Il referendum sull'euro? Si può fare!

Euro crepe
La questione del rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta all’interno della nostra organizzazione politica ed istituzionale è uno degli temi centrali del MoVimento. Strumenti che dovranno portare ad un rafforzamento della democrazia fondata sulla partecipazione attiva di tutti i cittadini, contro quel sistema di «democrazia dei partiti» (o partitocrazia) che è stata l’espressione più evidente della volontà delle vecchie forze politiche di spostare la sovranità dal popolo ad un particolare soggetto politico, il partito appunto. Uno dei punti programmatici del MoVimento è, in questo senso, costituito dall’introduzione del referendum propositivo senza quorum.  Come è noto, per realizzare questo obiettivo sarà necessaria una modifica della Costituzione, che non potrà non attuarsi attraverso tutti i passaggi previsti dal testo costituzionale.
La Costituzione prevede, per le leggi di modifica della Costituzione, due approvazioni successive, ad almeno 3 mesi l’una dall’altra, da parte di entrambi i rami del Parlamento (Camera e Senato). Nella seconda votazione, è richiesta, per l’approvazione, la maggioranza assoluta (metà più uno dei componenti dell’assemblea). A questo punto, secondo l’art. 138 della Costituzione, si devono distinguere due ipotesi:

  1. se, entro tre mesi dall’approvazione – lo richiedano 500.000 elettori, oppure 1/5 dei membri di ciascuna Camera, o, infine, 5 consigli regionali – la legge viene sottoposta a referendum popolare;
  2. se la legge, invece, è stata approvata nella seconda votazione con una maggioranza più alta di quella assoluta, pari ai 2/3 dei componenti dell’assemblea (maggioranza qualificata), essa è sottratta al referendum.

È evidente che questo procedimento richiede che, per la modifica della Costituzione, il MoVimento disponga di una forza, di una maggioranza parlamentare, che al momento non ha. Che fare, allora, di fronte ad un problema decisivo come l’Euro? Come rendere possibile e concreta la necessità di cui Grillo, pochi giorni fa, si è fatto portavoce («L’Europa va ripensata. Noi consideriamo di fare un anno di informazione e poi di indire un referendum per dire sì o no all’Euro e sì o no all’Europa»)?
L’Europa va ripensata. È vero: questa Europa dei banchieri e dei grandi gruppi finanziari non è certo l’Europa dei popoli, ma l’Europa che sta dividendo i popoli. La questione della moneta riguarda tutto questo, perché è il cuore di questa Europa che non vogliamo. Il MoVimento ha sempre mantenuto una posizione chiara e coerente: quella di far decidere agli italiani con un referendum se continuare a stare in questa  gabbia d’acciaio o uscirne. Nessuno ce lo ha chiesto. Siamo entrati nell’Euro con una decisione presa senza alcuna consultazione popolare (utili idioti all’interno di un patto tra Kohl e Mitterrand) e – non dimentichiamolo – il Governo Monti ci è stato imposto dalla dittatura di Berlino e Bruxelles per salvare la moneta unica.
Non ci sono alternative, dal momento che per ora un referendum abrogativo  è impossibile: non soltanto, infatti, l’art. 75 della Costituzione vieta esplicitamente che possa svolgersi un simile referendum sulle leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali ma, secondo una consolidata interpretazione della Corte Costituzionale, non sarebbe mai possibile interferire, attraverso referendum, con l’ambito di applicazione delle norme comunitarie e con gli obblighi assunti dall’Italia nei confronti dell’Unione Europea. Niente referendum abrogativo, quindi.
Eppure qualcosa si può fare. Esiste, infatti, un precedente, che potrebbe essere utilizzato. È da questo precedente che si può cominciare quella campagna di informazione e di dibattito pubblico contro il silenzio imposto dai giornali, anche in vista delle elezioni europee del prossimo anno. Veniamo, pertanto, al precedente che consentì, nel 1989, di evitare il “blocco” che la costituzione pone all’intervento diretto del popolo in materia di rapporti con l’Europa. Con legge costituzionale (3 aprile 1989, n. 2), fu allora indetto un “referendum di indirizzo” (ossia consultivo) sul conferimento di un mandato al Parlamento Europeo per redigere un progetto di Costituzione Europea (fu un plebiscito a favore dell’Europa, con l’88% dei sì). Fu necessaria, allora, una legge di iniziativa popolare promossa dal Movimento Federalista Europeo – successivamente sostituita dalla proposta di legge costituzionale presentata dal Partito Comunista – la cui approvazione richiese la doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento, secondo l’iter necessario per le leggi costituzionali.
La Costituzione non prevede, nella sua lettera, un’ipotesi simile, ma nell’89 i partiti furono concordi nell’approvare questo strumento atipico (il “referendum di indirizzo”) mediante una legge costituzionale ad hoc, formalmente “in deroga” o “rottura” di quanto previsto dall’art. 75 della Costituzione, per legittimare con il ricorso al voto popolare l’accelerazione del processo di integrazione europea. Vi fu, allora, una «temporanea “rottura della Costituzione”», che servì a consentire agli italiani di esprimere direttamente la propria posizione su una decisione fondamentale per lo Stato e la sua sovranità. Nessuno, tuttavia, ritenne questa “rottura” incostituzionale.
La nostra stessa storia repubblicana ha dunque conosciuto – e non si vede perché ciò non possa ripetersi – “rotture” della lettera della Costituzione dirette a consentire al popolo di esprimersi direttamente su temi che mettevano in discussione alla radice la sua stessa sovranità. Si potrebbe, pertanto, lavorare per una nuova legge costituzionale ad hoc che consenta ai cittadini di esprimersi direttamente sulla possibile uscita dell’Italia dall’Eurozona. Questa volta non sarebbe neppure necessaria una iniziativa popolare, in quanto il MoVimento è già presente in Parlamento, ed i suoi deputati e senatori potrebbero, pertanto, presentare direttamente il progetto di legge.
A differenza di un progetto di riforma e modifica della Costituzione, questa legge costituzionale ad hoc – che, senza introdurre nell’ordinamento il referendum di indirizzo si limiterebbe a farlo entrare e, dopo il voto, subito uscire dallo scenario costituzionale – costringerebbe i partiti ad esprimersi non sull’istituto del referendum in generale, ma su una questione particolare e concreta: decidere se chiedere ai cittadini, direttamente, di esprimere la loro volontà sull’Euro.
Il MoVimento dimostrerà, con questa iniziativa, la propria volontà di andare avanti, con coerenza e forza, nei propri obiettivi: ridare la voce al popolo, ridare la sovranità ai cittadini.

129 commenti

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  • Con una materia cosi complessa come l’economia, trovo il referendum fuori luogo.
    Se è più che giusto consultare i cittadini su certi temi: coppie di fatto, aborto, fecondazione assistita….
    è, secondo me, un azzardo consultare i cittadini su tali temi.
    Noi siamo un popolo di allenatori, di arbitri, giudici, calciatori, seduti nella nostra poltrona siamo certi di poter fare meglio di quelli famosi, ma spesso la nostra cultura medio bassa, la panzetta, l’attività sedentaria, sono la dimostrazione che il nostro sport preferito è vestirci da professionisti.
    Ed ora, diversi milioni di economisti improvvisati dovrebbero essere in grado di scegliere pro o contro l’euro?
    La nostra scelta su questi temi avviene ELEGGENDO PERSONE COMPETENTI, non si può pretendere che tutti sappiano di economia.
    Come sceglierebbe il nostro italiano medio? Guidato dalla TV, dai media, una LAUREA BREVISSIMA, i cui corsi sono tenuti da giornalisti ignoranti ed eserciti di economisti prezzolati, in malafede, incapaci.
    Referendum? No grazie!

    • Invece gli economisti “accreditati” hanno fanno un ottimo lavoro…
      “Un economista è un esperto che saprà domani perchè le cose che ha previsto ieri non sono accadute oggi”
      Laurence J. Peter

    • Moro…
      della serie fino ad oggi non ho trovato un bravo chirurgo, soluzione: mi opero da solo !! 😀
      La questione del referendum sull euro è solo un becero strumento di propaganda elettorale. Stimola direttamente i peggiori movimenti di pancia della peggiore opinione pubblica italiana.
      Propaganda elettorale della peggior lega lombarda degli anni 90.
      Complimenti a tutti

    • Oltretutto questa sottile apologia all ignoranza, come se l economia fosse una materia alla portata dei bambini, che trasuda in moltissimi commenti è ributtante

  • il problema non è tanto la fattibilità (le leggi possono essere cambiate basta la volontà), ma la convenienza. l’uscita dall’euro deve essere eseguita per decreto legge con la chiusura dei bancomat (uno scenario Cipro tanto per intenderci). se noi facessimo un referendum Mario Draghi potrebbe scordarsi per qualche giorno che l’euro sopravvivrà “whatever it takes” e lasciare andare lo spread oltre i 500. ci immaginiamo la vecchietta che dopo 20 anni di PUDE si trova i telegionali che aprono a caratteri cubitali con ITALIA SOTTO ATTACCO SPECULATIVO PER L’EVENTUALITA’ DI UN’USCITA DALL’EUROZONA con tutta la dirigenza piddina a ridere con la faccia del io l’avevo detto? se porterà a fare informazione ok ma non aspettiamoci che la salvezza arrivi dal referendum la nostra democrazia funziona bene (secondo la trilaterale) perché la maggior parte della gente resta in apnea non aspettiamoci che di colpo dopo 20 anni la gente si svegli ho poca fiducia…

    • Quello che penso anche io. Il referendum richiederebbe troppo tempo per informare gli elettori ed inoltre il rischio di attacchi speculativi e “Draconiani” è troppo alto. Serve un’altra strada e quella del referendum attualmente appare poco praticabile.

  • Il problema però non è quello giuridico, ma quello economico. Claudio Messora aspettiamo un buon articolo al riguardo che spieghi, con buone argomentazioni, le conseguenze economiche che provocherebbe la sola indizione di un referendum di uscita dall’euro. Finora tutti gli economisti sono critici al riguardo. Facce’ sapè! Grazie. ps:ottimo articolo e ottimo come sempre Becchi.

  • Il problema sta proprio nel terrorismo giornaliero dei media che non rende credibile un referendum sull’uscita dall’euro;
    pensiamo a contrastare la disinformazione mass-mediatica 24h/24h spiegando e informando tutti sui costi e benefici di rimanere o uscire dall’euro, cambi flessibili, banca centrale non indipendente ecc.
    Finchè la maggior parte delle persone avranno chiaro il problema e i temi affrontati e si renderanno conto che abbiamo solo da guadagnare da un’uscita dall’euro!!

  • Cioè fammi capire, il MoVimento 5 Stelle con questo parlamento non è riuscito ad impedire l’acquisto degli F35 e dovrebbe riuscire a far passare una legge costituzionale per far decidere i cittadini se stare o no nell’Europa?
    Bah, io ci spero ma ci credo poco.
    Concludo dicendo che capisco le motivazioni di quelli che vogliono uscire dall’euro ma sono convinto che l’uscita dall’Unione europea e soprattutto dalla moneta unica non sia una cosa così semplice come mettere un SÌ o un NO, bisogna decidere che moneta reintrodurre e con quale valore, cosa fare delle dogane che attualmente sono state abolite, cosa fare dei soldi che attualmente l’Europa ci deve e che attualmente noi dobbiamo all’Europa. Non è una cosa affatto banale come mettere una X su una scheda.

  • un solo problema. un anno di informazione ai cittadini, chi la fa ? se l’avessero fatta a suo tempo forse non saremmo nell’euro. e adesso il partito unico dell’euro può suicidarsi ammettendo di avere sbagliato tutto in danno dei cittadini ?

  • E invece prendere atto che col 25% di consensi nel paese non si cambia nulla, e bisogna mediare qualsiasi legge con i partiti ideologicamente meno distanti da te? E tra l’altro la mediazione potrebbe anche migliorare le tue proposte, perché l’intelligenza e competenza non sono esclusiva di nessuno anzi son merce rara.. Questa idea di essere i salvatori della patria porterà alla irrilevanza politica , non tutte le decisioni son bianco o nero come sul nucleare e acqua pubblica

  • Lasciar decidere una cosa simile al popolo italico? Alla maggioranza di MINUS HABENS e ladri che regna incotrastata da dopo la caduta dell’impero Romano? Ma x piacere….ma non scherziamo…..

    • Cesare anche se usi termini un po “forti” hai fatto centro …quando leggo nell articolo
      ” «L’Europa va ripensata. Noi consideriamo di fare un anno di informazione e poi di indire un referendum per dire sì o no all’Euro e sì o no all’Europa» ”
      ahahah…sì sì tutti grandi economisti dopo un corso intensivo di 1 anno del M5S , professori …la lombardi ?? 😀
      Aspetto con ansia il calendario delle lezioni
      Mi dispiace che il prof. Becchi che dovrebbe essere una persona saggia ed esperta si esponga dando manforte a queste scempiaggini.
      La finanza internazionale è una materia che può essere compresa e deve essere affrontata da persone competenti, capaci e esperte ed autorevoli e noi vogliamo affidare una scelta così delicata e specifica a 50 milioni di totali incompetenti se non addirittura ad analfabeti.
      E’ una questione di logica raziocinio e buon senso (questo sconosciuto ) deliberatamente trascurata dal M5S.

  • Egregio professore,
    lei mi è simpatico e condivido molte delle cose che dice. Un referendum? Credo di no. Vincerebbero o l’astensione o la paura. Vorrei anche sottolineare che l’uscita dall’Euro e dalla UE sono una condizione necessaria (e urgente) ma non sufficiente per migliorare le cose.

    • @Sofante
      Sono d’accordo con te ma è necessario non finire OT.
      Il Prof.Becchi (così come Beppe Grillo) hanno come punto di riferimento la Democrazia Diretta e il tortuoso percorso che è necessario per conquistarla e ri(?)trovare SOVRANITA’.
      Abbiamo capito tutti che saremmo dovuti uscire con decreto non dall’Euro ma dallo SME almeno dal ’79 ma è almeno da quella data che evidentemente la sovranità democratica in questo paese manca: se un popolo è sovrano sulla sua terra, la sovranità monetaria non la cede così come non lascia ai mercati la possibilità di speculare sui suoi tassi.
      Anche i “grandi divulgatori” economici vanno a implorare un po’ di libertà all’UE e oltre alla doppia moneta eurina non osano ambire.
      Una strada non esclude l’altra: il referndum sull’€ è da portare avanti COMUNQUE come PRINCIPIO DEMOCRATICO, non sicuramente come miglior soluzione tecnico/operativa per smarcarsi dalla dittatura europea.
      O pensate che se i pentastellati votassero compatti un decreto per l’uscita dall’€ ci troviamo di nuovo con la nostra sovranità valutaria?
      Lasciamo fare gli economisti agli economisti e gli attivisti agli attivisti.

  • @moro
    Quindi siccome le scelte infelici di quelli che tu chiami economisti accreditati, fatte probabilmente da politici in malafede, in maniera consapevole dei danni che avrebbero provocato, ci hanno poartato a questa crisi, tanto vale rivolgersi ad un marea di economisti improvvisati che quel poco di economia l’hanno “studiata” su internet o in tv?
    Perfetto ragionamento di chi pensa che peggio di cosi non si può fare. Io dico che c’è margine di peggioramento e dai commenti che leggo in rete mi spaventa l’idea di consultare una serie di immaturi, assetati di vendetta, giacobini senza prospettiva, perchè poi finisce pure che usciamo dall’euro convinti che sia l’unica cosa da mettere in atto per ripartire.
    DATEMI UN MINISTRO DELL’ECONOMIA DEGNO DI TALE INCARICO, altro che referendum pro o contro euro!

    • @NeroLucente
      E’ inutile che ci giriamo intorno. In questa situazione (mondiale, e non solo italiana) ci si trova grazie agli espertissimi economisti, sulla cui funzione sociale nutro forti perplessità. Hanno fatto credere al popolo di trattare di scienza, quando scienza non è.
      Non è, e lo dice la stessa “scienza” economica. Un pò come la meteorologia. E’ ora di finirla.
      Fai i nomi di questi illuminati economisti che avrebbero la soluzione dorata, così sappiamo a chi dare la colpa se sbagliano.
      Considerare poi “l’altro” sempre “minus habens”, incapace, inetto, e’ un mistero tutto italiano. Le donne sono tutte prostitute tranne le “nostre”, nevvero? 🙂
      Secondo me la soluzione ai problemi deve essere condivisa.
      Gli esperti hanno già fatto abbastanza danni, soprattutto quando sono mossi esclusivamente da interessi personali.
      Tanto poi non pagano mai le conseguenze delle loro scelte, tipico dei nostri tempi: i profitti si accentrano e le perdite si condividono, e pagano sempre i soliti.
      E’ ora di cambiare paradigma. Che sia la comunità a prendersi la responsabilità delle proprie scelte.

    • La crisi Europea l’avevano prevista gli stessi che l’hanno causata. Ne consegue che chi l’ha causata l’ha fatto scientemente.
      E vi sono diverse dichiarazioni, tra cui Prodi, colui che ci ha “regalato” l’ingresso nella moneta unica facendo carte false con il tacito accordo tedesco,
      Gli economisti espertissimi che secondo te hanno preso una cantonata sono arrivati al risultato sperato, semplicemente perchè il loro intento era quello di creare la condizione di crisi che permette di deregolamentare il mondo del lavoro e creare le condizioni ideali di manodopera a basso costo, faciltà di licenziamento, distribuzione del reddito verso quel 10% di pooplazione che detiene la ricchezza.
      Ed ora con tutto questo panico ci mancava solo il ragionamento di quelli che: “siccome gil economisti sono inaffidabili, facciamo noi gli economisti che è meglio!”
      Il problema è che ci sarà sempre qualche cittadino che ignaro si schiera dalla parte di chi lo sta sfruttando. Basti pensare a tutte le volte che si cede ai ricatti, o riduciamo i tuio diritti o non lavori più. O accetti di lavorare e respirare un pò di fumi tossici o chiudiamo. O lavori per due soldi o non lavoro.
      E l’italiano cede al ricatto, perchè oltre a non saper votare è incapace di fare le rivoluzioni.

      • Mi piacerebbe sapere secondo quale principio un popolo di incompetenti, ignoranti, incapaci quindi di operare una valutazione in ambito economico, possa mai scegliere dei rappresentanti competenti in materia.
        Con quali strumenti intellettivi, visto che non gliene attribuiamo alcuno?

    • Io non sostengo affatto che siamo un popolo di incompetenti incapaci, ignoranti, semplicemente dico che il livello di cultura e di preparazione politica ed economica riguarda una fascia di popolazione non troppo vasta.
      Non ho molta stima dell’elettore medio italiano e quindi convengo che sarà difficile eleggere le persone giuste.
      Ma come ho già spiegato, il rischio di uscita dall’euro secondo la modalità del referendum può essere dannosa e oltretutto non è affatto scontata, molti italiani sono soggetti alla propaganda che certamente insinuerà mille timori e prospetterà scenari catastrofici.
      Con la psicologia della paura saranno in tanti a spaventarsi e sarà estremamente difficile rassicurarli.

  • Nerolucente…ma quale laurea breve!! Magari !!
    Basta informarsi un poco riguardo L ANALFABETISMO in italia, basta wikipedia , roba da urlo.
    “Secondo i dati pubblicati nel 2005 da una ricerca dell’Università di Castel Sant’Angelo dell’UNLA (Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo), quasi sei milioni di italiani sono totalmente analfabeti. Rappresentano il 12% della popolazione contro il 7,5% dei laureati. L’Italia è fanalino di coda fra i 30 Paesi più istruiti”
    ” Altri dati sono stati forniti dal progetto ALL (Adult Literacy and Lifeskills – Letteratismo e abilità per la vita), dedicato specificamente all’analfabetismo funzionale, nell’ambito di una ricerca comparativa internazionale promossa dall’OCSE. Le indagini svolte sulla situazione italiana nel 2003-2004 su un campione della popolazione compresa tra 16 e 65 anni hanno denunciato un quadro non brillante: su tre livelli di competenza alfabetica funzionale (inferiore, basilare e superiore) il 46,1% degli Italiani è al primo livello, il 35,1% è al secondo livello e solo il 18,8% è a un livello di più alta competenza.[9]
    Il linguista Tullio de Mauro cita vari studi, concludendo che nel 2008 soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.[10][11]”

    • @Luca
      Che fai? Usi la rete e addirittura Wikipedia per informarti? 🙂
      Il punto e’ che sicuramente c’e’ ignoranza ma anche perche’ abbiamo sempre delegato.
      Sono stanco di delegare.
      Voglio informarmi, imparare, decidere.
      Sapere come opererà il chirurgo non significa sostituirmi al chirurgo, e io voglio saperlo.
      Il punto, secondo me, e’ che dobbiamo avere la possibilità di riprenderci la sovranità monetaria, senza la quale siamo destinati all’estinzione.
      Un popolo deve poter decidere il proprio destino.

    • Ahaah… ha copiato tutto da Wikipedia… ecco perchè non ci sono errori di ortografia! Soprattutto: ecco perchè ci sono un po’ di apostrofi!!
      L APOSTROFO IGNORANZA!!
      *** ROTFL ***

    • Moro…scusa ma ti stai arrampicando sugli specchi.
      ” Sapere come opererà il chirurgo non significa sostituirmi al chirurgo, e io voglio saperlo.”
      Infatti lo so benissimo, ma poi una volta informato , farti SCEGLIERE A TE se rimanere nell euro o meno, significa di fatto sostituirti al chirurgo !.
      Amico abbiamo sempre delegato perchè la democrazia rappresentativa è il sistema migliore per la gestione di un paese (fino a che qualcuno non ne inventi un altro )
      Per gestire l econimia, la cosa pubblica , un paese intero servono capacità , esperienza e autorevolezza.
      Se fino ad oggi i risultati sono stati pessimi è perchè la scelta dei rappresentanti è stata pessima o perchè la macchina e il sistema di selezione della classe dirigente ha funzionato male e deve essere aggiustata!
      Ma la soluzione non è far gestire il paese a una massa indistinta di INCOMPETENTI, non è cancellare il ruolo della classe dirigente e competente !
      I medici devono curare i malati , gli architetti fare le case, gli economisti occuparsi di economia. Gli elettori devono giudicare l operato degli eletti secondo parametri accessibili a chiunque a prescindere della preparazione accademica e culturale ( il tuo stile di vita è migliorato o no ? ti curi meglio di prima o no ? riesci a comprarti un maggior numero di beni o no ? )
      Negare questi semplici ( e banali ) presuppusti va contro ogni logica, nonostante ecciti e provochi pruriti a migliaia di sbarbati che votano grillo al motto di “cambiamo tutto”.

    • @Luca
      Tu credi nella democrazia rappresentativa, io, evidentemente, moolto meno.
      Io credo nell’intelligenza collettiva, nella condivisione dei problemi per avere la MIGLIORE soluzione.
      Non uno o gruppo di eletti, ma una intera comunità di gente pensante, ognuno evidentemente con le proprie competenze ed esperienze.
      Tu parli di selezione della classe dirigente.
      E come la selezioni la classe dirigente? Un popolo ignorante come potrebbe mai selezionare una classe dirigente capace? Perchè se lo ritieni inetto nel valutare una scelta in materia economica, non vedo come potrebbe essere capace di selezionare una classe dirigente competente.
      E’ solo la conoscenza che ci puo’ rendere liberi.
      E non si tratta di diventare economisti…ho già detto come la penso in merito.
      Qui dobbiamo riprenderci la sovranità. Punto.

    • ” Tu parli di selezione della classe dirigente.
      E come la selezioni la classe dirigente? Un popolo ignorante come potrebbe mai selezionare una classe dirigente capace? Perchè se lo ritieni inetto nel valutare una scelta in materia economica, non vedo come potrebbe essere capace di selezionare una classe dirigente competente.”
      Ti ho già risposto indirettamente prima: attraverso parametri accessibili e comprensibili da chiunque a prescindere della preparazione. Ti curi meglio di prima ? L ambiente sociale dove vivi è migliorato ? Con il tuo stipendio compri maggiori beni ?
      Di conseguenza confermare gli eletti o cambiarli a seconda aspettative, desideri o programmi.
      Come un malato seleziona e giudica un dottore ? Se dopo le cure ha recuperato lo stato di salute e sta bene, non certo laureandosi in medicina.
      Basta semplicemente fare un confronto con tutte le altre scienze , la scienza politica non fa eccezione.
      “intelligenza collettiva” è un termine che non ha senso, coniato dai vari apologeti della democrazia diretta per propagandare miracoli e utopie fantasiose, non esiste e non esisterà mai una nazione di “TUTTOLOGI”

    • @Luca.
      Guarda che stai scrivendo grazie ad un esperimento di intelligenza collettiva…e non vedo il nesso con i tuttologi.
      Qui dobbiamo solo mettere su una piattaforma per poter esercitare questa democrazia diretta (che comunque usa il meccanismo della delega allargata, revocabile in qualsiasi momento)
      In Islanda si stanno scrivendo la costituzione, in Svizzera usano democrazia diretta, mista a rappresentativa.
      “Come un malato seleziona e giudica un dottore ? Se dopo le cure ha recuperato lo stato di salute e sta bene”
      Qui il malato è morto…o sta per morire.

    • Non vedi il nesso coi Tuttologi perchè non hai ben chiaro che cosa sia la democrazia diretta e cosa implica. Anzi, esprimi concetti in contraddizione con la stessa.
      Nel momento che esprimi la necessità della presenza di “gente pensante con le loro competenze ed esperienze” ergo che siano costoro ad occuparsi o decidere per la comunità a seconda dell ambito scientifico coinvolto, stai negando la democrazia diretta.
      La democrazia diretta è che tutti, a prescindere delle competenze ed informazione, scelgano riguardo qualsiasi tema sociale e politico ed economico.
      In islanda e in svizzera esistono sistemi che non hanno niente a che vedere con la democrazia diretta concepita dal M5S.

    • @Luca
      “La democrazia diretta è che tutti, a prescindere delle competenze ed informazione, scelgano riguardo qualsiasi tema sociale e politico ed economico.”
      No. Almeno non quello che intendo io.
      La democrazia diretta attraverso la rete con l’utilizzo di piattaforme tipo Liquid Feedback, utilizza la formula della “delega allargata.” Chi non si sente competente ma “conosce” direttamente persone che lo sono da a loro la fiducia. E’ un rapporto di fiducia tra persone che sono prossime, vicine, che si conoscono, con la possibilità di verifica e ritiro della delega in qualsiasi momento.
      Il sistema che va messo in piedi è di tipo dinamico, con feedback continuo. Sono questi i sistemi, che sia in natura che non, funzionano meglio. Nessuno sistema statico può competere in efficienza con un sistema dinamico con feedback.
      Tra qualche anno la democrazia rappresentativa la metteranno in un museo.

    • Moro, il meccanismo che descrivi è proprio della democrazia rappresentativa. Il ritiro repentino della delega ai delegati (che è assolutamente auspicabile, ma stiamo ancora parlando di migliorie al sistema rappresentativo ) non è l unico fine del M5S.
      Grillo dichiara esplicitamente la volontà di trasformare i politici in semplici portavoce. Non persone che “conoscono” di cui l elettore si fida, ma banali esecutori della volontà popolare (qualunque essa sia).
      Nel progetto c’è pure l assurda possibilità dei referendum propositivi senza quorum.

  • Cominciate ad APRIRE SUBITO il dibattito democratico su questo blog, sul blog di Grillo, magari aprite anche un blog apposito, con tanto di canale youtube …
    Casaleggio è un esperto di web, dirà mica che non ce la fa ?
    Basta che decida di farlo !
    Fate intervenire al dibattito tutti i migliori economisti italiani ed europei, Savona, Bagnai e Borghi in primis.
    Cominciate ad INFORMARE SUBITO le persone su TUTTI i problemi connessi al rimanere piuttosto che all’uscire dall’euro.
    Non è vero che la gente non può capire, il blog di Bagnai lo dimostra.
    DOPO che la gente saprà, se la gente vorrà la legge ad hoc, i partiti non potranno impedirla.
    Fate presto, fatelo subito, ve lo chiede l’Europa ! 😉

    • sì sì …anche togliere l appendice in caso di appendicite..che ci vuole, un tagliettino e via. Operiamoci da soli !! abbasso la malasanità !
      ma perfavore.
      Queste persone esperte che citi devono confrontarsi , ( verissimo e giustissimo ) , e nel caso LORO devono decidere, non 50 milioni di incompetenti !

    • L’ultimo commento in merito di euro referendum Bagnai l’ha lasciato a Servizio pubblico di Santoro.
      Sintetizzando, Grillo non vuole uscire dall’euro tant’è che continua a proporre un referendum.
      Io lo ripeterò fino alla nausea, ABBIAMO BI SOGNO DI UN MINISTRO DELL’ECONOMIA IN GRADO DI FARE LA POLITICA GIUSTA.
      Soprattutto perchè vorrei ricordare cosa comporterebbe indire tale referendum.
      Immediatamente prima del referendum tutti metterebbero al sicuro i risparmi in previsione di un possibile disfacimento della zona euro e ciò provocherebbe panico a livello mondiale, con fughe di capitali e conseguente crollo.
      Per poter attuare l’uscita, il Ministro attuerebbe invece una serie di misure atte ad impedire prelievi di massa e spostamenti di capitali per un dato periodo. Quello del referendum è un azzardo su più fronti e come sempre i fondamentalisti della democrazia diretta sono pronti a suicidarsi, va bene gli ideali, ma qui si corre più del dovuto.

    • @Eco Democratica
      Carissimo/a: questa non è la sede del partito M5S.
      Attualmente gli unici attivisti che si sbattono sul territorio a fare da ripetori dei divulgatori economici sono quelli dei meetup per ovvi motivi culturali. Soprattutto perché non sono ideologicizzati.
      Sul sito del M5S ci sono dei dibattiti a tema da più di due anni.
      Date ste premesse: perché gli economisti che citi non si prendono le bocce in mano e vanno direttamente loro dai nostri guru dittatori e manipolatori di menti deboli ed ingenue?
      Così se Beppe e la loggia Casaleggio sono d’accordo “con gli anglocrucchi” per cambiar tutto affinchè nulla cambi avranno la prova empirica e potranno continuare a sparare a zero contro chi si sta giocando qualcosa di più che la carriera.
      Se mi dai una risposta convincente alla domanda posta magari capirò anche il senso del tuo commento.

    • @ luca
      essere informati da economisti che riportano quanto dicono i nobel, poter essere messi in condizioni di capire quei 4 concetti base, che sono facili da capire (es: euro = + disoccupazione – stipendio), poterne discutere, non significa necessariamente partecipare ad un referendum, votare e quindi decidere.
      @ NeroLucente
      se Grillo propone il referendum ma non apre sul suo blog il relativo dibattito, ha ragione Bagnai: non vuole uscire dall’euro.
      @ Virus
      gli economisti che cito sono già sulla rete, dove esprimono concetti economici ben diversi da quelli che espone Grillo sul suo blog

    • @Eco Democratica
      Gli economisti che citi li seguo e “studio assiduamente” come molti altri attivisti da tempo.
      Da Bagnai ho preso in prestito tutti i suoi arguti “neologismi” e Borghi è stato un mio professore.
      Quello che mi sconcerta è che se da una parte il capo ortottero e staff non spingono la propaganda nella direzione più importante, dall’altra c’è una completa ignoranza di cosa ci sia dietro il M5S.
      Il Blog non è un posto adatto per questo tipo di discussioni, ci vorrebbe una piattaforma adatta che attualmente non esiste.
      IMHO i nostri eroi dovrebbero fare una bella delegazione e parlare con gli unici interlocutori validi che hanno potere politico.
      Gli attivisti gli darebbero credito e li sosterrebbero come han fatto con Becchi che sta dando uno splendido contributo sul tema della democrazia diretta.
      Dovrebbero essere un po’ più umili… o avere un po’ più di coraggio… 😉

  • Non sono d’accordo su un referendum sull’euro, sono invece a favore di un partito, un movimento, quello che sia, che alle prossime elezioni si possa presentare con un programma serio e definito che preveda l’uscita dall’euro e il rilancio dell’economia.
    Per me è chiaro che nessuna ripresa economica sarà mai possibile senza prima riavere la possibilità di stampare moneta,
    Il nostro referendum saranno le elezioni, se ci sarà la possibilità di votare per un programma economico che possa rinnegare l’euro e tutte le politiche fallimentari che ci hanno portato alla rovina, portando nello stesso tempo una alternativa credibile, penso che potrebbe riscuotere molto successo.
    Sempre che il fallimento dell’euro non arrivi prima delle elezioni, e ammesso pure che che ci permettano di tornare alle urne in tempi brevi.

  • Ecco, non credo che il prof. Becchi abbia centrato il nocciolo del problema quando invoca, secondo me sbagliando (errare humanum est), l’istituzione di un referendum consultivo una tantum per consentire a tutti gli italiani, dal colto all’inclita, di esprimersi in merito all’euro e poi di nuovo tutti a nanna per non disturbare i governanti.
    Con riguardo all’euro, non vi sarebbe nulla di più dannoso per l’economia italiana e per gli italiani. Supponendo potesse svolgersi il referendum, sappiamo benissimo che ben prima di conoscerne l’esito ufficiale, le persone più accorte saprebbero interpretare in anticipo su tutti il sentimento prevalente in merito ben prima dello svolgimento e agirebbero di conseguenza. Avremmo tre casi:
    1. Esito favorevole all’uscita dall’eurozona;
    2. Esito fortemente incerto;
    3. Esito favorevole al mantenimento dell’Euro.
    Nel primo e nel secondo caso assisteremmo nei mesi precedenti la consultazione, ad una fuga in massa dei capitali denominati in euro (per mantenerne invariato il valore) verso qualunque altro Stato esclusa l’Italia, ma così provocando la totale paralisi dell’economia italiana ed il collasso dell’intero sistema bancario e finanziario. Stiamo parlando di qualcosa dell’ordine delle centinaia di miliardi di Euro, non di bruscolini. Altro che Armageddon! Nel frattempo il PUDE (Partito Unico Dell’Euro) si rafforzerebbe e tutti i media darebbero addosso al M5S, additandoli alla pubblica opinione come unici responsabili del disastro.
    Nel terzo caso avremmo lo stesso il rafforzamento del PUDE, con tutti i suoi esponenti a dire trionfalmente che loro si che hanno sempre saputo interpretare il sentimento degli italiani e continuerebbero implacabili con la loro politica di impoverimento degli italiani, di svalutazione dei salari (più competitività) e di svendita di beni e imprese nazionali per il pagamento del debito. Dopo l’inevitabile bancarotta dell’Italia non potrebbero neanche essere processati per i tradimenti compiuti, poiché avrebbero gioco facile nell’affermare di avere anzi democraticamente rispettato il volere del popolo che, essendosi espresso per una permanenza nell’Euro, li ha automaticamente legittimati a compiere qualsiasi atto necessario a portare avanti la politica pro-euro.
    Insomma un gioco win-win ma non per M5S, bensì per il PD(-L) e il PDL e loro corte di servi e lecchini.
    Non viene neanche il minimo dubbio che nell’attuale fase il M5S sia considerato l’utile idiota che, senza esserne consapevole, viene strumentalizzato proprio da quelli che combatte?
    Molto meglio combattere per ottenere l’attuazione di un sistema referendario e di iniziative legislative popolari al modo svizzero, sempre più vicino ad un sistema di democrazia diretta ed effettiva.
    Un invito: cerchiamo di non farci travolgere dai sentimenti e di agire in modo più razionale e meditato, analizzando bene le conseguenze di ogni atto.
    Altro ci sarebbe ma mi fermo qui e scusate per la lunghezza, ma quando ce vo’ ce vo’!

  • referendum su che cosa?!
    ma per cortesia…l’argomento e’ alquanto complicato gia’ per menti aperte e con un minimo di cultura che faccio fatica a pensare che le nonnine vadano di corsa al seggio per decidere di tornare alla lira, o forse sì: magari pensando ai bei tempi passati, in cui si stava meglio quando si stava peggio…
    se l’argomento referendum serve a parlare di piu’ dei veri motivi della nostra crisi, allora ben venga, ma a questo punto non serve parlare di referendum, serve mettere il dito direttamente nella piaga: FUORI DALL’EUROGABBIA SUBITO. PUNTO.

  • Bene, speriamo che si fa il referendum e che usciamo dall’Euro, così torniamo indietro invece di andare avanti, che bello!
    Per la gioia degli Americani e dei vecchietti sulle panchine usciremo dal club dei grandi paesi industrializzati con una moneta forte e diventiamo direttamente terzo mondo!
    Che bello, finalmente saremo come il Bangladesh, con stipendi da 100 dollari al mese, finalmente chiuderanno la maggior parte delle imprese, che non potranno più pagare le materie prime (che acquistiamo dall’estero e oggi paghiamo poco grazie all’Euro).
    Finalmente per comprare un Levis ci vorrà un appartamento di 50 mq!
    Finalmente tutti i tedeschi potranno venire a comprarsi le ns case, le ns terre, le ns imprese x 4 soldi (x loro)!
    Finalmente torneremo a pagare le commissioni di cambio quando andiamo oltre confine!
    Ma, quelle poche imprese che resisteranno (e saranno di proprietà estera) quelle si, potranno esportare meglio!
    Ma si, facciamo finalmente fallire l’Italia, così ci togliamo il pensiero!
    Poi dovremo ringraziare il m5s, Messora, e un professore dell'”università di Pescara”… (Si, dice che hanno messo l’università a Pescara, adesso i pescatori sono professori, e qs sono i risultati….)

    • Primo: a me sembra che stiamo andando indietro adesso invece di andare avanti con questo Euro. TUTTI, ripeto, TUTTI gli indicatori economici e sociali ci portano indietro di 30 anni. In Spagna, Grecia, Portogallo non c’è debito, non c’è Berlusconi, però sono in una crisi come la nostra. Che magari forse il motivo è l’EURO??? Vi volete svegliare, Italiani, e guardare in faccia la realtà??? Non me ne frega niente del sogno europeo, non parlo di questo, parlo della dittatura del quarto Reich! Da come parli si comprende come tu non capisca niente di economia. Ascolta qualche economista: la svalutazione ci sarebbe, ma non ci impedirebbe di vivere. E non sottostando più all’Europa potremmo comunque riottenere sovranità e riacquistare competitività. Sai cosa succede nella società che ti circonda o dormi? I tedeschi ci stanno prendendo ADESSO, per colpa dell’EURO, le nostre imprese!!! Lo vuoi capire??? Il M5S su molte cose mi sta deludendo, ma va rispettato già solo perchè sono gli UNICI che ci vogliono far SALVARE uscendo dalla dittatura.
      E tu, per favore, studia, svegliati, apri gli occhi che magari non è troppo tardi…

    • Ti sbagli lo dicono molti economisti titolati come ad esempio Nino Galloni Allievo di Federico Caffe’ex direttore generale del ministero del tesoro e poi del ministero del lavoro quindi persona competente.Ci sarebbe molto materiale che potresti vedere per capire come stanno veramente le cose io ti propongo questo e l’altro video che ho postato nei miei commenti di oggi perche’ li ritengo illuminanti e facili da capire.Quando e se gli avrai visti potrai tornare a discutere di monetarismo ed economia e probabilmente avrai cambiato opinione.

  • Riguardo all’euro, autorevoli economisti sostengono che è la causa primaria delle attuali difficoltà economiche del sud Europa, e lo fanno con solidi argomenti e dimostrazioni. Sarebbe meglio per tutti informarsi bene e fidarsi un po’ meno del terrorismo mediatico urlato dai TG di regime.

    • Ovviamente non mi riferisco a Fassina, ma a eminenti studiosi accademici di economia.
      Anche a livello di leadership europea cominciano a emergere dubbi circa la spirale recessiva indotta dall’euro.
      Prima di fare figuracce animate da impropria vis polemica, invito a documentarsi seriamente.

    • Anche se eminenti studiosi sostenessero che bisogna uscire dall’euro il loro parere sarebbe solo una teoria scientifica che, come tutte le teorie scientifiche, potrebbe essere sbagliata. Per sapere se è sbagliata o no bisognerebbe metterla in pratica (in altre parole bisognerebbe uscire davvero dall’euro, tornare alla lira e vedere come va. Peccato che se va male poi sono cazzi…).
      In realtà nessun eminente studioso sostiene una cosa simile, ma solo un professore di Pescara e un altro paio di sconosciuti autonominatisi economisti. Anzi, non sono neanche loro a nominarsi economisti, sono i giornalisti che li vanno a cercare e tentano di dargli un’autorità che non hanno….
      Ma si, facciamoci guidare da Pescara, torniamo indietro invece di andare avanti… Dai usciamo da una moneta forte e diventiamo terzo mondo, sai che bello….

      • Caro amico, prima di esprimersi informati, uno dei sostenitori del fallimento dell’euro è un certo Krugman premio Nobel per l ‘economia poi se vioi scarica il rapporto ISTAT 2012 ea pag. 86-87 potrai leggere che l’introduzione del tuo caro Euro non ha portato alcun beneficio all’Italia. Se non ti basta continua a seguire imbonitori come Santoro.

    • F seguendo il tuo ragionamento ti contraddici da solo le teorie liberiste e l’Euro sono state applicate e sono c…zi amari gia’ ora quindi chi le sostiene o e’ in malafede perche’ a libro paga o e’ un incompetente in economia.Quando un teoria viene applicata per 30 anni e i risultati sono un drammatico impoverimento del 99% della popolazione come fai a continuare a difenderla? quale altre prove vuoi?la lira moneta sovrana l’abbiamo provata l’Euro pure e i risultati sono evidenti da quarta/quinta potenza industriale siamo diventati un paese del terzo mondo questi sono i fatti poi vedi un po’ tu’ in cosa credere sai ci sono persone che provano gusto a farsi fare del male i masochisti magari tu sei uno di quelli e quindi per te e pochi altri masochisti l’euro e’ migliore della lira

  • Scusate ma perche’ perdere tempo ad aspettare il referendum,e le modifiche costituzionali che richiederebbero anni ci sono soluzioni che si potrebbero applicare subito immediatamente rimanendo nell’Euro e rispettando tutti i trattati europei.Soluzioni che ci farebbero uscire dalla crisi in 6/8 mesi e poi una volta applicate queste soluzioni potremmo con calma senza gente disperata che si suicida fare il referendum e tutto quello che serve per uscire dall’Euro senza la fretta della disperazione popolare dovuta alle politiche liberiste/rigoriste, gia’ che stupido mi dimenticavo per fare questo dovremmo avere il ministero dell’economia in mano e quindi visto che il M5S non scende a compromessi e non fa’ alleanze con nessuno ed aspetta di vincere le elezioni da solo non potra’ mai farlo,quindi caro prof. Becchi la smetta di prendere per i fondelli la gente l’Euro c’e’ e ce lo teniamo oppure pensa che al bilderberg gliene freghi qualcosa di un eventuale referendum consultativo?ma tanto chi come lei ha uno stipendio da Docente puo’ permettersi di filosofeggiare su referendum modifich,costituzionali prorogazio Monti e via dicendo chi invece e’ disperato e si da fuoco ( lo chieda a Beppe) aveva bisogno di ministri del 5 stelle ieri quindi come avrebbe detto il mitico toto’ ma mi faccia il piacere

  • Bene…Proff. Becchi la ringrazio infinitamente. Ormai è un anno che seguo con attenzione diversi economisti A.Bagnai, C.Borghi, L.Napoleoni, P.Savona P.Valerio e chi ascolta, legge con attenzione, riflette, unisce i puntini arriva alla conclusione che l’unica ricetta per uscire dalla crisi è l’uscita dalla moneta unica e magari dall’U.E. Ben venga il referendum, ma richiede tempi biblici. Oramai qui non c’è più tempo, personalmente preferirei l’uscita politica a “sorpresa” con decreto “notturno” e relativa chiusura banche a fine anno.

    • Bravi sentite gli “economisti” (gente mai sentita prima che non fa altro che ripetere le opinioni dell’uomo della strada)… Non sentite invece chi di economia ne capisce davvero, gli imprenditori (o gli economisti veri), che dicono che fallirebbero se si uscisse dall’euro.
      Bravi, fate un favore all’america che vuole tornare ad essere l’unica grande moneta…
      Anche ai tedeschi, che non vedono l’ora che l’Italia esca dall’euro, così se la vengono a comprare tutta….

    • questo F ha scritto in poche righe alcune lievi imprecisioni, sono proprio i piccoli imprenditori che hanno vissuto sulla loro pelle cosa significa non vendere i loro prodotti a causa di un cambio forte e chiudere i battenti, i grandi imprenditori possono delocalizzare fuori dall’Italia dove la manodopera costa poco.
      Avere una moneta forte non significa avere una forte economia.
      Quanto ai tedeschi… è proprio grazie all’euro che ci stanno facendo la festa

    • @gabriella
      Non ho potuto non sorridere a leggere il tuo commento: direi che hai seguito una buona regola per (non) passare inosservata nel web…
      😉

  • Come rimanere nell’Euro ( per ora) uscire dalla crisi e ritrovare la piena occupazione impossibile? secondo loro invece e’ relativamente facile solo che per farlo invece di farsi le s…e mentali sulla prorogazio Monti bisognava governare o bisognerebbe governare.

  • Paolo Barnard sta’ organizzando un Tour in tutta Italia per spiegare la truffa dell’Euro a tutti ma ha bisogno di donazioni non facciamo gli spilorci l’informazione per circolare deve anche uscire dalla rete ed andare nella realta’ e per far questo sono necessari fondi.
    http://memmt.info/site/

    • Mi spieghi perchè invece sul suo blog continua ad eludere il problema? A parte tempo fa un post di Alberto Bagnai non si vede nulla di nulla che affronti la questione euro si euro no. Il movimento deve poi esporsi su questo punto. Quando anni fa i radicali fecero il referendum sul divorzio dissero chiaramente qual’era la loro posizione poi si batterono affinchè vincesse rispetto a chi non voleva una legge sul divorzio. C’è da aggiungere che i tempi erano maturi e il dibattito si svolgeva in tutto il paese, cosa che non si può dire oggi sulla moneta unica. Quindi al di là delle donazioni Grillo non può fare orecchie da mercante deve dire chiaramente come la pensa e come è la linea del movimento. Quando si riunisce con gli eletti in Parlamento dovrebbe affrontare il discorso ed attenersi alle decisioni della maggioranza.

  • Professor Becchi, possiamo certamente fare un nuovo referendum consultivo sull’euro. Ma non avrà valore di legge. Varrà soltanto come “parere” non vincolante, una sorta di termometro del malcontento popolare. Possiamo farlo benissimo. Ma a che serve?

  • Se l’Italia vuole uscire dalla crisi deve abbandonare l’euro più in fretta possibile, altro che referendum.
    Il problema è che siamo governati dagli stessi che, ingannandoci, ci hanno trascinato in questa folle avventura e che continuano a mentire. Non possono permettersi di ammettere di avere preso una cantonata clamorosa.
    Probabilmente ci salveremo solo quando anche la Francia comincerà a subirne gli effetti recessivi.

    • Purtroppo non è solo l’euro (moneta usuraria e non sovrana) la causa dei nostri mali; dobbiamo contestare il pensiero unico (e criminale) che è sbarcato in Europa soprattutto dopo la caduta dell’URSS.
      Occorre mettere mano (e di brutto) alla deregulation di: borsa, moneta, import/export.
      Per tutto il circuito occidentale impazzano tra moneta stampata, moneta fiduciaria e artifici finanziari (derivati et similia) qualcosa come parecchie decine di volte tutti gli assets mondiali … ergo necessita una separazione definitiva tra economia reale ed economia virtuale.
      Se la truffa globale fosse azzerata, probabilmente ci troveremo con un’inflazione superiore al 5000% o conl’eliminazione del 98% (o giù di lì) della massa monetaria, cosa che penso possa mandare in paranoia quell’1% che detiene circa il 50% delle ricchezze e che cerca con mezzi amorali e illeciti, ma legali, di allocare ase anche il rimanente 50%.

  • Cari amici di byoblu,
    I media si guardano bene dal dirlo e pubblicizzarlo ma L’ISTAT nel ” Rapporto annuale 2012 La situazione del Paese” a pagina 86-87, trattando dell’oggetto, di cui allego copia delle conclusioni, afferma che l’introduzione dell’Euro non ha portato all’Italia sostanziali benefici. Di conseguenza ha fallito ed oggi ci penalizza. Scaricatelo è leggetelo. Alla luce di tanto autorevole fonte e della conseguente condizione di estrema gravità economica in cui versa il paese un referendum, peraltro non risolutivo, diviene anacronistico per cui il M5s dovrebbe prendere posizione ufficiale in Parlamento e aprire un dibattito di merito per sollecitare al Governo un’immediata uscita da tale sistema monetario fallito e ritornare alla sovranità monetaria. Purtroppo Grillo sull’argomento, al contrario di altri problemi su cui ha giustamente preso netta posizione, si pone inspiegabilmente come Ponzio Pilato, sappiamo bene come finì, Cristo fu crocifisso. Invito tutti a sollecitarlo postando una mail sul blog, avrà così il suo referendum.
    Così l’ISTAT:
    ISTAT – GLI EFFETTI DELL’INTRODUZIONE DELL’EURO SULLE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE
    “…………. In conclusione, considerando l’insieme dei mercati di destinazione della zona euro, l’impatto dell’introduzione della moneta unica sulle imprese esportatrici ita- liane avrebbe agito prevalentemente attraverso un incremento del margine intensivo, mentre non avrebbe avuto effetti significativi in termini del margine estensivo. Ciò suggerisce, alla luce dei modelli teorici di riferimento in letteratura, che nel caso dell’Italia l’impatto positivo si sarebbe esplicitato attraverso la riduzione dei costi variabili del commercio internazionale, mentre la riduzione dei costi fissi non avrebbe avuto alcun ruolo. La stima differenziata dell’effetto “introduzione dell’euro” rispetto ai mercati di destinazione ha, tuttavia, mostrato un impatto positivo per gli scambi commerciali con i paesi “periferici”, verso i quali le imprese italiane avrebbero aumentato le esportazioni in termini sia di valore sia di varietà dei prodotti esportati. Al contrario, l’effetto sull’export verso i mercati “core” (tra cui la Germania, principale destinatario dell’export italiano) sarebbe stato negativo, indicando il prevalere di un effetto competitività penalizzante per i beni italiani.”
    nota: margine estensivo = numero di esportatori
    margine intensivo = volume di export per esportatore

  • Forse ci potrebbe essere un’altra strada sul piano giuridico (credo che una soluzione rapida vada trovata sul terreno politico, che potrebbe sostenere l’iter giuridico cui faccio riferimento): “(…) Infatti, le norme interposte espressive degli obblighi internazionali ‘rimangono pur sempre ad un livello sub-costituzionale’ e sono pertanto necessariamente subordinate alla Costituzione. (…) (sent.n.348). A sua volta, la sent.n.349 si riferisce ad una necessaria ‘verifica di compatibilità con le norme della Costituzione’, poiché ‘in tal modo, risulta realizzato un corretto bilanciamento tra l’esigenza di garantire il rispetto degli organi internazionali voluto dalla Costituzione e quella di evitare che CIO’ POSSA COMPORTARE PER ALTRO VERSO UN VULNUS ALLA COSTITUZIONE STESSA. (il maiuscolo è mio). Nell’ipotesi che la Corte debba rilevare la non compatibilità della norma interposta con l’ordinamento costituzionale italiano, la soluzione appare precisa nell’escludere questo tipo di norma interposta, (…) ‘questa Corte ha il dovere di dichiarare l’inidoneità della stessa (…) provvedendo, nei modi rituali, ad espungerla dall’ordinamento giuridico italiano’ (sent.n.348)”. Ugo De Siervo, Recenti sviluppi della giurisprudenza della Corte costituzionale in relazione alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, http://www.cortecostituzionale.it/documenti/convegni_seminari/19_21_11_09_De%20Siervo_2.pdf
    Potrebbe essere, quello configurato sopra, il caso di trattati come il Fiscal Compact, che limita la sovranità nazionale, ma anche la “decisione di entrata nell’euro”: potrebbero essere impugnati da subito davanti alla Corte costituzionale?
    Sentire un costituzionalista? Come Zagrebelsky? O Rodotà?

  • Ma smettetela di prendere per il culo la gente, fare un referendum dopo 20 anni di disinformazione sull’euro, decantandone doti taumaturgiche e facendo terrorismo su eventuale uscita, CHE ESITO PENSATE CHE POSSA AVERE UN REFERENDUM ? Grillo e il movimento se hanno un briciolo di dignità e di amore per questo paese dovrebbero denunciare il disastro economico dell’euro dalla sera alla mattina, altro che piste ciclabili !!!

  • Il metodo _era_ più semplice: si mette nel programma elettorale. Ed inoltre si spiega perché sì, oppure perché no. Esattamente come Silvio Berlusconi ha messo il “non pagare le tasse” (IMU) nel programma elettorale, mentre non si sarebbe potuto fare un referendum. Però non bisogna giocare a nascondino e spiegare che la situazione non può attendere la distruzione del sud Europa.

  • Ma perche’ gli eletti dal popolo sovrano anziche’ rispettare i diktat del comico di genova non vanno in tutte le tv a denunciare il signoraggio la truffa dell’euro ,il bilderberg ecc.. Sono anni che ce la meniamo a dire che queste cose chi non va in rete non le sa’ ora abbiamo eletto 163 cittadini che potrebbero andare in tutte le trasmissini e i tg a raccontare la verita’ al pensionato o la casalinga che non hanno nemmeno un pc ma invece Beppe dice tutti zitti in tv non ci va nessuno,ma gli eletti a chi rispondono al popolo o a Grillo? Se vogliamo far capire la truffa dell’Euro a tutti dobbiamo necessariamente andare da Santoro,Vespa,Gruber,ecc.. basta con questo isolamento autoimposto ma come pensate di vincere un eventuale ( ed inutile) referendum consultativo se queste cose le conoscono solo 4 gatti che vanno in rete basta con questo isolamento Grillo ha rotto i c…..ni.Se ci sono dei cittadini eletti nelle file del 5 stelle che leggono questo blog vi prego riunitevi e ridefinite le strategie e che Grillo valga veramente uno vi abbiamo votato perche’ vogliamo risposte ai problemi che attanagliano il paese e non perche’ vogliamo una setta che si riunisce in segreto con il suo guru’ in un agriturismo.Inoltre a proposito di coerenza in campagna elettorale non si era parlato di diretta streaming democrazia liquida e decisioni prese tutti insieme allora come’ che Beppe dal suo blog decide tutto lui da solo oppure la coerenza vale solo per non fare alleanze e non governare.Se qualcuno dei 163 cittadini eletti ha gli attributi li tiri fuori e inizi la vera rivoluzione quella della divulgazione al popolo mediante la tv

    • Esiste anche la possibilità di recuperare la sovranità monetaria senza uscire dall’euro attraverso l’emissione di Certificati di credito Fiscale.
      Questa soluzione è già stata presa parzialmente in considerazione dal M5S in un disegno di legge.
      Si tratta dell’uovo di colombo perche i CCF potrebbero fungere anche da moneta di transizione per il definitivo abbandono dell’euro.
      Il M5S dovrebbe parlare di queste cose usando la TV.

  • E’ proprio necessario consultare i cittadini su una questione sulla quale un partito o movimento deve semplicemente dimostrare qual’è la sua posizione (dopo essersi consultati all’interno), farsi votare e mettere in atto la usa politica?
    Non capisco perchè su tanti temi vi è una decisione chiara (e spesso senza alcun referendum) NO INCENERITORI, NO RIGASSIFICATORI, NO ACQUA PRIVATA etc etc.
    E perchè la stessa cosa non accade con il TEMA MACROECONOMICO.
    Il M5S parli chiaro e dica cosa vuol fare, perchè tanti elettori come me si possono perdere.
    Sull’euro si ha paura di impostare la campagna elettorale? E poi cosa farà il M5S se andasse al Governo, consultazioni continue dei cittadini su questioni tecniche complesse? Lo ribadisco, vabbè la partecipazione diretta, ma c’è un limite, non si può consultare il popolo su materie che richiedono anni di studi ed esperienza.

    • Ben detto!
      Dieci milioni di persone non consapevoli e non competenti non fanno un solo Alberto Bagnai.
      Far decidere sulla permanenza o meno nell’euro tramite referendum, e quali debbano essere i modi e i tempi di una eventuale uscita, sarebbe come far votare su quale traiettoria far seguire a una sonda spaziale lanciata verso Marte.
      La qualità ha ben poco a che fare con la quantità.

    • @Vasco Piacentini
      Non posso essere d’accordo: un conto è l’analisi economica, un altro conto è l’efficacia politica.
      Politicamente Bagnai vale 1/50000000: un voto.
      In democrazia diretta 50 milioni di Italiani INFORMATI (grazie ANCHE a Bagnai) significa potere.
      Vogliono influenzare almeno 10 milioni di Italiani? Vadano da Grillo e staff.
      Se no vadano da Letta, Alfano o Maroni oppure si formino il loro MovimentoPerFermareIlDeclino e scompaiano dalla storia.
      Purtroppo la natura è avara ed intelligenza e “attributi” non li cede mai in coppia.

  • Qualcuno mi spiega quali saranno le conseguenze per l’Italia una eventuale uscita dall’Euro?
    Si perchè credo che delle conseguenze ci saranno. Fuga di capitali all’estero, il debito di 2.000 e passa miliardi di Euro da pagare con una moneta, la nuova lira, svalutata, il rapporto tra debito e PIL, le importazioni di materie prime e dell’energia, gas e petrolio, da cui dipendiamo, da pagare in euro, sempre con la nuova lira che potrebbe valere quanto la pizza di fango del Burundi, inflazione e tassi di interesse al 25%. Sarà sufficiente la ripresa competitività per pagare tutti questi conti?
    E ancora, i cittadini con mutuo indicizzato e in euro, come dovranno comportarsi per mettersi in salvo?
    Non tutti hanno da esportare beni e servizi, a meno di non esportare mogli e figli.
    All’ora, allo stato in cui siamo, dov’è la convenienza? Ci conviene tornare indietro o remare fino al prossimo porto?

  • Da quel che vedo la maggioranza di elettori, iscritti e simpatizzanti del M5S, è per l’uscita dall’euro.
    Perchè il M5S ha paura di presentarsi come partito No EURO?
    Perchè c’è questa necessità di chiedere ai cittadini, visto che su altri temi ciò non è stato fatto?
    Perchè sul tema corruzione vi sono decinde di post sul Blog di Beppe Grillo, mentre il tema macroeconomico è quasi del tutto assente?
    Se il M5S ha paura di presentarsi con le proprie idee, significa solo che non crede realmente all’abbandono dell’euro. Non vi è la stessa forza di intenti che invece è palesemente manifesta su altri argomenti.
    Come dice Bagnai: “..non si capisce cosa voglio fare..”
    Ed io che pure il M5S l’ho votato, soffro per questa lacuna e preferirei una consultazione interna (che è già stata fatta in passato) piuttosto che la proposta di un DIFFICILISSIMO referendum, con i falchi pronti a sparare.

    • Concoro con te NeroLucente aggiungo ce non si può pensare veramente di contrastare il mainstream efficacemente nell’informazione. Esempio oggi ho visto una parte di omnibus, gli ospiti tutti contrari all’uscita, poi un pò del programma successivo, non ricordo bene il nome, c’è di mezzo il caffè, parlavano della disoccupazione giovanile, ma serpeggiava chiaramente il fatto che l’euro non si tocca. Quindi non ci si può accontentare magari delle trasmissioni serali dove faranno anche scontrare le due posizioni, pro e contro, perchè in tutte le altre ore di programmazione che rimarranno faranno come vogliono e indirizzeranno la discussione come meglio credono. Non mi venite a dire che però ci sarà la rete perchè non raggiunge tutto l’elettorato, un conto poi è parlare contro la casta o la corruzione, argomento in cui tutti sono d’accordo e che quindi è servito anche ad aumentare i voti al M5S un altro è l’euro di cui nessuno si è guardato bene di contestare se non in ore tarde sulla tv. C’è poi anche un altro argomento non si può pensare di fare un referendum sull’euro, perchè l’uscita va concordata magari anche con altri paesi favorevoli e attuata nel minor tempo possibile, se tu lo gridi ai quattro venti rendi probabili le fughe di capitali e non fai a tempo a creare condizioni favorevoli allo stato e ai cittadini più vulnerabili, detto in parole molto povere, non è conveniente per il paese che decide di farlo dirlo ai quattro venti prima di attuarlo.

      • La rete non basta il M5s dovrebbe integrare L’informazione utilizzando la piazza è li che ha preso il maggior numero di consensi. Purtroppo Grillo non vuole impegnarsi sul tema Euro/Europa anche se questo mette in dubbio la sua credibilità quella dell’intero movimento. Dovrebbe dare spiegazioni

    • @Albertoluigi
      Ti quoto completamente.
      Lo staff non può non sapere come la pensa “la base che conta”.
      L’ultima volta che hanno proposto Benettazzo sono piovuti insulti da tutte le parti.
      Il M5S è da tempo “circondato” da due fronti: uno molto importante dai “donaldiani” che (per buona pace dei professoroni) grazie all’evento di Rimini dell’anno scorso ha smosso l’interesse di tantissimi attivisti e una sempre più in crescita e particolarmente preparata formata da Bagnai & Co.
      Il punto che chi ha “il potere reale” sono Beppe e Staff: senza di loro il nostro movimento culturale sarebbe rimasto in cantina come in gran parte degli altri paesi occidentali.
      Sono i professori che devono andare da Grillo e staff, NON viceversa.
      Ma chiaramente vorrebbe dire che finalmente l’intelligentia comincia a mettersi in gioco seriamente e inizia a tirar fuotri VERAMENTE gli attributi…
      Siamo in guerra e loro (a parte Becchi), mi spiace, l’elmetto non se lo sono messo in testa.

  • Gentile Prof. Becchi e vertici di M5S,
    volete fare le persone serie? Bene, allora:
    1- “Il MoVimento ha sempre mantenuto una posizione chiara e coerente: quella di far decidere agli italiani con un referendum ” non è vero. Queste sono le ondivaghe dichiarazioni del “portavoce” Grillo sull’euro: http://www.laprimaveradellascienza.it/archivio-storico-delle-dichiarazioni-di-grillo-sullunione-europea/
    Mentre, se guardiamo al forum M5S, che dovrebbe essere l’organo decisionale del Movimento (o no? o sì? decidetevi) la proposta PIU’ VOTATA IN ASSOLUTO è uscire dall’euro senza alcun referendum. La VOSTRA proposta recita “uscita immediata dall’euro SENZA CONDIZIONI stracciando TUTTI I PATTI” (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/10/immediata-uscita-da-eurozona-moneta-sovrana-applicazione-mmt.html) a seguito di una analisi approssimativa propugnata a suon di punti esclamativi e teorie economiche poco convenzionali che vengono prese come una panacea universale (cito: “la unica teoria economica possibile è quella MMT!!!”). Con 23.000 like, 2428 voti e 8469 commenti è la proposta PIU’ VOTATA nel vostro forum, a discapito di altre meno propagandistiche e più ragionate (http://www.laprimaveradellascienza.it/notiziario-dal-fronte-m5s/) che pure si pongono il problema dell’uscita. Quindi questa cosa del referendum è FUFFA che si è inventata Grillo, la base di M5S DISCUTE DI ALTRO. Dimostratemi che non è così. O forse la base di M5S NON è in rete?
    2- Il referendum non credo sia uno strumento efficace, per tre motivi, spiegati qui: http://www.laprimaveradellascienza.it/3-ragioni-per-cui-un-referendum-su-euro-e-ingannevole-chiariamoci/
    E anche di questo, dovreste (dovremmo) discutere.

  • Il referendum va preparato: occorre una campagna di controinformazione per spiegare alla gente cos’è l’euro prima ragione Dell’ impoverimento, del precariato, della disoccupazione e della mancanza di lavoro in Italia.
    C’è moltissima gente che non sa che la BCE e’ privata, che sono i privati a P stampare e prestare soldi agli stati.
    Senza che la gente sappia, a che serve un referendum?
    Anch’io non capisco come mai il ms5 non ne faccia il primo e più importante punto dell’azione politica e si continua giustamente ma molto parziale a parlare solo do costi della casta.

    • Io credo che si potrebbe comunque organizzare attraverso la rete un “Referendum” interno pro forma per vedere qual e’ il risultato.

  • Mai visto ,un Popolo,una nazione,far prima la moneta e poi il resto!Prima il resto e poi la moneta!Non lasciare emergere,poteri strani è il primo dovere di un Popolo!Mi sembra che più che informazione,ci voglia coraggio ad affrontare,personaggi per lo meni strani,coraggio a votare chi sbaglia in buona fede,coraggio a non votare partiti non etici!!!Coraggio a non votare chi si unisce con chi ha sempre criticato!Coraggio ad affrontare e non più condividere,sistemi di comando che guardano alle altre nazioni e non al nostro Paese!Io la penso così!Non sono il solo,per fortuna e ciò mi da un pò di fiducia! Auguri a tutti gli onesti!Paolo buon.

  • Egregio Sig, Becchi , vorrei un chiarimento . all’epoca del passaggio all’euro , un marco valeva mille lire . e’ vero che 1 marco è stato cambiato in 1 euro? e la lira come sappiamo 1927 lire = 1 euro!
    E’ vero questo? Se fosse vero la germania e tutta l’Europa dovrebbe ridarci la metà dei soldi.
    Se fosse vero il fallimento dell’italia è certo e programmato.
    Sono bene accette spiegazioni .

  • @ClaudioC
    Appunto, lo dici anche tu: “DOVREMMO”.
    tu hai partecipato alle discussioni su questi temi tamite l’unico movimento politico “APERTO A TUTTI SENZA TESSERA”?
    Credo che una parte d’Italia che conta dovrebbe avere meno spocchia e dare una mano direttamente. Almeno che non “remi contro” consapevolmente”.
    TUTTI i comitati che si sono aggregati sotto la propaganda grilliana sono attualmente in parlamento.
    Ma come caxxo è che non c’è ne è stato uno per l’uscita dall’euro che ha chiesto di essere promosso in campagna elettorale? Dove erano tutti sti professori quando eravamo in piazza ai VDAY?

  • @ClaudioC
    Appunto, lo dici anche tu: “DOVREMMO”.
    tu hai partecipato alle discussioni su questi temi tamite l’unico movimento politico “APERTO A TUTTI SENZA TESSERA”?
    Credo che una parte d’Italia che conta dovrebbe avere meno spocchia e dare una mano direttamente. Almeno che non “remi contro” consapevolmente”.
    TUTTI i comitati che si sono aggregati sotto la propaganda grilliana sono attualmente in parlamento.
    Ma come caxxo è che non c’è ne è stato uno per l’uscita dall’euro che ha chiesto di essere promosso in campagna elettorale? Dove erano tutti sti professori quando eravamo in piazza ai VDAY?

    • Che e’ l’unico movimento non e’ assolutamente vero molti si stavano aggregando in rete non si sono presentati alle elezioni perche’ non sono riusciti ad organizzarsi in tempo.Molti che sono contro l’Euro hanno votato il M5S perche’ le uniche due formazioni presenti nella competizione elettorale che trattavano il problema Euro erano il M5S anche se in maniera defilata ed ambigua da parte di Grillo e Forza Nuova con una posizione piu’ netta verso l’Euro ed anche nei confronti delle massonerie ma che rappresenta un po’ quello che alba dorata e’ per la Grecia, quindi di fronte a queste uniche due alternative molti hanno scelto il M5S ora pero’ e’arrivato il momento che il M5S dica in maniera chiara e univoca qual’e’ la posizione sull’Euro in modo che gli elettori possa decidere se impegnarsi in questo movimento oppure impegnarsi per rendere possibile che altri movimenti antieuro si presentino alle prossime elezioni

    • Io partecipo e ho partecipato, ma conto zero. Da mesi scrivo queste cose anche sul mio blog ma – al meglio – ricevo delle accuse di trollaggio. Quello che mi limito a fare é segnalare che ci sono delle criticitá, che si sta facendo propaganda (riguardo a euro e non solo) e, anche se questo puó “pagare” elettoralmente (fa figo dire facciamo referendum), i nodi prima o poi verranno al pettine.

    • @emar @ClaudioC
      Il punto è che abbiamo un incredibile “ponte” in parlamento e non mi riesco a capacitare come negli ultimi 8 anni, molti movimenti ecologisti, comitati territoriali, NOTAV, NOMUOS e tutto ciò che era libero, indipendente e in minoranza è riuscito a far massa critica ed aver visibilità dietro al lavoro di Beppe che ha fatto da attivista numero uno.
      Beppe è dagli anni ’80 che fa degli spettacoli contro la “castacorruzionedebitopubblico”: dov’erano i professori in questi anni? Perché non si sono mossi compatti in questi anni? Perché non si sono uniti a dare una mano e magari dare qualche consulenza in campo macroeconomico a Grillo e staff.
      Mi spiace per “i nuovi eroi” dell’economia ma se cerchi su youtube quel “semplice trader” di Benettazzo faceva già nel 2005 degli spettacoli in cui parlava di quel che sarebbe capitato a breve. Lo sapeva perché tutti quelli che operavano nel settore lo sapevano. E ha acquistato credibilità nel web.
      Questi “cuor di leone” scoprono Internet nel 2013? Qualcuno gli aveva negato di partecipare ai meetup?
      La mia “seconda università” l’ho frequentata a poco meno di un lustro fa e un professore mi “ammise” sommessamente” che erano anni che <>
      E io mi chiedevo: ma com’è che non dite niente? PUBBLICAMENTE, perché mia nonna non leggeva i paper…
      Questa è la triste storia dell’intelligentia italiana dai tempi di Machiavelli, sempre prona al padrone, che sia ciellino o che sia “de sinistra”.
      Che tornino pure ad “aspettare i cadaveri sulla riva del fiume”.
      In Italia l’unico con le PALLE è stato un comico. Che se ne facciano una ragione.

  • Buongiorno. non so di cosa si stia parlando in questo post, Considerato lo stato attuale della compagine parlamentare penso che ci sia poco da parlare e tutto da subire perchè la maggioranza purtroppo l’ha il partito PD/PDL che in silenzio porterà molte modifiche alla povera Costituzione. Purtroppo ha i numeri per farlo. Mi sembra che l’unica carta nostra da giocare sia quella di dividere appunto PD/PDL ponendo all’ordine del giorno votazioni che mettono in difficoltà ambedue gli schieramenti

  • Mi spiego meglio, x tutti quelli che mi hanno risposto.
    Uscire dall’euro x alcuni risolverebbe tutti i mali, x altri (come chi l’economia la fa, quindi sa che vuol dire, per esempio, pagare le materie prime in euro o con una moneta debole, o chi semplicemente è abituato ad andare all’estero e constata quanto è bello andarci senza dover pagare le commissioni di cambio) sarebbe una catastrofe.
    Voi fautori dell’uscita dall’Euro conoscete il futuro, e sapete che quello sarà la soluzione a tutti i mali dell’economia (bene, la gente si ricorderà di voi, cosi se poi non sarà così saranno cazzi vostri).
    Io, a differenza vostra, non pretendo di conoscere il futuro, quindi non è che mi metto a tentare di convincere la gente su cosa succederà se…
    Parliamo quindi di ciò che è sicuro, ciò che è oggettivo.
    Una cosa è sicura, una cosa è oggettiva: sarebbe un tornare indietro invece che andare avanti. E io penso bisogna andare avanti.
    Se due commerciano devono commerciare con una moneta. E’ quindi un assurdo commerciare con due monete diverse, mentre è naturale commerciare con la stessa moneta. Le monete nazionali sono un retaggio di tempi antichi.
    Se, quindi –se si pensa che l’euro (chissà perché) danneggi l’economia bisogna– superarlo, ma progredendo, non regredendo.
    Bisogna, quindi, fare ciò che è naturale, creare una moneta tra soggetti che commerciano.
    Siccome ormai tutti commerciano con tutti bisogna, quindi, creare una moneta unica per tutti.
    Tanto alla fine, tra 100, 500, 1000 anni ci si arriverà, perché nel mondo alla fine vince il progresso, non il regresso, vince ciò che è naturale, non ciò che è artificiale.
    Quindi tanto vale impegnarsi da subito a unire più monete possibili.
    Magari si potesse unire l’euro al dollaro, e poi alla sterlina, e poi allo yen, e poi allo youan, e poi…
    Basterebbe fare il primo passo…
    Pensate che bella un’economia senza la variabile del cambio delle monete, senza il costo e la perdita di tempo del cambio delle valute. Un mondo con una moneta unica, come è naturale che sia.
    Tanto alla fine, ripeto, ci si arriverà. Non bisogna conoscere il futuro ma basta osservare la tendenza. Se non lo fanno i governi lo faranno i privati su internet. Lo stanno già facendo, vedi paypal, ci siamo quasi.
    Voi, invece, oggettivamente, rappresentate il regresso, il ritorno all’antico. Voi volete il permanere di una cosa che era già assurda (perché innaturale) secoli fa, figuriamoci oggi, che tutti commerciano con tutti. Figuriamoci domani. Che dirvi? Contenti voi.

    • io vivo in colombia ,e qui le materie prime si pagano in Pesos colombiano a prezzo uguale che in italia, e riusciamo a lavorare lo stesso perchè tutto è adeguato al costo della vita ,benzina,beni primari,salari minimo imposti dal governo mentre in europa usare l’euro e avere benefici tutti i popoli che adottano l’euro dovrebbero avere le stesse tasse,gli stessi guadagni gli stessi costi ,mentre quello che succede è che noi in italia viaggiamo ancora con il cambio lira e questo non fa che impoverirci guadagnando al vecchio cambio lira e pagando tutto in euro .per questo nessuno dei FORTI permettera avere nella area europa un paese come l’italia che potrebbe svilupparsi come la taiwan d’europa competendo con il mercato europeo non lo permetteranno mai piuttosto ci ammazzeranno economicamente con l’euro per questo va eliminato dall’italia ciao a tutti Hasta luego y suerte para todos

    • Sempre più confuso.
      Ti spiego… la moneta che si chiama euro o lira non è un problema il problema semmai è la sua gestione, mi spiego meglio. Oggi chi emette moneta è la BCE spa (privata) questa la vende ad altre Banche le quali la prestano agli Stati attraverso la compravendita dei ns titoli. Pertanto ogni volta che la BCE emette denaro ci indebita. Ma ti faccio una domanda, chi è il proprietario del denaro al momento dell’emissione da parte della bce.

    • In pratica il tuo cosiddetto ragionamento si limita a vantare la “bellezza” della moneta unica perché evita “fastidiosi” calcoli sul cambio. Prova a convincere gli inglesi che insistere ad avere la lira-sterlina è contro natura. O prova con gli americani, gli arabi, i russi, …
      Eh si, quanto è bello questo Euro, così “naturale” come una Terra piatta al centro dell’Universo. Diciamo che hai una visione “oggettiva” delle cose e del mondo abbastanza singolare. E dato che ti piace tanto una moneta unica mondiale ti propongo di usare le conchiglie: si trovano dappertutto e sicuramente verranno accolte con entusiasmo da tutti i popoli della Terra.

    • Vorrei sapere che razza di economista sei,visto che parli di futuro come se fosse il sinonimo di benessere.
      Ho invece la convinzione che cerchi di convincerci(e forse convincere te) con teorie che non attaccano neanche ai muri.
      La verità è che devi essere un povero troll sennò sapresti che il valore della moneta dipende da quello del lavoro e dalla risultante della bilancia commerciale del un paese.
      E per quanto riguarda la tua difficoltà nel calcolare il valore del cambio,durante i tuoi viaggi all’estero, ti può essere d’aiuto un’applicazione che trovi anche nel tuo telefonino.
      Pensa al bene di molti e non a quallo di pochi

  • io vivo in colombia ,e qui le materie prime si pagano in Pesos colombiano a prezzo uguale che in italia, e riusciamo a lavorare lo stesso perchè tutto è adeguato al costo della vita ,benzina,beni primari,salari minimo imposti dal governo mentre in europa usare l’euro e avere benefici tutti i popoli che adottano l’euro dovrebbero avere le stesse tasse,gli stessi guadagni gli stessi costi ,mentre quello che succede è che noi in italia viaggiamo ancora con il cambio lira e questo non fa che impoverirci guadagnando al vecchio cambio lira e pagando tutto in euro .per questo nessuno dei FORTI permettera avere nella area europa un paese come l’italia che potrebbe svilupparsi come la taiwan d’europa competendo con il mercato europeo non lo permetteranno mai piuttosto ci ammazzeranno economicamente con l’euro per questo va eliminato dall’italia ciao a tutti Hasta luego y suerte para todos

  • Carissimo Claudio,
    sono sempre stato d’accordo sul referendum per l’abolizione dell’Euro o meglio ancora per uscire dall’Europa, per il semplice motivo che è stata una scelta imposta e non decisa per volontà popolare. Non siamo cittadini ma s………i dell’Italia di pochi. Quando inizieremo questo referendum?

  • ho votato M5S, sostengo la loro coerenza politica ma sul referendum per uscire dall’euro non sono d’accordo, sarebbe una follia ritornare alla Lira per svalutarla, conseguentemente svaluterebbe l’Italia intera finendo fagocitata dai Paesi emergenti definiti B.R.I.C., già ora vengono in Italia per fare “shopping” delle nostre aziende d’eccellenza, figuriamoci con una svalutazione del 20%. Quindi per contrastare il predominio dei Paesi emergenti BRIC e non solo bisogna rafforzare l’Euro consolidando la nostra macroarea europea politica, economica, finanziaria e produttiva affinchè non ci si trasformi da Paesi leader a colonie da saccheggiare.

    • Purtroppo siamo già ora una colonia della Germania, proprio grazie alla rigidità del cambio fisso che impedisce aggiustamenti valutari e ci costringe a lavorare con una valuta sovrastimata.
      Se sei interessato ad approfondire senza preconcetti, ti consiglio l’ottimo blog Goofinomics, che spiega tutto in modo rigoroso ma accessibile.

    • La storia e le teorie economiche mondiali non solo ci dicono che usicre dall’euro e riacquistare piena sovranità monetaria sarebbe la soluzione giusta, ma anche che sarà inevitabile. Prima lo capiamo e meglio è.

    • Un’alternativa (una delle tante) è quella di riconsiderare la moneta come semplice unità di conto e non come merce; lo Stato potrebbe fin da subito, e senza dover ritrattare nulla a livello europeo (e senza uscire dall’euro), mettere in piede una sorta di camera di compensazione nazionale all’interno della quale aziende, cittadini e istituzioni pubbliche potrebbero scambiarsi beni e servizi utilizzando l’Euro come unità di conto; non si deve prendere nulla in prestito da nessuno tantomeno da banche private internazionali. Ci sono molti studi a riguardo, alcuni portati avanti anche da economisti italiani come Massimo Amato e Luca Fantacci.

    • Mi sembra che lei abbia un pò le idee confuse sulla svalutazione si informi le posso consigliare eccellenti prof. in economia tipo Bagnai,
      La saluto.

    • Lo spiego subito a Krugman, Stieglitz, Friedman, Amartya Sen, Mirrless. I cinque premi Nobel per l’economia che giudicano l’Euro insostenibile per i paesi periferici,
      Gli dico che sbagliano perchè ci sono i BRIC.

  • fare un referendum sull’ euro con il livello di informazione presente ora equivale a voler confermare l’euro …… meditate

  • per Marco, non ho preconcetti su nulla per mia fortuna, qualunque idea sia migliore della mia la faccio mia.
    Mi è stato insegnato che la vera e corretta economia fautrice del benessere diffuso si fonda sul principio della libera e veloce circolazione del denaro, invece l’attuale inverecondo capitalismo trattiene ingenti quantità di denaro nelle “tasche o casseforti” di pochi “fortunati” creando costrizioni ed ostruzioni economiche e finanziarie alla maggioranza degli “sfigati” cioè noi. Dunque sappiamo con certezza che il denaro c’è non manca, non è sparito volatilizzato nel nulla in virtù del principio fisico, nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma! Ancora adesso in questo momento quell’invereconda macchina capitalistica (da non confondere con il consumismo anche se simultanei) sta trasformando il denaro in altre cose inanimate o non fertili, non potendo intervenire nel sistema economico-finanziario globale possiamo intervenire in Italia sapendo bene (tutti) dove e quando avviene questa criminale sottrazione ed efferata trasformazione di una cospicua parte di denaro pubblico.
    Non mi riferisco ai finanziamenti dei partiti, ai paradisi fiscali, pensioni d’oro e indennizzi dei politici perchè briciole.
    p.s. a scanso d’equivoci non sono comunista.

  • Come al solito Becchi ne tira fuori una al giorno. L’argomento da lui esposto a supporto del referendum è stato oggetto di una disamina del ben piu noto costituzionalista Ferrara, qualche settimana fa. Becchi non fa che ripetere parola per parola ciò che espose il costituzionalista, ma con l’aggravante di non dire le conclusioni a cui giunge Ferrara. Si può fare , ma il referendum essendo consultivo e di indirizzo richiede poi una maggioranza governativa che prenda atto di ciò , la faccia sua e che , sopratutto la presenti presso il consiglio di europa ai 27 governi che ne fanno parte.
    Allora quale governo può fare una cosa del genere? Quello di Letta?
    E ammesso l’ìimpossibile come verrebbe presa dagli altri governi una proposta del genere sopratutto ora e con i governi europei attuali?
    Becchi faccia il piacere . Meglio che stia buono e zitto che così mette in cattiva luce anche il M5S. ( che ne ha già di suo)

  • Purtroppo ancora troppo poche persone sono informate dei meccanismi dell’euro e delle sue problematiche. Temo che un referendum su questo tema in questo momento confermerebbe purtroppo l’Euro.

  • Ritornare non con la nostra liretta, ma con un’altra moneta chiamata diversamente, ma che abbia lo stesso valore dell’Euro. Questo non lo dico io, ma un economista e politico. Tornare alla sovranità monetaria, pur restando nell’Ue come l’Inghilterra sarebbe la nostra salvezza! Ma, c’è un grosso MA! Fare affidamento sugli attuali ministri o su Letta?
    La vedo non dura, ma impossibile. Preghiamo il cielo che ci liberi da questa prigione della Banca Centrale. Non ci resta altro da fare
    Gianna

    • Chi vive di speranza disperato muore! Chi dice di uscire dall’Euro e rimanere nella UE o ritornare alla Lira con lo stesso valore dell’euro è solo uno che non ha ancora collegato il cervello con la bocca. Come d’altrode lo stesso Becchi. Non sa di cosa parla! E parla tanto per atteggiarsi! Studiare un po di elementi elementari di economia o di trattati internazionali non farebbe male!
      O il patto si rompe con un atto violento o non vi è nessuna possibilità legale per farlo!

        • MI fai un solo nome di questi….fior di economisti che dicono che si può uscir dall’area euro senzu che la UE finisca a carte quartantotto e che occorre una lIra forte come l’euro, o che si può uscire dai patti di Lisbona legalmente? Naturalmente se ti riferisci a economisti dellivelli del Becchi o di Giannini….. beh Allora capisco!

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