Chi comanda il Mondo SpA?

Ecco i risultati della Troika

L’economia della Grecia è crollata e la disoccupazione è salita oltre al 27%, più del doppio delle previsioni della Troika. In qualunque azienda, in qualunque consiglio elettivo, in qualunque direttivo sportivo, chi porta avanti piani di azione che poi falliscono, se ne va. L’obiettivo della Troika, nel modello di Europa del “grande sogno” che ci vogliono dare a bere, era quello di salvare un popolo, non di condannarlo a morte. Ha fallito. In un qualunque consiglio di amministrazione ora Draghi (BCE), Lagarde (FMI) e Juncker (Commissione Europea) dovrebbero assumersi le proprie responsabilità, dirette o indirette, e andarsene o essere cacciati. Ma più sali in alto e più il mondo diventa proprietà privata di pochi intoccabili. Il peggio che può capitare loro è di passare dalla direzione di una banca centrale alla presidenza di un parlamento europeo o alla supervisione di una grande banca d’affari. Cacciati, mai! Perchè? Come si fa a mandarli via? Dove si vota? Chi c’è dietro? Chi comanda il Mondo SpA?

8 commenti

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  • Più che domandarsi ,chi comanda il mondo, bisogna domandarsi: chi sarebbe a guadagnarci dal crollo euro zona, derivante dal defoult greco? Molti, penso io e, anche oltreoceano.

    • Antonella, a lei sfuggono tanti macro particolari che dicono l’esatto contrario.
      E cioè che oltreoceano, gli USA hanno un problemino serio, il rischio che l’attuale moneta dominante usata per tutti i principali scambi, il DOLLARO, venga scavalcata dallo YUAN e visto che il debito americano è prevalentemente in mano ai cinesi, loro (gli americani) hanno la necessità di un mercato di sbocco ed è da tanto che hanno puntato sull’Europa unita. E se ciò non fosse abbastanza chiaro, vedere alla voce TTIP, di cui Claudio ha già parlato qualche tempo fa.

      Il problema gigante ed insormontabile è che l’euro non può tenere insieme paesi estremamente diversi, mancando un requisito fondamentale uno Stato. E siccome nessuno accetterà mai di effettuare i necessari trasferimenti di capitali dai paesi più avanzati (es. Germania) verso i paesi più sofferenti (es. Grecia) per equilibrare le differenze strutturali, è chiaro che non potrà mai esistere uno Stato europeo partendo dalla moneta invece che dall’integrazione. Senza dimenticare le difficoltà nel mettere insieme popoli diversi, ognuno con la propria lingua.

      La risposta più logica è che a guadagnarci dal crollo dell’euro sarebbe l’intera economia europea.

  • questo è un Mondo a pagamento!!!
    Dall’acqua alle autostrade, ai parcheggi su aree pubbliche, la sanità, la scuola tutto ciò che dovrebbe essere fruito dal pubblico liberamente e gratis perchè realizzato dallo Stato pagato con le tasse dei cittadini viene accaparrato da società/imprese/enti privati che ci rivendono i “servizi” a caro prezzo.
    Prima o poi istituiranno una tassa per la Giustizia, per averla in quanto diritto acquisito saremo costretti a pagare in % al presunto reato commesso!

  • Sarebbe così se il mondo che ci fanno vedere fosse quello impegnato a migliore la condizione di vita dell’umanità. In un mondo siffatto, i responsabili del disastro economico e sociale verrebbero sicuramente puniti e isolati dal consorzio umano. Al contrario, ciò che accade sotto gli occhi di tutti è quello che realmente vogliono e le conseguenze a cui assistiamo rappresentano un successo per gli ideatori e per gli esecutori materiali i quali non possono che venire premiati. La cosa sconcertante è che in questo guazzabuglio planetario le pecore non accennano neanche un flebile belato.

  • Caro nero lucente sono in accordo con il tuo pensiero su quello che dici con le tue idee.il solo discostamento è sul fatto di chi ci guadagna a mio parere gli speculatori in borsa quelle sanguisughe che senza scrupoli si arricchiscono sulla pelle di povei disgraziati sulla popolazione più indifesa.buona serata

    • Pasquale Leone, anch’io so che quelli che definisci (speculatori in borsa) traggono vantaggio dalle crisi, ma se uno specula liberamente è perchè gli è stato permesso.

      Questo però è solo un aspetto del fallimento politico che attraversiamo. Il quadro completo si forma tornando indietro di parecchio. L’abbattimento di alcune leggi fondamentali che tutelavano i mercati (Glass Steagal Act) e la stipula di alcuni trattati (Maastricht) insieme alla nascita dell’euro, hanno trasferito il potere politico in mano alla finanza (a riparo del processo elettorale). Ce lo hanno detto in faccia, ma solo pochi hanno inteso la gravità di tali affermazioni.

      Aver consentito l’espropriazione della democrazia togliendo ai singoli stati il potere di stampar moneta (strumento fondamentale per governare l’economia) ha fatto si che a colpi di crisi (indotte dall’austerità imposta) si siano susseguite leggi volte a ridurre i diritti sul lavoro (proposte come soluzione capace di creare posti di lavoro), leggi volte a limitare i salari (perchè con il precariato e la disoccupazione il risultato più naturale è che pur di lavorare ci si accontenta di essere pagati meno).

      La cosa più grave è che questa situazione è stata favorita da quella che sarebbe dovuta essere la formazione politica che tutela i lavoratori e i più deboli, LA SINISTRA.

      Ma ormai nel paese regna la convinzione che ci troviamo in crisi a causa di politici strapagati, corruzione e malaffare. Questi mali, che ci accompagnano da tempo, per quanto odiosi non sono la causa del nostro malessere. Ma sono diventati lo strumento fondamentale per convincere gli elettori, i cittadini, a cedere, ad accettare l’inaccettabile smantellamento dello Stato, per far spazio ai privati, i responsabili della crisi.

  • Le persone o i meccanismi ?
    Sono i meccanismi a selezionare le persone “giuste” e non viceversa.
    La crisi economica è strutturale e si spiega soltanto coi meccanismi che l’hanno innescata. Bisogna “andare oltre” i meccanismi e superare “il mercato-palude” del sistema produttivo attuale.
    Passare dalla produzione sociale alla appropriazione sociale. Non c’è alternativa!

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