detronizzare definitivamente i leoni della savana.

    Leggi di democrazia diretta, consultazioni -frequenti- telematiche con tessere elettroniche e dati biometrici su TUTTE le decisioni importanti.

    Referendum a quoeum zero, propositivi anche per leggi costituzionali senza firme autenticate per portare il quesito alle urne.

    Sostituzione immediata di politici inadempienti, tramite referendum telematico istantaneo.

    Basta mettere la muserolae il guinzaglio ai leoni e il gioco è fatto.

    Però dalle parole è necessario passare urgentemente ai fatti (le leggi).

    Vincenzo Barbarulli

     

     

  • Il delicato gioco comincia ora: riuscire, con i mezzi che si hanno (ovvero, nel contesto di questo ordinamento), a muoverci come se avessimo già attuato gli istituti di democrazia diretta e comunque istituzionalizzato i concetti fondanti, cioè i cittadini dentro le istituzioni, non parlamentari isolati e delegati. Se riusciamo a mantenere il controllo, allora, forse, avremo cambiato l’Italia.

  • Cosa c’entra la legge elettorale?

    Se fosse vero che un candidato del genere è palesemente ridicolo all’elettorato, il partito che lo candida si starebbe facendo del male, o no?

    Viceversa se un elettorato vota il simbolo del partito, disinteressandosi completamente dei candidati, allora qualsiasi legge elettorale va bene.

    O no?

  • Ciao Claudio,

    a questo punto spero quanto prima che si realizzi un SITO ISTITUZIONALE decente, dove poter interagire con i nostri “portavoce” in parlamento in modo che i lavori parlamentari siano aperti ai cittadini affinché  i “portavoce” agiscano sulle singole decisioni secondo le indicazioni date via internet dalla “collettività sovrana”, naturalmente applicando il principio democratico del “maggior consenso” che si materializza automaticamente in seguto alla discussione impostata in rete nel SITO dove “qualunque cittadino” può partecipare registrandosi “con tutte le generalità di identificazione” compresa la residenza ed il numero del codice fiscale allo scopo di evitare imbrogli-online, ovviamente ciascuno deve poter proteggere e accedere ai propri dati con una passwort (o codice) come avviene generalmente per i siti bancari e simili.

    Che ne dici ? sai per caso se  Beppe  e Casaleggio hanno già qualcosa del genere in programma ?

    magari usando e ampliando con delle applicazioni, gli stessi siti istituzionali attualmente esistenti della Camera e del Senato che già dispongono di un collegamento video-streaming

     

  • giugno ha scritto :
    Ciao Claudio, a questo punto spero quanto prima che si realizzi un SITO ISTITUZIONALE decente, dove poter interagire con i nostri “portavoce” in parlamento in modo che i lavori parlamentari siano aperti ai cittadini affinché  i “portavoce” agiscano sulle singole decisioni secondo le indicazioni date via internet dalla “collettività sovrana”, naturalmente applicando il principio democratico del “maggior consenso” che si materializza automaticamente in seguto alla discussione impostata in rete nel SITO dove “qualunque cittadino” può partecipare registrandosi “con tutte le generalità di identificazione” compresa la residenza ed il numero del codice fiscale allo scopo di evitare imbrogli-online, ovviamente ciascuno deve poter proteggere e accedere ai propri dati con una passwort (o codice) come avviene generalmente per i siti bancari e simili. Che ne dici ? sai per caso se  Beppe  e Casaleggio hanno già qualcosa del genere in programma ? magari usando e ampliando con delle applicazioni, gli stessi siti istituzionali attualmente esistenti della Camera e del Senato che già dispongono di un collegamento video-streaming  

  • Questo Sgradevole personaggio purtroppo è abruzzese, la mia terra. Che dolore!!!

    La stessa terra di GIACINTO AURITI. La terra dove nasce la vera cultura democratica antieuropea/monetaria.  Evidentemente anche questa terra ha i suoi aborti. Che dolore.

    T PUZZA MURI’ FIE DE ZOCCHL!!

    Che delusione!!

  • Ottimo Claudio (come sempre) e io aggiungerei per completare l’articolo:

    “8 milioni……vi staranno alle costole”  e qualora abbiate bisogno e ce lo chiederete  verremo anche volentieri di persona, tutti sotto il parlamento!!

     

  • Ho rivisto il video……..ma è pazzesco…non ci posso credere….. manca solo <<CAZZU CAZZU>> e ancora << CHIU PILO PI’ TUTTI>>

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