Quando Massimo Garavaglia, oggi indagato alla Regione Lombardia, denunciò il golpe di Bruxelles.

Dopo tre anni li avete processati - Massimo Garavaglia

Nella vicenda che ha portato all’arresto del vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, che riguarda presunte turbative d’asta, figura tra gli indagati anche il nome di Massimo Garavaglia, l’assessore lombardo all’economia.

Massimo Garavaglia era stato anche senatore, vicepresidente della Commissione Bilancio dal 2008, in carica proprio quando il Governo Berlusconi venne ribaltato da un’evidente manovra internazionale iniziata con i risolini della coppia Merkel-Sarkozy e culminata con la vendita di miliardi di titoli del debito pubblico italiano da parte di Deutsche Bank, che causò l’impennata dello spread e il colpo di stato sul filo della Costituzione orchestrato da Giorgio Napolitano e Mario Monti.

Ma sentite cosa disse, all’epoca, Garavaglia circa lo svolgimento dei fatti, nel video che avevo pubblicato sul blog (Guardalo: “La prova del golpe“) a gennaio 2013 (nel post: “vuoi vedere che avevano ragione per davvero?“).LA PROVA DEL GOLPE - E STATA LA TROIKA

« Monti viene fatto senatore a vita il 9 di novembre. Il 10 siamo in Commissione Bilancio a chiudere la finanziaria. Quello stesso giorno vennero a interrogarci gli ispettori della Banca Centrale, da Bruxelles, perché eravamo sotto inchiesta. Ci interrogano, e poi alla fine ci domandando: – “Ma voi sosterrete il Governo Monti?“.
Ho risposto: – “Vedremo. C’è un Governo in carica. Se cade, vedremo chi verrà nominato e decideremo“.
– “No, no, no… Verrà fatto il Governo Monti. Voi lo sosterrete?“.
Al che ti girano un po’ i santissimi e dico: – “No, non funziona così: siamo stati eletti con la maggioranza. Se la maggioranza non sta più in piedi si va, si vota e il popolo decide chi Governa“.
-“No, no, no… Non ci siam capiti. Se voi non sostenete il Governo Monti, noi non compriamo i vostri titoli per due mesi e voi andate in fallimento“.Era giovedì 10 novembre. Venerdì noi chiudiamo la finanziaria al Senato. Lunedì viene incaricato Monti e martedì è premier.Questo discorsetto che è stato fatto a noi, evidentemente è stato fatto anche ai leader politici (noi eravamo solo interrogati in quanto tecnici). Tant’è che all’inizio anche Di Pietro era per il sostegno a Monti, perché ci aveva creduto anche lui, a questo ricatto dello spread. E così è andata.Tra l’altro, se uno va a vedere gli acquisti dei titoli in quelle settimane, casualmente non ce ne sono stati, e lo spread è schizzato su. Tutto ben orchestrato! »

A distanza di quasi tre anni da queste dichiarazioni, è stato aperto un fascicolo in qualche procura? Li vogliamo processare, o no?

3 commenti

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    • Confermo ,sono d’accordo che sicuramente sarebbe stato meglio fallire cosi’ vedevi quando facevano piu’ gli spavaldi avendo noi ancora una certa sovranita’……

    • Ma quale fallimento? Uno stato non puo fallire. Uno stato fallisce solo se decide di farlo, cioè se si suicida. Non lo avete ancora capito?

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