Commissario UE sul TTIP: non lavoro per i cittadini!

Il Commissrio UE TTIP - Non prendo ordini dai cittadini
Cecilia Malmström
è il commissario UE che si occupa del commercio. E’ lei che sta portando avanti la faccenda TTIP, il trattato di libero scambio commerciale con gli USA che renderà gli stati membri (compreso il tuo, se consideri ancora l’Italia il tuo paese) definitive colonie delle multinazionali, le quali potranno fare causa agli stati che con le loro leggi ne diminuiranno gli utili (per esempio con una legge contro il fumo come quella uscita ieri dal Consiglio dei Ministri), vincerle senza difficoltà (facendo pagare alla collettività centinaia di milioni di euro di risarcimento), e potranno privatizzare tutto quello che resta dei servizi pubblici.  Se non sai ancora cosa sia il TTIP, ti prego di leggere “Oltre al colpo di stato: come ci stanno consegnando alle multinazionali” e “il segreto più importante per l’Europa“.

Mentre qui in Italia i media cercano di convincerti che il problema siano i 7 scontrini di Marino (ma si guardano bene dal parlare dei 600mila euro di spese in pranzi e cene di Mattero Renzi [*]), ci sono già quasi  3 milioni e mezzo di cittadini europei come te e come me che hanno firmato una petizione per fermare il TTIP. E sabato scorso, a Berlino, sono scese in piazza tra le 100mila e 250mila persone. Scommetto che noi non c’eravamo.

Perché ve lo racconto proprio oggi? Perché John Hilary, direttore esecutivo dell’organizzazione War on Want, che si occupa di combattere la povertà e che ha organizzato la petizione contro il TTIP, è andato da Cecilia Malmström, in Commissione Europea, per sottoporle i risultati incontrovertibili della petizione. Nel suo ufficio! Come dite? Non l’ha incontrata fuori, a pranzo, in un bel ristorantino? No, quello lo fanno le lobby: guarda la  lettera inviata da Ikea agli europarlamentari di Bruxelles che si occupano di tassazione. Quando i cittadini incontrano commissari e deputati, invece, lo fanno nei pubblici uffici.

Cecilia Malmström è la responsabile delle politiche commerciali e di investimento per tutti i 28 stati membri, e sono i suoi funzionari che stanno finalizzando, nella massima segretezza possibile, gli accordi con gli USA per il TTIP. Messa di fronte ai tre milioni e mezzo di firme e alla manifestazione di sabato, la Malmström ha ammesso che mai un trattato commerciale ha ispirato un’opposizione pubblica così diffusa e appassionata. Ma quando Hilary le ha chiesto, allora, come potesse continuare la sua persistente e sfacciata promozione dell’accordo, di fronte alle proteste così forti dei cittadini, la sua risposta è stata glaciale: “Il mio mandato non arriva dai cittadini europei“.

Credo che dovreste prendervi un po’ di tempo per riflettere su quello che avete appena letto. In otto parole c’è tutta l’aberrazione politica, sociale e perfino umana dei tempi che stiamo vivendo. Ufficialmente, la Commissione Europea è composta da commissari nominati dai governi nazionali, i quali dovrebbero entrare in carica dopo regolari elezioni. Dunque il mandato della Malmström dovrebbe arrivare eccome dai cittadini europei! La realtà, invece, la conosciamo tutti. I parlamenti nazionali sono sempre più esautorati. I governi si susseguono senza elezioni, giocando sul filo della Costituzione. I loro membri non sono espressione di alcun mandato popolare, ma vengono scelti dalle élite (vedi Giorgio Napolitano che pianifica l’investitura di Mario Monti, rovesciando un governo regolarmente eletto senza passare dalle urne), sulla base della loro stretta ortodossia rispetto a obiettivi che vengono da lontano. E questi governi, così lontani dai cittadini che dovrebbero governare, dopo incontri informali tenuti chissà dove, in quali circoli, mandano oscuri personaggi sconosciuti ai più nei ruoli chiave di uno spettrale governo europeo che prende decisioni in nome di tutti e ha un potere smisurato, di molte lunghezze superiore a quello del Parlamento Europeo, un’arma spuntata che serve solo a parcheggiare la volontà popolare in aree di sosta dove non può fare danni.

E infatti, la Commissione Europea sta conducendo le negoziazioni sul TTIP a porte chiuse, senza il coinvolgimento dei governi e tantomeno dei parlamenti. I funzionari inglesi incaricati di supervisionare hanno denunciato che durante i colloqui sono stati tenuti all’oscuro di tutto, rendendo nei fatti impossibile il loro lavoro. In realtà, come dimostrato da un nuovo rapporto, la Malmström riceve il suo mandato direttamente dai lobbisti delle grandi corporations che ruotano attorno a Bruxelles. La stessa Commissione Europea non fa segreto del fatto che prende le sue direttive dalle lobby industriali come BusinessEurope e European Service Forum, un po’ come le segretarie prendono nota di quanto viene loro dettato. Le negoziazioni per il TTIP sono segrete perché devono servire gl interessi corporativi, e non le esigenze del settore pubblico.

Guarda il video: “Chi sono i lobbisti al Parlamento Europeo? Ecco i nomi“.
LOBBY A BRUXELLES - BLOG VIDEOICON



 

[*] Nota: per quanto riguarda Marino, non dico che non bisogna parlarne, ma il principio di proporzione rispetto alla gravità dei fatti imporrebbe di dedicare più spazio alle cose che impattano gravemente sul nostro futuro, iniziando da quelle abnormi, per scendere via via verso il basso. Quando questa proporzione è così sistematicamente e grossolanamente violata, siamo sempre in presenza di una manipolazione. Le manipolazioni mediatiche hanno degli interessi ben precisi alle spalle (che non sono mai quelli della collettività) e producono danni futuri alla società in maniera paragonabile al danno che il fumo produce ai polmoni degli individui.

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5 commenti

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  • Il trattato in questione di cui i cittadini ignorano il contenuto, prevede l’arrivo sulle nostre tavole di pollo lavato con la candeggina, di carni agli ormoni, per essere vendute nei supermarket senza nemmeno l’etichetta che avvisi di che prodotto si tratti e quale la provenienza.

    Una rivoluzione per le multinazionali che imbandiranno le nostre tavole con cibi di cattiva qualità, che minano ancor più le nostre precarie condizioni di salute, per un inquinamento ambientale che tende a crescere, come la povertà e la miseria. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Consumeremo anche noi hamburger di carne gonfiata in panini di plastica, che ci consentiranno di attutire i morsi della fame facendoci ammalare, con buona pace di chi non dovrà elargire nessuna pensione o fornirci alcun tipo di assistenza.

    Per i sostenitori del Ttip, questo trattato migliorerebbe il Pil di mezzo punto percentuale nell’arco di dieci anni, ma a che prezzo? Non solo crescerà la disoccupazione a livelli insostenibili, ma ci saranno più licenziamenti e lavoro sottopagato, per soddisfare la bramosia di denaro dei grossi colossi del cibo, che si ingrasseranno grazie a consumatori disposti a comprare a pochi soldi pur di mettersi in pancia segatura . Va da sè che i nostri prodotti perderebbero competitività, destinati tuttalpiù ai pochi eletti della buona tavola, coloro che hanno possibilità di spendere per intenderci. Un dettaglio nemmeno preso in considerazione per favorire i molossi delle multinazionali che ben presto si sostituiranno a Stati sempre più supini alle leggi di mercato che stanno per essere completamente esautorati dalla propria sovranità.

    In Europa e specialmente a Berlino, ci sono proteste in atto, sostenute da organizzazioni come Greenpeace, da tempo attive su questo fronte, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini e la necessità di vivere in un ambiente non inquinato ed a misura d’uomo. Non sono servite a nulla tre milioni di firme da parte di cittadini che hanno espresso il dissenso su un accordo stretto al vertice, che deve rimanere segreto, per la massa asservita ai voleri dei più forti; bisogna baciare la stecca e non agitare troppo le acque. A questo ci pensano i mercenari di una stampa sempre più asservita, manovrata e ben oleata, per far si che non ci siano dissensi nè movimenti d’opinioni. Insomma abbiamo il gendarme dei diritti delle banche e delle multinazionali in agguato, per espandere tramite un mercato letale la propria influenza dove reputa necessario.

    Ed a giudicare da quanto sta succedendo questa politica che rischia di collassare continua ad essere sostenuta da usurpatori e vampiri della finanza per provocare disuguaglianze e aumentare la povertà. Per assurdo siamo quei pesci piccoli che presi nella rete ci moriranno dentro. Quando le democrazie sono sostituite dalle dittocrazie e dal capitalismo selvaggio, solo la forza della società civile può fermare un simile scempio.

  • la politica non fa più da argine alle azioni criminogene dell’essere umano ma da la stura a qualunque tipo di speculazione o saccheggio, perchè la stessa è gestita da poteri criminali.

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