In Europa c’è bisogno di Te

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L’Europa è un pachiderma che si sposta lentamente e a fatica. Una iper-burocrazia che complica tutto e rende ogni cosa invisibile. Una macchina oscura, un buco nero dell’informazione all’interno del quale si muovono ombre silenziose, nascoste dalla luce abbagliante degli spettacolini che vanno in scena nei parlamenti nazionali. Eppure, in questo immenso castello degli spettri, quelle ombre prendono decisioni che cambiano il corso delle democrazie, che modificano drammaticamente la vita di milioni di persone. Le quali, inconsapevoli, rivolgono tutte le loro ansie contro obiettivi importanti, ma spesso non altrettanto decisivi. Pochi sanno, per esempio, che l’80% delle leggi nazionali sono di derivazione europea e poco o nulla si può fare nei singoli stati membri, se non recepirle.

Ci sono voluti anni di battaglie, di sorrisetti ironici, di plotoni di esecuzione mediatici, di lunghe e complesse attività di documentazione per spiegare ai cittadini in rete cosa stava accadendo oltre il muro delle Alpi, dove sconosciuti funzionari partorivano alambicchi e complicati marchingegni finanziari per prendere il controllo dei governi nazionali e metterli in ginocchio, piegandoli alla volontà delle élite. Ci hanno stordito con un bombardamento di sigle incomprensibili, usate come evidenze incontrovertibili. Siamo passati dallo Spread alla Troika, dalle operazioni LTRO al MES e così via. E ad ogni passo, un pezzettino della nostra sovranità veniva eroso, inneggiando al grande sogno europeo.

Tuttavia, qualcosa è cambiato. Questo grande lavoro di controinformazione ha prodotto consapevolezza. Quel tanto che è bastata a inoculare nel sistema Europa un antidoto sperimentale. Movimenti cosiddetti “euroscettici” hanno raccolto grande consenso, specialmente tra quei paesi definiti Pigs e colpiti pesantemente dai memorandum di intesa, negli assetti istituzionali, dai tagli imposti alla spesa pubblica e dal salvataggio delle banche a spese dell’economia reale. In Inghilterra il partito euroscettico per eccellenza ha fatto man bassa di voti e, in Italia, un movimento che aveva tra i suoi punti l’abolizione del Fiscal Compact e del Pareggio di Bilancio, una serie di deroghe al limite del 3% (vedi l’articolo), gli Eurobond e perfino un referendum sulla permanenza dell’euro, ha raccolto quasi il 22% dei consensi, infilando diciassette deputati al Parlamento Europeo.

Ma l’ingresso nel sacro tempio del rigore non è stato facile e lo si è visto subito. Le larghe intese di Bruxelles, la replica in grande del patto di Roma tra il centro-sinistra e il centro-destra nata in difesa dell’Austerity, si sono immediatamente ribellate e hanno negato al Movimento 5 Stelle e al suo Gruppo Politico di appartenenza, l’EFDD, le cariche politiche cui aveva diritto in virtù di un metodo di calcolo consolidato: il metodo D’Hondt, un patto che non era mai stato infranto prima. Dieci milioni di cittadini si sono immediatamente trovati senza la dovuta rappresentanza nelle commissioni del Parlamento Europeo (qui la campagna). In difesa di un diritto fondamentale, che deve essere garantito anche e soprattutto alle minoranze, si sono mossi premi Nobel come Dario Fo, artisti come Francesco Baccini, politici come Antonio Di Pietro, giornalisti come Andrea Scanzi, comici come Dario Vergassola e tanti altri, tra i quali migliaia di cittadini comuni. Ed è in questo clima di ostilità che abbiamo cominciato a fare le prime battaglie, come la lotta alla mancanza di trasparenza che si cela dietro a nuove imperscrutabili sigle dietro alle quali, tuttavia, si annidano minacce gravi come il TTIP, il CETA, la clausola ISDS. Ed è contro un muro di ostentata o millantata incompetenza che abbiamo cercato di opporre una nuova consapevolezza sui temi ambientali, energetici, ecologici. Così come abbiamo iniziato a fare le pulci alla pioggia di fondi pubblici europei e al loro utilizzo, ai conti del bilancio, alle nuove operazioni annunciate da Draghi che continueranno a finanziare le banche, alla squadra dei 26 nuovi commissari di Juncker e alle sue chimere come Katamerkel. Tutto questo senza dimenticare il drammatico problema dell’immigrazione, le richieste dei rifugiati politici, i diritti umani dei cittadini che risiedono nei paesi dove infuria la guerra civile e le conseguenze disastrose dell’embargo russo, nato come reazione alle restrizioni finanziarie imposte dalla UE, che stanno provocando un danno di centinaia di milioni di euro solo alle imprese italiane. E sono arrivate le prime conferme: spesso chi occupa gli scranni del potere ne sa meno dei cittadini semplici (ma allora chi decide realmente?), come dimostrano i primi botta e risposta che si sono verificati a Strasburgo.

A tutto questo si aggiunge il muro di omertà che i media italiani da sempre erigono verso le notizie che arrivano dall’Europa, giudicata poco interessante, difficile da capire o, ancora peggio, appositamente tenuta ai margini del dibattito pubblico affinché i luoghi dove si esercita un potere di molto superiore a quello nazionale possano continuare indisturbati il loro lavoro di decostruzione e ricostruzione sociale. Senza contare poi che di un movimento che raccoglie il 22% del consenso elettorale si continua a parlare solo quando è possibile trovare un motivo per denigrarlo, mai per raccontare i contenuti che riesce a produrre e a sviluppare.

Per questo motivo, i diciassette europarlamentari del Movimento 5 Stelle hanno bisogno di voi. La squadra di comunicazione che li aiuta a fare emergere i temi fondamentali di cui si occupano ha predisposto da tempo tutti i canali del web 2.0 su cui la rete cerca di sopperire al disinteresse dei media mainstream: dal profilo Facebook a quello Twitter, dal canale YouTube al profilo Instagram e, da oggi, con un blog dedicato: www.5stelleeuropa.it, dove ogni giorno trovano spazio approfondimenti, comunicati stampa, materiali da scaricare, clip di divulgazione che cercano di semplificare la complessità delle istituzioni europee (e oggi cominciamo subito con una clip in anteprima che vi spiega con estrema semplicità cos’è l’accordo di libero scambio TTIP).

Ma tutto questo lavoro incessante e faticoso, che comincia con l’enorme approfondimento politico sviluppato dagli eletti e che finisce con un post, un video, una grafica, un comunicato stampa, non serve a niente se voi non vi prendete il tempo di leggerlo, comprenderlo, condividerlo sui vostri canali, stamparlo e diffonderlo a tutti i vostri conoscenti.

Tutto quello che viene fatto qui in Europa, viene fatto per voi, perché voi possiate essere informati e perché possiate a vostra volta informare altri. So che lo farete. Grazie fin da ora…

fontehttp://goo.gl/m0mUpg

17 commenti

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  • premesso che la foto collegata all’articolo è inquietante,
    cosa potrebbero fare quelli come me che non vogliono l’eu ne una rappresentanza ma solo vivere in una nazione libera, indipendente e sovrana?

    il 5s non ha ne le capacità ne la voglia di farci tornare Italia per cui non posso appoggiare un movimento simile

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

    • Il 5s ha la capacita’ e la voglia di farci tornare Italia per cui posso solo appoggiare un movimento simile.

      Questa affermazione ha lo stesso valore della tua ….. le mie sono chiacchere le tue…. sono chiacchere.

      L’unico modo per sapere per certo quale delle 2 affermazioni e’ lgiusta il M5S deve andare al governo.

      Una cosa e’ certa, nessuna forza politica che si é alternata al governo negli ultimi 20 anni ha dimostrato di voler ribellarsi alla troika ,tutti quanti passo dopo passo ci hanno fatto o lasciato sprofondare nelle sabbie mobili delle regolamentazioni europee!

      • al tempo pippo,
        qui se c’è qualcuno che fonda la propria analisi sulla possibilità e non sull’oggettività sei tu e non io.
        ok la troika è il problema su questo non vi è ombra di dubbio ma è altrettanto chiaro che il 5s sia comunque allineato a suddette politiche in quanto pro euro e comunque “ammiratore” (e lo hanno ampiamente dimostrato) di personaggi come rodotà e similari che vanno a braccetto con la moneta unica ma soprattutto disonesti intellettualmente in quanto essere pro euro e nello stesso tempo contrari alle politiche restrittive è una contraddizione in termini che dimostra la loro palese malafede.
        è dal 2011 che definisco neo pd il 5s e il suo comportamento non fa altro che avvalorare la mia tesi

  • il TTIP potrà avere quegli effetti deleteri raccontati nel filmato solo se in Italia avremo una politica fatta da uomini corrotti e corruttori cioè senza palle.
    Oggi purtroppo abbiamo ancora quella classe politica e dirigente d’incoscienti che l’italiano mediocre merita.

  • Non credo che M5S non abbia capacità e voglia di far sentire la propria voce, di OPPORSI a questi soprusi scellerati. Il commercio si può già fare, i dazi si può fare un accordo sui dazi. Il punto è che vogliono attribuire competenza legale a Washington, imporre la legislazione statunitense. Insomma il primo degli atti, il più esplicito, plateale, clamoroso, di quello che era nei sogni più oscuri dei cosiddetti complottisti. Imposta la moneta e le leggi, cos’altro manca per l’egemonia dell’ordine ? Per renderci a tutti gli effetti, ai sensi delle teorie de la Napoleoni, delle COLONIE, perpetrando il modello economico imperialista vecchio stampo. Chi ci mangerà soprattutto in questo affare? Per caso le immense multinazionali da bilanci a 9 zeri con decine di migliaia di operai sottopagati e tartassati (almeno per quel che riguarda l’italia, anche impregnate a ogni livello, di corruzione e malaffare), o il singolo che deve sbarcare il lunario per costruirsi un angolo felice e possibilmente a impatto zero?
    Nondimeno, i cosiddetti “convenuti”, saranno lo stato e gli enti locali, che dovranno rifondere le aziende statunitensi dei mancati introiti dovuti alla legislazione vigente. Un esempio è ciò che è avvenuto nell’ultimo fallimento dell’Argentina.
    La pace, e i diritti! Hanno delle priorità. Adesso la priorità è fare l’Americo, addirittura si è parlato, questo è quello che vogliono fare! Vogliono strappare l’Ucraina al blocco orientale per prepararsi all’imminente contrapposizione delle due fazioni.
    Mi permetto di condividere il link di un video, che ci dà un’idea del punto di vista dall’altra parte:

    http://youtu.be/gFrBbZci7fk

    perciò tornando al M5S non è corretto parlare di capacità e voglia, anzi direi è controproducente. Quello di cui di deve parlare è PARTECIPAZIONE, insomma! compensione del testo!! è scritto sopra!
    i nostri disgraziati rappresentanti M5S nelle istituzioni non possono niente, da soli!! Non si può votare M5S una volta ogni tanto, e disinteressarsi completamente tutti gli altri giorni, o continuare a stare sul computer a criticare, senza agire!

    • hai scoperto l’acqua calda!
      Anche nel nostro piccolo a Roma intorno ai palazzi delle istituzioni governative ci sono sempre stati “uffici” di faccendieri pagati da multinazionali e non solo.
      Mi pare ovvio che tali uffici si siano trasferiti o duplicati anche a Bruxelles in un numero imprecisato, visto che il potere politico moltiplicato si è spostato altrove quello speculativo ha fatto altrettanto.
      Come le organizzazioni di stampo mafioso dal sud Italia sono “emigrate” al centro-nord dove ci sono i soldi.
      Ovvio che in UE abbiano deciso di inserire nel calcolo del PIL di ogni nazione anche i proventi delle attività illecite, che ormai illecite non lo sono più grazie a Leggi governative locali e UE studiate ad hoc per favorire quelle holding finanziarie, operative, capogruppo, gestorie o di famiglia che giovano di investimenti azionari provenienti da quelle organizzazioni malavitose, che non sono coppola e lupara ma sistemi illeciti ingegnerizzati che radicano le attività criminali scientemente grazie alla politica corrotta.

    • piccola aggiunta….

      Negli alti livelli istituzionali (politici e dirigenziali) le corruzioni non avvengono più direttamente con soldi ma con il regalo di quote azionarie di questa o quella holding planetaria (senza confini geopolitici) che possono beneficiare dei paradisi fiscali nei quali aprire conti correnti per far confluire i proventi azionari a quel politico o partito o fondazione che garantisca specifici interessi.

  • non abbiamo ne il tempo ne la voglia di informarci su questa schifezza di UE, tutto quello che c’era da sapere ormai lo sappiamo
    oggi come ieri vogliamo uscirne al piu presto…

    • Tanto maggiore è la complessità dei sistemi, tanto minore sarà la libertà e il benessere della maggioranza degli individui e dei popoli.

      Infatti, quanti conoscono il funzionamento dei “sistemi complessi” in rapporto all’ordine sociale, che è politico economico e anche religioso?

      Quanti sanno quali sono gli elementi e le componendi del sistema dell’ordine sociale che si auto-influenzano e si auto-regolano, determinando la stabilità o l’instabilità del sistema in rapporto alla necessità di cambiamento?

      Quanti hanno idea di cosa sia veramente la forma di governo Federale, che mostra una grande coerenza con le leggi mediante le quauali la Natura ordina le società animali che crea?

      E ancora: come si può pensare di risolvere i gravi problemi generati dalla complessità crescente dell’ordine sociale, usando lo stesso modo di ragionare che li ha prodotti?

      E infine: quanti conoscono cosa sono i DIRITTI NATURALI che i governi violano a piacimento facendo dei cittadini nati liberi e sovrani, dei sudditi a vita di un mostro chiamato STATO?

      Le risposte al cambiamento passano per questa nuova logica dell’ordine sociale che si chiama “contratto politico commutativo”, detto anche “di federazione”.

      Che possibilità avrei io a parlare di queste cose con chi ha già mostrato di abbassare la saraciesca del cervello davanti al nuovo, in nome della continuità storica?

      Penso proprio: NESSUNA. Comunque grazie dell’offerta di cooperare spontaneamente e mutualisticamente al bene comune.

  • bastava che dicevi che il parlamento europeo non conta nulla.Solo le commissioni hanno il potere di fare e disfare,quindi figuriamoci se contiamo noi con i nostri scritti.Caro Messora mi sorge qualche dubbio!

  • Leonardo Metalli e Giornalisti in movimento vi spiegano perché il movimento cinque stelle è assente dai programmi di intrattenimento della Rai. Il movimento cinque stelle dovrebbe riflettere seriamente sulla questione Rai: la legge Gasparri prevede un canale all’opposizione ma Casaleggio e Grillo ritengono di dover piangere, manifestare e protestare perché nessuno ascolta le preghiere del movimento. Ora bisogna cambiare atteggiamento e pretendere spazi adeguati in Rai, ci sono molti giornalisti e commentatori ma anche tanti liberi cittadini disponibili a raccontare la verità con adeguati programmi e spazi che appartengono di diritto ai 9 milioni che hanno votato per il cambiamento. Basta volerlo altrimenti se non arriva un segnale o uno spartiacque si sospettano altri interessi dietro al blog. METTIAMO AI VOTI LA TV NEL MOVIMENTO 5 STELLE E LA RAI.
    https://www.youtube.com/watch?v=XbMIcXSA4oU&list=UUlV0VL_DbrcT0wVGGbSu_nA

  • Da parte mia, un grazie e un abbraccio a te Claudio e ai ragazzi del M5S del parlamento europeo per quello che state facendo.

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