Il referendum sull’euro si può fare. Ma…

Romano Prodi Euro

Il referendum sull’euro non si può fare. Cioè si può fare. Si può fare ma non si può fare. Questo l’avete capito, no? L’avevo spiegato un bel po’ di tempo fa, su Byoblu. La Costituzione vieta di sottoporre a referendum i trattati internazionali, e l’euro è esattamente fatto così. Ma chi vi dice che “quindi non si può fare” vi prende per i fondelli. Oh, come gli piace prendervi per i cosiddetti. Si può fare esattamente come si fece un referendum consultivo per dare mandato costituente al Parlamento Europeo. Ma i referendum consultivi non sono previsti dalla Costituzione, vero? Fa niente, se c’è la volontà politica, si fanno lo stesso. Stampatevi bene queste parole nella mente: volontà politica. Se la politica vuole, fa quello che le pare. Perché la politica è sovrana. Quindi si fece una legge di rango costituzionale. Cioè una legge che può, almeno temporaneamente, modificare la Costituzione. E infatti quel referendum, nel 1989, si fece. Si fece, e subito dopo quella stessa legge uscì dallo scenario costituzionale. Quindi, cosa vieta oggi di fare la stessa cosa? Una bella leggina di rango costituzionale per fare un bel referendum sull’euro. Teoricamente nulla, fatto salvo un piccolo particolare: per fare una legge di rango costituzionale sono necessari due passaggi per ramo del Parlamento, tra ognuno dei quali sono necessari almeno tre mesi di tempo, e soprattutto c’è bisogno di una bella maggioranza assoluta, cioè la maggioranza degli aventi diritto al voto. E anche così non basterebbe, perché poi qualcuno potrebbe sempre chiedere un referendum confermativo. A meno che non si abbiano i due terzi del Parlamento. Ora la domanda è: abbiamo i due terzi del Parlamento? Fate voi, io dico di no. Ma si può sempre sperare che cada il Governo e che le prossime elezioni conferiscano una maggioranza bulgara al Movimento 5 Stelle. Che, per quanto bulgara, non arriverà mai ai due terzi del Parlamento. Magari, con qualche accordo con una parte del centro-destra e con la Lega, si potrebbe anche fare, che tanto accordi su leggi singole sono sempre stati possibili senza per forza gridare all’inciucio. E che il Governo cada non è una ipotesi così remota, dato lo scenario economico devastante e la necessità di Renzi di chiamarsi fuori dalle imposizioni della Troika, pena l’incenerimento del suo consenso elettorale. Certo, non è qualcosa su cui si possa contare. Ma allora a cosa serve sto referendum sull’euro che si può fare ma che non si può fare? Serve a far parlare di euro. Ricordo quando a parlare di “euro sì – euro no” erano quattro gatti di complottisti sfigati. E’ già un successo. Cosa potrebbe accadere adesso? Certo, quello che paventa Lidia Undiemi è uno scenario plausibile: fuga dei capitali e così via. Ma chi detiene i suddetti capitali non è che abiti su un pero: lo sa, se un referendum si può fare e quindi è meglio mettersi in fuga, oppure se non si può fare e quindi va bene continuare a godersi deindustrializzazioni selvagge, svendite di patrimonio pubblico, sfruttamento della manodopera manco fossimo in Cina, licenziamenti più facili e tutti i giochini sado-maso che a costoro piacciono tanto. E poi c’è da considerare che un Paese più competitivo, come sarebbe l’Italia senza la moneta unica a trazione tedesca, risulterebbe più appetibile per le esportazioni. Quindi direi che l’esercizio è a somma zero. I media, va da sé, faranno di tutto per paventare scenari da peste nera, anche se la sensibilità generale è molto cambiata da due anni a questa parte. Ma almeno avremo la possibilità di giocarcela. Meglio che stare in campo senza palla, ad aspettare che Juncker o Draghi, dagli spalti, la ributtino dentro. Il progetto di Prodi, di Kohl e di Miterrand ha prodotto morte e distruzione. Da qualche parte bisogna ben ricominciare. Cominciamo da questa e vediamo se qualcuno si sveglia.

Comunque fa piacere essere sempre avanti di qualche anno. (Bagnai, Borghi, Becchi)

18 commenti

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  • E se il referendum lo perdiamo? Perchè lo perderemo coi media schierati e la disinformazione dilagante. Io non posso diffondere libri e post piu’ di tanto. Lo faccio 8 ore al giorno da tre anni con libri, blog, di persona, perfino negli uffici pubblici , sui social, alle riunioni dei sociologi ma la gente è CONVINTA NELLE EMOZIONI. PNL INSEGNA. E PNL = MEDIA.

    SE IL REFERENDUM SI PERDE….cosa fa il M5s si dirà lo stesso contro l’euro o Grillo dirà ” io sono contro ma il popolo ha deciso e quindi il M5s ora è pro euro????” (Bella democrazia quella di far votare il popolo disinformato). Dopo ti diranno” caro mio c’è stato il referendum” e l’unico referendum che faranno rispettare i poteri forti sarà proprio la prigione della moneta unica.
    Fattibile o meno sono banane tecniche.
    Il referendum è meglio affossarlo se è letale come Grillo finalmente ha capito, l’euro si toglie , punto e basta.
    1) Uscita dall’euro.
    2) Sblocco concorsi pubblici produttivi
    3) Reddito minimo
    4) Brancaccio e Nino Galloni da affiancareal M5s perchè serve una classe dirigente nuova con economisti che hanno dimostrato capacità, lungimiranza e rifiutato cadreghe.
    5) Ora mandatemi pure a cagare io non lecco culi. Il referendum è una boiata.

    • Il voto di una stella è proprio tipico non del pentastellato ma del peppekrillino che oggi tifa di qua ieri tifava di là e domani chissà….1 stella ignorando i 4 punti pur di dare contro a chi ha senso critico. Meglio ragionare con la testa altrui….senza i liberi pensatori il M5s non avrebbe avuto questa svolta. Uno di questi è proprio Messora. Lui è un pentastellato coi galloni sulle spalle..

    • concordo lui è un vero grillino. Un vero pentastellato. Uno che ragiona con la sua di testa. Una persona anche versa.
      Io il m5s lo divido in peppekrillini (gente che tifa) e pentastellati (gente che ragiona).

  • Quale che sia il percorso per indirlo, è l’unico strumento che l’opposizione antieuro ha per cercare di tornare alla lira stante il fatto che non ci sono elezioni in vista e che chi governa è eurista e boccerebbe tramite la sua maggioranza qualunque proposta di legge presentata in Parlamento dall’opposizione.
    Ovviamente, va da sé che se le elezioni fossero in vista, in campagna elettorale si dovrebbe parlare di uscita diretta dall’euro e non certo di referendum. Non fare così sarebbe grave e non si potrebbero accampare scuse del tipo “Noi siamo per la democrazia diretta e quindi vogliamo dare la voce al popolo”. Il popolo la voce ce l’ha pure nelle elezioni politiche e non solo nei referendum. Per non parlare del fatto che un referendum sull’Euro sarebbe come fare un referendum in cui si chiede “Vuoi che ti uccida?”

  • Claudio, ma gli europarlamentari del m5s hanno un minimo di “coscienza economica” sui danni dell’euro? Conoscono il problema? Ho notato che ora Grillo e Casaleggio sembrano aver cambiato idea rispetto alle ambiguità del passato: si sono informati? Volevo il parere di uno che ha vissuto l’ambiente dall’interno.

  • Tt molto chiaro: volontà politica! Ma tale volontà passa attraverso il consenso che mai ci sarà perché nella storia e nella vita la paura di molti vince sul coraggio di pochi…chissà forse riusciremo a cambiare la storia!grazie claudio

  • Noi possiamo fare di più, noi siamo il Popolo Sovrano Onesto, le leggi devono essere presentate in modo tale che il popolo possa dare un giudizio giusto, votarle, solo così si può governare onestamente.

  • Brancaccio ti porta alle calende greche coi suoi ragionamenti.
    La realtà è che proporre un referendum sull’uscita dall’euro ha molte implicazioni giuridiche.
    Quì un esempio lampante.
    http://orizzonte48.blogspot.it/2014/10/referendum-consultivo-sulleuro-lalgido.html
    Che altro rispondere? Un movimento così palesemente verticistico,anche se ben mimetitzzato,non potrà mai avere nessuna possibilità di incidere su decisioni di questo tipo.Claudio se ne deve rendere conto.
    L’euro è solo una parte del problema.L’insieme giuridico-politico-economico,richiedono menti ed esperienze che il movimento isolazionista non ha.

  • Il M5S vuole fare informazione con la scusa del referendum, o vuole solo perdere il tempo necessario a completare la bollitura della rana.
    Lo capiremo presto, in base allo spazio che certi autori come Bagnai, Borghi, Brancaccio, Galloni, Cattaneo troveranno nel Blog di Grillo. Certo la speranza é l’ultima a morire, però se volevate fare informazione potevate farla molto prima, di tempo nel cesso ne avete buttato parecchio.

  • il referendum consultivo non ha efficacia sulla legislazione europea ma può essere utilizzato come grimaldello verso la politica italiota, ammesso si possano raccogliere 3 milioni di consensi le altre parti politiche PD FI SEL LEGA dovranno obtorto collo mostrare le loro carte false, non solo al proprio elettorato ingannato ma al Presidente della Repubblica che si troverà di fronte ad un vulnus giuridico-istituzionale.

    Off Topic:
    Renzi aveva promesso di rottamare il vecchiume, invece con questo sistema elettorale adottato per le Province sono state rielette le mummie della politica trombati alle precedenti elezioni o dimenticati nelle case di riposo per anziani.
    Lo stesso esito si avrà con le elezioni del Senato ritorneranno a galla i vecchi str…. della politica fallimentare cioè gli amici, prestanomi, amanti, figli, nipoti e faccendieri accreditati dai partiti&lobby marcescenti.
    Volevate sapere cosa fosse il patto del “nazareno” è l’autodifesa della casta! Se PdL alias FI e PD non si fossero alleati sarebbero stati spazzati via dal rinnovamento portato dal M5S, in sei mesi di governo Renzi sono state attuate o messe in cantiere solo “riforme” desiderate da Berlusconi, Verdini, G. Letta, di ciò che Matteuccio aveva promesso nemmeno una virgola.

  • E’ quello che ho postato sul blg di Grillo:

    ” Non sono d’accordo col tweet di Grillo.

    Il referendum, sempre che si possa fare, non serve!!!

    Se si vuole uscire dall’euro bisogna pianificarne la “modalità”, prevedere le conseguenze, ascoltare economisti competenti (uno a caso, Bagnai) allearsi con Salvini, ed anche col diavolo, se occorre.
    La puzza sotto il naso dobbiamo togliercela, non commettiamo altri errori.

    A buon intenditor pocehe parole…”

  • E che succede se vince il “SI all’euro”? Guardate che basta un po’ di paura instillata da una solida e martellante propaganda sui giornali e qualche broglio in fase di votazione per ottenere il risultato che si vuole. Basta che la gente legga sui giornali l’incombere del “disastro economico” e dell'”abisso” in caso di uscita dall’euro per farsela sotto. E’ successo con lo spread, e tutti se la sono bevuta, ingoiando Monti senza elezioni. Questa gente fa quello che vuole. E’ successo in Irlanda, e’ successo in Scozia. Il referendum puo’ essere un’arma a doppio taglio. Invece, Grillo si faccia promotore di un bello sciopero fiscale ad oltranza con l’obbiettivo di boicottare il governo e costringerlo a dimettersi, fino ad ottenere una nuova costituente. Come sostengono l’EU? Con le tasse. Smettiamo di pagarle.

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