Le ragioni dietro allo scandalo Volkswagen

Le pagine dei giornali ne sono state piene per settimane. Quello che in gergo viene definito DieselGate rischia di distruggere l’economia tedesca molto più di quanto non sia riuscita a fare la competizione con colossi dell’export come la Cina. La minaccia arriva nientemeno che dagli States, dove l’EPA, l’Agenzia a protezione dell’ambiente, sta valutando di sanzionare la casa automobilistica tedesca con 18 miliardi di dollari. , calcolati sul totale dei veicoli circolanti che violano la normativa. E’ lo scandalo Volkswagen, che rischia di allargarsi ad altre marche costruttrici di autoveicoli. Chi può dire infatti se la Volkswagen fosse l’unica ad installare un software di gestione delle emissioni truccato? Le leggi del mercato dovrebbero avere insegnato molto, ormai, in tal senso.

MULTE EPA ALLE CASE AUTOMOBILISTICHE

Ma guardate il grafico qui sopra. Volkswagen non è stata l’unica ad ottenere le attenzioni dell’Epa, che si è già interessata a Hyundai e Kia, per esempio, comminando loro una multa di 100 milioni di dollari a testa. Non solo, anche la General Motors fu costretta a pagare, per la morte di 174 persone presumibilmente dovuta ad un errore di progettazione, 900 milioni di dollari. E poi, ancora, Toyota, che per la morte di cinque persone, dovuta forse a un problema riscontrato sulle sue vetture, tirò fuori 1,2 miliardi sull’unghia.

Tuttavia, come risulta anche dal colpo d’occhio nell’immagine, nessuna casa automobilistica ha mai subito la comminazione, o anche solo la minaccia, di sanzioni così sproporzionatamente elevate. Come mai? Cui prodest? Quando una variabile finisce fuori controllo, bisogna sempre chiedersi cosa ci sia dietro. Come si suol dire: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si imbrocca. C’entra forse la ferma opposizione al TTIP, il Trattato di libero scambio commerciale, segretissimo, di cui proprio tre parlamentari tedeschi hanno svelato alcune parti? Non è un’ipotesi peregrina: chi di commercio ferisce, di commercio perisce.

Ma c’è un’altra interpretazione. Proprio in questo periodo, gli States hanno bisogno di sostituire il loro arsenale nucleare in Europa con una nuova classe di ordigni, operazione della quale Berlino non era entusiasta. L’asse con Mosca, infatti, è molto temuto sulla sponda occidentale dell’Atlantico, perché saldare la manodopera russa con l’avanguardia tecnologica della Germania porterebbe a un polo competitivo senza precedenti.

Bene: guardacaso, dopo le minacce dell’Epa di affossare le industrie automobilistiche tedesche (oltre alla Volkswagen vi sono indagini in corso anche sulla Bmw, sulla Mercedes e su altre marche), sembra che la Merkel abbia chinato il capo di fronte alle richieste di Washington circa il rinnovamento del parco missilistico. Coincidenze? Forse.

Sta di fatto che se le multe dell’Epa dovessero concretizzarsi, e nella misura stratosferica fino ad ora paventata, le grandi case automobilistiche tedesche potrebbero chiudere i battenti. Dopodiché, ai felici possessori di Audi, Volkswagen, Bmw, Mercedes, Porsche e così via, in caso di guasto non resterebbe altro che acquistare parti di ricambio su Tuttiautopezzi.it.  Magari, ironia della sorta, una bella centralina nuova di zecca. Possibilmente, non taroccata.

 

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