Poi vinci

MahatmaGandhi

Che significa “intellettuale”? Dov’è che ci si laurea in “intellettualità”? Quelli che non sono intellettuali cosa sono, organismi preminentemente biomolecolari? La categoria degli intellettuali è tutta italiana. E’ un altra casta, con le sue baronie, i suoi intoccabili, quasi sempre schierati, che mangiano alla tavola dei privilegiati, che vanno alle prime, che scrivono prefazioni, che si invitano reciprocamente ai convegni, che hanno un’interpretazione per ogni cosa, un’idea su tutto, un giudizio illuminato, espresso con fare pensoso e forbito, e un’interpretazione della storia quasi sempre consona al mantenimento del loro status e quasi mai visionaria.

Per gli intellettuali va sempre bene così. Disapprovano tutto, ma con moderazione. Sono sempre d’accordo con i loro pari, ma con un distinguo, possibilmente originale, perché è necessario distinguersi a loro volta l’uno dall’altro. Mettono in guardia dai populismi, dai qualunquismi, da qualsiasi cosa intacchi gli equilibri di potere dove hanno intessuto solide relazioni nel tempo, ma quando il cambiamento li sopraffà, improvvisamente si accorgono che “il Parlamento è stato profondamente rinnovato, per la prima volta dai giovani e dalle donne”, si avvedono della “volontà popolare” (ma perché non la chiamano “volontà populista?”) e realizzano tutto d’un tratto che… udite udite… avremmo addirittura attraversato “vent’anni di scandali, di malapolitica, di sperperi, di prepotenze, di illegalità, di discredito dell’Italia nel mondo”. E dire che, proprio grazie a molti di loro, non ce ne eravamo neppure accorti.

 

E donde questo risveglio collettivo? A quale fine? Per avere un “Governo di alto profilo”, è la risposta. Ma con i qualunquisti? Con i populisti? Con quelli del mero voto di protesta? Un Governo di alto profilo con quelli ignoranti che non sanno neppure quanti sono i senatori? Signori miei, voi vi renderete perfettamente conto, proprio in quanto “intellettuali”, che è una contraddizione in termini. Siffatto Governo, laddove nascesse, non potrebbe che essere di basso, bassissimo profilo. Come potrebbe mai, infatti, un Parlamento di polli venuti già dalla montagna con la piena, alternativamente pericolosi estremisti di sinistra o nostalgici fascisti a seconda che il pezzo sia pubblicato sulle pagine pari o su quelle dispari, eguagliare il Governo – quello sì di alto profilo – che ha ratificato il fiscal compact, il Mes (di cui la vostra penna non si è mai occupata), il trattato di Lisbona (un giorno di ferragosto del 2008, mentre gli organismi preminentemente biomolecolari erano ubriachi sulla spiaggia, ignari e rigorosamente tenuti all’oscuro), il trattato di Velsen e ogni altro contratto che avrebbe mutato drasticamente le sorti del Paese, contro il quale non avete speso una sola virgola della vostra munifica eloquenza, della vostra raffinata favella, forse intenti a consumare il dolce ondeggiare della vostra esistenza certamente non precaria?

Date retta a un volgare agitatore di rozzi sentimenti popolari: per il bene del Paese è meglio se continuate a dirigerlo voi, come avete sempre fatto con brillanti risultati, senza essere costretti a mediare con un fenomeno transitorio e certamente destinato a rientrare, come già accadde al Fronte dell’Uomo Qualunque, che non avete mai mancato di ricordare con ammirevole costanza per creare un parallelismo artificiale, essendovi dimenticati di sottolineare come il movimento di Guglielmo Giannini nascesse dichiaratamente con lo scopo eminentemente nichilista di non occuparsi di nulla, di non prendere nessuna decisione, di non fare niente di niente perché tanto niente serve. E infatti non aveva nessun programma né si preoccupava di averne uno, caratteristica che lo rendeva diametralmente opposto a quel Movimento Cinque Stelle che avete prima ignorato, poi deriso, poi combattuto e che adesso vorreste irretire nelle vostre spire mortali, per tentare forse più di non andare a fondo che di imbrigliarlo.

Com’è che finiva la storia, secondo Gandhi? Ah sì… poi vinci.

 

 

72 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Caro Claudio i tuoi articoli sono sempre una favola!!

    Volevo chiederti se nel prossimo futuro potresti raccontare cosa ne pensi della SIAE e delle case discografiche che in italia sono una quaresima senza fine, un po’ come la politica.

    Molti come me sono arrivati a 53 anni senza mai aver potuto pubblicare nulla (ad esempio) di musica classica o di musica da immagini come si dice nel linguaggio di oggi. Quando ti presenti e ovunque ti presenti non ti fanno neanche bussare alla porta tutti a dirti: “troppo difficile la tua musica hai sbagliato porta”.

    Eppure ho avuto la fortuna di aver fatto ascoltare qualche opera al Maestro Morricone che si è complimentato per gli arrangiamenti relativi agli archi che secondo lui erano ben messi, tanto da complimentarsi per il lavoro.

    Esiste in Italia qualcuno che si occupa di queste cose, che ad esempio ti da una sceneggiatura in mano o una sinossi senza impegno ed il musicista dopo averla letta invia (magari online) la sua musica che viene poi selezionata o rifiutata dalla produzione?

    Cosi’ facendo penso che verrebbero fuori talenti che fino ad oggi sono rimasti chiusi in cantina a fare la muffa nonostante in giro ci siano molti che valgono davvero poco, ma sono raccomandati.(esperienza già fatta).

  • Oggi siamo davanti ad un primo scoglio. Noi elettori M5Stelle attendiamo dagli eletti del M5Stelle compattezza, quella che non hanno mai avuto i partiti dove in tanti si sono venduti al potere di turno.Noi siamo diversi da loro ce lo siamo detti tante volte.Questo è uno dei momenti per dimostrarlo.Non facciamoci inghiottire dalla piovra del potere.I nostri figli hanno dovuto espatriare ed il flusso somiglia a quello del dopoguerra mentre 12 persone della Troica governano e stabiliscono le sorti del mondo.Cari eletti anche voi avete subito fino ad ora non dimenticatelo mai.No noi non ci svenderemo al potere, non ci faremo inglobare nel BLOB, o almeno lo spero.

  • La pressione esterna è tremenda. Per ora, i parlamentari, stanno andando benissimo. Per ora. Poichè, siccome al m5s manca un pezzo di struttura, e cioè un coordinamento nazionale che faccia da interfaccia tra la rete, i meetup ed i parlamentari, il risultato è che i parlamentari attualmente navigano a vista, con una voce dall’aldilà che dice loro cosa NON fare ma NON cosa fare…. (o non dici niente o ti prendi la responsabilità di dare una linea, non fai il pesce in barile nel nome della rete la cui sintesi è impossibile in realtime ed anche facilmente taroccabile). In altre parole, i parlamentari o si lasciano liberi di applicare QUALSIVOGLIA strategia per arrivare all’obiettivo oppure si fornisce loro uno strumento al quale riferirsi (l’unico è un coordinamento di persone e non certo una piattaforma elettronica il cui semplice tipo di utilizzo ne determina la direzione dei risultati). Tra l’altro al primo grossolano errrore politico del m5s (e non esiste l’infallibilità), non essendoci attualmente una struttura di controllo intercambiabile (mica puoi cambiare il software se fai delle tavanate),  ci sarà il crollo di tutto il movimento. Con un coordinamento (composto da persone) sarebbe sufficente sostituire i componenti di questo coordinamento.

    Un esempio: chi sta guardando avanti e valutando i comportamenti da tenere in relazione alle scelte delle altre forze politiche? Se M5s ottiene l’incarico, chi si prende la responsabilità di governare senza una maggioranza m5s e senza un programma economico dettagliato al quale riferirsi? Se invece si torna alle urne c’è la consapevolezza che m5s vince ma non avrà la maggioranza al senato e quindi saremo nella situazione di cui sopra (con l’aggravante di essere i primi responsabili con un paese ancor più allo sbando?). Queste discussioni sono lana caprina? So che in molti propendiamo per la strategia della PROROGATIO (l’unica attualmente percorribile), ma ai parlamentari qualcuno l’ha sottoposta e spiegata nei particolari? O ci affidiamo allo spirito santo? 

    Vorrei continuare aggiungendo un sacco di altre cose sull’assenza di questa struttura chiave del m5s (secondo me o la si fa, in fretta, o va tutto a rotoli) ma chiudo con una battuta: la fiducia cieca nella rete è… un autorete. 

    • Ti risponderò citando le parole di un genio della pittura. “In Italia sei quello che dichiari di essere”. Uno si dichiara intelletuale e diventa subito tale. I veri intelletuali sono ben altri. Ti propongo di leggere Chomsky, un vero intelletuale. Allora capirai cosa significa il termine.

    • Guarda che i libri in piazza li hanno già bruciati più volte prima d’ora: nell’ultima occasione europea indossavano la croce gammata al braccio, la doppia sig e la totenkopf  al colletto dell’uniforme…

  • La raccolta di firme di La Repubblica dimostra quanto questo giornale sia politicizzato.

    Perche’ un giornale vede fare una raccolta di firme che influenzi le scelte politiche??

    Chi ci assicura che questo gruppo di sedicenti intelletuali possa fare meglio degli altri?? Che programma proporebbero?? 

    Questi di Repubblica cercano solo di far confusione! 

  • Sei un grande! Credo che farti i complimenti sia ormai riduttivo e anche poco necessario. Una persona che sa fare il proprio lavoro e lo fa con tanta passione, è consapevole della propria bravura 

    Domanda: Hai pensato già di scrivere due righe sul disgustoso utilizzo da parte di tutta la vecchia classe politica, i “giornalai”o gli “intellettuali” dell’espressione “senso di responsabilità”? Credo che l’On. Bindi (ne prendo una a caso) a Servizio Pubblico giovedì scorso abbia utilizzato l’espressione qualcosa come 5 volte in 7 minuti…
    Sono indeciso se sto “senso di responsabilità” significhi “voler governare” (a tutti i costi) o un più addolcito “dateci la fiducia” (e non rompete). Credo significhi entrambi. E la cosa mi da seriamente senso di nausea.

  • Complimenti Claudio. Uno dei tuoi articoli migliori. Grazie per dar voce ai miei pensieri  è questo è uno di quelli.

  • Ciao Claudio.

    Ottimo editoriale, belle parole. Governare con il PD no. Ma la soluzione?

    – Governo PD-PDL: vorresti far tornare Berlusconi? Ti sembra che abbia governato bene, quando è stato al governo?

    – Governo di minoranza PD. Berlusconi lo fa cadere la prima volta che gli capita l’occasione.

    – Governo di tecnici con Monti. Abbiamo visto quali interessi vengono perseguiti.

    – Governo M5S: ma M5S non ha la maggioranza, nè nel paese nè in Parlamento. La democrazia che abbiamo, per quanto imperfetta, va rispettata.

    – Torniamo a votare? E allora i discorsi sui costi della politica dove vanno a finire?

     

    Puoi trovare una soluzione alternativa? Se valida, ben venga. Ma in questo momento mi sembra molto difficile. E Grillo in questo momento mi sembra dovrebbe essere un pò meno permaloso…

    Paolo

     

    • la democrazia che abbiamo per quanto imperfetta deve essere rispettata.

      Benissimo sono d’accordo.

      Io ho votato un partito che ha dichiarato apertamente di non essere disposto a compromessi con la classe politica attuale!!

      Voglio che coerentemente il M5S rispetti le sue posizioni!

    • Tu hai votato un movimento che dice nel suo statuto art.4 : 

      “.. riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi..”

      invece vi ritrovate ad avere grillo e casaleggio che dominano qualsiasi cosa e scelta del movimento anche nei minimi particolari. 

      Se  realmente il programma vieta qualsiasi alleanza , non dice assolutamente cosa fare in modo specifico, ovvero se votare NO alla fiducia oppure uscire dall aula durante il voto.  ( che consentirebbe al PD di avere la fiducia se i montiani gliela dassero ).

       

       

  • Secondo me il significato di intellettuale rimane quello sartriano. Per essere intellettuali non basta possedere titoli di studio e non mi risulta che esista una patente, perché concettualmente non è esclusiva né di destra né di sinistra.

    L’intellettuale è colui che in polemica col potere, rivendica un diritto di decidere sul fine dell’azione politica, quindi un intellettuale dentro il potere, come mi sembra siano questi, mi pare un controsenso.

     

  • carissimo claudio, chapeau.., complimenti riesci sempre ad analizzare e prevedere in un modo impeccabile, gli avvenimenti e spiegarlo bene, specie a chi non è intellettuale… aggiungo la mia modesta: le cose nel mondo, guardacaso a livello socio-economico-culturale, sono cambiate e cambieranno sempre dal basso, cioè dal popolo!! non mai dai benestanti o intellettuali perchè non ne hanno il sentore e bisogno, fino a che non cominciano magari ad avere paura! se non sbaglio in italia non cè mai stata quella vera popolare e violenta rivoluzione!! che fa nascere una repubblica democratica, ci siamo sempre accomodati con i compromessi, ma i compromessi servono sempre e solo, a spostare il problema più avanti, (come nelle relazioni di coppia). guardiamo che cosa è successo negli ultimi anni in america latina, brasile, argentina, venezuela, costa rica, panama, gli ultimi 2paesi hanno addirittura abolito l’esercito!! cosa che vorrei tanto facesse il m5s. nei paesi citati e altri, chi sono stati gli artefici del cambiamento del miglioramento dello stato sociale e dell’economia??? il popolo!!! questo la dice lunga e dovrebbe dirlo non solo agli intellettuali ma anche ai giornalisti, che si lamentano ma che sono adagiati e schierati con i trombati di turno pd-pdl !!! insieme ai loro media, ora stanno aprendo gli occhi e hanno paura di rimanere a casa!! io credo che il m5s sia la rivoluzione moderna civile di cui abbiamo bisogno, altrimenti arriva l’altra..!!!                            (deve solo aggiungersi quella culturale!!) e il giornalismo vero è quello che dovrebbe aiutare in questo senso !! lo abbiamo visto più volte nella storia fa più male una penna che una bomba!!! 

    lucio-vitali

  • L’immagine di Gandhi mi sembra eccessiva, spero tu non abbia pensato di accostare Gandhi a Grillo.

    Anche il tuo blog e’ di partito, quello di Grillo ed infatti l’aggregatore Tze Tze ti vede di buon occhio.

    Ben presto, anzi, prestissimo, chi ha ignorato l’aspetto democrazia all’interno del movimento, si dovra’ ricredere e verificare il conflitto Grillo-Casaleggio / democrazia.

    Il non partito che diventa Partito, il portatore di voce che diventa capo politico, la democrazia dal basso che diventa ordini dall’alto. Quante contraddizioni, sarà un implosione

  • Ma infatti! La categoria degli intellettuali non esiste oppure è omnicomprensiva e cioè lo siamo tutti (e perchè no io ci metto anche gli animali i quali pensano).

    Non sono nemmeno dei paralogisti,forse dei paraculi.Usano i sofismi per creare un muro d’incomprensibilità.Le loro tesi sono apparentemente valide ma fondate.in realtà,su errori logici formali o ambiguità linguistiche dall’intento volutamente ingannevole.Questa l’applichiamo a quasi tutte le categorie,dai politici ai giornalisti ecc…

    Quelli in buona fede,quando comunicano con altri usando tutti i mezzi a disposizione,sanno che un linguaggio “tecnico” e pieno di paroloni crea una cortina fumogena e quindi non la usano.Il tuo articolo è un buon esempio fra i tanti che hai scritto.

    Ho letto saggi di scienziati veramente validi nella loro professione su materie a me sconosciute,dalla fisica,alla psichiatria ed ultimamente anche l’economia i quali,col loro linguaggio semplice ma efficace,mi hanno insegnato molto.

    Gli intellettuali a cui ti riferisci parlano e inquinano,emettono flatulenze e una quantità enorme di CO2,elefantiaca direi.Ci vorrebbe una legge che obbligasse costore a usare la maschera antigas ogni volta che aprono bocca.

    Ma noi bifiolchi stavolta ce la stiamo cavando bene.No?

  • Caro Claudio,

    da tempo ti seguo con interesse e trovo le tue critiche stimolanti. Oggi ho letto il tuo commento sull’appello che alcuni intellettuali hanno lanciato su “Repubblica”. Le tue idee sono condivisibili, quello che mi lascia perplessa è il giudizio liquidatorio che viene dato sui firmatari, tra quali troviamo persone come Don Gallo, Don Ciotti, Saviano….

    Di Don Gallo si può dire tutto, ma meno che sia un intellettuale da solotto, anzi è da decenni in prima fila impegnato a combattere per gli emarginati a fianco nei carugi di Genova. Idem per Don Ciotti, presidente dell’associazione Libera nelle quale lavorano da da anni centinaia di persone per mettere a posto i beni confiscati alla malavita organizzata. Mio figlio è stato uno di loro e non ha/abbiamo guadagnato nulla se non la gratificazione morale e civile di far fatto parte di una comunità di pari. Ritornare ad essere comunità in modo che nessuno venga lasciato indietro è una delle idee-cardine del Movimento 5 e per quanto mi riguarda è stata una delle ragioni che mi hanno spinto a votarlo.
    Infine, intellettuale non è una parolaccia; lo era anche Pasolini, l’autore degli “Scritti corsari”, lo è anche Dario Fo, premio Nobel per la letteratura…
    Quindi, il problema non è tanto chi siamo, ma come ci comportiamo, cioè chiunque, intellettuale e/non, dovrebbe smettere di essere servo. Il servilismo e il conformismo sono, perciò,  “i veri nemici”.

    Con affetto,

    Sandra 

     

    • Molti sono in buonissima fede e assolutamente d’accordo che la parola intellettuale non è una parolaccia. Purtroppo tra gli intellettuali ci sono molti venditori di verità a giornata

    • Ci sono intellettuali e sedicenti intellettuali o ingiustamente titolati come intellettuali. Il senso dell’articolo di Claudio lo capisco io che sono un umile operaio diplomato. L’intellettuale che si sente offeso è appunto il sedicente intellettuale o ingiustamente titolato

  • Uno dei più raffinati uomini di potere della storia occidentale, il cardinale Mazzarino, gesuita di origine italiana, consigliere del Re di Francia Luigi XIV, soleva ripetere: “Il trono si conquista con le spade e con i cannoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni”. Questa massima riassume in modo, io credo, magistrale la necessità del potere antidemocratico e autoritario di plasmare il sapere sociale in modo da alimentare imposture funzionali alla sua perpetuazione.

    Il lavoro della costruzione delle imposture è affidato da sempre agli intellettuali e costituisce una delle loro principali fonti di reddito.

    L’Italia è sempre stata una straordinaria fucina di intellettuali costruttori di imposture al servizio del potere. E non è un caso che una delle massime icone nazionali resti Niccolò Machiavelli, prototipo nazionale di intellettuale che, invece di smascherare le imposture del potere, ha come massima aspirazione quella di divenire il consigliori del principe di turno, anche se – come nel caso di Cesare Borgia – si tratta di un lestofante, capace di ogni nefandezza, pluriomicida e stragista[…].

    Roberto Scarpinato

  • L’ editoriale è veramente brillante. Consiglio agli intellettuali di imparare un pò di onestà intellettuale da Claudio.

  • Fanno suonare le sirene degli intellettuali ma mi sa che tanto la soluzione la stanno già trovando in altro modo: liquidare in tempi brevi il cavaliere con l’aiuto dei giudici e spaccare il PDL. Dai rottami che ne seguiranno recuperare qualche decina di parlamentari e senatori con i quali assicurare la fiducia ad un governo a conduzione PD.

  • Per caso giunto su questo sito ho apprezzato questo editoriale, scritto con estrema lucidità e razionalità, analitico ma non "algido", anzi fermamente trepidante e chiarificante per qualunque livello di lettore, bravo, un bellissimo pezzo e soprattutto sinceramente onesto!!
  • Perfetto! Una delle migliori analisi da molti mesi a questa parte. Lucida impietosa  coerente. Claudio complimenti!

    Non sono riusciti a cambiare il principale partito della sinistra italiana lasciando che venisse infiltrato dai peggiori massoni ed ex democristiani non hanno speso una parola per le aberrazioni logiche e storiche di un partito nato dei lavoratori e finito a votare pacchetto Treu, legge Biagi e riforma Fornero e oggi dopo aver perso qualsiasi treno sono disperati, pronti a farsi nuovamente voce di un cambiamento che non hanno saputo e voluto fare in casa propria, perchè come scrivi tu Claudio,  troppo impegnati per la prima o per la prefazione sempre e assolutamente autoreferenziali e sempre più distanti dalla realtà.

    Ma diciamo anche che di intellettuali ne sono stati epurati e dimenticati davvero tanti, penso a gente come Dario Paccino che molte cose le diceva 20, 30 o 40 anni fa (ad esempio il libero schiavo di Maastricht del 1993).

  • L’attributo di intellettuale è abusato. E’ diventato un modo di dire, pragmaticamente sta per “persona di sinistra colta”. Ma non è così. Io fossi in voi ne rivendicherei il significato autentico invece di denigrarlo.

    Secondo me è più intellettuale un poliziotto che si rifiuta di eseguire l’ordine di picchiare una signora anziana in una manifestazione, di uno scrittore che esegue gli ordini del PD.

     

  • La rete è una còseria. Non è una scienza, non è una religione non insegna nulla. Però si affianca alla libreria, al giornalaio, alla copisteria, alla stamperia. Può essere una rivendita di cose dove puoi vendere e comperare tutto o anche propagandare idee tue o seguire quelle di altri.Il suo unico difetto è la sua inconsistenza. La rete si materializza soltanto se si conosce la sua ubicazione e se si parla la sua lingua. La chiave per aprire la sua porta non ce l’hai tu la devi comperare da uno che la rivende dopo averla acquistata da un’altro che la costruisce. Dopo che hai comperato un computer, un tablet, uno smartphone o qualsiasi altro strumento elettronico che accede alla rete sei ancora avvolto dalla nebbia dell’ignoranza e ti trovi come uno che volesse fare il medico senza conoscere il greco, il latino, la tua lingua madre e nemmeno l’alfabeto. Così sei costretto a rivolgerti agli alfabetizzati della rete. Gli esperti ti insegnano a usare la tastiera, il mouse, il touch-screen, e l’accesso a internet. Per navigare in internet non occorre soltanto connoscere le basi della ricerca, ma bisogna sapere l’inglese-USA e soprattutto le nuove parole che continuamente inventate o abbreviate costituiscono la terminologia della neonata professione, quella di web-doctor. I web-doctors non hanno costituito un’ordine professionale, non hanno interessi omogenei nè tantomeno linee guida di comportamento. Generalmente nessuno li conosce. Lavorano al servizio della rete o per meglio dire di quelli che la possiedono, che non è mai l’individuo che la utilizza. Vendono la loro conoscenza della rete e la loro capacità di inventare nuovi modi per padroneggiarla.Non sono tenuti ad avere una morale, un’ideologia o una fede, tranne quella sull’infallibilità della rete, contenitore onnicomprensivo del quale si sentono interpreti esclusivi.A cosa serve quindi tutto questro discorso? A nulla di speciale, solo a ricordare che la diffusione della carta stampata fece sparire i cantastorie ma le librerie nacquero con le porte aperte e per legger i libri a tutti venne insegnata una lingua. Se al contrario la scrittura fosse rimasta una dottrina elitaria i suoi detentori sarebbero diventati una corporazione dominante.Ergo,  la rete che adesso c’è anche se non la puoi toccare e che è immateriale come l’aria che si respira, deve rimanere pulita, disinquinata e libera da ogni condizionamento. L’uso della rete deve diventare materia obbligatoria di istruzione a cominciare dalle scuole primarie. Se ci fosse un insieme di persone maggiormente sensibile a questa necessità, fino al punto di ritenere indispensabile avere propri portavoce nei luoghi che si ritengono decisionali sulla la diffusione della rete in Italia, sarebbero tanto più utili alla gente quanto più fossero capaci di farsi riconoscere come tali, dichiarandolo apertamente e ridicendolo continuamente fino a quando tutti avessero capito.Tutti devono volere la diffusione della rete, come fu per la diffusione della scrittura nelle scuole. Frenare, sottovalutare o disinteressarsi aiuterebbe soltanto l’affermarsi di corporazioni nuove al posto di quelle vecchie.
  • Da tante parti si lanciano appelli al “senso di responsabilità”, lo stesso che ci aveva portato, dopo la caduta del governo Berlusconi, al colpo di stato organizzato da Napolitano, che, invece di andare alle elezioni, come era legittimo fare, impose Monti, solo ed esclusivamente perchè c’era l’urgenza di salvare le banche straniere.

    E il governo Monti ha affossato il paese.

    Ora la storia si ripete, ma stavolta c’è il movimento 5stelle che non ha intenzione di accogliere questi falsi appelli alla responsabilità.

    Anzi, più tempo stiamo senza governo, meglio stiamo sicuramente, perchè in questo modo allontaniamo nel tempo l’attuazione della cosiddetta “agenda Monti”! che deve dare il colpo di grazia alla noostra economia.

    • pienamente d’accordo,  ma senza un governo di qualunque tipo il M5S come farà ad attuare i 20 bellissimi punti della campagna eletterale?

      Io sinceramente non ho dato il mio voto al M5S per protesta, io voglio il cambiamento e che il programma venga attuato il più presto possibile, non basta soltanto fermare l’agenda monti.

      Un accordo con il PD finalizzato a far approvare almeno parte di quei punti per poi riandare al voto con una nuova legge elettorale mi sembra una soluzione più che ragionevole (e responsabile), se invece il M5S preferirà portare il paese nel baratro pur di eliminare questa classe politica temo che farà il gioco dei partiti e perderà tutti i voti che ha guadagnato finora.

      Credo molto nel M5S e soprattutto condivido pienamente il rifiuto totale dell’attuale classe politica ma non possiamo permetterci di postporre ulteriormente tutte quelle riforme vitali per noi in questo momento storico.

    • Ma chissene impippa dei sostenitori del M5s.
      E chissene impippa di quelli che qualcuno pensa che siano sostenitori del pd.
      Ma lo vogliamo capire che siamo TUTTI cittadini e basta?
      Ma vaffanculo al pd e al M5S (che ho votato).
      Non capite che è quello che vogliono i cialtronazzi?

      Io NON sostengo NESSUNO!!
      Io sostengo un futuro migliore!
      E su QUELLO discutiamo!

      Ma non si può chiedere alla banda bassotti di riformare la giustizia…

  • Non so quale sia la soluzione migliore per questa situazione, so solo che ogni giorno tantissimi italiani onesti soffrono e alcuni si suicidano, tutto questo non è più tollerabile, se si può fare qualcosa per alleviare queste sofferenze va fatto ora perchè dopo, domani sarà troppo tardi. Mi ricordo che Grillo raccontò la storia di Sabin che rinunciò al brevetto del vaccino della polio pur di poter salvare più persone possibili, forse è ora per fare lo stesso.

  • Bravo Claudio!

    Tutti con gli occhi puntati sul M5S Cosa faranno? Cosa Vogliono? A cosa puntano?

    Tutti guardano aspettando cosa? il passo falso?

    Io guarderei altrove agli altri. Dal basso stanno spingendo ..l’ebetino che sta in mezzo se n’è accorto…Prevedo schizzi di PUS a destra e a manca.

    Grazie Claudio

  • Grande Claudio, è un pò che ti seguo e ti stimo sempre di più, a maggior ragione ora che occorre stringere i denti, coa che stai facendo ottimamente , in vista del risultato “pieno”. in riferimento a questo ottimo editoriale mi permetto dal basso della mia semplice cultura di uomo semplice e normale, di evidenziarti che forse ti è rimasto un “forse” non dovuto:

    …”a quel Movimento Cinque Stelle che avete prima ignorato, poi deriso, poi combattuto e che adesso vorreste irretire nelle vostre spire mortali, per tentare forse più di non andare a fondo che di imbrigliarlo”

    continua così e complimenti ancora, forse, e questa volta ci sta, cambiamo davvero le cose!

    Paolo.

     


  • Sono in disaccordo totale con l’80% delle affermazioni contenute in questo articolo e in disaccordo parziale con il restante 20%. Leggendolo ho avuto conferma di ciò che da tempo vado ponderando, e cioè che la distanza tra le mie posizioni e idee e quelle del Movimento 5 Stelle, di cui all’epoca della fondazione non mi piaceva già il nome, è siderale, e si acuisce sempre più.

     

    1)      L’articolo è infarcito di mezze verità e falsità belle tonde, tra cui quella che “La categoria degli intellettuali è tutta italiana”, che tradisce in modo evidente il fatto che il nostro “blogger” ha una conoscenza della cultura europea extra-italiana davvero povera. Del resto, non mi aspetto altro da chi tenta una strampalata apologia dell’ignoranza.

    2)      Il fatto che tale “blogger” si domandi cosa abbiano fatto negli ultimi anni quelli che lui definisce “intellettuali” (e secondo me non ha una lontana idea di cosa “intellettuale” significhi né di cosa “un intellettuale” faccia) è dovuto, probabilmente, al fatto che non legge sufficientemente o non legge nei luoghi giusti. Del resto, come ha giustamente detto un bravo giornalista qualche giorno fa riferendosi esplicitamente al M5S, l’ordine sociale si comprende – ed è possibile cambiarlo (in positivo) – leggendo Gramsci, non Twitter.

    3)      Ricordo, in inciso, che gli “organismi preminentemente biomolecolari” di cui parla il “blogger”, e che oggi, a suo avviso, dovremmo preferire ai suoi “intellettuali”, sono in buona parte gli stessi che per tre volte consecutive hanno votato Berlusconi (i numeri delle ultime elezioni sono lapalissiani al riguardo). Quindi, se “organismi preminentemente biomolecolari” a lui pare offensivo, io proporrei “organismi prevalentemente microcefali”.

    4)      In conclusione, mi appoggerei a quanto Mircea Eliade ha scritto più di trent’anni fa in un suo bel libro, che non mi aspetto il “blogger” o i suoi microrganismi conoscano, visto il loro esclusivo impegno a navigare la rete e a trarne preziosi succhi di significato: i rigurgiti anti-intellettualistici che da secoli si avvicendano in Europa e in Occidente – e a cui Hitler, la destra berlusconiana e i Repubblicani americani ci hanno lungamento abituato, per citare solo i più recenti esempi – sono un chiarissimo segnale non tanto di crisi in sé, la quale può anche essere un’esperienza positiva che porta al cambiamento, quanto un sintomo di imbarbarimento sociale e culturale.

    5)      La mia posizione è fermissima: io preferisco la categoria dei pensatori, degli scrittori, degli studiosi e degli intellettuali a quella che negli ultimi giorni si è rivelata essere un’armata Brancaleone formata da mezzi ottusi (per non dire mentecatti) scelti da qualche centinaio di internauti e votati da milioni di persone disperate, e accecate dalla disperazione, il cui unico obiettivo è minare un sistema che, a mio avviso, non hanno pienamente compreso e che pertanto non possono cambiare con successo.

    • Sono d ‘accordo con i tuoi punti soprattutto con il punto 3). L’esaltazione della massa dopo 20 anni di berlusconismo è qualcosa di tristemente ridicolo.

      Infatti vogliono imporre il referendum sull euro , che è una nefandezza che entrerà nella storia come scemenza del secolo. La scemenza non è  l uscita dall euro, ma affidare una  scelta così delicata ( che necessità una profondissima competenza esperienza e autorevolezza ) a una massa di incompetenti , privi  di qualsiasi studio approfondito a riguardo, mossi unicamente dai soliti  movimenti di pancia o banali informazioni lette sul web ( se non addirittura semianalfabeti che in italia votano e sono circa 6 milioni ).  

  • “Noi siamo quelli senza voce, la gente che protesta nelle piazze, inascoltata; noi siamo i promotori delle tante leggi popolari presentate in Parlamento, mai discusse; noi siamo quelli cacciati dai consigli comunali che vogliono registrare; siamo quelli delle domande senza risposte; delle denunce sempre a vuoto; delle tante proposte cadute nel nulla; siamo quelli che vogliono essere interpellati ma che sono sempre esclusi; quelli che vogliono partecipare ma che sono sempre respinti; siamo quelli che adesso entreranno nel palazzo, tramite alcuni, entreremo tutti, e non potrete più zittirci, non potrete più ignorarci.”

    Paola Nugnes

  • Il tuo articolo e’ bellissimo, solo che non ho ancora capito dove sta scritto che il movimento non si puo’ alleare con altri partiti. Per favore riportami il virgolettato

  • Ho votato M5S serenamente e pacatamente perché credo che ci serva un passaggio qui e ora.

    Non l’ho votato per ritrovarmi in mezzo a chi sbandiera il monopolio della verità e della giustizia.

    Non l’ho votato per ritrovarmi al fianco di chi sputa su Saviano, don Ciotti, Benigni e don Gallo.

    Non l’ho votato per sentirlo insultare il “culturame” e gli intellettuali-servi, come nei peggiori momenti del peggio Novecento.

    Temevo che presto mi sarei pentito di averlo votato. Ma non così presto.

  • Questi personaggi disquisiscono sempre dei problemi degli altri, ma riescono a risolvere soltanto i propri. La gente che ha i problemi non ha accesso a queste piazze mediatiche, non ha la necessaria cultura. Cosicchè gli intellettuali sono perennemente impegnati a risolvere i problemi della gente che non ha voce. Loro non parlano mai di moneta debito, dei trattati europei, del MES, di Eurogendfor, perchè le finalità di questi trattati sono argomenti che vanno al di là delle capacità di comprensione della gente comune. Se la gente perde il posto di lavoro, se gli imprenditori sono costretti a chiudere le aziende e devono licenziare, questo è un prezzo da pagare sull’altare degli obiettivi della UE che la gente comune, quella che perde il posto di lavoro, quella che si suicida, non può certo capire. Ed è per questo che certi trattati sono stati ratificati dal parlamento alla chetichella, all’unanimità, senza opposizione e senza la minima informazione, perchè se la gente avesse saputo certamente non avrebbe capito e si sarebbero avuti eventi di populismo che avrebbero potuto compromettere la realizzazione della UE. Adesso ci sono questi 8 milioni di vittime del populismo che sono andati dietro a Grillo e hanno mandato in parlamento 150 personaggi che non conoscono ancora le “regole” e non sanno come muoversi dentro i “palazzi”. Normale che gli intellettuali e tutte le forze di sistema tradizionali si prodighino per rimediare a questa stoltezza degli otto milioni di elettori che, votando i 150 parlamentari M5s che non vogliono “collaborare”, rischiano di far cadere il paese nel baratro. Staremo a vedere cosa riusciranno a fare i nostri eroi.

    • Hai ragione sul fatto che certi argomenti necessitano competenze non alla portata di tutti, per questo ci sono persone elette o nominate che se ne occupano…Pensiamo a cosa succederebbe se venisse organizzato un referendum sull’abrogazione delle tasse, quanti voterebbero a favore ? Per poi lamentarsi se non trovano nessuno in ospedale o sono costretti a difendersi se la polizia non c’è più.

      Tuttavia non è giusto escludere completamente la popolazione italiana perchè a rischio populismo, se c’è un problema deve essere risolto: in quante scuole si insegna la base della matematica: la logica ? Il modo corretto di costruire ragionamenti (proposizioni,connettivi logici ecc…). La cosa estremamente grave è che nessuno si preoccupa di rendere migliore la popolazione agendo anche sulle istituzioni, anzi il politico di turno ritiene opportuno sposare la mentalità popolare anche se sbagliata o antiquata, per pura convenienza. Quello che dovrebbe essere il trascinatore diventa il trascinato e alla lunga si trasforma in zavorra (chiediamoci perchè questi politici sono lì da 20-30 anni ma solo quando è arrivata la crisi la gente ne ha avuto abbastanza).

      Intanto in Francia stanno pensando di sostituire l’ ora di religione con quella di etica. O aumentare le aliquote sui superredditi.

  • RIPETO:

    Intellettuali o no milioni di Italiani hanno votato il Movimento 5 Stelle per Fare e non per andare all’opposizione.

    RIPETO:

    Non ho votato ne Grillo ne quel massone di Casaleggio

    RIPETO:

    Scivere questo commento è inutile, la nuova moda del Movimento 5 Stelle è rendere conto ai suoi Padroni e non agl’ elettori.

    RIPETO (per soddisfazione personale tanto è inuitile)

    Beppe era meglio che dormivi sotto il Plaid.

     

    Il cittadino (per quello che vale)

                                                                    Daniele Pagini

  • eccezionale Claudio!

    Questa pattuglia di intellettuali al soldo del miglior offerente si spaccia per moralmente superiore mentre dall’alto dei loro privilegi mai han mosso un dito per denunciare come il popolo stava subendo i costi umani inimmaginabili di questa classe corrotta. Con che faccia chiedono ad un movimento pulito di cittadini di sporcarsi in quella melma….che schifo..

  • e’ chiaro che tutti questi intellettuali hanno votatoPD compresi Saviano, Jovanotti e Benigni. Che si tengano il loro voto per il PD e non cerhiono di convincere me!

     

  • luca.manzoni ha scritto :
    Sono d ‘accordo con i tuoi punti soprattutto con il punto 3). L’esaltazione della massa dopo 20 anni di berlusconismo è qualcosa di tristemente ridicolo. Infatti vogliono imporre il referendum sull euro , che è una nefandezza che entrerà nella storia come scemenza del secolo. La scemenza non è  l uscita dall euro, ma affidare una  scelta così delicata ( che necessità una profondissima competenza esperienza e autorevolezza ) a una massa di incompetenti , privi  di qualsiasi studio approfondito a riguardo, mossi unicamente dai soliti  movimenti di pancia o banali informazioni lette sul web ( se non addirittura semianalfabeti che in italia votano e sono circa 6 milioni ).   ” hai mai sentito parlare di signoraggio? L’Euro è anche (soprattutto ) questo. Sovranità monetaria!!

  • Von Wustenberg ha scritto :
    pienamente d’accordo,  ma senza un governo di qualunque tipo il M5S come farà ad attuare i 20 bellissimi punti della campagna eletterale? Io sinceramente non ho dato il mio voto al M5S per protesta, io voglio il cambiamento e che il programma venga attuato il più presto possibile, non basta soltanto fermare l’agenda monti. Un accordo con il PD finalizzato a far approvare almeno parte di quei punti per poi riandare al voto con una nuova legge elettorale mi sembra una soluzione più che ragionevole (e responsabile), se invece il M5S preferirà portare il paese nel baratro pur di eliminare questa classe politica temo che farà il gioco dei partiti e perderà tutti i voti che ha guadagnato finora. Credo molto nel M5S e soprattutto condivido pienamente il rifiuto totale dell’attuale classe politica ma non possiamo permetterci di postporre ulteriormente tutte quelle riforme vitali per noi in questo momento storico. “E’ questo il punto: il Pd non approverà nessuno dei punti del M5S perchè nonè nel suo DNA, vedi gli 8 punti. Parlano tutti di modifica, revisione, riduzione, ….nessun taglio netto a qualcosa. Sono 8 punti lontani anni luce dai 20 punti del M5S

  • Di solito, li articoli che leggo quì mi piacciono.

    Questo proprio no. Mi delude tantissimo.

    Non è che un delirio di confusione sulla parola “intellettuale”.

    Intellettuale è soltanto una persona che fa molto uso dell’intelletto, che lo fa funzionare parecchio. Al contrario delle persone che hanno l’intelletto pigro ed evitano di usarlo. Alcune si offendono anche se qualcuno tenta di farglielo usare.

    Gli intellettuali si trovano in tutte le categorie sociali, politiche, economiche, religiose e quant’altro ed è semplicemente assurdo pensare che possano costituire una qualche categoria a sè, tranne che in senso molto lato, come da definizione sopra.

  • A PROPOSITO DELLA MARCIA DEL PDL SUL TRIBUNALE DI MILANO

    Quello che più sorprende è il silenzio del PD e del Presidente Napolitano su questo episodio che va inquadrato nella campagna elettorale infinita di B. e Co.

     Se conosciamo l’ottima Bocassini l’indegna gazzarra (come si usava dire) le avrà causato un piccolissimo travaso di bile e rafforzato la sua determinazione a fare giustizia. (o a provarci). Rispetto al silenzio dei due soggetti invece, non sarà che, non irritando il B., si lasciano una strada aperta per un governissimo magari con un non politico di facciata a capo, alla faccia di Grillo e di grillini eletti che saranno più facile oggetto di scouting (leggi reclutamento) quando, abbagliati dai fasti delle Camere che dovrebbero lasciare per il limite dei due mandati, saranno più malleabili.

    JOZZ

     

  • CARO INTELLETTUALE NON SI SA’ DI QUALE CASTA ,IN QUASI 40 ANNI DAL 68′ AD OGGI NE HO VISTI TANTI COME LEI CRITICARE SEMPRE (E’ PIU’ FACILE) E SPARARE SUL FAGIANO POSATO A TERRA CHE SFORZARSI DI CAPIRE UNA COSA NUOVA UN MOVIMENTO NUOVO ,CHE NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL FAMOSO ” MOVIMENTO DEI QUALUNQUE”MA CHE HA UNA SEMANTICA NUOVA TUTTA SUA E CHE LEI FRETTOLOSAMENTE MESCOLA SINISTRA DESTRA FASCISMO E QUALUNQUISMO.LEI COME TANTA STAMPA ITALIANA,COME LA VECCHIA CASTA POLITICA E I TANTI CITTADINI CHE PARTECIPANO IN QUESTO MOMENTO AL DIBATTITO POLITICO IN ITALIA NON HANNO CAPITO LA VERA PORTATA ANCHE SEMANTICA NEL LINGUAGGIO DEL MOVIMENTO 5 STELLE E DI QUANTO POSTATO DA GRILLO  E CASALEGGIO SUL BLOG 5 STELLE.TUTTI INTERPRETANO QUESTO LINGUAGGIO CON LE VECCHIE CATEGORIE DELL’ESSERE,NON HANNO CAPITO CHE ANCHE QUESTA FORMA DI COMUNICAZIONE E’ NUOVA, A MODO SUO RIVOLUZIONARIA.I VAFFA.. IL LINGUAGGIO FORTE USATO NELLE PIAZZE COME NEGLI ARTICOLI SUL BLOG CORRIPSONDE IN UNA CERTA MANIERA ALLA FILOSOFIA DEL MOVIMENTO CHE E’ QUELLA PER SOPRAVVIVERE DI DIFFERENZIARSI E DI METTERE IN ATTO UN ATTACCO ALLE “CASTE” CON UN LINGUAGGIO S’ COLORITO MA NUOVO NELL’ESPRESSIONE GERGALE CHE SOLO GLI STUPIDI POSSONO SCAMBIARE PER LINGUAGGIO OFFENSIVO O QUALUNQUISTA.QUELLO DI GRILLO E’ UN LINGUAGGIO CHE VIENE DAL POPOLO USATO SPESSO DAI CITTADINI COMUNI SENZA I BIZANTINISMI CHE NEGLI ULTIMI ANNI HANNO FATTO DEL LINGUAGGIO DELLA POLITICA UN LINGUAGGIIO ASTRUSO E LONTANO DAL LINGUAGGIO COMUNE DELLA GENTE E DELLA SOCIETA’ IN CUI VIVIAMO.UN LINGUAGGIO USATO SPESSO PER DIRE E NON DIRE CHE NON COMUNICA MAI MESSAGGI CHIARI.GRILLO HA INIZIATO AD USARE UN LINGUAGGIO SI’ POVERO,MA COMPRENSIBILE DA TUTTI IMMEDIATAMENTE PERCEPIBILE NE”ESSENZA DEL SUO SIGNIFICATO VERO ;UN LINGUAGGIO IN CUI SIGNIFICATO E SIGNIFICANTE COINCIDONO PER ESPRIMERE IL PIU’ CHIARAMENTE POSSIBILE I PUNTI ESSENZIALI DI QUESTA NUOVA FILOSOFIA DEL FARE E DEL DIRE.uNA FILOSOFIA DEL VIVERE NUOVO CHE VUOLE FARSI RIVOLUZIONE DELL’ESISTENTE NON SOLO RISPETTO ALLA VECCHIA CASTA POLITICA MA ANCHE RISPETTO ALLA SOCIETA’.UN LINGUAGGIO CHE INTRODUCE TERMINI COME CAMBIAMENTO CHE LA GENTE COMUNE CAPISCE,UN LINGUAGGIO CHE ACCENDE NUOVE SPERANZE SOPITE IN QUESTI ULTIMI ANNI DI STATICISMO POLITICO DI TUTTI I PARTITI CHE NON HNANNO SAPUTO FARSI IDEA-PROPOSTA NUOVA PER UNA SOCIETA’ CHE ANDAVA CAMBIANDO MA DALLA QUALE I PARTITI TRADIZIONALI NON HANNO SAPUTO CAPIRE LA NUOVA DOMANDA DI DEMOCRAZIA, NE’ INTERCETTARE LE NUOVE ISTANZE DELLE FAMIGLIE, DEI GIOVANI,DEGLI IMPRENDITORI CHE CHIEDONO ALLA POLTICA MENO PAROLE E PIU’ FATTI.CHE CHIEDONO ALLA POLITICA DI USCIRE DAI VECCHI SCHEMI E DI INOLTRARSI CON CORAGGIO IN TERRITORI ABBANDONATI E SCONOSCIUTI.IL PDPCI NON HA SAPUTO TRASFORMARE LE ISTANZE CHE VENIVANO DALLA BASE IN PROPOSTE NUOVE PER UNA NUOVA SOCIETA’ RIFORMISTA BASATA VERAMENTE SULL’EGUAGLIANZA E SU UNA FORMA DI VITA LEGATA AL LAVORO MA NUOVA NEL SUO MODO DI FARSI E REALIZZARSI.I SUOI DIRIGENTI NON HANNO CAPITO CHE I GIOVANI DI OGGI SONO DIVERSI DAI GIOVANI USCITI DALLA LOTTA PARTIGIANA O DI QUELLI CHE SEGUIRONO TOGLIATTI O BERLINGUER.CHE I GIOVANI EDUCATI AL COMUNISMO OGGI,O PER RETAGGI FAMILIARI O PER UNA LORO LIBERA SCELTA VOGLIONO VEDERE LE COSE DETTE A PAROLE DIVENTARE REALTA’,E PRESTO;CON MENO IDEOLOGIA E PIU’ ATTENZIONE AGLI ASPETTI PRATICI DI UNA VISONE COMUNISTA E RIFORMISTA DEL MONDO.ECCO PERCHE’ AD ESEMPIO A LIVORNO, COME RAPPRESENTATO DA UNA RECENTE INCHIESTA TELEVISIVA,A LIVORNO DOVE FU’ FONDATO IL PARTITO COMUNISTA NEL 1921,VAI NELLA LOCALE SEDE DELL’ARCI E CHE TROVI ? VECCHI NOSTALGICI A CUI IL TEMPO HA MANGIATO LE AMBIZIONI E HA LASCIATO SOLO LA RETORICA DEL COMUNISMO FATTA DI LUOGHI COMUNI E SNATURATA ORMAI DELL’ANTICO ASPETTO “RIVOLUZIONARIO”.dOVE SONOP I GIOVANI COMUNISTI DELLA LIVORNO-TOGLIATTIGRAD D’ITALIA??,O NON CI SONO PIU’ O DELUSI VOTANO PER ALTRI PARTITI. E QUESTI CITTADINI CHE NON RIESCONO AD ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE STUFI DI UN LINGUAGGIO SEMANTICO DELLA POLITICA ITALIANA CHE E’ RIVOLTO SEMPRE PIU’ SU SE’ STESSO CHE VERSO LA SOCIETA’ CHE DOVREBBE RAPPRESENTARE.GRILLO HA CAPITO CHE C’ERA UNA RABBIA CHE STAVA MONTANDO E STAVA  PER FARSI UNA PERICOLOSA DERIVA CHE NON SI SA’ DOVE CI AVREBBE PORTATO .GRILLO CON CASALEGGIO INVENTANDOSI UN ,LINGUAGGIO NUOVO COMPRENSIBILE A TUTTI HA INCANALATO QUESTA RABBIA NEL MOVIMENTO 5 STELLE E DI QUESTO TUTTI DOVREMMO ESSERGLIENE GRATI.SENZA FINANZIAMENTI PUBBLICI NE COMPROMESSI ECONOMICI CON LA CAPARBIETA’ DI UN CAPOPOLO E’ RIUSCITO AD AVERE ALLE ULTIME ELEZIONI UN RISULTATO STORICO NELLA LUNGA STORIA DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI.HA CAPITO CHE LA GENTE ANDAVA AFFRONTATA NELLE PIAZZE, HA CAPITO CHE LA STAMPA ITALIANA E’ ABITUATA DA SEMPRE A CERCARE QUELLO CHE NON C’E’ NELLE DICHIARAZIONI DEI POLITICI E ANCHE DI QUESTA NUOVA FORMA DI FARE POLITICA “IL GRILLISMO”,CHE ALL’INIZIO LA STAMPA E LA TELEVISIONE HA SNOBBATO E POI COME SEMPRE ABITUATI AD ESSERE SERVI DEI PADRONI HA CERCATO DI INGABBIARE IN CATEGORIE STORICHE TRADIZIONALI .IL MOVIMETO 5 STELLE;NON CAPENDO CHE INVECE E’ UNA FORMA NUOVA DI FARE POLITICA PER CAMBIARE LA SOCIETA’ FORSE SENZA ESAGERARE UNA NOVITA’ UNICA IN QUESTO NUOVO MILLENNIO NON SOLO IN ITALIA E IN EUROPA MA NEL MONDO.GRILLO VUOLE PORTARE L’IMMAGINAZIONE AL POTERE PER CAMBIARE LA SOCIETA’ COSA CHE LA MIA GENERAZIONE STUDENTESCA DEL 68′ NON E’ RIUSCITA A FARE.GRILLO LO VUOLE FARE IN MANIERA DEMOCRATICA ,DA UN LATO CON MODALITA’ CHE SAREBBERO PIACIUTE A GHANDI E DALL’ALTRO CON UNA ESASPERAZIONE VERBALE CHE CORRISPONDE ALLA ESASPERAZIONE REALE DELLA GENTE COMUNE  CHE HA GENERATO UN LINGUAGGIO E UNA SEMANTICA “VIETCONG” VICINA AI BISOGNI DELLA GENTE E CHE GRILLO INTERPRETA ALLA LETTERA QUESTI BISOGNI DELLA GENTE COMUNE.BISOGNI A CUI GRILLO HA DATO UNA SPERANZA UN SOGNO DI FUTURO HA FATTO INTRAVEDERE LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL NEL QUALE CI TROVIAMO. HA LEGITTIMATO L’ASPIRAZIONE DI TANTA GENTE CHE DA ANNI ASPIRA AD AVERE UN FUTURO MIGLIORE E POI RIVOLUZIONE NELLA RIVOLUZIONE AVENDO CAPITO CHE BISOGNA PRIMA PASSARE  DA UN PERIODO DI DECANTAZIONE SOCIALE PER QUELLO CHE SI AGITA IN ITALIA, COME GARANTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE,CURANDO QUESTO BAMBINO APPENA NATO DALLE ELZIONI PER FARLO CRESCERE NELLA COSCIENZA E NELLA SUA CAPACITA’ DI FARE E ATTUARE I PROGRAMMI DEL MOVIMENTO;CHE CI SONO E SONO CHIARI ; HA CERCATO DI TENERE  PER ORA I NUOVI ELETTI PARLAMENTARI DA UNA CONTAMINAZIONE DELLA VECCHIA POLITICA CHE POTREBBE ESSERE LETALE PER IL MOVIMENTO.E GRILLO GRANDE CONOSCITORE DELLA COMUNICAZIONE STA’ EVITANDO CON  IL SUO NEGARSI ALLA STAMPA E ALLA TELEVISIONE ITALIANA CHE IL MOVIMENTO SIA CONTAMINATO DA UN VECCHHIO MODO DI FARE INFORMAZIONE ABITUATO A STRAVOLGERE LA COMUNICAZIONE E A TROVARE SEMPRE CONTRADDIZIONI INESISTENTI CON QUANTO SI DICHIARA.E TUTTO QUESTO PER IL SEMPLICE GUSTO DI MONTARE SCOOP INESISTENTI O DI FARSI BELLI NEI CONFRONTI DELLA CASTA CHE COMANDA L’INFORMAZIONE.PURTROPPO QUESTO E’ UNO DEGLI ASPETTI PEGGIORI DELLA NOSTRA INFORMAZIONE E NE PAGHIAMO OGNI GIORNO LE CONSEGUENZE.UNA STAMPA STAMPA LIBERA VIRTUALMENTE, CHE DIVENTA PALUDE DELL’INFORMAZIONE.GRILLO STA’ FACENDO SOGNARE MOLTI ITALIANI GIOVANI E GRANDI E DI TUTTE LE GENERAZIONI E CREDO HA PRESENTE QUALE RUOLO IMPORTANTE LUI E CASALEGGIO OGGI RIVESTONO NELLA CRESCITA DI QUESTO MOVIMENTO CHE E’ QUALCHE COSA DI UNICO NEL PANORAMA ITALIANO E INTERNAZIONALE. E PER QUESTO BISOGNA LEGGERE TANTI SUOI ATTEGGIAMENTI NON  COME ATTEGIIAMENTI AUTORITARI CHE GENERANO ALL’INTERNO DEL MOVIMENTO  POCA DEMOCRAZIA,MA COME ATTENZIONE COSTANTE CHE LA DEMOCRAZIA NON DIVENTI ANARCHIA E SNATURI UNA FILOSOFIA DEL FARE,DEL VIVERE E DEL COSTRUIRE UNA DEMOCRAZIA POPOLARE VERSO UNA DERIVA ANARCHISTA ,CHE E’ POI QUELLO CHE VORREBBE LA VECCHIA CASTA POLITICA.

  • L’ultima illusione venduta agli italiani ebbe inizio negli anni 70, esattamente nel 1972 con la prima pietra della riforma tributaria, escamotage della nuova classe benestante post-bellica, arricchitasi con il boom economico degli anni precedenti, che già avvertiva l’affacciarsi dell’Asia a basso costo in concorrenza con il mercato italiano e che si apriva a investimenti vantaggiosi, già sperimentati dagli imprenditori del Nord-Est con alterni successi nell’area balcanica. La maggioranza si incantò davanti alla “Milano da Bere”, trucco inventato per convincere le persone che se avessero eletto uno che era ricco e faceva la vita da ricco sarebbero diventati ricchi pure loro. La “Milano da bere” trascinò il paese davanti al televisore ad assistere a un grande inganno, che anno dopo anno somministrava pillole di bugie, mostrando una vita sempre più distante dalla realtà.Mentre catturavano l’attenzione dei tele-spettatori agitando il trucchetto che tenevano nella mano sinistra, che prometteva privilegi e furberie ai suoi sostenitori, se il loro gruppo dirigente continuava ad essere mandato in parlamento, con la mano destra occultavano tutta la grana che riuscivano a rastrellare in giro depositandola nelle casseforti svizzere o degli altri paradisi fiscali. La mafia ha cessato già da tempo di trovare vantaggioso l’investimento delle proprie entrate in un territorio così impoverito, salvo usarlo come serbatoio di manovalanza criminale, e ha dirottato le sue ricchezze a speculare dove l’economia è forte o emergente.Svegliandosi dall’ipnosi fino a poco tempo fa fornita dalla “Milano da bere”, all’italiano viene a mancare la terra sotto i piedi e sente aprirsi sotto di lui un baratro di miseria, di solitudine e di impotenza. La povertà e così vicina che potrebbero ripetersi fenomeni sociali di rifugio delle persone nella salvezza antidemocratica dalla fame e dalla disperazione. L’abbandono del palcoscenico non sembra maturato dalla politica, ancora impegnata a fornire spettacolo dividendolo a metà tra le piazze e la televisione. Nessuno sembra aver sostituito la milano da bere con una “Italia che dà da mangiare”, salvo prospettare ricette economiche di superficie che manterrebero inalterati gli escamotage corporativi pronti ad essere reinventati per sfuggire a qualsiasi nuova regola. Nessuno sembra aver riconosciuto il trucco iniziale che la Milano da bere inventò per armare le furberie degli evasori, creare corporazioni di consulenti, esperti e difensori degli evasori, persuasori televisivi, servitori opinionisti e della carta stampata, nani e ballerine nelle istutuzioni e lacchè al servizio di tutti quelli finora nominati.Un pletora di persone impegnate a fare la bella vita, nessuna delle quali con le mani sporche dopo aver lavorato nei campi o nelle fabbriche per costruire qualcosa, e tutto questo è stato possibilein una nazione “fondata sul lavoro”. Una nazione che invece di lottare contro l’illegalità e la corruzione e generare inutile burocrazia , avrebbe dovuto impiegare tutte le sue risorse nella scuola pubblica e nel lavoro produttivo, organizzandosi al massimo risparmio pubblico, inventando e copiando le migliori idee sulla piazza globale, a cominciare per esempio dall’informatizzare le elezioni, che in Estonia funzionano già elettronicamente per il 25% degli elettori, e che in questo modo potrebbero avvenire senza spesa ogni 12 mesi, dividendo l’Italia in 3-4 zone e facendo votare una zona dopo l’altra, per permettere eventuali correzioni della politica sperimentata altrove, evitando cos’ di scegliere a scatola chiusa un fornitore che devi tenerti per 5 anni.Purtroppo però nessuno ha fatto la diagnosi giusta e se qualcuno l’ha fatta nessuno l’ha ascoltato, perchè probabilmente spaventato da una terapia che lo priverebbe da qualsiasi illusione della Milano da bere che gli fosse rimasta. Prima della Milano da bere la gente pagava le imposte nel proprio comune di residenza, che misurava il tenore di vita dei suoi abitantio e lo vagliava con mezzi e persone proprie. Se si facesse in questo modo le disuguglianze potrebbero ridursi e fornire risorse nel territorio, ristabilire fiducia della gente nelle istutuzioni, fornire nuovo lavoro qualificato per i giovani nelle amministrazioni locali, creare un circuito virtuoso generato da controllo, fiducia, creazione e impiego delle risorse.Non l’ho mai nominata ma se non si è capito sto parlando della “dichiarazione dei redditi”, inventata dalla Milano da bere per aiutare i furbi e che ha dato origine a tutti i mali di cui soffre l’Italia.
  • il disprezzo per gli intellettuali come certi fascisti durante il ventennio o certi lecchini berlusconiani recenti e quel è poi vinci cosa? un calippo? per il momento rappresentare il 20% del paese dati alla mano non vi da nulla se non esiste un governo, solo e sempre la solita autoreferenzialità da ultrà assolutamente velleitaria alla prova dei fatti 

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi